#crisidigoverno: Renzi ritira i ministri?


Conte e Renzi, crisi di governo: la mossa del premier che punta a isolare  il leader di Italia viva- Corriere.it

Il governo, secondo me, dovrebbe cambiare almeno due ministri (Scuola e Trasporti), investire i soldi del Recovery in progetti di sviluppo, sanità e lavoro e non in bonus a pioggia. Cosa che effettivamente è stata fatta attraverso il confronto avviato nelle settimane scorse tra i partiti della maggioranza. Detto questo aprire la crisi di governo o andare al voto durante una emergenza così grave è da incoscienti.

Il Premier Conte ha ipotizzato una impennata dei contagi a breve, il Governo pensa a nuove restrizioni, proprio oggi il ministro della Salute Speranza ha rendicontato il Parlamento sulla difficile situazione a cui saremo chiamati nelle prossime settimane. Renzi invece stasera ritirerà la sua delegazione dal governo, aprendo di fatto la crisi.

Mattarella e Conte hanno avuto oggi un colloquio al Quirinale, il Presidente ha chiesto chiarezza, visto il momento critico. Conte ha promosso stasera un “patto di legislatura” aprendosi al confronto ma solo ieri aveva escluso governi con Italia Viva se Renzi avesse aperto la crisi.

La sensazione è che se Renzi sta alzando il tiro per avere maggiore potere all’interno della maggioranza, Conte non sia disposto a concedere molto perché accarezza l’idea, in caso di voto, di ottenere un certo successo con una propria lista, svuotando Pd e 5 Stelle e proponendosi successivamente come leader di una coalizione giallorossa all’opposizione di un governo sovranista Salvini-Meloni.

Governo Conte 3, governo giallorosso senza Conte, governo ponte per elezioni anticipate, governo Draghi di larghe intese. Queste le principali ipotesi. Mentre in Italia è emergenza Covid, con una campagna vaccinazioni appena iniziata, con il blocco dei licenziamenti sospeso tra qualche settimana, in attesa di gestire i fondi in arrivo dall’Europa.

2021, cosa aspettarsi dal nuovo anno?


Finalmente 2021

Ad inizio gennaio, sulle pagine di questo blog, spesso avete letto analisi e riflessioni su ciò che avrebbe contraddistinto l’anno che andava a cominciare. Poi è arrivato il 2020 che ha stravolto tutto. Ipotesi, abitudini, certezze. Ed ora, con il nuovo anno appena partito non è facile “prevedere” ciò che accadrà nei prossimi dodici mesi.

Ovviamente buona parte del 2021 sarà incentrato nella battaglia contro il Covid, la campagna di vaccinazione globale si spera possa riportare alla normalità il Mondo intero entro la fine dell’anno ma le incognite sono tante. Dalla disparità di trattamento tra Nord e Sud del pianeta, con l’Africa abbandonata a se stessa anche per questa emergenza. Cosa che potrebbe ritorcersi contro l’Occidente con nuove future varianti del virus Anche l’andamento della vaccinazione potrebbe subire ritardi o interruzioni. L’impressione è che siamo entrati in una nuova epoca sanitaria e che il nuovo vaccino non sarà che il primo di una serie successiva.

Alla emergenza sanitaria si aggiunge quella economica. Il forte rischio di collassi sociali con licenziamenti in aumento e fallimenti a raffica. Si spera nel possibile rimbalzo economico, anche grazie ai primi fondi in arrivo dall’Europa ma anche qui, come per la pandemia, nulla è certo ed ancora non si riesce a comprendere la portata della crisi economica ed i possibili drammatici sbocchi, si a livello di emergenza sociale e che di ordine pubblico.

Restringendo il cerchio alla nostra Italia, già tra qualche giorno il Governo dovrà fare i conti con lo scontro interno alla maggioranza. Renzi potrebbe ritirare la fiducia, Conte potrebbe sopravvivere con una pattuglia di “responsabili” centristi oppure potrebbe soccombere prima o dopo in favore di un nuovo esecutivo presieduto da Mario Draghi. Quali e quanti partiti a sostegno dell’ex presidente BCE non è ancora chiaro. Sullo sfondo la possibile elezione al Quirinale nel 2022 al posto di Sergio Mattarella che difficilmente, in un periodo storico così grave, potrebbe permettere la sopravvivenza di un governo fragile e non in grado di gestire i seri impegni in arrivo, sia dal punto di vista sanitario che economico. Senza contare la nuova legge elettorale da approvare e la preoccupazione diffusa in ambito istituzionale ed europeo sulla possibile futura vittoria elettorale di Salvini e Meloni.

In ambito internazionale occhi puntati sugli Stati Uniti. Tra qualche giorno i democratici potrebbero vincere due senatori in Georgia ed ottenere la maggioranza in ambedue le Camere. In caso contrario il nuovo Presidente Joe Biden dovrà rinunciare alla spinta progressista del suo programma, cercando accordi con i repubblicani, dilaniati dalla spaccatura pro e contro Trump. Se il Presidente uscente è stato sconfitto elettoralmente, il suo modo di fare politica è ancora ben vivo nel Paese e non a caso una buona fetta degli elettori conservatori non crede che Biden abbia vinto legalmente le elezioni. Tanto odio, unito all’ignoranza ed alla fragilità mentale, potrebbe portare ad eventi spiacevoli clamorosi in una Nazione già piegata da problemi razziali e disordini sociali, acuiti dalla pandemia sempre più incontrollabile e che il nuovo Presidente potrà provare a combattere solo tra qualche mese, forse troppo tardi.

La Cina intanto, da cui è nata e si è diffusa l’epidemia globale, inizia il nuovo anno in piena salute economica ed anzi rischia di avvantaggiarsi ancora di più sull’Occidente. Chissà poi se i tanti modi ‘innovativi’ per sopravvivere in tempo di epidemia, dallo smarworking, all’e-learnig, all’aumento di acquisti online e food delivery, resteranno anche al ritorno della normalità. Probabilmente lo scopriremo dopo il 2021, quando saremo tornati al Cinema, a Teatro, al Museo, quando riprenderanno vita il settore alberghiero, le palestre, le piscine, e tutti quegli spazi di socialità ed attività a cui siamo stati costretti a rinunciare da oramai molto tempo e che hanno provocato migliaia di licenziamenti e fallimenti.

Il 2021 sarà comunque anche un anno di eventi, dagli Europei di Calcio alle Olimpiadi, programmati nel 2020 e poi rimandati per Covid, ed anniversari storici come ì 700 anni della morte di Dante, i 200 da quella di Napoleone, i 150 di Roma Capitale ed i 100 dalla fondazione del PCI.

E se Nostradamus sembra aver predetto per il 2021  “disastri naturalicarestie, guerra mondiale e l’impatto di un asteroide” è facile prevedere che effettivamente il nuovo anno, ahimè, sarà accompagnato da disastri naturali, come terremoti, maremoti, uragani, inondazioni e da eventi straordinari come attentati, disastri aerei, esplosioni, naufragi, affondamenti o incidenti gravi. Così come continueranno le guerre ed i loro tristi esiti. Potrebbero affacciarsene di nuove o inasprirsi vecchie contese. Nulla di nuovo quindi.

Nell’anno appena terminato infine ci hanno lasciato tanti personaggi pubblici importanti. Molti di essi anziani. La saggezza di chi è in età avanzata deve far riflettere. I “nostri vecchi” portano con loro le esperienze e la memoria di cui noi spesso manchiamo e di cui abbiamo necessariamente bisogno. Il Covid ha forse come mai prima acceso i riflettori sulla importanza degli anziani. Spero che l’anno nato ieri sia benevolo verso di loro e che permetta al mondo di poterli proteggere ancora di più di quanto fatto sino ad ora.

Buon anno a tutti!

Danilo

#MES e #Sicurezza, #Conte rischia la crisi?


Inaspettatamente, mentre l’Italia è ancora in piena emergenza pandemia, la settimana che sta per iniziare potrebbe essere l’ultima del Governo Conte II. Il voto sulla riforma del MES e quello sulla modifica dei decreti sicurezza rappresentano un concreto rischio di caduta per l’esecutivo giallo-rosso. Per cosa si vota sul MES:

Lunedì scorso, i ministri delle Finanze dell’eurozona riuniti nell’Eurogruppo hanno trovato un accordo sulla riforma del MES: tra le altre cose, la riforma permetterà che venga anticipata di due anni, dal 2024 al 2022, l’entrata in vigore del cosiddetto “paracadute” (backstop) per il fondo salva-banche, un fondo finanziato dalle banche europee che serve ad aiutare gli istituti finanziari in difficoltà. Questa riforma non va però confusa con la linea di credito di emergenza del MES creata per coprire le spese sanitarie. (Il Post.it)

Nel Movimento 5 Stelle vi sono alcuni parlamentari non disposti a votare la riforma. Al Senato la maggioranza è appesa ad un filo:

Una fatica che usura la pazienza su entrambi i fronti. Perché non fa eccezione quello grillino, dove secondo la Stampa ci sarebbero tra i sei e gli otto senatori che minacciano ancora di votare No mercoledì, con la maggioranza aggrappata ai voti dei senatori a vita Mario Monti ed Elena Cattaneo e alle possibili assenze strategiche dei senatori di Forza Italia dissidenti, pur di mantenere il margine risicato a palazzo Madama che è proprio dei sei voti. Tra i ribelli ci sono Elio Lannutti, Barbara Lezzi e Orietta Vanin, seguiti da Bianca Granato e Mattia Crucioli. E poi c’è il presidente della commissione antimafia Nicola Morra, oltre ai voti in forse di Rosa Amato, Fabio Di Micco e Cataldo Mininno.(Openonline)

Anche nel Partito Democratico c’è molta insofferenza. Il continuo rimandare nell’affrontare punti cardine dell’accordo che ha fatto nascere il governo, ovvero legge elettorale e riforma dei decreti sicurezza, rappresenta per il PD un banco di prova non più rimandabile:

Delrio, capogruppo PD: “Noi del Pd ci siamo fatti concavi e convessi», per esempio quando c’è stato da approvare il taglio dei parlamentari: «Abbiamo detto sì, ma a patto che venissero portate avanti le riforme collegate. Ora però – aggiunge – quei nodi vanno risolti definitivamente, nei tempi e nei modi giusti. Altrimenti la fatica dell’alleanza si farà sentire». (Openonline)

Proprio in questi giorni, il governo giallorosso Conte II sta per agganciare il governo gialloverde Conte I in quanto a durata. Riuscirà il premier a restare in sella nella settimana più complicata da settembre 2019?

Secondo Renzi, in caso di bocciatura della riforma MES, l’opzione è una sola: dimissioni.

«Noi abbiamo fatto un governo per dire no agli anti-europeisti e in nome di una svolta europeista. Se prevalesse un orientamento opposto, in altre parole se il governo andasse sotto su una questione come quella, è naturale che il presidente del Consiglio si dovrebbe dimettere. È evidente che si chiuderebbe un ciclo. Ma penso e credo che il Movimento Cinque stelle non impallinerà Conte in Parlamento, assumendosi la responsabilità di mandarlo a casa»

Giuseppe stai sereno? Non proprio, anche se voci di corridoio parlano di un possibile Conte-ter con annesso rimpasto e l’entrata nel governo dello stesso Renzi. A giorni la risposta.

Il futuro di Renzi, tra un Ministero e l’Opposizione


Il leader di Italia Viva attacca Conte. In molti paventano la crisi di governo. Non avendo altro di meglio da fare in questo pomeriggio primaverile di fine clausura, ho provato ad immedesimarmi nel senatore, cercando di ipotizzare le sue strategie, prevedendone le mosse future.

Riassunto delle puntate precedenti
Dopo aver preso il Partito Democratico al 25% a fine 2013 ed averlo portato, nei mesi iniziali del suo esecutivo, a toccare il 40% a maggio 2014, Renzi, con il proseguire dell’azione di governo, ha visto erodere il consenso, culminato con la sconfitta al referendum costituzionale di dicembre 2016 ed al misero risultato, 18%, delle politiche del 2018.

Nell’estate 2019, dopo un anno vissuto nell’ombra, Renzi è tornato ad avere visibilità durante la crisi del governo gialloverde. Grazie ad una manovra politica audace e spiazzante, ovvero quella di sostenere la necessità di un accordo con i 5 stelle, l’allora senatore PD ha favorito la nascita del governo giallorosso, portando al suo interno due ministre della propria area.

Un retroscena gustoso parla addirittura di un Salvini ancora ministro che, dopo aver avuto garanzie che Renzi non avrebbe mai fatto alleanze con i 5 stelle, ha dato il via libera alla crisi del Conte I.

La sintesi è che, probabilmente, Renzi è stato una delle cause della crisi del governo pentaleghista e successivamente è stato uno dei primi a sostenere un nuovo esecutivo che estromettesse i sovranisti dal governo e riportasse l’Italia sul fronte europeista.

Qualche giorno dopo il giuramento del Conte II, ennesimo colpo di teatro, questo già annunciato da mesi. L‘abbandono del PD e la creazione di nuovo movimento, Italia Viva, futuro ago della bilancia dell’esecutivo nascente.

Quadro politico esistente

Dopo nove mesi di sostegno a Conte (di cui gli ultimi due in emergenza pandemia) mentre il Premier, il PD ed in parte anche i 5 stelle, recuperavano o guadagnavano consensi, Renzi non ha intercettato alcun flusso in entrata. I sondaggi danno oggi Italia Viva tra il 2 ed il 5%. Nessun guadagno, forse una leggera flessione di consensi rispetto a settembre 2019. Per giunta, a livello personale, l’ex sindaco di Firenze continua ad essere in fondo a quasi tutte le classifiche di gradimento dei leader. Dopo aver alzato i toni a fine 2019, l’esplosione del contagio da Coronavirus ha obbligato tutti a fare quadrato intorno al Governo. Adesso che l’Italia sta per tornare, lentamente, ad una normalità apparente e sapendo che il rinvio del referendum ha aperto una lunga finestra ‘senza elezioni’, continuare a sostenere l’esecutivo sino a fine legislatura non ha senso. Non porta a nulla.

Ipotesi future

Premesso tutto ciò, mettendomi nei panni dell’ex Premier, uomo dall’ego importante e anche portatore di un certo fiuto, non vedo che due sbocchi possibili per il futuro, ognuno dei quali passa dalla fine dell’esperienza di governo con Giuseppe Conte.

  1. Al governo con un Ministero importante

Crisi politica, nuovo esecutivo e Ministero importante, capace di garantire quella visibilità avuta da Salvini agli Interni durante il governo giallorosso e che ha portato la Lega a raddoppiare i consensi in pochi mesi. Dallo scranno di ministro, seguire il percorso salviniano fino all’incasso elettorale. Magari muovendosi con maggiore scaltrezza del leader leghista, durante la fase di crisi politica.

2. All’opposizione di Conte o di un governo con dentro Forza Italia

La crisi di governo potrebbe portare ad un nuovo esecutivo con la stessa maggioranza senza Italia Viva e con l’aggiunta di esponenti di Centrodestra ‘responsabili’ vicini a Forza Italia o con Forza Italia stessa. Ben sapendo di non poter ambire a catalizzare voti a sinistra, a quel punto Renzi, dall’opposizione, potrebbe cercare di intercettare il consenso di quel 6-7% di elettorato oggi patrimonio di Forza Italia. Passare dal 3 al 7%, sfondando la barriera del consenso dei moderati, sarebbe già un successo. Un successo capace di orientare l’elezione del futuro Capo dello Stato nel 2022 e magari tornare utile per la composizione di un nuovo governo dopo le elezioni del 2023 o nel caso di elezioni anticipate decise da un sistema proporzionale.

Queste le mie riflessioni e le annesse ipotesi sul futuro del quadro politico italiano. Vi invito a farmi sapere cosa ne pensate e vi rinnovo l’appuntamento a fine estate per capire se gli eventi avranno dato ragione quel che ho ipotizzato.

Aria di crisi per il governo, si guarda oltre Conte


Il governo Conte è oramai arrivato quasi alla fine del suo mandato. Troppe voci e rumors fan capire come ci si stia preparando ad una nuova fase. Probabilmente la caduta avverrà sul campo economico, sul come gestire il proseguo della crisi. Renzi sarà, quasi sicuramente, quello che ritirerà la fiducia aprendo la crisi.

E successivamente buona parte del centrodestra, i renziani e credo anche il PD, assieme forse a settori sparsi dei cinque stelle, daranno vita ad un ‘governo di salute pubblica’ con tutti dentro che possa varare provvedimenti popolari e graditi ai principali settori sociali e economici.

Un anno di governo che logorerà il PD e darà la possibilità al centrodestra di vincere a mani basse le prossime elezioni.

Non è neanche chiaro con quale sistema elettorale si andrà a votare. Proporzionale? Con quale sbarramento?

Un’ultima cosa. Mentre settori della maggioranza pensano a sabotare il governo, indebolendolo anche in Europa, la gente continua ad ammalarsi ed a morire. Sarebbe opportuno preparare la fase 2 invece di tentare di rovesciare l’esecutivo.

2020: anniversari, ricorrenze e possibili scenari futuri


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Siamo entrati da pochi giorni nel 2020. Dibattito a parte su nuovo decennio o meno, il nuovo anno si apre con gravi incognite in riguardo alle crisi internazionali. Alle proteste filo-iraniane davanti l’ambasciata Usa a Baghdad, Donald Trump ha risposto in modo inatteso e dirompente. L’uccisione del più importante comandante iranianoQassem Soleimani, capo della divisione Qods dei Guardiani della Rivoluzione. Iran ed Iraq sono insorte contro l’omicidio e minacciano gravi ritorsioni contro gli Stati Uniti. Un avvenimento tuttora in pieno svolgimento e che non è chiaro ancora quali risultati produrrà nel già infuocato Medioriente.

Non solo Iran. E’ di questi giorni infatti la decisione del Presidente turco Erdogan di entrare in guerra. Il Parlamento di Ankara ha approvato la mozione che autorizza l’invio di militari turchi in Libia, come richiesto dal governo del premier libico Fayez al-Serraj. Il tutto per fermare l’avanzata dell’autoproclamato Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, impegnato da aprile in un’offensiva per prendere il controllo di Tripoli. L’Unione Europea esprime preoccupazione ma non ha fatto nulla per evitare ciò che è accaduto. Nessuna azione concreta per risolvere la crisi libica.

Fronti caldi anche in Venezuela, con gli scontri tra Maduro e gli oppositori; in Cile, con le proteste contro le iniziative del Presidente Pinera ed in Israele, chiamato al voto per l’ennesima volta.

Tornando all’Europa, il 31 gennaio la Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea. La tanto attesa Brexit, grazie alla vittoria schiacciante di Johnson, si realizzerà a fine mese. Non è chiaro invece quanto durerà il periodo di transizione e se all’uscita dalle istituzioni europee, seguirà a breve una hard Brexit con ritorno dei dazi e delle frontiere.

E mentre i critici cinematografici iniziano a chiedersi chi vincerà l’Oscar (per la cronaca in pole c’è Joker ma seguono piazzati The Irishman, 1917, I due Papi, Piccole Donne, Storia di un matrimonio e Richard Jewell), il mondo della politica si interroga su quanto potrà ancora durare il Governo Conte.

Gennaio, come abbiamo già analizzato qui, sarà un mese cruciale per il Premier. Elezioni in Emilia Romagna, riforma della prescrizione ed altri temi scottanti rischiano di complicare la vita all’esecutivo. In molti hanno scommesso che sarà Renzi a far cadere il governo ma in realtà il vero pericolo viene dal disfacimento del Movimento 5 stelle. Di Maio e Grillo stanno di cercando di tenere insieme i cocci ma la crisi dei pentastellati è evidente. La cacciata di Paragone, seguita alle defezioni di tre senatori. Le dimissioni del Ministro Fioramonti con annessa nascita di nuovo gruppo (Eco) in sostegno di Conte. E’ di oggi la notizia della uscita di altri due deputati dal movimento. L’autodistruzione dei 5 stelle sembra inarrestabile ed alla fine potrebbe essere proprio questo il fattore di capitolazione dell’esecutivo. Interessanti saranno anche le regionali di primavera con Toscana, Ligura e Campania al voto e la concreta possibilità che almeno una delle regioni ‘rosse’ cada in mano leghista. Torneremo a votare per le politiche? A fine 2020 avremo Salvini Premier di un governo sovranista?

Spostandoci all’estero, a febbraio, negli Stati Uniti, inizieranno le elezioni primarie democratiche. Chi sarà l’avversario di Trump alle Presidenziali di novembre? L’ex vice Presidente Biden sembra partire favorito ma Elisabeth Warren e Bernie Sanders non sono lontani. Sullo sfondo l’ex sindaco di NY Bloomberg ed il sindaco di South Bend Pete Buttigieg. Salvo sorprese, possibilissime, tra questi cinque candidati uscirà fuori lo sfidante del Presidente in carica, peraltro sempre più lanciato verso la riconferma, anche grazie ai buoni risultati in economia.

Nuove tecnologie. Mentre noi italiani dovremo fare i conti con la fase 2 del digitale terrestre, comprare nuovi televisori o adattare i vecchi con l’ennesimo dispendioso decoder, il 2020 sarà l’anno del 5G. Dalle reti di quinta generazione si attende una vera rivoluzione: nel decennio che comincia sempre più oggetti, infrastrutture e ambienti urbani saranno connessi alla rete. E chi gestirà tale tecnologia? L’ombra cinese si allunga su tutto il mondo tecnologico.

Il nuovo anno sarà anche pieno di ricorrenze, soprattutto per l’Italia. i 500 anni dalla morte di Raffaello, i 150 anni dalla presa di Roma. I 100 anni dalla nascita di Federico Fellini ed Alberto Sordi. Allargando l’orizzonte fuori dai nostri confini, si festeggeranno i 250 anni dalla nascita di Beethoven, i 150 anni dalla morte di Dickens. 150 dalla nascita di Lenin, 50 anni dallo scioglimento dei Beatles e dalla morte di Jimi Hendrix.

Passando allo sport, nel 2020 si svolgeranno anche i campionati Europei di calcio e le Olimpiadi di Tokyo. Chissà invece chi prevarrà nel campionato di calcio italiano. La solita Juventus, la nuova Inter di Conte, la sorpresa Lazio o l’impossibile riscossa della nuova Roma di Friedkin?

Veniamo infine alle notizie meno piacevoli. Come dimostra l’incendio inarrestabile in Australia, un disastro senza precedenti, anche nei prossimi dodici mesi vi saranno ahimè calamità naturali in tutto il pianeta e saremo chiamati a contare vittime e danni ingenti. Come ogni anno, purtroppo. Perdonatemi il finale macabro ma se dovessi pronosticare “i morti eccellenti” del 2020, farei i nomi del Principe Filippo, Kirk Douglas ed Olivia De Havilland.

#Conte2: le “grane” principali del futuro governo


Rousseau ha detto Sì, ora il governo Conte 2 può nascere. Probabilmente domani sarà diramata la lista dei ministri e salvo psicosi delle ultime ore, sempre possibili, vista la natura instabile dei grillini, si darà il via alla maggioranza giallorossa. Un avvio che presenta tante difficoltà. Qui di seguito ho elencato quelle che secondo me potrebbero essere le principali:

1.Il fattore Renzi
E’ diventato l’azionista di maggioranza del nuovo esecutivo, avendo dato il là, assieme a Beppe Grillo, ad una possibile alleanza pentadem. Fino a quando sosterrà il governo? Le ambizioni dell’ex premier, sulla via della formazione di un suo partito personale, costituiscono la prima grossa mina vagante sulla maggioranza giallorossa.

2.Regionali rischio per il governo
Alcuni analisti e soprattutto molti esponenti dem, parlano di possibili alleanze demogrilline nelle future elezioni amministrative, partendo magari da quelle regionali. Nei prossimi mesi si voterà in Umbria, Calabria, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Veneto, Liguria, Puglia e Campania. Credo sia difficile una alleanza politica locale tra 5 Stelle e PD ed i risultati elettorali di queste regioni (e dei comuni) potrebbero far scricchiolare e di molto la maggioranza.

3. Consensi variabili tra PD e 5 Stelle
I primi sondaggi pre-Conte2 danno i 5 stelle in forte recupero (dal 17 al 21) ed il PD in leggero calo. Come cambieranno i rapporti di forza durante l’esecutivo di Giuseppe Conte? Al PD riuscirà ciò che è riuscito alla Lega, ovvero sottrarre elettori al Movimento? Oppure avverrà il contrario? Una cosa è certa, in caso di crollo di uno dei due partiti, gli scossoni si propagheranno sino a Palazzo Chigi.

4.Immigrazione
Salvini ha monopolizzato il tema per anni e su di esso ha costruito gran parte del proprio consenso. Al primo sbarco di una nave ONG, il leader leghista farà fuoco e fiamme, cercando di mettere in difficoltà il nuovo governo. Ogni cedimento ‘ai migranti’, come ad esempio eventuali revisioni dei decreti sicurezza e la discussione di una nuova legge sulla immigrazione, saranno occasioni per la polemica politica, sempre più alta, come piace all’ex ministro dell’interno.

5. Dossier esteri potenzialmente esplosivi
Uno su tutti la Brexit; che sia ad ottobre, a gennaio o comunque nei mesi successivi, una hard Brexit potrebbe creare una forte turbolenza, non solo finanziaria, in tutta Europa ed il governo italiano dovrà farsi trovare pronto.
La crisi ad Hong Kong non promette nulla di buono. I rapporti tesi tra USA e Cina, quelli tra Turchia ed Iran, il crollo economico in Argentina. Questi gli altri temi spinosi.

6. Recessione europea
La locomotiva tedesca sembra essersi fermata e sull’Europa incombe di nuovo la recessione. L’Italia, già in difficoltà con il debito, è a crescita zero e quindi rischia di pagare caro nei prossimi mesi la turbolenza economica. Il nuovo governo conta di avere margini di manovra più ampi per poter stanziare finanziamenti per innovazione, investimenti e politiche sociali. Vedremo quanto BCE e Commissione Europea concederanno.

7. Di Maio medita vendetta
Luigi Di Maio esce sconfitto da questa crisi. Sconfessato da Grillo. Messo all’angolo da Conte. Con l’immagine ‘ammaccata’ dalla caparbietà con cui ha spinto sino all’ultimo per rimanere a Palazzo Chigi come vicepremier. Senza più la carica di vice presidente del Consiglio, anche se con un ministero ‘di peso’, Di Maio è stato ‘commissariato’ dal Movimento ma resta sempre un ‘capobastone’ con proprie truppe. E potrebbe far scontare tutto durante il governo giallorosso.

#Pd5Stelle, si arenano le trattative, rispunta #Salvini, verso #elezionianticipate?


La trattativa tra 5 stelle e PD si arena subito sul nome del premier. Logico che Zingaretti non voglia Conte, essendo stato per 14 mesi il premier gialloverde. Di Maio, spinto da Grillo ed altri, rilancia il bis del premier. Salvini alla finestra per una possibile riedizione del governo appena caduto. Ma davvero i pentastellati potrebbero tornare nelle braccia della Lega, dopo tutto quel che è successo nelle ultime due settimane. E davvero Salvini propone seriamente un bis gialloverde o è solo tattica per dividere 5 stelle e PD? Qualcosa non torna. A mio avviso le elezioni si avvicinano pericolosamente.