Crisi economica e politica: una estate ‘di fuoco’


Una estate di fuoco  e non mi riferisco a Caronte, Minosse o a qualche altro anticiclone. Parlo del nostro futuro, dell’Italia, dell’Europa.

Partiamo dalla possibile bancarotta della Sicilia. Un giorno dopo il declassamento (l’ennesimo) di Moody’s per banche e società italiane, arriva la tegola della crisi siciliana. Una regione lasciata a se stessa, amministrata dalla destra e da qualche mese anche dal Partito Democratico. Assunzioni facili, sprechi nella sanità, criminalità ed il debito si impenna. La Sicilia sarà la Grecia d’Italia?

Intanto il Governo, dopo averi aumentato le tasse, averci bastonato con le Riforme delle Pensioni e del Lavoro, sta pensando bene di toglierci anche le feste laiche. Dove non è riuscito Berlusconi potrebbe riuscire Monti, via il 25 aprile, il Primo Maggio ed il 2 Giugno. Nel nome della Crisi e dell’aumento della produttività. Come se tutto si sistemasse con tre giorni in meno di ferie, un governo incapace di fare VERE riforme per la crescita sta decidendo di usare la solità accetta facile, scaricando tutto sui lavoratori.

Merkel nel frattempo continua a ritardare l’entrata in vigore dello ‘scudo antispread’ ed esprime dubbi sul futuro dell’Europa. Il differenziale cresce e non è escluso che a breve l’Italia sia costretta a chiedere aiuto alla Ue per sostenere i titoli di stato. Quali sacrifici saremo chiamati a fare a causa di questo ‘soccorso’ europeo?

In campo politico non c’è da stare allegri. La nuova discesa in campo di Berlusconi appare come una nuova ‘disgrazia’ tutta italiana, un uomo totalmente screditato a livello internazionale, dalle esternazioni ‘arteriosclerotiche’ , si appresta ad essere ancora una volta il candidato Premier per il Centrodestra. Il Centrosinistra d’altro canto appare frammentato. Lo scontro tra Italia dei valori e Partito Democratico oramai è giunto ad un punto di non ritorno, le due formazioni correranno divise. Resta da verificare cosa farà Vendola. Sinistra ecologia e Libertà non appare in grado di poter sostenere una alleanza con Pd ed Udc. D’altro canto lo stesso Partito Democratico perderebbe una buona fetta di voti qualora si alleasse con il terzo polo senza includere Sel ed Idv. Grillo intanto rimane stabile come secondo o terzo partito italiano.

Lo scontro politico cresce ogni giorno di piu ed ora arriva a coinvolgere la piu alta carica delle Stato, il Presidente della Repubblica. Il duello tra Napolitano e Procura di Palermo tanto inusuale quanto pericoloso per le istituzioni.

Economia, Politica, tagli, tasse, crisi, una estate d’ansia e di apprensione. Per non parlare dell’autunno, che non si annuncia caldo o bollente ma oserei dire.. infernale.

Ora e sempre ‘Resistenza, Lavoro, Democrazia’! Difendiamo gli Anniversari della nostra Storia!


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Licio Gelli gioirà, nel Piano di Rinascita Democratica, la cosiddetta P2, era prevista l’eliminazione delle festività infrasettimanali e dei relativi ponti. 

Dopo trentanni il centrodestra ha attuato il provvedimento della associazione segreta sovversiva. O almeno sta tentando di farlo. Nel decreto si prevede quanto segue:

A decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica.

Ciò vuol dire che ogni anno il governo potrà decidere se accorpare le feste non concordatarie alla domenica oppure al venerdi/lunedi. Una vergogna perche va a colpire solamente le festività laiche, la Festa della Liberazione, la Giornata dei Lavoratori e la Festa della Repubblica. Tre date storiche, due delle quali fondamentali per la nostra Repubblica.

L’Italia quindi, grazie a Berlusconi e Tremonti, sarà uno dei pochi paesi al mondo a non avere un giorno di festa Nazionale. Il 14 luglio in Francia si celebra la Presa della Bastiglia, il 4 luglio in America c’è la Festa dell’Indipendenza. Altro che accorpamenti!

La ragione dell’abolizione, secondo il Governo, è l’aumento della produttività. L’Italia però è uno dei paesi che lavora di piu, in Europa e non solo:

dati OCSE 2010:gli italiani dedicano al lavoro 1.778 ore all’anno: come gli americani (1.778)più di giapponesi (1.733), australiani (1.686), spagnoli (1.663), britannici (1.647) e tedeschi (1.419)

Peraltro poi l’accorpamento delle feste, con relativa sparizione dei ponti, provocherà danni ingenti al turismo, si parla di miliardi in meno altro che lo 0.1% di PIL in più promesso da Tremonti per il provvedimento ammazza-feste:

Sulla base dell’andamento degli ultimi tre anni, Federalberghi rileva come per il ponte del 25 aprile si muovano in media 6 milioni di italiani con un fatturato di due miliardi, per quello del primo maggio altri 6 milioni e mezzo di turisti per un fatturato di un miliardi e mezzo, mentre per quello del due giugno i vacanzieri sono 8 milioni e mezzo per 2 miliardi e 200 di fatturato. “Pur coscienti che è giusto tirare la cinghia”, aggiunge Bocca, “prevedere per legge una perdita sicura per l’economia del Paese ci sembra quasi come ‘pagare più la salsa che il pesce“. “L’Italia – conclude Bocca – è un Paese che dovrebbe vivere di turismo, molto spesso ciò non viene tenuto in debita considerazione”.

Insomma, una idiozia bella e buona, fatta ad arte per eliminare le feste care alla parte ‘democratica’ del paese, agli italiani che si riconoscono nell’antifascismo, nella Resistenza, nella Repubblica italiana nata dalla fine della dittatura fascista. Quella parte che sino a venti anni fa era rappresentata da tutto l’arco parlamentare eccenzion fatta per l’MSI e che ora invece si vedrà privata delle giornate utili a poter ricordare, perche sappiamo tutti che cancellando la Memoria, si cancella la Storia.

Farabutti!!!!!

NON DOBBIAMO LASCIAR PASSARE QUESTO PROVVEDIMENTO. LE FORZE DEMOCRATICHE IN PARLAMENTO DOVRANNO OPPORSI MA SOPRATTUTTO NOI SINGOLI CITTADINI DOVREMO ORGANIZZARCI, CIVILMENTE E DEMOCRATICAMENTE, PER MANIFESTARE TUTTA LA NOSTRA CONTRARIETA’.

Cerchiamo di formare dei gruppi di opinione, magari scrivendo ai principali quotidiani italiani, agli organi di informazione, aprendo petizioni online, contattando l’ANPI, i Sindacati, le associazioni culturali. Si accettano suggerimenti! Organizziamoci!

E se tutto sarà vano, dovremo ricorrere all’istituto del REFERENDUM, per abrogare questa vergogna.

LA RESISTENZA, IL LAVORO, LA REPUBBLICA NON SI DIMENTICANO E SI DOVRANNO CONTINUARE A FESTEGGIARE!

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Battaglia Finale: Berlusconi si libererà di Tremonti addossandogli la Manovra lacrime e sangue?


Ci eravamo lasciati un mese fa con l’attesa per la risposta dei mercati ai provvedimenti della Manovra appena approvata. Sappiamo tutti come è finita, le speculazioni sono proseguite, in modo sostenuto e drammatico, dimostrando l’inefficacia delle decisioni prese dal Governo. La BCE ha chiesto Riforme in cambio di aiuti e  Berlusconi e Tremonti hanno messo appunto una correzione della Manovra, anticipando alcune decisioni ai prossimi due anni invece che al 2013-2014.

Risultato? Un Massacro Sociale, questo in sintesi il Decreto che integra la Manovra di un mese fa. Nessuna patrimionale (che avrebbe fatto pagare davvero i ricchi), toccate pensioni, redditi da lavoro dipendente, un piccolo contributo dato da chi guadagna un po’ di piu. Per il resto tagli ad enti locali, cancellazione delle festività laiche, manomissione del mercato del lavoro.

Berlusconi, comunque, ha gia cominciato l’operazione ‘presa di distanza‘ da Tremonti. Fa filtrare voci che lo vedono contrario a tanti provvedimenti della Manovra e che quindi addossano le colpe dei tagli e delle tasse al solo Ministro dell’Economia. ‘Minaccia continuamente le dimissioni’ va ripetendo il Premier, accusando Tremonti di ‘ricatto politico’, visto che il titolare dell’Economia è l’unico membro dell’esecutivo ad avere un minimo di credibilità internazionale.

Ben presto Tremonti sarà fatto fuori dal Governo e l’opera di ‘delegittimazione’ che sarà messa appunto dagli organi di stampa del Premier farà il resto. Berlusconi andrà a dire a tutti che lui non voleva cosi tante tasse e che è stato il ‘cattivo Tremonti’ ad imporle ricattandolo minacciando le dimissioni.

Cosi come per la Libia, il pavido Premier da la colpa agli altri. Peccato che sia stato proprio lui, si dice, a non volere la patrimoniale (che avrebbe fatto pagare davvero i piu ricchi) e che pensi, in sede di discussione parlamentare della Manovra, di far inserire l’aumento dell’Iva (che peserà soprattutto sui redditi mediobassi).

In sostanza, nei prossimi mesi, il Premier dipingerà una situazione politica in cui Tremonti, in complicità con Draghi, Europa e BCE, ha imposto al Governo la sua visione della crisi e le sue soluzioni ed in cui Lui, Berlusconi, ha dovuto subirle per non creare instabilità politica in un momento teso per i Mercati.

Una spiegazione che ogni persona con un minimo di intelligenza saprà rispedire al mittente. Speriamo. Appuntamento a settembre per capire bene come saranno andate le cose.