#Elezioni2018, -50 giorni: liti nel centrodestra ed in LeU, Pd giù nei sondaggi, Calenda boom


Mancano 50 giorni alle elezioni politiche ed ancora non tutto è chiaro per gli elettori. Il Centrodestra litiga sul programma, il PD non indica il candidato Premier ma, parola di Renzi, ‘basta che sia del Pd’. Di Maio va avanti per la sua strada solitaria ammettendo che in caso di non raggiungimento della maggioranza assoluta, si renderà disponibile ad accordi con chi voglia rispettare il programma dei 5 stelle.

Accordi post voto. E’ proprio su questo argomento che in tanti, soprattutto tra gli onorevoli, si interrogano. Ad oggi il Centrodestra è molto avanti nei sondaggi ed è vicino ai ‘magic number’ di 316 deputati e 160 senatori. La sensazione è che si stia però raschiando il fondo del barile e che Berlusconi, Salvini e Meloni potrebbero non farcela a raggiungere la maggioranza assoluta nei due rami del parlamento. Cosa fare allora?

E’ qui che gli scenari si moltiplicano. Molto dipenderà da quanti parlamentari avranno le singole forze politiche. La sensazione è che il centrodestra sia solo una coalizione ‘elettorale’ e non di governo e che il Cavaliere si affrancherà presto da Lega e Fratelli d’Italia per dare vita ad un governo di larghe intese con PD, centristi ed i ‘maroniani’ presenti nel Carroccio. Salvini ha mal digerito la rinuncia alla ricandidatura del Presidente della Lombardia e guarda con sospetto alla amicizia tra Maroni stesso e Berlusconi. Per questo eviterà di avere troppi maroniani nei listini elettorali.

Il varo di un governo Forza Italia- PD dipende molto dalla tenuta di quest’ultimo. I nuovi sondaggi danno i Dem in caduta libera e vicini alla soglia psicologica del 20%. Se il PD renziano capitolasse, potrebbe verificarsi ciò che il Cav teme di più. Una convergenza Pd post renziano, Sinistra di Liberi ed Uguali e Movimento 5 Stelle. Se infatti il partito di Di Maio avesse una buona performance, tutto potrebbe accadere. Ed un governo pentastellato è l’incubo per Berlusconi. 

Ultima notazione, la fine dell’effetto ‘novità’ per Grasso e l’inizio dei dissidi interni a LeU sulle alleanze regionali. No all’appoggio di Gori in Lombardia, trattative per Zingaretti nel Lazio e c’è chi, nel nuovo listone, non vede di buon occhio l’appoggio a quest’ultimo. Divergenze anche sulle alleanze post-voto. Boldrini contraria ad accordi con i 5 Stelle, Grasso possibilista.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per indispettire ancora di più gli elettori, già sfiduciati da una politica sempre più lontana dai problemi quotidiani e con un sistema elettorale che non garantisce, salvo sorprese, maggioranze stabili.

Nomi sui possibili premier? Tajani in caso di vittoria del centrodestra, alcuni mettono in lista anche Bobo Maroni. Gentiloni potrebbe rimanere in caso di governo a trazione Pd-FI ma una nuova stella sta nascendo, è il ministro (ex attore nel Libro Cuore) Carlo Calenda. Ha rifiutato una candidatura nel PD per avere le mani libere e poter essere garanzia di autonomia da Renzi. Chissà…

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Sondaggio: chi voterai alle elezioni del 2018?


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Sondaggio: qual è la tua serie TV preferita del 2016?


 

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Sondaggio anni 80: Bim Bum Bam ed Ok il prezzo è giusto su tutti!


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Bim Bum Bam ed OK il prezzo è giusto sono gli show simbolo degi anni 80, secondo voi. Sondaggio alla mano.

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Salvini: ‘radere al suolo i campi Rom’, sondaggio


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Campi Rom. Ogni atto di razzismo è da condannare. L’ho scritto in varie occasioni. Detto questo i campi vanno chiusi e le persone che vi abitano devono seguire l’iter burocratico di ogni altro cittadino italiano. Prendere una casa in affitto, fare domanda di alloggi popolari, qualora ne abbiano i requisiti. Ma tali cittadini, in stragrande maggioranza italiani, vanno anche controllati come tutti gli altri. Ovvero con controlli incrociati su reddito, beni etc. Punendo le irregolarità amministrative ed i reati di microcriminalità, che ci sono e non è razzismo affermarlo.

Il nostro paese non brilla per legalità, un appalto su tre è irregolare, ogni giorno scatta una nuova inchiesta. Il tutto perché le leggi non vengono rispettate e le pene sono ridicole. È lì che si deve agire. Per tutti.

Veniamo a ciò che ha detto il leader leghista. Alza sempre più l’asticella ‪#‎Salvini‬. Cerca sempre di più lo scontro, per ora solo verbale. È una strategia chiara e fruttuosa ahimè. Perché parlare alla pancia dell’opinione pubblica porta sempre consensi. Poco importa che si imbarbarisca il clima, che si accendano gli animi, che si dia alibi a pazzoidi vari. La cosa importante , per molti politici è portare a casa il risultato. A qualsiasi prezzo. Anzi, possibilmente gettando benzina sul fuoco e sperando in nuove polemiche su cui speculare.

A tal proposito lancio un sondaggio per voi lettori. Cosa ne pensate delle parole di Matteo Salvini? Votate!

Poll: Salvini vuole abbattere i campi Rom

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Sondaggio: chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica?


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A gennaio con molta probabilità inizieranno le manovre per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha già fatto capire la sua intenzione di lasciare non appena scaduto il mandato italiano della Presidenza europea. Dal 15 gennaio in poi ogni giorno è buono.

Chi sarà il successore? Un nome già ampiamente citato, un outsider della politica, un tecnico o addirittura un membro della ‘società civile’? Votate al sondaggio proposto dal Blog!

Le votazioni per la Presidenza della Repubblica storicamente si sono rivelate ostiche per il ‘partito di maggioranza relativa’. La DC raramente riuscì ad eleggere il suo candidato. Franchi tiratori, faide interne, regolamenti di conti a livello politico. Tutti ingredienti tipici della Prima Repubblica, parzialmente accantonati nella Seconda, con le elezioni ‘tranquille’ di Ciampi e Napolitano, tornate prepotentemente alla ribalta nel 2013, con il killeraggio democratico di Marini e Prodi.

Matteo Renzi punta su una personalità debole, incapace di oscurarlo mediaticamente. Il PD è diviso in varie correnti, così come fu per la Democrazia Cristiana. Forza Italia è attendista, disponibile a votare alcune personalità del PD, a determinate condizioni. Vendola ha provato a stanare i dem candidando Romano Prodi, Berlusconi non sembra più così sfavorevole all’ex Premier ma il tutto ‘puzza’ di strategia per mettere in difficoltà Renzi. I 5 Stelle non sembrano avere una strategia chiara, al momento. Ricorreranno di nuovo alle ‘quirinarie’?

Tanti i nomi fatti. Nel sondaggio ho tenuto a togliere quelli che, a mio giudizio, sono poco credibili. D’Alema, Monti, Letta, Casini, Rodotà. Ho lasciato Prodi solo perchè potrebbe rappresentare la convergenza di parte dei 5Stelle, del PD, della Sinistra e del Centro. Pura accademia ma chissà… Poi i Presidenti delle due Camere Grasso e Boldrini, il Governatore della BCE Mario Draghi, il quale difficilmente lascerà una delle poltroni più potenti del mondo per imbarcarsi nella avventura italica. Pinotti e Finocchiaro non mi piacciono ma tra le due preferisco la seconda. Amato c’è sempre, come il prezzemolo. Di Veltroni si è già parlato e potrebbe essere votato da PD e Forza Italia, così come Bersani, parzialmente risarcito della ‘faida’ dei 101 che distrussero politicamente lui e Prodi un anno e mezzo fa.

La candidatura più forte al momento appare comunque quella del ministro dell’Economia Padoan. Un ministro ‘imposto’ a Renzi, del quale si libererebbe volentieri per riconsegnare il posto ad un ‘suo personaggio di fiducia’. Così come fu per Ciampi ed Einaudi, un Economista salirà al Quirinale?

Possibili outsider sono Cassese, Severino, la Giudice Costituzionale Cartabia e Renzo Piano. Ed Emma Bonino? Non l’ho inserita perchè sarebbe sicuramente, come al solito, la più votata senza avere però chance concrete. Magari le porta fortuna!

Poll: Il nuovo Capo dello Stato?

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Regionali, sondaggi su Piemonte ed Abruzzo danno in testa…


Il 25 maggio, in Italia, si vota anche per le elezioni Regionali. In Piemonte strada apparentemente spianata per Chiamparino, nettamente in vantaggio su 5 Stelle e Forza Italia. Almeno cosi dicono i sondaggi clandestini.

All’ex capo della diocesi metropolitana di Torino andrebbero infatti i voti di ben 50 confratelli – proprio la metà esatta del corpo elettorale, anche se ricordiamo che il Concistoro regionale non prevede turno di ballottaggio -: a dispetto delle polemiche e degli attacchi di questi ultimi giorni, il porporato sembra ancora molto popolare, soprattutto nella provincia di Torino, dove riuscirebbe a strappare una maggioranza nettissima, pari a 61 voti.

In seconda posizione, staccatissimo, farebbe comunque registrare un’ottima performance, toccando quota 24, l’ossuto vescovo pentastellato, capace di capitalizzare il consenso verso il suo capo spirituale – lo spassoso camerlengo di Genova – e di convincere molti elettori valsusini grazie alla netta opposizione manifestata contro la TAV Torino-Lione.

Addirittura terzo – che smacco, per chi fino ad ora governava la regione ecclesiale! – il diacono baffuto, fermo a 17 voti appena. Il prelato (nelle cui fattezze molti ravvisano una somiglianza col celebre omino Bialetti di Carosello) sembra evidentemente patire la divisione del fronte conservatore e i guai del leader nazionale, l’inaffondabile (ma ora costretto a fare opere di bene in una comunità religiosa della Brianza) cardinale di Arcore. (Polisblog)

Anche in Abruzzo, seppur con % minori, sembra in testa il candidato di CentroSinistra. Non è detto però che i 5 Stelle partano sconfitti. Potrebbero esserci sorprese.

Il Centrosinistra candida alla presidenza D’Alfonso che secondo i sondaggi elettorali è al 35,3%. Nel dettaglio il PD raggiunge quota 30% nelle intenzioni di voto, SEL 4% e Scelta Civica, che corre con l’alleanza progressista, è al 1,3%.

Il Centrodestra invece presenta il governatore uscente Chiodi. Secondo gli ultimi sondaggi dovrà recuperare terreno visto che è quantificato al 30,7%, con Forza Italia al 21,1%, NCD 5,6% e Fratelli d’Italia al 4%.

Per quanto riguarda il M5S come è noto i candidati sono stati scelti dalla rete, compresa Sara Marcozzi che tenta l’assalto alla presidenza. Nelle intenzioni di voto il Movimento Cinque Stelle, che come sempre corre da solo, è al 24,9%. (scenaripolitici.com)