CentroSinistra-5 Stelle unica alleanza possibile contro il Centrodestra


Le % sono approssimative, le elezioni politiche sono calcolate con i risultati della Camera. Nel 1996 Lega e Cdx si sono presentate divise al maggioritario ma io ho sommato il totale dei voti in quanto il Centrodestra classico comprende la Lega.

Non avendo altro da fare mi sono divertito a calcolare la solidità delle coalizioni politiche dal 1994 ad oggi. Come si può vedere il Centrodestra, nelle sue diverse forme, è rimasto quasi sempre vicino al 45-50% salvo nel periodo 2013-2018, quando parte del suo elettorato è confluito nei 5 stelle e nel 2014 probabilmente in piccola parte anche nel PD renziano. Dal 2018 in poi l’elettorato conservatore è tornato nel Centrodestra, abbandonando i 5 stelle.

Il CentroSinistra, allo stesso modo, da sempre tra il 35-38% dei voti, è crollato sotto il 30% all’avvento dei grillini ed oggi sta tornando, pian piano, ad avvicinarsi al 30%.

Infine il M5S, che inizialmente aveva ottenuto consensi dalla sinistra alternativa, è esploso tra il 2013-2018 rosicchiando consensi a dx e sx. Nel 2018-2019 ha perso i consensi conservatori, tornati nel Cdx. Dal 2019 ha perso qualcosa in favore del Csx ma sono mesi oramai che viaggia tra il 13 ed il 15% dei consensi, segnale che i grillini rimasti tollerano l’alleanza con il PD.
L’unica opportunità per Csx e M5s di battere il Cdx è necessariamente la formazione di una alleanza organica.

Tutto questo al netto di cosa accadrà nel post virus, ovviamente. Se il governo non saprà rispondere alle esigenze dei cittadini, il discorso perde di fondamento ed il Cdx potrà ottenere % bulgare.

Commenti?

#Elezioni2018: Pisapia, Alfano, Grasso, tutte le novità politiche dell’ultimo mese


Seconda puntata.

Ci eravamo lasciati un mese fa con nuvole nere sul PD e pieno sole per il centrodestra con incertezza su ciò che c’è a sinistra dei dem. A distanza di quattro settimane qualcosa è cambiato. In peggio, per Matteo Renzi ed il Partito Democratico.

Giuliano Pisapia ha gettato la spugna, l’ex sindaco di Milano voleva davvero (incredibile ma vero!) ricostruire un centrosinistra unito e quando ha capito (finalmente) che ciò non era possibile, ha deciso di abbandonare. Il suo Campo Progressista si scioglie, alcuni andranno nel PD ed altri con ex dem ora in Articolo1-Mdp. Il PD ‘perde’ anche un altro alleato. Angelino Alfano, pluriministro durante i governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi-Gentiloni, ha deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni.

In un colpo Renzi perde quindi i due ‘perni’ su cui avrebbe dovuto costruire una coalizione per provare a vincere le elezioni. Senza Alfano e Pisapia ,al centro ora restano Casini e gli altri centristi alfaniani ed a Sinistra i verdi, i socialisti, qualcuno di Campo Progressista e poi la lista +Europa di Emma Bonino. Centristi, lista progressista e partitino liberaleuropeista, ecco le tre piccole fragili assi portanti della coalizione che dovrà essere creata attorno al PD. Movimenti creati ad arte per raccimolare 4-5 punti % complessivi da portare in dote ai Dem. Il problema però sono proprio i Dem e la loro debolezza. Gli ultimi sondaggi infatti danno il PD al 23-24%, sempre più in basso. Quota 30% sembra quindi sempre più lontana per la coalizione di centro-sinistra.

Chi se la passa sempre meglio è invece il CentroDestra. Berlusconi, Salvini e Meloni, litigi a parte, sono decisi a fare squadra ed i sondaggi premiano tale ipotesi. Tra il 35 ed il 38% al momento. E Berlusconi ancora non ha iniziato il martellamento mediatico condito di promesse illusorie. Salvini e Meloni intanto continuano a beneficiare del clima anti-migranti che colpisce sempre più l’opinione pubblica italiana. Non è tutto rosa e fiori tra i due populisti destrorsi ovviamente. La lega ha imbarcato i sovranisti Alemanno e Storace, invisi a Meloni ed ai suoi. Bossi potrebbe lasciare il Carroccio per Forza Italia. Berlusconi poi si appresa a ricandidare tanti ‘impresentabili’ agli occhi di Lega e FDI ma il centrodestra, oramai abbiamo imparato, sa mettere da parte le divergenze per l’obiettivo comune della vittoria finale. Poi si vedrà. Il 38% accreditato dai sondaggi potrebbe far sperare addirittura una maggioranza assoluta in Parlamento. Difficile sarà poi governare, con le istituzioni europee contrarie, le speculazioni finanziarie e le forti divisioni interne alla coalizione. Ma questa è un’altra storia…

Novità a Sinistra del PD. Come anticipato un mese fa Pietro Grasso è ‘sceso in campo’ e sarà lui a guidare la Lista di Sinistra ‘Liberi ed Uguali’ formata da gli ex dem di MDP, Sinistra Italiana e Possibile. Un percorso nuovo ma che presenta alcune perplessità. Più che la nascita di nuovo movimento sembra di assistere all’ennesimo listino per superare lo sbarramento del 3% e consentire ad una classe dirigente fallimentare di poter continuare, seppur in fase ridotta, ad esistere ed auto alimentarsi. Vedremo con il tempo se LeU sarà davvero qualcosa di nuovo o sarà la nuova lista Tsipras o Arcobaleno. 

Infine i 5 stelle. Immobili. Di Maio candidato premier, Grillo sempre più defilato e null’altro da segnalare. Tranne l’accusa fatta dall’ex VicePresidente Biden di aver goduto di finanziamenti della Russia di Putin in chiave anti-occidentale. Barzellette, secondo me. Per il resto non sembrano avere alcuna chance per la vittoria finale, non avendo coalizioni da poter sfruttare per ottenere seggi maggioritari.

In tutto questo c’è un uomo al comando, Paolo Gentiloni. Arrivato a Palazzo Chigi proprio un anno fa, sembra essere l’unico a poter sperare di restare in sella nei prossimi mesi. Perché se a marzo 2018 non esce una maggioranza chiara, ci saranno mesi di trattative (probabilmente fallimentari) e lui sarà costretto a rimanere Premier chissà per quanto…

Appuntamento alle prossime settimane per future novità.

Congresso PD, scissione PDL, Grillo, Filippine, Masterpiece: la settimana ‘vista’ da Candido


settimana copia

  • Il Cavallo perdente. Il 38% di Cuperlo dimostra che chiunque, tramite D’Alema, può aspirare alla segreteria PD. Forse anche il Cavallo di Caligola.
  • Fratelli Bulgari. Marcello Pittella vince le regionali, il fratello Gianni contende a Cuperlo la vittoria nelle elezioni del PD. Più che Basilicata, #PittellaLand.
  • Gattopardismo piddino. Io sospetto che D’Alema e Renzi siano d’accordo. Ad ogni dichiarazione del primo, un elettore in più si avvicina al Sindaco. E’ un gioco delle parti, per forza.
  • Delfini incrociati. Raffaele Fitto nuovo ‘delfino’ del Cavaliere. Ma il guinzaglio sarà sempre lo stesso?
  • Delfini incrociati 2. E’ divorzio tra Berlusconi ed Alfano. All’ex delfino spetta l’affidamento di Formigoni e Giovanardi. A Berlusconi quello di Dudù. Chi scodinzolerà di più?
  • Giornate amare. Alfano è nato nel 1970? Ha solo 8 anni più di me? Queste sono notizie che ti rovinano la giornata….
  • Solita minestra. Berlusconiani di lotta (Forza Italia) e di governo (alfaniani), aggiungiamoci i dicci ( Casini e Mauro) ed il centrodestra punta dritto al 40% Lo spacchettamento potrebbe funzionare e gabbare, di nuovo, una parte degli italiani.
  • Pupùlismo. Per quanto riguarda Grillo, più che populismo si tratta di #pupùlismo, o anche ‘politica della diarrea’. Nel senso che spara merdate peggio di un malato di dissenteria.
  • Sulla Notizia. 61 Tornado previsti nei prossimi giorni negli Stati Uniti. Ne parleranno tutti i tg.Dei 3mila filippini morti già tutto dimenticato.
  • Filippine, Italia. Il caos che sta accadendo nelle Filippine, relativo alla distribuzione inesistente degli aiuti ed alla inconsistenza nella catena di comando delle istituzioni locali fa ben capire come mai la comunità filippina in Italia si sia così ben integrata. Siamo simili.
  • Fate l’amore. Il ‘bacio’ no-tav era una montatura della stampa. Per una volta che avevano ‘distorto’ una notizia rendendola migliore della realtà.
  • Omidici televisivi. E dopo aver profanato Adriano Olivetti, la fiction italiota distrugge Gigi Meroni.
  • Poveri libri. Finto, costruito, a tratti insopportabile. La sintesi della prima puntata di #Masterpiece.

Elezioni 2013: Candidati e Programmi del CentroDestra


Senza titolo-1 copia

Berlusconi sempre in sella, Maroni che candida Tremonti ed Alfano sullo sfondo. Questa è la squadra del Centrodestra per le prossime elezioni. 11 liste tra Camera e Senato per raggiungere il premio di maggioranza e vincere. Pdl, Lega, Grande Sud, gli ex An di Fratelli D’Italia e po il Mir di Samorì, la Destra di Storace, Intesa popolare, Pensionati ed alcune liste minori.

pdl e soci

Il programma lo trovate qui e qui

Tra i punti principali l’abolizione IMU, il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari e la rivoluzione sulle tasse per il Nord:

Qui invece le liste dei vari partiti di Centrodestra per Camera e Senato. Tra le chicche gli ex Idv Razzi e Scilipoti.

Alla Regione Lazio arriva la ‘nuova Minetti’, candidata dal CentroDestra


Che stile, che competenza. Non c’è niente da fare, il CentroDestra è sempre in prima linea nel premiare il merito.

Anche il Lazio avrà la sua Nicole Minetti in Consiglio regionale? E’ quello che spera Waima Vitullo la candidata di Grande Sud alle prossime elezioni regionali nel Lazio che per sua stessa ammissione si ispira a alla consigliera lombarda

“Tutti i giornalisti mi paragonano alla Minetti perché ho ricorso anche io alla chirurgia estetica, mi sono rifatta solo labbra e seno” ha ammesso la Vitullo che non nasconde l’ammirazione per la collega.

Centrodestra, 11 liste per la rimonta di Berlusconi ed il pareggio al Senato


I sondaggi lo danno in rimonta.L’ultimo (EMG, La7) da il PDL al 18,4 con piu 2 punti% mentre il PD scende al 32.4 perdendone 2. Il CentroSinistra cala al 37, il Centrodestra sale quasi al 28. Da 15 punti di differenza a meno di 10 in un mese. C’è poco da fare, Santoro o no, Berlusconi sta recuperando elettori. Il tour mediatico da i suoi effetti. Rimotiva i suoi, recupera i delusi (facendo calare Grillo) e si avvicina a quel 20% che significherebbe sicura parità al Senato della Repubblica.

Il CentroSinistra è in difficoltà soprattutto in Campania e Sicilia, dove va forte la coalizione di Ingroia. I premi regionali per Palazzo Madama sembrano essere in bilico anche per queste due regioni. In Lombardia e Veneto l’asse PDL-Lega mette in sicurezza il Cavaliere. Senza vittoria in almeno tre di quelle quattro regioni Bersani non avrà maggioranza al Senato. Ed il Cav torna in pista per un accordo politico.

E per provare a vincere, raccattando qualsiasi voto possibile, Berlusconi ha creato una megacoalizione costituita da ben 11 partiti. Oltre a Pdl, Lega e La destra vi sono altri mini partitini atti a prendere lo zero virgola di qua e di la per avere un computo totale più ricco di come potrebbe essere per una coalizione smart di soli 4 partiti.

Il tempo.it Il Cavaliere guiderà una alleanza di centrodestra formata innanzittuto dall’asse Pdl-Lega al Nord mentre per il Sud ci sarà la lista di stampo meridionalista «Grande sud» promossa da Gianfranco Miccichè e sostenuta da alcuni governatori del Pdl, insieme alla formazione politica autonoma di Raffaele Lombardo, Mpa-Pds. Ci saranno inoltre «Fratelli d’Italia-Centrodesta nazionale» del tridente La Russa-Meloni-Crosetto, il «Mir» dell’imprenditore Samorì, «La Destra» di Francesco Storace, «Intesa popolare» di Giampiero Catone, i «Pensionati» di Fatuzzo. «Rinascimento Italia-Lista del merito» di Arturo Artom sarà alleata del Pdl al Senato mentre correrà da sola alla Camera. Tra le new entry, apparentate con il partito di Berlusconi c’è una lista «Anti Equitalia» presentata dal movimento Noi consumatori fondato dall’avvocato napoletano Angelo Pisani, presidente della municipalità di Scampia

Berlusconi ritorna con la nuova ‘Forza Italia’: addio Pdl, Alfano e primarie


Ricostruzione di Repubblica.it

Berlusconi: “Angelino, sai che per me sei stato come un figlio, ma io in settimana lancio Forza Italia. Sei ancora in tempo per essere coinvolto nel progetto. Ma lascia perdere le primarie: adesso. Dove vai con i “colonnelli”, dove andate da soli? Ti sei anche messo in testa di fare giustizialista”.

Alfano: “A questo punto, presidente, si convoca l’Ufficio di presidenza, si annulleranno le primarie e io mi dimetto, non ha senso che resti al mio posto”

Secondo il giornale di Ezio Mauro per Alfano è finita. Creato dal Cavaliere, distrutto dal Caimano. Berlusconi cita sondaggi che darebbero la nuova Forza Italia al 24%. C’è da credergli? Non lo sò. Una cosa è certa, chi sosteneva la fine politica dell’ex Premier aveva sbagliato i suoi conti.

Perchè il ritorno sulla scena? In minima parte per l’inettitudine dei dirigenti del Pdl, incapaci di dare un assetto solido al partito orfano del suo leader. In gran parte per due piccole ragioni

Ragione numero uno:

 

Crisi, a Mediaset tagli per 400 milioni. Piano per la cessione delle sedi regionali. Utile in calo del 73,5%. Pubblicità -12%.

Il Biscione, per far fronte al calo della raccolta pubblicitaria, ha incrementato di 150 milioni il piano triennale di risparmi. Ai sindacati è stata prospettata l’esternalizzazione della controllata Videotime, con i suoi 74 lavoratori e uffici in tutta Italia. Pronto un pacchetto di 8 ore di sciopero. Giornalisti di tutte le testate in agitazione

Ragione numero due:

Nulla di nuovo, per Candido. Un anno fa scrivevo su questo blog:

20 novembre:

Il Caimano sembra un ricordo eh? Tutti i commentatori politici si affrettano ad archiviare l’esperienza del berlusconismo. Repubblica stampa addirittura uno dei suoi Atlanti per mettere la parola fine ai diciotto anni di ‘regno’ del Cavaliere.

Ma voi ci credete veramente? Davvero siete convinti che l’uomo piu potente d’Italia lasci l’unico mezzo che gli ha permesso di proteggere e sviluppare i suoi interessi economici e personali? Berlusconi potrà anche decidere di ‘farsi da parte’ per un po’ ma nessuno mi potrà mai convincere che un uomo dall’ego cosi sviluppato come il suo sia davvero convinto di abbandonare. Alfano candidato Premier? Forse. Berlusconi rimarrà comunque un leader potente e pronto a ritornare ‘direttamente’ in campo quando l’occasione sarà propizia.

Un nuovo partito? Una lista personale? Tutto è possibile, l’unica cosa impensabile è che il Cavaliere esca di scena. Non avrebbe piu protezioni per i processi ed appoggi per i suoi interessi economici.

Ed ancora,sei mesi fa:

10 maggio:

Il PDL in implosione, Mediaset in netto calo, le inchieste giudiziarie che proseguono. Urge una idea nuova per il Caimano. Per ora sembra si stia portando avanti il corteggiamento a Casini. Un nuovo partito è comunque in agguato. Qualcosa farà, per sopravvivere e tutelare le aziende e libertà personale, la sua ‘robba’.

Berlusconi fa un passo indietro, per tutelare se stesso e le sue aziende…


Berlusconi: “Non mi ricandido, moderati uniti”
E ipotizza il nome di Monti per Palazzo Chigi

Berlusconi si ritira? Niente di piu falso. Il Cavaliere non abbandonerà mai la politica, deve difendere i suoi interessi economici e tutelarsi dalle inchieste giudiziarie. L’unica concessione potrebbe essere quella di non proporsi come Premier ma limitarsi ad appoggiarne uno che possa coagulare il CentroDestra per farlo vincere. Niente per niente, naturalmente. Una folta truppa di berlusconiani sarà sempre presente in Parlamento per tutelare Mediaset, i processi e quanto altro sia di interesse di Berlusconi.

Casini, Fini e Montezemolo saranno disposti a fare i ‘fantocci’ tenuti per il cravattino dalle truppe del Cavaliere? Pronte a sfiduciarli in qualsiasi momento qualora non tutelino l’impero mediatico-economico del Caimano? Vedremo.

Ciò che teme il padre padrone del Pdl è che il terzo polo centrista possa, dopo le elezioni, formare una maggioranza con il Pd e con altri partiti lasciando i berlusconiani all’opposizione. In quel caso per Berlusconi sarebbero guai, non sarebbe piu ‘coperto’ per gli scandali e per eventuali leggi a favore del libero mercato nel settore delle tv private, danneggiando le aziende di famiglia. Da qui la ‘proposta estrema’ di non ricandidarsi. Un modo per tenere assieme tutto il Centrodestra e poter comunque ‘dettare la linea’ nel futuro governo.

Se ne capisco un po’ credo proprio che Casini e Fini continueranno per la loro strada e Berlusconi sarà ‘costretto’ a candidarsi malgrado il ‘bel gesto’ proposto.