Prove di Centrosinistra: Vendola vs Casini, Bersani vs Di Pietro


Come distruggere le speranze dei tanti cittadini che speravano nella creazione di una coalizione di governo nel fronte progressista. Vendola chiude la porta a Casini che usa battute ‘pseudomofobe’ per rispondere. Bersani intanto accusa Di Pietro.

Wow, ci sono tutte le premesse per andare oltre l’Unione. Un nome per la futura alleanza? Armata... brancaleone.

Monti può stare tranquillo, nessuno gli toglierà Palazzo Chigi, non di certo quegli inetti, irresponsabili e inqualificabili che sono alla guida dei partiti di CentroSinistra.

 

La ‘Carta d’intenti’ del PD, da ora si cercano alleati


Piu lavoro, aiuti ad imprese e lavoratori, tasse sui grandi patrimoni, si ad unioni gay e voto agli immigrati. Ecco i punti principali della ‘Carta d’intenti’ del Partito Democratico, presentata oggi dal segretario Pierluigi Bersani. Da ora il Pd inizierà a cercare alleati che condividano tale ‘programma’ per poter poi stipulare una alleanza.  In agenda c’è un incontro con Vendola, in prospettiva si pensa anche a Casini. Di Pietro sembra invece escluso. (Diciamo che si sta escludendo da solo).

Mi piacerebbe capire come potranno coesistere Udc e Sel. Mah… E comunque lo slogan ‘Italia BeneComune’ è davvero poco originale.

Cliccare per leggere le cartelle originali della Carta. L’Unità propone una sintesi:

RIDISEGNARE FISCO ATTINGENDO DAI GRANDI PATRIMONI «Per noi il lavoro è al centro del programma e il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari». È uno dei punti della carta di intenti che Pier Luigi Bersani illustra oggi presentando i dieci punti del programma per il patto tra progressisti e moderati.

STOP AL LIBERISMO FINANZIARIO
«Partirò da un punto chiave concretissimo: la connessione tra la questione democratica e la questione economica sociale. Noi contestiamo il liberismo finanziario che ci ha portato a questa crisi. denunciamo come abbia disarmato sovranità e democrazia nei paesi», afferma Bersani. «Non c’entra il mercato, siamo a una micidiale distorsione del mercato, al dominio di soggetti incontrollati, un dominio che ha innescato la più grave crisi dal dopoguerra a oggi», conclude il segretario del Pd.

GAY, DAREMO RICONOSCIMENTO GIURIDICO ALLE COPPIE  «Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico». È l’impegno del segretario del Pd.

NOSTRA PRIMA LEGGE PER IMMIGRATI
«L’ho già detto, la prima norma che faremo quando progressisti e moderati saranno al governo è per i figli degli immigrati che vanno a scuola», ribadisce Bersani, presentando la ‘Carta d’intenti per il patto dei democratici e dei progressisti’. E spiega che «questo ci dice più di qualsiansi misure economica in che mondo l’Italia intende stare, in quello di domani o no».

Il PD, il nodo delle alleanze ed un Paese da ricostruire…


Un patto con l’Udc? L’alleanza di ‘Vasto’? La vocazione maggioritaria? Da qualche tempo oramai si discute delle alleanze che il PD dovrebbe stipulare per poter vincere le elezioni e governare il Paese. Quale Paese poi? L’Italia è in ginocchio, in declino ed in ginocchio, per la precisione. Come siamo arrivati a questo?

L’Italia si trova in questo stato per tanti motivi, la spesa pubblica gonfiata dai politici per accrescere il proprio potere facendo lievitare il numero dei dipendenti pubblici, scelte folli sulla previdenza con la creazione delle baby pensioni che tuttora paghiamo, il patto politica-criminalità che ad oggi non si è ancora spezzato e che ha consumato chissà quanti danari pubblici, l’evasione fiscale del settore privato (liberi professionisti, imprenditori) unita al lavoro nero (spesso utilizzato anche dai dipendenti statali per ‘arrotondare’), i buoni del tesoro con rendimenti vicini al 10-15% che hanno arricchito i cittadini indebitando inesorabilmente lo Stato, la corruzione della pubblica amministrazione-classe politica-imprenditoria privata con appalti gestiti in modo ‘spregiudicato’ per la costruzione di autostrade nel deserto, ospedali fantasma, ponti mai nati etcetc….

Classe politica, classe imprenditoriale, settore pubblico, settore privato, liberi professionisti. Tutti colpevoli. Tutti hanno avuto delle responsabilità.

Poi è arrivata l’Europa, le normative europee, il controllo dei bilanci, le crisi economiche con seguenti privatizzazioni, liberalizzazioni etc. Le liberalizzazioni hanno creato i cartelli che guadagnano a discapito dei consumatori, le privatizzazioni in alcuni casi hanno creato monopoli privati invece di favorire il mercato per avvantaggiare i consumatori. Potrei continuare…..

Sta di fatto che ad oggi abbiamo raschiato il fondo del barile, ci siamo venduti quasi tutto e rimane ben poco da ‘tagliare’.

Monti però sta ‘mungendo’ i soliti noti. Pensionati, dipendenti, persone a basso reddito. Tasse e tagli.

Monti avrebbe dovuto invece far pagare chi non ha mai pagato o pagato poco. Varare una Irpef maggiorata ed un contributo di solidarietà a chi ha alti redditi. Attuare una seria politica di ‘liberalizzazioni’ anche nelle corporazioni italiche (assicurazioni, notai, banche, avvocati) favorendo l’accesso ai nuovi, abolendo gli ordini professionali cosi come sono fatti ora e cioè come una ‘casta’. Cercare di distruggere i monopoli di settore favorendo la concorrenza (è stato anche Commissario UE, ne dovrebbe sapere qualcosa), tassare chi ha avuto di piu utilizzando una bella ed importante patrimoniale, chiedere un contributo di solidarietà a tutti i baby pensionati (il 5% mensile della pensione) perche appunto privilegiati e titolari di una pensione ‘ingiusta’. E poi aumentare le pene per gli evasori, cercare di rompere il nodo sanità non tagliando come sta facendo ma togliendo ai politici locali il potere di nomina dei dirigenti sanitiari depotenziando il sistema imprenditoria sanitaria-dirigenti-assessori (non è un caso che sono tanti gli assessori alla Sanità indagati in giro per il paese).

Sta facendo questo? No. Perche c’è il PDL a fermarlo? Bene, il PD ne prenda atto, faccia cadere il Governo e si vada ad elezioni anticipate. Se il PD presenta un programma come quello sopraindicato ed IDV e SEL non lo sottoscrivono, che vada da solo e cerchi i voti, potrebbe avere tante belle sorprese.

In realtà il PD non sa che pesci prendere, non vuole e non può cambiare il paese tanto quanto non lo possono e non lo vogliono fare IDV e SEL (l’Udc è un caso a parte perche è eterodiretta da uno stato estero e quindi risponde a logiche sovranazionali che finiscono direttamente in Vaticano).

Basta con l’ipocrisia, diciamo le cose come stanno. La soluzione ideale non esiste, esiste ‘il male minore’ . Bene, restiamo in attesa di capire quale è ‘il male minore’ proposta dal Partito Democratico.

Casini ‘apre’ a Bersani, pessime notizie per il PD


Casini ‘apre’ a Bersani  e Vendola non si dimostra contrario ad una alleanza progressisti-moderati. Mi spiegate che coalizione potrebbero mettere assieme questi tre? Su Lavoro, Diritti Civili, Politica Estera, Economia? L’Udc che ha affossato piu volte le leggi su testamento biologico ed omofobia, che critica le posizioni dei sindacati sulla riforma del Lavoro? Quale scellerato patto preelettorale si può fare con un partito del genere?

Comunque sto maturando l’idea  di annullare la scheda qualora il Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà si alleino con i cattotalebani dell’Udc. Per me sarebbe la prima volta in assoluto. D’altrone non vi sarebbero alternative, è escluso un voto al polo Grillo/Idv cosi come per i comunisti.

Il PD verso una alleanza con i centristi, nel nome delle Riforme ‘di destra’ per Lavoro e Pensioni


Pensioni e Riforma del mercato del lavoro. Queste le due grandi riforme che il Governo Monti porterà avanti, anche con il consenso del Partito Democratico. Sul fronte previdenziale una ‘accettata’ ai pensionati del futuro con l’innalzamento immediato dell’età pensionabile. Sul fronte Lavoro, il varo del contratto unico che precarizzerà tutti e che è il sogno dei ‘liberal’ democratici, l’ala destra del partito che vede tra i suoi ideologi Pietro Ichino.

Il PD quindi nei prossimi mesi appoggerà due riforme che hanno ben poco di progressista e che inevitabilmente gli alieneranno le simpatie degli elettori di Sinistra. Lo stesso accordo con Idv e Sel probabilmente andrà a farsi benedire. Porte spalancate invece per una alleanza con il Terzo Polo.

Monti riuscirà dove altri hanno fallito. Spingere il PD al centro lasciando la Sinistra al suo destino.

Nel 2013 tutto potrebbe essere diverso. Chi ne farà le spese? Le classi deboli che non saranno piu tutelate da nessuno in quanto Sel ed Idv non avranno speranze di poter raggiungere il governo del paese ed il PD sarà impegnato in una coalizione centrista dove di Sinistra vi sarà ben poco.

Speriamo di essere in errore. I segnali però sembrano essere inequivocabili. Mi piacerebbe comunque capire quanti elettori ‘di sinistra’ seguiranno un Partito Democratico ‘lingua in bocca’ con Casini, Buttiglione, Montezemolo e Marchionne.

Alleanze Pd, polemica sulle dichiarazioni di Bersani. Se si legge l’intervista però….


Da qualche ora infuriano le polemiche sul Pd, o meglio sulle dichiarazioni del segretario, con l’apertura al terzo polo e la messa in discussione delle primarie. Iscritti democratici furiosi contro la dirigenza, Franceschini “costretto” a diramare un videomessaggio in difesa della linea di Bersani.

Dalle colonne di questo blog non sono mancate critiche molto forti alla dirigenza democratica e, qualche settimana fa, anche al segretario stesso.

Questa volta però non credo sia cosi sbagliato ciò che ha detto Bersani. Nell’intervista a Repubblica ha dichiarato quanto segue:

E il Pd, entro gennaio, vuole presentare una proposta a tutte le forze di opposizione di centro e di centrosinistra che può avere anche un profilo elettorale”.
Qualè il senso di questa proposta?
“Partiamo dalla situazione che abbiamo davanti. Il governo Berlusconi punta solo a una sopravvivenza spregiudicata. Cercherà di galleggiare rapinando qualche voto, spargendo veleni come la voce di dirigenti del Pd pronti a passare con lui, mostrando quindi il volto peggiore della politica. Tutti quelli che non vogliono cedere a questa deriva devono prendersi la responsabilità di essere non solo contro Berlusconi ma di andare oltre“.
Noi ci candidiamo a presentare una piattaforma per la riforma della Repubblica, per la crescita e il lavoro”.

Nel dettaglio cosa significa?
Posso dare dei titoli. Riforme istituzionali. Riforma elettorale. Misure per la legalità e sui costi della politica. L’informazione. La riforma della giustizia per i cittadini”.

E sul fronte sociale?
Una riforma fiscale che carichi sull’evasione e le rendite alleggerendo lavoro, impresa e famiglie. Una nuova legislazione sul lavoro che affronti il dramma del precariato. Qualcosa l’abbiamo già detta: abbassare il costo del lavoro stabile, alzare quello del lavoro precario. Un pacchetto di liberalizzazioni“.

Questa piattaforma con chi la discuterete?
Con tutte le forze di opposizione, con le forze sociali. E con il Paese. A gennaio comincerò un tour delle regioni per parlare dei problemi reali. C’è un Italia che vuole cambiare”.

Nelle sue parole è scomparsa la formula Nuovo Ulivo. Di Pietro invece vi chiede un immediato matrimonio a tre. Volete abbandonare l’ex pm e Vendola?
“No. Nessun abbandono di nessun genere. Ma chi vuol discutere con noi deve accettare di confrontarsi seriamente con l’esigenza che poniamo. Quella di una riforma democratica e di una riscossa italiana che richiedono da parte di tutti una straordinaria apertura politica”.

Siete consapevoli che per allearvi con il terzo polo dovrete rinunciare alle primarie?
In nome di una strategia che chiede a ogni forza politica di non peccare di egoismo e di dare qualcosa, siamo pronti a mettere in discussione anche i nostri strumenti. Ci interessa l’obiettivo. Poi c’è un problema che riguarda soprattutto noi: le primarie per le amministrative. Possono inibire rapporti più aperti e più larghi non solo con i partiti ma con la società civile. E possono portare elementi di dissociazione dentro il Pd che non fanno bene a nessuno. Bisogna dunque riformarle”

Beh, se devo essere sincero non vedo alcuna dichiarazione scandalosa. Riassumendo cosa dice Bersani?

1. Il PD farà una proposta a tutte le opposizioni, chi ci sta ci sta. Si parte quindi da un programma sul quale poi creare delle convergenze. Cosa giustissima, non fatta ai tempi dell’Unione, in cui si misero insieme prima i partiti e poi si fece un programma in grado di essere “tollerato” da tutti.

2. Il PD non sceglie il terzo polo rinnegando Idv e SeL. Il PD si rivolge a tutti. Certo è che piu avanti andranno fatte delle scelte quando Casini dirà “O Di Pietro o me”… ad esempio. Comunque l’idea del Comitato di Liberazione Nazionale, come estremo rimedio, non è molto lontano da ciò che ho sempre proposto.

3. Le Primarie. Questo sistema è solo interno al centrosinistra ed è chiaro che se il fronte progressista stipulerà una alleanza tecnico-politica con il centro non sarà possibile riproporlo a livello nazionale. Per quanto riguarda l’ambito locale non è neanche sbagliato dire che le primarie, spesso, si tramutano in un regolamento di conti all’interno del Pd. Una volta i veltroniani votano contro i dalemiani favorendo il candidato avversario, altre volte sono i dalemiani a fare il contrario. Anche se spesso il PD perde le primarie perche presenta candidati invotabili. Un ripensamento delle primarie locali puo essere lecito, deve essere chiaro però che l’esperimento non dovrà essere abbandonato.

Colgo l’occasione per fare una riflessione ulteriore sull’istituto delle Primarie. Ritengo sia utile per creare un collegamento diretto tra popolazione e politica , credo però dovrebbe essere riservato solo alle cariche monocratiche, istituzionali (Presidente del Consiglio, Governatore regionale, Sindaco etc) e non ai segretari di Partito. Per il Segretario credo sia giusto istituire Primarie riservate solo agli iscritti, come accade in Francia o in Gran Bretagna.  Se è opportuno che tutti i cittadini partecipino alla selezione dei candidati per la carica di Sindaco della propria città, credo sia altrettanto opportuno che il Segretario di un partito venga eletto dai suoi iscritti e non da tutti gli elettori.

Vi sembrerebbe giusto che alle primarie per il sindaco di Milano potessero votare i cittadini di tutta Italia? Secondo me no. E cosi credo che l’elezione del segretario debba essere riservata a chi è nel partito.

Tornando al tema dell’articolo, non mi sento di dissentire in modo netto da ciò che ha detto Bersani. Proporre un programma a tutti non vuol dire scegliere qualcuno rispetto ad un altro. Fermo restando che arriverà un momento in cui si dovrà scegliere (non credo che Casini, Fini, Vendola e Di Pietro possano mai stare assieme). Ed allora non resterà altro che concentrarsi su una alleanza di CentroSinistra lasciando al terzo polo il compito di intercettare i delusi del Cavaliere.

PD = Psichiatria Democratica. Luca Telese per “Il Fatto”


Il Partito Democratico continua nella sua linea schizofrenica. I dalemiani attaccano Veltroni, lui reagisce duramente e si parla già di appoggio esterno al partito, di una “Mirabello” del PD. Sulle alleanze Bersani corteggia Ferrero, che smentisce ed attacca Vendola. Pensi al PDL e ti sale la rabbia e l’indignazione. Pensi al PD e vieni colto da tristezza e depressione. Vi prego di leggere questo interessante articolo di Luca Telese su “Il Fatto Quotidiano”:

Antefatto iconografico. Guardate per un attimo la foto di questa pagina. Pier Luigi Bersani chiude la festa di Torino. In piedi, solo. Per la prima volta un leader del Pd parla senza angeli custodi, senza alfieri, senza l’abbraccio dei due principali dirigenti del partito, immancabilmente vicini a lui. Quanta distanza dal rituale di tutti gli altri anni: il segretario sul palco, e tutti i leader, simbolicamente stretti intorno. Magari ipocritamente, stretti, ma tutti, almeno una volta l’anno, lì, come nella foto della classe all’inizio dell’anno. Ora abbandoniamo la foto, e passiamo al calvario della cronaca, dalle faide dei giovani turchi ai rumors di scissione, ai motivi per cui Orvieto potrebbe diventare una “Mirabello” di centrosinistra.

Retroscena redazionale. Per una volta vale la pena di raccontarvi come si può decidere un articolo nella riunione di questo giornale. Eravamo appena tornati dalla meravigliosa festa della Versilia, e già i nostri telefoni trillavano su un unico tema: il Pd. Un veltroniano ti dice peste e corna di un dalemiano e viceversa (fin qui nulla di nuovo); poi arrivano aggiornamenti, ritrattazioni, agenzie, colpi di scena. Quindi la girandola della rassegna stampa. In due giorni, dal documento dei quarantenni anti-veltroniani, alle correnti storiche, un fermento criptato e indecifrabile per chi non possiede i codici delle faide antiche. A questo punto il direttore si mette a solfeggiare e a parafrasare: “Pi…. Di…., Pi… Dì… Psichiatria Democratica”. Ovvero: ci sono chiari segni di distorsioni dell’ego e di alterazione delle percezioni dell’io, in quel partito. Lettere para-psicanalitiche ai giornali, mezze verità, indiscrezioni pilotate, colpi bassi. Per dire. Secondo Il Corriere della sera, la settimana scorsa Bersani avrebbe stretto un patto con Paolo Ferrero per eleggere dieci parlamentari nelle liste del partito, con una “ospitata” tecnica stile radicali. Cerco il segretario di Rifondazione al telefono per capire se le sue smentite siano rituali o credibili. Lui è furibondo: “Se stiamo dialogando con Bersani? Certo! Lo dico da mesi. Se è vero che abbiamo stretto un accordo per eleggere i nostri dirigenti? Assolutamente no – si indigna – è una follia paranoica, messa in giro con malizia dai veltroniani, magari per far piacere a Vendola”. Chiedi: in che senso? E lui: “È una cosa che non sta nè il cielo nè in terra – rincara la dose Ferrero – ma che punta a farci apparire come dei dirigenti all’asta che vanno da Bersani per farsi garantire con il piattino in mano. Beh – ruggisce il segretario – non è così!”. In fondo basta questo sfogo per capire che la situazione è incandescente, e che la frattura interna influenza anche i rapporti con gli altri. Però restano dei fatti: le dichiarazioni entusiastiche di Ferrero e Oliviero Diliberto sul “Nuovo Ulivo” bersaniano, e gli editoriali dei giornali amici (ad esempio quello di Stefano Menichini su Europa) che la settimana scorsa davano già per certo l’accordo. Frammenti di schizofrenia?

Endorsing fagiolino. La nostra riunione finisce così, e l’articolo, è commissionato. Ore 13.15 (non è uno scherzo), sulle agenzie arriva l’endorsement di Massimo Fagioli, psichiatra e ricercatore della mente, che ufficializza la fine del rapporto con l’ex leader presidente della Camera Fausto Bertinotti: “Attualmente la simpatia è per Bersani”. Le ironie sono fuori luogo. Sembra piuttosto un segno, la spia di un disagio, il turbinare di un cortocircuito fra politica e psiche. Come è noto Fagioli era stato un fan accanito di Bertinotti, fino a che non era apparsa sulla scena Nichi Vendola. Dopo di allora lo psichiatra non aveva fatto mistero di considerarlo “deviante” per la sua omosessualità. Ora Fagioli spiega la sua nuova predilezione per Bersani: “È il solo in grado di provare a rimettere insieme la sinistra, l’unico che ancora mantiene laicità e saggezza”. Ma davvero c’è una crisi di identità nel Pd?
L’ultima crisi di identità, è la grottesca storia dei cosiddetti “Giovani Turchi”, un gruppo di quarantenni vicini a D’Alema, che scrivono un documento caustico contro il fondatore del Pd convocando una riunione ad Orvieto: “La politica interpretata come Hollywood, come un tour promozionale per propagandare se stessi”. La vera accusa a Veltroni è, ancora una volta, psicanalistica: quella di essere inconsapevolmente berlusconiano, affetto da protagonismo e bisogno di leadership. Però “i giovani turchi” non hanno la tempra di Ataturk. Basta il pronunciamento di due ex veltroniane bersaniane, Stella Bianchi e Annamaria Parente perchè sia annullata l’iniziativa, prevista per il 25. Una indubbia vittoria dei veltroniani. Ma Orvieto è la città dove è nato il Pd, e dove Veltroni in un celebre discorso parlò per la prima volta della vocazione maggioritaria: “Non so quando saranno, so che alle prossime elezioni andremo da soli”. Lo disse il sabato, il lunedì Mastella abbandonò la maggioranza, il giovedì cadde Prodi. Il 25, a Orvieto, si tiene anche un convegno di Libertà eguale (la componente ex riformista del partito) con Veltroni e Sergio Chiamparino.

I gruppi autonomi. Ma cosa c’è di vero nell’ipotesi avanzata ancora una volta dal Corriere, che i veltroniani vogliono fare un gruppo autonomo”. Una follia? O un inconfessabile desiderio inconscio? Walter Verini, braccio destro di Veltroni sorride: “Balle”. E in serata Veltroni interviene: “Niente gruppi: c’è bisogno che il Pd recuperi forza, si deve lavorare per fare del Pd”. Ma a Orvieto Veltroni potrebbe meditare un nuovo strappo. Magari un appoggio tecnico al sindaco di Torino, già con un piede fuori dal partito, all’insegna dello slogan: “Oltre il Pd per tornare a vincere”. Fini torna nella “sua” Mirabello per costruire un’altra destra. Veltroni nella “sua” Orvieto per un altro centrosinistra.

Da Il Fatto Quotidiano del 14 settembre 2010

Festa PD: autogol di Marini, Di Pietro osannato


Ieri sera, alla Festa Democratica di Torino è andato in scena un acceso dibattito tra Di Pietro, leader Idv, e Franco Marini, ex Presidente del Senato nonche esponente del PD.

I due hanno dato vita a piu di qualche scontro con la platea palesemente favorevole all’ex Pm.

Lo scontro sulle alleanze:

A piacere, al migliaio di persone raccolte sotto il tendone dell’area dibattiti, è il modo in cui il leader dell’Idv dice «no alle alleanze con chi ci frega» e spara a zero contro Casini («che c’azzecca con l’Alleanza democratica di cui parla Bersani?, Casini fa il più vecchio mestiere del mondo: vengo con te o con te?, chi mi dà di più?») e contro l’«avversario Fini» e «i finiani quaquaraqua», il modo in cui boccia l’ipotesi del governo istituzionale in caso di caduta di Berlusconi, il modo in cui dice soddisfatto, parlando delle contestazioni a Como a Dell’Utri, «finalmente hanno detto a un mafioso: ehi, che ci fai qua?».

Lo scontro sui fischi a Dell’Utri:

“Dell’Utri ha diritto di stare in Parlamento e di parlare in piazza? È il punto su cui, durante un dibattito alla Festa democratica a Torino, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro e Franco Marini (Pd) si sono scontrati verbalmente suscitando fischi e applausi tra la folla. “Dell’Utri ha un problema giudiziario – ha esordito Marini – due giudizi ci sono già stati, deve arrivare il terzo. Ma è la magistratura che deve decidere. In piazza i politici vanno per prendere fischi e applausi e si deve stare al gioco. È sbagliato dire a uno di destra o di sinistra che sia, che sta inguaiato con la magistratura ‘tu in piazza non ci devi andare più’. Io ricordo negli anni Sessanta si diceva che i sindacati non dovevano andare in piazza. Questo atteggiamento non ci aiuta, non ci fa diventare maggioranza”. Alle affermazioni di Marini, che hanno suscitato qualche fischio, ha replicato Di Pietro: “Proprio tu paragoni i sindacati a Dell’Utri?”. “Non è la stessa cosa – ha ribadito Di Pietro – i condannati non devono essere candidati e poi Dell’Utri non deve essere in Parlamento perchè è stato condannato”, ha detto Di Pietro suscitando gli applausi della platea.

In sostanza, come si puo non dare torto a Di Pietro? Anche questa volta il leader Idv riesce a parlare alla “pancia” dell’elettorato democratico, anche se vanno fatti dei distinguo. Se, come dice Marini, è vero che ogni cittadino ha diritto di parlare, è anche vero che ogni cittadino ha il diritto di contestare chi vuole e nel caso specifico un uomo già condannato in due gradi di giudizio.

Anche sulle alleanze il PD deve chiarire altrimenti Di Pietro avrà buon gioco nella sua strategia. Una Alleanza Politica con Udc e Fini è IMPOSSIBILE. Non ci sono i presupposti programmatici.  Una Alleanza Tecnica, in stile Comitato di Liberazione Nazionale non solo è possibile ma è AUSPICABILE. Sono due tipi di alleanze diverse.

Marini e tanti altri “soloni” del partito devono capire che la base, la stragrande maggioranza degli elettori democratici è stufa dei tentennamenti e delle ambiguità, vuole idee, proposte e si, perche no, anche attacchi chiari agli avversari.

Una legislatura costituente, per riformare il paese, mettendo assieme forze DIVERSE si puo fare. Bisogna parlare chiaro però. No ad alleanze organiche con Fini e Casini, Si ad alleanze per difendere la Costituzione e lo Stato Democratico. Perche qui non si tratta di essere “antiberlusconiani”, si tratta di voler difendere la nostra Carta Costituzionale e soprattutto le Regole che fanno di uno Stato una Democrazia. Berlusconi ha sempre cercato di piegare le regole ai suoi voleri, sia nel suo modo di fare, sia nelle azioni del suo governo e dei suoi sodali.

Eppure malgrado tale emergenza, a Sinistra si continua a fare i distinguo, a cercare di mettere la bandierina del “piu antiberlusconiano”, del “piu socialista”, del “piu laico”, del “piu diplomatico” etcetc…