Berlusconi, un burbero anziano pronto a tutto per difendere se stesso


Una foto che vale più di ogni dichiarazione politica. Io vedo solo un vecchietto imbruttito dagli anni e dagli interventi estetici, truccato all’inverosimile che sbraita affannosamente. Eppure le rughe ci sono e si vedono. L’HD è impietoso, chissà mai non si inventino una legge ad personam contro l’alta definizione.

Tornando alla conferenza stampa di ieri, tre elementi mi fanno pensare che le ‘esternazioni’ del Cavaliere siano la rappresentazione dell’inizio della fine del berlusconismo.

  1. L’immagine che ne esce di Berlusconi. Affaticato, stanco, provato, tirato, in una parola ‘vecchio’
  2. Il ricorso al ‘dibattito‘ con i giornalisti presenti in sala, quando in genere lui usa fare solo mologhi. Un chiaro segnale di debolezza.
  3. Il prologo alla creazione di una Lista Berlusconi, con i duri e puri fedelissimi portati in parlamento solo per difendere gli interessi del Premier. Questo vuol dire che parte del Pdl non lo seguirà e quindi la sua leadership risulta essere sempre piu debole. (Sia ben chiaro, la Lista Berlusconi sarà alleata del Centrodestra ma non è detto che dopo le elezioni vi sia un riposizionamento).

In definitiva quella di ieri sembrava un po’ la conferenza stampa di un pazzo che continua a dire ‘io ho ragione e tutto il mondo ha torto’,  non solo la magistratura, i comunisti, ma pure le banche, Merkel e Sarkozy etc. Eppure sono convinto che tale strategia possa fare breccia negli animi di quei pdellini che sono passati a Grillo o che al momento non intendono andare a votare. L’attacco a Monti, la minaccia di sfiducia al Governo, potrebbero riscaldare gli animi di quei cittadini delusi da Alfano e dalla classe dirigente pidiellina.

Il Cavaliere in bilico tra il mollare Monti, con annessa ‘scissione interna’ (Frattini, Gelmini, Carfagna ed altri ‘big’ non lo seguirebbero) ed il temporeggiare ricordando a tutti che Lui è ancora il Capo.

Come raegiranno i mercati? Lo ‘spread’ si impennerà di nuovo? Per ora Monti e Napolitano non replicano, probabilmente per non gettare benzina sul fuoco. Scenari in movimento comunque. La pax montiana è finita. Inizia la guerra.

Una Italia da ricostruire anche dal punto di vista morale


Mario Monti sta per varare il suo governo. Pdl, Pd, Idv e terzo polo hanno garantito il loro appoggio. Vedremo a breve di cosa si occuperà il nuovo Premier, le linee guida dell’esecutivo ed il consenso che riceverà in Parlamento.

Ad integrazione di ciò che ho scritto una settimana fa, mi permetto di riportare alcune precisazioni.

Credo che il professor Monti avrà davanti a se un compito arduo. ‘Ricostruire’ o comunque mettere le basi per la ricostruzione di un Paese. Non solo dal punto di vista strutturale, economico e politico. Soprattutto dal punto di vista morale.

Le manifestazioni di piazza di sabato, nate spontaneamente per festeggiare la dimissioni del Premier, hanno accesso i riflettori su un tema per ora messo da parte nel nome della crisi economica che sta attanagliando l’Italia.

L’Italia postberlusconiana, oltre al crollo di credibilità associato al peggioramento dei fondamentali economici, si porta dietro una spaccatura verticale della società. Il nostro paese, per carità, ha sempre amato le divisioni,  ma ventanni di Berlusconi hanno prodotto prima e cementato poi due grandi ‘fazioni’ politiche, ideologiche e sociali. Berlusconismo ed antiberlusconismo si sono sedimentati nelle coscienze di molti cittadini sino ad influenzarne anche le amicizie, le conoscenze ed i rapporti sentimentali. Forse l’unico e vero bipolarismo formatosi nel Paese.

Il frutto di tutto questo è l’imbarbarimento del clima politico e sociale. Se prima si era avversari, poi si è diventati ‘nemici’. Il ragionamento non vale per tutti naturalmente ma è valido per molti e la colpa principale ricade su chi ha iniziato la ‘demonizzazione’ dell’avversario, cioè Silvio Berlusconi.

Lui, sin dall’atto della  discesa in campo nel 1994, ha utilizzato i suoi media e le sue idee per gettare fango sulle Sinistre e su chi aveva deciso di non piegare le proprie ragioni ai suoi voleri. Non sto qui a ricordare le ‘epurazioni’ e le ‘normalizzazioni’ attuate dal leader del Centrodestra durante i  18 anni di ‘regno’. Uno su tutti, Indro Montanelli, un conservatore, un liberale, tacciato di ‘comunismo’ solo perche non prono alle convenienze del Cavaliere.

Tre lustri e mezzo vissuti sulle contrapposizioni, sull’odio e sulla delegittimazione, diventata ben presto reciproca, saranno difficili da estirpare. Prima di tutto perche Berlusconi è ancora lì, pronto a difendere i suoi interessi personali con ogni mezzo possibile. Senza dimenticare la presenza della Lega Nord dalle idee populiste e dai modi ‘barbari’. Ultimamente il monitoraggio delle attività politiche  ed istituzionali veniva misurato in base al numero di barzellette sconce e di ‘dita medie’ alzate.

Sarà possibile sanare le ferite di un Paese  ‘malato’ quando ‘la malattia’ è ancora in circolo, libera di poter danneggiare in qualsiasi momento il lento lavoro di ricostruzione? Sarebbe stato possibile varare la nostra Costituzione avvalendosi anche del contributo del Partito Fascista e di Mussolini?

Forse riusciremo a tirarci fuori dal fango in cui siamo precipitati e chissà, magari lo faremo tutti assieme, formando un nuovo clima generale tale da far diventare l’Italia,  per la prima volta dal dopoguerra,  un Paese ‘normale’. Senza contrapposizioni ideologiche. Distinti, distanti ma uniti da valori comuni. Avversari e non nemici.

Buon lavoro Professor Monti e soprattutto Buona Fortuna, ne avrà bisogno. Ne avremo bisogno.

Crisi di governo, in diretta sul blog



Diretta Live:

DIRETTA MARTEDÌ 8.11

  • Ore 9.00 Martedì 8 Novembre
    Sul rendiconto maggioranza a 312 voti

    A tale numero arriva il centrodestra. L’opposizione si asterra. La fonte è il giornale La Stampa.
  • Ore 13.00 Bossi ‘ Berlusconi si faccia da parte, Alfano Premier’
    “Abbiamo chiesto a Berlusconi di fare un passo di lato, laterale”. Così il leader della Lega, Umberto Bossi, arrivando alla Camera. Alla domanda se la richiesta del Carroccio sia per Alfano premier, il Senatur conferma sarcastico: “E sennò chi mettiamo, il segretario del pd?”. Cosi da Repubblica.it
  • Ore 16.10: Solo in 308 votano il rendiconto, il Governo non ha piu la maggioranza.
    321 i non votanti. otto deputati del centrodestra non hanno votato con il governo. A questo punto, prassi e buon senso vorrebbero, il Premier dovrebbe salire al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Berlusconi naturalmente non lo farà
  • Ore 17.30: Spread Btp-Bund vicino quota 500
    Si avvicina pericolosamente alla soglia record dei 500 punti lo spread fra Btp e bund. Attualmente, in chiusura si attesta a 497 punti. Record anche per il rendimento del decennale che vola al 6,77%. Cosi da Repubblica.it
  • Ore 18.30: Berlusconi atteso al Quirinale, non si dimette
    Il Premier sta salendo al Quirinale per discutere con il Presidente della Repubblica le ultime vicende parlamentari. Probabilmente Berlusconi confermerà la volontà di voler rimanere sino ad un voto di sfiducia, Napolitano potrebbe chiedergli un atto di buonsenso, soprattutto visto le ricadute a livello economico, ma in definitiva lo rimanderà alle Camere per verificare la tenuta della maggioranza

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DIRETTA LUNEDI 7.11

  • Ore 20.40: Al momento alla Camera, Fiducia 307 – Sfiducia 312 – Incerti 9
    Da una analisi del Termometro Politico questi sembrano essere i numeri. Sul fronte ex Pdl voteranno contro il governo Santo Versace, Calogero Mannino, Luciano Sardelli e Antonio Buonfiglio come anche Bonciani, D’Ippolito e Carlucci, ex Pdl ora nell’Udc. Tre pidiellini sono in bilico, Antonione, Destro e Gava potrebbero non votare la fiducia. Belcastro, Iannaccone e Porfidia (ex Responsabili) risultano ‘incerti’. Milo, dei Popolari italia Domani, voterà contro Berlusconi. Nucara, Repubblicano, forse non parteciperà al voto.
  • Ore 20.45: sorprese in arrivo dai Radicali?
    “Comincia la lunga notte della conta. Occhi puntati su alcuni delusi che potrebbero rientrare e… Sui radicali” cosi scrive Marco Castelnuovo, nella sua diretta twitter su La Stampa.
  • Ore 22.10: Pecorella (Pdl) Per i mercati Berlusconi danneggia il Paese, si dimetta
    Da repubblica.it “Il mercato dice chiaramente che Berlusconi è un danno per il paese. E’ un dato di fatto che la borsa è salita in relazione alla notizia delle dimissioni di berlusconi. Il premier deve prendere atto che in questo momento bisogna farsi da parte e bisogna voltare pagina. Anche i mercati aspettano un cambiamento”. Lo dice Gaetano Pecorella, deputato del Pdl.
  • Ore 23.00: Berlusconi lascia Arcore e torna a Roma. Notte di trattative
    Il Premier è arrivato a Roma per un vertice straordinario del PDL. Arriva da Arcore dove, nel pomeriggio aveva incontrato la figlia Marina (Mondadori), il figlio Piersilvio ed il Presidente di Mediaset Confalonieri. Chissà che non si sia discusso di qualche strategia per le sue imprese, in caso di abbandono di Palazzo Chigi. Nella notte sono previste trattative serrate per riportare qualche ‘pecorella all’ovile’. Nel frattempo sul Corriere vengono tracciati 5 scenari per la crisi. Il testa il governo tecnico

Per la prima volta, dal 2008, il Governo rischia davvero di cadere. La situazione è diversa anche rispetto al 14 dicembre dello scorso anno. In quel caso il Premier ebbe un mese circa per ‘tappare’ la falla aperta dalla dipartita dei finiani. Oggi invece non ha che poche ore e soprattutto il clima di sfiducia dei mercati e della politica internazionale rappresentano un elemento di forte pressione verso un cambio di governo. Da giorni vi sono defezioni nella maggioranza, Berlusconi cercherà un recupero in extremis ma anche la Lega sembra aver metabolizzato l’inevitabilità della crisi.

Le tappe della crisi
Domani alla Camera è in votazione il rendiconto generale dello stato. L’opposizione si asterrà per ‘contare’ i voti della maggioranza. In caso di discesa sotto il 315 voti, probabilmente Bersani e Casini chiederanno le dimissioni del Premier, il quale le respingerà come ha fatto nei mesi precedenti.

A quel punto la palla passerà al Senato, dove si dovrà approvare il maxi emendamento sulla stabilità, il Governo porrà la fiducia e li, a Palazzo Madama, potrebbe esserci il primo avviso di sfratto per il Berlusconi. L’opposizione poi potrebbe chiedere una mozione di sfiducia a Montecitorio, dove i numeri sono ancora piu risicati per l’esecutivo.

Nei prossimi due giorni, quindi, avremo chiaro il quadro della Crisi. Non è escluso che il Cavaliere possa rassegnare le dimissioni nel caso abbia la sicurezza di non avere piu una maggioranza parlamentare anche se potrebbe davvero ‘sfidare’ uno ad uno i ‘traditori’ aspettandoli in Parlamento per il voto di fiducia.

Il blog seguirà in diretta l’evolversi della situazione.

Sondaggio, come finirà Berlusconi?


Giorni importanti per il destino del Premier. Alcuni paventano dimissioni entro pochi giorni, altri dicono che venderà cara la pelle e cercherà di ‘recuperare’ qualche pecorella smarrita (chissà che la magistratura non possa tenere sotto controllo i conti concorrenti del suo ‘clan’ per verificare anomali spostamenti di danaro). Intanto l’Italia affonda sui mercati ed in quanto a credibilità.

Voi cosa ne pensate? Come finirà per il Premier ed il suo Governo? Votate!

Poll: Come finira Berlusconi

Risultati:

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A proposito di Sondaggi, Annozero risulta essere la ‘perdita’ piu grande per la RAI, secondo i lettori di Candido:

La perdita piu grande per la RAI

Risultati: (votanti 159 al 06.11.2011)

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Financial Times a Berlusconi: “Nel nome di Dio, dell’Italia e dell’Europa, Vattene!”


Financial Times “Per Dio, per l’Europa e per l’Italia: vattene!”

Rainews
“dopo due decenni di spettacolo inconcludente, le uniche parole da rivolgere a Berlusconi rimandano a quelle usate un tempo da Oliver Cromwell. In the name of God, Italy and Europe, go!

 

30 ore per la vita…del Governo che, sull’orlo della Crisi, tenta di sopravvivere


tocchi al presidente del Consiglio indicare alla Camera nell’annunciato intervento di domani la soluzione che possa correttamente condurre alla dovuta approvazione da parte del Parlamento del rendiconto e dell’assestamento. Sulla sostenibilità di tale soluzione sono competenti a pronunciarsi le Camere e i loro Presidenti.

Cosi il Presidente Napolitano, dopo il patatrak di ieri sulla approvazione del bilancio. Non bastano piu i numeri della fiducia, quindi. Il Capo dello Stato chiede a Berlusconi di tirarsi fuori dai guai facendo qualcosa, non solo costringendo i suoi a votargli la fiducia.

Le opposizioni rispondono con una azione clamorosa e fortemente simbolica. Dopo la bocciatura di ieri, avendo considerato esaurito il mandato del Governo, domani i deputati di Pd,Idv e terzo polo lasceranno l’aula durante la lettura del testo del Premier a Montecitorio e non interverranno nel dibattitto successivo, partecipando solo alla votazione di venerdi.

322, forse 320. Questi, secondo il Premier, i voti che il Governo otterrà venerdi mattina. E‘ quasi scontato che l’esecutivo uscirà vincitore dalla votazione di fiducia, per quanto ancora potrà reggere però non è dato sapere. Alcuni parlano di novembre, altri si azzardano ad ipotizzare gennaio. Nessuno oramai crede piu alla naturale conclusione della legislatura nel 2013. Il 2012 sarà l’anno del voto. Se Berlusconi si salva anche questa volta la sua battaglia finale sarà vinta davvero. Eppure mai come ora la fine del Governo sembra davvero essere vicina.

Alcuni editoriali di oggi sulla crisi di governo:

Chi deve salire al Colle è il Cavaliere di Massimo Giannini (La Repubblica)
L’implosione di Massimo Franco (Corriere)
Incidente con complotto di Francesco Verderami (Corriere)
Non è stato solo un infortunio di Marcello Sorgi (La Stampa)

L’ora della verità di Claudio Sardo (l’Unità)
La Lega non ha strategie (o governi) di ricambio di Sergio Soave (Avvenire)
Domatori di Berlusconi (Il Post)



Bocciatura del rendiconto di bilancio: il precedente del Governo Goria, che si dimise


La bocciatura di questo pomeriggio al rendiconto di bilancio avrebbe dovuto, da prassi, provocare le dimissioni del governo. Il precedente del Governo Goria:

Wiki. In seguito alle elezioni del 1987 Goria divenne presidente del Consiglio su indicazione del segretario del suo partito Ciriaco De Mita; in tale governo era anche ministro (senza portafoglio) per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno. Fu costretto a dare le dimissioni nel 1988 in seguito alla bocciatura in Parlamento del suo bilancio.

Naturalmente Berlusconi non si dimetterà.

Der Spiegel e Le Soir, la stampa europea ‘svergogna’ Berlusconi


 

Il belga Le Soir, prima pagina di uno dei piu autorevoli quotidiani europei.

Der Spiegel, settimanale tedesco di importanza internazionale:

“Zoticone e Volgare”