Rifondazione, colpo di scena in arrivo?


Giorni fa avevamo analizzato la crisi del Partito Democratico, scosso da inchieste e carenza di azione politica; ma se Sparta piange, Atene non ride. Da Rifondazione Comunista infatti arrivano nuove notizie circa la direzione politica del partito. Eravamo rimasti alla vittoria di Ferrero contro Vendola ed alla quasi certa scissione dei vendoliani di “Rifondazione della Sinistra” ma ora arrivano interessanti novità.

Il tutto parte dalla querelle tra Liberazione, giornale di riferimento del Prc, ed il partito. Il quotidiano è diretto da anni dal vendoliano Sansonetti, Ferrero vorrebbe cambiare linea politica ma incontra la contrarietà della redazione del giornale, che peraltro è afflitto da una seria crisi finanziaria.

Ed ecco la svolta. Ferrero, si legge da alcuni giornali, chiede di poter vendere il giornale per salvarlo dal fallimento, si parla anche di un compratore misterioso. I Vendoliani annunciano dura opposizione a questo progetto anche perche ciò significherebbe l’addio di Sansonetti e quindi il cambio di linea politica del giornale. Non piu vendoliano ma forse piu vicino alla segreteria di Rifondazione. Intanto si infittiscono i contatti tra la minoranza prc e Sinistra Democratica al fine di creare un nuovo partito politico, con annessa scissione comunista.

In tutto questo torna, seppur defilata, l’ombra del “Grande Vecchio”, l’ex segretario Bertinotti sino ad ora schierato con Giordano, Migliore e Vendola e la minoranza ma in procinto, forse, di allearsi con Ferrero per evitare la scissione del partito. Ferrero sembra disponibile all’accordo, che potrebbe essere “siglato” appunto tramite la vendita di Liberazione ad un editore vicino a Bertinotti. Contrari all’accordo sarebbero invece proprio i vendoliani, come detto già pronti alla scissione.

All’orizzonte si profila l’ennesimo ribaltone con i bertinottiani contro i vendoliani ed alleati alla fragile maggioranza schierata con Ferrero? Per la Sinistra, la voglia di farsi del male, è sempre di attualità…..

Rifondazione in piena “Sindrome Prodiana”


Ecco la nuova Rifondazione Comunista targata Ferrero. Un partito retto da una maggioranza debolissima, frutto dell’unione “contro” Vendola, che non è saldamente unita da un programma. Leggendo queste righe avete avuto un dejavù? Vi ricorda l’esperienza del governo Prodi?
Si, sembra proprio cosi in effetti. Baste vedere cosa è accaduto oggi al Comitato Politico Nazionale, riunitosi per eleggere alcuni organi politici. La composizione della Segreteria, dove i vendoliani non sono voluti entrare, è stata eletta con solo 141 voti a favore e 130 contro. 138 voti era il quorum necessario perche potesse essere valida la elezione. Successivamente è stata respinta una mozione sulla politica estera presentata da Migliore. Respinta 96 voti contro 126.
Tornano quindi i “numeri ballerini” di Prodi, il quorum famoso da raggiungere al Senato, le imboscate delle opposizioni per mettere in difficoltà la maggioranza presentando mozioni “trappola”.  Ed i piccoli partiti che ricevevano incarichi importanti visto il loro ruolo cruciale? I trotzkisti che ottengono un incarico importante in segreteria malgrado il loro 3,2% nel partito vi dice nulla? Saranno l’Udeur della situazione? faran cadere Ferrero al primo appuntamento importante? Oppure alzeranno la posta anche loro?
Intanto si sta organizzando il partito nel partito, a fine settembre si riunisce “Rifondazione per la Sinistra” e cioè il “partito” di Vendola e dei suoi. Un po come il PD ai tempi di Prodi. Un movimento nuovo che rischia di indebolire ancora di piu la gia fragile maggioranza ferrariana, già indebolita di suo visto il calo dei “numeri” a sua disposizione. Da 148 della elezione a segretario ai 141 della elezione della segreteria nazionale.
Intanto il Governo punta ad approvare una legge elettorale europea con sbarramento al 5% cosi da buttare fuori dal Parlamento Europeo tutto ciò che non sia PD, PDL. In un clima politico di questo tipo Rifondazione naviga in acque agitatissime.
Prodi governò un anno e mezzo, usurando la sua popolarità e quella della sua maggioranza, spazzata via dalle mosse suicide di Veltroni e Bertinotti e dal Cavaliere. Cosa accadrà a Ferrero e soprattutto a Rifondazione comunista se, nel partito, le premesse sono quelle “Prodiane”?

Di seguito la notizia del CPN di Rifondazione, tratta da aprileonline.it

 

Ferrero elegge la nuova segreteria

I Bertinottiani restano fuori, mentre una parte dei sostenoitori della mozione Vendola entrano nella Direzione nazionale. Il partito rischia la “sindrome del governo Prodi”,  tant’è che lo stesso segretario del Prc non esita a definire “risicata” la maggioranza coagulatasi a fine luglio. Domani, al Brancaccio di Roma, parte la campagna d’autunno

Il Comitato politico nazionale di Rifondazione ha eletto la nuova direzione nazionale e la segreteria. La maggioranza coagulatasi a fine luglio attorno a Paolo Ferrero al Congresso di Chianciano, e che lo stesso Ferrero ha definito “risicata”, regge quindi la sua prima prova del fuoco.

La nuova Direzione del Prc è composta da 60 membri e comprende tanto la maggioranza coagulatasi attorno al segretario Paolo Ferrero, ex ministro del governo Prodi, quanto un pezzo della minoranza bertinottiana capitanata dall’ex capogruppo Gennaro Migliore, protagonista già durante lo scorso congresso di una contrapposizione tutta interna alla sua area tra “vecchi” e “giovani”. In tutto i sostenitori della mozione Vendola in Direzione nazionale saranno 28 su un totale di sessanta. La nuova composizione della Direzione ha ricevuto una votazione largamente maggioritaria: 247 i favorevoli alla nuova Direzione, 22 i contrari, 5 gli astenuti.

Diversa la situazione in Segreteria. Con l’esplicito rifiuto a collaborare alla “gestione unitaria” del partito venuto dai seguaci di Nichi Vendola, per bocca dell’ex capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore, il segretario del Prc, Paolo Ferrero, ha dato via libera alla proposta di segreteria di maggioranza (i voti a favore al comitato politico sono stati 141, 130 i no e 3 gli astenuti), di 7 componenti, tra cui Claudio Bellotti, leader di Falcemartello, l’ultimo gruppo organizzato trotzkista rimasto in Rifondazione.
Per la mozione principale dell’attuale maggioranza del Prc, Rifondazione in movimento, oltre a Ferrero siederanno in segreteria Roberta Fantozzi (responsabile lavoro) e Eleonora Forenza (scuola) entrambe vicinissime al segretario, insieme agli esponenti di Essere comunisti, Claudio Grassi (organizzazione e di fatto numero due del partito) e Maria Campese. Per l’articolata area dell’Ernesto (7,7% al congresso) ci sarà Gianluigi Pegolo (enti locali). A Bellotti andrà il settore “radicamento sociale”, un vero successo per i suoi trotzkisti ‘eretici’ e che premia il risultato del 3,2% ottenuto al congresso, decisivo per la risicatisima maggioranza che ha portato alla svolta a sinistra del Prc e Ferrero alla guida del partito. Fuori da tutti gli organismi dirigenti l’ex segretario e candidato premier nella sfortunata esperienza della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti.
Come gesto unilaterale, Ferrero ha comunque confermato il vendoliano Sergio Boccadutri tesoriere del partito.
Qualche malumore per le decisioni sugli organigrammi ha abbassato i voti ricevuti dalla lista della segreteria da 148 (quelli sui quali potenzialmente avrebbe potuto contare la maggioranza) a 141, con 130 contrari e 3 astenuti.

Ad animare la riunione odierna ci ha pensato un lungo scontro procedurale su un ordine del giorno di condanna del comportamento della Russia in Caucaso, firmato dall’ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore, dall’eurodeputato Roberto Musacchio e da Elettra Deiana, che è stato alla fine bocciato con 96 voti a favore, 126 contrari e 4 astenuti. Le varie anime della mozione Ferrero hanno accusato i vendoliani di voler strumentalizzare la guerra in Georgia per dividere la maggioranza interna al partito, e alla fine, in una seconda votazione, è stato deciso di rinviare comunque la discussione sull’argomento a una prossima riunione.

Dopo lunghi mesi di tormenti e scontri interni, domattina, al Teatro Brancaccio di Roma, Rifondazione torna a guardare all’esterno con una assemblea nazionale intitolata “Ricominciamo dall’opposizione”, che verrà conclusa dall’intervento di Paolo Ferrero e che inaugura la campagna d’autunno che culminerà nella manifestazione nazionale dell’11 ottobre contro “le politiche aggressive del Governo di centrodestra”. Il segretario punta a una svolta “a sinistra, ma anche in basso. Perché – spiega Ferrero – il problema è ricostruire un’utilità sociale della sinistra e dei comunisti. E per questo va affermata un’opposizione di sinistra al governo e a Confindustria, senza inseguire il Pd, che questa opposizione non la vuole fare”. Dopo la sconfitta della coalizione Arcobaleno, Ferrero punta a “unire la sinistra dal basso e dall’opposizione. Ognuno ci sarà con la sua identità, ma per lavorare unitariamente” e per quel che riguarda il Prc senza dimenticare che gli ultimi sondaggi “non indicano una dissoluzione, ma una crescita di Rifondazione”.
Ma all’iniziativa di domani mancherà probabilmente il sostegno e la presenza della minoranza interna: gli uomini di Vendola hanno accusato in queste settimane il segretario di aver compiuto un passo unilaterale, mai discusso con nessuno, e la considerano una iniziativa di parte.

Sul futuro del Prc pesa dunque il rischio di una “sindrome Prodi“, ovvero il problema per l’ex ministro della Solidarietà sociale dell’ultimo governo di centrosinistra di guidare una maggioranza di partito quanto mai risicata e con punte possibili di conflittualità interna. Per Ferrero “la linea politica chiara”, quella appunto della svolta a sinistra, “fa premio su altre possibili questioni”. Esclude la scissione dei vendoliani: “Perché – dice – non ne vedo lo spazio politico” e, assicura che continuerà con la proposta della gestione unitaria a tutti i livelli del partito.
Migliore dice no al “nuovo centralismo democratico” e, nell’escludere la scissione, conferma però i prossimi appuntamenti dell’area programmatica “Rifondazione per la sinistra“, a partire da quello del 27 settembre a Roma con tutti gli ex arcobaleno e oltre.

Prc, verso la conta Ferrero-Vendola


I possibili accordi sembrano falliti, si rischia la conta e l’ex ministro Ferrero sta per candidarsi ufficialmente contro il segretario in pectore Nicki Vendola. A quanto pare, da voci non ufficiali, Ferrero avrebbe i numeri per poter battere il presidente della regione Puglia. Con la vittoria della mozione 1, assieme ad alcuni delegati delle altre mozioni, eccetto la due, Prc vira a Sinistra, abbandonando il progetto dell’Arcobaleno e ritirando fuori falce e martello.

Rifondazione, niente accordo
Ferrero potrebbe candidarsi

In alternativa a Vendola. L’ex ministro prende tempo: “Prima la linea politica”
Ma spunta una terza via: la carica di Presidente del partito accanto a quella del segretario
dal nostro inviato CLAUDIA FUSANI

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/cosa-rossa-2/sfida-segreteria/sfida-segreteria.html

CHIANCIANO – “Questo documento è nato con me, io cerco l’unità, lavoro per la mediazione ma sono un comunista e non posso tradire”. E’ notte, quasi le due, quando Claudio Grassi, promotore della mozione 1 per il congresso di Rifondazione comunista, parla in una saletta dell’hotel Ambasciatori. Davanti a lui le decine di delegati del documento che però è ancora senza candidato alla segreteria e che si oppone alla mozione 2, quella di Nichi Vendola. Ci sono Paolo Ferrero, Ramon Mantovani, Maurizio Acerbo. E’ lo stesso giovane e appassionato portavoce della mozione che poi traduce all’esterno il senso delle parole di Grassi: “Ferrero si candiderà. Abbiamo fatto i calcoli dovremmo farcela”. Quando e come e se l’ex ministro della Solidarietà sociale metterà in gioco il suo nome, è ancora tutto da decidere. La giornata è lunga e il parco termale di Chianciano è pieno di gazebo che ospitano riunioni su riunioni delle Commissioni Politica e Statuto. Il vero congresso, parallelo a quello che va in scena sotto la tensostruttura a sottomarino del Palamontepaschi.

Oggi è il turno del “delegato” Fausto Bertinotti e subito dopo Ramon Mantovani, scudiero della mozione 1, molto arrabbiato con l’ex Presidente della Camera. A seguire l’intervento di Grassi e per finire – verso le cinque del pomeriggio – quello di Ferrero. Insomma, una giornata lunghissima.

Il Futuro della Sinistra: Fava leader della Sd, in Prc battaglia tra Vendola e Ferrero


Claudio Fava, leader SD

Questo fine settimana Sinistra democratica riunisce il coordinamento per scegliere il nuovo portavoce nazionale dopo le dimissioni di Fabio Mussi. La scelta potrebbe cadere sul parlamentare europeo. Sempre sabato e domenica, Rifondazione convoca il proprio Comitato politico nazionale che ha all’ordine del giorno i temi del prossimo congresso che si svolgerà a luglio

Fine settimana all’insegna della riorganizzazione per due componenti la Sinistra-Arcobaleno sconfitta nelle recenti elezioni politiche. Domani Sinistra democratica (Sd), il movimento nato da una costola degli ex Ds, riunisce il proprio Coordinamento. Rifondazione (Prc), sempre domani, convoca il proprio Comitato politico nazionale che ha all’ordine del giorno i temi del prossimo congresso che si svolgerà a luglio.

Sinistra democratica ha come primo problema quello di sostituire il portavoce nazionale Fabio Mussi, che nelle scorse settimane si è dimesso dal suo incarico per ragioni di salute e per favorire il rinnovamento al vertice del movimento. La scelta del nuovo portavoce, dopo che Pasqualina Napoletano e Betty Leone hanno declinato la proposta, cadrà su Claudio Fava, uno dei tre parlamentari europei del movimento insieme a Giovanni Berlinguer e alla stessa Napoletano. L’idea è quella di affiancarlo con un direttivo snello, composto da rappresentanti delle realtà territoriali di Sd, che guidi il movimento fino al suo congresso nazionale previsto entro la fine dell’anno.

Fava, cinquantuno anni, nato a Catania, figlio del giornalista Pippo Fava fondatore del mensile “I siciliani” ucciso dalla mafia nel 1984, è un politico di lungo corso.
Tra i fondatori della Rete (il movimento promosso a Palermo da Leoluca Orlando negli anni ottanta), è stato deputato all’Assemblea regionale siciliana nel 1991 e poi alla Camera dal 1992 al 1994.
Quando Walter Veltroni venne eletto segretario dei Ds nel 1999, fu scelto dal futuro leader del Pd per andare a dirigere il partito in Sicilia. Eletto deputato per la prima volta al Parlamento europeo nel 2001, è stato rieletto nel 2004 (fa parte del Gruppo del Partito del socialismo europeo) con oltre duecentomila preferenze e malgrado il suo nome non fosse stato collocato nella testa di lista. Nel 2006, Fava è stato relatore della Commissione d’inchiesta del Parlamento europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo. Assieme a Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana, è anche autore della sceneggiatura del film “I cento passi” premiata nel 2001 con il Leone d’Oro al Festival del cinema di Venezia.

A parte l’elezione di Fava, il parlamentino di Sd dovrà mettere a punto anche la propria linea politica. Mentre l’ex senatore Cesare Salvi è tornato a parlare nei giorni scorsi della necessità di riunificare la sinistra guardando anche al Partito socialista, Fabio Mussi – in un’intervista apparsa ieri su “il manifesto” – ha sostenuto che “l’anno prossimo, alle europee, va fatto il tentativo di una lista che si proponga come ponte tra le forze del socialismo europeo e le forze di sinistra alternativa”.
Ancora diversa la posizione dell’ex sottosegretario Alfiero Grandi: “Giudico molto interessante quanto vanno dicendo Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema nel Pd, sulla necessità di recuperare le alleanze. Io sono pronto a fare la mia battaglia contro l’arroccamento della sinistra per recuperare i tanti che potrebbero rimanere delusi dopo aver espresso il cosiddetto voto utile
. Sono pronto perché so distinguere: per me l’avversario è il Pdl, che è cosa diversa dal Pd, interlocutore fondamentale per ricostruire una sinistra moderna che non sfugga alla responsabilità di governo”.

Il Comitato politico nazionale del Prc, che si riunisce domani nel Centro congressi di via dei Frentani a Roma, prenderà invece atto che, in previsione del congresso del partito, ci sono almeno due documenti contrapposti: quello che fa riferimento all’ex ministro Paolo Ferrero e all’ex senatore Claudio Grassi e quello che dovrebbe recare come primo firmatario il nome di Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia.
Dopo la débacle nelle elezioni del 13 e 14 aprile, quando Sinistra-Arcobaleno non ha raggiunto il quorum del 4% per accedere alla Camera, sono stati messi in minoranza il segretario Franco Giordano e il gruppo dirigente che faceva tradizionalmente riferimento alle posizioni di Fausto Bertinotti. Dal 23 aprile 2008, a seguito delle dimissioni da segretario di Giordano, il Prc è retto da un “comitato di gestione” di cui è portavoce l’ex deputato Maurizio Acerbo.

Se il documento di Ferrero punta alla “ricostruzione di Rifondazione” e scarta l’ipotesi del superamento del Prc in nome dell’unità della sinistra (l’ex ministro ha sempre parlato di un “modello federativo” in stile Federazione lavoratori metalmeccanici), quello alternativo (alla cui stesura finale stanno lavorando Rina Gagliardi e Alfonso Gianni) ruota intorno alle idee innovative di cui ha bisogno la sinistra alternativa per rilanciare il proprio ruolo. Non la riproposta pura e semplice di Sinistra-Arcobaleno bocciata dalle urne – dicono i promotori – ma neppure una sinistra chiusa in se stessa o in antiche certezze che nega la possibilità di tornare a governare.

I due candidati alla segreteria del Prc nel prossimo congresso di luglio sono quindi Paolo Ferrero e Nichi Vendola. Quanto a Bertinotti, non sono ancora chiare le modalità di partecipazione alla fase congressuale. Vi prenderà parte da semplice iscritto al partito, o si farà promotore di specifiche iniziative?

http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7612

Sinistra, scendi dal piedistallo!


In alcune occasioni gli elettori di centrosinistra, o piu propriamente di sinistra, accusano l’elettorato di destra di essere poco informato, di farsi plagiare dalle parole di Berlusconi e sodali, di non ragionare con la propria testa, in sostanza, di essere ignoranti.

Questa tesi di “superiorità intellettuale” viene avvalorata dal forte sbilanciamento a sinistra presente nel mondo della cultura.

Se andiamo a vedere le statistiche poi, piu sale il grado di istruzione e piu sale la percentuale di elettori di centrosinistra. Gli stessi giovani, sempre secondo statistiche varie, si differenziano nel voto in base al loro “status”, quelli che studiano propendono maggiormente per i progressisti, quelli che lavorano invece votano in maggioranza per il centrodestra.

Fatte queste opportune premesse mi chiedo però perche la Sinistra oggi sembra sia diventata quasi una corrente politica d’elite. Perche operai, impiegati e pensionati vedono nella destra una opportunità concreta rispetto al fronte progressista; perche gli umili, i semplici, quelli che una volta erano il “cuore” della Sinistra ora sembrano preferire altri lidi.

Berlusconi è proprietario di un impero mediatico è vero e questo è un fatto, ma non puo essere l’unico motivo per spiegare tale fenomeno. Non è forse un pò colpa della Sinistra stessa? rimasta ferma su alcuni principi senza capire che l’Italia “cambia”, o meglio cambiano le priorità.

Il dramma della società di oggi è che, con il passare del tempo, si trova sempre più in difficoltà. La forte immigrazione, ad esempio, porta con sè anche un aumento della criminalità, con relavita crescita della diffidenza verso gli immigrati. I benpensanti sosterranno giustamente che sono le leggi italiane a determinare questo stato di cose, il sistema giudiziario non è in grado di funzionare e quindi i criminali vengono tranquillamente in Italia ben sapendo di rimanere impuniti. Ma al cittadino rimangono in mente le immagini viste in tv e le notizie lette sui giornali. Nella coscienza dell’opinione pubblica restano le facce, le persone, i”simboli”.

Il nostro paese è sempre piu “precario”. I giovani trovano dei lavori sottopagati ad alcune volte si vedono “scippata” una opportunità “per colpa” dell’extracomunitario che costa di meno. Anche li è facile comprendere che nella “battaglia tra poveri” ci guadagna l’imprenditore italiano che, in molti casi, tiene in nero l’immigrato o gioca al ribasso per guadagnare di piu.

In un contesto come questo, il grosso problema della Sinistra e del fronte progressista in generale è quello di aver perso gradualmente un contatto “diretto” con la società italiana, con le persone semplici, quelli che non filosofeggiano, che non conoscono Max Weber o Keynes, che non pensano ai diritti per tutti, ma guardano piu egoisticamente al loro orticello, cercando protezione, speranza, lavoro.

Non basta candidare Calearo e Colaninno, come fa il PD, per accaparrarsi il voto degli imprenditori, anzi forse in questo modo si perdono i voti degli operai che si sentono presi in giro dalla presenza di candidati che non hanno contatto con la gente, che vengono dall’alto. Come non basta parlare di laicità o di lavoratori, le due bandiere di Socialisti e Sinistra Arcobaleno , senza specificare cosa si intende fare in concreto per aumentare il potere di acquisto, senza parlare di interventi seri in tema di sicurezza.

Veltroni in questa campagna elettorale ha girato l’Italia andando “tra la gente” , questo è un fatto ma èanche un fatto, non di poca importanza, che il leader del PD venisse da Roma. Non basta farsi 110 province,stare li a parlare un’ora, raccogliere qualche applauso e poi andare nella città vicina per avere il “contatto con la gente”.

Perche invece di candidare Calearo non sono stati promossi i dirigenti locali? Una delle priorità della sinistra dovrà essere quella di ricostruire un rapporto diretto con il territorio. Se al cittadino vicentino invece di proporre imprenditori scelti nel “mazzo” dai dirigenti nazionali si propone come candidato un consigliere regionale che si è battuto per proteggerli, dar loro dei diritti, risolvere problemi della città, probabilmente vi sarà un riscontro maggiormente positivo.

Su questo tema la Sinistra deve TORNARE a fare la Sinistra, a riempire le sezioni, deve riuscire a riavvicinare le persone. Ma i cittadini si convicono se parli la loro lingua, non basta candidare uno che “parla” veneto per conquistare la regione, si devono far crescere quegli amministratori che “vivono” nelle realtà locali, che hanno provato a cambiare qualcosa, che hanno idee e proposte. Purtroppo il PD, e non solo, sembra privilegiare le scelte di vertice, gente catapultata in una zona o comunque, seppur della zona, che non ha un contatto diretto con le popolazioni locali.

Ci sono sezioni romane di alcuni partiti di Sinistra che organizzano incontri con autori ed intellettuali per parlare delle loro opere. Lodevoli operazioni culturali per carità, ma non sarebbe altrettanto lodevole organizzare delle iniziative per ripulire il quartiere dalla spazzatura? oppure per aiutare i piu poveri piuttosto che per portare avanti e con forza delle battaglie locali evitando demagogia e populismo e badando alla risoluzione dei piccoli problemi quotidiani?

E poi un altro consiglio, la Sinistra deve cambiare il modo di porsi, il proprio linguaggio, deve rinunciare ai paroloni, alle frasi generiche e andare nel particolare con messaggi brevi e diretti.

Non basta dire “piu sicurezza” o “1000 euro per i precari” o anche “la laicità è importante” oppure “aboliamo la legge 30” (tanto per citare slogan di Pd, Ps e Sinistra). Si deve dire chiaramente che “I criminali devono finire in galera”, che “la precarietà va eliminata”, che “l’immigrazione incontrollata non va bene” . Non bisogna avere paura di usare termini chiari, semplici, che colpiscono. La cosa importante è abbinare a tali slogan delle politiche serie e non demagogiche o populiste come quelle usate da molti esponenti della destra. Una riforma della giustizia con l’eliminazione di un grado di giudizio e la soppressione di alcune attenuanti francamente incomprensibili abbinata ad una riforma dei codici provocherebbe una “rivoluzione” tale da garantire maggiore sicurezza in quanto il “funzionamento” della macchina della giustizia sarebbe il maggiore deterrente per i criminali, sicuramente piu potente di un braccialetto elettronico o di una ronda di cittadini inesperti. Un sistema di ammortizzatori sociali comprensivo di diritti quali malattia, ferie, trattamento di fine rapporto e permessi retribuiti costituirebbe un aiuto molto piu efficace che alzare da ottecento a mille euro il salario di un precario facendolo rimanere senza diritti ne tutele. La previsione di quote piu o meno ristrette per molti paesi extraeuropei e per alcune nazioni europee come la Romania garantirebbe un flusso di immigrazione “sostenibile”. L’immigrazione è una ricchezza ma il CentroSinistra deve essere capace di unire solidarietà ed accoglienza a legalità e sostenibilità del fenomeno.

In estrema sintesi:

1.Usare parole semplici e parlare anche dei temi molto sentiti dall’opinione pubblica.
2. Abbinare agli slogan “ad effetto” una serie di provvedimenti “seri” e non demagogici o populisti.
3. Ricostruire il rapporto con il territorio, valorizzando i dirigenti locali che si impegnano e non facendo interessi delle “caste” di partito.

Berlusconi ha un impero mediatico che sarà sempre piu forte. O la Sinistra si mette in testa di spiegare “casa per casa” cosa vuol fare, sfruttando il territorio e proposte semplici ma efficaci oppure mettiamoci l’anima in pace e prepariamoci a decenni di dominio della destra con qualche periodo di gestione della sinistra, tanto per rimettere i conti a posto e divenire impopolari.h

Golpe in Rifondazione, sconfitto Giordano, nuova maggioranza con Ferrero


Rifondazione, vince la linea Ferrero
nel partito cambia la maggioranza

Passa con quasi 30 voti di scarto il documento del ministro
Sconfitta la proposta del segretario dimissionario Giordano
di CLAUDIA FUSANI

 

ROMA – Finisce male. Comunque. Dopo la sconfitta elettorale Rifondazione va in pezzi in nome della difesa di non si sa bene cosa e di un progetto vago come può essere quello contenuto tra il no alla costituente comunista e sì a quella di una sinistra allargata. Finisce con un parricidio, quello di Fausto Bertinotti e della sua segreteria – da Franco Giodano a Gennaro Migliore passando per Patrizia Sentinelli – cacciati senza se e senza ma. E con una nuova maggioranza affidata al ministro dimissionario Paolo Ferrero e a Giovanni Russo Spena e alle minoranze più radicali come “Essere comunista” di Claudio Grassi e “l’Ernesto” di Fosco Giannini. E’ l’anima più conservatrice del partito, quello che non ha mandato giù due dei leit motiv della campagna elettorale di Bertinotti: l’ipotizzato scioglimento di Rc nella Sinistra-l’Arcobaleno; quel dire che il comunismo è ormai “un orientamento filosofico e culturale”. Saranno loro a condurre quel che resta di Rifondazione al congresso di luglio. Finisce tra l’emozione di Franco Giordano, segretario per neppure due anni (fu eletto nel maggio 2006) e l’assenza drammatica di Fausto Bertinotti. Sul palco dell’auditorium di via dei Frentani resta un simbolo, la falce e il martello di Rifondazione. Basterà per ricominciare?

Alle 18, dopo una giornata tesissima in cui fino in fondo Giordano e Nichi Vendola hanno cercato un punto di mediazione e si sono appellati al buon senso per evitare oggi, adesso, una guerra per bande, la segreteria di Giordano non ha più la maggioranza del partito. Il Comitato politico nazionale di Rc, costretto a votare due mozioni – per la verità non così diverse l’una dall’altra – sceglie Ferrero e l’area di “Essere comunisti” con 98 voti. Quello di Giordano resta fermo a 70 consensi. Il documento presentato dall’aerea dell'”Ernesto” prende 16 voti, quello di Bellotti 5, e quello di Franco Russo 1. Quattordici gli astenuti, un’altra frangia del partito che ha seguito l’appello di Elettra Deiana. Nel comitato di garanzia – obiettivo a cui tendevano entrambi i documenti – che guiderà il partito al congresso di luglio (17-20) saranno tutti rappresentati in proporzione rispetto ai risultati del parlamentino di ieri e oggi. Dodici persone quindi di cui 6 che fanno capo a Ferrero, 5 all’area dell’ex segretario Giordano e uno dell’area dell’Ernesto.


E’ finita come tutti temevano che andasse a finire. Il segretario dimissionario Franco Giordano aveva letto ieri la sua relazione, aveva parlato della sconfitta di tutti e aveva proposto un comitato di saggi neutrale e superpartes, precluso agli attuali membri della segreteria, per condurre per mano il partito al congresso. Un partito che comunque deve dire no alla costituente comunista proposta da Diliberto e sì a quella di una nuova Sinistra. Per il partito della Rifondazione comunista il ruolo di essere il centro e il motore di questo processo.

Poteva essere una buona soluzione per tutti, anche per i più arrabbiati. Anche per chi, come Ramon Mantovani, da giorni dice: “Il frequentatore dei salotti deve andarsene a casa”. Ma Ferrero stamani ha fatto quello che aveva promesso. Quando ha preso la parola sul podio sovrastato dal simbolo storico di Rifondazione comunista, è stato durissimo col segretario. Nonostante la chiacchierata tra i due, a quattr’occhi, durante la pausa caffè, lo ha messo con le spalle al muro. “La sua colpa non è stata quella di portare avanti una linea ma di non averla contrastata. Ho apprezzato che abbia cambiato idea circa il destino di questo partito ma al tempo stesso mi domando se avessimo fatto lo stesso questa discussione nel caso avessimo preso l’8 per cento. Questo gruppo dirigente va azzerato perché il partito nei prossimi mesi deve sapere se esiste o no e deve capire cosa fare”. Le colpe di questa segreteria sono varie, ma più di tutte “l’aver detto che il comunismo era destinato a diventare un orientamento filosofico” e aver messo in dubbio la sopravvivenza stessa di Rifondazione. Per non parlare poi del simbolo: “Fare la campagna elettorale con quell’arcobaleno è stato un suicidio” aveva detto un altro delegato. Sul futuro Ferrero sembra avere le idee chiare: “Rinsaldare il ruolo di Prc in una sinistra più ampia contro costituenti comuniste o di sinistra che rischiano di spaccare e sono la negazione del progetto politico di Rifondazione”. Insomma, Ferrero come garante etico della nuova mission di Rc. Un ruolo che non è piaciuto e che proabilmente gli ha tolto qualche voto. Elettra Deiana, infatti, ha a sua volta attaccato sia Ferrero che la gestione Giordano e ha chiesto “l’astensione dal voto sulle due mozioni e la costituzione di un Comitato di garanzia neutrale che organizzi il congresso”.

Sempre stamani, era toccato a Nichi Vendola. Il governatore della Puglia ha provato in tutti i modi a mettere in guardia da spaccature e lacerazioni, soprattutto in questo momento di grande debolezza. E ha avvisato: “Guai a chiudersi. Dobbiamo rimettere in piedi una comunità a cui dare come orizzonte l’innovazione e non un fortino delle antiche certezze in cui rinserrarsi”.
Ci sono le premesse per una nuova scissione a sinistra? Era il timore più forte della vigilia del Cpn. Tutto sommato il parlamentino, pur mettendo in minoranza Giordano e quindi Bertinotti, non ha loro totalmente voltato loro la faccia. Resta da capire chi sarà il competitor di Ferrero per la segreteria visto che Nichi Vendola continua a ripetere di voler finire il mandato in Puglia. Ferrero nega ogni interesse in questo momento (“non è questo il problema e io non mi sto candidando alla segreteria”) ma molti sono sicuri che a luglio proverà a farsi eleggere segretario. Lo dice chiaro, alla fine, Giordano:”Il nostro documento ricorda la storia di Rifondazione comunista, le sue passioni e le sue aperture: nell’altro documento non vedo nessuno di questi capisaldi, mi sembra più un cartello elettorale”.

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-cinque/comitato-politico-rc/comitato-politico-rc.html
(20 aprile 2008)

Risultati definitivi Camera e Senato


 

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2008

  • Scrutinate 60048 sezioni su 60.048  
  • Partito Democratico
    Italia Dei Valori

    PD – Italia Dei Valori
    Walter Veltroni

    Walter Veltroni

  • SENATO 38,0% CAMERA 37,6%

    130 seggi senato – 239 seggi camera

  • Popolo della Libertà
    Lega Nord
    Movimento per l’Autonomia

    PDL – Lega Nord – Mpa
    Silvio Berlusconi

    Silvio Berlusconi

  • SENATO 47,3% CAMERA 46,8%

    171 seggi senato – 370 seggi camera

  • Sinistra L’Arcobaleno

    Sinistra L’Arcobaleno
    Fausto Bertinotti

    Fausto Bertinotti

  • SENATO 3,2% CAMERA 3,1%

    0 seggi camera e senato

  • Unione di centro

    Unione di centro
    Pier Ferdinando Casini

    Pier Ferdinando Casini

  • SENATO 5,7% CAMERA 5,6%

    3 seggi senato – 36 seggi camera

  • Partito Socialista

    Partito Socialista
    Enrico Boselli

    Enrico Boselli

  • SENATO 0,9% CAMERA 1,0%

    0 seggi camera e senato

  • La Destra

    La Destra
    Daniela Santanchè

     

  • SENATO 2,1% CAMERA 2,4%

    0 seggi camera e senato