#Elezioni2018: Pisapia, Alfano, Grasso, tutte le novità politiche dell’ultimo mese


Seconda puntata.

Ci eravamo lasciati un mese fa con nuvole nere sul PD e pieno sole per il centrodestra con incertezza su ciò che c’è a sinistra dei dem. A distanza di quattro settimane qualcosa è cambiato. In peggio, per Matteo Renzi ed il Partito Democratico.

Giuliano Pisapia ha gettato la spugna, l’ex sindaco di Milano voleva davvero (incredibile ma vero!) ricostruire un centrosinistra unito e quando ha capito (finalmente) che ciò non era possibile, ha deciso di abbandonare. Il suo Campo Progressista si scioglie, alcuni andranno nel PD ed altri con ex dem ora in Articolo1-Mdp. Il PD ‘perde’ anche un altro alleato. Angelino Alfano, pluriministro durante i governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni, ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni.

In un colpo Renzi perde quindi i due ‘perni’ su cui avrebbe dovuto costruire una coalizione per provare a vincere le elezioni. Senza Alfano e Pisapia ,al centro ora restano Casini e gli altri centristi alfaniani ed a Sinistra i verdi, i socialisti, qualcuno di Campo Progressista e poi la lista +Europa di Emma Bonino. Centristi, lista progressista e partitino liberaleuropeista, ecco le tre piccole fragili assi portanti della coalizione che dovrà essere creata attorno al PD. Movimenti creati ad arte per raccimolare 4-5 punti % complessivi da portare in dote ai Dem. Il problema però sono proprio i Dem e la loro debolezza. Gli ultimi sondaggi infatti danno il PD al 23-24%, sempre più in basso. Quota 30% sembra quindi sempre più lontana per la coalizione di centro-sinistra.

Chi se la passa sempre meglio è invece il CentroDestra. Berlusconi, Salvini e Meloni, litigi a parte, sono decisi a fare squadra ed i sondaggi premiano tale ipotesi. Tra il 35 ed il 38% al momento. E Berlusconi ancora non ha iniziato il martellamento mediatico condito di promesse illusorie. Salvini e Meloni intanto continuano a beneficiare del clima anti-migranti che colpisce sempre più l’opinione pubblica italiana. Non è tutto rosa e fiori tra i due populisti destrorsi ovviamente. La lega ha imbarcato i sovranisti Alemanno e Storace, invisi a Meloni ed ai suoi. Bossi potrebbe lasciare il Carroccio per Forza Italia. Berlusconi poi si appresa a ricandidare tanti ‘impresentabili’ agli occhi di Lega e FDI ma il centrodestra, oramai abbiamo imparato, sa mettere da parte le divergenze per l’obiettivo comune della vittoria finale. Poi si vedrà. Il 38% accreditato dai sondaggi potrebbe far sperare addirittura una maggioranza assoluta in Parlamento. Difficile sarà poi governare, con le istituzioni europee contrarie, le speculazioni finanziarie e le forti divisioni interne alla coalizione. Ma questa è un’altra storia…

Novità a Sinistra del PD. Come anticipato un mese fa Pietro Grasso è ‘sceso in campo’ e sarà lui a guidare la Lista di Sinistra ‘Liberi ed Uguali’ formata da gli ex dem di MDP, Sinistra Italiana e Possibile. Un percorso nuovo ma che presenta alcune perplessità. Più che la nascita di nuovo movimento sembra di assistere all’ennesimo listino per superare lo sbarramento del 3% e consentire ad una classe dirigente fallimentare di poter continuare, seppur in fase ridotta, ad esistere ed auto alimentarsi. Vedremo con il tempo se LeU sarà davvero qualcosa di nuovo o sarà la nuova lista Tsipras o Arcobaleno. 

Infine i 5 stelle. Immobili. Di Maio candidato premier, Grillo sempre più defilato e null’altro da segnalare. Tranne l’accusa fatta dall’ex VicePresidente Biden di aver goduto di finanziamenti della Russia di Putin in chiave anti-occidentale. Barzellette, secondo me. Per il resto non sembrano avere alcuna chance per la vittoria finale, non avendo coalizioni da poter sfruttare per ottenere seggi maggioritari.

In tutto questo c’è un uomo al comando, Paolo Gentiloni. Arrivato a Palazzo Chigi proprio un anno fa, sembra essere l’unico a poter sperare di restare in sella nei prossimi mesi. Perché se a marzo 2018 non esce una maggioranza chiara, ci saranno mesi di trattative (probabilmente fallimentari) e lui sarà costretto a rimanere Premier chissà per quanto…

Appuntamento alle prossime settimane per future novità.

Renzi, Berlusconi, Alfano, Letta, Sharon, la settimana n.7


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  • Sintonia canaglia. Un pregiudicato nella sede del PD. Come inizio del nuovo corso renziano non c’è male eh?
  • Clamoroso coming-out. Alfano: ‘Renzi non ci costringerà a tornare all’ovile’. E ci voleva tanto ad ammettere di essere stati delle pecore per vent’anni?
  • Incontri. Berlusconi va ad un incontro con Renzi. Ma non doveva andare incontro alla Giustizia, scontando la pena per cui è stato condannato?
  • Dc 2.0 Renzi: ‘Letta non si fida di me’. È un democristiano, non si fida nemmeno della sua ombra.
  • La versione di Renzi. La cosa bella è che Renzi sbatterà la porta in faccia a SEL e si alleerà con quel che resta di Scelta Civica. A nulla saranno serviti i corteggiamenti di Vendola e soci, in atto da prima che il Sindaco divenisse segretario PD.
  • Frattocche 1! Toti, direttore di Studio Aperto, volto nuovo di Forza Italia. Gori, ex responsabile di rete, candidato sindaco a Bergamo per il Pd. Tiraboschi, attuale direttore, possibile sfidante alle comunali bergamasche per il centrodestra. Italia 1, altro che Frattocchie….
  • Una poltrona per 2. Comunque è più facile che duri il governo Letta-Alfano che la co-direzione Barbara B-Galliani
  • Il passato non si dimentica. Il rispetto dei morti è doveroso, come pure quello per la Storia. Non si dipinga Sharon come un uomo di pace. Non lo è stato mai se non nell’ultima parte della sua vita politica. La morte non può riabilitare tutto e tutti.
  • Papa Francesco confessa “da giovane ho fumato marijuana”. Fumata ‘bianca’!

Dialoghi di fine legislatura


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Renzi: “Ho già in tasca un accordo con Berlusconi sul sistema spagnolo. Voi che volete fare?

Letta: “Fattelo da solo” ” Se vai avanti con Berlusconi e senza la maggioranza, io domenica mi dimetto”

D’Attore (bersaniano): “Renzi sta facendo un regalo gigante a Berlusconi. Tira via il doppio turno e le preferenze, quello che non vuole il Cavaliere. È un suicidio”

Franceschini, Letta, Alfano: “Ti rendi conto Matteo che se salta tutto, vai a votare con il proporzionale e non fai il governo”

Renzi: “E voi vi rendete conto che se non si fa la legge elettorale io vi sputtano davanti al Paese? Siete voi a suicidarvi non io”.

Alfano: “Il mio obiettivo è che questo governo duri un anno. Ma se Matteo mantiene le liste bloccate, lo sbarramento alto, è chiaro che vuole buttare giù il governo”. “Matteo non mi può mettere nelle condizioni di tornare con Berlusconi.Perché io con Berlusconi non voglio tornare, chiaro?”

(Repubblica.it)

Renzi e l’errore di inseguire Berlusconi sulla legge elettorale


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Come Veltroni anche Renzi commette l’errore di trattare con Berlusconi sulla legge elettorale. È il secondo passo falso del segretario Pd dal momento della sua elezione. Il primo era il baratto riforme-soldi ai partiti tentato con Grillo e miseramente fallito. Passare dalle parole ai fatti è difficile vero Renzi?

Renzi attacca Alfano e ‘minaccia’ Letta: strategia primarie o intenzioni reali?


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Con queste premesse il Governo Letta ha le settimane contate. C’è chi dice però che sia una strategia pre-primarie, per attirare il voto degli antigovernativi evitando convergano su Civati. Vedremo, dal 9 dicembre, salvo ballottaggio, il PD è in mano al Sindaco. Forse.

Rinasce Forza Italia, in coalizione con Alfano, La Russa, Maroni, Storace e (forse) Casini e Mauro


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Come annunciavo ieri, la rinascita di Forza Italia non comporta lo strappo con Alfano. Il ‘nuovo Centrodestra’ dei governativi sarà alleato con Berlusconi ed i suoi, assieme alla Lega, a Fratelli d’Italia e Destra-Alleanza Nazionale di Storace. Lo spacchettamento PDL è quindi riuscito. Quattro partiti (Forza Italia, Fdi, Destra e Centrodestra Nazionale) per intercettare ancora più voti e tornare sopra il 30%. Il resto della coalizione sarà composto da Maroni e probabilmente Casini e Mauro, i ‘Popolari’ ex Scelta Civica.

Manca solo una cosa per far quadrare il cerchio, un nuovo leader che non sia Berlusconi. Con l’interdizione e l’incandidabilità, il Cavaliere reciterà il ruolo di Grillo. Padre nobile (e padrone) del fronte. Il candidato premier sarà scelto dalle (finte) primarie pilotate. Fitto? Carfagna? Alfano? Un nome nuovo? Vedremo.

Elezioni 2013: Candidati e Programmi del CentroDestra


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Berlusconi sempre in sella, Maroni che candida Tremonti ed Alfano sullo sfondo. Questa è la squadra del Centrodestra per le prossime elezioni. 11 liste tra Camera e Senato per raggiungere il premio di maggioranza e vincere. Pdl, Lega, Grande Sud, gli ex An di Fratelli D’Italia e po il Mir di Samorì, la Destra di Storace, Intesa popolare, Pensionati ed alcune liste minori.

pdl e soci

Il programma lo trovate qui e qui

Tra i punti principali l’abolizione IMU, il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari e la rivoluzione sulle tasse per il Nord:

Qui invece le liste dei vari partiti di Centrodestra per Camera e Senato. Tra le chicche gli ex Idv Razzi e Scilipoti.