La Storia della TV: anno 2000


Il nuovo numero della rubrica “Storia della TV” è dedicato all’anno 2000. Cifra tonda, fondamentale per la tv italiana.

Sconfitto il pericolo Millennium Bug, l’anno televisivo italiano iniziava con due produzioni ancora oggi in onda. Il 7 gennaio, su Rai1, faceva il suo esordio Don Matteo. La serie prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e con protagonista Terence Hill nei panni di un parroco di provincia impegnato a risolvere delitti e crimini è da subito un grande successo. Prodotto ancora ai nostri giorni, dopo 246 episodi, avrà una dodicesima edizione nel 2020.

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Mediaset rispose con un programma cult, C’è Posta per te. In onda dal 12 gennaio, lo show condotto da Maria De Filippi è diventato negli anni una vera e propria corazzata mediatica, capace di distruggere qualunque produzione concorrente. Lo sa bene la Rai, che oramai ha quasi abdicato al ruolo di regina del sabato sera autunno inverno. I diritti del format del programma, ideato in Italia da Maria De Filippi, sono stati acquisiti anche da altri paesi per realizzare delle edizioni locali della trasmissione.

Tornando alla fiction, Rai e Mediaset proseguirono la sfida con due produzioni di grande successo pur se dello stesso genere. Distretto di Polizia e La Squadra. Ambedue nati nel 2000, il primo, ambientato a Roma, ha avuto ben 11 stagioni. Il secondo, girato a Napoli, è stato prodotto sino al 2007.

Il duello tra i due colossi televisivi italiani non ha risparmiato il ‘sacro’. Nel 2000 infatti furono girate ben due fiction su Padre Pio. Mediaset si affidò a Sergio Castellitto, Rai preferì Michele Placido. Due sceneggiati di grande successo nell’anno successivo alla beatificazione del presbiterio italiano.

In TV, oltre al filone consolidato delle fiction, si sono avuti anche degli esperimenti interessanti. Uno su tutti fu Libero, il programma di scherzi telefonici di Rai2, ideato da Giovanni Benincasa e condotto per alcune stagioni da Teo Mammuccari. Buoni ascolti, diventato presto ‘cult’ tra i giovanissimi, ha favorito l’impennata nella carriera del conduttore romano. Prodotto sino al 2007. Sempre su Rai2, nello stesso anno, nasceva Stracult, un programma di cinema che analizzava appunto i cult movie del cinema popolare e che viene trasmesso ancora oggi. Una bella passerella per il grande schermo ‘minore’ e per tanti attori malvisti inizialmente e poi rivalutati.

Se spostiamo il mirino sulle serie tv non si può non citare Dawson’s Creek, il nuovo teen drama “figlio di Beverly Hills” e che faceva il suo esordio ‘in chiaro’, in Italia, a gennaio. Sei stagioni, 128 episodi, per un telefilm adolescenziale che ha lasciato il segno. Così come, per certi versi, ha fatto anche Sex and the City, trasmesso per la prima volta nel nostro Paese proprio nel 2000 e che ha contribuito ad un rinnovamento narrativo nella serialità americana ‘al femminile’, proseguita poi con Desperate Housewife ed altre produzioni di genere.

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Capitolo Cinema. La 72ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, il 26 marzo 2000, certificava il trionfo di American Beauty, il dramma diretto da Sam Mendes si aggiudicava, tra gli altri, i premi come miglior Film, miglior regia e miglior attore protagonista, quel Kevin Spacey magistrale nel ruolo di un ossessionato Lester Burnham e che anni dopo vivrà sulla propria pelle uno scandalo devastante.

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Due film campioni di incassi dell’anno furono Il Gladiatore, il colossal  storico che ha consacrato il già noto Russell Crowe ed X-men, diretto da Bryan Singer, che contribuì a rafforzare il genere Cinecomics, poi esplosi a fine decennio con le produzioni Marvel.

In Italia segnalo il bel film di Marco Tullio Giordana, i Cento Passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, giornalista ed attivista impegnato nella lotta alla mafia.

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E mentre la Lazio vinceva il suo secondo scudetto della Storia, su Canale5, il 22 maggio, veniva trasmesso per la prima volta un nuovo format poi diventato di culto. Chi vuol essere Miliardario. Gerry Scotti si apprestava a condurre la la versione italiana del format inglese Who Wants To Be a Millionaire? Tredici edizioni, l’ultima, celebrativa, proprio qualche mese fa.

Il 2000 nella musica può essere riassunto in una parola. Anastacia. L’esordio bomba della cantautrice statunitense fu di quell’anno. I’m Outta Love, uscito ad inizio 2000 in Usa e poi arrivato in primavera anche in Europa. Milioni di copie vendute, hit dell’anno in testa per settimane in molte classifiche nazionali, il brano ha consacrato l’artista americana nel mondo.

Qui di seguito la classifica dei brani più venduti in Italia nell’anno 2000:

I'm outta love - Anastacia [#1, 2000/01]
Freestyler - Bomfunk MC's [#1, 2000/01]
It's my life - Bon Jovi [#1]
Move your body - Eiffel 65 [#1, 1999/00]
Vamos a bailar - Paola e Chiara [#1]
Too much of Heaven - Eiffel 65 [#1]
Music - Madonna [#1, 2000/01]
Sex bomb - Tom Jones & Mousse T [#1, 1999/00]
American pie - Madonna [#1]
Lady (hear me tonight) - Modjo [#1, 2000/01]

Tornando al piccolo schermo, nell’anno della creazione del dipartimento Teche della Rai, sempre nella azienda di Viale Mazzini, Pippo Baudo conduceva Novecento. Il programma era nato dal successo di Giorno dopo Giorno, quiz di Rai3 che aveva segnato il ritorno in Rai di Baudo dopo la parentesi Mediaset di fine anni 90.

La trasmissione raccontava fatti e personaggi italiani del novecento alla presenza di testimoni e storici. La formula prevede un talk-show condotto da Baudo e la partecipazione di due coppie del mondo dello spettacolo e della cultura che si sfidano in un quiz relativo ai temi della trasmissione

(Wikipedia)

Uno spettacolo gradevole, come solo Pippo Baudo sapeva fare e che ebbe una buona affermazione sulla terza rete, palcoscenico insolito per il conduttore siciliano e per il genere proposto. Ho così tanto apprezzato il programma da aver scelto lo stesso titolo per la rubrica sulla storia del programmi televisivi italiani, Novecento appunto.

Sul fronte sportivo, oltre al successo della Lazio in campo nazionale, la Francia vinse gli Europei di calcio grazie ad un golden goal di Trezeguet proprio sull’Italia di Zoff. Fortemente criticato da Berlusconi, il commissario tecnico lasciò l’incarico. In Formula Uno, Michael Schumacher riportò, dopo 21 anni, il titolo piloti in casa Ferrari.

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L’autunno, negli Stati Uniti, fu segnato da una delle elezioni presidenziali più incerte di sempre, che avrebbe poi visto prevalere di pochissimi voti il governatore George Bush su il vicepresidente uscente Al Gore. In Italia invece su fu un autunno ‘culinario’. Nel mezzogiorno di Rai1 arrivava infatti Antonella Clerici con la prima edizione del fortunatissimo La Prova del cuoco. Anche la Rai sceglieva il cooking show, di lì a poco tutta la tv ne sarebbe stata contagiata.

Menzione ‘culturale’ per Ulisseil piacere della scoperta, è del 2000 la prima puntata, dedicata agli Etruschi, del programma televisivo documentaristico ideato da Piero Angela ed Alberto Angela, e condotto da quest’ultimo. 19 edizioni, più di 200 puntate e soprattutto la promozione su Rai1 di quest’anno con un buon riscontro di pubblico. Segno che la qualità e la cultura pagano, anche in prima serata.

L’ultimo anno del XX secolo si concluse con ascolti record per un nuovo genere di programma. Il reality show. A settembre, su Canale5, prese il via il Grande Fratello, basato sul format olandese Big Brother, generato anche dal clamore che scaturì dal film The Truman Show, il reality per eccellenza ebbe un grosso successo in Europa e soprattutto in Italia. 16 milioni di spettatori videro l’ultima puntata del dicembre 2000.

Spiare le reazioni di ragazzi sconosciuti chiusi assieme in una casa fu un gran colpo di genio degli olandesi e soprattutto ha generato un filone televisivo oramai predominante. Assieme ai talent, i reality hanno davvero cambiato la televisione, contribuendo a mandare in pensione il genere di spettacolo di varietà che per tanti anni ha caratterizzato il nostro piccolo schermo. Una evoluzione del linguaggio tv che è forse più una involuzione, una perdita di qualità in cambio di ‘vicinanza’ alla gente comune. Il famoso quarto d’ora di notorietà di Andy Warhol che diventa un vero e proprio modo di fare televisione. E chissà con quali altre e temibili evoluzioni future.

20 anni senza #Corrado


L’8 giugno di venti anni fa ci lasciava Corrado. “Lo scognomato” come lo definiva Totò. Un protagonista della mia infanzia e dell’adolescenza attraverso bei programmi come Il pranzo è servito e La Corrida. Corrado è stato anche molto altro, da l’amico del Giaguaro a Canzonissima passando per tante altre trasmissioni di successo, rimanendo nella storia nel 1945 quando, dai microfoni della radio, annunciò la fine della seconda guerra mondiale.

Uomo mite, ironico, mai volgare ma pungente, con il suo garbo ha rappresentato la tv più bella, sia nelle emittenti pubbliche che in quelle private. Sarà per sempre, assieme a Fabrizio Frizzi, nel cassetto dei ricordi di un piccolo schermo ideale quanto mai difficile da ritrovare nel presente.

Ciao Corrado!

PS: Qui di seguito alcuni articoli di Candido dedicati alle trasmissioni di Corrado:

La Storia della TV italiana: anni ’50


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La Storia della Televisione, in Italia. Una rubrica nuova ed anche un progetto ambizioso,  tramite il quale cercherò di trasportarvi indietro nel tempo per capire cosa è stata la Tv nel nostro Paese. Dal 1954, primo anno della Tv italiana, arrivando ai nostri giorni.

Un passo indietro ulteriore è necessario. Anno 1925, l’inventore scozzese John Logie Baird costruì il primo prototipo realmente funzionante di televisore. Negli anni 30 in varie nazioni d’Europa si sperimentarono le prime trasmissioni tv. Dall’Inghilterra alla Francia passando per la Germania nazista. Anche in Italia Mussolini si mosse in tal senso:

venne emanata una legge (9 gennaio 1936) che stabiliva il passaggio dei programmi dell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) sotto il controllo del Ministero della Stampa e Propaganda del governo fascista. Le prime trasmissioni sperimentali iniziarono nel 1939 a Torino con l’EIAR.

Nel 1944 l’EIAR divenne RAI (Radio Audizioni Italiane, poi Radio Televisione) per proseguire le sperimentazioni rallentate dalla guerra. Arriviamo quindi al 3 gennaio 1954, la data in cui la Tv si ‘accese’ anche in Italia.

Il primo annuncio, dato in diretta da Fulvia Colombo:

L’Italia del 1954 è ‘rurale’, quasi il 40% dei lavoratori è impiegato nel settore agricolo, più del 30% è nell’industria e solo il 28% è nel terziario. Il reddito pro-capite nel 1950 era tornato ai livelli ante guerra.

La TV quindi rappresenta una vera e propria finestra sul mondo. E per molti anche l’occasione per imparare l’italiano.

Il palinsesto del primo giorno di programmazione:

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Inizialmente la Tv non era poi così diffusa. 80.000 televisori ad inizio 1954, soprattutto per via dei prezzi esorbitanti. Il costo di un televisore era proibitivo (250.000 lire per un apparecchio), equivaleva al reddito annuo di una famiglia di ceto medio. Ecco perché si ebbe uno sviluppo nei bar delle “sale tv” dove ci si recava per assistere collettivamente alle trasmissioni.

Inizialmente la tv viene vista solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio. Ma già alla fine del ’54 la quota di popolazione servita supera il 48%. Nel ’61 raggiunge il 97% degli italiani. e la rete di trasmissione non copriva tutto il territorio.

La sigla del primo Telegiornale:

Ma cosa trasmetteva la TV nel 1954? Il volto della RAI dei primi anni ’50 non poteva che essere lui. Mike Bongiorno.

Il conduttore italo-americano ha l’onore di aver presentato la prima trasmissione televisiva ovvero Arrivi e partenze. Alle ore 14.30 del 3 gennaio, subito dopo l’inaugurazione ufficiale della nascente televisione italiana.

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Bongiorno, che era stato scelto personalmente dal direttore generale della Rai Vittorio Veltroni (padre del politico Walter Veltroni), intervistava personaggi italiani e stranieri in partenza o in arrivo negli aeroporti e nei porti italiani. L’altro intervistatore del programma era Armando Pizzo giornalista Rai.

La trasmissione segnò il debutto di Antonello Falqui, che ne era il regista.

Inizialmente i programmi duravano quasi 4 ore. Nei primi 10 anni di vita gli abbonamenti crebbero costantemente: dai 24.000 del ’54 a oltre 6 milioni nel ’65. Nello stesso periodo il cinema subì un notevole calo nel numero di biglietti venduti.

E mentre negli Stati Uniti nascevano da subito network privati, per i quali non si pagava canone, nell’Europa post bellica l’unico ente in grado di sostenere le ingenti spese per le trasmissioni risultava essere lo Stato.

E se negli altri Paesi europei la Tv poteva contare su un pubblico mediamente scolarizzato, in Italia il mezzo televisivo, oltre che ‘intrattenere’ venne pensato anche per ‘educare’ la popolazione, dove l’analfabetismo era ancora alto. Nel 1954 parlava correntemente l’italiano solo il 20%della popolazione (quasi il 13% è analfabeta).

Nel 1958 nacque quindi il progetto di Telescuola.

un programma televisivo sperimentale della RAI realizzato con il sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione diretto a consentire il completamento del ciclo di istruzione obbligatoria ai ragazzi residenti in località prive di scuole secondarie [..] Telescuola fu un’esperienza umana e didattica straordinaria che in sei anni avrebbe permesso di entrare in contatto con gruppi di ascolto sparsi in piccoli centri di tutta Italia, contribuendo, di fatto, all’alfabetizzazione del Paese. Si possono citare tra i conduttori un giovanissimo Luciano Rispoli

Il progetto fu poi integrato nel 1960 dal programma ‘Non è mai troppo tardi‘. Un ‘Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta’ condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi, il cui fine era quello di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che non ne erano ancora in grado, pur avendo superato l’età scolare. Vere e proprie lezioni.

Ma sul Programma Nazionale, ovvero l’unico canale Tv, c’era ben altro. Il teatro al venerdì sera ma anche programmi comici. Un, due, tre ad esempio, condotto da Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Andato in onda dal gennaio 1954 al 1959, era strutturato in forma di sketch e parodie.

E poi i quiz con lo ‘storico’ Lascia o Raddoppia, condotto da Mike Bongiorno, in onda dal 1955 al 1959. Successo clamoroso, tanto da essere trasmesso anche nei cinema. Vediamo un piccolo estratto da un video dell’Istituto Luce:

Grande popolarità riscosse anche Il Musichiere, programma musicale che rese famoso il conduttore romano Mario Riva.

I concorrenti, seduti su di una sedia a dondolo, dovevano ascoltare l’attacco di un brano musicale e, una volta riconosciutolo, precipitarsi a suonare una campanella a dieci metri di distanza per avere diritto a dare la propria risposta, accumulando gettoni d’oro per il montepremi finale. Il montepremi si conquistava indovinando il “motivo mascherato”, eseguito all’apertura di una cassaforte che conteneva la vincita.

I motivi musicali erano eseguiti dall’orchestra di Gorni Kramer e da due cantanti: Nuccia Bongiovanni e Johnny Dorelli. Quest’ultimo fu poi sostituito da Paolo Bacilieri.

In onda dal 1957 sino al 1960, quando Riva morì tragicamente in un incidente.

Ma la Tv degli anni 50 visse anche di ‘eventi’. Come il Festival della Canzone Italiana. Sanremo. Nato nel 1951, dal 1954 venne trasmesso anche in Tv, riscuotendo grande successo, sino ad arrivare al record dei 30 milioni di telespettatori incollati davanti al televisore per assistere alla performance di Domenico Modugno, con il suo ‘Nel blu dipinto di blu’, vincitore del Festival 1958.

Sempre nel 1958 ecco lo show per eccellenza. Dalla Radio sbarca in Tv ‘Canzonissima‘, il torneo musicale che vede protagonisti i più importanti cantanti nazionali. La prima edizione condotta da Renato Tagliani con Tognazzi, Agus, Walter Chiari, Lauretta Masiero e Corrado Pani. Rimarrà in onda, anche con nomi diversi, sino al 1976.

Nel 1957 arriva anche la pubblicità. Carosello, il programma composto da brevi filmati seguiti da messaggi pubblicitari. Volti noti della tv e cartoni animati aiutarono gli italiani ad entrare nell’epoca del ‘consumismo’. In onda tutti i giorni per dieci minuti, dalle 20.50 alle 21. E dopo Carosello ‘tutti i bimbi a nanna’.

Non mancava lo Sport, con la Domenica Sportiva, in onda sino dalle prime ore della Tv, nel gennaio 1954. Altro programma di successo fu Campanile sera. In onda dal 1959 per tre stagioni e condotto dall’onnipresente Mike Bongiorno assieme a Renato Tagliani ed Enzo Tortora.

Fu il primo esempio di “gioco collettivo” in quanto veniva data la possibilità di giocare al pubblico che partecipava alla trasmissione e a quello da casa.[…] l meccanismo del gioco era semplice. Si trattava in pratica di un quiz, con domande rivolte a concorrenti di un paese del Nord Italia e di una località del Sud, alle quali venivano abbinate anche prove atletiche. In questo modo il pubblico veniva a conoscenza della realtà dei piccoli paesi italiani ed infatti il filmato che dava inizio alla puntata del quiz descriveva il paesaggio e la realtà produttiva dei comuni in gara.

Successo clamoroso. Il format fu venduto anche all’estero e fu ispirazione per il successivo Giochi senza frontiere.

Infine, la Tv degli anni ’50, in pieno stile democristiano, era anche ricca di censure. Ne ricordiamo due in particolare:

[..] il famoso caso della soppressione del varietà La piazzetta nel 1956 per la ballerina Alba Arnova che, andando in scena in diretta con una calzamaglia color carne diede l’impressione (per via del bianco e nero) di essere nuda, o la sospensione del varietà Un, due, tre e l’allontanamento dei conduttori Raimondo Vianello ed Ugo Tognazzi colpevoli di aver parodiato una caduta di cui era stato protagonista il presidente della repubblica Giovanni Gronchi;

 Termina così il primo numero de La Storia della TV, dedicato agli anni ’50. Il primo decennio vide il vorticoso sviluppo del mezzo televisivo, sia nella distribuzione presso la popolazione, sia nella creatività di autori, conduttori e maestranze.

Gli anni ’60 riserveranno tante sorprese. Dalla nascita di un secondo canale, al varo di nuovi programmi, accompagnando gli italiani in un periodo non facile per il Paese e per il Mondo intero. Ma ne parleremo nel prossimo numero.

Stay tuned…

Fonti
wikipedia, da cui sono tratti gli estratti ed i virgolettati.

Novecento’80: Il Gioco delle Coppie (1985)


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Una estate all’insegna degli anni 80! Novecento, la rubrica degli show del passato, per tutta l’estate sarà interamente dedicata alla Tv degli anni ’80! Si comincia con un programma ‘cult’. Il Gioco delle Coppie, in onda dal 1985 al 1994. Il format non era originale e derivava dall’americano The Dating Game. 

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Lo svolgimento era abbastanza semplice. Un ‘cacciatore’ doveva scegliere, da una terna di persona del sesso opposto, quella da portare con se in vacanza. La scelta però era al ‘buio’ ovvero senza poter guardare in faccia l’interlocutore, basandosi quindi solo sulla voce. Due manche a puntata. Un cacciatore uomo con tre prede donne ed una cacciatrice del ‘gentil sesso’ con i tre rispettivi possibili partner.

In onda dal settembre 1985 su Italia1, con Marco Predolin alla conduzione, il game show ebbe grande successo. L’anno dopo fu spostato su Rete4 per finire, nel 1988, sulla rete ‘ammiraglia’ Canale5, alle 14.15 dal lunedì al sabato.

Punte del 20% di share con più di 3.5 milioni di telespettatori decretarono un vero boom per il programma. Nel 1990, dopo cinque stagioni, Predolin lasciò la conduzione a Corrado Tedeschi, reduce dal quiz Doppio Slalom. Furono altri due anni di buoni ascolti. Nel 1993 il Gioco delle Coppie si spostò di nuovo su Rete4 e  passò alla coppia Mastrota-Estrada per due stagioni. Infine i comici Trettrè condussero una edizione estiva nel 1994.

Tra le tante curiosità sullo show possiamo ricordare l’arrivo di Federica Panicucci come valletta tra il 1988 ed il 1990, ruolo che la lanciò definitivamente. Elena Guarnieri invece, prima di condurre i Tg Mediaset, comparì come comparsa e poi come valletta proprio al Gioco delle Coppie.  Tra le concorrenti anche Simona Ventura, Maria Grazia Cucinotta e Carolina Morace.

Candido, gli articoli più letti del 2015


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Il 2015 è stato, per me, un anno di disimpegno dalla politica. Almeno per quanto riguarda il blog. Le visite su Candido ne hanno risentito e la classifica 2015 degli articoli più letti lo dimostra. La rubrica sulla pittura Artè conquista 1° e 4° posto, con Afremov e Monet. Per il resto tanta Storia, da Mario e Silla ad alcuni capitoli del Risorgimento (i moti del 1830-31, la prima guerra di Indipendenza), agli articoli della Costituzione (il 7 ed il 3) passando per un po’ di Musica (le radio più ascoltate ed un articolo sui The Smiths) ed un pizzico di TV (Storia della Tv Americana e di quella francese). Un solo articolo di politica tra i 15 più letti nell’anno, il sondaggio su chi avrebbe potuto essere il nuovo Capo dello Stato.

Top 5 2015 (articoli più letti scritti nel 2015)

Chissà cosa leggerete sul Candido nel 2016!

Top 15 in assoluto (gli articoli più letti del 2015)

ArTè: Leonid Afremov, Impressionismo contemporaneo
I 10 avvenimenti storici piu importanti per l’umanità
Viaggi nella Storia: Mario e Silla, la prima guerra civile romana
ArTè: Monet ed i paesaggi invernali
I moti del 1830-31: le insurrezioni di Modena e Parma, Ciro Menotti
Storia della Costituzione: Articolo 7 (i rapporti con la Chiesa e la laicità)
Risorgimento, Prima Guerra d’Indipendenza (1): le Cinque Giornate di Milano, Carlo Cattaneo
RTL 102,5 è la Radio più ascoltata, seguono Deejay ed Rds
Mondo Tv: La Televisione Americana
Abbonamenti Serie A 2014-15, i numeri squadra per squadra
Jukebox: “Please, Please, Please Let Me Get What I Want”, The Smiths
Storia della Costituzione: Articolo 3, l’Uguaglianza e le Pari Opportunità
Sondaggio: chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica?
Prime Pagine storiche nel Novecento. Grazie all’archivio de “La Stampa”
Mondo Tv: la Televisione Francese

Mondo TV: la Televisione Britannica


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Quarto appuntamento per parlare dei Sistemi TV dei Paesi nel Mondo. Dopo  Stati Uniti, Francia e Germania oggi tocca alla Gran Bretagna. In sintesi la BBC, primo gruppo pubblico, trasmette senza pubblicità e finanziata dal solo canone.  Esiste un secondo gruppo statale, ovvero Channel 4, che però non ha finanziamenti di Stato ma si sostiene con la pubblicità. ITV è il gruppo privato ‘in chiaro’ più grande. Nato per opera del governo conservatore nel 1955, si chiamava Channel3 sino al 1990. C’è poi Channel5 del gruppo VIACOM. Infine Sky di Murdoch, primo gruppo satellitare a pagamento.

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Vediamo i canali principali, uno per uno:

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La BBC (sigla di British Broadcasting Corporation)  fondata da privati nel 1922 e divenuta pubblica nel 1927 è il gruppo televisivo più vecchio del Mondo. Totalizza circa il 33% degli ascolti nel Regno Unito. Vediamo i canali principali:

BBC One (21% di share, 2014). Una sorta di RaiUno

BBC One è il primo canale televisivo della BBC. Ha iniziato a trasmettere il 2 novembre 1936 come la BBC Television Service ed è stato il primo servizio televisivo regolare al mondo con un elevato livello di risoluzione dell’immagine. È stato successivamente rinominato BBC tv fino al lancio di BBC Two nel 1964, precedentemente conosciuto come BBC1 fino adottando il nome attuale nel 1997. È un canale generalista, e trasmette anche programmi in Eurovisione, come l’Eurovision Song Contest, che ha realizzato per l’ultima volta nel 1998.

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BBC Two (6% di share, 2015), nata negli anni ’60, sotto il governo laburista.

La BBC ha ottenuto il secondo canale nel 1964. Essendo il caposaldo dell’emittenza televisiva britannica di quegli anni, la motivazione che spinse a creare un secondo canale non fu aggiungere ulteriore audience ma fu dettata dall’esigenza di proporre al pubblico una programmazione di più alto contenuto culturale.

Nel Gruppo BBC vi sono altre reti tv, BBC Three (1%, nata nel 2003) , che si rivolge prevalentemente ad un pubblico molto giovane con produzioni prettamente inglesi. Poi c’è BBC Four, con programmi fatti di repliche

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Gruppo ITV (22% di share nel 2015)

E’ il primo gruppo privato, nato nel 1955 tramite il Television Act del Governo conservatore. Ha circa il 22% di share, di cui gran parte per merito di ITV1 (15%) ITV2 ed ITV3 (al 2% ciascuna)

Il Television Act che fece nascere l’ITV, prima emittente di carattere privato in Europa e rete di quindici franchising regionali commerciali. Fondata per fare concorrenza alla BBC è  stato il primo canale commerciale fornitore finanziato dalla pubblicità.

Tra le serie più famose prodotte, L’Ispettore Barnaby, Poirot , Cadfael, Piers Morgan On… e Coronation Street, in onda dal 1960.

Produce i talent show X Factor e Britain’s Got Talent. ITV2 trasmette Gossip Girl and The Vampire Diaries

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Channel 4. E’ il secondo gruppo pubblico televisivo britannico. Nato nel 1982 come alternativa al Gruppo BBC ed a ITV. Pur essendo una rete pubblica non ha canone ma si finanzia con la pubblicità. Il gruppo, costituito da varie emittenti, totalizza circa il 10% di share, di cui il 7% da Channel4. Tra i programmi trasmessi la serie Melissa e Joey, Black Mirror. Trasmise anche Friends, tanto che l’ultima puntata (9,6 milioni) rimane tra le trasmissioni più viste dell’emittente

Nata con il Broadcasting Act 1980 e da un atto del parlamento (l’Annan Commitee) per dare un’alternativa a BBC e ITV dopo anni di scontro tra laburisti e conservatori sull’opportunità di dare una nuova concessione televisiva, e ha iniziato a trasmettere i suoi programmi il 2 novembre 1982

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BSkyB nasce nel 1990 come British Sky Broadcasting  dalla fusione di due gruppi, Sky Television ( di Murdoch) e British Satellite Broadcasting. E’ il più grande Gruppo Pay nel Regno Unito con decine di canali a pagamento, uno share attorno all’8%. E’ di proprietà di Rupert Murdoch.

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Channel 5. Gruppo , proprietà VIACOM, nato nel 1997 che tra Five (4,5%) e 5Usa (1%) arriva a quasi il 6% di share nel Regno Unito. Si rivolge principalmente ad un pubblico giovane. Un programma di successo è Big Brother , Grande Fratello, che raccoglie anche il 9% di share.

Channel 5 è un canale televisivo che trasmette nel Regno Unito e in Irlanda. Lanciato nel 1997, è il quinto e ultimo canale televisivo nazionale terrestre analogico. Originariamente chiamata Channel 5, la stazione nel 2002 è stata rinominata Five. Il canale è stato inaugurato nel 1997 dalle Spice Girls.

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UKTV
Una tv nata nel 1992 dalla collaborazione tra BBC ed il gruppo statunitense Scripps Networks Interactive. Raccoglie circa il 5% dello share. Il Canale principale si chiama Dave (1,5%). Tra le serie trasmesse spicca The Last Man on Earth

In Gran Bretagna operano infine altri network. VIACOM, Discovery e Disney su tutti.

Ascolti Tv anno 2014
shareGBhttp://www.barb.co.uk/

Fonti:

TV UK – Ascolti dalla Gran Bretagna #43 — 11-17 maggio 2015: Britain’s Got Talent raccoglie 9,65 milioni di spettatori; Jonathan Strange & Mr Norrell debutta con 4,53 milioni; buon ritorno per Big Brother; calano i finali di stagione di Safe House e Atlantis

https://en.wikipedia.org/wiki/Channel_4

https://mediapolicies.wordpress.com/2013/03/26/la-storia-della-televisione-e-i-principali-network-televisivi-in-gran-bretagna-usa-e-italia/

https://en.wikipedia.org/wiki/Television_in_the_United_Kingdom#Most_viewed_channels

Storia della TV: 1995


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Nuovo numero de ‘La Storia della TV’. Facciamo un passo indietro esattamente di ventanni. Il 1995 si apre all’insegna della crisi politica. Silvio Berlusconi si era dimesso sul finire del 1994 e ad inizio gennaio il Presidente Scalfaro affida la guida del governo a Lamberto Dini, ministro del Tesoro uscente. E proprio a gennaio, su Rai1, dopo il TG delle 20, fa il suo esordio il Fatto, trasmissione condotta da uno dei maestri del giornalismo, Enzo Biagi.

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5 minuti al giorno per raccontare il fatto di maggiore interesse. Politica, economia, cronaca. In poco tempo il programma ottiene un grande successo, con punte di oltre sette milioni di spettatori. Il Fatto chiuderà nel 2002, dopo i duri attacchi di Berlusconi, tornato da poco a Palazzo Chigi.

Arriviamo quindi ad uno dei grandi eventi dell’anno. Dal 21 febbraio al 25 febbraio si svolge il 45° Festival di Sanremo.

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Condotto da Pippo Baudo, già direttore artistico, assieme ad Anna Falchi e Claudia Koll, questa edizione ha un boom di ascolti senza precedenti. Forte di un cast notevole, da Gianni Morandi a Toto Cutugno passando per gli idoli dei giovani come Fiorello e gli 883, Sanremo 1995 decolla. Vincerà Giorgia con ‘Come Saprei’. Con più del 66% di share rimane ad oggi il Festival più visto degli ultimi 25 anni. Record per la puntata del mercoledì 22 febbraio, anche grazie alla presenza dei Take That, con 18 389 000 telespettatori.

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Tornando al ‘day time’, Ambra rimane protagonista per tutto l’anno. Se nella prima parte del 1995 si assiste alla conclusione del teen-show ‘Non è la Rai’, alla giovane conduttrice romana viene affidato un programma tutto suo. A partire da ottobre, nel primo pomeriggio di Italia1, è la padrona di casa di ‘Generazione X‘. Un talk in cui Ambra si confronta con una platea di decine di ragazzi e ragazze trattando temi più disparati. Non mancano momenti divertenti con quiz e spazi musicali.

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E da Ambra passiamo a Fiorello, reduce dal successo di Sanremo, su idea di Amadeus, in base ad un format francese, è l’animatore di ‘Non dimenticate lo spazzolino da denti‘, one-man-show del sabato sera di Canale 5, da aprile a giugno, che vede mister ‘Karaoke’ impegnato in show, balli e canti. L’energia del presentatore siciliano non riuscirà però a battere la concorrenza di Rai1 che ,con i Cervelloni di Paolo Bonolis , vincerà la sfida degli ascolti.

Parlando di emittenti tv, Vittorio Cecchi Gori acquista dalla famiglia Marcucci il canale Videomusic al prezzo di circa 80 miliardi. Pochi mesi dopo comprerà anche Telemontecarlo dalla Montedison per circa 75 miliardi di lire. Nasce il ‘terzo polo’ televisivo. Avrà vita breve, schiacciato dalle corazzate Rai-Fininvest/Mediaset.

E mentre ad agosto, a Redmond, negli Stati Uniti, la Microsoft lancia Windows 95, che rivoluzionerà il mondo dell’informatica, l’estate 1995 scorre con un sottofondo musicale decisamente ricco. Da  Missing di Everything but the Girl passando per Corona con Baby Baby e La Bouche con Be My Lover. Da ricordare anche il primo grande successo di Irene Grandi, Bum Bum e Tieni il tempo degli 883.

 I singoli più veduti 1995

  • Boombastic – Shaggy [#1, 1995/96]
  • The Colour inside – Ti.Pi.Cal. & Josh [#1]
  • Missing – Everything But The Girl [#1]
  • Hideaway – De’Lacy [#1]
  • Be my lover – La Bnouche [#2]
  • Sure – Take That [#4, 1994/95]
  • Scatman’s world – Scatman John [#2]
  • Baby baby – Corona [#1]
  • All I need is love – Indiana [#1, 1994/95]
  • Me and you – Alexia & Double You [#1]

Ad ottobre esce poi (What’s the Story) Morning Glory? ad oggi il disco più venduto degli Oasis nonché uno dei più venduti in assoluto in Gran Bretagna.

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Nel grande schermo è il momento della rivoluzione copernicana in tema di animazione. Con Toy Story, è un film d’animazione statunitense, il primo completamente sviluppato in grafica computerizzata.

Ma il 1995 è anche l’anno del ritorno di James Bond, con il volto di Pierce Brosnan. Buon successo per GoldenEye. La cui colonna sonora è affidata ad un mito della musica, Tina Turner. Altro successo al botteghino, Braveheart – Cuore impavido, con Mel Gibson.

Tornando al piccolo schermo. Altri programmi da ricordare sono Linea3, esordio di Lucia Annunziata alla conduzione. Talk d’attualità in onda da giugno. Rai2 lancia ‘Davvero‘, un seriale in 45 puntate che racconta cinque mesi di vita assieme di alcuni ragazzi a Bologna. Un antesignano dei reality di qualche anno dopo. Nessuna diretta però. Le immagini erano montate.

Carramba_che_sorpresa

L’anno si conclude con un altro evento ovvero il ritorno di Raffaella Carrà in Italia. Dopo vari anni in Spagna la showgirl per antonomasia torna su Rai1 con “Carramba che sorpresa”, varietà dei ‘sentimenti’ figlio di un format estero che avrà un successo colossale arrivando ad avere più di 10 milioni di telespettatori. Un ritorno con il botto per la Raffa nazionale.

Appuntamento al prossimo numero. Stay tuned…