Prove di Centrosinistra: Vendola vs Casini, Bersani vs Di Pietro


Come distruggere le speranze dei tanti cittadini che speravano nella creazione di una coalizione di governo nel fronte progressista. Vendola chiude la porta a Casini che usa battute ‘pseudomofobe’ per rispondere. Bersani intanto accusa Di Pietro.

Wow, ci sono tutte le premesse per andare oltre l’Unione. Un nome per la futura alleanza? Armata... brancaleone.

Monti può stare tranquillo, nessuno gli toglierà Palazzo Chigi, non di certo quegli inetti, irresponsabili e inqualificabili che sono alla guida dei partiti di CentroSinistra.

 

Intercettazioni: Napolitano non ha torto, serve ‘buon senso’ nel loro utilizzo


Nell’ultimo mese si è scritto molto sul ricorso per conflitto di attribuzione fatto dalla Presidenza della Repubblica contro la Procura di Palermo per le decisioni che questa ha assunto sulle intercettazioni di conversazioni telefoniche di Giorgio Napolitano.

Se la stragrande maggioranza dei Costituzionalisti e degli esponenti politici difendono la decisione del Capo dello Stato, una piccola parte della Stampa, ovvero il Fatto Quotidiano, ed i ‘giustizialisti’ della politica, Di Pietro e Grillo, si sono schierati in favore di Ingroia e dei suoi colleghi.

Il dibattito è arrivato a ‘spaccare’ anche il compatto ‘partito di Repubblica’, con Scalfari totalmente a favore del Presidente e Gustavo Zagrebelsky, editorialista del giornale nonchè ex Presidente della Consulta, espressosi in favore della Procura.

Dice Zagrebelsky:

È davvero difficile immaginare che il presidente della Repubblica, sollevando il conflitto costituzionale nei confronti degli uffici giudiziari palermitani, abbia previsto che la sua iniziativa avrebbe finito per assumere il significato d’un tassello, anzi del perno, di tutt’intera un’operazione di discredito, isolamento morale e intimidazione di magistrati che operano per portare luce su ciò che, in base a sentenze definitive, possiamo considerare la “trattativa” tra uomini delle istituzioni e uomini della mafia. Sulla straordinaria importanza di queste indagini e sulla necessità che esse siano non intralciate, ma anzi incoraggiate e favorite, non c’è bisogno di dire parola, almeno per chi crede che nessuna onesta relazione sociale possa costruirsi se non a partire dalla verità dei fatti, dei nudi fatti. Tanto è grande l’esigenza di verità, quanto è scandaloso il tentativo di nasconderla.

Dichiarazioni che hanno un senso. Probabilmente in un clima arroventato come quello odierno, con un tema cosi scottante come quello della trattativa tra ‘Stato e Mafia’, Napolitano avrebbe potuto mantenere un profilo basso, evitando uno scontro cosi lacerante. Sta di fatto però che, analizzando i fatti, ancora oggi resto convinto della validità del ricorso presidenziale.

Napolitano poteva essere intercettato? Le leggi dicono di no:

La risposta è iscritta nella legge n. 219 del 1989: sì, ma a tre condizioni. Quando nei suoi confronti il Parlamento apra l’impeachment per alto tradimento o per attentato alla Costituzione; quando in seguito a tale procedura la Consulta ne disponga la sospensione dall’ufficio; quando intervenga un’autorizzazione espressa dal Comitato parlamentare per i giudizi d’accusa. Quindi non è vero che il presidente sia «inviolabile», come il re durante lo Statuto albertino. Però nessuna misura giudiziaria può disporsi finché lui rimane in carica, e senza che lo decida il Parlamento.

Il Capo dello Stato, nella persona di Giorgio Napolitano, non rientra in nessuna delle tre condizioni quindi non poteva essere intercettato. I difensori della Procura di Palermo dicono che la legge si riferisce ad intercettazioni dirette e non a quelle ‘casuali’, in cui il Presidente non è l’intercettato ma solo un contatto della persona su cui sta indagando.

A mio avviso tale ipotesi sembra davvero debole. La legge parla di intercettazioni in generale e quindi la si dovrebbe intendere in ‘toto’. Che si parli di intercettazioni dirette o indirette. Deciderà comunque la consulta, chiarendo definitivamente.

E c’è da dire anche un’altra cosa. Non sono un giurista, non conosco i codici e quindi non posso esprimere un giudizio. Posso però avere una opinione. Sono certo che la ‘distribuzione mediatica’ delle intercettazioni fatta sino ad oggi sia INTOLLERABILE.

Monti ha detto recentemente:

è peraltro evidente a tutti che nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi [….] è compito del governo prendere iniziative a riguardo».

Ingroia ha risposto:
“Non condivido invece le ultime rilasciate sull’operato della procura di Palermo, ma ovviamente ognuno ha il diritto di sostenere le proprie opinioni”.
Secondo me non c’è bisogno di grandi stravolgimenti normativi. In gran parte sono già presenti le disposizioni necessarie. Ciò che è intollerabile, ad esempio, è che siano diffuse intercettazioni riguardanti terze persone che nulla c’entrano nelle inchieste e che vengono ‘diffamati’ pubblicamente su quotidiani, giornali e tv.
L’ho già scritto e torno a riscriverlo. Se due vostri conoscenti, parlando al telefono, iniziassero a sparlare di voi, magari inventando cattiverie o bugie al solo fine di parlar male e se poi uno di questi due fosse indagato, vi farebbe piacere leggere ‘diffamazioni’ sul vostro conto sui mezzi di informazione? Chi vi ripagherebbe del danno fatto? I giudici? I giornalisti che hanno pubblicato il pezzo?
Ed allora, prima di ergersi a giudici e sopratutto prima di ‘prendere i forconi‘ urge sempre usare il cervello, pensare, valutare i fatti senza partigianerie.
E’ innegabile che ‘intercettare’ sia uno strumento ‘cardine’ per le indagini delle forze dell’ordine e della magistratura. E’ impensabile porre un limite nella ‘richiesta’ di intercettazioni o porre il ‘bavaglio’ ai mezzi di informazione sanzionando il giornalista o l’organo di stampa che pubblica le trascrizioni. E‘ però buon senso evitare che le conversazioni ‘secretate’ trapelino dagli uffici delle Procure sino ad arrivare ai giornali.
Troppo spesso dimentichiamo che non tutte le intercettazioni dovrebbero arrivare alla stampa, ci sono leggi in merito:
“gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero (358 s.) e dalla polizia giudiziaria (348 s.) sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari (405)”. L’articolo 114 del Codice di Procedura Penale vieta poi, nei primi due comma, “la pubblicazione anche parziale di atti coperti da segreto”, “e anche di quelli non più coperti da segreto fino alla chiusura delle indagini preliminari”. Al comma 7 si legge che “è sempre consentita la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto”.
Troppe volte tali leggi vengono evase dalle ‘gole profonde’ che diffondono conversazioni registrate senza averne la facoltà. Servirebbero pene severe ed esemplari per questi personaggi, così da porre fine alle campagne di diffamazione mediatica.
Chi è colpevole paghi, chi è innocente (o poco c’entra con gli accusati) sia tutelato da eventuali ‘gogne’ gratuite.

Sondaggi: PD e CentroSinistra in testa, M5Stelle secondo partito!


Un sondaggio IPSOS del 10 agosto, commissionato da CNA imprese, fornisce un quadro aggiornato delle intenzioni di voto degli italiani. A fronte di un 40% di indecisi e non votanti, i risultati appaiono in linea con quanto visto sino ad oggi.

Il Partito Democratico, attorno al 25% , si conferma come primo partito del paese. Il Movimento5Stelle, vicino al 20%, è la seconda formazione ! Il PDL, sempre piu in crisi, viaggia attorno al 19%. L’Italia dei Valori, al quarto posto con il 7% sembra ‘reggere’ all’urto grillino, forse grazie alle ultime spinte populiste di Di Pietro. Dietro resistono Udc al 7 e Sel al 6. Ancora in crisi la Lega Nord, al 4%.

Guardando le coalizioni, il CentroSinistra di Vasto, seppur di difficile realizzazione a livello di alleanza politica, è saldamente in testa, attorno al 40%. Staccato il Centrodestra, al 25. Dietro il ‘polo 5 stelle’ con il 20% ed infine il Centro al 11.

La nuova legge elettorale, qualora mai si faccia, rimescolerà le carte ancora una volta e probabilmente inciderà sulle preferenze di voto da qui a qualche mese.

stima voto % VOTI VALIDI Totale cittadini
SEL 5,8
PD 24,8
IDV 7,2
Altri centrosinistra 2,4
UDC 6,9
Altri centro 3,9
PDL 18,9
Lega 4,2
Altri centrodestra 2,2
MoVimento 5stelle 19,8
Altri 3,9
Totale 100
Totale centrosinistra 40,2
Totale centro 10,8 11,5
Totale centrodestra 25,3 25,9
(indecisi, non voto) 39,1 36,7

Intesa Bersani-Vendola, verso un ‘Polo della Speranza’?


Dopo la presentazione della Carta d’intenti, oggi Bersani ha incontrato il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola. L’incontro sembra essere andato bene, una alleanza tra PD e Sel appare possibile, cosi come l’assenza di veti verso una convergenza con l’Udc di Casini. Sembra invece improbabile una coalizione che veda anche Di Pietro.

Da L’Unità:

Si è concluso l’incontro tra Nichi Vendola, leader di Sel, con Pier Luigi Bersani alla sede del Pd di Largo del Nazareno a Roma. Dal  colloquio sono usciti entrambi soddisfatti. Il governatore pugliese parla di “polo della speranza”, il segretario dei Democratici lo definisce “un bel titolo”, ma smentiscono entrambi l’ipotesi di una lista unica: “Fantapolitica”, dice il governatore pugliese, “l’ho letta sui giornali”, rincara Bersani. Piuttosto appare chiara l’idea di una strategia e di scelte comuni per andare al governo. Hanno parlato anche di lavoro. E mentre Vendola da un lato non pone veti all’Udc se il partito di Casini ha in agenda anche i diritti sociali, inclusi quelli dei gay, risulta netta la sua dura presa di distanza nei confronti di Di Pietro. Bersani sottolinea che il leader Idv “ha preso un’altra strada”, e già aveva criticato le polemiche dell’ex pm, il responsabile di Sel parla addirittura di “deriva” di chi come Di Pietro ora fa “propaganda” e non vuole e non pensa invece a “costruire”.

E’ una situazione ‘strana’. Sel ed Idv pescano da elettorati simili. Una alleanza di Vendola con Casini spingerà non pochi elettori del suo partito a votare proprio l’Italia dei valori. Non è un mistero che gli elettori di Sinistra mal sopportino lUdc (e tra questi c’è anche il sottoscritto). Forse Vendola, messa in conto una emorragia a Sinistra verso l’Idv, pensa di poter intercettare i tanti elettori democratici ‘progressisti’ che non vedono di buon occhio la politica filo-montiana del Partito.

Una cosa è certa, una mini coalizione Pd-Sel può arrivare al massimo al 30%, alleata all’Udc non sfiorerà mai il 40% e quindi difficilmente avrà una maggioranza assoluta nel prossimo parlamento, almeno con questa legge elettorale. Se, come sembra  , nei prossimi mesi si arriverà ad una modifica della legge, l’alleanza Bersani-Vendola probabilmente servirà solo per presentarsi alle Politiche, dopodiche in Parlamento ci si dividerà. Il Pd assieme all’Udc, ai centristi ed ai liberal Pdl in maggioranza, magari per un Monti-bis, Vendola all’opposizione.

Il ‘no’ a Di Pietro era abbastanza scontato, viste le ultime uscite dell’ex Pm, passato in pochi mesi dal ‘moderatismo’ al populismo Grillo-style. E pensare che solo un anno fa, moderatamente, affermava:

«Voglio costruire un’alternativa a questo governo. So bene che questa alternativa sarà possibile se conquistiamo la fiducia della maggioranza degli elettori e non con politiche d’odio. Poiché ho dimostrato di sapere fare opposizione al governo Berlusconi con più determinazione di tanti altri, ora che siamo al crepuscolo del berlusconismo, abbiamo il dovere di ricostruire il paese e questo si fa con un programma di governo e non con la politica urlata»

E meno male che dovevano essere evitate politiche d’odio ed urlate. Basta guardare cosa va dicendo da qualche mese, verso Bersani, il Partito Democratico, ilPresidente Napolitano. Poco credibile davvero, Antonio Di Pietro.

E Fini poi? Il ‘veto’ di Vendola ‘isola’ il Presidente della Camera. Se appare impossibile un suo ritorno con Berlusconi, che fine farà?

Ultima annotazione, il leader di Sel vorrebbe ribattezzare la coalizione come ‘Polo della Speranza’. Sulla speranza siamo tutti d’accordo, sulla definizione ‘polo’ invece non credo proprio. Ricorda memorie berlusconiane con il ‘Polo della libertà’.  Meglio ‘Speranza per l’Italia‘.

La ‘Carta d’intenti’ del PD, da ora si cercano alleati


Piu lavoro, aiuti ad imprese e lavoratori, tasse sui grandi patrimoni, si ad unioni gay e voto agli immigrati. Ecco i punti principali della ‘Carta d’intenti’ del Partito Democratico, presentata oggi dal segretario Pierluigi Bersani. Da ora il Pd inizierà a cercare alleati che condividano tale ‘programma’ per poter poi stipulare una alleanza.  In agenda c’è un incontro con Vendola, in prospettiva si pensa anche a Casini. Di Pietro sembra invece escluso. (Diciamo che si sta escludendo da solo).

Mi piacerebbe capire come potranno coesistere Udc e Sel. Mah… E comunque lo slogan ‘Italia BeneComune’ è davvero poco originale.

Cliccare per leggere le cartelle originali della Carta. L’Unità propone una sintesi:

RIDISEGNARE FISCO ATTINGENDO DAI GRANDI PATRIMONI «Per noi il lavoro è al centro del programma e il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari». È uno dei punti della carta di intenti che Pier Luigi Bersani illustra oggi presentando i dieci punti del programma per il patto tra progressisti e moderati.

STOP AL LIBERISMO FINANZIARIO
«Partirò da un punto chiave concretissimo: la connessione tra la questione democratica e la questione economica sociale. Noi contestiamo il liberismo finanziario che ci ha portato a questa crisi. denunciamo come abbia disarmato sovranità e democrazia nei paesi», afferma Bersani. «Non c’entra il mercato, siamo a una micidiale distorsione del mercato, al dominio di soggetti incontrollati, un dominio che ha innescato la più grave crisi dal dopoguerra a oggi», conclude il segretario del Pd.

GAY, DAREMO RICONOSCIMENTO GIURIDICO ALLE COPPIE  «Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico». È l’impegno del segretario del Pd.

NOSTRA PRIMA LEGGE PER IMMIGRATI
«L’ho già detto, la prima norma che faremo quando progressisti e moderati saranno al governo è per i figli degli immigrati che vanno a scuola», ribadisce Bersani, presentando la ‘Carta d’intenti per il patto dei democratici e dei progressisti’. E spiega che «questo ci dice più di qualsiansi misure economica in che mondo l’Italia intende stare, in quello di domani o no».

L’irresponsabilità di Di Pietro sta ‘consegnando’ il PD nelle mani dell’Udc


“Secondo noi la nostra Costituzione è tramortita dalla prepotenza di chi avrebbe tanta voglia di assolutismo, ossia di comprimere la potestà delle Camere. Era la voglia conclamata di Berlusconi. Pensavamo d’aver raggiunto l’apice. Ci siamo sbagliati: sottovalutavamo Monti-Napolitano” (Antonio Di Pietro)

Di Pietro oramai è irrecuperabile. Forse avrà subodorato la sua esclusione da una alleanza di CentroSinistra e quindi sta tentando il tutto per tutto per riavvicinarsi a Grillo ed al suo elettorato. Non è però piu accettabile il suo comportamento.

Attaccare gratuitamente il Quirinale non ha senso, o meglio ha un senso se la strategia è quella di isolarsi e rompere definitivamente con il PD. Nell’Idv vi sono già numerose crepe, rappresentate da Donadi, Lannutti e dai giovani del partito, che hanno piu volte manifestato dubbi sul comportamento del leader del partito.

L’ex Pm è comunque un Irresponsabile perche sta consegnando il Partito Democratico nelle mani di Casini. Non mi si venga a dire che Di Pietro ha ragione. No, ha torto marcio. Si sta comportando come Beppe Grillo, insulta, aggredisce gratuitamente e senza ragione. Sua tutta la responsabilità della rottura con il Centro-Sinistra. Che gli elettori siano informati di ciò che sta facendo e che ne traggano le conseguenze.

Il PD, il nodo delle alleanze ed un Paese da ricostruire…


Un patto con l’Udc? L’alleanza di ‘Vasto’? La vocazione maggioritaria? Da qualche tempo oramai si discute delle alleanze che il PD dovrebbe stipulare per poter vincere le elezioni e governare il Paese. Quale Paese poi? L’Italia è in ginocchio, in declino ed in ginocchio, per la precisione. Come siamo arrivati a questo?

L’Italia si trova in questo stato per tanti motivi, la spesa pubblica gonfiata dai politici per accrescere il proprio potere facendo lievitare il numero dei dipendenti pubblici, scelte folli sulla previdenza con la creazione delle baby pensioni che tuttora paghiamo, il patto politica-criminalità che ad oggi non si è ancora spezzato e che ha consumato chissà quanti danari pubblici, l’evasione fiscale del settore privato (liberi professionisti, imprenditori) unita al lavoro nero (spesso utilizzato anche dai dipendenti statali per ‘arrotondare’), i buoni del tesoro con rendimenti vicini al 10-15% che hanno arricchito i cittadini indebitando inesorabilmente lo Stato, la corruzione della pubblica amministrazione-classe politica-imprenditoria privata con appalti gestiti in modo ‘spregiudicato’ per la costruzione di autostrade nel deserto, ospedali fantasma, ponti mai nati etcetc….

Classe politica, classe imprenditoriale, settore pubblico, settore privato, liberi professionisti. Tutti colpevoli. Tutti hanno avuto delle responsabilità.

Poi è arrivata l’Europa, le normative europee, il controllo dei bilanci, le crisi economiche con seguenti privatizzazioni, liberalizzazioni etc. Le liberalizzazioni hanno creato i cartelli che guadagnano a discapito dei consumatori, le privatizzazioni in alcuni casi hanno creato monopoli privati invece di favorire il mercato per avvantaggiare i consumatori. Potrei continuare…..

Sta di fatto che ad oggi abbiamo raschiato il fondo del barile, ci siamo venduti quasi tutto e rimane ben poco da ‘tagliare’.

Monti però sta ‘mungendo’ i soliti noti. Pensionati, dipendenti, persone a basso reddito. Tasse e tagli.

Monti avrebbe dovuto invece far pagare chi non ha mai pagato o pagato poco. Varare una Irpef maggiorata ed un contributo di solidarietà a chi ha alti redditi. Attuare una seria politica di ‘liberalizzazioni’ anche nelle corporazioni italiche (assicurazioni, notai, banche, avvocati) favorendo l’accesso ai nuovi, abolendo gli ordini professionali cosi come sono fatti ora e cioè come una ‘casta’. Cercare di distruggere i monopoli di settore favorendo la concorrenza (è stato anche Commissario UE, ne dovrebbe sapere qualcosa), tassare chi ha avuto di piu utilizzando una bella ed importante patrimoniale, chiedere un contributo di solidarietà a tutti i baby pensionati (il 5% mensile della pensione) perche appunto privilegiati e titolari di una pensione ‘ingiusta’. E poi aumentare le pene per gli evasori, cercare di rompere il nodo sanità non tagliando come sta facendo ma togliendo ai politici locali il potere di nomina dei dirigenti sanitiari depotenziando il sistema imprenditoria sanitaria-dirigenti-assessori (non è un caso che sono tanti gli assessori alla Sanità indagati in giro per il paese).

Sta facendo questo? No. Perche c’è il PDL a fermarlo? Bene, il PD ne prenda atto, faccia cadere il Governo e si vada ad elezioni anticipate. Se il PD presenta un programma come quello sopraindicato ed IDV e SEL non lo sottoscrivono, che vada da solo e cerchi i voti, potrebbe avere tante belle sorprese.

In realtà il PD non sa che pesci prendere, non vuole e non può cambiare il paese tanto quanto non lo possono e non lo vogliono fare IDV e SEL (l’Udc è un caso a parte perche è eterodiretta da uno stato estero e quindi risponde a logiche sovranazionali che finiscono direttamente in Vaticano).

Basta con l’ipocrisia, diciamo le cose come stanno. La soluzione ideale non esiste, esiste ‘il male minore’ . Bene, restiamo in attesa di capire quale è ‘il male minore’ proposta dal Partito Democratico.

Gli attacchi ‘gratuiti’ di Di Pietro a Napolitano celano una strategia di ‘rottura’ con il CentroSinistra?


Di Pietro attacca a testa bassa Napolitano per la ‘vicenda Mancino‘. In realtà il Presidente della Repubblica non ha fatto alcun errore ne si è comportato in modo scorretto. Lo spiega bene un articolo di Michele Ainis sul Corriere della Sera di oggi:

c’è qualcosa d’illecito nel chiedere un coordinamento delle inchieste giudiziarie, quando tre distinte procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo) sono al lavoro sulle stesse notizie di reato? Perché è questa l’accusa che viene rivolta, sotto sotto, a Napolitano: di aver cercato di interferire con le indagini, e di averlo fatto per favorire un indagato, benché all’epoca Mancino fosse soltanto un testimone. Ma nella ormai celebre lettera del 4 aprile scorso – inviata dal Segretario generale del Quirinale al Procuratore generale della Cassazione – non c’era nient’altro che questo, un richiamo all’esigenza di coordinare le investigazioni in corso. Esigenza peraltro sancita da due testi di legge (i decreti legislativi n. 106 del 2006 e n. 159 del 2011), che ne rendono per l’appunto responsabile il Procuratore generale della Cassazione. E che in via generale Napolitano aveva già pubblicamente segnalato a più riprese al Csm: il suo primo intervento risale infatti al giugno 2009, ben prima che esplodesse questo caso. Mentre a sua volta Grasso, capo della Direzione nazionale antimafia, già nell’aprile 2011 ha impartito direttive ai procuratori interessati. Una prova in più che il problema è ormai da tempo sul tappeto, e non dipende dai pruriti di Mancino.

Credo che il leader Idv orama cerchi la ‘rottura’ con il PD e con il resto del CentroSinistra. I suoi continui attacchi a Bersani, al PD ed ora le accuse ‘gratuite’ a Napolitano fanno ipotizzare che l’ex-Pm non cerchi piu un accordo ‘stile Vasto’ ma punti a riprendersi parte dell’elettorato grillino. Non c’è altra spiegazione per questa ‘virata’ estrema.

Uno scenario futuro potrebbe essere quello di un ticket Movimento 5 Stelle – Idv come polo dell’antipolitica, visto il discredito della classe politica odierna non sarebbe esclusa una sua competitività per vincere il premio di maggioranza alla Camera, qualora si voti ancora con il Porcellum.