#Elezioni2018: Pisapia, Alfano, Grasso, tutte le novità politiche dell’ultimo mese


Seconda puntata.

Ci eravamo lasciati un mese fa con nuvole nere sul PD e pieno sole per il centrodestra con incertezza su ciò che c’è a sinistra dei dem. A distanza di quattro settimane qualcosa è cambiato. In peggio, per Matteo Renzi ed il Partito Democratico.

Giuliano Pisapia ha gettato la spugna, l’ex sindaco di Milano voleva davvero (incredibile ma vero!) ricostruire un centrosinistra unito e quando ha capito (finalmente) che ciò non era possibile, ha deciso di abbandonare. Il suo Campo Progressista si scioglie, alcuni andranno nel PD ed altri con ex dem ora in Articolo1-Mdp. Il PD ‘perde’ anche un altro alleato. Angelino Alfano, pluriministro durante i governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni, ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni.

In un colpo Renzi perde quindi i due ‘perni’ su cui avrebbe dovuto costruire una coalizione per provare a vincere le elezioni. Senza Alfano e Pisapia ,al centro ora restano Casini e gli altri centristi alfaniani ed a Sinistra i verdi, i socialisti, qualcuno di Campo Progressista e poi la lista +Europa di Emma Bonino. Centristi, lista progressista e partitino liberaleuropeista, ecco le tre piccole fragili assi portanti della coalizione che dovrà essere creata attorno al PD. Movimenti creati ad arte per raccimolare 4-5 punti % complessivi da portare in dote ai Dem. Il problema però sono proprio i Dem e la loro debolezza. Gli ultimi sondaggi infatti danno il PD al 23-24%, sempre più in basso. Quota 30% sembra quindi sempre più lontana per la coalizione di centro-sinistra.

Chi se la passa sempre meglio è invece il CentroDestra. Berlusconi, Salvini e Meloni, litigi a parte, sono decisi a fare squadra ed i sondaggi premiano tale ipotesi. Tra il 35 ed il 38% al momento. E Berlusconi ancora non ha iniziato il martellamento mediatico condito di promesse illusorie. Salvini e Meloni intanto continuano a beneficiare del clima anti-migranti che colpisce sempre più l’opinione pubblica italiana. Non è tutto rosa e fiori tra i due populisti destrorsi ovviamente. La lega ha imbarcato i sovranisti Alemanno e Storace, invisi a Meloni ed ai suoi. Bossi potrebbe lasciare il Carroccio per Forza Italia. Berlusconi poi si appresa a ricandidare tanti ‘impresentabili’ agli occhi di Lega e FDI ma il centrodestra, oramai abbiamo imparato, sa mettere da parte le divergenze per l’obiettivo comune della vittoria finale. Poi si vedrà. Il 38% accreditato dai sondaggi potrebbe far sperare addirittura una maggioranza assoluta in Parlamento. Difficile sarà poi governare, con le istituzioni europee contrarie, le speculazioni finanziarie e le forti divisioni interne alla coalizione. Ma questa è un’altra storia…

Novità a Sinistra del PD. Come anticipato un mese fa Pietro Grasso è ‘sceso in campo’ e sarà lui a guidare la Lista di Sinistra ‘Liberi ed Uguali’ formata da gli ex dem di MDP, Sinistra Italiana e Possibile. Un percorso nuovo ma che presenta alcune perplessità. Più che la nascita di nuovo movimento sembra di assistere all’ennesimo listino per superare lo sbarramento del 3% e consentire ad una classe dirigente fallimentare di poter continuare, seppur in fase ridotta, ad esistere ed auto alimentarsi. Vedremo con il tempo se LeU sarà davvero qualcosa di nuovo o sarà la nuova lista Tsipras o Arcobaleno. 

Infine i 5 stelle. Immobili. Di Maio candidato premier, Grillo sempre più defilato e null’altro da segnalare. Tranne l’accusa fatta dall’ex VicePresidente Biden di aver goduto di finanziamenti della Russia di Putin in chiave anti-occidentale. Barzellette, secondo me. Per il resto non sembrano avere alcuna chance per la vittoria finale, non avendo coalizioni da poter sfruttare per ottenere seggi maggioritari.

In tutto questo c’è un uomo al comando, Paolo Gentiloni. Arrivato a Palazzo Chigi proprio un anno fa, sembra essere l’unico a poter sperare di restare in sella nei prossimi mesi. Perché se a marzo 2018 non esce una maggioranza chiara, ci saranno mesi di trattative (probabilmente fallimentari) e lui sarà costretto a rimanere Premier chissà per quanto…

Appuntamento alle prossime settimane per future novità.

Casini, Grillo, Renzi, Toti, Augias ed altro: la settimana n.8


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  • Gira la Ruota. Renzi ha alzato la soglia al 37% e Berlusconi si è ‘preso’ Casini. Quel 2% in più, rispetto al 35 di partenza. Vedete come è facile regalare la partita al Cavaliere? Continuate con sto #Pappocchium e ben presto avremo Gianni Letta al Quirinale e Giovanni Toti a Palazzo Chigi mentre Grillo continuerà a vomitare odio. E Renzi? Beh, per lui c’è sempre posto come concorrente a La Ruota della Fortuna…
  • #iostoconAugias. Ieri Corrado Augias ha detto cose sagge sulla piega che stanno prendendo i grillini. Naturalmente oggi è entrato nella ‘lista di proscrizione’ di Grillo.
  • Previdenza canaglia. INPS: si dimette Mastrapasqua. Attendiamo le altre 24 dimissioni dagli altri 24 incarichi….
  • Le parole sono importanti2. E come Craxi distrusse la parola socialisti, Grillo sta attentando ai ‘partigiani’
  • Le parole sono importanti. Grillo ai suoi: ‘siete la nuova Resistenza’. Si, resistenza a pubblico ufficiale…
  • Boiate. “Napolitano boia […] sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all’opposizione e tagliarci la testa” (Sorial, 5 Stelle). Più che tagliare la testa, qualcuno dovrebbe tagliarsi la lingua….
  • TgRenzi. Sembra traballare la poltrona di Bianca Berlinguer al Tg3. Renzi vorrebbe qualcuno ‘più rosso’. In pole il Gabibbo…
  • Cambiamenti. Giovanni Toti passa dalla direzione di Studio Aperto e Tg4 alla consulenza politica di Berlusconi in Forza Italia. Qualcuno ha capito quale sia il cambiamento?
  • BrutteCose. Le domeniche ‘hard’ di Canale5, i twerkatori de Le Iene, la conferma della virilità di Dudù da parte della forzista Biancofiore. Le notizie di oggi. Sempre per quella storia del 66% di semi-analfabeti, del 40% che va dai cartomanti, del 30% che non crede nella democrazia.
  • Operazione Recupero. E fu così che grazie alla legge elettorale renziana, Berlusconi recuperò Casini Alfano Storace Meloni e Salvini vincendo al primo turno.

ELEZIONI: Bersani di un soffio alla Camera, Grillo Boom, Senato ingovernabile


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I risultati:

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16.10 come volevasi dimostrare. Prime proiezioni Ipr danno Pdl in testa in Sicilia Campania ed addirittura in Piemonte. Sky parla di soli 158 senatori per il centrosinistra, mentre prima ne dava 163. Il fattore vergogna colpisce ancora?

16.00 non c’è molto da credere a questi dati, sara’ stato calcolato il fattore vergogna che spinge i berlusconiani e negare di aver votato il Cav? Negli anni scorsi i dati per la destra erano sempre sottostimati. Attendiamo.

15.10 Istituto Piepoli ISTANT POLL per la Rai: Pd e Sel fra il 35 e il 37%, Pdl e Lega fra il 29 e il 31%, il Movimento 5 Stelle fra il 19 e il 21%, la Lista Monti fra l’8 e il 10, Rivoluzione Civile fra il 2 e il 3%.

15.00 ISTANT POLL Tecné: CSX 34,5 % CDX 29% M5S 19% Scelta Civica 9,5% Rivoluzione Civile 3,5% . Camera Maggioranza (316 deputati) Csx 340, Scelta Civica Monti 46 Cdx 140 deputati M5s 91. SENATO: Csx 169 (158 maggioranza senato). Lombardia: in vantaggio minimo Csx 37,01 contro il 37 del Cdx.

Elezioni 2013: candidati e programma del polo Montiano


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Monti è salito in politica e si è portato dietro gente nuova e vecchia. Pezzi di PD (Ichino), PDL (Mauro) ma non solo. Al Senato c’è un listone unico con Casini e Fini mentre alla Camera, per volere dei due leader, Udc e Fli avranno loro liste, cosi come la Scelta Civica di Monti.

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Qui il programma della Lista Civica di Monti.  Tra i punti:

 · Per sostenere il mondo delle imprese ci proponiamo di ridurre progressivamente ma significativamente l’IRAP durante la legislatura. L’obiettivo primario è eliminare il monte salari dalla base imponibile dell’IRAP. La nostra proposta implica che nel 2017 il gettito IRAP sarà circa 11.2 miliardi meno del livello attuale (in pratica un dimezzamento del peso IRAP sul settore privato). Non prevediamo di modificare le aliquote IRES.
 · Per favorire i redditi più bassi, le famiglie e gli anziani, proponiamo di intervenire sull’IMU a partire dal 2013: aumentando la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro, raddoppiando le detrazioni per figli a carico da 50 a 100 euro per figlio, introducendo una detrazione di 100 euro per anziani soli e persone con disabilità, il tutto fino ad un massimo di 800 euro. Complessivamente la riduzione del gettito IMU sarà di circa 2.5 miliardi di euro. Escludiamo modifiche alla tassazione di altre forme di patrimonio.
Sul lavoro ci sono proposte liberali che tolgono diritti a chi li ha per darne qualcuno a chi non ne ha :
Superamento del dualismo fra protetti e non protetti nel mercato del lavoro: occorre consentire a imprese e lavoratori di sperimentare un contratto di lavoro a tempo indeterminato meno costoso (riduzione del cuneo fiscale e previdenziale) e più flessibile, anche per rendere possibile l’assorbimento nell’area del lavoro dipendente regolare di centinaia di migliaia di collaborazioni autonome continuative irregolari, senza perdite di occupazione dovute ad aumenti di costi e/o di rigidità
Le liste dei candidati:

Terza Repubblica: la riorganizzazione dei Poli e gli scenari post-voto


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Camere sciolte, elezioni fissate per il 24-25 febbraio. Si marcia spediti verso il nuovo appuntamento elettorale che probabilmente segnerà la fine del ventennio berlusconiano aprendo la via alla ‘cosiddetta’ terza Repubblica. Come si stanno muovendo i partiti? Quali le strategie post-voto? Cerchiamo di vederci più chiaro mettendo in ordine un po’ di cose.

Il CentroSinistra, che oggi celebra le Primarie Parlamentari per scegliere buona parte dei deputati e dei senatori presenti nel prossimo parlamento, e che vede in Pierluigi Bersani il candidato alla Presidenza del Consiglio, si sta organizzando attorno a Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà. Nel partito di Vendola, oltre al nucleo storico dei bertinottiani (il quale però preferisce Ingroia) figurano anche ex esponenti dei Verdi.  Tra Pd e Sel c’è poi il Partito Socialista di Nencini. A ‘destra’ del PD invece è nata l’aggregazione centrista che riporta Rutelli nel centrosinistra (dopo un anno nel terzo polo) assieme a Tabacci ed agli ex dipietristi seguaci di Donadi, Centro Democratico il nome:

La sua Alleanza per l’Italia, fondata appunto nel 2009 quando Rutelli fuggì dal Pd per via della vittoria del “socialdemocratico” Bersani alle primarie e al congresso, è la “struttura portante del nuovo Centro democratico” presentato questa mattina da Bruno Tabacci, che presto lascerà il posto di assessore della giunta Pisapia a Milano per candidarsi al Parlamento, e l’ex Idv Massimo Donadi. Si tratta della “terza punta” della coalizione…

Ad ogni modo, molto probabilmente, le liste del Centro Democratico ripresenteranno per il nuovo Parlamento tutto il nucleo storico dell’Api, compreso lo stesso Rutelli (sei mandati parlamentari alle spalle), più Tabacci, Donadi e i parlamentari dipietristi che l’hanno seguito nella scissione dall’Idv.

A ‘sinistra’ del CentroSinistra è nato oggi il cosiddetto Quarto Polo‘, che aggrega Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Comunisti Italiani, Verdi , ‘Arancioni’ di De Magistris ed altri movimenti della società civile. L’obiettivo è quello di rosicchiare voti al CentroSinistra e magari anche a Grillo. Antonio Igroia sarà il candidato Premier:

Si punta comunque a una lista unitaria alla Camera e al Senato. Obiettivo: superare lo sbarramento del 4 per cento nel primo caso, dell’8 per cento nel secondo caso, ma per entrare a Palazzo Madama basta superare la soglia in qualche regione (pensano di farcela in Campania, Umbria e forse anche Toscana) Direzione: qui la faccenda si complica. Governo o opposizione? Perché in questo nuovo polo ci sono tendenze diverse. Di Pietro continua a sognare un’alleanza con il Pd, dopo il voto. Il cartello di ‘Cambiare si può’ invece si attesta più su una linea di opposizione a chi andrà al governo, che sia Bersani o Monti o loro due insieme. E c’è da dire che la stessa area sta ancora dando battaglia sullo stesso programma di Ingroia, considerato carente nella contestazione delle politiche di austerity europee. Ma nel polo del pm antimafia, non manca anche chi predica “l’unione delle forze con Grillo”, come l’associazione ‘Terza primavera”, vicina allo stesso Ingroia.

Sin qui le novità a Sinistra, non ne mancano però anche al Centro. Con la ‘salita in campo’ di Monti e la riorganizzazione del Terzo Polo . Ne faranno parte l‘Udc di Casini, Futuro e Libertà di Fini, Italia Futura di Montezemolo e poi si parla anche di altri soggetti (il movimento di Giannino, Italia Libera degli ex berlusconiani Isabella Bertolini, Giorgio Stracquadanio e Gaetano Pecorella). Tra i candidati vi saranno anche Ministri del Governo Tecnico nonchè ex Pdl come Frattini e Pisanu ed ex Pd come Pietro Ichino, Linda Lanzillotta e Nicola Rossi. Monti non sarà candidato ad un seggio ne ufficialmente sarà indicato come candidato Premier ma l’obiettivo è quello:

Listone unico al Senato, ma non per la Camera, dove le liste della coalizione che si rifà all’Agenda Monti saranno due o più. E’ lo stesso Mario Monti che nel corso della conferenza stampa a Palazzo Madama chiarisce le modalità della sua “salita in politica” al termine di quello che in un tweet ha definito un pomeriggio impegnativo….

“Il presidente Monti ha definito lo schema della coalizione. Una lista con dentro nomi dell’associazionismo e della società civile e più liste politiche che aderiranno all’Agenda”, spiega Italo Bocchino all’Huffington Post. “Non tutto – aggiunge – è stato definito”. Il principio è un po’ quello che si evince dalle parole dello stesso Monti: “wait and see”. Aspettare per vedere come andrà a finire. Non solo per capire se il professore tornerà a Palazzo Chigi, ma anche per vedere come si svilupperà nel suo complesso la sua “salita in politica”.

La nuova formazione politica, a detta dello stesso Monti “ha una vocazione maggioritaria” e “avrà una evoluzione in futuro”.

Arriviamo infine al Centrodestra Berlusconiano. Il candidato Premier è chiaro, come da ventanni a questa parte. La riorganizzazione politica dell’area è però ancora in alto mare. Non è detto che il Popolo delle Libertà conservi nome e simbolo, si è parlato di riportare in auge il logo di Forza Italia. Il primo alleato del Pdl sarà Fratelli d’Italia, una lista che ingloba ex An come La Russa e Meloni assieme a liberali come Crosetto. In sostanza una lista ‘civetta’ per intercettare i delusi dal Pdl ed i nostalgici di Alleanza Nazionale.

Un fremito d’orgoglio l’ho avuto, non lo nego, con la nascita della “cosa di destra” Crosetto-Meloni.

Non mi dispiaceva affatto l’opportunità di una contaminazione fra una destra liberale e una sociale, priva di sconfinamenti nel nostalgismo, di chiara ispirazione antimontiana. Ci ha pensato La Russa a infilarsi nel progetto per sfruttare l’ingenuità del gigante e della bambina riproponendo, di fatto, Alleanza Nazionale. Con Crosetto che appare sempre più un pesce fuor d’acqua stretto in un vestito che, ovviamente, non è più il suo. Un errore strategico grave che i sostenitori, in primis La Retrovia molto attiva sui social a favore del gigante, non hanno né gradito né compreso. Un errore da game over.

Ben presente l’altro alleato di ferro, ovvero Francesco Storace con La Destra. Previste poi altre listarelle per incrementare il bottino con gli zero virgola raccolti qua e la.

Più problematico l’accordo con la Lega Nord. La base leghista non vuole Berlusconi candidato Premier. Maroni sta cercando un compromesso che consenta di salvare l’alleanza (ed i posti in parlamento). All’interno del movimento vi sono però molte resistenze, capitanate da Matteo Salvini , dal sindaco di Verona Tosi e dal Presidente del Veneto Zaia.

Lontano dai partiti classici c’è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Un’area distinta e distante da tutti i partiti.

Cinque aree diverse, alcune distinte ed alternative, altre più dialoganti tra di loro. Unico obiettivo, ottenere più posti in parlamento possibile. Il Centrosinistra appare in testa ma difficilmente riuscirà ad ottenere la maggioranza in entrambe le Camere. Se a Montecitorio è scontata, a Palazzo Madama sembra impossibile:

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Il sondaggio IPSOS di Ballarò non lascia scampo. Al Senato si riproporrebbe lo scenario 2006, la maggioranza inesistente o ottenuta sul filo di lana grazie al voto dei senatori a vita. A questo giro però non ci saranno Scalfaro, Pininfarina e Cossiga, deceduti; Rita Levi Montalcini e Giulio Andreotti, oramai troppo avanti con l’età e Giorgio Napolitano, che difficilmente appoggerà una ipotesi di autosufficienza risicata del CentroSinistra e che comunque rimarrà Presidente sino a maggio.

L’unica opzione credibile sarà un dialogo serrato tra PD e Polo Montiano. Molte le incognite però. Sel difficilmente si presterà ad un Governo con Casini e Monti. Non è detto che Terzo Polo e PD abbiamo la maggioranza per formare un esecutivo senza Vendola. D’altro canto il CentroSinistra potrebbe avere il ‘soccorso’ del Polo di Ingroia, qualora ottenga qualche senatore. Oppure si dovrà andare a ‘bussare’ alla porta di Berlusconi, pronto ad appoggiare qualsiasi cosa a patto che non si tocchino le sue aziende e la sua libertà.

Spettatori curiosi saranno infine i parlamentari del M5S. Chissà che qualcuno non venga attirato dalle ‘sirene’ bersaniane. Lo scopriremo presto.

Monti scende in campo? Previsioni sul futuro del Premier e del Paese


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Monti scende in campo o no? E’ la domanda che riecheggia in tutte le stanze della politica. I giornali ne parlano, ipotizzano, propongono scenari più o meno fantasiosi. In verità la risposta la conosce solo lui, il Presidente del Consiglio.

Berlusconi lo ha proposto come leader dei moderati, dopo averlo platealmente attaccato e sfiduciato. Una soluzione non credibile, quindi.

Bersani auspica un suo ruolo superpartes per poi, ad elezioni concluse, affidargli la Presidenza della Repubblica o il Superministero dell’Economia.

Casini e Montezemolo lo vorrebbero in campo come leader dei centristi per cercare di creare un polo in grado di essere determinante nel dopo-elezioni.

E Monti? Cosa penserà davvero il Primo Ministro più lodato all’estero che l’Italia abbia mai avuto? Nessuno lo sa.

La mia previsione è che non si candiderà e che non appoggerà chiaramente nessuno dei poli in campo. Si limiterà a dichiarazioni le quali faranno capire chi, secondo lui, gli italiani non dovranno votare. Ovvero Silvio Berlusconi, la Lega e Grillo.

In questo modo, ad elezioni finite, con la probabile non maggioranza del Centrosinistra al Senato, il suo nome tornerà in pista per un nuovo governo tecnico-politico con il Partito Democratico, il Centro e magari qualche pezzo del Pdl. E Vendola? Il leader di Sel resterà a guardare, si accomoderà all’opposizione assieme alla sessantina di parlamentari che lo seguiranno.

Il destino dell’Italia è già scritto, quindi. Speriamo in una fine diversa, francamente. Un Centrosinistra maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, Prodi Capo dello Stato e Bersani Premier. Un sogno, purtroppo. Ma non negateci anche quelli.

Il ritorno della Mummia, quanto recupererà il Centrodestra?


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I mercati, come ampiamente previsto da tutti, bocciano la crisi di governo. La borsa cede, lo spread risale, i rendimenti dei titoli si impennano. Sono contrario alla ‘dittatura dello spread’, non ritengo giusto che le speculazioni finanziarie debbano condizionare le politiche dei governi ma purtroppo al momento Italia, Spagna, Grecia e gli altri paesi ‘poco virtuosi’ non sembrano essere in grado di riottenere la completa indipendenza politica. I ‘mercati’ speculano, le istituzioni economiche internazionali dettano le condizioni e noi siamo costretti ad eseguire le Riforme.

C’è però modo e modo di Riformare il Paese, lo si può fare da destra, con politiche liberiste che distruggono il restante sistema sociale. Lo si può fare da Sinistra, con politiche di rigore che facciano però pagare di più a chi ha di più, tagliando gli sprechi e salvaguardando il più possibile il welfare.

Una cosa è però imprescindibile, per qualsiasi coalizione politica, la credibilità. Quella che Silvio Berlusconi ha inesorabilmente perso nell’arco degli ultimi 4 anni.

Una credibilità politica, minata dalla instabile coalizione instaurata con la Lega Nord ed incetrata su leggi populiste, utili agli interessi del Premier ed inutili per proteggere il Paese dalla crisi economica nata nel 2008.

Una credibilità personale, distrutta da egli stesso, preso a rincorrere le sottane di questa o quella signorina, senza controllare chi avesse di fronte, salvo poi cercare di coprire gli scandali con telefonate alquanto surreali. Per queste due motivazioni Berlusconi ha dovuto lasciare la carica di Presidente del Consiglio. La dittatura dello spread centrava poco due anni fa.

Tornando all’oggi. Ogni persona con un minimo di cognizione di causa dubiterebbe nel votare chi ci ha portato a questo punto, chi ha costretto Monti a tassare i ceti medio bassi per evitare di tassare le categorie a lui vicine (ovvero i ricchi) per poi staccare la spina al governo gridando alla troppa pressione fiscale. Chi mai si affiderebbe ad un uomo invischiato in guai giudiziari, sempre pronto a difendere solo i suoi interessi? Un pericolo per il Paese e per l’Europa intera, un personaggio senza la minima credibilità politica nazionale ed internazionale. Una vergogna per la nostra Storia insomma.

Eppure uno zoccolo duro c’è. Tra dipendenti delle sue aziende, collaboratori, miracolati ,servitori ed ammiratori viscerali almeno il 15% dell’Italia è con Lui. Se saprà giocare bene le sue carte, unendo tutto il possibile, potrebbe arrivare anche ad avere dietro di se una coalizione dal 30%. Dio (o la Natura) ce ne scampi e liberi.

Vi invito comunque a guardare la tabella qui sotto:

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Il sondaggio di IPSOS per Ballarò del 4 dicembre. Prima della ‘crisi’ voluta da Berlusconi, il CentroSinistra aveva il 42-43% circa. Il Centro ‘montiano’ si attestava attorno all’11-12%. Il Centrodestra raccoglieva più o meno il 21%. Il Movimento 5 stelle era il secondo partito al 19%.

La campagna elettorale è già iniziata. Berlusconi insisterà sulle troppe tasse, sull’Europa che vuole distruggerci, sul disastro del governo Monti. Dimenticherà di aggiungere che Monti è intervenuto dopo la dissennata amministrazione del suo Governo e che ha dovuto mettere maggiori tasse al ceto medio a causa del niet di Berlusconi stesso all’aumento della tassazione per le fasce più ricche. Sarà interessante verificare in che numero il PDL recupererà consenso nell’arco dei due mesi che ci separano dalle elezioni anticipate di febbraio. Io credo che all’ aumento del Partito di Berlusconi (se resterà Pdl o cambierà nome) corrisponderà un calo di quello di Grillo.

Maroni in Lombardia e Storace nel Lazio, i due candidati ‘alleati’ del PDL segneranno il patto Pdl-Lega-Destra per le Regionali e le Politiche. Sul blog cercheremo di monitorare i sondaggi nelle prossime settimane per verificare l’effettivo recupero del Pdl-antieuropeista ed antimontiano. Vedremo poi se Monti scenderà in campo e quanto questo fatto influirà sulle percentuali dei centristi.

Un auspicio personale. Anzi, una richiesta accorata. Gli Italiani che non credono alla Sinistra o ai montiani votino Grillo ma evitino di affidarsi a chi ha gia ampiamente fallito contribuendo a portare sull’orlo del baratro l’intero Paese.