Perchè Renzi va a Palazzo Chigi


Perchè Renzi è arrivato a Palazzo Chigi? Dobbiamo tornare indietro di qualche mese. Alla bocciatura del Porcellum da parte della Consulta che ha lasciato l’Italia con una legge totalmente proporzionale.  Al segretario PD è quindi venuta meno l’unica principale arma di ‘ricatto’ per il Governo e per il suo stesso partito. Le elezioni anticipate. Se si fosse votato con il Porcellum, vi sarebbe comunque stato il premio di maggioranza e quindi, in caso di elezioni a breve, Renzi avrebbe potuto mirare a ‘vincere’ e poi governare. Con il proporzionale invece si apriva la strada alle ‘larghe intese perenni’.

Il segretario ha quindi cambiato strategia. Cercare un accordo con Berlusconi per approvare il prima possibile una legge elettorale ‘maggioritaria’ per poi riconsegnare il Paese al voto. E qui sta il suo principale errore. Non aver calcolato le conseguenze. La minoranza Pd ha fatto ben capire che l’Italicum non avrebbe avuto vita facile, anche perchè si presenta come una mini-porcata.

Da qui l’ennesimo errore, forse inevitabile. Assumersi la responsabilità di Governo per ‘guidare’ il processo di Riforme, approvando subito la legge elettorale ma provando ad ipotizzare un esecutivo di legislatura.

Credo che il nuovo Presidente del Consiglio proverà in tutti i modi a ‘stupire’, una squadra snella e provvedimenti ad effetto nelle prime settimane, per accattivarsi le simpatie dell’opinione pubblica facendosi in parte perdonare l’arrivo a Palazzo con delle manovre da prima repubblica.

Al contempo la riforma della legge elettorale procederà spedita. Almeno nelle intenzioni  del Sindaco. Bisognerà però verificare se Berlusconi sarà daccordo. Per il Caimano è indispensabile andare al voto prima possibile. Quattro anni di governo stabile vorrebbero dire probabile condanna definitiva per i suoi processi. Quindi potrebbe dare il placet all’Italicum. Cosa farà invece la ‘minoranza’ democratica? Il ricatto di Renzi è semplice. ‘Se sabotate la legge elettorale, si va tutti a casa ed io vi distruggo’. L’arroganza e l’impulsività in politica pagano se si ha un partito ‘proprietario’, come nel caso di Berlusconi e Grillo. Il Pd ancora non lo è e questo il segretario Pd potrebbe capirlo presto.

Renzi resta un ambizioso. Vuole cambiare l’Italia. Chi glielo spiega che per farlo dovrà confrontarsi con i suoi alleati Giovanardi, Quagliariello e Schifani? Un Renzi piegato ai compromessi politici verrà annichilito in pochi mesi. Se conserva la sua arroganza politica durerà poche settimane. Salvo miracoli o ‘patti di ferro’ con Alfano e soci.

 

2001-2012: undici anni di Seconda Repubblica riassunti in 10 video


Alla vigilia delle elezioni prossime vi propongo un viaggio nel passato. 2001-2012: 11 anni di politica italiana riassunti in 10 video di ‘Candido:

2001-2006: 5 anni di Governo Berlusconi

2006-2008: L’intermezzo Prodiano

elezioni 2008: La Casa delle Libertà

elezioni 2008: la Vittoria di Berlusconi, ‘Good night Italia’

Il PD di Veltroni: HapPDays

2008: le leggi ‘populiste’ della Lega ‘Law & Order’

Il PD e la ‘Strana coppia’ Veltroni-D’Alema

2009: Le dimissioni di Veltroni

2010-2011: malgrado gli scandali Silvio è ‘ancora qua’

2011-2012: la fine di Berlusconi, un anno vissuto Rigor-osamente

Crisi economica e politica: una estate ‘di fuoco’


Una estate di fuoco  e non mi riferisco a Caronte, Minosse o a qualche altro anticiclone. Parlo del nostro futuro, dell’Italia, dell’Europa.

Partiamo dalla possibile bancarotta della Sicilia. Un giorno dopo il declassamento (l’ennesimo) di Moody’s per banche e società italiane, arriva la tegola della crisi siciliana. Una regione lasciata a se stessa, amministrata dalla destra e da qualche mese anche dal Partito Democratico. Assunzioni facili, sprechi nella sanità, criminalità ed il debito si impenna. La Sicilia sarà la Grecia d’Italia?

Intanto il Governo, dopo averi aumentato le tasse, averci bastonato con le Riforme delle Pensioni e del Lavoro, sta pensando bene di toglierci anche le feste laiche. Dove non è riuscito Berlusconi potrebbe riuscire Monti, via il 25 aprile, il Primo Maggio ed il 2 Giugno. Nel nome della Crisi e dell’aumento della produttività. Come se tutto si sistemasse con tre giorni in meno di ferie, un governo incapace di fare VERE riforme per la crescita sta decidendo di usare la solità accetta facile, scaricando tutto sui lavoratori.

Merkel nel frattempo continua a ritardare l’entrata in vigore dello ‘scudo antispread’ ed esprime dubbi sul futuro dell’Europa. Il differenziale cresce e non è escluso che a breve l’Italia sia costretta a chiedere aiuto alla Ue per sostenere i titoli di stato. Quali sacrifici saremo chiamati a fare a causa di questo ‘soccorso’ europeo?

In campo politico non c’è da stare allegri. La nuova discesa in campo di Berlusconi appare come una nuova ‘disgrazia’ tutta italiana, un uomo totalmente screditato a livello internazionale, dalle esternazioni ‘arteriosclerotiche’ , si appresta ad essere ancora una volta il candidato Premier per il Centrodestra. Il Centrosinistra d’altro canto appare frammentato. Lo scontro tra Italia dei valori e Partito Democratico oramai è giunto ad un punto di non ritorno, le due formazioni correranno divise. Resta da verificare cosa farà Vendola. Sinistra ecologia e Libertà non appare in grado di poter sostenere una alleanza con Pd ed Udc. D’altro canto lo stesso Partito Democratico perderebbe una buona fetta di voti qualora si alleasse con il terzo polo senza includere Sel ed Idv. Grillo intanto rimane stabile come secondo o terzo partito italiano.

Lo scontro politico cresce ogni giorno di piu ed ora arriva a coinvolgere la piu alta carica delle Stato, il Presidente della Repubblica. Il duello tra Napolitano e Procura di Palermo tanto inusuale quanto pericoloso per le istituzioni.

Economia, Politica, tagli, tasse, crisi, una estate d’ansia e di apprensione. Per non parlare dell’autunno, che non si annuncia caldo o bollente ma oserei dire.. infernale.

I partiti salvino ‘la politica’, il ‘populismo’ è dietro l’angolo


Inchieste nuove ogni giorno, cricche che si spartiscono il potere, giri di ‘escort’ e bunga bunga nei palazzi che contano, partiti politici travolti dagli scandali, governatori e sindaci sotto indagine. Questo il menù ‘mediatico’ a cui ogni cittadino è sottoposto negli ultimi mesi. Nessuno viene risparmiato. Ed ora che anche i ‘duri e puri’ della Lega si scoprono ‘ladroni’ non si puo non fare  una riflessione sul tema.

La credibilità della politica è sotto zero e di certo in un periodo di crisi economica grave come quello odierno, non aiuta la polemica sacrosanta relativa ai rimborsi elettorali dei partiti. 500 milioni che ogni anno finiscono nelle casse dei movimenti politici. Rimborsi sproporzionati rispetto agli altri paesi europei. Non si possono approvare leggi ‘massacro’ su pensioni e lavoro senza provvedere in austerità anche nel proprio settore. Ed invece abbiamo dovuto assistere al fallimento della commissione parlamentare nata per ‘decurtare’ gli stipendi di deputati e senatori. Uno spettacolo desolante e vomitevole allo stesso tempo.

Quando la politica è debole spesso si fanno largo i populisti. Non a caso il movimento di Beppe Grillo guadagna consensi.

Sarebbe quindi ora che i segretari dei maggiori partiti politici , invece di farsi fotografare allo stesso tavolo, dando quindi una impressione di consociativismo a difesa di una ‘casta’, prendessero delle iniziative serie e cioè si attivassero per approvare nel piu breve tempo possibile una legge che consenta bilanci trasparenti e che dimezzi il totale dei finanziamenti dati ai partiti.

Un passo obbligato, necessario per far recuperare un minimo di dignità ad un mondo, quello politico, sempre piu lontano dai cittadini e dalle loro esigenze. 

Prima che sia troppo tardi, prima che la poca credibilità del sistema politico lasci spazio ai populisti. Ne abbiamo gia visto uno all’opera. Era il 1994 e Silvio Berlusconi si proponeva come ‘il nuovo che avanza’ nel vecchio e marcio ‘regime partitocratico’. Sappiamo come è finita, con l’Italia sull’orlo del baratro.

Evitiamo di ricadere nell’errore. Anche perchè potremmo non avere altre occasioni.