Voto palese sulla decadenza di B?


Bella mossa dei 5Stelle: “no al voto segreto in aula”. Si accodano PD, Lega ed Udc. Se per la decadenza di Berlusconi si voterà a scrutinio palese, per il Cavaliere è finita. Almeno 180 voti sono assicurati (maggioranza attorno a 161)

D’altro canto questo dimostra quanto PD ed UDC non si fidino dei loro senatori o temino un giochetto dei 5 Stelle.

Comunque, speriamo nel voto palese. Berlusconi va archiviato il prima possibile. Possibilmente con ignominia, per tutto il male che ha reso al Paese, sia a livello economico che di degenerazione culturale.

In realtà le strade per il Caimano sono due:
1.far cadere il governo prima della votazione in aula (in caso di voto palese) per creare caos ed avere qualche potere ricattatorio al fine di evitare il voto. Farlo cadere dopo una eventuale sua decadenza (in caso di voto segreto).
2.dimettersi da senatore, scontare qualche mese di pena e poi essere graziato da Napolitano.

La seconda è quella che dovrebbe fare un uomo di stato. Ciò però vorrebbe dire, per Berlusconi, affidare totalmente il suo destino ad altri, ovvero al Capo dello Stato. Se lo conosco un po’, preferirà optare per la prima soluzione. L’unica che gli consentirebbe un minimo, redisuale, spazio di manovra. Il caos che si creerà è secondario, primari sono i suoi di interessi. L’unico problema è rappresentato proprio da Mediaset e dalle altre società quotate in borsa, le quali potrebbero risentire del probabile tracollo finanziario dato dalla crisi di governo. E qui la scelta finale: ricerca della salvezza personale o della tranquillità per le sue aziende?

Berlusconi torna ‘Caimano’, il Governo Letta verso la crisi


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Nel ‘consiglio di guerra‘ di ieri notte hanno vinto i falchi. Berlusconi sembra deciso a rompere l’alleanza di governo, cercare di abbattere la legislatura per andare ad elezioni anticipate a novembre e presentarsi ancora una volta come candidato leader, prima che magistratura e politica arrivino ad impedire una sua candidatura.

Il 28 agosto vi sarà un Consiglio dei Ministri a tema ‘IMU’, probabilmente si consumerà lì la rottura con il PDL, in rivolta per la mancata abolizione totale del balzello. Berlusconi accuserà Letta di voler continuare a ‘tassare gli italiani’, solito compione che ha ampiamente funzionato solo sei mesi fa. Il Governo quindi rischia di crollare ben prima del 9 settembre, giorno in cui si dovrebbe riunire la commissione senatoriale per votare sulla decadenza del Cavaliere.

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Alcuni parlano di qualche senatore di centrodestra pronto a fare il salto della quaglia per garantire la prosecuzione del Governo. A mio giudizio sarà molto difficile arrivare ai 158 senatori necessari per avere la maggioranza a Palazzo Madama. Al senato vi sono fedelissimi di Berlusconi e conosciamo bene i mezzi utilizzati dal Cavaliere per ‘convincere’ nel 2010 i vari Razzi e Scilipoti.

Più probabile l’apertura della crisi ad inizio settembre. Non è dato sapere cosa farà Napolitano. Dimissioni? La vedo dura. Dopo la caduta di Letta i mercati sprofonderanno ed eventuali dimissioni anche del Capo dello Stato potrebbero far precipitare ancor di più le cose. Non che rimanere nello stallo odierno aiuti davvero il Paese a risolvere i propri problemi.

Un reincarico a Letta è nell’ordine delle cose e questa volta Napolitano potrebbe consentire a lui ciò che ha negato a Bersani qualche mese fa, ovvero la possibilità di presentarsi in Parlamento per ‘cercare’ i voti utili a formare una maggioranza per un governo breve che riformi la legge elettorale e poi guidi l’Italia verso elezioni anticipate nella primavera 2014.

Missione difficile, quella di eventuale Letta-bis. Grillo si opporrà ad ogni riforma delle legge elettorale e spingerà verso le elezioni per ‘incassare’ consensi a discapito di PD e PDL. Il PDL forse potrebbe arrivare a drammatizzare la situazione con dimissioni di massa. Il cerino passerà quindi al PD.

Io, come al solito, una via ce l’avrei. Approvare in poche settimane una legge elettorale maggioritaria a doppio turno. I democratici dovrebbero essere favorevoli, anche SEL potrebbe votarla, cosi come i grillini. Risultato? Dare all’Italia una legge che favorisce (non garantisce) la governabilità e rispondere per le rime ad un Berlusconi sempre concentrato sui suoi interessi e mai su quelli del Paese.

Naturalmente tale auspicio risulterà vano. Nel 2007 avrei preferito che Veltorni non dialogasse con Berlusconi per la legge elettorale, cosi non fu, Prodi cadde ed il Cavaliere trionfò. A febbraio avrei voluto l’elezione di Prodi o Rodotà alla Presidenza con un governo ‘civico’ di pochi mesi in grado di abolire il Porcellum e varare pochi provvedimenti economici per poi tornare al voto. Il PD ha scelto di accordarsi con Berlusconi.

Ogni qualvolta i Democratici sono chiamati a scegliere, hanno la capacità di commettere sempre gli stessi errori. Tanto che oramai pochi pensano ancora siano davvero errori.

Appuntamento a fine agosto per una prima vera analisi dei fatti.

Silvio è tornato in tv, il PDL risale nei sondaggi


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Il tour de force del Caimano è iniziato. Domenica Live, Porta a Porta, Pomeriggio Cinque e Servizio Pubblico. Berlusconi torna in televisione e non si schioda da li, almeno per le prossime settimane. L’obiettivo è quello di rimobilitare il suo popolo aiutando il Pdl in difficoltà. I sondaggi sembrano, come al solito, dargli ragione:

Sondaggio del 4 dicembre                                          Sondaggio del 18 dicembre

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Come potete vedere, il PDL recupera ben 4 punti, andandoli a prendere tutti dal Movimento 5 stelle. I due elettorati sono quanto mai contigui.

Un altro paio di settimane di sovraesposizione mediatica ed il Pdl potrà sfondare quota 20%. L’alleanza con la Lega e la Destra garantirà una base di partenza della coalizione vicina al 30%. Il Centrosinistra sembra ancora lontano ma non si sa mai.

Il ritorno di Berlusconi? Sai che novità…


Berlusconi potrebbe essere di nuovo il candidato premier del CentroDestra alle prossime elezioni. Cosi oggi ha dichiarato Alfano. Sorpresa? Direi proprio di no, almeno per questo Blog. Vi invito solo a leggere il seguente estratto da un mio articolo del 20 novembre scorso, 9 giorni dopo le dimissioni del Cavaliere:

20 novembre:

Il Caimano sembra un ricordo eh? Tutti i commentatori politici si affrettano ad archiviare l’esperienza del berlusconismo. Repubblica stampa addirittura uno dei suoi Atlanti per mettere la parola fine ai diciotto anni di ‘regno’ del Cavaliere.

Ma voi ci credete veramente? Davvero siete convinti che l’uomo piu potente d’Italia lasci l’unico mezzo che gli ha permesso di proteggere e sviluppare i suoi interessi economici e personali? Berlusconi potrà anche decidere di ‘farsi da parte’ per un po’ ma nessuno mi potrà mai convincere che un uomo dall’ego cosi sviluppato come il suo sia davvero convinto di abbandonare. Alfano candidato Premier? Forse. Berlusconi rimarrà comunque un leader potente e pronto a ritornare ‘direttamente’ in campo quando l’occasione sarà propizia.

Un nuovo partito? Una lista personale? Tutto è possibile, l’unica cosa impensabile è che il Cavaliere esca di scena. Non avrebbe piu protezioni per i processi ed appoggi per i suoi interessi economici.

Ed ancora, su Candido lo abbiamo sempre detto che sarebbe tornato. Di seguito un breve elenco di articoli passati, dal piu recente:

22 giugno:

Eppure a destra c’è il vuoto, divisioni e litigi, Grillo ha eroso almeno il 10% dei consensi al fronte moderato e il terzo polo è lontano dal trasformarsi in una alternativa credibile. Lo spazio per un ritorno dell’Unto c’è eccome, purtroppo.

10 maggio:

Il PDL in implosione, Mediaset in netto calo, le inchieste giudiziarie che proseguono. Urge una idea nuova per il Caimano. Per ora sembra si stia portando avanti il corteggiamento a Casini. Un nuovo partito è comunque in agguato. Qualcosa farà, per sopravvivere e tutelare le aziende e libertà personale, la sua ‘robba’.

29 marzo:

Nei prossimi mesi Berlusconi, sempre nell’ombra, cercherà di ricostruirsi una nuova verginità politica mentre Monti ed i Professori affronteranno le ire e le insidie del Parlamento e delle turbolenze politiche.

Dopodichè, ad inizio 2013, Silvio tornerà in prima linea. Rimane ancora da capire in che modo. Da leader del Centrodestra, da leader di una nuova lista  o da padre nobile in attesa di accomodarsi al Quirinale

10 novembre 2011, il giorno prima delle dimissioni:

Sicuramente un dato è certo. Il Cavaliere NON si ritirerà dalla scena. Continuerà, direttamente o indirettamente, a rimanere in campo. Nel nome della tutela delle sue aziende e della sua personale libertà.. dai processi.

 

Berlusconi lancia Passera come Leader: obiettivo? Salvare Mediaset, fonderla con Telecom e ‘prendersi’ La7


Mediaset è in crisi nerissima:

Il titolo Mediaset è ai minimi termini, anche ieri ha perso in Borsa il 3,34% e la sua capitalizzazione è scesa 1,43 miliardi, con una diminuzione del 43% da inizio anno. La situazione del Biscione sta diventando obbiettivamente difficile da gestire soprattutto guardando al futuro, considerando che il business della tv generalista sta mostrando vistosi segni di cedimento e la pay tv non è decollata come si sarebbe voluto.

Anche noi riflettevamo settimane fa sulla necessità di Berlusconi di trovare una nuova idea per tutelare i propri interessi:

Si è passati da 2 euro ad azione a poco piu di 1,40, Mediaset vale quasi un terzo in meno di sei mesi fa e le prospettive future appaiono pessime, come abbiamo scritto qualche giorno fa.

Il PDL in implosione, Mediaset in netto calo, le inchieste giudiziarie che proseguono. Urge una idea nuova per il Caimano. Per ora sembra si stia portando avanti il corteggiamento a Casini. Un nuovo partito è comunque in agguato. Qualcosa farà, per sopravvivere e tutelare le aziende e libertà personale, la sua ‘robba’.

Ed ecco che sembra delinearsi l’ideona su come poter ‘sistemare’ gli interessi di Berlusconi senza che Berlusconi torni ‘direttamente’ in politica. Passera, il ministro dello Sviluppo Economico, potrebbe favorire una fusione Mediaset-Telecom Italia. Chi ci guadagna? In primis Berlusconi che darebbe nuova linfa alle casse esangui della sua creatura diventando azionista di Telecom e mettendo le mani sulla ‘concorrente’ La7. E Passera? Beh, appare chiara la contropartita per il ‘tecnico’ ex BancaIntesa. La Premiership di una coalizione di centrodestra che rimetterà assieme Fini, Berlusconi, Casini e magari anche Montezemolo. Con buona pace di Bersani e del ‘vecchio’ CentroSinistra:

Passera, come si dice in ambienti romani, potrebbe rispolverare il vecchio progetto di fusione tra Mediaset e Telecom. Un progetto che evidentemente Bernabè non potrebbe mai accettare, anche perché ha appena dichiarato di voler vendere Ti Media in quanto la tv non è strategica con il business di Telecom. Ma tutto ciò potrebbe far piacere a Berlusconi che annegherebbe i problemi di Mediaset in una società dieci volte più grande diventandone anche azionista di un certo rilievo, ed evitando che La7 cada in altre mani sgradite. La contropartita per Passera, invece, si potrebbe vedere alle prossime elezioni.

Passera e Berlusconi, un connubio sempre proficuo, in senso stretto e non…

L’ombra del Caimano, sei mesi dopo: Mediaset in calo, il PDL in liquefazione, è tempo di tornare….


Sono passati oramai sei mesi dall’insediamento del Governo Monti. L’esecutivo ha preso decisioni impopolari, il consenso iniziale si è andato erodendo piano piano. I partiti tradizionali però non sono riusciti a riconquistare la fiducia perduta e quindi il principale beneficiario del malcontento popolare appare essere il Movimento 5 stelle. Vi invito a guardare le tabelle seguenti per analizzare ‘sui generis’ il cambiamento nei consensi degli italiani.

Il 20 novembre scorso, scrivevamo:

Al momento il PD è dato nettamente in testa, una coalizione di CentroSinistra potrebbe vincere le elezioni.

Come cambieranno le opinioni quando, tra qualche mese, ci troveremo di fronte a decisioni impopolari da parte del Governo Monti? (si parla di ritorno dell’Ici, di un nuovo aumento Iva, della riforma delle pensioni e del mercato del lavoro). Chi perderà e chi guadagnerà voti?

Ora guardiamo i dati di oggi, dopo sei mesi di Governo Monti:

Una analisi semplice ci dice PDL -4,9%, Lega -3,2%, PD -2,4%, Movimento 5 Stelle +11,3% : il travaso appare abbastanza chiaro, fermo restando che nel PDL si sono registrate probabilmente piu astensioni che convergenze sui grillini.

Un 5% in meno in sei mesi, il PDL si sta liquefacendo, distrutto tra battaglie interne e guerre di ‘successione’. Il ‘padrone’ però rimane sempre quello. Silvio Berlusconi. Per lui le cose si mettono male anche dal punto di vista economico. Guardate quest’altro grafico.

Quotazione azioni Mediaset in Borsa, al 18 novembre 2011:

Ed oggi, a che punto sono le azioni Mediaset? Ecco qui il grafico, tratto da Repubblica Economia:

Si è passati da 2 euro ad azione a poco piu di 1,40, Mediaset vale quasi un terzo in meno di sei mesi fa e le prospettive future appaiono pessime, come abbiamo scritto qualche giorno fa.

Il PDL in implosione, Mediaset in netto calo, le inchieste giudiziarie che proseguono. Urge una idea nuova per il Caimano. Per ora sembra si stia portando avanti il corteggiamento a Casini. Un nuovo partito è comunque in agguato. Qualcosa farà, per sopravvivere e tutelare le aziende e libertà personale, la sua ‘robba’.

 

Stop alle ‘frequenze gratuite’, Letta a Palazzo Chigi: il Cavaliere e la ‘roba’


l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, visto di buon ora a Palazzo Chigi, prima dell’inizio del Cdm. (fonte)

Stasera il Ministro delle Comunicazioni Passera:

“Dopo avere valutato la situazione , insieme all’Agcom, ho deciso di sospendere per 90 giorni la procedura di assegnazione delle frequenze perché le condizioni di mercato sono fortemente cambiate  Essendo le frequenze una risorsa molto scarsa, ci siamo presi il tempo per trovare destinanzioni più coerenti con il piano di crescita e rigore di questo governo”.

Mediaset replica:

E’ un atto che sospende in realtà una situazione di legalità che deve invece essere al più presto ristabilita. Al di là delle mistificazioni circolate, il beauty contest è assolutamente legittimo”.

Ecco cosa ci faceva Letta a Palazzo Chigi. Il Cavaliere pensa sempre alla sua ‘roba’….

L’ombra del Caimano….


Mario Monti è il Presidente del Consiglio, l’Europa sembra dare credito al nuovo esecutivo italiano, l’Italia si appresta a subire provvedimenti economici ‘gravi’ nel nome del risanamento imposto da Bce, Fmi e Ue. Moralità e sobrietà sostituiscono imbarazzo e vergogna nel nuovo corso della Politica, che si affida ai Tecnici per poter ritrovare un rapporto con gli elettori.

Il Caimano sembra un ricordo eh? Tutti i commentatori politici si affrettano ad archiviare l’esperienza del berlusconismo. Repubblica stampa addirittura uno dei suoi Atlanti per mettere la parola fine ai diciotto anni di ‘regno’ del Cavaliere.

Ma voi ci credete veramente? Davvero siete convinti che l’uomo piu potente d’Italia lasci l’unico mezzo che gli ha permesso di proteggere e sviluppare i suoi interessi economici e personali? Berlusconi potrà anche decidere di ‘farsi da parte’ per un po’ ma nessuno mi potrà mai convincere che un uomo dall’ego cosi sviluppato come il suo sia davvero convinto di abbandonare. Alfano candidato Premier? Forse. Berlusconi rimarrà comunque un leader potente e pronto a ritornare ‘direttamente’ in campo quando l’occasione sarà propizia.

Il governo Monti potrebbe cambiare gli scenari politici, Pd e Pdl potrebbero perdere pezzi (vedi Scajola, Formigoni, Enrico Letta, Matteo Renzi) nel nome di un grande centro disegnato attorno al nuovo Presidente del Consiglio ed appoggiato dai ‘superpoteri forti’ italiani e cioè Confindustria e Vaticano (guardando la composizione del nuovo governo non si puo non fare a meno di notare una certa influenza di Banche e Chiesa). Il bipolarismo potrebbe essere definitivamente archiviato. In tutto questo comunque credo che Berlusconi continuerà a recitare un ruolo importante. Un nuovo partito? Una lista personale? Tutto è possibile, l’unica cosa impensabile è che il Cavaliere esca di scena. Non avrebbe piu protezioni per i processi ed appoggi per i suoi interessi economici.

Guardate qui, il 18 novembre Mediaset ha raggiunto in borsa il suo minimo storico.

Cristallizziamo il dato. Sarà interessante verificare la quotazione dell’azienda tra qualche mese. Che Berlusconi si sia deciso a lasciare la poltrona di Palazzo Chigi per salvaguardare le sue aziende dal crollo borsistico innescato proprio dalla perdita di credibilità personale?

Altri dati importanti da tenere a mente sono i sondaggi elettorali. Al momento il PD è dato nettamente in testa, una coalizione di CentroSinistra potrebbe vincere le elezioni.

Come cambieranno le opinioni quando, tra qualche mese, ci troveremo di fronte a decisioni impopolari da parte del Governo Monti? (si parla di ritorno dell’Ici, di un nuovo aumento Iva, della riforma delle pensioni e del mercato del lavoro). Chi perderà e chi guadagnerà voti?

Per ora limitiamoci a registrare i dati :