#Elezioni2018: Pisapia, Alfano, Grasso, tutte le novità politiche dell’ultimo mese


Seconda puntata.

Ci eravamo lasciati un mese fa con nuvole nere sul PD e pieno sole per il centrodestra con incertezza su ciò che c’è a sinistra dei dem. A distanza di quattro settimane qualcosa è cambiato. In peggio, per Matteo Renzi ed il Partito Democratico.

Giuliano Pisapia ha gettato la spugna, l’ex sindaco di Milano voleva davvero (incredibile ma vero!) ricostruire un centrosinistra unito e quando ha capito (finalmente) che ciò non era possibile, ha deciso di abbandonare. Il suo Campo Progressista si scioglie, alcuni andranno nel PD ed altri con ex dem ora in Articolo1-Mdp. Il PD ‘perde’ anche un altro alleato. Angelino Alfano, pluriministro durante i governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni, ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni.

In un colpo Renzi perde quindi i due ‘perni’ su cui avrebbe dovuto costruire una coalizione per provare a vincere le elezioni. Senza Alfano e Pisapia ,al centro ora restano Casini e gli altri centristi alfaniani ed a Sinistra i verdi, i socialisti, qualcuno di Campo Progressista e poi la lista +Europa di Emma Bonino. Centristi, lista progressista e partitino liberaleuropeista, ecco le tre piccole fragili assi portanti della coalizione che dovrà essere creata attorno al PD. Movimenti creati ad arte per raccimolare 4-5 punti % complessivi da portare in dote ai Dem. Il problema però sono proprio i Dem e la loro debolezza. Gli ultimi sondaggi infatti danno il PD al 23-24%, sempre più in basso. Quota 30% sembra quindi sempre più lontana per la coalizione di centro-sinistra.

Chi se la passa sempre meglio è invece il CentroDestra. Berlusconi, Salvini e Meloni, litigi a parte, sono decisi a fare squadra ed i sondaggi premiano tale ipotesi. Tra il 35 ed il 38% al momento. E Berlusconi ancora non ha iniziato il martellamento mediatico condito di promesse illusorie. Salvini e Meloni intanto continuano a beneficiare del clima anti-migranti che colpisce sempre più l’opinione pubblica italiana. Non è tutto rosa e fiori tra i due populisti destrorsi ovviamente. La lega ha imbarcato i sovranisti Alemanno e Storace, invisi a Meloni ed ai suoi. Bossi potrebbe lasciare il Carroccio per Forza Italia. Berlusconi poi si appresa a ricandidare tanti ‘impresentabili’ agli occhi di Lega e FDI ma il centrodestra, oramai abbiamo imparato, sa mettere da parte le divergenze per l’obiettivo comune della vittoria finale. Poi si vedrà. Il 38% accreditato dai sondaggi potrebbe far sperare addirittura una maggioranza assoluta in Parlamento. Difficile sarà poi governare, con le istituzioni europee contrarie, le speculazioni finanziarie e le forti divisioni interne alla coalizione. Ma questa è un’altra storia…

Novità a Sinistra del PD. Come anticipato un mese fa Pietro Grasso è ‘sceso in campo’ e sarà lui a guidare la Lista di Sinistra ‘Liberi ed Uguali’ formata da gli ex dem di MDP, Sinistra Italiana e Possibile. Un percorso nuovo ma che presenta alcune perplessità. Più che la nascita di nuovo movimento sembra di assistere all’ennesimo listino per superare lo sbarramento del 3% e consentire ad una classe dirigente fallimentare di poter continuare, seppur in fase ridotta, ad esistere ed auto alimentarsi. Vedremo con il tempo se LeU sarà davvero qualcosa di nuovo o sarà la nuova lista Tsipras o Arcobaleno. 

Infine i 5 stelle. Immobili. Di Maio candidato premier, Grillo sempre più defilato e null’altro da segnalare. Tranne l’accusa fatta dall’ex VicePresidente Biden di aver goduto di finanziamenti della Russia di Putin in chiave anti-occidentale. Barzellette, secondo me. Per il resto non sembrano avere alcuna chance per la vittoria finale, non avendo coalizioni da poter sfruttare per ottenere seggi maggioritari.

In tutto questo c’è un uomo al comando, Paolo Gentiloni. Arrivato a Palazzo Chigi proprio un anno fa, sembra essere l’unico a poter sperare di restare in sella nei prossimi mesi. Perché se a marzo 2018 non esce una maggioranza chiara, ci saranno mesi di trattative (probabilmente fallimentari) e lui sarà costretto a rimanere Premier chissà per quanto…

Appuntamento alle prossime settimane per future novità.

Annunci

Alle primarie voto Civati perchè….


Poco più di un anno fa, proprio su questo blog, spiegavo i motivi che mi spingevano ad andare a votare alle Primarie democratiche, esprimendo la preferenza per Pierluigi Bersani.Domenica 8 dicembre si svolgerà la consultazione nazionale per scegliere il prossimo segretario del PD. Ad oggi non ho ragioni per poter votare i Democratici. Anche per questo mi recherò al seggio delle primarie per sostenere Pippo Civati.  Per avere qualche motivo, in futuro, di poterli votare. Qui di seguito le motivazioni:

Non voto Renzi perchè:

Si proponeva come il nuovo ma in quest’ultimo anno ha accettato il sostegno proprio dei tanti (Franceschini e Veltroni in testa) che voleva rottamare solo qualche mese fa. Continuo a non condividere l’impostazione ‘liberale’ sul tema del lavoro. I suoi leggeri spostamenti a sinistra non sono sufficienti a garantire un PD perno di una coalizione progressista.

Non voto Cuperlo perchè:

Se lo scorso anno Bersani, pur con tutti i limiti su carisma e qualità di leadership, era l’unico a poter conciliare il fronte liberale renziano con quello della sinistra vendoliana l’inizio del 2013 ha rivelato la sua totale inadeguatezza nella gestione della campagna elettorale e nella strategia post-voto. Il continuo rincorrere Monti ha fatto perdere milioni di voti al CentroSinistra. Le mosse successive, soprattutto nella elezione Presidenziale, hanno dimostrato definitivamente la sua miopia politica.

Cuperlo non è altro che un Bersani con dieci anni di meno. Essere stato un pupillo di D’Alema ed avere l’appoggio di Franco Marini non fa che peggiorare il suo pedigree. Rappresenta al meglio la vecchia dirigenza post-comunista e post-democristiana. Quella che negli ultimi ventanni ha consentito a Berlusconi di farla franca in più di qualche caso, ci ha inciuciato, ha vinto le battaglie ma ha perso le guerre. Poco importa che la piattaforma politica sia impostata sul progressismo. L’esperienza di Bersani insegna a non fidarsi più di quel tipo di classe dirigente.

E quindi, voto Civati perchè:

Perchè vuole un CentroSinistra che vada ‘da Prodi a Rodotà’, due personalità che stimo e che vorrei potessero tornare in gioco per un governo futuro del fronte progressista.

Perchè vuole una alleanza organica con SEL, pensando ad una piena unità politica futura che vada oltre la semplice alleanza elettorale.

Perchè si è opposto sin da subito alla elezione di Franco Marini al Quirinale, quel Marini ‘killer’ del Governo Prodi e maggiore esponente dei cosiddetti ‘sepolcri imbiancati’ quelli si da rottamare senza se e senza ma.

Perchè ha dimostrato di non avere padroni, non essendo appoggiato da nessuno grande big del PD.

Questo è tutto. Forse qualcuno dirà che Civati sta seguendo solamente una strategia, ovvero spostarsi a Sinistra per non perdere gli elettori che guardano a Grillo e che mal digeriscono la politica liberale di Renzi e quella del burocrate Cuperlo. Può essere.

D’altro canto il dovere di un cittadino che vuol modificare in meglio i destini del proprio Paese è quello di partecipare ad eventi che possono sortire tale effetto. Il Partito Democratico è volente o nolente, il primo partito italiano ed è imprescindibile per costruire una alleanza progressista in grado di imprimere una svolta all’Italia. Ad oggi è solo una babele senza capo ne coda. Un miglioramento è possibile. Quindi è giusto partecipare per cambiare le cose. E si sa “le cose cambiano, cambiandole”. Per questo, l’8 dicembre, ‘proverò’ a votare Pippo Civati.

Se avete qualche dubbio, leggete qui di seguito ‘chi appoggia chi’, tanto per dire:

sostenitori di Renzi: Boccia, Franceschini, Latorre, De Luca, Briatore, Leoluca Orlando, Di Pietro, Fassino, Lele Mora più una serie di impresentabili siciliani che conoscono le mie amiche siciliane Maria Pia e Sabrina;

sostenitori di Cuperlo: D’Alema, Finocchiaro, Franco Marini, Fioroni, la Turco (la Turco!), l’impresentabile Crisafulli.

Sostenitori di Civati: Fabrizio Barca, Felice Casson, Sandra Zampa portavoce di Prodi, Maria Carmela Lanzetta sindaca antindrangheta di Monasterace, Lucrezia Ricchiuti, consigliera antimafia in Lombardia, gli operai della Fiat di Pomigliano, Vincenzo Cenname sindaco “virtuoso” per i rifiuti in terra di casalesi, Valentina Spata di Ragusa che ha denunciato i brogli della formazione professionale ed è stata minacciata due volte di morte, Vincenzo Balzani, fra i chimici più citati al mondo, pioniere delle nanotecnologie, ambientalista e antinuclearista da sempre, l’economista Filippo Tadde (Ringrazio Gabriella, autrice del testo)

101. Per seguire la fine del PD ed il CentroSinistra prossimo venturo


101 copia

Perchè 101. Il nome di questa nuova rubrica vuole rappresentare un simbolo. Il simbolo del tradimento. I centouno parlamentari del Partito Democratico che qualche settimana fa decisero di non votare Romano Prodi nella elezione per la Presidenza della Repubblica. Scegliendo di ‘pugnalare alle spalle’ il padre dell’Ulivo e dello stesso PD quei centouno democratici hanno, di fatto, ucciso il partito, spingendolo verso l’abbraccio mortale con Silvio Berlusconi.

Il Governo Letta è nato da meno di due settimane, le proteste della base sono molte ma ancora non è abbastanza chiaro il danno provocato a tutto il CentroSinistra ed al Paese. Quando, tra qualche mese, Berlusconi farà cadere il Governo su un tema a lui caro e facilmente sfruttabile mediaticamente, allora si capirà la gravità di quell’atto, di quel tradimento.

Come si è arrivati alla congiura dei 101 è abbastanza semplice. Ci si è arrivati per la scarsa leadership di Bersani. La campagna elettorale ‘perdente’, il continuo dialogo con Monti che ha fatto perdere milioni di voti in favore di Grillo. La strategia ondivaga post-elettorale, frenata si dai propositi di Governissimo di Napolitano ma anche determinata dalla pochezza politica del segretario PD. La scelta di candidare Marini, in accordo con il PDL, è stato l’ultimo dei tanti suoi errori. Errori che hanno lasciato via libera agli inciucisti, ai traditori, a quegli abietti e luridi personaggi che poi  hanno ‘assassinato’ politicamente Romano Prodi, si sono liberati di Bersani ed hanno dato il via al processo di distruzione del Partito Democratico.

Con 1o1 seguiremo proprio il ‘cambiamento’ del CentroSinistra, il probabile disfacimento del PD, l’eventuale nascita di nuove aggregazioni alla sua Sinistra, la possibile ascesa di Renzi, le contraddizioni che verranno fuori dalla coabitazione con il PDL nell’esecutivo di Enrico Letta, le contestazioni della base e dei giovani democratici.

Uno spazio per testimoniare il danno, a mio giudizio irreparabile, provocato da quel centinaio di farabutti. Quei 101:

  • che hanno applaudito Bersani quando ha deciso di candidare Prodi e poi, qualche ora dopo, hanno tradito il partito, gli elettori e tutto il Paese facendo mancare i propri voti.
  • che hanno spinto il PD nelle braccia di Berlusconi, dando il via alla sua fine.
  • che hanno contribuito all’elezione di Formigoni, Capezzone e Cicchitto alle Presidenze delle commissioni parlamentari
  • grazie ai quali Antonio Razzi è diventato segretario della commissione Esteri in Parlamento
  • che hanno permesso a Nitto Palma di essere eletto alla guida della Commissione Giustizia
  • il cui voto è riuscito a mandare al Governo un Ministro dell’Interno che partecipa a manifestazioni di piazza contro il terzo potere dello Stato
  • che hanno, fin dall’inizio, tramato contro Bersani per arrivare al Governissimo
  • che poi hanno il coraggio di attaccare Berlusconi per cercare i voti dagli elettori di CentroSinistra
  • la cui presenza nel PD è INACCETTABILE
  • che hanno avviato il processo di disfacimento del CentroSinistra
  • che in un colpo solo ci hanno riportato alla Prima Repubblica, quella dei complotti, delle congiure, dei franchi tiratori
  • che saranno sempre responsabili della futura vittoria di Berlusconi alle prossime elezioni

Tutti gli errori di Bersani che hanno portato alla sconfitta


Come siamo arrivati al Governissimo PD-PDL-Scelta Civica? Tutto inizia a novembre, con la vittoria di Bersani alle primarie. Poi tanti errori strategici nella campagna elettorale, l’ambiguità del rapporto con Monti che non ha convinto alcuni elettori e li ha ‘spinti’ a votare Grillo. Ancora peggiore il dopo-elezioni. La strategia ondivaga, poco incisiva con i grillini, tesa a prendere tempo, ha esteso le spaccature all’interno del Partito Democratico. La scelta scellerata di candidare Marini al Quirinale ha fatto il resto, l’affossamento di Prodi è stato conseguente. La richiesta di rielezione di Napolitano ha sancito la debacle completa di Bersani e del Partito stesso.

Se vi va, seguite il riepilogo seguente, con brani tratti da alcuni miei articoli a partire da novembre 2012, i quali purtroppo si sono rivelati tragicamente esatti:

Perchè votai Bersani alle primarie di novembre? Per mancanza di alternative:

24.11.2012 Non sono un elettore entusiasta, non vado a votare alle primarie spinto da profonda convinzione….

Con tutte le riserve verso il Partito Democratico, ancora alla ricerca di una identità politica e programmatica, e verso il carisma del leader democraticoritengo la proposta di Bersani quella più credibile e soprattutto realizzabile. Sui temi dei diritti sociali e del Welfare appare rassicurante la piattaforma di Fassina con maggiori tutele sul lavoro.

Infine la vittoria del segretario del PD rappresenterebbe il giusto compromesso tra la ‘destra’ renziana a e la ‘sinistra’ vendoliana, capace di tenere unita la coalizione trasformando le differenze in occasioni di confronto e di apertura verso un incremento del consenso.

Berlusconi torna in campo, facile prevedere quello che poi sarebbe accaduto:

7.12.2012 Insistendo sulla deriva anti-Monti forse il Pdl riuscirà a recuperare qualche indeciso o deluso. Vincere le elezioni è impossibile, impedire a Bersani e soci di vincere è fattibile. Bastano pochi punti percentuali in più per il Centrodestra e qualcuno in meno per il CentroSinistra e probabilmente il prossimo Parlamento non avrà una maggioranza chiara. Il centro di Casini, Fini e Montezemolo potrebbe ottenere pochi senatori, tali da far tornare il pallino in mano al Cavaliere, pronto a barattare un eventuale sostegno al prossimo esecutivo (Monti bis, Passera o chissà chi altro) in cambio delle solite garanzie su Giustizia e Televisione.

Non era neanche impossibile da prevedere il risultato della sua coalizione, il 30%:

10.12.2012 Chi mai si affiderebbe ad un uomo invischiato in guai giudiziari, sempre pronto a difendere solo i suoi .interessi? Un pericolo per il Paese e per l’Europa intera, un personaggio senza la minima credibilità politica nazionale ed internazionale. Una vergogna per la nostra Storia insomma..

Eppure uno zoccolo duro c’è. Tra dipendenti delle sue aziende, collaboratori, miracolati ,servitori ed ammiratori viscerali almeno il 15% dell’Italia è con Lui. Se saprà giocare bene le sue carte, unendo tutto il possibile, potrebbe arrivare anche ad avere dietro di se una coalizione dal 30%. Dio (o la Natura) ce ne scampi e liberi.

Ad inizio anno i primi grandi dubbi sulla strategia mediatica del CentroSinistra:

15.01.2013“Il suo problema è che non dà mai un titolo’. Scrive bene il buon Gramellini oggi su La Stampa. Il Partito Democratico inizia ad apparire in difficoltà a causa della mancanza di leadership. Stretto tra il presenzialismo berlusconiano e quello montiano, Bersani non riesce  a comunicare idee e proposte concrete capaci di attirare gli elettori.

Che il leader PD non abbia carisma lo sappiamo tutti ma per vincere basta avere un programma chiaro e facile da comprendere…

….Al tutto aggiungiamo l’atteggiamento ‘dimesso’ verso Monti e si capisce perche la coalizione progressista inizi a perdere elettori. Non molti sono contenti di una possibile collaborazione con i centristi, dire ai quattro venti ‘dobbiamo dialogare con Monti dopo le elezioni‘ non aiuta di certo, anzi fa perdere consensi.

Tale modo di fare potrà costare caro, la gioiosa macchina da guerra occhettiana è dietro l’angolo.

Il recupero di Berlusconi appariva evidente, già a quattro settimane dal voto, dopo un solo mese di campagna elettorale:

20.01.2013 Il bombardamento mediatico in atto da due settimane, i colpi ad effetto come l’annuncio dell’abolizione IMU e l’incandidabilità di personaggi compromessi come Dell’Utri, Cosentino e Scajola, la pochezza politica del fronte progressista che si divide sulla crisi in Mali e litiga sulle possibili alleanze post-elettorali, il rafforzamento del terzo polo centrista, la presenza di Ingroia che erode consensi a Vendola, tutti questi fattori stanno provocando qualcosa di inimmaginabile solo un mese fa ovvero il recupero del Centrodestra.

Un mese prima delle elezioni era già chiaro il grande errore strategico commesso da Bersani in campagna elettorale:

23.01.2013 Bersani ha scelto di non andare in tv e la strategia si sta rivelando suicida. Servono messaggi chiari, semplici, attraenti. Lo scandalo Mps potrebbe rappresentare la crepa che travolgerà il Centrosinistra consegnando l’Italia a Berlusconi o permettendogli di essere ancora determinante.

Ad inizio febbraio era lampante che Berlusconi aveva vinto la sua battaglia e che Bersani ne usciva sconfitto.:

6.02.2013Ha già vinto. Non ci sono dubbi. Sino a qualche settimana fa il CentroSinistra aveva la via spianata verso una larga vittoria alla Camera con possibilità di ottenere una maggioranza anche al Senato. Oggi lo scarto tra Centrodestra e CentroSinistra è inferiore ai 4-5 punti.

Berlusconi si è già assicurato come uno dei probabili vincitori delle prossime elezioni. Anche in caso di sconfitta. Il leader del Pdl è comunque riuscito a recuperare consenso in modo da non concedere una maggioranza netta a Bersani ….

In tutto questo spicca la pochezza di Bersani a livello comunicativo. Berlusconi detta oramai da settimane l’agenda politica, è riuscito a lasciar passare l’equivalenza Monti=Bersani anche grazie alla connivenza del PD che non ha mai preso veramente le distanze dal Professore. Tale comportamento ha provocato anche una emorragia a sinistra con voti in uscita da SEL per Grillo ed Ingroia. Strategia suicida. Incomunicabilità. In caso di sconfitta spero Bersani si dimettà un minuto dopo la comunicazione dei risultati perche la responsabilità sarà solo e soltanto sua. Renzi era invotabile perche aveva una piattaforma politica troppo tendente al centro, Bersani però è inguardabile

Dopo le elezioni non vinte, l’unico scenario possibile per me era un governo ‘civico’ ma già era chiaro che sarebbe finita diversamente:

26.02.2013 Bersani dovrebbe fare un passo indietro rinunciando a formare un governo ed anticipando il Congresso del PD per cedere la segreteria politica. La sua strategia non ha funzionato purtroppo. La Sinistra Democratica è stata sconfitta, la palla ora passerà probabilmente a Renzi che sposterà al ‘centro’ il partito.

Dal punto di vista del Governo, il PD dovrebbe (e dico dovrebbe) evitare esecutivi bipartisan con montiani e berlusconiani. Dovrebbe presentarsi al Senato con un programma di 6 mesi che preveda una riforma elettorale ed il taglio di parlamentari e sprechi della politica per andare al voto a settembre, dopo le elezioni del Capo dello Stato. Lo dovrà fare cercando una convergenza con le altre forze presenti, grillini compresi, ad iniziare dal dialogo per l’elezione del Presidente della Repubblica. E’ l’unica ipotesi ragionevole per dare una chance al CentroSinistra nel prossimo futuro.

In realtà non andrà così. Il PD sosterrà un governo (Passera?) con parti del Pdl e Monti, cosi facendo porrà fine alla alleanza con Vendola e regalerà l’elettorato di Sinistra a Beppe Grillo. Non hanno coraggio, non lo hanno mai avuto e difficilmente lo tireranno fuori ora.

Buona fortuna a tutti, ne avremo bisogno.

Cosa sarebbe dovuto accadere e come invece era probabile finisse, 26 febbraio, due mesi fa:

Bersani dovrebbe fare un passo indietroed aprire ad un governo ‘civico’ di area CentroSinistra con dentro personalità della cultura, delle professioni e delle istituzioni. Niente politici, niente ‘tecnocrati’. Società Civile, di questo ha bisogno il Paese, dopo il segnale chiaro lanciato con le elezioni….
…In cuor mio spero i vertici democratici decidano in questo senso. Dubito però sarà cosi.Temo un ‘governissimo’ in nome dell’Europa, tenuto sotto scacco da Berlusconi. Un esecutivo che distruggerà il CentroSinistra regalando definitivamente l’elettorato progressista a Beppe Grillo.

Nel frattempo si arrivava all’elezione del Capo dello Stato. Ben 10 giorni prima delle ‘quirinarie’ grilline qui su Candido si era proposto Stefano Rodotà come Presidente maledicendo l’eventuale elezione di Marini e dando per scontato il killeraggio riservato poi a Prodi:

4.04.2013 Si fanno vari nomi. I democratici dialoganti con il PDL propongono Marini, Amato e D’Alema. Tre persone, a mio avviso, indigeribili. Rappresentanti della peggiore specie di ‘inciucisti’ o comunque simboli di un periodo politico da archiviare nel più breve tempo possibile.

I fedelissimi di Bersani vorrebbero Romano Prodi, candidato temuto da Berlusconi. Eppure più di 100 parlamentari del PD mal vedono la sua candidatura e poco importa la simpatia di qualche grillino verso una ipotesi del Professore al Quirinale.

A questo punto serve un vero atto di coraggio. Bersani deve fare un passo indietro, anzi due. Il primo per la Presidenza della Repubblica. il secondo per Palazzo Chigi. Prima che il PDL si insinui nelle crepe democratiche proponendo un nome spiazzante, è il caso che venga candidata una figura esterna ai partiti e che sia portatrice di cambiamento. Stefano Rodotà, un nome su tutti.

Al tempo stesso, con lo stesso criterio, andrebbe proposto Gustavo Zagrebelsky alla Presidenza del Consiglio.

…. Due possibilità per provare a cambiare. Ai singoli partiti, grillini e montiani in testa, la responsabilità di coglierla

Il resto è cronaca dei nostri giorni. Letta si appresta a varare un governo PD-PDL-Monti. La Sinistra è a pezzi, cosi come il PD. Grillo si appresta ad intercettare i voti in uscita dal PD, forse drenati in parte da SEL. Berlusconi fa un balzo del 10% rispetto a due mesi fa ed il PDL tocca quota 30%. Ed è solo l’inizio.

‘Inciucio’ PD-PDL? Addio CentroSinistra


In primis fu Renzi, poi arrivarono Franceschini, Bindi ed ora anche il capogruppo bersaniano alla Camera, Roberto Speranza. Tutti a dire che ‘si deve dialogare con Berlusconi’.

E’ abbastanza chiaro che un secondo dopo che il PD avrà fatto un accordo con il PDL, perderà almeno un terzo degli elettori. Stare nella stessa maggioranza con chi ha contribuito a distruggere il Paese e poi ha mandato all’aria il governo tecnico non appena gli è convenuto sarebbe da pazzi.

Bersani DEVE fare un passo indietro e proporre un nome di cambiamento per un governo CIVICO, slegato dai partiti ed incardinato sugli otto punti proposti all’inizio.

Non c’è altra alternativa. Se lo mettano in testa i renziani, i franceschiniani, i turchi, i bersaniani e tutte le altre correnti e minicorrenti del PD.

Siete sull’orlo del baratro (assieme all’Italia). Alleandovi in qualsiasi modo con Berlusconi scegliete di gettarvi giù (e con voi l’intero Paese).

D’altro canto è inutile inseguire Grillo. Non farà mai un governo con il PD. Per me Grillo e Berlusconi sono la stessa cosa, se il primo vuole distruggere il sistema democratico, il secondo ancora non lo ha mai fatto perche ha avuto Presidenti della Repubblica e Consulta contro altrimenti saremmo diventati come la Russia. Sono ugualmente pericolosi, la differenza è che se a Berlusconi (in molti casi ma non in tutti) corrispondono elettori-eletti-militanti che ne convidono i disvalori, per quanto riguarda il Movimento5Stelle non è cosi. Spesso tra gli eletti-militanti ed elettori vi sono persone di buonsenso sono stufe di una politica bloccata da decenni sempre pronta a farsi i propri affari (aumenti di stipendio, costi della politica, scandali vari) e poco a fare quelli del Paese. (I dati degli ultimi venti anni sono impietosi).

Come mi addanno a dire ai grillini che PD e PDL non sono uguali, va detto che grilllini e pdellini non sono uguali.

Quindi nessuno va rincorso.Va fatta una proposta NUOVA, di cambiamento, slegata dai partiti ed imperniata su pochi punti chiari e netti. Se arriva la fiducia bene, altrimenti elezioni.

Renzi Premier? Non lo so, se non verrà buttata a mare la Sinistra del partito e Vendola forse lo voterò, altrimenti no. Non c’è bisogno di una Kadima italiana (anche perche si è visto bene che fine ha fatto)

Grillo: “delusi per la mancata fiducia? Avete sbagliato a votarci”


AF3B603449B15C2590B5A1C0A51562

“delusi per la mancata fiducia? Avete sbagliato a votarci” (Beppe Grillo)

Lo dice chiaro e tondo finalmente. Alla fine c’è arrivato anche Travaglio:

Sarebbe bastato che ieri i capigruppo fossero saliti al Quirinale con una proposta chiara e netta: un paio di nomi autorevoli per un governo politico guidato e composto da personalità autorevoli fuori dai partiti…. Sarebbe stato lo scacco macco al re. Invece lo scacco i grillini se lo sono dato da soli. Col rischio di perdere un treno che potrebbe non ripassare più; di accreditare le peggiori leggende sul loro conto; e di gettare la basi per drammatiche spaccature…… Hanno chiesto ciò che non potevano avere: l’incarico. Ha prevalso l’inesperienza, o la supponenza, o la paura di essere incastrati in giochi piu grandi ed inafferrabili.

Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano tutti quegli elettori di sinistra che avevano deciso di votare Grillo per ‘dare una lezione’ ai vecchi partiti, perche lui rappresentava il cambiamento etcetc. Eccolo il cambiamento, un tizio che eterodirige i suoi ‘burattini’ a 5 stelle e li costringe ad una strategia folle che ci sta portando dritti dritti verso il baratro. Sarebbe interessante sentirli, questi elettori ‘in buona fede’ che pensavano davvero di votare nel giusto. Immagino alcuni di loro mantengano ancora il punto, perche ammettere i propri errori non è di questo mondo.

Pensateci la prossima volta. Ma forse sarà già troppo tardi.

Napolitano si dimetta, anche per favorire la nascita di un governo


Oggi le consultazioni lampo al Quirinale, l’incarico di Bersani ‘congelato’, in attesa che il Capo dello Stato riesca a sbloccare le cose. Il PDL è favorevole ad un governo con PD e Scelta Civica, il PD no. I 5 Stelle sono contrari a qualsiasi governo espressione dei partiti. Cosa fare?

Dimissioni, di Napolitano. L’unica ipotesi logica e giusta. Un Presidente ‘con le mani legate’, alla cui scadenza mancano due settimane, che non può sciogliere le Camere perche non è più in possesso di tutti i suoi poteri, non dovrebbe poter scegliere il prossimo Presidente del Consiglio in una situazione cosi complicata come quella in atto.

L’elezione del nuovo Capo dello Stato, infatti, è tuttora materia di veti e controveti che coinvolgono i partiti  (e/o impediscono) la nascita di un esecutivo.

Da qui l’unica scelta saggia, dimissioni anticipate di Napolitano, cosicchè si avviino le procedure per l’elezione del nuovo Presidente. Chissà mai che, attorno ad un nome condiviso tra i vari schieramenti per il Quirinale, non possa anche nascere una collaborazione per l’espressione di un Governo.