L’ultimo ricatto di Berlusconi, è rivolta nel PDL


pdl caos

Sembra che dietro l’indecisione del Cavaliere vi sia, come sempre, un affare personale. Si tratta della sentenza di primo grado per il processo Ruby. A gennaio potrebbe essere emessa la sentenza, probabile la condanna. Berlusconi quindi vuole le elezioni a febbraio per posticipare la sentenza:

Huffington Post:

C’è un motivo se Silvio Berlusconi ha annullato la sua presenza alla presentazione del libro di Bruno Vespa, Il Palazzo e la Piazza, inizialmente prevista per oggi. Che va oltre la sua indecisione “esistenziale” sull’annuncio della ridiscesa in campo, o il calcolo legato all’opportunità mediatica. La verità è che dietro il grande ritorno si sta consumando un doppio ricatto: Berlusconi che minaccia le elezioni, la nomenklatura del Pdl che minaccia di non seguire Berlusconi al buio. Un doppio ricatto che si sta sviluppando all’ombra del processo Ruby. Perché ormai è chiaro – sono giorni che i suoi avvocati studiano il dossier – che la sentenza arriverà a fine gennaio. È già scritta, per il Cavaliere: condanna per concussione e prostituzione minorile. Il rischio è una condanna in primo grado di sei anni, con tanto di interdizione dai pubblici uffici. Certo, è solo il primo grado, ma la sentenza avrebbe l’effetto dello sfregio definitivo. E taglierebbe le gambe alla candidatura a premier, se non fosse stata già decisa.

Ecco perché Berlusconi vuole già essere in campo a gennaio, costringendo la procura a rinviare la sentenza, e utilizzando il legittimo impedimento di parlamentare e candidato premier. Per ragioni di opportunità, è la tesi dei legali dell’ex premier, i giudici emetterebbero la sentenza chiusa la campagna elettorale. Per questo il Cavaliere, raccontano i pochi che hanno parlato con lui, è pronto a far cadere il governo se non gli verrà concesso l’election day il prossimo 10 febbraio: “La data – dice chi ha parlato col Cavaliere – dipende da Monti, se non si fa l’election day Berlusconi annuncia la fine dell’appoggio al governo. È sufficiente per far salire Monti al Quirinale con le dimissioni”.

I suoi però stavolta non sembrano essere così pronti ad assecondarlo, sanno bene che il Cavaliere sta affondando e loro vorrebbero sopravvivere all’onda lunga che probabilmente spazzerà via gran parte del Pdl.

“Berlusconi – dicono nella cerchia ristretta – è accerchiato”. Stavolta tutto il gruppo dirigente del suo partito non è disposto a immolarsi nell’ordalia finale: l’ex premier in campo, l’offensiva delle procure, un clima da guerra civile. Col rischio di rimanere sotto le ceneri di una condanna e di una sconfitta elettorale. Stavolta, è il ragionamento di Alfano&Co, Berlusconi deve trattare pure coi suoi. La fedeltà non è gratis. Perché non si può pretendere di dividere il Pdl, rifare Forza Italia, rinnovare le liste in nome di una crociata personale sul Rubygate e chiedere alla nomenklatura di suicidarsi politicamente avallando tutto questo.

Varato il Decreto ad listam (e Napolitano firma). Salvi PDL Lazio e Formigoni (morta la democrazia)


Il Premier fa "ciao ciao" alla Democrazia
Lo temevamo, lo dicevamo sin dai primi momenti. Avrebbero presentato la lista e lo hanno fatto. In modo indiretto, tramite un DL che spiega le “modalità di presentazione liste” cosi da mettere il TAR con le spalle al muro. Spero Napolitano non si presti a questi giochetti. Condivido parola per parola lo sfogo del MIO PRESIDENTE di Provincia Nicola Zingaretti. “Un momento buio per la democrazia”.

Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, secondo quanto riferiscono fonti di maggioranza, ‘sanerebbe’ sia la situazione del Lazio sia la situazione della Lombardia. In tutto sarebbero tre articoli, di cui il primo conterrebbe 4 commi costituendo il cuore del provvedimento. Il primo comma consentirebbe infatti di presentare le liste a Roma il primo giorno non festivo, vale a dire lunedì dalle 8 alle 16, mentre gli altri riguarderebbero la Lombardia trovando una soluzione anche in quel caso, intervenendo sui timbri. Il secondo articolo invece accorcerebbe i tempi della campagna elettorale e il terzo e ultimo sarebbe relativo all’entrata in vigore

22:37  Pdl Lazio: ripresentiamo liste

Il Pdl Lazio: “Il comma 1 del decreto fa riferimento a chi è in grado di provare in qualsiasi modo di essere all’interno del tribunale o della corte d’appello entro i termini: e noi tra le altre cose abbiamo una dichiarazione del Tribunale che attesta che c’eravamo. Per cui lunedì, come prevede il comma 4, già possiamo depositare le liste”

22:06 Zingaretti: “Momento buio”

”In questo momento cosi’ buio per la vita democratica italiana, esprimo la mia solidarieta’ a chi rispetta le regole, a chi paga le multe, a chi versa correttamente le tasse, a chi si ferma al rosso. Insomma esprimo la mia solidarieta’ alle persone perbene”. E’ quanto dichiara il presidente della provincia Nicola Zingaretti dopo il via libera del Consiglio dei Ministeri al decreto ”salva-liste”

Regionali, Napolitano firma il decreto

Caos liste, riammessa la Polverini


I fatti: il listino della Polverini viene riammesso, quindi la candidata del centrodestra è in corsa. Per ora senza il PDL. Per Formigoni ed il Pdl laziale si deciderà nei prossimi giorni. Si vociferano accordi maggioranza-opposizione in cambio di un voto anticipato a Bologna. Pettegolezzi schifosi, spero non siano veri. Ed i Radicali che faranno? non vorrei che Bonino si ritirasse.

Stay tuned, working progress….

Caos PDL, strategie per “correre” alle elezioni


Dunque, come dicevamo in altri articoli, Formigoni e Polverini saranno senz’altro presenti alle consultazioni regionali. Come? Fermo restando che rimangono ancora due “tribunali” da interpellare. Il TAR ed il Consiglio di stato. Se eventualmente anche i due tribunali daranno esiti negativi, Repubblica fa alcune ipotesi:

Sul tavolo del vertice da Berlusconi sono state esaminate diverse ipotesi. E un precedente del ’95, quando era Oscar Luigi Scalfaro Presidente della Repubblica e Dini presidente del Consiglio. In quell’occasione si riaprirono, tramite un decreto, i termini della consegna delle liste e si accorciarono i tempi della campagna elettorale da un mese a 23 giorni.

Altre ipotesi sul tappeto quella di un decreto interpretativo delle norme o, addirittura (strada più difficile da percorrere) quella di rinviare le elezioni.

Si vocifera di un Comizio in Piazza di Berlusconi, domani, alla manifestazione della Polverini. Immagino il tg4 (e magari anche il Tg1) in diretta per seguire le esternazioni del Premier contro la magistratura “rossa” che vuole sovvertire il risultato elettorale.

Intanto La Russa, ministro della Difesa, tende a precisare:

“Attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto”

Stay tuned.

Caos PDL, in appello bocciati Formigoni e PDL Lazio, il Centrodestra grida al complotto!


La tragedia si sta palesando in tutto il suo orrore. Il PDL, messo alle strette da una gestione allegra (se non demente) delle liste, comincia a gridare al complotto. La solita magistratura “rossa” impedirebbe al centrodestra di vincere sabotando il risultato a tavolino.

Non è assolutamente vero, i responsabili sono gli inetti che, tra nani ballerine soubrette e soubrettine, sono stati piazzati nei posti “chiave” e si sono rivelati incompetenti nel fare il loro mestiere. Una classe dirigente locale imbarazzante.

Il messaggio che rischia di passare però, complice l’assenza di talk show politici della Rai (non di mediaset, azienda di Stato del Premier) è il solito complotto della magistratura comunista che combatte il “partito del bene” usando metodi antidemocratici. La Polverini invoca la piazza, Cicchitto e soci iniziano ad alzare i toni.

La mia opinione è che, in un modo o nell’altro, Formigoni e Polverini saranno presenti alla sfida elettorale di fine marzo. Il problema è capire “come” lo saranno , quanto saranno capaci, quelli del centrodestra, di rigirare la frittata e se il centrosinistra riuscirà a non farsi sfuggire l’occasione per sottolineare l’inadeguatezza dei potetanti locali del Pdl.

Infine vedremo cosa diranno Lega e Finiani, molto importanti in chiave legittimazione o delegittimazione della strategia Berlusconiana, e cioè coprire gli incompetenti locali gridando al complotto.

Caos PDL, esclusa anche la Polverini


L’incompetenza del PDL appare quanto mai sorprendente. Se il CentroSinistra ha faticato a trovare la quadra delle candidature, riuscendo infine a far tornare i conti in molte regioni, il CentroDestra sta dilapidando nei fatti un notevole vantaggio accumulato nei mesi scorsi. Dopo l’esclusione del PDL dal Lazio, la bocciatura della Lista Formigoni in Lombardia, arriva la debacle totale con l’esclusione di Lista e Listino di Renata Polverini. Il che vuol dire, il ritiro della Polverini stessa dalla competizione laziale.

In verità Formigoni e Polverini potranno presentarsi, e forse anche il PDL Laziale potrà correre alle regionali. I tribunali non negheranno la sospensiva. Tutto questo pasticciaccio però puo vanificare gli sforzi della destra. Un danno politico e mediatico notevole, l’incompetenza dei potentati locali per la presentazione delle liste non è messaggio di “buon governo” per la regione.

Caos PDL, dopo il Lazio, problemi nelle liste in Lombardia


Cosa sta accadendo nel PDL? Dopo la mancata presentazione della lista nel Lazio, per la provincia di Roma ecco che arriva una nuova tegola: Lombardia, mancano le firme per presentare la Lista in sostegno del Governatore Formigoni. Cappato, dei radicali, parla addirittura della esclusione del Listino del Presidente, la lista maggioritaria che scatterebbe in caso di vittoria di Formigoni. Se questo fosse vero cadrebbe la stessa candidatura del Presidente uscente.

Malgrado le regole sembrino giocare contro il Popolo delle Libertà, non ho il minimo dubbio che il 28 e 29 marzo le liste del PDL e di Formigoni saranno presenti. Se la magistratura non darà ragione al Premier, ci penserà il Premier stesso a “darsi ragione” tramite una leggina ad listam, fatta apposta per piegare al suo volere le regole democratiche. Lo ha gia fatto per i suoi interessi privati, non vedo perche non possa farlo per i suoi interessi politici, visto che una assenza del PDL nel Lazio e della Lista Formigoni in Lombardia metterebbero a rischio la vittoria del centrodestra. Non preoccupatevi, da quel punto di vista sono ben coperti a destra. Calpestare le regole è il loro modus operandi, continueranno !

Ciò che invece mi preme sottolineare è il caos vero e proprio che sta vivendo il primo partito italiano. Berlusconi si è già piu volte lamentato della mancanza di unità nel Partito, della presenza di troppe correnti, della esistenza di fronde interne e lotte intestine. Proprio mentre il PD, dopo due anni di travaglio, sta cominciando ad assumere, seppur molto lentamente, l’aspetto di un partito maggiormente coeso, la sindrome suicida colpisce il PDL.

Berlusconi, come ben sapete, quando è messo alle strette, sa sempre come riprendersi cadendo in piedi. C’è però da verificare se la fusione An-Fi resisterà a lungo. Il PD ha perso pezzi di poco valore (leggi Rutelli, Binetti e qualche altro personaggio minore). Il PDL rischia di perdere Fini e la sua corrente, non di certo un avvenimento secondario.

Berlusconi, sempre piu inviperito dal caos politico del suo movimento, sarà disposto a cedere qualcosa per riprendere le redini del pieno comando? Quale prezzo dovrà pagare e soprattutto vorrà pagarlo? Oppure saluterà per sempre Fini ed i suoi accoliti lasciandoli al loro destino?

Nelle prossime ore si annunciano novità, almeno per il fronte delle liste.