PD, come ricominciare? Un nome c’è: Giuseppe Civati


Non ha una corrente politica, era definito un ‘rottamatore’ quando, assieme a Renzi, aveva proposto un cambiamento generazionale (e non solo) all’interno del Partito. Poi il sindaco di Firenze è stato avvolto dall’ambizione e dall’egocentrismo che lo contraddistinguono e le loro strade si sono divise.

Durante la crisi istituzionale post-elezioni ha mantenuto un profilo basso, è suo il suggerimento di eleggere alla Presidenza delle Camere personalità fuori dai partiti come Laura Boldrini e Pietro Grasso.

Ha detto NO a Marini, ha cercato di convincere il proprio partito a votare Stefano Rodotà. Si è astenuto nella elezione di Napolitano per manifestare dissenso contro l’ipotesi di ‘governissimo’.

Altro che Fabrizio Barca o Matteo Renzi. Il Partito Democratico non ha bisogno di ‘tecnici esterni’ filosofeggianti o di egocentrici palloni gonfiati poveri di contenuti. C’è necessità di rinnovamento e di concretezza ma soprattuto di buonenso. Tre caratteristiche di Giuseppe Civati.

Il PD ricominci da lui, per tornare a sperare in un CentroSinistra in grado di cambiare davvero il Paese.

In morte del PD


MORTE PD

Da ieri sera l’Italia non ha piu partiti. Perche il PD, nel bene e nel male, era l’unico vero partito italiano. Gli altri sono ‘liste personalistiche’, dal PDL che si identifica in Berlusconi passando per il M5S con Grillo, Scelta Civica con Monti, SEL con Vendola. Lo era la Lega con Bossi e lo era l’Idv con Di Pietro. Movimenti costruiti attorno ad un leader. Il PD era una formazione che eleggeva il proprio segretario e dove nulla era scontato. Purtroppo ha dimostrato tutti i limiti della democrazia interna, ovvero il rischio di complotti ed anarchia. Limiti dettati soprattutto dalla mediocrità della propria classe dirigente.

Bersani dimissionario, il partito dilaniato e diviso in bande ‘armate’ pronte alla resa dei conti. Totale perdita di credibilità da parte dell’elettorato. Nessuna chiara linea politica, nessuna prospettiva per il futuro. Cosa fare quindi?

Civati, Orfini, Orlando, Gozi, Moretti, Renzi e tutti gli altri ‘giovani’ democratici dovrebbero mettere da parte le loro differenze, i loro egoismi e le loro ambizioni per ‘rottamare’ davvero la vecchia classe dirigente del PD. Persone come D’Alema, Fioroni, Gentiloni etc non meritano di sopravvivere politicamente allo scempio di questi giorni.

I giovani del PD abbiano il coraggio di ribellarsi, di defenestrare quegli incapaci che da ventanni tramano per questa o quella piccola meschina infima fetta di potere trascurando gli interessi del partito e del Paese.

Temo uno sgretolamento totale dei democratici. Pezzi in uscita verso Vendola per creare un nuovo partito della Sinistra, chiaramente minoritario. Altri si affideranno a Renzi, come se egli avesse poteri taumaturgici. Difficile, quasi impossibile, ricomporre i pezzi.

Nella migliore delle ipotesi da qui ad un paio d’anni nel CentroSinistra vi saranno due formazioni , una maggiormente centrista ed una progressista. Nel frattempo però si saranno persi voti preziosi verso Grillo o verso l’astensione. Nessuna possibilità di vittoria per i prossimi due lustri con il Paese che sarà probabilmente costretto a scegliere tra il populismo di Berlusconi e quello di Grillo. Un triste epilogo per la Seconda Repubblica ed un pessimo inizio per la Terza.

Quirinale: Prodi impallinato, la caporetto del PD, Bersani si dimette


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Prodi impallinato, Bersani annuncia le dimissioni dopo l’elezione del Capo dello Stato. Direi che il PD è morto stasera.

La cosa drammatica è che si pensava fosse morto il 25 febbraio, poi si pensava fosse morto con la debacle di Marini ed invece oggi si è toccato il fondo. Coraggio, però, domani potrà andare ancora peggio.

Grazie Bersani, per la nullità politica dimostrata (e lo dice uno che lo ha votato convintamente). Grazie D’Alema per aver continuato nell’opera di distruzione del partito. Grazie Renzi, per tutto il caos creato nelle scorse settimane, il quale ha contribuito a dividere ancora di più. Grazie a tutti i vecchi boiardi della politica che siedono nei banchi democratici. IL PD non mi aveva mai convinto. Non è mai stato un vero partito. Oggi lo ha dimostrato, sino in fondo.

Ed ora spazio ad un candidato esterno. Non credo Cancellieri, impossibile una convergenza su Rodotà visto lo smembramento del Partito Democratico. Una personalità esterna forse.

La strategia suicida di Bersani, il PD a pezzi, gli elettori furiosi: unica soluzione, votare Prodi


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Bersani ha distrutto tutta la propria residua credibilità. Se nel mese trascorso la sua strategia di dialogo con il Movimento5Stelle era comprensibile, il cambio di rotta verso Berlusconi è inqualificabile. Già da qualche settimana l’ottusaggine dei grillini aveva generato molti dubbi da parte di diversi elettori, pronti forse a tornare nel CentroSinistra. Con la mossa scellerata di ieri Grillo ha riguadagnato la scena e la teoria dell’inciucio si è realizzata in tutta la sua gravità.

Gli elettori democratici sono furiosi:

Una ventina di giovani militanti del Pd torinese hanno occupato la sede della federazione provinciale del partito per protestare contro il “metodo” utilizzato per la scelta del candidato alla presidenza della Repubblica. I ragazzi minacciano di restare nella sede fino a quando non sarà eletto il nuovo presidente. “Marini è una persona di degna – spiega Paolo Furia segretario regionale dei Giovani Democratici  – Ma questa candidatura sorge all’interno di un accordo con il Pdl che per noi è impresentabile”.

Da la Stampa:

La rabbia della base di centrosinistra esplode davanti a Montecitorio, nelle mail che intasano le caselle di posta dei giornali, sui social network. Nel mirino c’è Bersani, si legge su un cartello, «il sicario del Pd». E ancora: «Non fatelo, non vi votiamo più», «Rodotà senza se e senza ma», «Rodotà presidente», «Rodotà è il cambiamento, Marini il fallimento», «Com’è triste la vostra (ir)responsabilità».I manifestanti gridano il nome del costituzionalista (indicato da M5S) e «dateci gente onesta»

Rotondi (PDL) pronosticava Marini già due settimane fa:

Chi è Franco Marini? E’ quello che va orgoglioso di aver fatto cadere l’unico Governo di buonsenso che questo paese abbia mai avuto, quello di Romano Prodi. Era il 1998 e Marini e D’Alema ‘tramarono’ contro il Professore. Lo dice , senza vergogna, l’ex sindacalista:

Come uscirne ora? Marini non intende ritirarsi e quindi diventa ufficialmente il candidato del CentroDestra. Si vocifera che metà PD sia in trattativa con M5S per eleggere Prodi mentre l’altra parte sia in contatto con il PDL per votare D’Alema. Altri nomi sono quelli di Cassese, Gallo, Mattarella, Amato. Rodotà è oramai un candidato ufficiale di Grillo e quindi difficilmente ci potrà essere una convergenza sul suo nome.

A questo punto si voti compatti Romano Prodi. L’unica soluzione per uscire dall’empasse, eleggere una persona valida, dare un segnale al popolo del CentroSinistra ed anche a Berlusconi. Non si baratta un governo di pochi mesi con un Presidente che rimane in carica per sette anni. Prima il Presidente, poi (eventualmente) l’esecutivo, altrimenti elezioni anticipate.