Voto palese sulla decadenza di B?


Bella mossa dei 5Stelle: “no al voto segreto in aula”. Si accodano PD, Lega ed Udc. Se per la decadenza di Berlusconi si voterà a scrutinio palese, per il Cavaliere è finita. Almeno 180 voti sono assicurati (maggioranza attorno a 161)

D’altro canto questo dimostra quanto PD ed UDC non si fidino dei loro senatori o temino un giochetto dei 5 Stelle.

Comunque, speriamo nel voto palese. Berlusconi va archiviato il prima possibile. Possibilmente con ignominia, per tutto il male che ha reso al Paese, sia a livello economico che di degenerazione culturale.

In realtà le strade per il Caimano sono due:
1.far cadere il governo prima della votazione in aula (in caso di voto palese) per creare caos ed avere qualche potere ricattatorio al fine di evitare il voto. Farlo cadere dopo una eventuale sua decadenza (in caso di voto segreto).
2.dimettersi da senatore, scontare qualche mese di pena e poi essere graziato da Napolitano.

La seconda è quella che dovrebbe fare un uomo di stato. Ciò però vorrebbe dire, per Berlusconi, affidare totalmente il suo destino ad altri, ovvero al Capo dello Stato. Se lo conosco un po’, preferirà optare per la prima soluzione. L’unica che gli consentirebbe un minimo, redisuale, spazio di manovra. Il caos che si creerà è secondario, primari sono i suoi di interessi. L’unico problema è rappresentato proprio da Mediaset e dalle altre società quotate in borsa, le quali potrebbero risentire del probabile tracollo finanziario dato dalla crisi di governo. E qui la scelta finale: ricerca della salvezza personale o della tranquillità per le sue aziende?

Il ‘coraggio’ di Epifani sulla manifestazione FIOM


Epifani sulla assenza Pd alla manifestazione Fiom:

‘non conta esserci ma dare risposte’.

Ottimo. Parla il segretario di un partito che non è riuscito ad eleggere Capo dello Stato il proprio fondatore. Quel partito che non fornisce mai risposte chiare, che non prende mai decisioni nette cercando sempre una sintesi che puntualmente non arriva e lascia invece spazio a posizioni ambigue.

Che coraggio Epifani…

101. Per seguire la fine del PD ed il CentroSinistra prossimo venturo


101 copia

Perchè 101. Il nome di questa nuova rubrica vuole rappresentare un simbolo. Il simbolo del tradimento. I centouno parlamentari del Partito Democratico che qualche settimana fa decisero di non votare Romano Prodi nella elezione per la Presidenza della Repubblica. Scegliendo di ‘pugnalare alle spalle’ il padre dell’Ulivo e dello stesso PD quei centouno democratici hanno, di fatto, ucciso il partito, spingendolo verso l’abbraccio mortale con Silvio Berlusconi.

Il Governo Letta è nato da meno di due settimane, le proteste della base sono molte ma ancora non è abbastanza chiaro il danno provocato a tutto il CentroSinistra ed al Paese. Quando, tra qualche mese, Berlusconi farà cadere il Governo su un tema a lui caro e facilmente sfruttabile mediaticamente, allora si capirà la gravità di quell’atto, di quel tradimento.

Come si è arrivati alla congiura dei 101 è abbastanza semplice. Ci si è arrivati per la scarsa leadership di Bersani. La campagna elettorale ‘perdente’, il continuo dialogo con Monti che ha fatto perdere milioni di voti in favore di Grillo. La strategia ondivaga post-elettorale, frenata si dai propositi di Governissimo di Napolitano ma anche determinata dalla pochezza politica del segretario PD. La scelta di candidare Marini, in accordo con il PDL, è stato l’ultimo dei tanti suoi errori. Errori che hanno lasciato via libera agli inciucisti, ai traditori, a quegli abietti e luridi personaggi che poi  hanno ‘assassinato’ politicamente Romano Prodi, si sono liberati di Bersani ed hanno dato il via al processo di distruzione del Partito Democratico.

Con 1o1 seguiremo proprio il ‘cambiamento’ del CentroSinistra, il probabile disfacimento del PD, l’eventuale nascita di nuove aggregazioni alla sua Sinistra, la possibile ascesa di Renzi, le contraddizioni che verranno fuori dalla coabitazione con il PDL nell’esecutivo di Enrico Letta, le contestazioni della base e dei giovani democratici.

Uno spazio per testimoniare il danno, a mio giudizio irreparabile, provocato da quel centinaio di farabutti. Quei 101:

  • che hanno applaudito Bersani quando ha deciso di candidare Prodi e poi, qualche ora dopo, hanno tradito il partito, gli elettori e tutto il Paese facendo mancare i propri voti.
  • che hanno spinto il PD nelle braccia di Berlusconi, dando il via alla sua fine.
  • che hanno contribuito all’elezione di Formigoni, Capezzone e Cicchitto alle Presidenze delle commissioni parlamentari
  • grazie ai quali Antonio Razzi è diventato segretario della commissione Esteri in Parlamento
  • che hanno permesso a Nitto Palma di essere eletto alla guida della Commissione Giustizia
  • il cui voto è riuscito a mandare al Governo un Ministro dell’Interno che partecipa a manifestazioni di piazza contro il terzo potere dello Stato
  • che hanno, fin dall’inizio, tramato contro Bersani per arrivare al Governissimo
  • che poi hanno il coraggio di attaccare Berlusconi per cercare i voti dagli elettori di CentroSinistra
  • la cui presenza nel PD è INACCETTABILE
  • che hanno avviato il processo di disfacimento del CentroSinistra
  • che in un colpo solo ci hanno riportato alla Prima Repubblica, quella dei complotti, delle congiure, dei franchi tiratori
  • che saranno sempre responsabili della futura vittoria di Berlusconi alle prossime elezioni

Oggi ‘quel che resta del PD’ elegge Epifani segretario


Oggi si riunisce quel che resta del PD. Guglielmo Epifani, ex socialista, sarà eletto segretario ‘traghettatore’ verso il congresso di ottobre. Il partito è dilaniato da fazioni, correnti e faide. Politicamente distrutto, in piena crisi di subalternità al PDL, crisi evidente anche nella struttura del Governo Letta e nell’agenda ‘politica’ dettata ancora una volta da Berlusconi, il Partito Democratico cerca una strategia di sopravvivenza, dopo averle sbagliate tutte negli ultimi quattro mesi. Renzi, silente, guarda al futuro. Quale futuro poi non è dato sapere. I sondaggi danno il PD al 22% mentre il PDL veleggia verso il 30.

Fuori dal ‘palazzo’ sono attesi migliaia di contestatori, elettori e giovani militani democratici infuriati con la dirigenza e contrari al governissimo con il CentroDestra. Nello stesso giorno Berlusconi manifesta contro la magistratura, nel silenzio di Letta e Napolitano, i quali evidentemente temono ripercussioni sull’esecutivo e quindi tacciono.

Pomeriggio, sempre a Roma, si riunisce la Sinistra. Speranze per la costruzione di un soggetto politico progressista. Se ne sono viste tanti di iniziative del genere. Speriamo questa sia la volta buona.

Nasce il Governo Letta, benedetto da Berlusconi


+++ FLASH +++ LETTA SCIOGLIE LA RISERVA +++ FLASH +++

La Cultura e la Scuola al PD. Le Riforme al PDL. Il Lavoro ad un ‘saggio’ indicato da Napolitano. E poi una sfilza di nomi nuovi, alcuni ottimi, altri pessimi.  E’ nato il governissimo. PDL, PDL e Scelta Civica hanno varato l’esecutivo delle grandi intese, quelle che faranno vincere Berlusconi alle prossime elezioni e che provocheranno la fine anticipata del Partito Democratico. Il primo ed ultimo governo guidato da un Democratico.

Patroni Griffi sottosegretario alla Presidenza
– Bonino gli Esteri
– Cancellieri alla Giustizia
– Mauro alla Difesa
– Saccomanni all’Economia
– Zanonato allo Sviluppo
– Lupi alle Infrastrutture
– De Girolamo all’Agricoltura
– Orlando all’Ambiente –
Giovannini al Lavoro
– Carrozza all’Istruzione
– Bray ai Beni Culturali
– Lorenzin alla Salute –
Moavero agli Affari europei
– Delrio agli Affari regionali
– Carlo Trigilia alla Coesione
– Franceschini ai Rapporti con il Parlamento
– Quagliariello alle Riforme
– Kyenge all’Integrazione
– D’Alia alla Pubblica amministrazione
– Idem alle Pari Opportunità

Sondaggi, Governo Letta, destino del PD e di Berlusconi


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Poll: Il destino del PD

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Poll: Salvare Berlusconi ed il Paese

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Tutti gli errori di Bersani che hanno portato alla sconfitta


Come siamo arrivati al Governissimo PD-PDL-Scelta Civica? Tutto inizia a novembre, con la vittoria di Bersani alle primarie. Poi tanti errori strategici nella campagna elettorale, l’ambiguità del rapporto con Monti che non ha convinto alcuni elettori e li ha ‘spinti’ a votare Grillo. Ancora peggiore il dopo-elezioni. La strategia ondivaga, poco incisiva con i grillini, tesa a prendere tempo, ha esteso le spaccature all’interno del Partito Democratico. La scelta scellerata di candidare Marini al Quirinale ha fatto il resto, l’affossamento di Prodi è stato conseguente. La richiesta di rielezione di Napolitano ha sancito la debacle completa di Bersani e del Partito stesso.

Se vi va, seguite il riepilogo seguente, con brani tratti da alcuni miei articoli a partire da novembre 2012, i quali purtroppo si sono rivelati tragicamente esatti:

Perchè votai Bersani alle primarie di novembre? Per mancanza di alternative:

24.11.2012 Non sono un elettore entusiasta, non vado a votare alle primarie spinto da profonda convinzione….

Con tutte le riserve verso il Partito Democratico, ancora alla ricerca di una identità politica e programmatica, e verso il carisma del leader democraticoritengo la proposta di Bersani quella più credibile e soprattutto realizzabile. Sui temi dei diritti sociali e del Welfare appare rassicurante la piattaforma di Fassina con maggiori tutele sul lavoro.

Infine la vittoria del segretario del PD rappresenterebbe il giusto compromesso tra la ‘destra’ renziana a e la ‘sinistra’ vendoliana, capace di tenere unita la coalizione trasformando le differenze in occasioni di confronto e di apertura verso un incremento del consenso.

Berlusconi torna in campo, facile prevedere quello che poi sarebbe accaduto:

7.12.2012 Insistendo sulla deriva anti-Monti forse il Pdl riuscirà a recuperare qualche indeciso o deluso. Vincere le elezioni è impossibile, impedire a Bersani e soci di vincere è fattibile. Bastano pochi punti percentuali in più per il Centrodestra e qualcuno in meno per il CentroSinistra e probabilmente il prossimo Parlamento non avrà una maggioranza chiara. Il centro di Casini, Fini e Montezemolo potrebbe ottenere pochi senatori, tali da far tornare il pallino in mano al Cavaliere, pronto a barattare un eventuale sostegno al prossimo esecutivo (Monti bis, Passera o chissà chi altro) in cambio delle solite garanzie su Giustizia e Televisione.

Non era neanche impossibile da prevedere il risultato della sua coalizione, il 30%:

10.12.2012 Chi mai si affiderebbe ad un uomo invischiato in guai giudiziari, sempre pronto a difendere solo i suoi .interessi? Un pericolo per il Paese e per l’Europa intera, un personaggio senza la minima credibilità politica nazionale ed internazionale. Una vergogna per la nostra Storia insomma..

Eppure uno zoccolo duro c’è. Tra dipendenti delle sue aziende, collaboratori, miracolati ,servitori ed ammiratori viscerali almeno il 15% dell’Italia è con Lui. Se saprà giocare bene le sue carte, unendo tutto il possibile, potrebbe arrivare anche ad avere dietro di se una coalizione dal 30%. Dio (o la Natura) ce ne scampi e liberi.

Ad inizio anno i primi grandi dubbi sulla strategia mediatica del CentroSinistra:

15.01.2013“Il suo problema è che non dà mai un titolo’. Scrive bene il buon Gramellini oggi su La Stampa. Il Partito Democratico inizia ad apparire in difficoltà a causa della mancanza di leadership. Stretto tra il presenzialismo berlusconiano e quello montiano, Bersani non riesce  a comunicare idee e proposte concrete capaci di attirare gli elettori.

Che il leader PD non abbia carisma lo sappiamo tutti ma per vincere basta avere un programma chiaro e facile da comprendere…

….Al tutto aggiungiamo l’atteggiamento ‘dimesso’ verso Monti e si capisce perche la coalizione progressista inizi a perdere elettori. Non molti sono contenti di una possibile collaborazione con i centristi, dire ai quattro venti ‘dobbiamo dialogare con Monti dopo le elezioni‘ non aiuta di certo, anzi fa perdere consensi.

Tale modo di fare potrà costare caro, la gioiosa macchina da guerra occhettiana è dietro l’angolo.

Il recupero di Berlusconi appariva evidente, già a quattro settimane dal voto, dopo un solo mese di campagna elettorale:

20.01.2013 Il bombardamento mediatico in atto da due settimane, i colpi ad effetto come l’annuncio dell’abolizione IMU e l’incandidabilità di personaggi compromessi come Dell’Utri, Cosentino e Scajola, la pochezza politica del fronte progressista che si divide sulla crisi in Mali e litiga sulle possibili alleanze post-elettorali, il rafforzamento del terzo polo centrista, la presenza di Ingroia che erode consensi a Vendola, tutti questi fattori stanno provocando qualcosa di inimmaginabile solo un mese fa ovvero il recupero del Centrodestra.

Un mese prima delle elezioni era già chiaro il grande errore strategico commesso da Bersani in campagna elettorale:

23.01.2013 Bersani ha scelto di non andare in tv e la strategia si sta rivelando suicida. Servono messaggi chiari, semplici, attraenti. Lo scandalo Mps potrebbe rappresentare la crepa che travolgerà il Centrosinistra consegnando l’Italia a Berlusconi o permettendogli di essere ancora determinante.

Ad inizio febbraio era lampante che Berlusconi aveva vinto la sua battaglia e che Bersani ne usciva sconfitto.:

6.02.2013Ha già vinto. Non ci sono dubbi. Sino a qualche settimana fa il CentroSinistra aveva la via spianata verso una larga vittoria alla Camera con possibilità di ottenere una maggioranza anche al Senato. Oggi lo scarto tra Centrodestra e CentroSinistra è inferiore ai 4-5 punti.

Berlusconi si è già assicurato come uno dei probabili vincitori delle prossime elezioni. Anche in caso di sconfitta. Il leader del Pdl è comunque riuscito a recuperare consenso in modo da non concedere una maggioranza netta a Bersani ….

In tutto questo spicca la pochezza di Bersani a livello comunicativo. Berlusconi detta oramai da settimane l’agenda politica, è riuscito a lasciar passare l’equivalenza Monti=Bersani anche grazie alla connivenza del PD che non ha mai preso veramente le distanze dal Professore. Tale comportamento ha provocato anche una emorragia a sinistra con voti in uscita da SEL per Grillo ed Ingroia. Strategia suicida. Incomunicabilità. In caso di sconfitta spero Bersani si dimettà un minuto dopo la comunicazione dei risultati perche la responsabilità sarà solo e soltanto sua. Renzi era invotabile perche aveva una piattaforma politica troppo tendente al centro, Bersani però è inguardabile

Dopo le elezioni non vinte, l’unico scenario possibile per me era un governo ‘civico’ ma già era chiaro che sarebbe finita diversamente:

26.02.2013 Bersani dovrebbe fare un passo indietro rinunciando a formare un governo ed anticipando il Congresso del PD per cedere la segreteria politica. La sua strategia non ha funzionato purtroppo. La Sinistra Democratica è stata sconfitta, la palla ora passerà probabilmente a Renzi che sposterà al ‘centro’ il partito.

Dal punto di vista del Governo, il PD dovrebbe (e dico dovrebbe) evitare esecutivi bipartisan con montiani e berlusconiani. Dovrebbe presentarsi al Senato con un programma di 6 mesi che preveda una riforma elettorale ed il taglio di parlamentari e sprechi della politica per andare al voto a settembre, dopo le elezioni del Capo dello Stato. Lo dovrà fare cercando una convergenza con le altre forze presenti, grillini compresi, ad iniziare dal dialogo per l’elezione del Presidente della Repubblica. E’ l’unica ipotesi ragionevole per dare una chance al CentroSinistra nel prossimo futuro.

In realtà non andrà così. Il PD sosterrà un governo (Passera?) con parti del Pdl e Monti, cosi facendo porrà fine alla alleanza con Vendola e regalerà l’elettorato di Sinistra a Beppe Grillo. Non hanno coraggio, non lo hanno mai avuto e difficilmente lo tireranno fuori ora.

Buona fortuna a tutti, ne avremo bisogno.

Cosa sarebbe dovuto accadere e come invece era probabile finisse, 26 febbraio, due mesi fa:

Bersani dovrebbe fare un passo indietroed aprire ad un governo ‘civico’ di area CentroSinistra con dentro personalità della cultura, delle professioni e delle istituzioni. Niente politici, niente ‘tecnocrati’. Società Civile, di questo ha bisogno il Paese, dopo il segnale chiaro lanciato con le elezioni….
…In cuor mio spero i vertici democratici decidano in questo senso. Dubito però sarà cosi.Temo un ‘governissimo’ in nome dell’Europa, tenuto sotto scacco da Berlusconi. Un esecutivo che distruggerà il CentroSinistra regalando definitivamente l’elettorato progressista a Beppe Grillo.

Nel frattempo si arrivava all’elezione del Capo dello Stato. Ben 10 giorni prima delle ‘quirinarie’ grilline qui su Candido si era proposto Stefano Rodotà come Presidente maledicendo l’eventuale elezione di Marini e dando per scontato il killeraggio riservato poi a Prodi:

4.04.2013 Si fanno vari nomi. I democratici dialoganti con il PDL propongono Marini, Amato e D’Alema. Tre persone, a mio avviso, indigeribili. Rappresentanti della peggiore specie di ‘inciucisti’ o comunque simboli di un periodo politico da archiviare nel più breve tempo possibile.

I fedelissimi di Bersani vorrebbero Romano Prodi, candidato temuto da Berlusconi. Eppure più di 100 parlamentari del PD mal vedono la sua candidatura e poco importa la simpatia di qualche grillino verso una ipotesi del Professore al Quirinale.

A questo punto serve un vero atto di coraggio. Bersani deve fare un passo indietro, anzi due. Il primo per la Presidenza della Repubblica. il secondo per Palazzo Chigi. Prima che il PDL si insinui nelle crepe democratiche proponendo un nome spiazzante, è il caso che venga candidata una figura esterna ai partiti e che sia portatrice di cambiamento. Stefano Rodotà, un nome su tutti.

Al tempo stesso, con lo stesso criterio, andrebbe proposto Gustavo Zagrebelsky alla Presidenza del Consiglio.

…. Due possibilità per provare a cambiare. Ai singoli partiti, grillini e montiani in testa, la responsabilità di coglierla

Il resto è cronaca dei nostri giorni. Letta si appresta a varare un governo PD-PDL-Monti. La Sinistra è a pezzi, cosi come il PD. Grillo si appresta ad intercettare i voti in uscita dal PD, forse drenati in parte da SEL. Berlusconi fa un balzo del 10% rispetto a due mesi fa ed il PDL tocca quota 30%. Ed è solo l’inizio.