La crisi dell’Idv e la parabola discendente di Di Pietro


L’Italia dei Valori si sta sciogliendo come neve al sole. Da quando è esplosa l’inchiesta di Report, il partito di Antonio Di Pietro ha subìto un tracollo nelle intenzioni di voto.

L’ex Pm paga le sue scelte scellerate. Aver attaccato duramente PD e Napolitano nei mesi scorsi gli ha inviso ogni possibile alleanza di CentroSinistra. Il suo spostamento graduale verso Grillo è stato rispedito al mittente dal comico genovese. E così il leader Idv, ad inizio ottobre, aveva iniziato una manovra di ‘ritorno’ verso Bersani e soci.

All’improvviso l’Idv gli è esplosa in mano con lo scandalo ‘case’. Da lì le prime defezioni. Donadi, Formisano e poi Pedica, tutti pezzi grossi del partito che hanno lasciato il movimento per crearne un altro, Diritti e Libertà, pronti ad entrare a tutti gli effetti nel CentroSinistra.

Ora Di Pietro si lecca le ferite e tenta di ricucire un legame con quello che fu il ‘modello Vasto‘. Troppo tardi. Il partito è dato sotto il 3% e si dovrà guardare anche dalla nuova probabile formazione ‘arancione’ dell’ex De Magistris, di Emiliano ed Ingroia. L’Idv è spacciata e con lei, politicamente parlando, anche Antonio Di Pietro.

Boom! L’Idv verso la scissione: ‘Donadi, Di Pietro è un padrone come Berlusconi. Me ne vado’


Massimo Donadi

Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, attacca duramente Di Pietro e, intervistato dall’Huffington Post,  annuncia la scissione nell’Idv:

A questo punto cambia tutto rispetto alla riunione di ieri. L’ipotesi di un congresso dopo le elezioni non c’è più. Entro dieci giorni ci sarà un’assemblea autoconvocata con tutti quelli che vogliono difendere i nostri valori e l’esperienza di questi anni, e che non si riconoscono nel necrologio. Io credo che l’Italia ha ancora bisogno delle nostre battaglie.

Ho capito, ma detta in modo semplice: farà una scissione?
Chi rappresenterà la minoranza se ne andrà. Se sono in minoranza io me ne vado io, se è in minoranza Di Pietro se ne va Di Pietro. Non si può stare allo stesso tempo con Grillo e al governo del paese. E io, dopo aver detto che occorre un’alleanza col Pd, non ho l’abitudine di cambiare idea dalla sera alla mattina.

Italia dei Valori nella bufera… mentre Di Pietro candida un ex leghista…


Italia dei Valori nella bufera, De Magistris e la sua “voglia di pulizia” all’interno del partito crea frizioni evidenti tra gli altri esponenti politici. E Di Pietro candida l’ex capogruppo leghista Cè nelle sue liste in Lombardia.

da polisblog.it

La situazione nell’Italia dei Valori, nonostante l’egregio risultato alle europee, è burrascosa: non solo proteste della base e attacchi da riviste amiche. Ora la crisi è passata al livello più alto della dirigenza visto che numerosi big del partito incominciano ad averne abbastanza del protagonismo di Luigi De Magistris.

L’ex magistrato in un’intervista aveva lasciato intendere che il suo impegno per modificare certi aspetti negativi dell’Idv non si sarebbe fermato. Ma evidentemente il suo attivismo, fuori dagli schemi decisi da Antonio Di Pietro, non piace a molti membri del partito.

E’ il capogruppo alla Camera Donadi a parlare pubblicamente dell’insofferenza latente dei fedelissimi di Di Pietro nei confronti di De Magistris

La grandezza di un uomo (riferendosi a De Magistris) si misura con la sua capacità di resistere al successo e il risultato delle europee gli ha dato alla testa. E poi questa volontà di presentarsi come moralizzatore dell’Idv, uno che alle riunioni non parla, e poi leggiamo le sue opinioni sui giornali. Eravamo all’8 per cento ben prima che arrivasse

e ancora in un crescendo astioso ha continuato il suo attacco

Un’idea dell’uomo me la sono fatta prima delle amministrative. Di Pietro ha cercato la buona fede e ha ricevuto in cambio solo attacchi gratuiti. Lunedì c’è l’esecutivo nazionale: o lì fa retromarcia o a quel punto la favoletta dei gemelli siamesi non è più credibile: dovrà rendersene conto anche Di Pietro. In un partito ci si resta se si rispettano le regole

da la stampa.it

Alessandro Cè sarà candidato dell’Italia dei valori

Un cavallo alato, un democristiano stringato, un ex capogruppo della Lega che passa all’Italia dei Valori… fenomeni concepibili nella mitologia greca. O nella politica italiana. Ma Tonino ha abituato a varcare le meraviglie del possibile.

La notizia è apparsa su un quotidiano locale di Brescia, e scientemente non è stata smentita dall’interessato: Alessandro Cè, l’ex capogruppo leghista alla Camera dei deputati, indimenticato medico della Valtrompia che disse «tifo Croazia, non Italia», l’uomo che fece sognare ai padani i lavori forzati per i clandestini (poi scavalcato solo da Gentilini, che voleva travestire gli immigrati da leprotti e aprire le cacce), bossiano della primissima ora e protagonista, alla pari con Giorgetti, di alcune tra le più memorabili giornate della storia di Montecitorio, starebbe per partecipare alla corsa per le regionali in Lombardia: ma con l’Italia dei Valori. Nel partito dell’ex pm confermano, «vorremmo candidarlo nella provincia di Brescia per le regionali del 2010». Lui per ora non fa annunci, con chi lo cerca si limita a glissare, «è ancora prematuro parlarne». Ma a Brescia danno la cosa per fatta.