Donald Trump è il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America


US President-elect Donald Trump is sworn in as President on January 20, 2017 at the US Capitol in Washington, DC. / AFP / Mark RALSTON        (Photo credit should read MARK RALSTON/AFP/Getty Images)
US President-elect Donald Trump is sworn in as President on January 20, 2017 at the US Capitol in Washington, DC. / AFP / Mark RALSTON (Photo credit should read MARK RALSTON/AFP/Getty Images)Donald Trump è il 45esimo Péresidente degli Stati Uit

L’addio di Obama 


Barack Obama passa il testimone. Dopo otto anni di mandato lascia un Paese con più posti di lavoro e maggiore copertura sanitaria per i cittadini. Allo stesso tempo restano le divisioni sulla questione razziale, acuiti forse proprio dal simbolo che la sua Presidenza ha avuto. Le armi continuano a farla da padrone, malgrado i suoi sforzi per controllarne la vendita.  

In campo internazionale ha raggiunto risultati con Cuba e Iran ma si è dimostrato poco deciso sulla Siria ed ha lasciato l’Iraq ‘regalando’ il territorio allo Stato Islamico. 

Questo dimostra che quando l’America decide di non usare la forza ripiegando su strategie diverse qualcun altro ne prende il posto. La Russia ringrazia. Perché non può esistere ahimè un mondo senza superpotenze. Ci sarà sempre un forte che dominerà sul debole. Come accade nella vita di tutti i giorni e dall’inizio dei tempi. Ed a Putin e Trump io preferirò sempre Obama. Malgrado gli errori commessi.

Perché ha vinto Donald Trump?


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Hillary Clinton ha vinto il voto popolare ma Donald Trump ha vinto gli Stati chiave ed ha ottenuto la Presidenza. Delle ragioni di una sconfitta non annunciata si sta discutendo molto in queste ore. Personalmente credo la ragione principale sia aver perso alcuni Stati tradizionalmente Democratici come Wisconsin, Pennsylvanya e Michigan.

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Perchè? Per via della crisi economica che ha messo sotto scacco la middle-class e che ha spinto molti a dare fiducia al ‘nuovo’ piuttosto che votare per una rappresentante del sistema che ha tolto loro lavoro e prospettive per il futuro. Gli Usa si scoprono più europei di quello che pensavano. E pensavamo.

Perché ha perso Hillary Clinton? Leggete qui:

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-11-10/perche-hillary-ha-fallito-082845.shtml?uuid=ADUtvasB

Infine qualche parola per Donald Trump. Non è un mostro. Alcuni osservatori affiancano la sua figura a quella di Richard Nixon. Smantellerà le riforme di Obama, soprattutto quelle a tutela dei più deboli e riguardanti i diritti civili. Se il Congresso permetterà, cercherà anche di dare una spinta protezionista. In ambito internazionale potrebbe fare meglio di quel che si crede. La vera incognita arriverà dalle gravi crisi nazionali e non. Cosa farà in caso di attentati sul suolo americano ad esempio?

Avremo quattro anni per capirlo.

 

Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti


Republican presidential candidate Donald Trump speaks to supporters as he takes the stage for a campaign event in Dallas, Monday, Sept. 14, 2015. (AP Photo/LM Otero)
Republican presidential candidate Donald Trump speaks to supporters as he takes the stage for a campaign event in Dallas, Monday, Sept. 14, 2015. (AP Photo/LM Otero)

Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Ciò che molti temevano è accaduto. Il tycoon ha vinto, contro tutti i pronostici. Cosa accadrà ora? Russia e Stati Uniti andranno d’accordo? La borsa crollerà? In realtà forse Trump non sarà il Male assoluto come molti temono.  Dramma Clinton, sconfitta sul finale ed oramai fuori dai giochi. Triste tramonto per una delle donne più potenti degli Usa.

#Usa2016, pronostico: Clinton vince ma non trionfa


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#Usa2016. Il mio pronostico finale. Florida e North Carolina (con i dem leggermente in vantaggio secondo i media) li assegno a Trump, assieme all‘Ohio. 274 Grandi elettori a 264 per Hillary Clinton, che quindi vince la sfida ma non trionfa. Strascichi velenosi post-elettorali.

#Usa2016, non solo Clinton-Trump: elezioni di Congresso, Governatori, Referendum locali


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Tra poco sapremo. Clinton o Trump ma soprattutto non solo Clinton e Trump. Nell’Election Day americano si vota infatti anche per rinnovare la Camera dei Rappresentanti, un terzo del Senato e per eleggere alcuni Governatori degli Stati. C’è anche da aggiungere che il prossimo Senato dovrà eleggere un giudice della Corte Suprema facendo pendere inevitabilmente la bilancia in un senso o nell’altro, al momento in Corte siedono quattro giudici progressisti e quattro conservatori. Ad oggi il Senato è a maggioranza GOP 54 a 46. La Camera anche, 246 GOP e 188 Dem. Elezione anche per 12 governatori su 50.

fonte: Il Post

Cosa c’è in ballo l’8 novembre
Il Congresso degli Stati Uniti è diviso in due rami. La Camera dei Rappresentanti, la camera bassa, è composta da 435 deputati il cui mandato dura due anni: l’8 novembre del 2016 quindi saranno rinnovati tutti i seggi. Ogni deputato rappresenta un collegio, cioè viene eletto dagli elettori di un pezzetto di territorio americano sulla base della loro popolazione: per questo gli stati più popolosi hanno più deputati. Il Senato, la camera alta, è composto da 100 senatori: due per stato, a prescindere dalle dimensioni e dalla popolazione. Il mandato dei senatori dura sei anni, ogni due si rinnovano un terzo dei seggi; quest’anno sono in ballo 34 seggi.

Elezione dei Governatori:

fonte: http://www.agi.it/estero/usa-2016/2016/11/07/news/si_vota_anche_per_12_governatori_su_50-1232892/

I cittadini americani che si recheranno alle urne voteranno anche per 12 governatori su 50, di cui 4 repubblicani e 8 democratici.

REPUBBLICANI RICONFERMATI SICURI

  • North Dakota: Jack Dalrymple non si ripresenta. Sfidanti il democratico Marvin Nelson e il Gop Doug Burgum
  •  Utah: Gary Herbert. Sfidante Mike Weinhotlz

REPUBBLICANI IN VANTAGGIO DEMOCRATICI

  • North Carolina: Pat McCrory. Sfidante Roy Cooper (+2,2%)
  • Indiana: Mike Pence (non si ripresenta perché candidato vicepresidente con Donald Trump). Sfidanti John Cregg per i democratici (+3,3%) e Eric Holcomb per il Gop

DEMOCRATICI RICONFERMATI SICURI

  • Delaware: Jack Martel. Ha esaurito mandati. Sfidanti il democratico John Carney ed il Gop Colin Bonini
  • Montana: Steve Bullock. Sfidante Greg Gianforte – Oregon: Kate Brown. Sfidante Bud Pierce
  • Washington: Jay Inslee. Sfidante il repubblicano Bill Bryant

DEMOCRATICI IN VANTAGGIO REPUBBLICANI

  • Missouri: Jay Nixon. Ha esaurito i mandati. Sfidanti il repubblicano Eric Gretiens (+0,5) ed il democratico Chris Koster
  • New Hampshire: Maggie Hassan non si ricandida perché corre per il Senato. Sfidanti Chris Sununu repubblicano(+4,3%) e Colin Van Ostern democratico
  • West Virginia: Earl Ray Tomblin. Ha esaurito mandati.Sfidanti il repubblicano Bill Cole ed il democratico Jim Justice

DEMOCRATICI CONTESI

  • Vermont: Peter Shumlin, non si ricandida. Sfidanti la democratica Sue Minter e il repubblicano Phil Scott

Presidenziali 2016: stasera la diretta, chi c’era prima di Obama


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Ci siamo, stanotte sapremo chi guiderà gli Stati Uniti nei prossimi quattro anni. In tarda serata inizieranno gli speciali ed arriveranno notizie dalle varie zone degli Usa.

I dati dagli Stati, ora per ora:

LA SEQUENZA ORARIA
La danza dei risultati inizierà alla mezzanotte italiana (le 18 sulla costa est degli Stati Uniti) quando chiuderanno le prime urne in Indiana e Kentucky. Entrambi questi stati sono dati per sicuri per Trump, e non dovrebbero esserci sorprese. Certo, se Clinton conquistasse subito una di queste roccaforti repubblicane, sarebbe indicativo del fatto che probabilmente si va verso un trionfo democratico, ma è molto difficile.

Più ‘divertente’ la scadenza dell’una del mattino, quando sarà il turno di FloridaGeorgia (storicamente repubblicano) e Virginia, tre Stati in bilico, oltre a South Carolina e Vermont che dovrebbero essere sicuri rispettivamente per Trump e Clinton.

Allo scoccare della mezz’ora, e quindi all’una e trenta, North Carolina, Ohio e West Virginia. Dai primi due si potranno avere nuove indicazioni sulla piega che sta prendendo il voto.

Alle due chiuderanno le urne in moltissimi Stati, molti di sicura fedeltà per uno dei due candidati, ma anche MichiganNew HampshirePennsylvania. In caso di vittoria a valanga in tutti gli Stati chiave da parte di uno dei candidati, a quest’ora qualcuno potrebbe iniziare già a sorridere se non a festeggiare.

Naturalmente tra un’ora e l’altra il mondo non si fermerà, visto che uno Stato tossup può diventare leaning o uno leaning può tornare tossup man mano che lo spoglio va avanti. O ancora: se i dati reali convincessero i network, l’assegnazione di uno Stato chiave può avvenire in qualunque momento.

Alle 2.30 chiuderanno le urne in Arkansas, che dal 1980 è sempre stato repubblicano con due significative eccezioni: 1992 e 1996 con Bill Clinton che qui fu Governatore. Ma questa è solo una suggestione, l’Arkansas non sembra essere a rischio per Trump.

Ore 3. Tocca a un’altra manciata di Stati, tra cui i più significativi sono Minnesota, Arizona, Colorado, New Mexico e il Texas, oltre al sicuro ‘blu democratico’ di New York.

Un’ora dopo altri due swing State daranno i primi risultati: Iowa e Nevada. Alle 5 del mattino chiuderanno i seggi sulla West Coast, ma lì non ci si aspettano sorprese e i democratici dovrebbero fare l’en plein. E i giochi a questo punto dovrebbero essere fatti, a meno di testa a testa all’ultimo grande elettore. Se così fosse, nessuno guarderebbe agli scontati risultati di Hawaii (dem) e Alaska (Gop) e tutti ascolterebbero i discorsi di concessione e di trionfo dei due candidati. Ma molte cose possono succedere prima di quel momento. E noi ci saremmo tutta la notte.

In attesa di conoscere chi sarà il prossimo Presidente ecco la lista dei predecessori:

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