In&Out: Rai3, in prima serata è boom per l’informazione e flop per film e serie tv


Il target di telespettatori della prima serata di Rai3 è davvero ‘curioso’, sembra essere totalmente appiattito sull’attualità. La rete diretta da Antonio Di Bella consegue ottime performance ogni qual volta si occupa di cronaca ed informazione. Le poche serate dedicate a film e telefilm registrano invece dei veri e propri crolli. Qui di seguito potete leggere gli ascolti del ‘prime time’ delle ultime due settimane:

Ascolti della prima serata dal 13 al 26 ottobre

Domenica: Report, 3.193.000 (12.83%),  2.547.000 (10.18%)
Lunedì: Che tempo che fa, 3.021.000 (10.3%), 3.310.000 (11.18%)
Martedì: Ballarò, 3.682.000 (13.95%); 4.133.000 (15.99%)
Mercoledì: Chi l’ha visto, 3.479.000 (13.11%),  3.208.000 (11.83%)
Giovedì: Film – I predatori dell’arca perduta  1.284.000 (4.72%); Il tempio maledetto 1.062.000 (3.74%)
Venerdì: Film- Lo spazio bianco, 987.000 (3.61%); La Passione, 773.000 (2.78%)
Sabato: Ulisse, 2.523.000  (10.4%) 1.729.000 (7.18%)

Dal sabato al mercoledì, grazie alle trasmissioni ‘storiche’ di Fazio, Gabanelli, Floris, Alberto Angela e Federica Sciarelli, la terza rete registra ascolti che oscillano tra il 7 al 16% rimanendo quasi sempre sopra il 10% di share e proiettando Rai3 al terzo posto dopo Rai1 e Canale5.

Giovedi e venerdi, con le due serete di cinema americano ed italiano, si verifica il crollo e la rete registra ascolti vicini al 2-3% che la fanno precipiare in fondo ai sette canali generalisti, tallonata addirittura dalle reti all-digital come Rai4 o Iris. A poco è servito cambiare ‘prodotto’, poche settimane infatti fa Rai3 aveva sospeso la serie americana The Boss, in onda il giovedì, a causa dei bassi indici di ascolto, i quali si attestavano sempre attorno al 2%.

E’ evidente come i telespettatori della prima serata del terzo canale della Rai siano maggiormente sensibili ai programmi di intrattenimento politico, culturale o di cronaca. Un bel problema per Di Bella.

In&Out: ‘Per tutta la Vita’, il primo flop della stagione Tv


Iniziata la stagione televisiva, arriva il primo flop. Un grande flop. Con il 10,4% di share e 2.598.000 di spettatori ‘Per tutta la vita’, il varietà ‘matrimoniale’ di Rai1 condotto da Fabrizio Frizzi e Natasha Stefanenko si merita, per ora, lo scettro degli insuccessi del nuovo anno Tv.

Lo show, già andato in onda negli anni 90 e recentemente ‘rispolverato’ da Viale Mazzini, non è riuscito ad interpretare i gusti degli spettatori del nuovo millennio.

Laconico il commento del direttore della rete ammiraglia Rai Mauro Mazza:

“Il programma di Frizzi non durerà per tutta la vita, ma la prossima settimana sì”. “Il programma è stato caldeggiato e realizzato dalla direzione Intrattenimento – spiega -. Ci aspettavano che il format avesse più elementi di innovazione”.

Molto probabile una chiusura anticipata per la trasmissione, in caso gli ascolti continuino ad essere cosi microscopici.

La7, rete in crisi di ascolti? Non proprio, guardando i dati auditel


E’ iniziata la nuova stagione televisiva, sulle varie reti nazionali si riaffacciano i programmi di sempre assieme ad alcune novità. Gli ascolti poi non sempre sembrano premiare le scelte delle direzioni di rete. Vediamo oggi il palinsesto di La7. La rete di Telecom Italia, in predicato di essere venduta (speriamo non a Mediaset) presenta alcune trasmissione interessanti anche se non ripagate da ascolti degni di nota.

Cominciamo dal nuovo programma di infotainment di Cristina Parodi. Il Cristina Parodi Live, una via di mezzo tra il primo Verissimo condotto dall’ex volto del Tg5 e Le invasioni barbariche della collega di rete Daria Bignardi. Notizie, curiosità, interviste. Una buona alternativa alle ‘concorrenti’ di Rai e Mediaset, ovvero La Vita in Diretta e Pomeriggio Cinque. Gli ascolti però non appiaono molto buoni, attorno al 2% di share, sicuramente sotto le aspettative della rete di Telecom Italia.

Dopo la Parodi senior ritorna Parodi juior con I menù di Benedetta, la trasmissione culinaria di Benedetta Parodi. Quest’anno l’ascolto sembra essere un po’ piu il linea con gli obiettivi aziendali, il 3% non è tanto ma neanche poco.

Il day time di La7 si conclude con la nuova edizione di GDay. Il programma di informazione satirica condotto da Geppi Cucciari, giunto alla terza edizione, sembra accusare il colpo. La perdita di Matteo Bordone ha tolto un po’ alla trasmissione che comunque resta un buon prodotto, purtroppo non premiato dall’auditel. L’ascolto si ferma a circa il 2,5% di share.

Dopo il telegiornale di Enrico Mentana, Lilly Gruber conduce di nuovo Otto e mezzo. Stesso contenitore politico, stesso conduttore, ascolti simili a quelli degli anni precedenti (6%) anche se nettamente inferiori al picco dell’autunno-inverno scorso.

L’Infedele di Gad Lerner, giunto all’ultima edizione, non sembra godere della stessa salute delle stagioni precedenti. Lo share è calato sotto il 4%, nulla in confronto al 6-8 dello scorso anno.

Anche Piazzapulita di Corrado Formigli accusa il calo di interesse verso i contenitori politici. Senza la concorrenza di Santoro, il programma non arriva al 5% di share mentre lo scorso anno arrivava anche a punte del 7-8%.

Aspettando Maurizio Crozza l’intrattenimento è affidato a Teresa Mannino con Se stasera sono qui, per ora con ascolti altalenanti, vicini al 3,5% di share.

La7 è quindi in crisi di ascolti? Non proprio. Se confrontiamo le medie auditel di luglio 2009 con quelle di luglio 2012 vediamo che in soli tre anni molto è cambiato nel panorama televisivo nazionale. Il diffondersi del digitale terrestre ha gonfiato gli ascolti delle reti ‘all digital’ come Rai4, Iris, Rai Premium, Boing etc a discapito delle reti tradizionali.

Eccezion fatta per Rai1, che si mantiene al 20% di share per altre reti è un vero crollo. Dal 2009 ad oggi Canale5 è passata dal 19 al 13 (-6), Italia 1 dall’11 al 7 (-4), Rete4 dal 9 al 6 (-3), Rai2 dal 10,5 al 9 (-1,5) e Rai3 dal 9 al 7 (-2). Questo perche le reti  all digital hanno avuto un boom. Rai digit è passata dall’1,5 al 7 (+5.5), Mediaset Digit ha avuto piu di 3 punti in piu, arrivando al 6% circa. Aumenti anche per Sky e per le altre reti terrestri , entrambi dall’8 all’11 (+3).

In tutto questo sconvolgimento La7 nel luglio 2009 aveva il 2,5% a fronte di 3,3% di questo luglio. Quasi 1 punto di share in piu, mentre tutte le altre reti tradizionali accusavano il colpo.

 

Scandalo Lega: boom per gli ascolti di La7 e Rai3


Il terromoto nella Lega Nord fa bene agli ascolti di Rai3 e La7. Le due reti tv, che in questi mesi avevano visto entrare in crisi i propri programmi di informazione,  hanno avuto un boom delle presenze televisive nei giorni dell’Affaire Bossi.

Alcuni dati: (giovedi 4, venerdì 5 aprile)

  • Piazza pulita, giovedì (La7) , il programma  di Corrado Formigli, 1.696.000 spettatori, per uno share del 7.45% (In media al 4,5% anche per la concorrenza di Servizio Pubblico, non in onda giovedì scorso) +3%
  • Otto e mezzo (La7), venerdì, condotto da Lilli Gruber, 1.731.000 telespettatori (7.36%) (Nelle ultime settimane viaggia sul 5,5%) +1,8%
  • TG La7, venerdì, condotto da Enrico Mentana, 2.096.000 (9,73%) (L’ultimo periodo si attesta attorno all’8,5%) +1,2%
  • Robinson (Rai3), venerdì, condotto da Luisella Costamagna, 1.260.000 telespettatori (5,43%) (E’ sempre stato attorno al 3,5% 4,2% di media) 1%

Le trasmissioni di approfondimento quindi  hanno risentito positivamente della ‘fiammata’ politica creatasi con lo scandalo ‘Lega’ dopo mesi e mesi di sobrietà ‘montiana’ che aveva affievolito l’interesse per i Talk.

Ciò vuol dire che non appena il clima politico tornerà a surriscaldarsi, anche i programmi ‘tematici’ avranno un nuovo periodo di gloria.

La domanda è la seguente, senza Berlusconi e Bossi avremo piu una politica gridata, fatta di insulti, di faziosità e quindi anche di ‘passione’, seppur posta in malo modo? Tolti i due leader carismatici, populisti e faziosamente prepotenti, ‘l’altra parte politica’ come reagirà? Quali strade percorrerà la ‘satira politica’ o il giornalismo ‘militante’?

Mondo Tv: la Televisione Francese


In questo freddo giorno invernale, chiuso in casa isolato dalla neve, non ho trovato di meglio che proporvi un nuovo capitolo sulla ‘Storia della Tv’ mondiale. Dopo aver analizzato il sistema televisivo Statunitense, oggi vi parlerò dalla Tv francese.

Il sistema televisivo in Francia è costituito da un grande gruppo statale, La France Television, equivalente alla nostra Rai, da un gruppo privato che fa capo a TF1, la rete piu vista del paese, da un altro gruppo privato guidato da M6, terza rete in audience e da un polo televisivo a pagamento, Canal+.

Iniziamo dalla Tv Pubblica. Il canone d’Oltrealpe è di 118 euro e serve per finanziare una serie di reti tv abbastanza simili alla nostra Rai. L’unica differenza è che nel 1987 l’allora Premier Chirac decise di privatizzare uno dei canali di stato. La scelta cadde su Tf1 che quindi fu acquistata dal gruppo Bouygues (noto per aver prodotto Twin Peaks).

I canali pubblici francesi sono sempre stati abbastanza indipendenti l’uno dall’altro. Solo nel 2000 sono stati ‘raggruppati’ nella società pubblica France Television, assumendo connotati simili a quelli italiani. Orfani della prima rete, privatizzata, il Gruppo ha come rete di punta France 2.

France 2 logo.svgFrance 3 logo 2008-1-.svgLogo France4.pngFrance 5 logo 2008-1-.svgLogo France Ô.png

Seconda rete tv come share (13% circa) France 2, nata nel 1963, è un canale generalista e si divide tra film,telefilm e produzioni proprie con programmi di informazione ed intrattenimento. Al momento uno dei punti forti della prima serata è il telefilm Cold Case, con punte del 21% di audience. Trasmette anche alcune partite delle Coppe Europee.

France 3, in onda dal 1972, ha una vocazione maggiormente culturale, da servizio pubblico, ed in piu trasmette produzioni regionali e telegiornali locali, proprio come la nostra Rai3. Lo share è buono, superiore al 9%, che la proietta al quarto posto assoluto nazionale. Trasmette le partite di Coppa di Francia. Tra i telefilm segnalo ‘L’ispettore Barnaby’.

France 4, nata nel 1996 come Festival e poi rinominata nel 2005, i suoi programmi sono principalmente fiction, serie tv, concerti dal vivo e musica. Manda in onda anche le partite di Rugby e qualche film. Ascolto vicino al 2%. E’ trasmessa solo in digitale terrestre.

France 5, rete culturale del gruppo FT. Nata nel 1994 per volere del governo conservatore di Balladur, la rete è incaricata di creare e programmare programmi educativi e favorire l’accesso al sapere, alla conoscenza, alla formazione ed al lavoro. La nostra ‘gemella’ è appunto Rai5, anch’essa voluta da un governo di destra, come quello di Berlusconi, nel 2010. Audience vicina al 3%.

France O, un canale per i territori francesi d’Oltremare. Una specie di Rai International.

Dopo aver analizzato la Tv di Stato, passiamo ai gruppi privati, in primis al Groupe TF1 che fa capo a TF1, ex rete pubblica, privatizzata negli anni 80 e che ad oggi è la regina degli ascolti francesi. L’azienda privata conta anche altre reti come TMC (Telemontecarlo), NT1 ed LCI

TF1 logo 2006-1-.svg

TF1, è la più vecchia televisione generalista francese, nasce nel 1932. Dal 1991 è la rete tv più seguita in Francia, con uno share medio del 25%. La proprietà è del francese Bouygues, proprietario fra l’altro di Sportitalia ed Eurosport. Ha trasmesso alcuni tra i piu importanti telefilm americani come Grey’s Anatomy, Lost, Law & Order e giochi a quiz come ‘Chi vuol essere milionario’. Vince quasi tutte le sfide di prima serata.

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TMC Monte Carlo o Télé Monte Carlo, è il più vecchio canale televisivo privato d’Europa, nato nel 1954 e inaugurato dal Principe Ranieri III di Monaco. Nel 2005 diviene disponibile attraverso il digitale terrestre su tutto il territorio francese e ad oggi risulta il sesto canale francese con il maggiore ascolto in Francia ed il primo tra quelli che non hanno una copertura nazionale in analogico terrestre. (Da wiki). La rete propone film, telefilm e produzioni proprie. Tra i tanti segnaliamo i telefilm Poirot e Miss Marple e il reality americano Extreme Makeover Home ediction. Share superiore al 3-3,2%

NT1 logo2008.png

NT1(Nouvelle Télévision 1) inizia le trasmissioni il 31 marzo 2005 alle 18, assieme ad altri 13 canali gratuiti della televisione digitale terrestre francese.NT1 propone una programmazione generalista 24 ore su 24 (films, serie televisive, magazines, programmi informativi, serie animate) e beneficia anche dei programmi del gruppo AB. A partire dalla sua creazione, NT1 diversifica la programmazione, acquisendo sul fronte sportivo i diritti per alcuni incontri delle eliminatorie d’Euro 2008 e della Coppa UEFA, il wrestling, l’A1 Grand Prix, e la MotoGP (da wiki). Tra i telefilm trasmessiThe Shield, How I Met Your Mother, True Blood. Ascolto attorno al 2%.

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Passiamo ora al secondo gruppo privato francese. Groupe M6. Controllata dalla lussemburghese RTL Group (48,6 %), e dalla franco-belga Suez (5,1 %), la società è imperniata sulla rete tv M6, terza rete di massimo ascolto in Francia.

Nata nel 1987, seconda tv privata in fatto ad ascolto, M6 è una rete generalista e quindi trasmette di tutto. Dai telefilm di produzione propria (Caméra café, simile a quello di Luca e Paolo), alle serie ‘made in usa’ come Bones, Buffy, Supernatural, NCIS (telefilm piu visto in Francia con punte del 25% in prima serata). Nel 2001 ha trasmesso il primo reality francese, Loft Story (una specie di GF). Ascolti superiori all’11% di share.

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Televisione musicale nata nel 1998, trasmette anche film, telefilm e programmi vari. Da segnalare la trasmissione di serie come I Simpons e Glee. Audience vicina al 3-3,4%.

Altre reti generaliste sono:

NRJ 12Gulli 2010 avril logo.svgDirect8-2010.svg

Nate tutte nel 2005, trasmettono film, telefilm e produzioni proprie. NRJ manda in onda serie come Alice Nevers e il Commissario Cordier. Share attorno al 2,5%. Direct 8 e Gulli viaggiano sul 2%.

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arte (acronimo di Association Relative à la Télévision Européenne, Associazione Relativa alla Televisione Europea) è un canale culturale franco-tedesco a vocazione europea di servizio pubblico, nato nel 1992 da un trattato fra lo Stato francese ed i Länder tedeschi. (da wiki)

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Chiudiamo con Canal+, la società che trasmette la Paytv in Francia. Canal+ è un canale televisivo francese a pagamento lanciato nel 1984. È posseduto dal Gruppo Canal+, il quale è posseduto a sua volta dalla Vivendi. Il canale trasmette programmi di vario genere, la maggior parte sono criptati, ma alcuni programmi sono trasmessi in chiaro per 6 ore. E’ la nostra ‘Sky’ e fa un ascolto medio del 3,4%.

Una menzione speciale per un canale televisivo che non c’è piu. La Cinq.

La Cinq logo.jpg

Nata nel 1986, era la rete di Silvio Berlusconi. La programmazione risentì all’inizio dell’impronta italiana (il direttore dei programmi era Carlo Freccero e molti format furono forniti da Berlusconi e registrati nei medesimi studi milanesi come il quiz Pentathlon in onda al giovedi o W le donne , ribattezzato “Cherchez la Femme”, il sabato sera). Anche molte serie erano in comune, e alcuni di esse erano inedite in Francia (ad esempio Supercar e alcune stagioni di Happy Days). Dopo svariate crisi finanziarie, la rete chiuse i battenti nel 1992.

ASCOLTI MEDI DELLE TV FRANCESI:

1 TF1 24,1 %
2 France 2 13,5 %
3 M6 11,3 %
4 France 3 9,4 %
5 TMC 3,7 %
6 Canal + 3,4 %
7 W9 3,4 %
8 France 5 3,2 %
9 NRJ 12 2,4 %
10 Direct 8 2,4 %
11 Gulli 2,1 %
12 France 4 2,0 %
13 NT1 1,9 %
14 Arte 1,6 %
15 BFM TV 1,5 %
16 Direct Star 1,1 %
17 I télé 0,8 % 

ASCOLTI PRIMA SERATA FRANCESE

Dandini e Bignardi in crisi di ascolti, La7 di Ruffini non decolla


Crisi di ascolti per La7. La rete ‘giovane’ che solo qualche mese fa sembrava potesse rompere il duopolio Rai-Mediaset, inizia ad accusare il colpo. Gli ultimi casi aperti sono quelli di Daria Bignardi e Serena Dandini. I programmi delle due conduttrici, partiti solo due settimane fa, non sembrano avere ascolti soddisfacenti. Le Invasioni Barbariche è passato da 1.023.000 telespettatori (4.48%) della prima puntata a 771.000 telespettatori per uno share del 3.43% nella seconda. Un calo netto. Anche  The Show must go off, che segnava lo sbarco del ‘gruppo’ di Parla con me sulla rete Telecom ha visto calare nettamente lo share tra la prima e la seconda puntata. Da 1.321.011 spettatori con il 5,70%di share a 941.000 spettatori (4.05%).

Se per il programma di Daria Bignardi la stanchezza potrebbe essere relativa al format, oramai ‘usurato’, per lo show di Serena Dandini i limiti sarebbero da ascrivere al giorno di messa in onda. Il sabato è sicuramente una giornata difficile. Va comunque sottolineato come The Show abbia una durata decisamente superiore al normale. Tre ore di satira sono troppe, anche per i piu fedeli spettatori devoti di ‘Ottavo Nano’, ‘Pippo Chennedy’ e ‘Parla con me’.

Da segnalare anche il riscontro poco esaltante di PiazzaPulita, il programma di approfondimento politico condotto da Corrado Formigli e battuto puntualmente da Servizio Pubblico di Michele Santoro. Neanche ‘I menu di Benedetta‘ vanno oltre il 3%, cosi come il piccolo gioiellino ‘G’Day‘ di Geppy Cucciari. Per non parlare del flop di ‘In Onda‘ post-Costamagna, sempre inchiodato al 2%.

Il post-Berlusconismo televisivo sta penalizzando la ‘Rai3’ commerciale? E’ presto per dirlo. Vi sono ancora programmi di successo come il Tg di Mentana, OttoeMezzo di Gruber, L’Infedele con Lerner tanto per fare alcuni esempi, senza parlare del boom di Italialand con Crozza, recentemente passato sugli schermi della rete di Ruffini.

I prossimi mesi saranno comunque decisivi per capire se gli investimenti fatti per acquisire i ‘big’ della Tv Pubblica saranno ricompensati da ascolti decenti e, di conseguenza, da introiti pubblicitari in grado di consentire un rapido sviluppo della rete.

Crollo del Tg1, calo di ascolti e credibilità: Minzolini si dimetta!


Debacle totale per il Tg1 di Minzolini. Dopo anni di declino, in credibilità ed ascolti, il telegiornale della prima rete Rai crolla e viene superato di ben 5 punti dal Tg5. Dal Corriere:

Non era mai successo prima: nella eterna gara agli ascolti più alti, il Tg5 delle 20 di domenica di Clemente Mimun ha staccato il Tg1 di Augusto Minzolini. Ben 5 punti percentuali, record assoluto: il notiziario principe di Mediaset ha totalizzato 5.295.000 spettatori con il 20,41% di share, mentre il concorrente ha registrato 4.178.000 con il 16,08%.
IL TG3 SALE – Se in casa Rai scendono dunque le azioni di Minzolini, salgono invece quelle di Bianca Berlinguer: l’edizione, sempre di domenica sera, del Tg3 delle 19, con il 17,69% ha avuto lo share più alto di tutti i telegiornali nazionali della Rai della serata. Ottimo il risultato anche in termini di telespettatori che sono stati quasi 3.700.000.

Minzolini si lamenta e non cede:

Io non me ne vado. Ma non accampino alibi che sono un`offesa al buon senso

Nel frattempo una ricerca dimostra come il Tg1 abbia oramai la credibilità del Tg4 di Emilio Fede:

secondo una ricerca, il Tg1 avrebbe la stessa credibilità e affidabilità, nel selezionare le notizie e nell’offerta, del Tg4 e Studioaperto: è questo uno dei dati che emerge dalla mappa dei tg secondo la percezione degli spettatori, sulla base di uno studio presentato luned’ da Massimo Scaglioni, dell’università Cattolica di Milano, nel corso di una tavola rotonda sull’informazione.
….
Così si è visto che il Tg1 «è stato paragonato alle reti commerciali – continua Scaglioni – mentre sono percepiti come servizio pubblico Tg3, il tg de La7 e quello di Skytg24 per la loro estensione e quantità».

Due anni e mezzo di Minzolini direttore riassunti da Repubblica.it

Cosa possiamo aggiungere? una sola richiesta, alla Direttrice Generale della Rai Lorenza Lei. Si provveda subito alla rimozione di Augusto Minzolini dalla direzione del Tg1. Un calo di ascolti e di onorabilità cosi acuto non si era mai visto in tutta la storia del telegiornale. Un sussulto di dignità della azienda Rai impone il licenziamento immediato di chi ha causato tale situazione.

DIMISSIONI!

Calano gli ascolti di Santoro, Talk politici in crisi?


Servizio Pubblico continua a calare negli ascolti. Dalla prima alla quarta puntata vi è stata una flessione di quattro punti percentuali, si sono persi piu di 800.000 telespettatori.

(ANSA) – Ieri sera la quarta puntata di ‘Servizio pubblico’ di Michele Santoro è stata vista da 2.012.000 telespettatori, pari all’8,08% di share. Quindi rispetto alla terza puntata che era stata seguita da 2 milioni 380 mila telespettatori, pari al 9,70 si segnala un leggero calo. Il programma era stato salutato al suo debutto da 2.838.000 spettatori con il 12,03% di share, mentre la seconda puntata da 2.633.000 telespettatori con il 10.42% di share.

Si sta verificando ciò che temevo, la lunga serialità sembra rendere meno attraenti le serate ‘evento’ di Santoro. Sarà solo questo il motivo del calo vistoso di Servizio Pubblico? Per dovere di cronaca va segnalato che da due settimane le reti di Sky, sulle quali va in onda il talk di Santoro, trasmettono anche X factor, recentemente sottratto alla Rai dal gruppo Murdoch.

Noto comunque che quest’anno Michele Santoro ha abolito la ‘telerissa’ in stile Annozero. Niente Santanchè, La Russa, Castelli, Belpietro, Sallusti etc, maggiore spazio al dialogo, con ospiti in stile ‘Infedele’. L’assenza del dibattito acceso potrebbe aver contribuito alla perdita di appeal nel prodotto? Ed ora che c’è un governo tecnico ed i politici sono relegati dietro le quinte, come andranno avanti i vari contenitori tematici?

Al momento resiste bene Ballarò ed ha un buon successo Agorà, il talk politico della mattina di Rai3 condotto da Andrea Vianello. Quanto ancora resisteranno senza la presenza di un ministro, di un viceministro o di un sottosegretario? Probabilmente la situazione cambierà non appena verranno varati i provvedimenti ‘lacrima e sangue’. Allora si che vi sarà da discutere, sia all’interno dei partiti che sostengono il governo, sia tra le diverse coalizioni. Chi ci guadagnerà? Probabilmente i movimenti ‘fuori dal coro’ come Lega, Vendola, Comunisti e Grillini. Maggiore visibilità spesso vuol dire ‘incremento di voti’.

Presto avremo aggiornamenti. Forse già entro la fine dell’anno.