Napolitano ‘piazza’ Amato alla Consulta


Lo avrebbe voluto come suo successore. Aveva pensato a lui come Presidente del Consiglio, scegliendo poi Letta. Alla fine Giorgio Napolitano è riuscito a ‘piazzarlo’ in qualche modo. Giudice della Corte Costituzionale.

Niente da fare, Giuliano è uomo molto Amato dal Capo dello Stato.

“Ogni riforma delle pensioni d’oro è incostituzionale” diceva l’ex Dottor Sottile. Questo casserà ogni legge anti casta.

Lodo Alfano, gli italiani d’accordo con la Consulta, mentre il centrodestra…


A pochi giorni dalla bocciatura del Lodo, l’istituto demoscopico SWG ha pubblicato alcuni sondaggi in merito alla vicenda:

Ed il governo prepara il contrattacco verso la Magistratura. Leggiamo da Polisblog:

La prima proposta di legge patrocinata dal Ministro Alfano, dopo la sentenza della Consulta sul “lodo”, è una riforma del Consiglio Superiore della Magistratura intesa soprattutto a modificare il sistema di composizione dell’organo. La novità più importante? L’elezione dei consiglieri dovrà essere preceduta da un sorteggio.. I fortunati estratti vinceranno il diritto all’elettorato passivo! Potranno essere eletti. Gli altri a casa. Magari ritenteranno la prossima volta!…..

La proposta di legge intenderebbe introdurre un sorteggio preventivo all’elezione dei membri eletti dai magistrati. Una misura probabilmente incostituzionale, in quanto lesiva del diritto all’elettorato passivo dei magistrati stessi (e, dunque, dell’articolo 104 della Costituzione). L’intento sarebbe quello di combattere il tanto vituperato fenomeno del “correntismo”, ritenuto causa e manifestazione di un’ormai dilagante “politicizzazione” della magistratura. La legge dovrebbe essere promulgata dal Capo dello Stato, rappresentante dell’unità nazionale, garante politico della Costituzione, nonché Presidente del C.S.M. stesso.

C0s’altro dire, prosegue il conflitto istituzionale tra Berlusconi e le altre cariche dello stato. In difesa dei suoi interessi naturalmente.

Berlusconi-Magistratura: finirà cosi?


(tratto da Il Caimano di Nanni Moretti)

Lodo, le contromosse di un Berlusconi furibondo


L’alba del giorno dopo ci regala un premier sempre piu infuriato e pronto a tutto pur di salvarsi. Come avevo detto già in altri articoli Berlusconi non si farà disarcionare molto facilmente e combatterà sino all’ultimo, buttando a mare ogni formalità istituzionale.

Per Napolitano, la Consulta, le Opposizioni e tutta la tv non allineata inizia un periodo pericoloso e difficile. Molti personaggi non schierati con Berlusconi rischieranno la censura.

Nel frattempo gli avvocati del Cavaliere sono gia al lavoro per evitargli processi ed eventuali condanne, leggiamo da “Il fatto quotidiano”

Il piano B, quello che non gli farà evitare i suoi tre processi, ma almeno lo metterà al riparo dal rischio di una condanna per corruzione giudiziaria, è scattato non appena dalla Consulta è arrivata la (per lui) ferale notizia: il lodo Alfano era stato bocciato. È stato in quel momento che gli uomini di Silvio Berlusconi hanno deciso di tirare fuori dalle secche della commissione giustizia, dove era impantanata da mesi, una norma finora nascosta tra le pieghe della riforma del codice di procedura civile. Una legge ad personam, l’ennesima, che toglie il valore di prova alle sentenze già passate in giudicato.

Quando sarà approvata, e c’è da giurarci che lo sarà, i tempi di centinaia di dibattimenti si allungheranno a dismisura. E tra questi c’è anche quello per la presunta mazzetta da 600.000 dollari versata dal Cavaliere per comprare la testimonianza dell’avvocato inglese David Mills…..

La strategia processuale di Berlusconi, infatti, non può che essere quella di sempre. Chiedere che vengano ascoltati centinaia di testimoni, domandare lunghissime nuove perizie sulla rete di conti esteri gestiti da Mills, far saltare un’udienza dopo l’altra sollevando una serie di legittimi impedimenti parlamentari suoi o dei suoi avvocati. Insomma puntare alla prescrizione. In fondo il Cavaliere non deve non resistere molto. Un’apposita legge, la ex Cirielli, approvata dal centro-destra nel 2005, proprio quando Berlusconi scoprì di essere indagato per il caso Mills, ne ha dimezzato la lunghezza: se il processo contro di lui cominciasse settimana prossima (ma non sarà così) il premier nel giro di circa due anni la farebbe franca. Ventiquattro mesi sono un niente se la norma che toglie alle sentenze il valore di prova sarà approvata. Sono invece pochi, ma forse sufficienti per arrivare fino alla cassazione, se la legge non viene cambiata. Il futuro giudiziario e politico del premier si gioca insomma sul filo dei giorni, anzi delle ore. Berlusconi ha bisogno di tempo. E già domani, quando comincerà l’appello contro il solo Mills, la strategia diventerà evidente.

Non dimentichiamo poi la legge sulla Par-Condicio, sarà una delle prime a cadere. Nei piani di Berlusconi infatti vi sarà una forte sovraesposizione mediatica, in stile 1994, con spot in tutte le tv cosi da poter vincere facile le elezioni regionali del 2010 e tentare la spallata al Presidente della Repubblica, ritenuto tra i responsabili del “complotto” ordito ai suoi danni.

Le opposizioni dovranno farsi trovare pronte nel prossimi mesi, perche se il Caimano sta affondando, tenterà di portare con se tutto il sistema istituzionale italiano. Resistere, resistere, resistere…

 

L’Assedio


00337365

Un Berlusconi visibilmente alterato ha commentato la sentenza della Consulta che boccia il Lodo Alfano, guardate:

Nulla di nuovo. In un sol colpo il Premier attacca Corte, Magistratura, programmi di intrattenimento e di satira della Rai, Repubblica e gli altri giornali non asserviti alla sua cricca e, dulcis in fundo, anche il Presidente della Repubblica.

Eppure Napolitano ha firmato il Lodo, non lo ha rimandato alle Camere. Questo non basta a fermare l’ira del Cavaliere, che conclude autocitandosi “viva l’Italia, viva Berlusconi”.

Triste epilogo di una giornata importante per la storia di questo paese. La Consulta ha stabilito che il Presidente del Consiglio è uguale, di fronte alla legge, ad ogni altro cittadino della Repubblica.

Ed ora le indiscrezioni: La maggioranza già pensa ad una leggina per salvare in extremis il Premier.

CONSOLO (PDL), LA CONSULTA HA CONTRADDETTO SE STESSA -UNICA VIA DA PERCORRERE È LEGGINA PONTE E CONTESTUALE NORMA COSTITUZIONALE
“La Corte, bocciando oggi il lodo Alfano, ha contraddetto se stessa, avendo il Legislatore tenuto in considerazione le linee guida che la medesima Corte aveva indicato nel 2004 con il Lodo Schifani”. Lo dichiara in una nota l’on. Giuseppe Consolo (PdL), Vice Presidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio.
“Naturalmente è indispensabile leggere la sentenza prima di addentrarsi in considerazioni di diritto ma comunque, sotto il profilo politico-giuridico – prosegue Consolo – mi pare necessario presentare due leggi, la prima di rango costituzionale, che come è noto necessita del doppio passaggio, e per seconda una “leggina ponte”, di assai rapida applicazione, che consenta, entro un termine prestabilito, di attendere l’esito della discussione parlamentare sulla legge costituzionale, tenuti anche in debito conto i rilievi di cui alla sentenza resa dal Giudice delle leggi”.
www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-9833.htm

Libertà di opinione.. o no? In tre contestano Berlusconi, denunciati

Tre persone che avevano urlato frasi offensive all’indirizzo di Silvio Berlusconi, poco prima che il premier entrasse alla mostra in corso a Palazzo Venezia a Roma, sono state denunciate. Secondo quanto si è appreso le tre persone mentre il premier si accingeva ad entrare a Palazzo Venezia, hanno urlato: “In galera, in galera, la legge è uguale per tutti”. Le forze dell’ordine hanno in un primo momento bloccato una delle tre persone e successivamente le altre due. I tre sono stati poi accompagnati nel vicino commissariato di polizia dove sono stati denunciati.

Montezemolo, Fini e Letta, qui “complotto” ci cova.. Nasce Italia Futura, il fondazione di Montezemolo. Tra gli ospiti Gianfranco Fini (PDL) ed Enrico Letta (PD)

La sala delle Colonne è piena zeppa di persone, almeno duecento, in occasione della presentazione di Italia Futura, il think tank promosso da Luca Cordero di Montezemolo e diretto da Andrea Romano. I lavori sono stati aperti dallo stesso Montezemolo, che ha descritto Italia Futura come «un’associazione nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del paese». Nel corso del suo intervento, Montezemolo ha poi risposto a chi vede in questo progetto un tentativo di discesa in campo o di costruzione di un nuovo schieramento politico. «E’ inaccettabile rivolgere accuse di complotto politico a chi vuole solo giocare un ruolo nella battaglia delle idee. Non vogliamo entrare nelle geometrie dei partiti».

Lodo Alfano, Berlusconi non cadrà qualunque sia la sentenza della Corte


 

Domani è il giorno del “Lodo Alfano”. La Corte Costituzionale inizia l’esame finale della legge “vergogna” che tutela Berlusconi (e le altre tre cariche dello stato) da inchieste e processi. In questi giorni il centro destra è in subbuglio. Alcuni parlano di rischio “eversivo” nel caso il lodo venisse bocciato dalla Corte. Altri auspicano una manifestazione nazionale pro-Berlusconi, altri addirittura vorrebbero un ritorno alle urne per spazzare via i “viscidi” che tramano contro Silvio, anche nel Pdl.

Sulla Consulta si concentrano quindi le pressioni di buona parte del ceto politico italiano, ma Berlusconi non è sicuro di portare a casa un risultato positivo.

Lo scenario che più spaventa il governo è quello di un giudizio di illegittimità secca del Lodo, per violazione dell’articolo 138 della Costituzione. Il che significa che la sospensione dei processi nei confronti della quattro più alte cariche dello Stato non andava fatta con legge ordinaria. Se così fosse – secondo una scuola di pensiero – sarebbe difficile per il governo Berlusconi rimediare con un Lodo Alfano Bis, in tempi brevi. Un ddl costituzionale richiede la doppia lettura delle Camere e la maggioranza dei due terzi del Parlamento, se si vuole evitare il referendum confermativo. Nel frattempo, il premier tornerebbe sotto processo. Non solo per la vicenda Mills.

Cerchiamo di capire qualcosa di piu sulla faccenda. Iniziamo dagli “attori” in gioco, la Corte Costituzionale. Il Messaggero:

Chi sono i membri della Corte:

La Corte costituzionale è composta da quindici giudici: il presidente Francesco Amirante (eletto dalla Corte di cassazione), il vice presidente Ugo De Siervo (eletto dal Parlamento), Paolo Maddalena (eletto dalla Corte dei conti), Alfio Finocchiaro (eletto dalla Corte di cassazione), Alfonso Quaranta (eletto dal Consiglio di Stato), Franco Gallo (nominato dal presidente della Repubblica, Luigi Mazzella (eletto dal Parlamento), Gaetano Silvestri (eletto dal Parlamento), Sabino Cassese, Maria Rita Saulle e Giuseppe Tesauro (nominati dal presidente della Repubblica), Paolo Maria Napolitano e Giuseppe Frigo (eletti dal Parlamento), Alessandro Criscuolo (eletto dalla Corte di cassazione) e Paolo Grossi (nominato dal presidente della Repubblica).

Esito non scontato:

Gli orientamenti dei giudici costituzionali non sono prevedibili, considerata l’eterogeneità della Corte che per un terzo è composta da giudici nominati dal Capo dello Stato (Franco Gallo, Sabino Cassese, Giuseppe Tesauro e Maria Rita Saulle scelti dall’ex presidente Ciampi, Paolo Grossi da Napolitano), per un altro terzo da giudici provenienti dalle alte Corti (il presidente Francesco Amirante dalla Cassazione assieme ad Alfio Finocchiaro e Alessandro Criscuolo, dal Consiglio di Stato Alfonso Quaranta, dalla Corte dei Conti Paolo Maddalena). Né l’area di provenienza dei giudici eletti dal Parlamento (Ugo De Siervo è stato votato su indicazione del centrosinistra, così come Gaetano Silvestri, mentre Luigi Mazzella, Paolo Maria Napolitano e Giuseppe Frigo del centrodestra) basta a predirne i voti.

 Dal Lodo Schifani (2003) al Lodo Alfano (2008)

Dall’Ansa leggiamo:

Il ‘lodo Schifanì, che nel precedente governo Berlusconi determinò la sospensione e lo stralcio del processo Sme a suo carico, riguardava le prime cinque cariche dello Stato (Capo dello Stato, presidenti di Senato e Camera, premier e presidente della Corte Costituzionali). Fu bocciato nel 2004 con una decisione emessa dalla Consulta (per due terzi diversa da quella attuale) con motivazioni scritte da Francesco Amirante, ora presidente della Corte. Le motivazioni di quella sentenza (n.24 del 2004) sono certamente una ‘bussolà per gli attuali giudici costituzionali, ma vengono interpretate in modo divergente anche da emeriti costituzionalisti per sostenere pareri pro e contro la legittimità dell’attuale lodo Alfano. Cinque anni fa la Corte ritenne che il precedente lodo prevedeva una sospensione del processo «generale, automatica e di durata non determinata», creando così un «un regime differenziato riguardo all’esercizio della giurisdizione» con una conseguente violazione dei principi di uguaglianza (art.3) e di difesa (art.24). Tuttavia la Consulta definì un «interesse apprezzabile» quello di «tutelare il sereno svolgimento delle funzioni» delle alte cariche dello Stato, sempre che tale intesse sia tutelato «in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale».

Nel 2008, nuovamente premier Berlusconi, il governo ha provveduto ad emanare un secondo ‘lodò che a detta del Guardasigilli Angelino Alfano ha recepito le indicazioni della Corte. In particolare perchè è limitato alle prime quattro cariche (di natura ‘politicà, con la relativa esclusione del presidente della Consulta); è circoscritto nel tempo (vale solo per la durata della corica e della funzione e non è reiterabile salvo in caso di nuova nomina nel corso della legislatura); è rinunciabile da parte dell’interessato (come ha fatto ad esempio il presidente della Camera Gianfranco Fini pochi giorni fa); salvaguarda le parti civili costituitesi che potranno proseguire la loro azione in sede penale. Nulla diceva la precedente sentenza della necessità di intervenire con una legge costituzionale, e dunque di una possibile violazione dell’art.138 della Costituzione . Ed infatti la Consulta scrisse che era da ritenersi «assorbito ogni altro profilo di legittimità costituzionale». Frase, quest’ultima, per certi versi sibillina e che però nella ricerca di dottrina (7 volumi per più di tremila pagine) ora all’attenzione dei giudici della Corte sarebbe da intendersi con un mancato esame «per economia di giudizio» Ma c’è anche chi ritiene che quella frase sarebbe stata allora utilizzata per non sconfessare, per vizio di forma, la firma apposta al ‘lodo Schifanì dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. Situazione analoga, per certi versi, a quella attuale. Ma i ricorsi alla Consulta dei magistrati di Milano e Roma denunciano anche altre violazioni della Costituzione: il principio di uguaglianza previsto dall’art.3, la ragionevole durata del processo (art.111), l’obbligatorietà dell’azione penale (art.112), il giudicato costituzionale (art.136), e le guarentigie dei parlamentari, del Capo dello Stato e dei ministri (art. 68, 90 e 96). Tutti punti su cui, da domani, sarà sfida aperta alla Consulta, con i legali di Berlusconi pronti ad assicurare che non c’è alcun bisogno di una legge costituzionale, che la sospensione del processo non è un’immunità e che il premier non può essere considerato un ‘primus inter pares’ rispetto agli altri ministri. (ANSA)

________________

In definitiva non è detto che domani vi sia la “sentenza” sul Lodo, potrebbero essere necessari alcuni giorni di riflessione, soprattutto nel caso, molto probabile, di diverse opinioni all’interno della Corte.

Sembra poi difficile una bocciatura in toto per violazione dell’articolo 138, ciò impedirebbe una legge ordinaria e necessiterebbe di una legge costituzionale che questo parlamento non concederà facilmente. L’ipotesi sembra però remota e quindi lascia spazio alla approvazione di un nuovo Lodo qualora quello Alfano venisse rigettato.

Questo il parere “tecnico”. Dal punto di vista politico non penso cambierà nulla in caso di respingimento della Legge. Berlusconi non si dimetterà e griderà al complotto, qualche titolone di Feltri e Belpietro e magari un nuovo editorale di Scodinzolini. Nulla di piu. Berlusconi non è battibile in questo momento ed al PDL conviene averlo a Palazzo Chigi. Non credo minimamente ad ipotesi di dimissioni o quant’altro. Spero davvero che il centrodestra non percorra la strada della “piazza” perche una manifestazione a sostegno di quell’essere potrebbe tramutarsi in un booomerang senza precedenti. Manifestare per la causa persa da Fininvest e per la bocciatura del Lodo vorrebbe dire manifestare in difesa degli interessi di una SOLA persona. Una vergogna che spero ci risparmieranno.

Il lodo passerà. Mia previsione.

Lodo Alfano, Berlusconi la spunterà…


 

lodo alfano

Tutta scena, sembra infatti che si metta bene per Berlusconi in riguardo al Lodo….

fonte:

Rumor/ Lodo Alfano, Silvio Berlusconi la scamperà

Dalle parti del Quirinale trapela ottimismo

Martedí 15.09.2009 13:08
Dalle parti del Quirinale trapela ottimismo sulla decisione della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, la scamperà…

Qualche tempo fa infatti, a cena…..

Consulta, la cena segreta

Un incontro carbonaro tra il premier, Alfano, Ghedini e due giudici della Corte Costituzionale. Per parlare di giustizia. Ma sullo sfondo c’è anche l’immunità di Berlusconi…

di traffico, abbiamo ospiti importanti…”, aveva detto la signora Mazzella alle amiche. Così, stando a quanto ‘L’espresso’ è in grado ricostruire, a casa del giudice si presentano Berlusconi, il ministro della Giustizia, Angiolino Alfano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini. Con loro arriva anche un altro collega di Mazzella, la toga Paolo Maria Napolitano, eletto alla Consulta nel 2006, dopo essere stato capo dell’ufficio del personale del Senato, capo gabinetto di Gianfranco Fini nel secondo governo Berlusconi e consigliere di Stato.