Risultati Sondaggi, Tv ed Alleanze PD


Siamo arrivati al momento dei risultati di alcuni sondaggi.

TV:

Siete fedelissimi di RaiTre! Piu del 40% dei votanti ha dichiarato di vedere la principalmente la terza rete. La Rai, complessivamente, è vista da piu del 60%. Segue Mediaset con poco piu del 20%, poi Sky e la7.

Bravi! continuate cosi!

E per quanto riguarda le Alleanze del PD, the winner is….

…CASINI!

Ben piu del 30% di voi vorrebbe una alleanza PD-Idv-Sel-UDC, un CentroSinistra moderato insomma.Un 30% circa vorrebbe invece una minicoalizione (solo con la Idv, oppure solo con l’Udc o addirittura in corsa solitaria). Un altro 20% vorrebbe invece un CentroSinistra “allargato” (stile Unione 2006 o anche Unione +Udc).

Bersani nuovo segretario del PD


 

Speciale Primarie PD, domani si vota!


 

Domani si vota per le primarie del Partito Democratico. I seggi sono aperti dalle 7 alle 20 in tutta italia. QUI potete trovare il vostro seggio dove poter votare. Di seguito le biografie dei tre candidati. QUI invece trovate tutte le istruzioni su come votare.

Pierluigi Bersani

Dario Franceschini

Ignazio Marino

Vi riporto anche un “confronto” a tre su diversi temi: (tratto da uno speciale de L’Espresso)

LAVORO, COME TUTELARE I GIOVANI ED I SENZA LAVORO:

BERSANI:

Ritengo che la premessa da fare sia quella di organizzare un canale unificato di ingresso al lavoro dei giovani. Quanto all’estensione degli ammortizzatori sociali, oggi il bilancio copre interventi in deroga di ogni tipo senza dare un minimo di ordine e di sistematicità. Secondo noi è necessario arrivare con gradualità ad un sistema universalistico di sostegno al reddito dei disoccupati, da finanziare recuperando risorse dalla lotta ad evasione ed elusione fiscale e dalla razionalizzazione della spesa pubblica.

FRANCESCHINI

In primis attraverso un forte contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero. Inoltre, una parte dell’estensione degli ammortizzatori sociali sarebbe a carico di chi ne usufruisce come già accade per gli artigiani, la parte rimanente andrebbe finanziata attraverso uno scambio con l’innalzamento flessibile dell’età pensionabile

MARINO

L’adozione di un contratto unico per tutti i lavoratori, come nella proposta di Piero Ichino, permetterebbe di eliminare del tutto l’attuale dicotomia tra lavoratori a tempo determinato e a tempo indeterminato, tra garantiti e non garantiti, estendendo a tutti i diritti fondamentali, razionalizzando la distribuzione delle risorse e superando la drammatica iniquità posta in essere dall’attuale legislazione sul lavoro precario.

ALLEANZE, CON CHI?

B:Il PD deve percepire come proprio compito la costruzione di un’alternativa alla destra e quindi di un sistema di convergenze e di alleanze. In questa fase bisogna rivolgersi a tutti coloro che sono preoccupati della possibile curvatura populistica della nostra democrazia e delle politiche economiche e sociali della destra. A tutti bisogna offrire una piattaforma di discussione e di dialogo che parta dai temi istituzionali ed elettorali fino a toccare un progetto di politiche economiche e sociali. Questa attitudine del Partito Democratico a ricercare interlocutori e convergenze in una direzione ampia, che non escluda nessuna delle forze di opposizione, è anche il modo per affermare il proprio ruolo e per predisporsi a crescere.

F:Alle alleanze che si costruiscano sulla condivisione di programmi e prospettive di governo. Dobbiamo avere l’ambizione di costruire un grande partito nazionale, capace di essere il motore riformista di un’azione di governo e di rappresentare la società italiana nel suo complesso, senza appaltare ad altri la “missione” di curare questo o quell’altro segmento: i moderati, i cattolici, gli imprenditori e così via. Poi, come ho detto, questo grande partito realizzerà attorno alla sua forza le alleanze compatibili. Ma non torneremo alle coalizioni litigiose e frammentate, tenute insieme solo dall’avversario comune.

M: Il PD deve avere un respiro maggioritario, ovvero puntare a fare convergere quante più forze possibile, anche quelle che si sono allontanate perché deluse. Poi c’è la questione delle alleanze che sono indispensabili ma non si possono fare a tavolino, a prescindere dalla situazione concreta. Cercheremo il punto di accordo su un programma condiviso e proporremo le alleanze ai cittadini prima delle elezioni.

COPPIE DI FATTO, COSA FARE?

B: Sono favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto, lo Stato ha il dovere di prendere in mano e legittimare una realtà che riguarda milioni di persone.

F: Sono favorevole sin da quando il Parlamento ha iniziato a discuterne. Trovo che sia una cosa assolutamente normale immaginare di riconoscere dei diritti alle coppie conviventi non sposate. Se c’è una coppia di fatto e uno dei due muore, perché l’altro non può subentrare nel contratto d’affitto? E perché non può accampare alcun diritto sulla pensione di reversibilità? Perché deve incontrare difficoltà ad assistere la persona che ama durante la malattia e il ricovero? Dobbiamo correggere queste cose.

M: Siamo rimasti tra gli ultimi tre paesi in Europa a non avere una legge che regoli le unioni civili e molti richiami sono arrivati agli stati ritardatari da Bruxelles. Sostengo un principio chiaro: non diritti speciali ma diritti uguali per tutti, ciò significa che se una coppia non è unita dal matrimonio non può essere penalizzata rispetto a chi è sposato. Per questo un modello da cui partire è quello delle civil partnership inglesi che garantiscono pari diritti e doveri a tutti

Gli ultimi sondaggi danno Bersani vicino, ma non sopra, il 50%. Franceschini in crescita, buona prestazione di Marino. Fonte: Termometro Politico.

Le incognite:

In ogni voto ci sono incognite, se le precedenti primarie vedevano un candidato forte (Prodi nel 2005, Veltroni nel 2007) circondato da comprimari deboli, questa volta la sfida a due tra Bersani e Franceschini è molto piu combattuta. Se il primo è uscito in netto vantaggio dopo la votazione degli iscritti, il secondo sembra avere piu “appeal” tra gli elettori, mentre Marino attira il voto dei giovani e dei non “allineati” e cioè di elettori di Sinistra e Libertà e di altre formazioni al di fuori del PD. Le primarie di Firenze, dove il candidato sindaco ufficiale del Pd è stato battuto da un outsider com Rienzi, ci insegnano che quando la gara si fa incerta potrebbero diventare determinanti anche i voti degli “avversari” politici, quegli elettori di centrodestra pronti a dare il colpo di grazia ad un partito già in crisi da tempo premiando un candidato di rottura come ad esempio Marino. Vedremo cosa accadrà domani.

La mia dichiarazione di voto:

In questi mesi precongressuali ho cercato di non utilizzare il blog per sponsorizzare questo o quel candidato. Chi mi legge assiduamente sà che voterò Pierluigi Bersani, ho anche riportato tempo fa il discorso da me pronunciato al circolo democratico.

Alla vigilia delle primarie confermo il mio sostegno all’ex ministro dello sviluppo economico, malgrado nelle sue liste elettorali siano presenti personaggi di dubbia fama come Bassolino, Loiero e malgrado venga fortemente appoggiato da Massimo D’Alema, uno dei maggiori responsabili, assieme a Veltroni, delle disgrazie di Ds e PD.

Le ragioni del mio sostegno a Bersani sono principalmente tre:

1. Tema del Lavoro. Mentre Marino vorrebbe un contratto unico che penalizzerebbe i lavoratori a tempo indeterminato in favore di quelli a tempo determinato, Bersani vuole dare un sostegno a tutti i lavoratori, senza penalizzare nessuno. Un assegno di disoccupazione per tutti i lavoratori, senza distinzioni e senza togliere a qualcuno per dare a qualcun’altro.

2. Alleanze. Bersani si propone di costruire un “nuovo Ulivo”, un sistema di alleanze ampio ma coerente con un programma di governo che eviti le contraddizioni dell’Unione di Prodi e che ci riporti all’Ulivo stile 1996, unico progetto politico del fronte progressista ad aver VINTO le elezioni. Franceschini persegue invece la “vocazione maggioritaria” veltroniana che ha portato il PD all’isolamento ed alla lenta erosione di consenso verso l’Idv. Marino sembra volere una via di mezzo tra quel che dice Bersani e quel che propone Franceschini, troppo poco.

3. Struttura del Partito. Per vincere domani dobbiamo ricominciare dall’oggi, dal territorio. Il partito “liquido” veltroniano ha distrutto il collegamento sul territorio, nel circolo abbiamo avuto ad esempio delle difficolta di coordinamento con le altre sezioni a causa della assenza di un coordinatore di municipio, inesistente ai tempi di Veltroni. Serve quindi una struttura per poter agire sul territorio dimostrando che il PD non è fatto solo di tante belle parole ma soprattutto di vicinanza ai problemi della gente. Come ai tempi del PCI. Spero Bersani riesca in questo. Tra i tre candidati sembra quello piu esperto e con le idee piu chiare.

Questi i motivi per i quali domani voterò Pierluigi Bersani. Consapevole però che, chiunque vincerà, il Partito dovrà operare unito. Marino, Franceschini e Bersani sono tre brave persone con tre progetti diversi ma non alternativi. Gli avversari sono altri. Questo ogni elettore ed ogni dirigente del Partito DOVRA’ averlo chiaro in mente.

Buon voto a tutti.

Primarie PD, tutto ciò che c’è da sapere per votare


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Le Primarie PD si avvicinano, di seguito un piccolo bignami con tutto quello che dovete sapere sull’appuntamento elettorale del Partito Democratico in programma il 25 ottobre.

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Per trovare il tuo seggio elettorale clicca QUI:

http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/servizi/primarie09/ricercaseggi.htm

Verso le Primarie PD, i candidati delle Liste elettorali….


Forse non tutti sanno che il 25 ottobre, giorno in cui saranno celebrate le primarie del PD, assieme ai tre candidati (Bersani, Franceschini, Marino) gli elettori democratici saranno chiamati a votare anche una delle liste elettorali abbinati ai vari candidati. Franceschini ne ha due, Bersani sta raccogliendo firme per la seconda lista. Nelle liste sono presenti i candidati alla assemblea nazionale, eletta appunto il 25 ottobre assieme al segretario.

Molti non sanno però che se, nelle primarie, il piu votato non raggiungerà il 50%+1 dei voti, l’elezione del segretario democratico sarà delegata proprio alla Assemblea Nazionale del partito. E’ quindi importante votare anche le liste elettorali.

A questo proposito ecco uno “spaccato” delle candidature, tratto da l’unità:

Non c’è solo il duello tra Bersani, Franceschini e Marino. Alle primarie del 25 ottobre, nei 175 collegi in cui gli elettori Pd voteranno i 1000 delegati dell’assemblea nazionale, ci saranno altre sfide al color bianco. Roma è l’epicentro dei duelli, ma si segnalano anche il derby tra Mercedes Bresso e Piero Fassino a Torino, l’una per Bersani e l’altro per Franceschini. E ancora, a Milano il piombino Ivan Scalfarotto (Marino) contro la segretaria confederale della Cgil Susanna Camusso (Bersani) e il generale e senatore Mauro Del Vecchio (Franceschini). E ancora: l’ex governatore Renato Soru che a Cagliari, per «Dario», sfiderà Antonello Cabras, ex diessino in lista per Bersani e storico rivale politico del patron di Tiscali. E Roberta Pinotti, che nella sua Genova, per il segretario in carica, sfiderà il governatore bersaniano Claudio Burlando.
ROSY BINDI CATAPULTATA A MILANO

Altro epicentro sarà Milano. Al collegio 1 del capoluogo lombardo battaglia a quattro: le due liste di «Dario » schierano l’europarlamentare Patrizia Toja e la scrittrice Eva Cantarella; per Bersani c’è Barbara Pollastrini e per Marino il giuslavorista Pietro Ichino. Per il segretario a Milano corre anche il prefetto Achille Serra, contrapposto all’eurodeputato bersaniano Antonio Panzeri. Mentre Rosy Bindi non è per niente soddisfatta di essere stata catapultata in un collegio milanese, e sta decidendo se accettare o meno la candidatura (c’è tempofino a stasera per la pubblicazione ufficiale delle liste). Pare che la Bindi avrebbe voluto candidarsi nella sua Toscana. Ma così non è andata e, dicono dal suo staff, «Rosy potrebbe decidere di fare campagna per Bersani in giro per tutta l’Italia e non in un solo collegio».

ROMA EPICENTRO DELLE SFIDE
Veniamo alla Capitale, dove al collegio Ostiense si batteranno David Sassoli (per la sua lista “Semplicemente democratici”, la “numero due” a sostegno di Franceschini) ed Enrico Letta. Al terzo posto, nella lista bersaniana, c’è anche Marco Follini. Nel collegio del centro della Capitale per Franceschini correrà Furio Colombo, contro Giovanni Bachelet (Bersani). All’Appio Tuscolano, invece, MassimoD’Alema se la vedrà con Mina Welby (Marino). E ancora: al Collatino l’attriceSimona Marchini (Marino), la numero uno dello Spi Carla Cantone (Bersani) e Jean Leonard Touadì per Franceschini. Al PrenestinoLaura Pennacchi (Bersani) contro Roberto Di Giovan Paolo, uno dei più fidati consiglieri di Franceschini e Gianni Borgna (Marino). Al quartiere Trieste, infine, la testa di lista Paola Comencini-Luigi Manconi se la vedrà con il franceschiniano Paolo Gentiloni. A Latina Luciano Violante (Bersani) contro Raffaele Ranucci, senatore e imprenditore pro-Franceschini.

A Firenze città la battaglia sarà tra il governatore Claudio Martini (Bersani) e la responsabile donne Pd Vittoria Franco (Franceschini). In Provincia corre Goffredo Bettini per Marino, se la vedrà con il sindaco della rossa Sesto Fiorentino Gianni Gianassi (Bersani). A Pisa il bersaniano Paolo Fontanelli (responsabile enti locali Pd) contro Ermete Realacci (Franceschini). In Umbria la governatrice Maria Rita Lorenzetti (Bersani) contro Marina Sereni per i Franceschini’s. Nella sua Ravenna, il governatore Vasco Errani, grande sponsor di Bersani, sarà sfidato dall’attore Ivano Marescotti, che corre con Marino.

BATTAGLIA SUL SUD
Ancora polemiche in Calabria e Campania per le candidature, con Bersani, dei governatori Loiero e Bassolino e del sindaco Jervolino. I franceschiniani picchiano duro sul mancato rinnovamento, e contrappongono al governatore calabrese il consigliere regionale Egidio Chiarella, mentre contro Bassolino c’è la senatrice Teresa Armato (per Marino Luca Stamati) e contro la Jervolino corre il consigliere regionale Antonio Amato (per Marino il numero uno dello Iacp Enzo Acampora).

Congresso PD, tra gli iscritti vince Bersani, ora la parola agli elettori


I risultati dei circoli:(dal sito del PD)

Votanti 466.573 pari al 56,40% degli iscritti aventi diritto.

Voti validi 462.904

Pier Luigi Bersani 255.189 voti pari al 55,13%

Dario Franceschini 171.041 voti pari al 36,95%

Ignazio Marino 36.674 voti pari al 7,92%

E’ con viva soddisfazione che sottolineiamo la straordinaria partecipazione di tante iscritte e iscritti diffusa su tutto il territorio nazionale e la trasparenza e la qualità del dibattito che ha visto migliaia di persone prendere la parola per dare il proprio contributo.

La Commissione nazionale per le elezioni del 25 ottobre ringrazia le iscritte e gli iscritti al Pd e tutti coloro che hanno reso possibile questo importante risultato. A tutti gli iscritti e ai tanti elettori del Pd che vogliono un futuro diverso del Paese chiediamo ora un impegno per fare delle primarie del 25 ottobre un grande fatto che rafforzi la qualità della democrazia italiana. Anche i candidati si sono espressi sui risultati. Lapidario il commento di Dario Franceschini: “Sono gli stessi risultati di una settimana fa”. Parla, invece, di “risultato soddisfacente” Pierluigi Bersani. “Il livello di partecipazione nei circoli – dice -è stato davvero impressionante e senza precedenti. E` un fatto di democrazia di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi. Il risultato ottenuto per me è molto soddisfacente. La proposta che ho avanzato è stata evidentemente compresa nei circoli. Adesso questa scelta viene messa alla prova delle primarie. Siamo tutti impegnati perché possa esserci una grande partecipazione così da rafforzare il progetto che il Pd presenterà al Paese”. Per Ignazio Marino si tratta di “un risultato straordinario”. “Alla vigilia – commenta – qualcuno con ironia disse che non avremmo raggiunto neppure l’1 per cento. Adesso invece si vede che sono diverse migliaia gli iscritti che hanno dato fiducia alla nostra mozione. Questo ci fa ben sperare per il 25 ottobre“.

Risultati Assemblee dei circoli PD per Regioni

REGIONE ASS.CIRCOLI ISCRITTI VOTANTI BERSANI FRANCESCHINI MARINO NULLE BIANCHE TOT. VALIDI
VOTI % VOTI % VOTI % VOTI % VOTI % VOTI %
BASILICATA 128 17.567 13.229 75,31% 7.364 56,81% 5.098 39,33% 500 3,86% 176 1,33% 91 0,69% 12.962
CALABRIA 388 55.608 31.787 57,16% 22.557 71,19% 8.201 25,88% 929 2,93% 54 0,17% 46 0,14% 31.687
CAMPANIA 533 118.712 54.758 46,13% 35.066 64,56% 17.395 32,02% 1.858 3,42% 264 0,48% 175 0,32% 54.319
LAZIO 513 87.809 59.139 67,35% 24.835 42,36% 25.650 43,75% 8.137 13,88% 291 0,49% 226 0,38% 58.622
MARCHE 285 19.878 11.607 58,39% 5.559 48,13% 4.971 43,04% 1.021 8,84% 23 0,20% 33 0,28% 11.551
MOLISE 68 2.664 1.966 73,80% 1.135 58,75% 752 38,92% 45 2,33% 20 1,02% 14 0,71% 1.932
PUGLIA 279 49.811 33.533 67,32% 21.064 63,38% 10.939 32,92% 1.230 3,70% 130 0,39% 170 0,51% 33.233
SICILIA 487 62.578 44.337 70,85% 20.842 47,44% 21.664 49,31% 1.426 3,25% 190 0,43% 215 0,48% 43.932
UMBRIA 224 24.473 16.652 68,04% 8.880 54,07% 6.652 40,51% 890 5,42% 144 0,86% 86 0,52% 16.422
ABRUZZO 231 16.835 11.344 67,38% 6.039 53,56% 4.462 39,57% 774 6,86% 43 0,38% 26 0,23% 11.275
EMILIA R. 672 140.234 49.082 35,00% 28.517 58,47% 15.713 32,22% 4.539 9,31% 181 0,37% 132 0,27% 48.769
FVG 186 9.229 5.847 63,35% 2.271 39,13% 2.805 48,33% 728 12,54% 29 0,50% 14 0,24% 5.804
LIGURIA 186 15.946 10.940 68,61% 6.126 56,58% 3.515 32,47% 1.186 10,95% 78 0,71% 35 0,32% 10.827
LOMBARDIA 897 47.818 29.575 61,85% 15.535 52,76% 9.776 33,20% 4.133 14,04% 42 0,14% 89 0,30% 29.444
PIEMONTE 300 22.561 13.470 59,70% 7.611 56,95% 3.625 27,13% 2.128 15,92% 49 0,36% 57 0,42% 13.364
SARDEGNA 302 26.964 15.157 56,21% 9.938 66,01% 3.685 24,48% 1.433 9,52% 38 0,25% 63 0,42% 15.056
TOSCANA 864 74.241 42.988 57,90% 21.375 50,07% 18.111 42,43% 3.202 7,50% 153 0,36% 147 0,34% 42.688
TRENTINO 59 2.962 1.482 50,03% 741 50,34% 538 36,55% 193 13,11% 2 0,13% 8 0,54% 1.472
V.D’AOSTA 12 268 113 42,16% 44 38,94% 58 51,33% 11 9,73% 0,00% 0,00% 113
VENETO 500 26.551 17.341 65,31% 8.315 48,25% 6.813 39,53% 2.106 12,22% 65 0,37% 42 0,24% 17.234
OCEANIA 6 299 116 38,80% 49 42,61% 66 57,39% 0 0,00% 1 0,86% 0 0,00% 115
AFRICA 1 26 25 96,15% 25 100,00% 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00% 25
EUROPA 66 2.639 1.181 44,75% 496 42,76% 492 42,41% 172 14,83% 8 0,68% 13 1,10% 1.160
SUD AMERICA 23 1.188 702 59,09% 656 94,25% 40 5,75% 0 0,00% 3 0,43% 3 0,43% 696
NORD AMERICA 11 398 202 50,75% 149 73,76% 20 9,90% 33 16,34% 0 0,00% 0 0,00% 202
TOTALE 7.221 827.259 466.573 56,40% 255.189 55,13% 171.041 36,95% 36.674 7,92% 1.984 0,43% 1.685 0,36% 462.904

La parola ai tre candidati segretario:

Con la sobrietà e il rigore che ne fanno ormai il marchio di fabbrica, Pierluigi Bersani ha dedicato molta attenzione alle ricadute della crisi economica sui ceti più poveri. «La priorità assoluta e immediata è quella di portare risorse sui redditi medio-bassi, su chi sta perdendo il lavoro, su chi ha superato la soglia di povertà». Poi un nuovo patto economico con le piccole imprese, investimenti su scuola e università, riqualificazione del sistema sanitario, passando per il punto di forza dell’attività di governo di Bersani: la lotta alle corporazioni. «È tempo di un’offensiva liberale per aprire mercati regolati in molti settori dell’economia oggi strozzati da sistemi corporativi». Molto significativa la riflessione sul problema del populismo. «È penetrato in profondità», ha sostenuto l’ex ministro, «il progressivo indebolimento di ogni istituto di mediazione tra popolo e governo, l’idea che il consenso debba prevalere sulle regole». In chiusura, un riferimento al “senso” da trovare a questa storia, come recita lo slogan della sua campagna: «Se ti metti dalla parte dei deboli, dei subordinati, di chi lavora, di chi produce, puoi fare una società migliore per tutti».

Dario Franceschini ha fatto sicuramente il discorso più applaudito, sebbene solo il 37 per cento dei delegati fosse appartenente alla sua mozione. Il segretario uscente è stato l’unico dei tre a parlare a braccio, facendosi guidare da una scaletta preparata a casa durante la giornata di ieri. In apertura, una mano tesa ai suoi sfidanti: «Se il 25 ottobre avrò la fortuna di restare segretario, le prime due persone che chiamerò a lavorare con me saranno Bersani per le sue competenze economiche e Marino per le sue competenze scientifiche». Poi un passaggio applauditissimo sugli attacchi del premier alle istituzioni, e una grande difesa delle primarie, con una stoccata a Massimo D’Alema: «Sono stati proprio gli iscritti a chiedere il coinvolgimento degli elettori: i primi a rispettare il risultato saranno proprio gli iscritti che amano questo partito indipendentemente da chi sarà chiamato a guidarlo. Se sarò eletto non toglierò mai le primarie per la scelta del segretario». Molto chiaro sulle alleanze – «Non vorrei che il contrasto alla vocazione maggioritaria ci porti a diventare un partito a vocazione minoritaria» – anche Franceschini ha dedicato grande attenzione ai temi sociali .«La scelta più colpevole di questo governo è stata quella di aver pensato di affrontare la crisi occultandola, senza mettere in campo misure per affrontarla».

L’outsider, Ignazio Marino, ha scandito il suo discorso attraverso diverse citazioni, da Tocqueville al cardinale Martini, da Che Guevara a John Fitzgerald Kennedy, da Anthony Giddens ad Aldo Moro. «Qualunque sarà il risultato del congresso», ha detto il senatore del Pd, «il mio ruolo è quello di contribuire a un rinnovamento radicale». A cominciare dai segmenti più compromessi della classe dirigente del partito. «Possiamo continuare ad accettare che le classi dirigenti di alcune regioni del sud, che non si sono mostrate all’altezza del loro mandato, siano ancora considerate come forze di riferimento irrinunciabili? Io credo che l’antipolitica sia da contrastare», ha concluso Marino, «ma dobbiamo iniziare da noi». L’accento sul rinnovamento viene replicato anche nell’analisi delle misure da adottare per rilanciare occupazione e opportunità. «In Italia più si invecchia più si guadagna, mentre in tutti gli altri paesi europei e occidentali la curva del reddito segue la naturale produttività della vita». A conferma della qualità del suo intervento, gli applausi che Marino ha raccolto da moltissimi delegati, sicuramente molti di più di quel 7 per cento di sostenitori della sua mozione.

http://www.unita.it/news/italia/89640/pd_le_parole_dei_tre_candidati_crisi_economica_democrazia_rinnovamento

Congresso PD, i primi dati dai circoli: in testa Bersani


Procedono le operazioni di voto nei circoli del PD in vista del Congresso. In quasi tutte le regioni è in testa Bersani, nel Lazio c’è invece un duello serrato tra l’ex ministro ed il segretario uscente Franceschini.

Dal sito del Pd leggiamo:

La “Commissione nazionale per le elezioni del 25 ottobre” rende noti i risultati relativi a 1.626 congressi che si sono svolti fino a martedì 22 settembre, come trasmessi dalle organizzazioni locali del Partito Democratico.

Votanti 74.638, pari al 58,68% degli iscritti aventi diritto. Voti validi 74.113 Pier Luigi Bersani 41.187 voti pari al 55,57 % Dario Franceschini 27.025 voti pari al 36,46% Ignazio Marino 5.901 voti pari al 7,96% I dati si riferiscono al 37% circa del totale nazionale dei congressi di circolo e hanno interessato 127.202 iscritti rispetto al totale nazionale di 824.125 iscritti al PD.

Risultati Assemblee dei circoli PD per Regioni

REGIONE CIRCOLI* ISCRITTI VOTANTI BERSANI FRANCESCHINI MARINO NULLE BIANCHE TOTALE VOTI VALIDI
      VOTI % VOTI % VOTI % VOTI % VOTI % VOTI %  
ABRUZZO 75 3540 2464 69,60% 1738 70,79% 607 24,73% 110 4,48% 3 0,12% 6 0,24% 2455
BASILICATA 34 3335 2602 78,02% 1581 62,07% 907 35,61% 59 2,32% 38 1,46% 17 0,65% 2547
CALABRIA 81 9192 5389 58,63% 3939 73,46% 1330 24,80% 93 1,73% 18 0,33% 9 0,17% 5362
CAMPANIA 43 7022 2947 41,97% 1745 59,54% 1053 35,93% 133 4,54% 10 0,34% 6 0,20% 2931
EMILIA ROMAGNA 136 22132 8363 37,79% 5128 61,75% 2534 30,52% 642 7,73% 30 0,36% 29 0,35% 8304
FRIULI V.G. 44 2598 1608 61,89% 582 36,26% 826 51,46% 197 12,27% 2 0,12% 1 0,06% 1605
LAZIO 102 11262 8230 73,08% 3540 43,08% 3720 45,27% 957 11,65% 4 0,05% 9 0,11% 8217
LIGURIA 60 5747 4088 71,13% 2180 55,08% 1432 36,18% 346 8,74% 20 0,49% 110 2,69% 3958
LOMBARDIA 228 10125 6115 60,40% 3285 53,91% 2034 33,38% 775 12,72% 10 0,16% 11 0,18% 6094
MARCHE 71 3407 1882 55,24% 810 43,20% 865 46,13% 200 10,67% 5 0,27% 2 0,11% 1875
MOLISE 5 61 47 77,05% 28 59,57% 18 38,30% 1 2,13% 0,00% 0,00% 47
PIEMONTE 85 5034 2854 56,69% 1609 56,71% 729 25,70% 499 17,59% 8 0,28% 9 0,32% 2837
PUGLIA 102 6989 4994 71,46% 3611 72,74% 1186 23,89% 167 3,36% 18 0,36% 12 0,24% 4964
SARDEGNA 48 3433 2025 58,99% 1351 67,01% 476 23,61% 189 9,38% 3 0,15% 6 0,30% 2016
SICILIA 84 9715 7459 76,78% 3355 45,25% 3989 53,80% 70 0,94% 34 0,46% 11 0,15% 7414
TOSCANA 235 13370 7200 53,85% 3655 51,01% 2783 38,84% 727 10,15% 16 0,22% 19 0,26% 7165
TRENTINO ALTO ADIGE 28 1688 847 50,18% 430 51,31% 303 36,16% 105 12,53% 3 0,35% 6 0,71% 838
UMBRIA 8 934 686 73,45% 393 58,31% 223 33,09% 58 8,61% 10 1,46% 2 0,29% 674
VALLE D’AOSTA 8 173 75 43,35% 30 40,00% 36 48,00% 9 12,00% 0,00% 0,00% 75
VENETO 149 7445 4763 63,98% 2197 46,40% 1974 41,69% 564 11,91% 10 0,21% 18 0,38% 4735
TOTALE 1626 127202 74638 58,68% 41187 55,57% 27025 36,46% 5901 7,96% 242 0,32% 283 0,38% 74113

* 1626 riunioni di circolo che coinvolgono 1636 circoli

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Anche il sottoscritto, nel suo piccolo, ha partecipato ad uno di questi congressi di Circolo. Posto qui di seguito il mio (primo in assoluto) intervento.

Questa sera siamo qui a celebrare il nostro congresso a causa delle dimissioni di Walter Veltroni, dimissioni giunte dopo innumerevoli sconfitte, sconfitte continuate anche dopo l’abbandono del segretario e culminate con il risultato deludente delle europee.

Dalle ultime elezioni europee infatti il centrosinistra è uscito indebolito….
La Lega Nord attraversa il “rubicone” ed ottiene risultati sorprendenti in regioni come Emilia Romagna, Umbria, Marche ed anche nel Lazio supera l’1%. La politica razzista portata avanti da Bossi,che è gradualmente passato dall’odio verso i meridionali all’odio verso gli immigrati, sta avendo successo .

Il fenomeno immigrazione, assieme alla crisi economica ed all’aumento della povertà, è la chiave di volta per poter leggere i risultati elettorali anche a livello europeo. I partiti nazionalisti xenofobi avanzano in tutta europa, dal British National Party inglese ai neonazisti tedeschi, dalla Lega Nord ai partiti xenofobi olandesi. In tutto il continente poi la Sinistra appare in crisi. Cede Zapatero in Spagna, ridotti ai minimi termini il Partito Socialista Francese (al 16%), l’SPD tedesca (20%) ed i Laburisti inglesi (16%), tanto che il risultato del PD non appare poi cosi negativo se confrontato con i grandi partiti progressisti europei.

La sintesi è breve, crisi delle sinistre, boom per la destra xenofoba, stabile il fronte conservatore. D’altronde il vecchio continente da anni fa i conti con un diffuso aumento della povertà, con la diminuzione dei diritti sociali, sempre piu a rischio in un sistema capitalistico cosi orientato al liberismo. Se a questo aggiungiamo un fisiologico incremento della criminalità, che cresce esponenzialmente al degrado sociale il quale, nelle situazioni appena descritte, non puo non lievitare, ed ecco che si spiega bene il risultato di queste consultazioni.

La destra populista, addossando la maggior parte delle colpe di tutto questo all’immgrazione, trova terreno fertile per la propria crescita. La Sinistra d’altro canto, che basa i suoi valori sulla solidarietà e la tolleranza, non puo non entrare in crisi.

In Europa ora domina la Paura, sentimento utilissimo alle destre. Contro la Paura, a mio avviso, la Sinistra puo rispondere solo con un altro sentimento: la Speranza.

Uno dei mali principali dell’Italia infatti è L’assenza di speranza per il futuro. Se i nostri genitori speravano in una vita migliore per i propri figli, i genitori di oggi temono per il destino dei loro ragazzi e delle loro ragazze. Dov’è finita la speranza che ha fatto grande questo nostro Paese, che ha contribuito alla crescita dell’Italia nel dopoguerra trasformando un paese prettamente agricolo in una delle piu grandi potenze economiche del mondo?

La verità è che l’Italia soffre di tante malattie croniche che a lungo andare hanno minato lo spirito del nostro popolo. La criminalità organizzata che tiene sotto scacco il meridione e che si arricchisce investendo i proventi illegali nel Nord industrializzato. La mancanza di sicurezza per i cittadini principalmente frutto di una giustizia malfunzionante che garantisce l’impunità per i criminali, siano essi italiani o stranieri. La burocrazia, soprattutto fiscale, che soffoca imprese ed istituzioni impedendo all’economia italiana di adattarsi al mondo che cambia. L’insicurezza sociale che mina i nostri giovani ed impedisce loro di crearsi un futuro indipendente. Tutti questi fattori hanno reso il nostro popolo uno dei piu insicuri e pessimisti d’Europa. Dobbiamo ridare SPERANZA al Paese, e tutto questo si puo fare con un cambiamento totale che risolva le malattie croniche di cui parlavo prima. Criminalità organizzata , sicurezza, burocrazia fiscale, insicurezza sociale.

Il Pd dovrebbe occuparsi maggiormente di questi temi:

sicurezza:
la “cosiddetta” ‘emergenza sicurezza è dovuta, come dicevo prima, dalla mancanza di una giustizia giusta e dalla certezza della quasi impunità , cosa che attira criminali anche dall’estero, convinti che venire in Italia voglia dire farla sempre e comunque franca.

Ma la colpa non è dei singoli magistrati, come ama dire il centrodestra. la stragrande maggioranza dei magistrati è costituita da funzionari onesti,volenterosi che spesso sono costretti a lavorare con mezzi di fortuna a causa del grave stato in cui versa la giustizia italiana. Processi lunghissimi, poche risorse, tutti questi fattori rischiano di mandare in crisi uno dei tre poteri su cui si fonda il nostro stato. Dobbiamo quindi intervenire per snellire la giustizia, deburocratizzandola, premiando i magistrati piu capaci, dando maggiori risorse cosi da poter fornire gli strumenti per combattere la criminalità e per dare sicurezza ai cittadini.

immigrazione:
Evocare le paure per avere successo è facile, ma purtroppo la storia ci ha insegnato che insistere sulle paure non risolve affatto i problemi, anzi li aggrava facendo uscire il peggio di noi. Si dice spesso che gli immigrati rappresentano un costo per questo paese, la Lega ne ha fatto un tema centrale della sua politica e su questo tema guadagna consensi.. beh, non tutti sanno però che…

le risorse finanziarie fornite dagli immigrati (tasse pagate, produttività lavorativa, consumi) sono pari a tre volte ciò che essi ricevono dal nostro sistema assistenziale? Quindi non rappresentano un costo ma producono ricchezza.

Certamente però dobbiamo pensare ad un sistema di quote che assicuri un flusso migratorio compatibile con le esigenze del nostro paese.

Laicità:
non sò voi ma io Ritengo che la Chiesa sia parte importante della nostra società, come tutte le associazioni o le comunità che coinvolgono un grande numero di persone. E dobbiamo ricordare quanta importanza, a livello sociale, svolgano alcune associazioni cattoliche come la Caritas ad esempio.Compito dello stato è quello di aiutare queste comunità, fermo restando che l’Italia è laica e come tale ascolta tutti ma poi decide autonomamente, su temi come fecondazione assistita, pacs, aborto e quant’altro la linea politica non deve essere dettata da Bagnasco ma dal Parlamento italiano che è sovrano ed indipendente.

Lavoro, imprese:
Dobbiamo realizzare delle riforme economiche,sociali e civili in grado di poter risollevare questo paese,accasciato su se stesso, dandogli la possibiità di tornare a correre assieme alle altre potenze europee.
Se per tutti i lavoratori servirebbero degli ammortizzatori sociali degni di questo nome (reddito minimo di disoccupazione, contributi e tutele per trasformare i precari in lavoratori flessibili) …Una riforma che ritengo fondamentale per ridare slancio al paese è quella di varare un importante piano di detassazione delle imprese. Per accedere a tale piano però le imprese dovranno sottoscrivere un “contratto con lo stato”. Il governo si impegnerà a detassare se le imprese riserveranno una piccola parte del loro ricavo annuale come premio “produzione” a tutti i dipendenti che avrano aumentato la loro produttività. Questo sarà fatto anche nel settore pubblico,al fine di garantire un servizio migliore per i cittadini. Cosi facendo sono convinto che le imprese guadagneranno in produttività e quindi avranno maggiori risorse , i lavoratori dipendenti d’altro canto avranno maggiori disponibilità economiche e soprattutto si sentiranno “parte attiva” nella prorpia impresa. Altri incentivi verranno forniti alle imprese che investiranno in ricerca ed innnovazione tramite progetti concreti.

Dobbiamo rialzare la testa e guardare al futuro con speranza. Possiamo farcela ma dobbiamo avere il coraggio di cambiare. E cambiare vuol dire anche parlare con una sola voce. Il Partito deve cominiciare ad assumere posizioni chiare su tutti i temi, votando a maggioranza. Non è piu possibile sentir parlare di posizioni “prevalenti”, anomale espressioni per indicare una posizione di maggioranza non scaturita da una votazione interna per evitare spaccature. Si deve votare, la maggioranza vince e detta la linea sui vari temi, la minoranza rispetta tali decisioni. Tutto questo anche a costo di perdere qualche pezzo per strada, guadagnandone però in identità e sicuramente in consenso elettorale.

Concludo dichiarando il mio voto congressuale:
Voterò Bersani perche, pur rispettando e stimando molto le figure di Marino e Franceschini,ritengo che Bersani abbia gia dato modo di “saper fare”, guidando una regione come l’ER, una delle piu ricche e “socialmente sostenibili” del paese. Facendo importanti riforme come ministro dello Sviluppo economico, le cosiddette liberalizzazioni che sono poi state parzialmente depotenziate in parlamento a causa della risicata maggioranza presente nel senato.

Voterò Bersani perche ritengo che il Lavoro sia uno dei temi e dei problemi principali dell’Italia e ritengo che il suo programma risponda meglio alle esigenze di tutti i lavoratori, compresi i precari che pagano di piu l’insicurezza sociale.

Voterò Bersani perche La laicità, come piu volte abbiamo sentito parlare i sostenitori di Marino, è un tema ma non è IL tema. Impostare un partito solo sulla laicità non aiuterà di certo a trovare quegli alleati necessari ad ampliare la coalizione per poter poi proporre una alleanza ampia e credibile al nostro elettorato. Come pure guardare ad un partito liquido, destrutturato, come voleva Veltroni, di cui Franceschini è stato vicesegretario e di cui ha condiviso le scelte, non aiuta a vincere la crisi in cui il PD è in questo momento.

Voterò Bersani perche penso interpreti meglio il compito della Sinistra del futuro è cioè quello di dare Speranza ai cittadini, lanciando messaggi semplici, chiari, non ambigui e che sappiano parlare al cuore delle persone.

Il 25 ottobre però non dovrà vincere Bersani o Franceschini o Marino, dovrà vincere il Partito Democratico. Tutto il partito dovrà quindi marciare unito assieme al suo segretario.

Credo che la sinistra ed il centrosinistra del futuro dovranno tornare tra la gente, riconquistandosi con sudore e fatica quel ruolo di “collegamento diretto” tra popolo e rappresentanti che in questi anni è sempre piu stato appannaggio delle destre populiste. Solo cosi si potrà invertire la rotta, altrimenti dovremo prepararci al peggio. Perche dalla Paura nasce l’Intolleranza e l’intolleranza produce dei risultati orribili, come abbiamo già visto in Germania ed in Europa piu di sessantanni fa.

Congresso PD, i programmi di Bersani, Marino, Franceschini.. e tu chi voteresti?


sfondo pd copia

Il congresso PD si avvicina ed il blog si mobiliterà per coprire l’evento in ogni sua parte, dai dati provenienti dai circoli, ai risultati del Congresso, alla giornata delle Primarie che incoronerà il vero vincitore.

La volata a tre aumenta l’interesse. Se qualche mese fa Bersani era sicuro della vittoria, ora con le candidature di Franceschini e soprattutto di Ignazio Marino la sua leadership sembra vacillare.

Prossimamente posterò le “alleanze trasversali” che sostengono i vari candidati, per ora sappiate che Franceschini è sostenuto da Veltroni, Fassino, Rutelli, Binetti. Bersani ha il placet di D’Alema, Zingaretti, Bindi, Letta. Marino fa breccia nella società civile, con in testa Beppino Englaro ed è appoggiato anche da persone come Bettini, prima vicine a Veltroni.

E TU, CHI VOTERESTI AL CONGRESSO PD?

 

Poll: Chi voteresti al Congresso PD

Punteggio:

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Di seguito i link alle varie mozioni e le principali differenze tra le mozioni-programma dei tre candidati:

 Scarica la mozione di Pier Luigi Bersani

 Scarica la mozione di Dario Franceschini

 Scarica la mozione di Ignazio Marino

 da www.pietroichino.it/?p=4675

SEI PUNTI PER CERCARE LE DIFFERENZE TRA LE MOZIONI FRANCESCHINI, BERSANI E MARINO

Analisi a cura di Stefano Ceccanti

Nota metodologica previa: la mozione Franceschini è sostanzialmente la trascrizione del suo intervento di presentazione della candidatura, per Marino la mozione non differisce significativamente dal discorso, invece per Bersani ci sono scarti molto significativi tra il discorso di presentazione all’Ambra Jovinelli e la mozione finale, pertanto si indicheranno rispettivamente come Bersani 1 e Bersani 2 sui punti in cui differiscono e si sottolineeranno le differenze più forti. L’ordine di presentazione l’ho scelto a posteriori perché le mozioni Franceschini e Marino sono pressoché identiche (tranne la differenza sulle coppie di fatto tra Dico e Civil partnership, dove invece sono pressoché identiche la Franceschini e la Bersani) segue la Bersani 1 che è molto lontana da entrambe e la Bersani 2 che riduce sensibilmente le distanze.

1. La forma partito del Pd: sovrani solo gli iscritti o anche gli elettori?

Franceschini: iscritti ed elettori

“Mettiamo un po’ d’ordine nelle regole ma non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del Pd, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l’elezione degli organi territoriali, affiancando a loro gli elettori, da chiamare nei momenti delle grandi scelte, com’è certamente l’elezione di un segretario nazionale. Non alziamo barriere. Gli elettori del Pd non sono estranei, sono parte di noi. Sono quelli che arrivano nelle grandi mobilitazioni civili, che ci sostengono nelle campagne elettorali, che riempiono le piazze e i comitati. Ecco perché difendo questo equilibrio e perché penso che le primarie del 25 ottobre saranno un altro momento importante per noi e per la democrazia italiana. Io voglio un partito solido. Ma fare un partito solido nel 2009 non significa rispolverare i modelli di cinquant’anni fa.”

Marino: iscritti ed elettori

“Un partito che abbia una direzione politica chiara, frutto della partecipazione dei suoi aderenti e dei suoi sostenitori…. Un partito che sappia coniugare strumenti moderni e antiche modalità di relazione, che sappia rinnovare un messaggio di coinvolgimento, di partecipazione, di apertura alla società.”

Bersani 1: iscritti

“La sovranità appartiene agli iscritti che, sulla base di regole, la delegano in determinate occasioni agli elettori.”

Bersani 2: iscritti ed elettori

“La sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto. Le primarie per l’elezione del segretario nazionale richiedono nuove regole ispirate a due criteri: non devono trasformarsi in un plebiscito e non possono essere distorte da altre forze politiche.
Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione. L’albo degli elettori deve essere effettivamente pubblico e certificato.”

(Nota su un aspetto non chiaro del Bersani 2: l’Albo è già pubblico e certificato, renderlo tale effettivamente può significare due cose molto diverse, o invitare ad attuare lo Statuto o chiudere l’Albo qualche giorno prima del voto, nel qual caso la partecipazione degli elettori sarebbe drasticamente limitata e la discontinuità col Bersani 1 sarebbe allora minima).

2. Il Pd nel sistema politico: partito di centrosinistra o di sinistra?

Franceschini: centrosinistra

“Non torneremo indietro, ad un centro-sinistra col trattino, basato su una divisione di compiti nel raccogliere consenso o nel rappresentare pezzi di società e che circoscriva la nostra capacità espansiva. Solo ipotizzarlo significa dichiarare fallita l’esperienza del Pd, che è nato proprio sul superamento di quella divisione di compiti e significa non avere capito che quello schema si trascina forse in pezzi di classe dirigente ma non esiste più da tempo nel nostro popolo. Un unico popolo fin da prima che nascesse il Partito democratico.”

Marino: centrosinistra

“Un partito aperto sul Paese e naturalmente aperto sul centrosinistra. Un partito che guardi all’esterno, che si prenda cura degli elettori di tutto lo schieramento progressista, che apra con loro un confronto, che miri a rappresentarli il più possibile.”

Bersani 1: sinistra

“Io parlo di un Partito Democratico che vuole interpretare ed estendere l’area del centrosinistra con il profilo di un partito popolare, un partito di una sinistra democratica e liberale”

Bersani 2: sinistra ma anche centrosinistra

Il Pd e tutto il centrosinistra devono lavorare con serietà e impegno, consapevoli che tanti elettori votano a destra perché ancora non percepiscono un’alternativa…Come hanno saputo fare i democratici americani. Noi siamo un partito dell’uguaglianza secondo l’ispirazione del cattolicesimo democratico e della sinistra democratica e liberale.

3. Il retroterra sociale del Pd: con tutti selezionando sulla base del programma o autolimitazione al lavoro dipendente con limitate aperture?

Franceschini: con tutti sulla base del programma

“Per noi il mondo del lavoro di oggi è fatto insieme da lavoratori e imprenditori. E gli imprenditori non hanno smesso, come è stato detto, di essere nostri nemici per diventare nostri amici se rispettano le regole. Gli imprenditori sono una parte del mondo del lavoro e una parte di noi democratici.”

Marino: con tutti sulla base del programma

“Il Partito Democratico deve darsi una cultura economica autonoma… Occorre prendere sul serio, al Nord come al Sud, la società a imprenditoria diffusa: una società a imprenditorialità diffusa è un valore perché porta le persone ad auto organizzarsi responsabilmente nel lavoro come nella vita sociale, nella famiglia e nell’associazionismo.”

Bersani 1: aperti ai non dipendenti purché in regola

“Bisogna che ci diciamo, molto semplicemente, che un imprenditore privato, cooperativo, artigiano, commerciante che sta nelle regole fa pienamente parte del nostro progetto, è un protagonista del nostro progetto!”

Bersani 2: aperti a tutti i lavori

Noi siamo il partito dei lavori e dei ceti produttivi. Vogliamo tornare nei luoghi in cui si fatica e si produce, ascoltare chi intraprende e chi rischia in proprio…. Vogliamo parlare a chi il lavoro non ce l’ha o convive con insopportabili forme di precariato. Vogliamo contrastare ogni forma di sfruttamento e insicurezza, così come la conservazione corporativa di privilegi e monopoli.”

4. Quale sistema politico: Bipolare o multipolare?

Franceschini: bipolare

“Non torneremo nemmeno indietro a scelte politiche né accetteremo leggi elettorali che spostino a dopo il voto la scelta delle alleanze, sottraendo ai cittadini il diritto di conoscerle e sceglierle prima.”

Marino: bipolare

“Occorre una legge elettorale che stabilizzi il bipolarismo, che ridia ai cittadini, attraverso i collegi uninominali, la possibilità di scelta dei propri rappresentanti”

Bersani 1: lo decidiamo con gli altri oppositori (che lo vogliono multipolare)

“La legge elettorale dovrà essere coerente con la forma di governo, dovrà evitare quindi ogni ritorno al proporzionalismo puro e perseguire un buon equilibrio fra rappresentanza, stabilità, governabilità, muovendosi nell’ambito di un bipolarismo nel quale l’elettore pretende di avere visibilità del quadro di alleanze e della loro stabilità. Questo equilibrio si può ottenere attraverso sistemi misti, ma la chiave politica è questa: la misura di questo equilibrio dovrà essere ricercato dialogando con tutte le forze politiche e parlamentari interessate a opporsi ai rischi di deformazione della democrazia, insiti nel modello della destra.”

Bersani 2: lo decidiamo con chi lo vuole bipolare

“Sul piano istituzionale noi scegliamo un modello parlamentare rafforzato in alternativa a formule più o meno mascherate di presidenzialismo, una legge elettorale chiara e non stravolgente l’architrave costituzionale, da elaborare in collaborazione con chi crede ad un bipolarismo maturo che renda l’elettore determinante nella scelta degli eletti e del governo.”

5. Le coalizioni: con perno il Pd o rifacimenti dell’Unione?

Franceschini: Pd come perno

“Non torneremo a quella stagione delle coalizioni frammentate e litigiose, costruite con l’unico collante del nemico. Quel tipo di coalizione che ha sempre colpevolmente coperto la qualità dell’azione dei governi di centrosinistra. Formeremo una alleanza che dia agli italiani la garanzia di un programma condiviso e realizzabile. Credibile non solo per vincere ma anche per poi riuscire a governare. E difenderemo i principi del bipolarismo e dell’alternanza tanto faticosamente conquistati.”

Marino: Pd perno

“Un partito che abbia un forte respiro maggioritario, che costruisca le proprie alleanze a partire dal proprio profilo e da quello che vuole per il Paese, non in base alla convenienza elettorale o al mero esercizio politicista di cui abbiamo avuto fin troppi esempi in questi anni.”

Bersani 1: riorganizzare il campo degli oppositori a partire dall’autonomia di ciascuno

“L’originaria ispirazione dell’Ulivo non può essere rimossa, né vivere solo in una chiave evocativa, perché non è infatti esaurita la questione sostanziale dell’incontro fra tutte le culture, le esperienze politiche e progressiste ancora oggi divise. E, tuttavia, questo non può essere un compito esaustivo; si deve accompagnare all’esigenza di riconoscere l’autonomia e la responsabilità di altre forze del Centrosinistra e dell’opposizione e di tracciare i primi passi politici per una riorganizzazione del campo dell’alternativa. Da soli non si può fare nulla.”

Bersani 2 : si parte dai vincoli di programma

La vocazione maggioritaria non significa rifiutare le alleanze, ma, al contrario, renderle possibili, perché costruite nella chiarezza, sulla base di vincoli programmatici.


6. Laicità: per tutti un metodo di dialogo con decisioni interne a maggioranza (cambia solo il tipo di riconoscimento delle coppie di fatto, che equivale ai dico nelle mozioni Franceschini e Bersani, che è più radicale in quella Marino, equivalendo di fatto al matrimonio omosessuale)

Franceschini: rispetto dei diversi orientamenti sessuali (allusione ai Dico)

“Ci aspetta alla Camera il lavoro sul testamento biologico. Ci ascolteremo, dialogando. Ma alla fine decideremo la posizione del partito. Rispetteremo fino in fondo chi non si sentirà di condividerla, ma decideremo. Sarà il modo più onesto di interpretare la laicità del nostro partito e di rispettare il principio intoccabile della laicità dello stato. Quello che sta scritto nella nostra Costituzione e che appartiene a tutti noi, laici e cattolici del PD. Lo hanno detto molto chiaramente i 60 parlamentari cattolico- democratici nella lettera con cui due anni fa hanno spiegato il rapporto tra la loro scelta di fede e la laicità nelle scelte politiche e parlamentari. La laicità, dunque, oggi è la garanzia della libertà di tutti, credenti in una fede o non credenti, nello spazio pubblico, nei loro diritti civili. E non si può pensare ad un baluardo più solido, a difesa dello Stato laico, di un grande partito come il PD…

Partiamo da principi condivisi, e in particolare dalla consapevolezza che ogni persona va rispettata nel suo orientamento sessuale e nelle sue scelte di vita. “

Marino: per le civil partnerhip ingles
i
“La laicità è un metodo: significa affrontare ogni questione con rigore e con la massima obiettività possibile, nell’interesse generale e non di una parte sola. Significa non porsinel dibattito pensando di possedere la verità o di avere ragione a priori. Significa saper ascoltare le ragioni altrui e avere l’umiltà e l’intelligenza di confrontarsi anche con chi lapensa nella maniera opposta. Significa lasciarsi sempre prendere dal dubbio che l’altro può avere ragione. Infine laicità significa che quando si considera chiuso il dibattito, e si è presa una decisione nell’interesse di tutti, si accetta quella decisione sentendosi vincolati e sostenendola con onestà….
Standard europei per laicità e diritti
Introdurre una norma antidiscriminatoria che preveda una percentuale minima di genere del 40% nelle Istituzioni e nei Consigli di Amministrazione. Approvare la legge sul Testamento Biologico. Approvare una legge sulle unioni civili, sull’esempio delle civil partnership britanniche. Approvare una legge sull’omofobia. Consentire a singole persone di essere valutati al fine dell’adozione con il rigore che la legge già oggi richiede alle coppie”
Nota: per capire cosa sono le civil partnership si vada al sito dell’Arcigay, sono destinate solo a persone dello stesso sesso e “il loro contenuto è quasi coincidente” (come recita tale sito) col matrimonio eterosessuale. Ciò comporta in particolare “gli stessi diritti” in materia di adozione.

Bersani: allusione ai Dico
Il principio di laicità è la nostra bussola, la via maestra di una convivenza plurale. La laicità si nutre di rispetto reciproco e di neutralità – che non significa indifferenza – della Repubblica di fronte alle diverse culture, convinzioni ideali, filosofiche, morali e religiose. È anche impegno per la loro salvaguardia, promozione del dialogo interculturale e interreligioso, mutuo apprendimento: purché, naturalmente, tutti accettino un comune spazio pubblico di confronto e incontro nel quale gli unici principi non negoziabili siano quelli della Costituzione italiana e della Carta dei diritti dell’Uomo. In questo spirito i democratici hanno formulato proposte di legge largamente condivise sulle convivenze civili, sul testamento biologico e sulla libertà religiosa, che vanno rilanciate senza tentennamenti in Parlamento e nel Paese.”

7. Superamento del dualismo del mercato del lavoro
Franceschini
“… ammortizzatori per tutelare il reddito e favorire il reimpiego, sostegno ai redditi da lavoro e da pensioni che soffrono la crisi”

Bersani: il contratto a stabilità crescente è la direzione in cui muoversi
“… superare il dualismo del mercato del lavoro, che colpisce soprattutto i giovani, aprendo dei processi univoci di inserimento e di stabilità nel lavoro”
Marino: flexsecurity
La flessibilità, caratteristica inevitabile del lavoro nella nostra modernità, non va considerata come una disgrazia. Quello che i giovani temono sono disoccupazione e precariato privo di regole, percepiscono l’iniquità di un mercato del lavoro che vede gomito a gomito lavoratori protetti e lavoratori talvolta privi anche di diritti elementari quali la malattia, la maternità, le ferie. Una flessibilità bilanciata, quindi, è il nostro valore per regolare il mercato del lavoro: contratti a tempo indeterminato che consentano un rapporto continuativo e tendenzialmente stabile con il datore di lavoro; salario minimo e garanzie di reddito come protezione per chi perde il lavoro; formazione continua per aumentare il proprio bagaglio e il proprio valore professionale.