Berlusconi attacca, solito copione in vista delle elezioni


In questi giorni il Premier ne ha dette di cotte e di crude, a ridosso dell’incontro tra Fini e l’Anm ha ritirato fuori dal cilindro il ‘patto Fini-Magistrati’. Cerca di rimotivare i suoi, ha visto i sondaggi che lo danno in calo e che mettono a rischio la conquista di Milano al primo turno, cerca quindi di provocare per galvanizzare i simpatizzanti, in parte a rischio astensione.

Il solito copione insomma. E l’opposizione ci cascherà sicuramente. D’altronde sono ventanni che segue questo schema. Quando è in crisi inizia l’attacco frontale, ogni volta piu destabilizzante, grave ed inopportuno. Eppure lo fa sempre, chissà sino a dove arriverà. Nel frattempo però cerca di bloccare i suoi processi, come ha sempre fatto.

Intanto in Francia, in vista del vertice con Sarkozy, hanno preparato uno ‘stupidario’ tutto dedicato a lui:

Questo qui è Berlusconi, un insieme di ignobiltà:

Chissà poi cosa combineranno i giornali del Premier per ‘vendicare’ l’attacco dell’arcivescovo di Miliano Tettamanzi. Un Dossier ad hoc anche per lui?

Panico in Rai, Luca e Paolo ironizzano sul Processo del Premier, intervengono Mazza e Zanicchi…


In una monotona serata inaugurale, il Festival fa parlare di sè grazie ad una “istant song” di Luca e Paolo, il duo comico che accompagna Morandi nella conduzione. Con”Ti sputtanerò“, cover di un canzone di Morandi, i due artisti hanno cantato il duello tra Fini e Berlusconi, ironizzando sulla “macchina del fango” di cui anche Saviano aveva trattato in “Vieni via con me”.

Apriti cielo, interviene il direttore di Rai1 Mazza che chiede par condicio:

Mi piacerebbe vedere anche altri instant song che riguardino altre espressioni della politica italiana.

Anche Iva Zanicchi, cantante ed eurodeputata Pdl, denuncia:

Ancora una volta si è utlizzato un evento visto da milioni di persone per sputtanare Berlusconi, questa volta proprio con un bel brano che dichiarava l’intento. […]
Nel nome della satira, ormai si può fare qualsiasi infamità, basti pensare cosa ha fatto con me Benigni due anni fa. Detto questo, attaccare ancora una volta Berlusconi, in una giornata così particolare come ieri, alle 22.30 davanti a 13 milioni di persone, non è stato di buon gusto, per usare un eufemismo. Soprattutto da parte di due ragazzi che da anni mangiano nel piatto di Mediaset e che, per carità, sono molto divertenti e carini. Mi auguro che nelle serate successive facciano la stessa cosa sulla sinistra, anche se mi rendo conto che dall’altra parte il panorama è talmente piatto che è più difficile. Ma un po’ di par condicio a questo punto ci vuole. Non si può gettare fango a senso unico, sempre

I due si difendono dalle accuse:

La nostra è più una satira di costume che non una satira politica spiattellata, ieri sera non ce l’avevamo né con Fini né con Berlusconi ma con il sistema che hanno usato e continuano a usare per delegittimarsi a vicenda. Nulla contro di loro, piuttosto una presa in giro del sistema della macchina del fango. E’ satira fino a un certo punto. Leggiamo quel che è successo e continua a succedere, è una visione della realtà.

Governo, riassunto di una settimana di crisi: Fini sfiducia Berlusconi, Casini gli da manforte. Il Cavaliere resiste,Bossi media ma fallisce, Fli ritira i ministri


Riassunto di una settimana di Crisi, verso la fine del Berlusconi IV.

Cinque settimane dopo aver votato la fiducia al governo – a questo governo – su quei cinque punti, il presidente della Camera ha definito quella piattaforma “cinque punticini” e, di fatto, ritirato il suo appoggio al governo: ha chiesto a Berlusconi di dimettersi per formare un nuovo esecutivo, allargato all’UdC, e ha detto che se questo non accadrà i ministri e i sottosegretari di Futuro e Libertà si dimetteranno dai loro incarichi.

Alcuni scenari possibili QUI

Muore il Governo Berlusconi IV, Muore il sistema di Governo Bipolarista:

Ma qualunque cosa avvenga ora, il governo Berlusconi IV è finito. E se la notizia è stata avvizzita dal fatto che se ne parla quotidianamente da mesi, su una prospettiva storica e politica più ampia torna invece a esserlo: è finito quello che fu annunciato (e tutti riconoscemmo) come il governo più solido che si fosse mai formato in Italia, quello con la maggioranza più inattaccabile, destinato a durare cinque anni mentre il paese avrebbe assistito ai suoi successi o insuccessi e le opposizioni avrebbero potuto solo prepararsi per la scadenza elettorale successiva.

Invece quel governo, nato l’8 maggio 2008, muore a due anni e mezzo: e rischia di non sopravvivere neanche quella maggioranza, vedremo. Muore non solo la sua spergiura nutrita rappresentanza di ministri (aumentata a ogni pié sospinto dopo le promesse elettorali), ma anche il diabolico progetto che lo aveva costruito – la creazione del PdL e la legge elettorale ad centrodestram – e l’idea che la sua procurata stravittoria elettorale lo radicasse su fondamenta solidissime e che la longevità tormentata delle precedenti gestioni Berlusconi potesse essere canonizzata e stabilizzata.

Muore l’idea che il sistema politico italiano sappia governare l’Italia stabilmente. In questo ventennio non ci è riuscito il centrosinistra, vittorioso solo con maggioranze fragili e litigiose, e il centrodestra lo ha fatto solo grazie all’accidente berlusconiano – irripetibile variabile nella prospettiva della storia – che mostra oggi tutta la sua precarietà

“Questione di poche settimane, tre al massimo, e si saprà se la legislatura sopravviverà a se stessa, conducendo verso un nuovo governo e il definitivo tramonto dell’era berlusconiana, o se lo scontro porterà a elezioni anticipate, ultima ridotta di un Cavaliere che dice di non voler cedere il passo agli avversari.

  • 11.11 Futuro e Libertà annuncia il ritiro dei Ministri dal Governo. Si va verso la crisi. Berluscconi resiste “Fini mi deve sfiduciare, non mi dimetto”
  • 12.11 Sul Corriere si apre il diario della Crisi, le novità di oggi 12 novembre: 13:57, Pd e Idv battono un colpo. Presentano la mozione di sfiducia al governo. Entrano così al tavolo della crisi, ma per avere i numeri serve anche la mozione (o eventualmente il voto) di Casini e dei finiani. Arriverà?

Dichiarazioni di fine impero….


“Se quell’intervento c’è stato se è vero che è stato detto che quella signorina era parente di un capo di Stato, allora verrebbe dimostrata una disinvoltura, un malcostume, sintomo di uso privato di un incarico pubblico”
“il premier dovrebbe fare un passo indietro”
(Gianfranco Fini)

“Dopo Perugia (Assemblea dei finiani,ndr), Fli deve aprire una fase nuova, ritirando la propria delegazione al governo assicurando l’appoggio esterno solo per emergenze e parti condivise del programma”
(Fabio Granata)

“Io non mi dimetto, tanto meno perché lo chiede lui. Se Fini vuole, stacchi pure la spina, si assuma la responsabilità. Se ne è capace. I suoi non lo seguono nemmeno se azzarda un sostegno esterno, figurarsi nello strappo”
“Non ho nulla di cui vergognarmi, rifarei tutto, ho solo aiutato una persona in difficoltà e soprattutto non ho esercitato alcuna pressione sui poliziotti”
(Berlusconi)

“Continuerà a fare la sua vita, ad invitare ospiti a casa sua e a organizzare feste se gli va di farlo”
(Emilio Fede)

“C’è qualcuno che si aspetta un sussulto di orgoglio e di dignità, gli italiani aspettano un segnale e sanno che solo tu, Gianfranco, puoi offrire un’alternativa”
(Italo Bocchino, finiano)

“se Bocchino gli ha rivolto quell’invito è perché ci siamo, il tempo di staccare la spina è arrivato prima del previsto e, ironia della sorta, non per colpa nostra”
(Nino Lo Presti, finiano moderato)

“Siamo stanchi di essere sudditi, di candidate elette sol perché sanno ballare il bunga bunga”
(Potito Salatto, Generazione Italia, finiano)

 

 

La Battaglia Finale: Il Centrodestra, tra divisioni e nuovi poli…


Nella prima “puntata” avevamo fatto una discussione generale sul rischio di una nuova vittoria di Berlusconi in possibili elezioni anticipate. Oggi ci concentriamo sulle strategie politiche dei partiti e delle coalizioni presenti in parlamento e nel paese.

Cominciamo dal CentroDestra.

E’ oramai chiaro che Fini e Berlusconi difficilmente potranno mai tornare alleati in una coalizione. Il governo sopravvive aggrappato alla voglia dei vari “attori” di non “rompere per primi”. Ogni giorno però cambiano gli scenari , se oggi si dice che sono “scongiurate elezioni anticipate”, domani si torna a ventilarle grazie alla dichiarazione di un finiano, piuttosto che di un leghista o di un berlusconiano. Una situazione di questo genere è di difficile gestione e soprattutto di breve durata.

Il nodo su cui verranno al pettine le ambiguità della coalizione di governo potrebbe essere la Giustizia. Berlusconi parla a giorni alterni di una “commissione di inchiesta su certi PM” e sulla necessità di variare un nuovo provvedimento sulle intercettazioni. I finiani rispondono picche, continuano a richiedere modifiche alla proposta di riforma della Giustizia e non sono d’accordo sul progetto di legge del nuovo Lodo Alfano Costituzionale.

Nel frattempo Berlusconi continua a temere la magistratura. A dicembre la Consulta potrebbe bocciare il Legittimo Impedimento, procedimento tramite il quale il Premier è riuscito a posticipare l’appuntamento con i suoi processi. In caso di bocciatura, per il Cavaliere inizierebbe il conto alla rovescia verso la sentenza del processo Mills, in arrivo nei primi mesi del 2011, magari in piena campagna elettorale qualora vi siano elezioni anticipate.

L’estate è stata scandita dallo “scandalo” della casa di Montecarlo che ha coinvolto Fini e che si è definitivamente sgonfiato qualche giorno fa con la richiesta di archiviazione per l’indagine. Da qualche ora si è aperto il “fronte Ruby”, con la minorenne forse coinvolta in festini a luci rosse nei palazzi del potere. Le nuove inchieste potrebbero far capitolare anticipatamente le cose.

Intanto però le “tre” gambe del Centrodestra hanno davanti alcune strade da percorrere, vediamole assieme:

PDL

Il Governo è in calo di consensi, cosi come il Premier. I dissidi interni alla maggioranza non piacciono agli italiani e penalizzano il Centrodestra. Il PDL è dato attorno al 28-29%, sotto al trenta per cento e ben lontano dalle cifre di due anni fa. Dopo l’addio dei finiani il partito è scosso da polemiche interne, che nascono dalle amministrazioni locali ed arrivano sino ai coordinatori nazionali. Berlusconi pensa ad un azzeramento dei vertici nominando un coordinatore unico al posto del trio Bondi-La Russa-Verdini. D’altronde le numerose inchieste giudiziarie che vedono coinvolti elementi di primo piano del partito non aiutano. In Sicilia ci sono addirittura due PDL, con Miccichè pronto alla guerra contro Schifani ed Alfano.

In questi giorni, sull’onda del movimento repubblicano del Tea Party, in quel di Palazzo Grazioli si pensa di affidare alla sottosegretaria Daniela Santanchè un ruolo simile a quello di Sarah Palin, cosi da intercettare i voti degli ultraconservatori.

Per il PDL le elezioni politiche anticipate sarebbero sinonimo di indebolimento, in favore della Lega. D’altro canto il potere mediatico di Berlusconi, unito ai suoi soliti “colpi di teatro”, potrebbero garantirgli una nuova e “definitiva” vittoria.

Lega Nord

Sui leghisti c’è poco da dire. La crisi del Pdl, nata dallo scontro Berlusconi-Fini e continuata con le polemiche interne, non fa altro che avvantaggiare il partito di Bossi. In tutto il Nord alla flessione del Popolo delle Libertà corrisponde un incremento della Lega Nord che ad oggi è il primo partito in Veneto e potrebbe diventarlo anche in Lombardia. Anche nel Centro italia crescono le percentuali del movimento, rubacchiando quà e là, sempre nel campo del Centrodestra.

In definitiva quindi a Bossi e soci converrebbe andare ad elezioni anticipate. In questo modo potrebbero “passare all’incasso” aumentando voti, seggi e “potere”. Potere che hanno gia ampiamente dimostrato di avere e di sapere esercitare, basta vedere le leggi “populiste” varate dal governo nei mesi scorsi . Il rovescio della medaglia, in caso di elezioni nel 2011, sarebbe l’ennesima bugia sul “Federalismo”. Ancora mancante, malgrado fosse la stella polare del Carroccio.

Futuro e Libertà

I finiani non vedono di buon occhio le elezioni. Non sono pronti ne dal punto di vista territoriale ne dal punto di vista delle strategie politiche. Tutto passa dalla riforma della legge elettorale, da fare con questo o con un altro governo, qualora ve ne siano i numeri. Nel caso di una nuova legge proporzionale, Fini potrebbe correre da solo e verificare poi in Parlamento la possibilità di fare alleanze.

In caso di elezioni con la legge vigente sarebbe inevitabile, per non sparire, una alleanza di coalizione. Scartando a priori il centrodestra berlusconiano ed il centrosinistra, rimane solo Casini, magari attorniato da Rutelli, Lombardo e da qualche altro cespuglio. Rimane difficile capire come certe posizioni liberali di Fini (vedi immigrazione, fecondazione assistita ad esempio) possano coabitare con il conservatorismo dell’Udc. Ma il Presidente della Camera, negli ultimi anni, ci ha abituato a giravolte notevoli e quindi nulla è scontato su questo fronte.

Al momento dunque Futuro e Libertà non puo e non vuole andare ad elezioni anticipate. Il partito di Bocchino e soci potrebbe comunque avere qualche carta  a suo favore. La crisi del PDL infatti sembra avvantaggiare i finiani. Nelle varie amministrazioni locali sembra esserci un vero e proprio travaso di eletti e dirigenti in direzione del partito dell’ex leader di An. Anche al Senato si vocifera di prossimi “acquisti”, i quali consentirebbero a Fli di essere determinante, anche a Palazzo Madama, per un eventuale nuovo governo post-berlusconiano.

Concludendo pubblico un sondaggio dell’IPSOS, divulgato a Ballarò nei giorni scorsi:

Come vedete se si sommano le due principali coalizioni possiamo vedere come il CentroSinistra costituito da Pd-Idv-SeL arrivi al 38.6% avvicinandosi a quel 41.3% frutto della somma di Pdl, Lega e la Destra. Meno di tre punti sono statisticamente equivalenti allo zero. Se peraltro al centrosinistra aggiungiamo anche il 2.3 dei Comunisti il pareggio è vicino.

Naturalmente sono numeri campati in aria, che non tengono conto delle coalizioni “vere” che si presenteranno alle elezioni. Ne è dato sapere quale legge elettorale regolerà le prossime consultazioni elettorali. Questi i dati, comunque.

Nel prossimo numero, il CentroSinistra.

Berlusconi-Fini Story….in un video


 

Dopo la Beautiful story ecco la lunga convivenza tra Berlusconi e Fini, quattro minuti e mezzo che raccontano l’avventura tra i due. Cliccate sull’immagine per accedere al filmato.

La Battaglia Finale: Berlusconi e Bossi contro il “resto del Mondo..democratico”


Ci siamo,

amici ed amiche stiamo per assistere alla battaglia finale. Lo scontro definitivo tra le forze populiste e quelle democratiche. Berlusconi e Bossi contro il “resto del mondo“.

Non lasciatevi ingannare dalla “pax” siglata giorni fa tra i finiani ed il resto della maggioranza. E’ solo un  gioco delle parti per evitare di essere tacciati come i fautori della rottura. Nessuno vuole rimanere con il cerino in mano, è questa la frase che si sente ripetere recentemente da vari opinionisti e commentatori politici. E’ vero. Berlusconi e Fini non vogliono essere i primi a rompere. In mezzo c’è la Lega, sempre piu irrequieta e che accarezza il ritorno alle urne per fare “bottino pieno” nel Nord.

Il gioco continuerà per altre settimane ma il destino è certo. Il governo ha i giorni (o i mesi) contati. Lo si capisce anche dalle dichiarazioni dei leader. Berlusconi rilancia per il processo breve ed il ddl intercettazioni. Fini stoppa entrambi i provvedimenti. Quanto potrà durare? Si dice che entro ottobre potrebbe esplodere la crisi, in modo da andare al voto a gennaio ed evitare al Premier, in caso di bocciatura del legittimo impedimento da parte della Consulta, una condanna nei processi in corso proprio durante la campagna elettorale.

E’ chiaro comunque che ben presto i nodi arriveranno al pettine. Sarà crisi ed in quel momento si scopriranno le carte. Si vedrà chi, anche tra il Pdl, vuole andare al voto e chi vuole prima cambiare la legge elettorale garantendosi per qualche altro mese lo “stipendio” da parlamentare .

Non sò quante possibilità ci siano, al momento, per un governo alternativo che metta mano al sistema elettorale. Vedremo con il passare del tempo quanti si aggregheranno a Futuro e Libertà e quanti rimarranno fedeli al Premier.

L’ipotesi piu concreta è che si vada ad elezioni anticipate subito dopo la caduta del Governo. In quel caso, molto probabilmente, avremo tre poli contrapposti. Berlusconi e Bossi, Fini-Casini-Rutelli e Lombardo ed il CentroSinistra.

I sondaggi danno Berlusconi ancora vincente, con una maggioranza alla Camera e forse anche al Senato. Sapete cosa comporterebbe uno scenario di questo tipo? Sarebbe la vittoria finale, il match point, il punto decisivo e definitivo per trasformare la Repubblica Italiana in una Repubblica Berlusconiana.

Il perche ve lo spiego subito. Nel caso Berlusconi vinca le elezioni anticipate del 2011 è automatico che la sua maggioranza eleggerà il prossimo Capo dello Stato, in scadenza nel 2013. Il Presidente della Repubblica nomina 5 dei 15 giudici della Corte Costituzionale.

Sino ad oggi  la Presidenza della Repubblica e la Corte hanno piu volte respinto le assurde proposte approvate dalle varie maggioranze di Centrodestra. Ne potrei elencare tante ma non lo faccio per carità di patria.

E’ chiaro quindi che in caso di vittoria nel 2011, entro pochi anni sia la Presidenza della Repubblica sia la Corte sarebbero orientate verso il populismo di Berlusconi e Bossi, pronti a firmare ed approvare qualsiasi legge populista il Parlamento deliberi. Sarebbe la fine della Repubblica per come la si è vista dalla fine del Fascismo ad oggi. Nascerebbe qualcos’altro. E non sarebbe a mio avviso qualcosa di buono.

Si sta quindi per celebrare la Battaglia Finale tra due mondi, quello di Berlusconi e Bossi e quello delle forze che credono nella libertà di stampa e nel rispetto dell’avversario. Chi vincerà? Quale sarà il ruolo di Beppe Grillo, quali le alleanze? Candido seguirà passo per passo l’evolversi della situazione. Sino all’epilogo, anche se sarà quello piu temuto. Lo faremo analizzando le strategie prossime venture, le posizioni dei vari partiti e le mosse dei leader, coadiuvati da sondaggi ed articoli di vari siti di informazione.

Stay tuned….

Ricomincio da 342: la maggioranza c’è ma Fini e Mpa sono determinanti. Si vota a marzo?


La Camera ha votato la fiducia al governo Berlusconi. I sì sono stati 342, 275 i no e tre gli astenuti. Tre i deputati che non sono riusciti a votare: Roberto Menia (Fli), Giancarlo Pittelli (Pdl) e Rocco Buttiglione (Udc). I primi due avrebbero votato sì, il terzo no. Senza Futuro e libertà e l’Mpa, ma con l’ex Idv Americo Porfidia che ha votato sì, la maggioranza è a quota 308. «I numeri sono limitati, la strada è stretta. Vedremo», ha commentato Umberto Bossi.

Alla fine sono stati 342. Il minimo indispensabile per andare avanti. Fini e Lombardo sono determinanti. La Lega vuole le elezioni e si vocifera che anche Berlusconi si stia convincendo che il ritorno alle votazioni sia la decisione piu giusta. Vedremo se Napolitano sarà della stessa idea.