Di Pietro ‘chiama’ il CentroSinistra, i sondaggi danno in calo l’Idv


(ASCA) – Roma, 15 ott – Il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha inviato oggi una lettera a Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, Nichi Vendola, presidente di Sel, e Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, per chiedere ”un incontro chiarificatore onde evitare che divisioni interne al Centrosinistra possano riportare al Governo un Centrodestra berlusconiano che tanti danni ha provocato al Paese ed alla credibilita’ delle istituzioni’.

Di Pietro cerca un riavvicinamento al CentroSinistra. Dopo mesi passati ad attaccare il Partito Democratico ed il Presidente Napolitano, l’ex Pm ‘torna’ sui suoi passi. Gli ultimi scandali che hanno coinvolto l’Idv, il niet di Grillo ad una possibile collaborazione e soprattutto i sondaggi che danno il partito in sensibile calo non lasciano scelta a Di Pietro. Peccato che oramai sia troppo tardi. Difficilmente Bersani accetterà una futura collaborazione con l’Italia dei valori.

 

Gli attacchi ‘gratuiti’ di Di Pietro a Napolitano celano una strategia di ‘rottura’ con il CentroSinistra?


Di Pietro attacca a testa bassa Napolitano per la ‘vicenda Mancino‘. In realtà il Presidente della Repubblica non ha fatto alcun errore ne si è comportato in modo scorretto. Lo spiega bene un articolo di Michele Ainis sul Corriere della Sera di oggi:

c’è qualcosa d’illecito nel chiedere un coordinamento delle inchieste giudiziarie, quando tre distinte procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo) sono al lavoro sulle stesse notizie di reato? Perché è questa l’accusa che viene rivolta, sotto sotto, a Napolitano: di aver cercato di interferire con le indagini, e di averlo fatto per favorire un indagato, benché all’epoca Mancino fosse soltanto un testimone. Ma nella ormai celebre lettera del 4 aprile scorso – inviata dal Segretario generale del Quirinale al Procuratore generale della Cassazione – non c’era nient’altro che questo, un richiamo all’esigenza di coordinare le investigazioni in corso. Esigenza peraltro sancita da due testi di legge (i decreti legislativi n. 106 del 2006 e n. 159 del 2011), che ne rendono per l’appunto responsabile il Procuratore generale della Cassazione. E che in via generale Napolitano aveva già pubblicamente segnalato a più riprese al Csm: il suo primo intervento risale infatti al giugno 2009, ben prima che esplodesse questo caso. Mentre a sua volta Grasso, capo della Direzione nazionale antimafia, già nell’aprile 2011 ha impartito direttive ai procuratori interessati. Una prova in più che il problema è ormai da tempo sul tappeto, e non dipende dai pruriti di Mancino.

Credo che il leader Idv orama cerchi la ‘rottura’ con il PD e con il resto del CentroSinistra. I suoi continui attacchi a Bersani, al PD ed ora le accuse ‘gratuite’ a Napolitano fanno ipotizzare che l’ex-Pm non cerchi piu un accordo ‘stile Vasto’ ma punti a riprendersi parte dell’elettorato grillino. Non c’è altra spiegazione per questa ‘virata’ estrema.

Uno scenario futuro potrebbe essere quello di un ticket Movimento 5 Stelle – Idv come polo dell’antipolitica, visto il discredito della classe politica odierna non sarebbe esclusa una sua competitività per vincere il premio di maggioranza alla Camera, qualora si voti ancora con il Porcellum.

Intercettazioni, Di Pietro attacca Napolitano


Di Pietro attacca frontalmente Napolitano, in riguardo al DL sulle intercettazioni. Dice l’ex ministro:

il presidente della Repubblica starebbe usando “una piuma d’oca per difendere la Costituzione dall’assalto di un manipolo piuttosto numeroso di golpisti”. Il riferimento, si diceva, è all’incontro fra Napolitano e Alfano, lo scorso 3 luglio, dopo il quale – secondo Di Pietro – Napolitano avrebbe consentito solo “modifiche di facciata” al ddl.

Di Pietro punta l’indice sul fatto che “Alfano ha fatto sapere che sì, il ddl è modificabile – si legge ancora sul blog – ma l’esecutivo va dritto per la sua strada, aprendo solo a quelche ritocco, vale a dire modifiche di facciata”. Insomma Napolitano – per l’ex magistrato – “pur di evitare strappi istituzionali ha preferito convocare l’esecutivo prima di rifiutare la firma di una legge fatta su misura per delinquere in libertà”.

A mio avviso l’ex PM sbaglia ad alzare a voce contro il Presidente della Repubblica. Napolitano sta svolgendo il suo ruolo di garante della Costituzione e prima di arrivare ad uno scontro istituzionale ha preferito convocare il ministro della giustizia manifestandogli le sue perplessità. Cosi facendo ha mandato un avvertimento. Starà alla maggioranza prenderne atto. Dobbiamo metterci in testa che se Berlusconi ha vinto, avrà anche diritto a governare ed il Presidente Napolitano non puo fare ostruzionismo solo per tirare a campare. Deve intervenire come da suo ruolo e cosi sta facendo. Quando e se la legge sulle intercettazioni non verrà respinta pur avendo manifeste parti incostituzionali si potranno, in quel caso giustamente, avanzare perplessità sull’operato del Capo dello stato.

Come al solito Di Pietro non perde occasione per fare polemica, gratuita.