Crisi, la piroetta di Berlusconi su Letta: farsa o inizio della fine?


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Tutto cambia affinchè nulla cambi, recitava il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Appunto.

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Ecco, questo scrivero verso le nove di ieri sera. Dopodichè mi avventuravo in un ragionamento sulla opportunità o meno per Berlusconi di votare la fiducia a Letta:

Di questa crisi PDL qualcosa non mi convince. Seguitemi:

Berlusconi nelle prossime settimane ha diversi appuntamenti con la giustizia. Il voto di decadenza in commissione prima ed in aula poi. L’esecuzione della sentenza Mediaset, l’interdizione ed infine la possibilità concreta di essere arrestato (se decaduto) per l’inchiesta sulla compravendita senatori. Che senso ha spaccare il PDL in una situazione di questo tipo?

….

Non riesco a capire l’atteggiamento di Berlusconi. Non è logico. Con il governo Letta una piccola speranza di salvarsi ce l’ha. Stando all’opposizione no.

Ed infatti Berlusconi, alla fine, ha scelto per logica ossia votando la fiducia al governo. Sembra non sia stata una decisione indolore:

È davanti alla resa che Denis Verdini ha gli occhi bagnati di pianto: “Se voti la fiducia – dice a Berlusconi – siamo morti. Silvio, fidati, non farti umiliare”. Il più duro, tre ore di sonno, foglio di carta alla mano con i numeri che non tornano più, è in una stanzetta con Berlusconi.
…..

Verdini ha gli occhiali incollati sulla testa. Ha passato la mattinata a “massaggiare” gli indecisi: “Silvio, così è la resa. C’è una maggioranza senza di noi, ma non regge. Se ci accodiamo siamo irrilevanti. Ragiona. Questi il gruppo lo fanno e si portano dietro tutti i ministri. Che ca… votiamo a fare il governo? Come lo spieghiamo al tuo popolo? Perché tu, Silvio un popolo ce l’hai.”Gli occhi di Verdini sono bagnati. Berlusconi compulsa nervosamente il telefonino. Alfano non risponde. Non lo fa da ore. Ogni tentativo a vuoto è una pugnalata. Nell’ora più difficile si sente solo. Angelino sta tradendo. Con “Casini”, Con i centristi. Per la prima volta sente che gli manca la forza della rabbia

Il dato sembra essere tratto. Un gruppo autonomo di ex PDL alla Camera, annunciato da Cicchitto ed uno in probabile formazione al Senato, secondo anticipazioni di Formigoni. Berlusconi, per la prima volta, perde il controllo di una parte notevole del suo partito?

[HP] E si apprende che a far decidere Angelino Alfano a prendere una posizione diversa da quella di Silvio Berlusconi (sino a rompere definitivamente con il suo ‘padre politico’) sarebbe stata proprio la telefonata con la quale, sabato scorso, l’avvocato e deputato Niccolò Ghedini lo aveva avvertito dell’ordine del Cavaliere di dimettersi assieme agli altri ministri dal governo Letta.

Uno sgarbo netto e premeditato, spiegano gli amici di Alfano, che ha fatto decidere l’eterno indeciso e l’eterno ‘delfino’ di Berlusconi a intraprendere la strada del dissenso, “nonostante fosse ben consapevole che la probabile conclusione di questo percorso sarebbe stata la fine politica e personale di un’amicizia e di una collaborazione durata per anni”.

Tra qualche mese sapremo se si è tratta di una farsa nata per salvare Berlusconi dai processi e dalle condanne o se invece oggi è iniziata davvero la fine politica del Cavaliere. L’istinto mi suggerisce la prima ipotesi, la ragione mi fa propendere per la seconda. Lo sapremo con il tempo.

Letta non durerà, è questione di statistica


Napolitano deve capire una cosa. Il Governo Letta non può durare più di qualche mese. A cinque mesi dalla nascita è gia ampiamente logorato da lotte intestine. Berlusconi arrivò a questi livelli dopo due anni (ed il governo sopravvisse un altro anno e mezzo solo grazie a Scilipoti e soci), Prodi iniziò ad implodere verso il nono mese (e cadde al 19esimo), Monti raggiunse tali vette di logoramento verso la fine dell’estate del 2012 (qualche mese dopo Berlusconi gli ritirò la fiducia).

E’ semplice statistica. Un governo cosi pieno di polemiche non sopravviverà più di alcuni mesi. Le strade sono quindi due. Varare la legge elettorale in parallelo con quella di stabilità e poi andare al voto con questo governo o farne un altro con i due punti di cui sopra. Non si può fare altro, il tergiversare di Letta per incompatibilità tra PD e PDL ha già fatto molti danni.

Se poi Napolitano si dimettesse, sarebbe una cosa buona e giusta.

Berlusconi torna ‘Caimano’, il Governo Letta verso la crisi


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Nel ‘consiglio di guerra‘ di ieri notte hanno vinto i falchi. Berlusconi sembra deciso a rompere l’alleanza di governo, cercare di abbattere la legislatura per andare ad elezioni anticipate a novembre e presentarsi ancora una volta come candidato leader, prima che magistratura e politica arrivino ad impedire una sua candidatura.

Il 28 agosto vi sarà un Consiglio dei Ministri a tema ‘IMU’, probabilmente si consumerà lì la rottura con il PDL, in rivolta per la mancata abolizione totale del balzello. Berlusconi accuserà Letta di voler continuare a ‘tassare gli italiani’, solito compione che ha ampiamente funzionato solo sei mesi fa. Il Governo quindi rischia di crollare ben prima del 9 settembre, giorno in cui si dovrebbe riunire la commissione senatoriale per votare sulla decadenza del Cavaliere.

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Alcuni parlano di qualche senatore di centrodestra pronto a fare il salto della quaglia per garantire la prosecuzione del Governo. A mio giudizio sarà molto difficile arrivare ai 158 senatori necessari per avere la maggioranza a Palazzo Madama. Al senato vi sono fedelissimi di Berlusconi e conosciamo bene i mezzi utilizzati dal Cavaliere per ‘convincere’ nel 2010 i vari Razzi e Scilipoti.

Più probabile l’apertura della crisi ad inizio settembre. Non è dato sapere cosa farà Napolitano. Dimissioni? La vedo dura. Dopo la caduta di Letta i mercati sprofonderanno ed eventuali dimissioni anche del Capo dello Stato potrebbero far precipitare ancor di più le cose. Non che rimanere nello stallo odierno aiuti davvero il Paese a risolvere i propri problemi.

Un reincarico a Letta è nell’ordine delle cose e questa volta Napolitano potrebbe consentire a lui ciò che ha negato a Bersani qualche mese fa, ovvero la possibilità di presentarsi in Parlamento per ‘cercare’ i voti utili a formare una maggioranza per un governo breve che riformi la legge elettorale e poi guidi l’Italia verso elezioni anticipate nella primavera 2014.

Missione difficile, quella di eventuale Letta-bis. Grillo si opporrà ad ogni riforma delle legge elettorale e spingerà verso le elezioni per ‘incassare’ consensi a discapito di PD e PDL. Il PDL forse potrebbe arrivare a drammatizzare la situazione con dimissioni di massa. Il cerino passerà quindi al PD.

Io, come al solito, una via ce l’avrei. Approvare in poche settimane una legge elettorale maggioritaria a doppio turno. I democratici dovrebbero essere favorevoli, anche SEL potrebbe votarla, cosi come i grillini. Risultato? Dare all’Italia una legge che favorisce (non garantisce) la governabilità e rispondere per le rime ad un Berlusconi sempre concentrato sui suoi interessi e mai su quelli del Paese.

Naturalmente tale auspicio risulterà vano. Nel 2007 avrei preferito che Veltorni non dialogasse con Berlusconi per la legge elettorale, cosi non fu, Prodi cadde ed il Cavaliere trionfò. A febbraio avrei voluto l’elezione di Prodi o Rodotà alla Presidenza con un governo ‘civico’ di pochi mesi in grado di abolire il Porcellum e varare pochi provvedimenti economici per poi tornare al voto. Il PD ha scelto di accordarsi con Berlusconi.

Ogni qualvolta i Democratici sono chiamati a scegliere, hanno la capacità di commettere sempre gli stessi errori. Tanto che oramai pochi pensano ancora siano davvero errori.

Appuntamento a fine agosto per una prima vera analisi dei fatti.

Battaglia Finale: “Centrodestra inesistente senza Berlusconi, giugno decisivo per il governo”


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Il CentroSinistra trionfa ovunque nelle elezioni comunali. Da Roma a Treviso passando per Brescia, Viterbo, Lodi, Messina e Catania. Cosa ci insegna questo voto? Che senza Berlusconi il CentroDestra non esiste, lo sapevamo già naturalmente ma una prova ulteriore non fa che rafforzare lo stato delle cose.

19 e 24 giugno. Due date fondamentali. Per Berlusconi e per Letta.

Il 19 giugno la Corte Costituzionale decide sul ricorso del Cavaliere per il processo Mediaset. In caso di bocciatura, si andrà a sentenza definitiva entro l’autunno e probabilmente Berlusconi verrà condannato (con annessa decadenza da senatore, incandidabilità alle elezioni ed interdizione dai pubblici uffici). Il 24 giugno sarà emessa la sentenza di primo grado nel processo Ruby. Anche qui probabile condanna.

L’uno-due processuale di giugno potrebbe spingere il Cavaliere a staccare la spina a Letta per andare ad elezioni PRIMA della sentenza definitiva di Mediaset cosi da farsi eleggere ancora una volta, vincendo la Camera (visti i sondaggi che lo danno in testa) ed avendo maggiore potere ‘contrattuale’ su una sua eventuale uscita di scena.

PS: del Paese naturalmente non gliene frega nulla. Ditelo ad Epifani eh….

Battaglia Finale: “Letta ha le settimane contate, Berlusconi verso il trionfo elettorale”


BATTAGLIAFINALE2013

Le recenti mosse del PDL in parlamento fanno pensare al peggio. “Una nuova legge bavaglio, sulle intercettazioni. Una proposta per punire col carcere, in modo esemplare, chi impedisce il sereno svolgimento delle manifestazioni politiche, come accaduto a Brescia” queste le proposte del partito di Berlusconi in merito alla Giustizia. Provvedimenti incendiari, che creeranno fibrillazioni nell’esecutivo. Un piano ben studiato. Il Cavalier ha fretta, le condanne definitive nei suoi processi potrebbero arrivare prima del 2014, per questo la legislatura terminerà molto presto.

Entro qualche settimana il governo cadrà. Cadrà sull’economia, probabilmente sull’IMU. Letta la sta tirando per le lunghe sperando di sopravviere. Un giorno non lontano i ministri PDL si ritireranno dalla maggioranza e dall’esecutivo rimproverando al PD di non aver voluto tagliare le tasse. (Un epilogo di cui tutti noi conosciamo da tempo il finale e che comunque il PD ha voluto vivere, in piena lucidità e sapendo che vi erano alternative valide al governissimo).

Si andrà ad elezioni anticipate con Grillo contro tutti, il PD distrutto come tutto il CentroSinistra, a poco servirà Renzi. Il Centrodestra in piena ripresa. Trionfo per Berlusconi, il quale riuscirà a salvarsi dai processi.

Anno 2015.

Berlusconi Presidente del Consiglio (o della Repubblica). Gianni Letta Presidente della Repubblica (o Alfano Premier). Riforma della Giustizia per ‘asservire’ la magistratura. Cairo-Mediaset-Rai nelle mani del Cav. Riforma della Costituzione in senso ‘putiniano’.

E ci saranno i D’alema-Fioroni-Letta-etc che avranno il coraggio di denunciare il regime berlusconiano dopo averne consentito la definitiva affermazione proprio in queste settimane, accettando il patto con il Diavolo mascherandolo con ‘l’interesse nazionale’.

Se mi sbaglio, chiuderò il blog.

Perche se nel 2015 Berlusconi non sarà al Governo probabilmente sarà stato condannato e quindi fuori dalla politica.

Ed avrò esaurito la missione di Candido. Ovvero sopravvivere al berlusconismo.

Biancofiore contro i gay, Letta revoca la delega alle Pari Opportunità, ennesima vergogna del governo ‘ricattato’ da Berlusconi


“Mi fa strano vedere due uomini che si baciano, la trovo una cosa contro natura”.

Frase di Michaela Biancofiore, PDL. Aveva avuto da Letta la delega di sottosegretario alle Pari Opportunità. Vi pare possibile che una persona capace di dire frasi del genere possa ricoprire tale incarico? La delega è saltata ma resta la vergogna di avere un Governo ‘ricattato’ da Berlusconi, costretto a nominare gente di questo tipo pur di sopravvivere.

Letta, a casa!

 

Enrico Letta dixit: “io sono un grande fan di Berlusconi, ha fatto la storia d’Italia degli ultimi anni”


“Sarà sborone e bugiardo, ma io sono un grande fan di Berlusconi”, questa una delle tante affermazioni di Enrico Letta, il nuovo Premier italiano ‘fan’ del Caimano. Cos’altro dire di più? Leggete voi stessi:

18 settembre 2005, Ansa
“Sembrerà assurdo, ma se non si era ancora capito, io sono un grande fan di Berlusconi. Berlusconi ha fatto la storia d’Italia degli ultimi 10 anni, anche se vorrei che fosse meno sborone e raccontasse meno balle agli italiani. (…) Mantengo una linea molto critica con Berlusconi, ma vorrei fargli un appello inedito. Vorrei, a prescindere dall’esito delle prossime elezioni, dicesse subito che lui si impegna a rimanere nella vita politica italiana e a mantenere la sua leadership del Polo. Perché il mio grande timore è che un Berlusconi che pareggi o perda faccia un biglietto per Tahiti. Se Berlusconi facesse questo gesto sarebbe la tomba del bipolarismo italiano. farebbe precipitare il centrodestra indietro di 10 anni”.

15 settembre 2007, dal Corriere della Sera
“Nel mio governo ideale vorrei gente in gamba, anche se sta nella Casa della Libertà di Berlusconi: penso a mio zio Gianni, a Casini, a Tabacci, a Vietti e a Tremonti”.

30 novembre 2009, dal Corriere della Sera
“Come ha detto Bersani, consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo. Certo, legittimo non vuol dire né opportuno, né adeguato al comportamento di uno statista… Se Berlusconi venisse condannato? Sono 16 anni che si parla di condanne, e non sono mai arrivate…”.

29 settembre 2011, dal suo sito personale
I contenuti della lettera di Draghi e Trichet rappresentano la base su cui impostare politiche per far uscire l’Italia dalla crisi. Qualunque governo succederà al governo Berlusconi dovrà ripartire dai contenuti di quella lettera”

(fonte, L’Espresso)

Dopo questo mare di idiozie partorite dalla bocca di chi, tra qualche giorno, siederà a Palazzo Chigi con l’appoggio del Caimano e la benedizione di Napolitano, Merkel ed i ‘mercati’, consoliamoci leggendo Giuseppe Civati e le sue considerazioni.

Meno male che Pippo c’è:

A scanso di equivoci, vorrei precisare che non sono stato coinvolto in alcuna decisione. Mi sarebbe anche piaciuto, ma vi segnalo, nell’ordine, che nessuno ha inteso consultarmi sulla scelta del nostro candidato alla Presidenza della Repubblica, Franco Marini, sulla possibilità di affrontare la questione Stefano Rodotà (come pure mi auguravo), sull’idea di archiviare velocemente Romano Prodi per andare al Colle a chiedere a Giorgio Napolitano il via libera per il suo secondo mandato. E anche sul governissimissimo sono stato sentito oggi pomeriggio e, giustamente, come tutti gli altri parlamentari, per sapere come la pensavo. Voi lo sapevate già. E il governissimissimo era già partito e il Pd aveva già dichiarato di sostenerlo, anche prima di conoscere la lista dei ministri. Era già tutto previsto (dal mai con Berlusconi al suo contrario).

Se lo scrivo è perché è giusto che non si confondano le idee agli elettori: le decisioni di questi giorni le hanno prese altri, che hanno discusso tra loro e che non hanno ritenuto di coinvolgermi in alcun modo, se non per gli interventi che liberamente ho fatto, all’assemblea dei parlamentari e con le prese di posizione dei giorni precedenti alle votazioni per il Quirinale.

Le decisioni le hanno prese altri, anche quelli che non hanno votato Prodi e che avendo vinto la loro battaglia ora potrebbero dichiararsi apertis verbis. Scusate se insisto, ma se non ci chiariamo su quel punto, è davvero un po’ difficile andare avanti. E non lo dico perché ritengo sia un fatto etico (ognuno ha l’etica che vuole, propria o di corrente), ma un fatto intrinsecamente politico. Perché sembra quasi che siamo finiti così per caso, e invece io penso che sotto sotto sotto ci sia un disegno. Forse inconsapevole per alcuni, ma per altri chiarissimo.

Il mio non è un richiamo all’ordine: è una precisa richiesta politica. Perché il paradosso è che si minaccia l’espulsione di coloro che si sono dichiarati e che sono scettici verso il governo Pd-Pdl. Mentre quelli che ci hanno portato qui, loro no, loro possono rimanere. Tranquilli e, a leggere le ultime cronache, anche beati.

Gianni Letta vicepremier unico?


Riporto da Polisblog.it:

Secondo quando riferisce Affaritaliani.it, il Cav ha deciso di giocare una carta pesante: Gianni Letta promosso a vicepremier unico. Berlusconi intende dare più potere politico a Letta, l’unico in grado di tenere in linea la compagine ministeriale, ammortizzandone i contrasti, l’unico soprattutto a poter dialogare con l’opposizione. Il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarà un (forte e autorevole) esponente del Pdl. La mossa di Berlusconi dovrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane, comunque entro il 2009. Bossi avrebbe già dato l’ok.

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Affaritaliani non è molto attendibile, quindi la notizia è da prendere con le molle ma se fosse vera potrebbe significare l’inizio del tramonto politico di Berlusconi oppure una “ridipinta” alla credibilità del governo, messa a dura prova dagli scandali che hanno coinvolto il premier in questi mesi.