La Lega sarà la nuova Destra maggioritaria?


salvini7

Dopo l’implosione di Forza Italia e lo sgonfiamento dei 5Stelle sta per nascere un grande partito di Destra Estremista. Si torna al 93, quando al crollo della DC il MSI balzò al 20% nel centro-sud (Fini e Mussolini rischiarono di vincere a Roma e Napoli) e la Lega oltre il 20% al Nord (Formentini vinse a Milano e andarono vicini in altre città del nord alla vittoria)

L’Italia s’è destra. Ma di quella brutta.

Regionali, riflessioni su vincitori e vinti…


Dove eravamo rimasti? Qualche giorno fa pronosticavo i seguenti risultati:

Nel Nord la destra vincerà in Piemonte Lombardia e Veneto. Alla Sinistra rimarrà la Liguria.Nel Centro, Emilia romagna, Umbria Marche e Toscana andranno alla Sinistra. Il Lazio finirà, malgrado tutto, alla Destra.Nel Sud, Basilicata e Puglia alla Sinistra, Calabria al PDL. Campania al fotofinish al centrodestra. Totale 7-6 per il Centrosinistra. Un pareggio che consentirà a Berlusconi di gridare vittoria vista la riconquista di Piemonte e Lazio, oltre che di Calabria e Campania.

Pronostico rispettato, purtroppo. Anche se è stato il Piemonte e non la Campania a ballare sino all’ultimo minuto. Elenco di seguito alcuni risultati e considerazioni sparse.

La Lega Nord incrementa ulteriormente, rispetto alle gia strabilianti europee, diventa primo partito nel Veneto, con piu di 10 punti di vantaggio sul PDL, riduce a 5 i punti di svatanggio in Lombardia ed aumenta consensi anche in Piemonte, dove invece cala il Popolo delle Libertà. Il partito di Bossi arriva al 13 in Emilia Romagna e cresce in tutte le altre regioni del Nord e del Centro. Allo stesso tempo il PDL perde consensi nel Nord, non ne guadagna nel CentroSud, in Veneto diventa l’alleato minore della Lega.

Il CentroSinistra, perse Piemonte e Lazio per poche decine di migliaia di voti, si trova solo 7 regioni nel bottino. Liguria e Puglia sono le uniche “conferme” rispetto alle zone “rosse” per eccellenza. Il Partito Democratico rimane piu o meno stabile, considerate le liste civiche e la presenza dell’Api, il movimento rutelliano, in alcune regioni. La Idv cala qualche punto al Nord in favore delle Liste Grillo, che rubacchiano anche alla Sinistra Radicale.

Il fattore Udc incide solo marginalmente in Liguria mentre non ha alcun effetto in Piemonte, dove i centristi cedono consensi dimostrando una non obbedienza del loro elettorato agli “ordini” di scuderia. Stessa cosa accade nelle Marche, anche li l’Udc perde una parte dei voti. Nelle regioni in cui è alleato con il centrodestra, Campania e Calabria, il partito di Casini rimane stabile o aumenta di poco i voti. Da bocciare anche la corsa solitaria che fa perdere consensi sia nel centro italia sia in Puglia.  Tutto sommato quindi l’alleanza Pd-centristi non s’ha da fare, non rende ai primi, danneggia i secondi.

Un dato politico, l’astensione, che secondo gli analisti avrebbe dovuto colpire maggiormente il centrodestra, si redistribuisce probabilmente tra i due principali schieramenti.

Un altro dato politico, che dovrebbe far riflettere molto i dirigenti del Partito Democratico, è rappresentato dalla netta vittoria di Nichi Vendola in Puglia. L’uomo osteggiato da D’Alema, bistrattato da una parte considerevole dei Democratici, è l’unico leader ad aver riconfermato quasi tutti i suoi voti e lo ha fatto con la coalizione “naturale” dei Progressisti e cioè senza l’Udc. Burlando, pur riconfermato in Liguria con la stessa % del 2005, ha una coalizione diversa e soprattutto non incrementa il bacino elettorale.

Vittoria di Vendola e del “CentroSinistra Naturale”, netta sconfitta della classe dirigente democratica, vista anche la deludente prestazione di Vasco Errani, il quale cede 10 punti percentuali rispetto al 2005, in parte andati alla Lista Grillo.

La lezione da imparare per il PD? I suoi elettori tollerano molto meno i giochi di potere e le clientele rispetto alla coalizione di centrodestra. Errani avrebbe dovuto lasciare, non lo ha fatto ricandidandosi per la terza volta ed è stato punito, con un aumento netto dell’astensione o con altre scelte.

Sono anni oramai che la dirigenza democratica non capisce gli umori e le sensazioni del suo “popolo”. Lo stesso Soru dovette dimettersi perche contrastato dai potentati democratici sardi, con il risultato di indebolire il proprio candidato consegnandolo ad una sconfitta sicura, figlia anche della popolarità di Berlusconi e delle decisioni dello stesso Soru ma anche e soprattutto dello scontro interno al PD sardo.

Quella lezione non è bastata, come non è bastata la lezione precedente di Rutelli a Roma. Sia nel 2009, sia in queste regionali, il CentroSinistra di è attestato su percentuali superiori al 50%. A Roma è maggioranza, ma Rutelli perse, perche “calato” dall’alto.

Rutelli, Soru, Errani, Vendola. Quattro “situazioni” che dovrebbero far capire bene quanto scollamento esista tra dirigenti PD ed elettorato. Ed ora, nelle regioni “rosse” si affacciano le Liste Grillo. Liste composte da gente comune che, come fa un po anche la Lega, sono piu vicine ai “piccoli interessi quotidiani” delle popolazioni locali. Una classe di buoni amministratori, quelli leghisti, che è anche alla base del successo del carroccio. Che i grillini si preparino, sul fronte opposto, a fare lo stesso? In questo caso eroderebbero voti proprio al CentroSinistra. Oggi in Emilia Romagna, dove la Sinistra veleggiava attorno al 60-65 si raggiunge a malapena il 52. Domani ci penserà Grillo a regalare la regione al CentroDestra?E se accadrà, cosi come in parte è successo in Piemonte, sarà colpa delle Liste a 5 Stelle oppure dei dirigenti del PD che non sono stati in grado di approntare una politica di “base”  e vicina alle esigenze delle persone?

Già, le liste Grillo. Il movimento del comico genovese appare come uno dei vincitori. Nelle, poche, regioni dove è stato presente, ha raccimolato dal 3 al 6%. Ancora non è chiara la composizione “politica” dei suoi votanti ma è anche vero che probabilmente il fronte Progressista dovrà sempre fare i conti con uno zoccolo duro dei suoi elettori i quali non si riconoscono in un atteggiamento politico di “governo” e si sentono alternativi al “sistema” e di volta in volta votano i movimenti piu “estremi” rispetto ad una coalizione con ambizioni di governo. Oggi Grillo, ieri Rifondazione per un lato e Di Pietro per un altro.

Riassumento i vincitori ed i vinti. Bossi ha vinto, Berlusconi e Fini non hanno perso. La lega alzerà il prezzo per la sua fedeltà politica, Fini d’altro canto male tollererà questa situazione e Berlusconi si troverà in mezzo ben consapevole che se il Presidente della Camera darà troppo fastidio lo strappo sarà inevitabile e naturalmente l’alleanza Berlusconi-Bossi sarebbe a quel punto imprescindibile.

Bersani e Casini hanno perso. Il primo perche ha commesso errori grossolani nelle candidature di Lazio, Calabria e Puglia ed anche in Piemonte non ha ceduto ai richiami di Chiamparino, riconfermando la Bresso.  La Puglia è stata salvata da Vendola, unico vincitore a Sinistra, il quale ha sconfitto nelle primarie l’uomo di D’Alema, Boccia. Proprio D’Alema esce a pezzi dalla sfida con il Governatore Pugliese, e speriamo di tolga finalmente dai “cabbasisi”, per dirla alla Camilleri.

In definitiva se questa tornata elettorale doveva essere un refendum Pro o Contro Berlusconi, possiamo dire che Berlusconi ha vinto, appaltando certamente molta della sua futura fortuna alla Lega, ma ha comunque vinto. Malgrado i danni che sta procurando alla scuola pubblica, ai lavoratori, alle imprese, alla politica in generale ..Berlusconi cade sempre in piedi. Anche grazie alla debolezza di una opposizione che, a distanza di due anni, ancora non ha trovato la “quadra” per tornare, qualora lo sia mai stato, una credibile alternativa di governo.

Come nel 2008, siamo ancora li. Un po piu populisti, grazie alla vittoria leghista ed alla crescita di Grillo, ma siamo li. Centrodestra vicino al 50%, CentroSinistra debole. Udc in mezzo al guado.

Con queste premesse i prossimi tre anni appaiono segnati dalle riforme in programma per assoggettare la magistratura al potere politico e riformare la Costituzione in senso Berlusconiano. Fini e Pisanu permettendo, già ..perche come vado dicendo da un po oramai, il pallino del gioco è tutto interno al CentroDestra. La Sinistra puo solo osservare, leccandosi le ferite e cercando di costruire una coalizione credibile qualora le frizioni a Destra superino il livello di non ritorno. Bersani, che ha iniziato decisamente male a livello strategico, appare comunque forse in grado di costruire intorno al PD una coalizione in stile Ulivo. Non sembra però minimamente adatto a guidarla. Serve un nuovo Romano Prodi. E non è Bersani.


Risultati, Boom di Lega e Grillo. Addio Piemonte e forse Lazio.


La Lista Grillo fa perdere la Sinistra in Piemonte mentre, malgrado l’assenza del PDL a Roma, la Polverini potrebbe prevalere nel Lazio.  In Emilia Romagna i grillini prendono piu del  6% e il democratico Errani rischia di andare sotto il 50. Gli elettori di centrosinistra puniscono evidentemente la nomenklatura emiliana tesa al conservatorismo e non all’innovazione. Errani è al terzo mandatom, e quindi si vota Grillo. Queste le novità principali fornite dai primi dati. Per il resto risultati abbastanza prevedibili, come il Boom leghista in Veneto ed in Lombardia. Ulteriori riflessioni domani, alla fine dello spoglio.