Roma: Giorgia Meloni candidata Sindaco


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Meloni forza la mano e  con l’appoggio di Salvini e Storace si candida a Sindaco. Berlusconi in minoranza e debole politicamente è costretto ad accettare. Bertolaso verso il ritiro.

Tommaso Labate per Il Corriere della Sera:

«Presidente, purtroppo non riesco più a tenere i miei sulla candidatura di Guido Bertolaso. Di conseguenza, per rimanere insieme nella coalizione di Roma, ho bisogno che ci sia dentro non solo Matteo Salvini. Ma anche Francesco Storace». Dall’altra parte della cornetta, mentre Giorgia Meloni riversa su Forza Italia l’ennesima secchiata di acqua gelida di un fine inverno maledetto, c’è un Silvio Berlusconi senza parole. Sono le sei di venerdì pomeriggio. L’ora esatta in cui, nonostante agli appuntamenti coi gazebo del centrodestra non manchi che mezza giornata, la candidatura dell’ex numero uno della Protezione civile sembra sul punto di tramontare. Lasciando spazio, a sorpresa, proprio a una discesa in campo della Meloni. Da Arcore, insomma, l’ex Cavaliere — che non vorrebbe mollare «l’amico Guido per nessun motivo» — assiste inerme all’ennesimo colpo di scena. Anche perché, poche ore prima, parlando dalla Sicilia, Matteo Salvini aveva ribadito che «Bertolaso non è il mio candidato».

Elezioni municipali di Roma, votate Gianluca Flammini


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Domenica 26 e Lunedì 27 maggio si svolgeranno le elezioni comunali nella Capitale. Inutile dire che sostengo convintamente Ignazio Marino come Sindaco. Cinque anni di giunta Alemanno hanno lasciato Roma in cattive acquee. Reati in aumento dal 2010, aggressioni, scandali sulle municipalizzate, progetti fallimentari (la formula 1 all’Eur su tutte), tante promesse trasformate in molti tagli, ai servizi ed al sociale. Roma deve voltare pagina e Marino può inaugurare una stagione di cambiamento.

Assieme alle comunali, si rinnovano anche i consigli municipali. Alle elezioni per il VI Municipio (ex VIII) di Roma, consiglio di votare per Gianluca Flammini, candidato nella lista di Sinistra Ecologia e Libertà che sostiene Roberto Mastrantonio alla Presidenza .

Conosco personalmente Gianluca, è un bravo ragazzo e soprattutto è una persona valida. Assieme ad altri forma una bella squadra di giovani promesse e valide certezze.  Dalla sua non ha ‘appoggi’ politici importanti, ha solo una grande voglia di fare e tanta fiducia da parte di chi ha avuto il piacere di conoscerlo e vederlo all’opera.

Quali sono le sue priorità per il rilancio del VI Municipio? Ce ne parla lui stesso:

I punti principali del mio programma sono la possibilità di avere nel territorio quartieri abitabili e vivibili grazie alla difesa e alla valorizzazione dell’agro romano antico con la riscoperta dei vari monumenti, aree archeologiche, percorsi pedonali per far diventare questo pezzo di città il secondo polo archeologico di Roma. Lotta alla speculazione edilizia e alla privatizzazione dei servizi, l’acqua deve rimanere pubblica come hanno deciso milioni di italiani con il referendum. Avviare un progetto con Regione, Comune e Municipio per la riqualificazione dello stato di degrado dei nostri quartieri, abbattimento delle barriere architettoniche per diversamente abili e costruzione di nuovi asili nido comunali per rispondere all’esigenza di migliaia di famiglie.

+ Aria pulita – traffico + verde
Aumento della frequenza, comodità e puntualità del trasporto pubblico (metrò, bus, linea ferroviaria Roma Tiburtina-Lunghezza), vere piste ciclabili in tutto il Municipio tra i parchi e le case, raccolta differenziata obbligatoria con il metodo “porta a porta” già sperimentato con successo in moltissimi comuni per evitare la nascita di nuove discariche e per chiudere quelle esistenti, regolamentazione dell’installazione di antenne per telefonia mobile per ridurre l’elettrosmog

Giovani+Cultura+Creatività=Cambiamento
Recupero di spazi inutilizzati, abbandonati e sottoutilizzati da dare in gestione ad associazioni di giovani, anziani o di utilità sociale e realizzazione di nuove strutture di socialità all’interno dei quartieri. Internet adsl nelle zone ancora sprovviste dal servizio, WI-Fi libero e gratuito con la creazione di punti di connessione nei parchi, nelle biblioteche e nelle scuole. Creazioni di spazi di comunicazione delle iniziative in luoghi strategici (bacheche e portali su internet) il Municipio è vivo se i cittadini conoscono gli eventi che vengono proposti

La città ha bisogno di forze fresche e capaci che sappiano farsi carico delle esigenze e dei problemi dei singoli quartieri. Si comincia da lì, per cambiare, per migliorare Roma.

Direi che basta e avanza per barrare il simbolo di SEL e votare Flammini.

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L’estensione dell’VIII Municipio di Roma:

Il territorio si estende sulle seguenti zone:
Z.IX Acqua Vergine, Z.X Lunghezza, Z.XI San Vittorino, Z.XII Torre Spaccata, Z.XIII Torre Angela, Z.XIV Borghesiana, Z.XV Torre Maura e Z.XVII Torre Gaia .

Il municipio comprende le seguenti frazioni:
Castelverde, Colle del Sole, Colle Monfortani, Colle Prenestino, Finocchio, Fosso San Giuliano, Giardinetti, Giardini di Corcolle, Lago Regillo, Osa, Pantano, Ponte di Nona, Prato Fiorito, Tor Bella Monaca, Tor Vergata, Valle Castiglione, Villa Verde, Villaggio Breda, Villaggio Falcone e Villaggio Prenestino.

Bianca Berlinguer candidata Sindaco di Roma?


Bianca Berlinguer prossima candidata Sindaco di Roma? Secondo ‘il Velino’ sarebbe questa l’intenzione del segretario democratico Bersani. L’attuale direttrice del Tg3 potrebbe mettere d’accordo i potentati locali e nazionali. Riuscirà però a battere il sindaco uscente Alemanno?

Dagospia.it «Un nome a sorpresa – rivela il Velino – che, secondo fonti parlamentari, circolerebbe già da giorni nel partito. A lavorare sull’ipotesi di una candidatura del direttore del Tg3 sarebbe il segretario Pier Luigi Bersani ma la proposta sarebbe stata accolta favorevolmente anche da molti esponenti locali del partito».

Comunali Roma, il PD perde tempo sul candidato mentre Alemanno ne approfitta


Ho aspettato qualche settimana prima di fare il punto sulla situazione romana. Il precipitare della crisi nazionale rischia di ripercuotersi a livello locale. Roma avrebbe dovuto essere chiamata al voto attorno ad aprile. Poi si è iniziato a parlare di marzo, oggi più di qualcuno lancia l’ipotesi Election Day ai primi di febbraio assieme alle Regionali di Lazio, Lombardia e Molise. Non si esclude neanche il voto congiunto con le Politiche, in programma tra la prima e la terza settimana di febbraio.

I centristi sembrano puntare su Alfio Marchini, costruttore di lungo corso. Il Centrodestra, anche se distrutto in ambito nazionale, riconferma la candidatura di Alemanno al Campidoglio. Il bilancio del sindaco è desolante, lo sanno molti romani. Sta di fatto che i sondaggi continuano a premiarlo (strano ma vero) anche grazie all’incertezza che regna nel CentroSinistra.

La defenestrazione di Zingaretti, sindaco in pectore da due anni e dirottato alla Regione Lazio senza ancora alcuna chiara spiegazione (dal canto mio ho stracciato la tessera del PD dopo tale decisione) ha lasciato un vuoto immenso. Tanti nomi ma poche certezze.

I candidati:

Da questo lato ci sono l’ex ministro Bianchi, i bersaniani Marroni e Sassoli, i renziani Gentiloni, Prestipino e Adinolfi. Ma il numero uno dei democratici teme uno scontro ai gazebo con troppi profili, per evitare i casi Genova, Milano e Napoli dove l’uomo del Pd esce sconfitto. Per questo chiede una candidatura unitaria. Il nome giusto sarebbe quello del segretario regionale Enrico Gasbarra. Che mercoledì incontrerà il leader Bersani per chiudere le liste regionali per il Parlamento. L’ipotesi di election day e i tempi stretti potrebbe dare una mano a chi non vuole più le primarie.

E torna in pista l’ipotesi Fabrizio Barca. Il ministro per la Coesione si dimetterà prima di Natale, ora che il premier Monti ha annunciato la fine della sua esperienza di governo, e in molti pensano che si aprirà lo spazio per una sua candidatura al Campidoglio.

Le primarie avrebbero dovuto tenersi il 20 gennaio ma se davvero si voterà a febbraio, sarebbe una scelta suicida scegliere il candidato meno di un mese prima dalle comunali.

La data delle primarie romane, fissata al 20 gennaio, con il voto per la Regione in 3 febbraio, rischia di slittare: impossibile prevedere a quando, ma l’ipotesi allo studio è quella di trasformarle in «consultazioni» – niente gazebo, voto esclusivamente nei circoli – accorpandole con le primarie per scegliere i parlamentari, obiettivo fissato dal «programma» da segretario regionale dello stesso Gasbarra. Le ipotesi sulle date, al momento, sono pura fantasia: perché il groviglio di date (voto per il Lazio, Politiche, amministrative…) complica un bel po’ il calendario. Nessuno vuole rinunciare alla consultazione con gli iscritti, ma non è escluso che quella sia la direzione. Soprattutto, al momento, il vero nodo da sciogliere è quello del candidato. Se Gasbarra non accettasse, due ipotesi: Ignazio Marino, al di là delle sue smentite, oppure Fabrizio Barca. Ovviamente senza primarie.

Gasbarra, Barca e Marino. Tre nomi sicuramente buoni, personalmente non entusiasmanti. L’unico comunque veramente collegato al territorio, cittadino romano e già presente da anni nella Capitale è Enrico Gasbarra. Vicesindaco con Veltroni, Presidente della Provincia di Roma dal 2003 al 2008, a mio giudizio è il naturale candidato alla carica di Sindaco. C’è un però. Si è sempre tirato indietro nel momento delle scelte importanti. Già nel 2008 era stato proposto come successore di Veltroni ma volle puntare ad un seggio parlamentare. Nelle regionali 2010 non scese in campo, costringendo il PD a rincorrere la Bonino.  Anche questa volta rinuncerà?

Una domanda finale, il CentroSinistra sta decidendo ancora una volta di regalare la Capitale alla destra? Vogliamo far vivere a Roma altri cinque anni bui come quelli appena trascorsi? Fatevi tale domanda, cari dirigenti democratici.

Sindaco Roma: risultati


Ecco una previsione fatta da Candido in base al primo turno, alla netta differenza (in negativo) tra I voti di Rutelli e Zingaretti (candidati a comune e provincia) e del dibattito televisivo di ieri, vinto da Alemanno.

Questi potrebbero essere i risultati: Roma vira a destra?

Rutelli – Alemanno: è scontro a Ballarò


Match serrato, civile, più teso nel finale, tra i candidati sindaco della capitale
Ottantacinque minuti di batti e ribatti negli studi di Ballarò, con Floris moderatore

Rutelli-Alemanno, il duello in tv
su sicurezza, Alitalia e Lega

Il candidato di An attacca sull’allarme criminalità: “La città è in pericolo”
Il rivale affonda sull’alleanza con Bossi e sulla cordata italiana: “In realtà è Putin…”
di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

ROMA – E’ soprattutto sulla sicurezza che si gioca il duello televisivo – intenso, serrato, anche se civile – tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Negli studi di via Teulada, seduti faccia a faccia sulle poltrone beige di Ballarò, i candidati a sindaco della capitale per 85 minuti si affrontano, e si scontrano, sull’allarme criminalità diffusa. E poi sull’Alitalia, sull’Ici, sui rapporti con la Lega. Con uno sguardo, almeno nella prima parte, rivolto molto più al passato – chi è maggiormente responsabile dei problemi attuali – che al futuro.

A condurre è il padrone di casa Giovanni Floris, che comincia conversando col direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Panorama Maurizio Belpietro. Una pausa pubblicitaria, ed ecco il duello. Con poche interruzioni reciproche. Con pochissima ironia, come quando Rutelli dice polemicamente ad Alemanno “eh no tesoro”, e lui, piccato, replica: “No, tesoro mai…”. E con i toni che si alzano soprattutto verso il finale.

Inizio. Il faccia a faccia comincia alla 10. A via Teulada, Alemanno arriva una ventina di minuti prima: “Ho aspettato tanto questo momento”. Poi ecco Rutelli: “Siamo pronti e sereni”. Stretta di mano davanti alla sala trucco, e lo show può cominciare. Un batti e ribatti in cui l’esponente di An parte all’attacco, ricorda gli 85 campi rom della città: “Se non risolviamo questi problemi non c’è futuro”. Il ministro dei Beni culturali si difende ricordando le sue proposte sul tema (tra cui il braccialetto per le donne, definito dall’avversario “un burka elettronico”), e accusando il rivale: “Alemanno ha parlato per settimane di espulsione di romeni e oggi si corregge, parla di allontanamento. Anche in Francia è stato fatto così ma gli allontanati sono ritornati. Bisogna cambiare la normativa”.

Sicurezza. Alemanno: “Da quindici anni, Roma è avvolta nel degrado. Anche la crescita rischia di diventare boomerang, senza sicurezza. Quando c’è stata l’aggressione alla studentessa del Lesotho, siamo andati a La Storta e abbiamo constatato che non è stato fatto nulla. La maggioranza in Campidoglio ha scelto di distaccarsi dalla realtà; e invece oggi Roma è una città in pericolo”. Rutelli ribatte capovolgendo le responsabilità, scaricandola sul passato governo Berlusconi: “Sono stati loro che hanno abolito il visto di tutti i cittadini romeni”, e così via. Controreplica: “Il governo Prodi ha aggravato i problemi, la sinistra arcobaleno ritiene la sicurezza un problema borghese. Impedirà anche a Rutelli di affrontare il problema”.

Lega. Il candidato del Pdl lo eviterebbe volentieri, ma Rutelli cita spesso la Lega, per metterlo in difficoltà:”Noi dobbiamo pretendere dai principali alleati di Alemanno lo stesso rispetto per Roma, che è la capitale di tutti. Il che non vuol dire sottovalutare problemi gravi, come la sicurezza, su cui bisogna mettere in campo cose nuove. Ci vuole una strategia decisa in difesa dei più deboli”. Risposta dell’avversario: “Continuare a evocare il fantasma della Lega è fuori luogo. Bossi fa battute”.

Alitalia. Rutelli: “Durante i 5 anni di governo Berlusconi la disastrosa divisione tra Malpensa e Fiumicino ha portato al crollo del valore delle azioni. Dove sta la cordata alternativa ad Air France? Cosa avete in tasca, prima del disastro di quella che per me è la Fiat di Roma?”. L’avversario risponde: “Noi ci mettiamo la faccia come centrodestra, faremo la cordata italiana appena il governo nazionale sarà insediato”. Il candidato del centrosinistra ironizza: “E’ Putin vostra la cordata italiana…

Ici. Rutelli ricorda che da quest’anno molte famiglie non la pagheranno, grazie “alla battaglia che ho svolto nel governo Prodi”. Annunciate anche riduzioni “della spesa e gli sprechi”, sconti e vantaggi fiscali per associazioni di strada e parrocchie. Alemanno cita l’attuale deficit finanziario di Roma, la città “più tassata d’Italia dopo Siena. Vogliamo realizzare il federalismo fiscale, che alla capitale conviene”. E si parla anche di casa, con annunci tra loro simili: 26 mila nuovi alloggi promessi dall’ex sindaco, 25 mila dal rivale.

Finale. Nell’ultima parte, i toni si riaccendono. Come quando Rutelli sfida l’avversario a rifiutare i voti della Destra di Francesco Storace. Alemanno, prudente, ricorda che non c’è stato apparentemento ufficiale. Tensione anche quando Rutelli difende le ultime amministrazioni capitoline: “La corruzione è stata debellata… Dite che a Roma fa tutto schifo, non avete rispetto per questa città”. Alemanno: “Critichiamo voi, non i romani. Vogliamo debellare la paura”. Insomma, come in tutto il duello: uno accusa, l’altro ribatte. E viceversa. Senza trionfatori o perdenti. E col sugello finale di una stretta di mano.

http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-cinque/alemanno-rutelli-2/alemanno-rutelli-2.html
(22 aprile 2008)