Inizia la nuova stagione Tv, tanti programmi in partenza


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Palinsesti autunnali ai nastri di partenza! Da lunedì 9 torna la programmazione regolare di molti programmi televisivi. Da Uno Mattina a Mattino 5, da La Vita in diretta, in cui troveremo Lorella Cuccarini ed Alberto Matano, a Pomeriggio 5 della immarcescibile Barbara D’Urso. Nuova stagione anche per Porta a Porta, per Mattina in Famiglia, con Monica Setta e Tiberio Timperi al sabato e Domenica In con Mara Venier dal 15 settembre.

Confermati i principali show degli scorsi anni, da Tale e Quale al GFVip passando per L’Isola, Temptation Island Vip, X factor, Live non è la D’Urso, Fratelli di Crozza sino ad arrivare a Che tempo che fa, traslocato in estate su Rai2.

La7 conferma in blocco i programmi di informazione, dagli speciali di Mentana, a L’Aria che tira, passando per Non è l’Arena, Atlantide, Piazzapulita, Dimartedì, Ottoemezzo, PropagandaLive.

Concentriamoci sulle novità, alcune in arrivo a settembre, altre più avanti:

  • Eurogames: il vecchio Giochi senza frontiere, riveduto e corretto, condotto da Alvin e Ilary Blasi. (Canale5)
  • Amici Celebrities, la versione Vip del talent più famoso, sarà condotto da Michelle Hunziker, affiancata da Maria De Filippi nelle prime puntate (Canale5)
  • Domenica Ventura: il ritorno di Simona Ventura al calcio, sempre sulla seconda rete Rai, prima di Quelli che. Una scommessa. (Rai2)
  • Maledetti Amici Miei, il programma comico con protagonista Giovanni Veronesi, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Alessandro Haber, Max Tortora e Margherita Buy. (Rai2)
  • Assemblea Generale, che segna il ritorno di Serena Dandini sulla terza rete dopo, affiancata da Filippo Timi (Rai3)
  • Eden, Licia Colò sbarca sulla rete di Cairo con un programma sulla natura e sulle emergenze ambientali. Nella primavera 2020. (La7)
  • Ho qualcosa da dirti, in onda dal lunedì al venerdì, condotto da Enrica Bonaccorti. I protagonisti in ogni puntata dovranno svelare qualcosa a qualcuno. (Tv8)
  • L’assedio, Daria Bignardi torna in tv dopo quattro anni con un talk costituito da interviste a vip e gente comune (Nove)

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Nomine ‘renziane’ a Viale Mazzini: Daria Bignardi a capo di Rai3


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Una Rai giovane, renziana, milanocentrica, lontana dai palazzi romani. La sintesi delle nomine appena fatte da Campo Dall’Orto.

Ed intanto Mentana fa battutine su Giorgio Gori, uno dei renziani della prima ora, adesso Sindaco di Bergamo.

Dicono che in Rai comandi quello a destra (Renzi) . Ma il super direttore generale era l’assistente di quello a sinistra (Gori), la nuova direttrice di Raidue era la sua vice e la nuova direttrice di Raitre è stata creata da lui. È il Rutelli della tv…

Un articolo del Corriere dove si spiega il cambio di passo a Viale Mazzini:

Eccoli, dunque, i nuovi direttori di rete proposti dal direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto. Si presentano in conferenza stampa a viale Mazzini, sorridenti e lieti, dopo la conferma delle loro nomine da parte del Cda, che si è espresso in maniera favorevole, ad eccezione di Giancarlo Mazzuca e Arturo Diaconale, consiglieri di area centro-destra. C’è Andrea Fabiano , che prende il posto di Giancarlo Leone a Raiuno, c’è Ilaria Dallatana a Raidue e Daria Bignardi per Raitre; presenti anche Gabriele Romagnoli, nuovo direttore di RaiSport e Angelo Teodoli a Rai4.

Una Rai meno «romanesca» e assai più «milanocentrica» (scelta, volendo, assai «renziana», per il noto disamore del presidente del Consiglio per il Palazzo romano). Una tv pubblica fortemente ringiovanita e capace di attirare le platee under 35 ormai in fuga da tutti i prodotti Rai: grave danno pubblicitario, poiché è il pubblico dei «big spender», quello caro agli inserzionisti. Insomma, volti lontani dal vecchio «corpaccione Rai»

Uno dei due nuovi direttori di rete, Ilaria Dallatana, ha alle spalle una robusta storia Mediaset e la fondazione di Magnolia (società di produzione di format per giovani, eppure longevi, come «Masterchef» o «X Factor») al fianco di Giorgio Gori. Quindi cultura televisiva milanese al cento per cento. Affine a quella di un’altra star del centro di produzione meneghino, Fabio Fazio. E lo stesso si può dire per l’altro direttore, Daria Bignardi, che ha sostituito nello schema nomine all’ultimo momento un apprezzato professionista come Andrea Salerno, indicato da settimane come il futuro direttore di Raitre. Bignardi vuol dire mille mondi milanesi, stretta amicizia con Campo Dall’Orto (che la sostenne fortemente, e la formò, da direttore de La7), un’idea di tv che incarna un modello non certo nato alla Rai.

http://www.corriere.it/politica/16_febbraio_18/nomine-rai-nuova-linea-piu-milano-meno-palazzo-tentativo-attirare-giovani-1e3f9f5c-d607-11e5-8e4b-2c56813c9298.shtml

Torna Daria Bignardi con ‘Le invasioni barbariche’


Questa sera, ore 21.15, inizia la nuova stagione de Le Invasioni Barbariche. Daria Bignardi ospita, tra gli altri, Lorenzo Jovanotti e Roberto Saviano.

Appuntamento su La7.

Da domani torna Daria Bignardi con “Le Invasioni Barbariche”, su La7


Domani sera, ore 21.10, su La7 torna Daria Bignardi con Le Invasioni Barbariche. Dopo la breve esperienza in Rai, con l’Era Glaciale mandata allo sbaraglio in orari notturni, la Bignardi torna all’origine.

Cosi commenta Paolo Bassetti, amministratore Endemol, società produttrice dello show:

“Ringrazio La7 che ha fatto ritornare a casa la nostra Daria. Abbiamo fatto una parentesi in Rai, che non definirei negativa ma forse un po’ faticosa. Quando Daria è partita con questo programma era una delle prime, a cui hanno fatto seguito tanti altri. Tanti programmi sono arrivati, ormai tutti fanno interviste, ma Daria ci mette sempre un valore aggiunto perchè anticipa i tempi a modo suo, chi viene ospite non sa mai cosa succede, vista la sua imprevedibilità. Sono certo quindi che anche quest’anno farà di questo programma una cosa unica nel suo genere”.

La conduttrice si dice felice:

“Sono qui oggi perchè sto da 6 mesi lavorando a questo prodotto. Dal 5 dicembre ho detto che chiudevo il rapporto con Rai 2, avevo un contratto fino al 2011 che ho chiuso in anticipo. E’ stata un’esperienza surreale, kafkiana e ho riaperto un rapporto con la rete che è sempre stata casa mia”.

Silvio “ordina”: Belpietro in prima serata (al posto di Santoro?)


Da ItaliaOggi traggo alcuni stralci di un articolo sulla Rai del futuro. Leggetelo bene, soprattutto le parti in grassetto.

Non c’è solo Michele Santoro a far venire la scarlattina a Silvio Berlusconi. Tra i programmi nel mirino del Cavaliere c’è anche il Ballarò di Giovanni Floris. Non a caso, la puntata di martedì sera, in cui il premier è intervenuto al telefono, lo ha ancora di più convinto a imporsi con il cda di viale Mazzini affinché venga mandato in onda, in prima serata, un nuovo programma «amico» che possa raccontare l’operato del governo senza «fare i processi pubblici al premier nella tv pagata da tutti i cittadini», come dichiarato in diretta da Berlusconi a Ballarò. Una specie di voce fuori dal coro rispetto alle trasmissioni di Santoro e Floris.

«Non mi importa dove, ma voglio un programma in prima serata che faccia da contraddittorio a Santoro e Floris». Questo l’imput del Cavaliere ai suoi consiglieri al cda di viale Mazzini. Ma chi potrebbe essere il conduttore anti-Santoro. La spada del Cav si è posata sulle spalle di Maurizio Belpietro. A quanto pare sarebbe lui il prescelto per l’investitura.

……

La soluzione RaiDue è più plausibile. Toccherà ora al direttore Massimo Liofredi trovare una soluzione adeguata. Il neo direttore di RaiDue, negli ultimi tempi, è stato sottoposto a un bombardamento della critica, per alcuni aspetti sorprendente, visto che è giunto da giornali vicini al centro-destra. Una tempesta di fuoco amico che potrebbe essere generata dal fatto che il direttore non abbia trovato collocazione a una trasmissione vicina al centro-destra, condotta dal suo vicedirettore Gianluigi Paragone. Il Malpensa Italia, infatti. ancora non possiede il nullaosta per entrare nel palinsesto. L’unica seconda serata a disposizione per evitare il conflitto con Porta a Porta è il venerdì. Ma lo spazio è occupato da Daria Bignardi

…..

Quindi per Paragone l’ostacolo che gli impedisce, a oggi, di riconquistare uno spazio in seconda serata si chiama Daria Bignardi che non può essere epurata senza incappare in una penale salata da pagare.

In sostanza “passa” come normalità il fatto che un Premier imponga alla Rai un conduttore di centrodestra per bilanciare due programmi di successo come Ballarò (al 16-18% di share) e AnnoZero (sopra il 20%). Intanto vorrei capire quale bilanciamento dovrebbe esserci vista la faziosità palese di Bruno Vespa e del Tg1 di Minzolini. Il tg1 ha una media di 7 milioni di ascolto a serata e questo basterebbe per bilanciare eventuali disparità. Benvenga comunque un programma in prime time di Belpietro. Sperando che non lo si faccia, come si vocifera, togliendo dal video Santoro ed il suo AnnoZero. Peraltro appare indecente il trattamento riservato a Daria Bignardi, diventata un peso per il centrodestra indeciso se epurarla o sperare in SKY. Tutto questo per fare posto a Paragone ed al suo Malpensa Italia.

Chiudo facendo una riflessione. Il centrodestra ha avuto varie possibilità di fare informazione. In prima serata con Socci, Masotti e Vergara, Berti, lo stesso Mimun ed in seconda serata, Buttafuoco, Paragone etc. Tutte queste trasmissioni si sono rivelate un flop. Non sarebbe il caso di riflettere su tali risultati?

 

Scontro a mezzo blog tra Travaglio e Sofri


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Se vi ricordate, qualche mese fa ci fu una polemica per l’intervista di Vauro e Borromeo alla trasmissione di Daria Bignardi, intervista tagliata dal direttore Marano a causa della par condicio. Si disse, allora, che sarebbe poi stata riproposta a fine elezioni. In verità l’Era Glaciale, il programma della Bignardi, si è concluso venerdi scorso senza la messa in onda del pezzo riguardante il vignettista e l’ex conduttrice di AnnoZero.

Questo antefatto spiega la lite intercorsa oggi, a mezzo blog, tra Marco Travaglio e Luca Sofri, giornalisti conosciuti nonchè autori di due dei blog piu seguiti della rete.

Inizia Travaglio scrivendo:

Un mese fa, con la scusa della par condicio, Daria Bignardi tagliò l’intervista a Vauro e a Beatrice Borromeo, ma giurò di trasmetterla nell’ultima puntata dell’Era glaciale: infatti, nell’ultima puntata, ha intervistato il giornalista Calabresi, il cantante Morgan, il velista Malingri e lo scrittore Lolli. Vergogniamoci per lei

Replica Luca Sofri:

Bugiardo e falso, Travaglio attribuisce a Daria Bignardi il taglio dell’intervista, che sa essere stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare. Bugiardo falso e stupido, Travaglio ritiene che Daria Bignardi abbia trovato una “scusa” per tagliare un’intervista che aveva scelto di fare lei stessa. Bugiardo e falso e vile, Travaglio si inventa che Daria Bignardi abbia “giurato” che l’intervista sarebbe stata trasmessa nell’ultima puntata: e anche in questo dirotta dove gli è più facile le accuse che ha paura di fare ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni visto che simile promessa non l’ha mai fatta nemmeno lui. Bugiardo e falso e incompetente, Travaglio non sa o finge di non sapere che la par condicio termina con i ballottaggi e che quindi nessuno avrebbe mai potuto annunciare quell’intervista per l’ultima puntata: Marano annunciò infatti che sarebbe andata in onda su RaiDue una volta finita la par condicio. Ma di Marano Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice.

Poi uno si chiede come abbia fatto a perdere una querela da Cesare Previti.

Controreplica Travaglio:

L’Era glaciale è finita venerdì sera, ma l’intervista censurata non è andata in onda nemmeno ora che le elezioni europee sono passate.
Scrive il poveretto che la censura è “stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare”. Insomma, io avrei “paura di fare accuse ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni… Di Marano, Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice”.

Questo pover’uomo ignora che sono stato il primo a denunciare la decisione di Marano di chiudere il programma di Massimo Fini, “Cyrano”, prima sull’Unità e poi nel primo capitolo del libro “Regime”. Ignora pure che un mese fa, quando Marano ordinò il taglio dell’intervista a Beatrice e a Vauro e la Bignardi servilmente si piegò alla censura, scrissi sull’Unità quanto segue: “Si attende da una settimana che la Commissione di Vigilanza e il Cda Rai, ma anche le ‘authority’ e i ‘comitati etici’ dicano qualcosa, una parola non di più, sulla censura subìta da Vauro e Beatrice Borromeo all’”Era glaciale” a opera del direttore Marano e nel silenzio della cosiddetta conduttrice Daria Bignardi. Che poi è la versione giornalistica di Lorena Bianchetti. In Spagna avrebbe qualche problemino, ma in Italia Daria Sbianchetti farà un carrierone”.

E’ la Bignardi, non certo io, a temere di contraddire Marano. E’ lei, non io, a temere per la sua comoda poltroncina. Io non vado in onda perché Marano mi abbia ingaggiato, strappandomi a suon di centinaia di migliaia di euro a La7: io vado in onda perché mi ha chiamato Santoro, che a sua volta va in onda grazie alle sentenze dei giudici di Roma, a dispetto dei vertici Rai che si sono opposti in ogni modo giudiziariamente al reintegro di Michele epurato dall’editto bulgaro. Marano non s’è mai permesso, in tre edizioni di Annozero, di censurare alcunchè: forse perché aveva di fronte un Santoro, non una Bignardi. 

Questo omuncolo sostiene che mi sarei inventato la promessa della Bignardi di trasmettere l’intervista censurata nell’ultima puntata dell’”Era glaciale”, e fingerei di non sapere che “la par condicio termina con i ballottaggi”. Cito testualmente le parole della Bignardi: “Sempre che ancora vi interessi sentir parlare di Noemi eccetera, quel che è stato detto lo potrete sentire dopo le elezioni, quando sarà trasmessa, ma non aspettatevi chissà che. Io poi spero che avremo altro di cui discutere, dopo le elezioni. Ma non ci conto molto”. Siccome la Bignardi sapeva benissimo che il suo programma sarebbe finito il 12 giugno, l’unica puntata utile “dopo le elezioni” era appunto quella del 12 giugno, e il riferimento alle “elezioni” non poteva che riguardare le europee del 6-7 giugno. I ballottaggi infatti erano fissati per il 21, ben oltre la chiusura del suo programma. Non ho costretto io la Bignardi a mentire, promettendo una cosa che sapeva di non voler o di non poter fare. L’ha fatto lei, sua sponte.

Confermo, con buona pace del Sofri minore, che quella della “par condicio” elettorale e dell’assenza di “contraddittorio” era una penosa “scusa” per adeguarsi al diktat di Marano. Infatti la Bignardi ha intervistato, in periodo di par condicio, politici come il ministro Zaia e altri senz’alcun contraddittorio. Se poi si temeva che le frasi di Vauro e Beatrice su Berlusconi potessero turbare la campagna elettorale, quel timore (peraltro ridicolo) poteva valere per le elezioni europee in cui Berlusconi era candidato (peraltro ineleggibile), non certo per il referendum o per i ballottaggi delle amministrative, dove Berlusconi non è candidato.

Il poverino conclude: “Poi uno si chiede come abbia fatto (Travaglio) a perdere una querela da Cesare Previti”. Purtroppo gli sfugge la differenza fra una querela (ramo penale) e una causa per risarcimento danni (ramo civile). La prossima volta, prima di avventurarsi su terreni tanto impervi, questo piccolo analfabeta potrebbe rivolgersi a chi, in famiglia, di penale deve intendersi per forza.

A proposito di famiglia, dimenticavo: si sapeva che Luca Sofri è il marito di Daria Bignardi; ora sappiamo che è pure il suo Ghedini personale.
Marco Travaglio

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Questi i commenti dei due . Ora le mie riflessioni. In tutta sincerità penso che abbiamo esagerato tutti e due. Ha esagerato Travaglio ad usare un tono greve nei confronti della Bignardi la quale si è adeguata alle decisioni di Marano. Forse, anzi sicuramente, avrebbe dovuto opporre un po piu di resistenza nel subire la censura, questo è vero ma non possiamo sapere cosa Bignardi e Marano si siano detti in privato e quindi non possiamo esprimere una opinione completamente attendibile sui fatti. Questo Travaglio non lo ha detto ed ha sbagliato. D’altro canto Luca Sofri ha esagerato nel difendere la sua compagna, attaccando il giornalista di AnnoZero con parole non degne della sua fama.

Seguo da anni sia Marco Travaglio sia Luca Sofri, guardo le loro trasmissioni, leggo i libri del primo, ascolto i programmi radio del secondo. Li reputo due ottimi giornalisti, pur nei loro diversi ruoli. Direi proprio che avrebbero potuto risparmiarsi ambedue questa sceneggiata.