Il PD ‘salva’ Berlusconi proponendo l’incompatibilità al posto della incandidabilità


Il PD è nel caos, lo si vede anche dalle proposte ‘nonsense‘ presentate in Parlamento. Nella fretta di ‘smarcarsi’ da Berlusconi i Democratici propongono finalmente una legge sul conflitto di interessi. Nel merito la legge sembra buona (si dovranno vendere le aziende di cui si è azionisti. La vendita peraltro non dovrebbe essere effettuata a beneficio di parenti stretti né agli amministratori delle aziende) è il metodo in cui verrà applicata che lascia perplessi. C’è infatti una falla gigantesca. Chi decide sulla incompatibilità è la giunta per le elezioni, i parlamentari quindi. Berlusconi perciò potrà presentarsi sempre alle elezioni, candidandosi e riscuotendo il suo solito successo. Una volta convocate le Camere si deciderà poi sul caso. Ciò vuol dire che se Berlusconi vince le elezioni, la Giunta, chiaramente in mano al centrodestra, mai renderà Berlusconi incompatibile e quindi il Cav potrà sedere in Parlamento finchè vorrà.

Un provvedimento quindi inutile. Meglio sarebbe l’incandidabilità, ovvero risolvere il problema alla radice. Chi ha quote in aziende non può candidarsi in Parlamento.

In pratica con le nuove norme la Giunta delle elezioni invece di dover decidere sulla ineleggibilità, che porterebbe alla decadenza immediata dal seggio, dovrebbe valutare una eventuale incompatibilità che non comporta nessuna decadenza automatica, ma dà la facoltà di optare: starà all’eletto rimuovere la causa senza rinunciare all’ufficio parlamentare o rinunciare al seggio conservando la causa dell’incompatibilità. La rimozione del conflitto potrà avvenire, prevede il disegno di legge, soltanto vendendo la partecipazione di controllo di un’azienda in un tempo certo (il lasso previsto è un anno) oltre il quale il parlamentare inadempiente decade. Detto in altre parole, se si vuole restare senatori o deputati, si dovranno vendere le aziende di cui si è azionisti. La vendita peraltro non dovrebbe essere effettuata a beneficio di parenti stretti né agli amministratori delle aziende.

[Il Fatto Quotidiano]

La rivolta in rete non si è fatta attendere. Andando avanti su questa strada i Dem rischiano seriamente di perdere consensi nel breve-lungo periodo.

Cassazione: Berlusconi ‘vede’ l’assoluzione, l’interdetto Previti ed il PD sostiene l’eleggibilità del Cav


1013490_383359975096978_1503367584_n

Ed anche se fosse condannato ed intertedetto, ci vorrebbero mesi per vederlo fuori dal Parlamento. Previti insegna:

Se la Cassazione confermasse la sentenza Mediaset (4 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici) cosa accadrebbe a Silvio Berlusconi? Si pone questa domanda stamattina su La Stampa Francesco Grignetti, rispondendosi “dipende”. Se infatti la legge sembra parlare chiaro (“un senatore colpito da interdizione dai pubblici uffici decade dalla carica”), la storia recente ci porta un esempio illustre: il caso Previti. Che ci ricorda come la sentenza non sarebbe immediatamente operativa, ma dovrebbe passare attraverso il vaglio della Giunta per le immunità del Senato. Dove il tempo potrebbe dilatarsi a dismisura.

Cesare Previti, anch’esso colpito da una sentenza definitiva della Cassazione (era il 4 maggio del 2006), ci mise quasi un anno a dare le sue dimissioni (neanche a “decadere”, ma a dimettersi di propria volontà). Al termine del processo Imi-Sir, Previti fu dichiarato “interdetto a vita dai pubblici uffici”. Ciononostante, il suo futuro non fu così scontato come si poteva pensare. La Camera si riunì per votare sulla proposta di “decadenza” dalla carica il 31 luglio del 2007 (ben 14 mesi dopo la sentenza della Corte).

La Stampa riporta le dichiarazioni di un senatore che seguì la faccenda:

Previti alzò le barricate e la tirò per le lunghe. Il centrosinistra era dell’opinione che si dovesse semplicemente prendere atto della sentenza della Cassazione. Il centrodestra, invece, pretendeva che si entrasse nel merito, si discutesse della sentenza, e si votasse pro o contro. Una cosa estenuante. Poi, alla fine, un attimo prima del voto, Previti si dimise.(HP)

Intanto Finocchiaro (PD) difende il Cav e non crede alla sua ineleggibilità parlamentare:

AGI) – Roma, 11 lug. – “A mio avviso, con questa legge, e’ difficile che si possa dichiarare l’ineleggibilita’” per Silvio Berlusconi”. Lo ha detto la senatrice del Pd Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama

101. Per seguire la fine del PD ed il CentroSinistra prossimo venturo


101 copia

Perchè 101. Il nome di questa nuova rubrica vuole rappresentare un simbolo. Il simbolo del tradimento. I centouno parlamentari del Partito Democratico che qualche settimana fa decisero di non votare Romano Prodi nella elezione per la Presidenza della Repubblica. Scegliendo di ‘pugnalare alle spalle’ il padre dell’Ulivo e dello stesso PD quei centouno democratici hanno, di fatto, ucciso il partito, spingendolo verso l’abbraccio mortale con Silvio Berlusconi.

Il Governo Letta è nato da meno di due settimane, le proteste della base sono molte ma ancora non è abbastanza chiaro il danno provocato a tutto il CentroSinistra ed al Paese. Quando, tra qualche mese, Berlusconi farà cadere il Governo su un tema a lui caro e facilmente sfruttabile mediaticamente, allora si capirà la gravità di quell’atto, di quel tradimento.

Come si è arrivati alla congiura dei 101 è abbastanza semplice. Ci si è arrivati per la scarsa leadership di Bersani. La campagna elettorale ‘perdente’, il continuo dialogo con Monti che ha fatto perdere milioni di voti in favore di Grillo. La strategia ondivaga post-elettorale, frenata si dai propositi di Governissimo di Napolitano ma anche determinata dalla pochezza politica del segretario PD. La scelta di candidare Marini, in accordo con il PDL, è stato l’ultimo dei tanti suoi errori. Errori che hanno lasciato via libera agli inciucisti, ai traditori, a quegli abietti e luridi personaggi che poi  hanno ‘assassinato’ politicamente Romano Prodi, si sono liberati di Bersani ed hanno dato il via al processo di distruzione del Partito Democratico.

Con 1o1 seguiremo proprio il ‘cambiamento’ del CentroSinistra, il probabile disfacimento del PD, l’eventuale nascita di nuove aggregazioni alla sua Sinistra, la possibile ascesa di Renzi, le contraddizioni che verranno fuori dalla coabitazione con il PDL nell’esecutivo di Enrico Letta, le contestazioni della base e dei giovani democratici.

Uno spazio per testimoniare il danno, a mio giudizio irreparabile, provocato da quel centinaio di farabutti. Quei 101:

  • che hanno applaudito Bersani quando ha deciso di candidare Prodi e poi, qualche ora dopo, hanno tradito il partito, gli elettori e tutto il Paese facendo mancare i propri voti.
  • che hanno spinto il PD nelle braccia di Berlusconi, dando il via alla sua fine.
  • che hanno contribuito all’elezione di Formigoni, Capezzone e Cicchitto alle Presidenze delle commissioni parlamentari
  • grazie ai quali Antonio Razzi è diventato segretario della commissione Esteri in Parlamento
  • che hanno permesso a Nitto Palma di essere eletto alla guida della Commissione Giustizia
  • il cui voto è riuscito a mandare al Governo un Ministro dell’Interno che partecipa a manifestazioni di piazza contro il terzo potere dello Stato
  • che hanno, fin dall’inizio, tramato contro Bersani per arrivare al Governissimo
  • che poi hanno il coraggio di attaccare Berlusconi per cercare i voti dagli elettori di CentroSinistra
  • la cui presenza nel PD è INACCETTABILE
  • che hanno avviato il processo di disfacimento del CentroSinistra
  • che in un colpo solo ci hanno riportato alla Prima Repubblica, quella dei complotti, delle congiure, dei franchi tiratori
  • che saranno sempre responsabili della futura vittoria di Berlusconi alle prossime elezioni

La settimana ‘berlusconiana’ del PD, eleggere Formigoni, Razzi e Capezzone è imperdonabile


E’ Giorgio Santacroce, 72 anni, originario di La Spezia e attualmente alla guida della Corte d’appello di Roma, il nuovo primo presidente della Corte di Cassazione. Santacroce, candidato del centrodestra, voluto da Berlusconi, fino ad oggi e per cinque anni è stato presidente della Corte d’appello di Roma

Negli anni Novanta viene sentito invece come testimone al processo Imi-Sir per una cena con Cesare Previti. Repubblica.it

Oggi il CSM ha eletto primo presidente della Cassazione un magistrato che in passato ebbe contatti con Previti. La Cassazione è l’ultimo grado di giudizio, molto utile per Berlusconi non avere un nemico li no? Nomina alquanto sospetta, direi… dopo che PD e PDL hanno battezzato il Governissimo.

Il tutto dopo un inizio settimana da brividi. Il PD ha eletto Cicchitto, Capezzone e Formigoni alla Presidenza delle commissioni parlamentari. Poi ha eletto Antonio Razzi  segretario alla commissione esteri del senato. Infine si è astenuto oggi dando il via libera a Nitto Palma alla commissione giustizia. Questo dopo aver messo la Biancofiore al ministero della pari opportunità. Roba da vomito

Razzi (ex Idv, ora pro-Berlusconi) qualche mese fa diceva peste e corna di chi “salta il fosso”…


Giusto, Onorevole Razzi, “chi glielo va a dire a quelle 3.500 persone che lei ora…. sta dall’altra parte?” Sentita questa breve intervista del “fù” deputato dell’Italia dei Valori, ora pronto a votare la fiducia al Governo Berlusconi, mi viene solo una forte nausea.