Risultati delle elezioni nella Prima Repubblica


CENTRO: DC-PLI-PRI-SVP
CSX: PSI-PSDI-PR/LP e PRI 46-48
SX: PDS-RC-PCI-DP-PSIUP-PSI ante Craxi
DX: MSI -LN-LV-PDIUM-MONARCHICI

Dopo l’analisi storica dei risultati elettorali delle coalizioni politiche nella Seconda Repubblica, oggi vi propongo un riassunto semplificato dei dati relativi alle elezioni italiane dal 1946, Assemblea Costituente, al 1992, ultima elezione catalogata nella cosiddetta Prima Repubblica.

Nella catalogazione non sono ovviamente rappresentate le coalizioni che hanno governato il Paese. Dal 1946 al 1992 la Democrazia Cristiana ha sempre fatto parte della maggioranza parlamentare. Dagli anni ’60 si sono aggiunti i Socialisti. Socialisti, Repubblicani, Liberali, Socialdemocratici, hanno partecipato agli esecutivi o hanno sostenuto il governo a fasi alterne.

Il MSI non è mai entrato nel governo, ha però consentito la nascita del Governo Tambroni nel 1960, scatenando ampie proteste e favorendo la successiva creazione di una maggioranza di CentroSinistra.

Il Partito Comunista ha partecipato ai governi De Gasperi dal 1946 al 1947 ed ha votato la fiducia al governo Andreotti IV, in carica dal marzo 1978 al marzo 1979, astenendosi nella fiducia dell’Andreotti III, in carica dal 1976 al 1978.

Fonte: Wikipedia

Il ritorno della Mummia, quanto recupererà il Centrodestra?


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I mercati, come ampiamente previsto da tutti, bocciano la crisi di governo. La borsa cede, lo spread risale, i rendimenti dei titoli si impennano. Sono contrario alla ‘dittatura dello spread’, non ritengo giusto che le speculazioni finanziarie debbano condizionare le politiche dei governi ma purtroppo al momento Italia, Spagna, Grecia e gli altri paesi ‘poco virtuosi’ non sembrano essere in grado di riottenere la completa indipendenza politica. I ‘mercati’ speculano, le istituzioni economiche internazionali dettano le condizioni e noi siamo costretti ad eseguire le Riforme.

C’è però modo e modo di Riformare il Paese, lo si può fare da destra, con politiche liberiste che distruggono il restante sistema sociale. Lo si può fare da Sinistra, con politiche di rigore che facciano però pagare di più a chi ha di più, tagliando gli sprechi e salvaguardando il più possibile il welfare.

Una cosa è però imprescindibile, per qualsiasi coalizione politica, la credibilità. Quella che Silvio Berlusconi ha inesorabilmente perso nell’arco degli ultimi 4 anni.

Una credibilità politica, minata dalla instabile coalizione instaurata con la Lega Nord ed incetrata su leggi populiste, utili agli interessi del Premier ed inutili per proteggere il Paese dalla crisi economica nata nel 2008.

Una credibilità personale, distrutta da egli stesso, preso a rincorrere le sottane di questa o quella signorina, senza controllare chi avesse di fronte, salvo poi cercare di coprire gli scandali con telefonate alquanto surreali. Per queste due motivazioni Berlusconi ha dovuto lasciare la carica di Presidente del Consiglio. La dittatura dello spread centrava poco due anni fa.

Tornando all’oggi. Ogni persona con un minimo di cognizione di causa dubiterebbe nel votare chi ci ha portato a questo punto, chi ha costretto Monti a tassare i ceti medio bassi per evitare di tassare le categorie a lui vicine (ovvero i ricchi) per poi staccare la spina al governo gridando alla troppa pressione fiscale. Chi mai si affiderebbe ad un uomo invischiato in guai giudiziari, sempre pronto a difendere solo i suoi interessi? Un pericolo per il Paese e per l’Europa intera, un personaggio senza la minima credibilità politica nazionale ed internazionale. Una vergogna per la nostra Storia insomma.

Eppure uno zoccolo duro c’è. Tra dipendenti delle sue aziende, collaboratori, miracolati ,servitori ed ammiratori viscerali almeno il 15% dell’Italia è con Lui. Se saprà giocare bene le sue carte, unendo tutto il possibile, potrebbe arrivare anche ad avere dietro di se una coalizione dal 30%. Dio (o la Natura) ce ne scampi e liberi.

Vi invito comunque a guardare la tabella qui sotto:

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Il sondaggio di IPSOS per Ballarò del 4 dicembre. Prima della ‘crisi’ voluta da Berlusconi, il CentroSinistra aveva il 42-43% circa. Il Centro ‘montiano’ si attestava attorno all’11-12%. Il Centrodestra raccoglieva più o meno il 21%. Il Movimento 5 stelle era il secondo partito al 19%.

La campagna elettorale è già iniziata. Berlusconi insisterà sulle troppe tasse, sull’Europa che vuole distruggerci, sul disastro del governo Monti. Dimenticherà di aggiungere che Monti è intervenuto dopo la dissennata amministrazione del suo Governo e che ha dovuto mettere maggiori tasse al ceto medio a causa del niet di Berlusconi stesso all’aumento della tassazione per le fasce più ricche. Sarà interessante verificare in che numero il PDL recupererà consenso nell’arco dei due mesi che ci separano dalle elezioni anticipate di febbraio. Io credo che all’ aumento del Partito di Berlusconi (se resterà Pdl o cambierà nome) corrisponderà un calo di quello di Grillo.

Maroni in Lombardia e Storace nel Lazio, i due candidati ‘alleati’ del PDL segneranno il patto Pdl-Lega-Destra per le Regionali e le Politiche. Sul blog cercheremo di monitorare i sondaggi nelle prossime settimane per verificare l’effettivo recupero del Pdl-antieuropeista ed antimontiano. Vedremo poi se Monti scenderà in campo e quanto questo fatto influirà sulle percentuali dei centristi.

Un auspicio personale. Anzi, una richiesta accorata. Gli Italiani che non credono alla Sinistra o ai montiani votino Grillo ma evitino di affidarsi a chi ha gia ampiamente fallito contribuendo a portare sull’orlo del baratro l’intero Paese.

Sondaggi: PD e CentroSinistra in testa, M5Stelle secondo partito!


Un sondaggio IPSOS del 10 agosto, commissionato da CNA imprese, fornisce un quadro aggiornato delle intenzioni di voto degli italiani. A fronte di un 40% di indecisi e non votanti, i risultati appaiono in linea con quanto visto sino ad oggi.

Il Partito Democratico, attorno al 25% , si conferma come primo partito del paese. Il Movimento5Stelle, vicino al 20%, è la seconda formazione ! Il PDL, sempre piu in crisi, viaggia attorno al 19%. L’Italia dei Valori, al quarto posto con il 7% sembra ‘reggere’ all’urto grillino, forse grazie alle ultime spinte populiste di Di Pietro. Dietro resistono Udc al 7 e Sel al 6. Ancora in crisi la Lega Nord, al 4%.

Guardando le coalizioni, il CentroSinistra di Vasto, seppur di difficile realizzazione a livello di alleanza politica, è saldamente in testa, attorno al 40%. Staccato il Centrodestra, al 25. Dietro il ‘polo 5 stelle’ con il 20% ed infine il Centro al 11.

La nuova legge elettorale, qualora mai si faccia, rimescolerà le carte ancora una volta e probabilmente inciderà sulle preferenze di voto da qui a qualche mese.

stima voto % VOTI VALIDI Totale cittadini
SEL 5,8
PD 24,8
IDV 7,2
Altri centrosinistra 2,4
UDC 6,9
Altri centro 3,9
PDL 18,9
Lega 4,2
Altri centrodestra 2,2
MoVimento 5stelle 19,8
Altri 3,9
Totale 100
Totale centrosinistra 40,2
Totale centro 10,8 11,5
Totale centrodestra 25,3 25,9
(indecisi, non voto) 39,1 36,7

Giornata “caliente” per Caliendo, mentre Fini….


Giornata importante domani, per Fini e per Caliendo. Il secondo spera nella astensione dei centristi, cosi da potersela cavare. Il primo inizia a tessere la tela del terzo polo. Finiani, Udc, Mpa di Lombardo e Api di Rutelli, se aggiugiamo anche il movimento Io Sud della Polibortone, presente massicciamente in Puglia , ecco che il polo centrista si fa sempre piu concreto. Ma come faranno a convivere le idee liberali di Fini con quelle conservatrici di Casini? Nel nome della poltrona. Sta di fatto che con la legge elettorale vigente il terzo polo non ha speranze…ma se Berlusconi cadesse….chissà che non si potrebbe varare una legge nuova tale da sfavorire il Cavaliere consegnando per sempre la golden share dei futuri governi alla nuova balena bianca?

Il 25 Aprile della Destra, l’inizio dell’Era Glaciale per il Centrosinistra


Sto leggendo e rileggendo i dati che arrivano dalle varie fonti di informazione ed ancora non credo al risultato.

La coalizione di Veltroni esce sconfitta è vero, ed anche pesantemente, ma tutto sommato un 6-8% di differenza poteva starci.

Quel che piu mi colpisce è il resto. L’esplosione della Lega Nord che torna alle % di tangentopoli, con la differenza che è stato gia ampiamente provato la sua NON credibilità nel governo del paese, come è comprovato che la Lega di oggi non è la lega del 92. Allora, dopo la crisi del sistema, era comprensibile un voto di “protesta”. Oggi, dopo aver visto che la Lega non è altro che un manipolo di populisti similfascisti e pronti a tutto per una poltrona, non è comprensibile questa esplosione.

Non è altresi comprensibile la SCOMPARSA della Sinistra Radicale. Dopo 62 anni i comunisti non entrano in Parlamento. ASSURDO! La Sinistra Arcobaleno, seppur dal mio punto di vista, troppo poco pragmatica su certi argomenti, era comunque maggiormente vicina ai temi della Laicità e del Precariato. E poi quando una cultura politica viene completamente sterminata non è mai una bella cosa, almeno la testimonianza, seppur ridotta, è importante. Questo discorso vale anche per il PS, che sparisce dal Parlamento.

Ragazzi, a me sembra di vivere un paradosso, ancora non riesco a credere che questo paese ha dato di nuovo fiducia a chi definisce Mangano un eroe, a chi vuole cancellare la Resistenza dai Libri di storia, a chi attacca sempre i magistrati.

Non posso credere che un partito populista come la Lega sia premiato come “novità”. Non posso credere che la Sinistra Arcobaleno non sarà presente in parlamento.

Avevo messo in preventivo la vittoria di Berlusconi ma NON DI QUESTE PROPORZIONI e NON con QUESTI STRAVOLGIMENTI.

Il Governo che nascerà forse si reggerà su una maggioranza non amplissima ma sarà pur sempre tutto il male che l’italia potesse immaginare.

Il 14 Aprile 2008 rimarrà nella Storia di questo paese come il 25 Aprile, ma nel senso opposto.

Il 25 Aprile del 1945 l’Italia veniva liberata dal Nazifascismo. Il 14 Aprile 2008 l’Italia si “libera” della Sinistra. Veltroni, scegliendo la strada solitaria, ha causato un effetto a catena (Berlusconi senza Casini) che paradossalmente consegna questo paese al peggio del peggio.

Ma d’altronde Veltroni ha semplificato l’offerta togliendo tanti alibi (l’anticomunismo in primis) agli elettori. Bisognava scegliere tra due visioni della vita. L’Italia ha scelto Mangano, il Revisionismo, il Populismo, il Servilismo, l’asservimento del potere giudiziario, la fine del contratto nazionale collettivo (con annessa fine degli aumenti per i dipendenti privati) etcetc.

Lo hanno scelto tutti quei moderati che hanno deciso di votare ancora una volta per un egocentrico arrogante personaggio e per tutta la sua cricca, compresi i populisti xenofobi. Lo hanno deciso anche tutti quegli elettori che sono stati a casa.

Non mi si venga a dire che la colpa è solamente dei POLITICI. Veltroni poteva essere invotabile, Bertinotti e la SA possono essersi “compromessi” agli occhi dei loro elettori per aver ingoiato troppi rospi, il PS poteva rappresentare una alternativa debole ma tutto questo non giustifica il non voto e dirò di piu, anche il non voto non giustifica un risultato di questo tipo.

Io leggo e rileggo, ragiono e penso, ma non me lo spiego. Veltroni non sfonda (un 34% è un risultato accettabile ma nn di certo entusiasmante soprattutto perche ruba voti a Sinistra ma non ne prende al Centro, vero obbiettivo del PD) la SA sparisce del tutto, il PS valo lo zero virgola.

Dopo 62 anni la Sinistra Comunista non entra in Parlamento. Prima c’era il fascismo, ora al governo ci sono i suoi eredi (politici e “stilistici”) senza neanche una presenza moderata a fermarli.

Ci si può dimettere da essere Italiani? Eppure pensavo che questo paese avesse imparato qualcosa…..

L’Udc e la Rosa Bianca trovano l’accordo


 

Il via libera arriva dopo una nottata travagliata. Il Movimento di Tabacci e Baccini
aveva liste già pronte. L’intesa dettata dai sondaggi che credono sul centro

Udc e Rosa Bianca trovano l’accordo
Casini premier, Pezzotta segretario

Tre passaggi: lista unica per le politiche; costituente; separati alle amministrative
Restano però alcuni nodi cruciali: numero di candidati e codice etico
di CLAUDIA FUSANI
<B>Udc e Rosa Bianca trovano l'accordo<br>Casini premier, Pezzotta segretario</B>Casini e Pezzotta, candidato premier e segretario del nuovo partito di centro

ROMA – Nasce il nuovo partito di centro. Nasce il quarto polo di questa campagna elettorale e a questo punto sarà più difficile parlare di voto “inutile”.

Udc e Rosa Bianca correranno insieme alle elezioni del 13-14 aprile: il premier sarà unico e sarà Casini ma il segretario diventa Savino Pezzotta, uno dei quattro padri fondatori della Rosa Bianca; il simbolo sarà quello dell’Udc con lo scudocrociato e “qualche ritocco come la dicitura Costituente di centro”; unica sarà anche la lista “dove Rosa Bianca e Udc inseriranno i propri candidati secondo i rispettivi codici etici” mette le mani avanti l’ex segretario della Cisl. Con Udc e Rosa Bianca, nei termini che sono in definizione in queste ore, anche gli amici ex popolari, e quelli delle associazioni laiche e cattoliche. A ore è attesa la decisione di Ciriaco De Mita uscito polemicamente dal Pd perchè escluso dalle liste per sopraggiunti limiti di mandato. Una cosa è certa e la dicono tutti chiaramente, da Casini a Baccini passando per Tabacci: “Nessuno ha intenzione di rifare la Dc”.

Il via libera è arrivato in tarda mattinata dopo un lungo e tormentato ufficio politico della Rosa Bianca riunito negli uffici di via Ludovisi 35 da ieri pomeriggio alle 17 quasi ininterrottamente. Il comunicato arriva intorno alle 13. E’ di poche ma eloquenti righe. Soprattutto è il via libera che in via Due Macelli, sede dell’Udc, aspettavano dalla scorsa notte.

“L’ufficio politico della Rosa Bianca, riunito per esaminare la situazione politica – recita il comunicato – ha deliberato di concorrere alla Costituente di centro da portare avanti assieme agli amici dell’Udc, agli ex popolari e alle associazioni laiche e cattoliche”. Inoltre e in questo senso “i vertici del movimento sono incaricati di raggiungere un’intesa per definire la propria partecipazione alle elezioni politiche”. Due notizie in poche righe. La prima è che è nata una Costituente per dare vita e far crescere un nuovo soggetto politico di centro: si tratta – spiega Pezzotta – “di un percorso lungo in cui ogni anima di questo centro si dovrà confrontare per superare i rimasugli che ognuno di noi si può portare dietro”. L’ex segretario della Cisl, l’inventore del Family day sarà il coordinatore, garante e notaio di questa fase. Nell’immediato, per non perdere tempo, è stato stretto – ed è la seconda notizia – un patto elettorale per le elezioni politiche che vede alleati e fusi insieme Rosa Bianca e Udc. Significa che il Movimento, nato la sera del 30 gennaio con l’uscita di Bruno Tabacci e Mario Baccini dall’Udc, è destinato a scomparire? “Neanche per idea – spiega Pezzotta – la Rosa Bianca avrà sue liste e il suo simbolo alle elezioni amministrative. Correrà da sola per il rinnovo dei comuni, delle provincie e delle regioni”.


Chi ha dovuto fare un passo indietro è sicuramente Bruno Tabacci, che era già stato presentato come candidato premier della Rosa Bianca, l’uomo che più ha spinto per uscire dall’Udc quando ancora il partito di Casini sembrava ben saldo nella coalizione col Cavaliere e Fini e pronto a un trionfo elettorale. “Farà un passo indietro adesso per farne poi due in avanti dopo perchè il progetto che abbiamo delineato va avanti”.

La verità è che nessuno – nè dalle parti della Rosa nè da quelle dell’udc – sta facendo i salti di gioia. “Vado avanti fino in fondo con la Rosa Bianca e cerco di costruire il centro che vorrei per scardinare i due poli correndo il rischio di non arrivare al quattro per cento? O faccio un accordo con l’Udc, costruisco un
partito nuovo che nasce già con mille difetti ma almeno non mi assumo la responsabilità storica di frantumare l’unico spazio politico che nel tempo aiuterà l’Italia ad uscire dall’incubo del duopolio in cui si è cacciata?” scriveva ieri sul suo blog Tabacci parlando del dubbio che da notti gli leva il sonno.

Ha prevalso la seconda opzione, l’accordo con l’Udc “seppur pieno di difetti”. La svolta è arrivata tra la scorsa notte e questa mattina. Ieri per tutto il giorno è stato un braccio di ferro prima ravvicinato – in mattinata durante un incontro tra lo stato maggiore dei due partiti – poi a distanza, Udc da una parte, Rosa dall’altra. Il tutto condito con una serie di messaggi di opposto significato: “C’è l’accordo” dicevano dalle parti dell’Udc; “non c’è ancora nulla, infatti noi stiamo facendo le nostre liste” replicavano dalle parti della Rosa Bianca in via Ludovisi dove era presente anche il finanziatore dell’operazione, Pellegrino Capaldo. Alla fine hanno deciso i sondaggi: insieme, i due partiti, viaggiano tre l’8 e il 10 per cento. Senza aver fatto ancora un giorno di campagna elettorale. “E’ la prospettiva che ha fatto scattare la svolta” semplifica Pezzotta, un po’ il grande tessitore di questo accordo. “Alla fine credo che nessuno avrà più voglia di scherzare”.

I nodi restano sulle candidature, sia dal punto di vista numerico (Casini è disposto a concedere 5-6 seggi di circa 40 che pensano di poter prendere, trenta meno di quelli attuali) e qualitativo. La Rosa, per essere chiari, non vuole Cuffaro in lista. La questione non è da poco per un movimento che ha messo la questione etica in cima alla propria carta dei valori.

Molto potrebbe cambiare se De Mita accettasse di diventare un compagno di questo nuovo viaggio politico al centro. “Faccio un forte appello a De Mita perchè entri nella Costituente di centro”. De Mita significa qualcosa come 250 mila voti e almeno tre senatori in Campania. Dettagli che pesano in momenti come questi.
http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/verso-elezioni-7/verso-elezioni-7/verso-elezioni-7.html
(28 febbraio 2008)