#Covid19 in Europa: quasi 100mila morti in un solo mese


Nei prossimi mesi scopriremo il vero drammatico bollettino delle morti “dirette o indirette” per Covid_19. I primi dati parziali, su sette Nazioni europee, parlano di quasi 100mila morti in un mese.

(oltre i positivi, anche i pazienti che hanno contratto la malattia ma non sono stati tamponati e quelli deceduti per effetti collaterali del coronavirus: dai pazienti con infarti, ictus, aneurismi, o altre patologie, non visitati e soccorsi in tempo a causa degli ospedali pieni)

Primo grafico:
i dati dei decessi fotografati dagli Istituti di statistica nazionali tra marzo e aprile 2020 rispetto alla media degli ultimi quattro anni (2015-2019)

Secondo grafico:
La distanza che c’è tra le vittime in più che si contano quest’anno e i morti che ci vengono comunicati tutti i giorni dalla Protezione civile e dalle autorità degli altri Paesi. Il confronto fa emergere un numero: quello delle vittime non contemplate dai bollettini Covid-19

Fonte: Corriere della Sera
https://www.corriere.it/…/1c28ca00-88b3-11ea-96e3-c7b28bb4a…

Grandi “vecchi”


La generazione più martoriata dal virus porta sulle spalle il peso della saggezza e della memoria. Nella foto, due grandi “vecchi” che camminano, soli, verso l’altare. Quello religioso, della Fede e della misericordia. Quello laico, della Patria e della Storia.

Immagini che resteranno come simbolo di questo periodo epocale.

#Europa ad un bivio, tra solidarietà e sovranismo


Articolo lungo ma vi chiedo di leggerlo e commentarlo, se volete.

L’Italia forse non la spunterà e sarà costretta ad accettare gli strumenti già previsti dalla UE, con una leggera rimodulazione delle condizioni. La Germania e l’Olanda cadranno in piedi, calmando i propri elettorati e respingendo le derive populiste casalinghe, restie a pagare per altre nazioni. Qui da noi invece avranno da leccarsi i baffi i sovranisti che probabilmente otterranno nuovi consensi e prenderanno il potere.

La coperta è corta. Se la tiri verso Italia e Spagna, i governi di Germania e Olanda tremano, se la tiri verso tedeschi e olandesi, tremano i governi di Roma e di Madrid. Una brutale semplificazione per dire che la colpa, alla fine, più che dei leader è dei popoli o meglio di una parte dei popoli. Si perché una buona parte di quelli che più pagano i tagli draconiani fatti al welfare europeo negli ultimi vent’anni fanno oramai squadra con gli estremisti anti sistema, spesso razzisti e nazionalisti.

È questa la più grande sconfitta dell’Europa nata dalle ceneri della Seconda guerra mondiale. Non essere riuscita a tutelare i più deboli. E così crescono i nazionalismi, i populismi di destra. I governi tremano e piantano, uno ad uno, i chiodi nella bara della solidarietà, staccando, a poco a poco, la spina alla Unione. Dalla fine della guerra nacque l’Europa unita, dalla fine della unità europea nasceranno nuove guerre. È inevitabile. È la Storia che lo insegna. E le grandi emergenze di questi anni, crisi economica, migranti ed infine il virus, hanno solo accelerato il processo di disgregazione.

Se solo i governanti mettessero da parte le loro ambizioni di carriera e guardassero oltre forse qualcosa potrebbe essere salvato. È come un comandante con la nave che affonda. Mentre a bordo c’è il panico, il comandante deve avere sangue freddo. Deve mettere in salvo passeggeri ed equipaggio prima di abbandonare.

I leader europei sono su una nave che affonda, l’Europa, ma si comportano da passeggeri più che da comandanti. Pensate ad una nave in difficoltà, senza comandante, magari qualche passeggero si getterà in mare, salvandosi. Ma l’imbarcazione affonderà, portando con se buona parte dei suoi passeggeri.

Ecco, questo sta accadendo alla UE e questo probabilmente accadrà. Lentamente, strappo dopo strappo, rancore dopo rancore. Fino alla guerra tra nazioni un tempo alleate. Guerra per le briciole. Mentre Cina, Russia, Stati Uniti saranno lì a guardare ed a preparare la spartinzione post bellica.

Una citazione famosa recita “Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione”. Fermarsi, un minuto prima della fine. È ancora possibile.

#Conte attacca #Salvini e #Meloni sul #MES


Un Conte nervoso, dopo aver elencato i provvedimenti delle prossime settimane, attacca frontalmente Salvini e Meloni sul Mes. Segno che la situazione è critica e che deve poter individuare un nemico per compattare i suoi.

Detto questo, per anni i leader del Centrosinistra hanno sempre ribattuto con il fioretto alle cannonate lanciate dal Centrodestra Berlusconiano prima e salviniano dopo. Perdendo sempre la sfida. Finalmente qualcuno risponde a tono a certi personaggi.

#Coronavirusitalia: chiuse Lombardia e 14 province, #Cirio positivo, #campionato di calcio verso lo stop


Siam tutti fermi. Chi più chi meno. Supereremo anche questo ma sarà un periodo che ricorderemo per sempre. Usiamo il tempo di oggi per riflettere sul nostro stile di vita e per apprezzare quanto di bello abbiamo nel nostro Paese e che spesso diamo per scontato.