Aria di crisi per il governo, si guarda oltre Conte


Il governo Conte è oramai arrivato quasi alla fine del suo mandato. Troppe voci e rumors fan capire come ci si stia preparando ad una nuova fase. Probabilmente la caduta avverrà sul campo economico, sul come gestire il proseguo della crisi. Renzi sarà, quasi sicuramente, quello che ritirerà la fiducia aprendo la crisi.

E successivamente buona parte del centrodestra, i renziani e credo anche il PD, assieme forse a settori sparsi dei cinque stelle, daranno vita ad un ‘governo di salute pubblica’ con tutti dentro che possa varare provvedimenti popolari e graditi ai principali settori sociali e economici.

Un anno di governo che logorerà il PD e darà la possibilità al centrodestra di vincere a mani basse le prossime elezioni.

Non è neanche chiaro con quale sistema elettorale si andrà a votare. Proporzionale? Con quale sbarramento?

Un’ultima cosa. Mentre settori della maggioranza pensano a sabotare il governo, indebolendolo anche in Europa, la gente continua ad ammalarsi ed a morire. Sarebbe opportuno preparare la fase 2 invece di tentare di rovesciare l’esecutivo.

Messaggio di fine anno: Napolitano annuncerà le dimissioni?


E’ un’indiscrezione clamorosa quella che riguarda il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, filtrata a poche ore dalla vigilia di Capodanno: il Capo dello Stato potrebbe lasciare il Quirinale annunciando le sue dimissioni nel consueto messaggio di fine anno agli italiani. I rumors sul possibile passo indietro del Presidente della Repubblica sono stati lanciati dalle pagine del Corriere della Sera: una decisione che scatenerebbe un terremoto politico proprio a ridosso del nuovo anno. Fonte

Sarebbe una mossa incomprensibile, ragionando per logica. A gennaio dovrebbe essere varato un nuovo patto di maggioranza per riformare la Legge elettorale ed avviare le riforme costituzionali e del lavoro.

Il secondo mandato di Napolitano era si legato alle larghe intese con Berlusconi, fallite qualche settimana fa. Ciò non toglie che il Governo Letta riceverebbe un colpo quasi mortale qualora venisse a mancare lo ‘scudo Presidenziale’. Una decisione del genere ha quindi poco senso.

In caso di nuova elezione spero si converga sul nome di Romano Prodi.

Dimissioni di massa del PDL se Berlusconi decade? Inizia la battaglia finale


dimissioni

La svolta dura matura in una giornata in cui le voci che arrivano dalle procure mandano Berlusconi su di giri. È “arresto” la parola più pronunciata dall’ex premier nel corso del pranzo con i big del suo partito. Le antenne dei suoi avvocati dicono che a Napoli la situazione si è fatta critica. E che, a giorni, potrebbe scattare la misura cautelare. Pure la partecipazione di De Gregorio a Servizio pubblico di Michele Santoro che inizia giovedì viene vissuta come un segnale inquietante. È come se il cerchio si stesse stringendo. Napoli, Bari, ogni procura pare un covo di avvoltoi pronto a scagliarsi sull’ex premier nell’ora più difficile.

Ecco, l’ansia da assedio finale: “fuori” dal Palazzo le manette; “dentro” la sinistra pronta ad votare la decadenza. È così che viene ricacciata l’idea delle dimissioni di massa, da presentare un minuto prima che scatti l’ora X su Berlusconi. Con l’obiettivo di paralizzare il Parlamento e “costringere” Giorgio Napolitano a sciogliere le Camere. È solo una delle pistole che il Cavaliere ha scelto di usare nella battaglia finale. A pranzo con i big del Pdl i falchi lo hanno assecondato sull’idea di una grande manifestazione di piazza, che sarebbe l’ultima da uomo libero, da fare prima del 15 ottobre. Si è discusso sul farla sabato, ma il tempo è nemico dell’organizzazione. [HP]

Caro presidente Napolitano, ha finalmente capito la statura istituzionale di Berlusconi e del Pdl o dobbiamo farle un disegnino?

Ed ora cosa farà il Pd? Cederà al ricatto perdendo la faccia o voterà la decadenza provocando la più grave crisi istituzionale della storia della repubblica?

Io non mi preoccuperei del centrodestra , anzi se si dimettono il centrosinistra non avrà più neanche bisogno dei voti di Monti. Il Cavaliere ha dato il via alla sua battaglia finale. Per la sopravvivenza si è disposti a tutto, anche a buttare a mare l’intero Paese.

Monti, dimissioni dopo l’approvazione della Finanziaria


dimissioni monti

Monti si dimette, spiazzando Berlusconi. Il Cavaliere si preparava a quattro mesi di campagna elettorale antimontiana, magari con il Professore al governo sostenuto da Bersani, Casini e qualche transfugo Pdl. Ed invece no.

Dopo la Finanziaria ci saranno le dimissioni, probabili elezioni a febbraio. E forse Monti potrebbe candidarsi o dare un appoggio politico ufficiale al Centro di Casini e Montezemolo. In uno scenario di questo tipo il Cavaliere deve sperare solo di prendere tanti voti necessari ad essere determinante per la costituzione del prossimo Governo.

D’altro canto anche il Partito Democratico, che già si vedeva vincitore, rischia di non avere una maggioranza netta al Senato se Monti ‘scenderà’ in campo come sponsor del Centro.

Comunque vada, se Berlusconi non riuscirà nel suo intento di avere ancora una volta la ‘golden share’ del governo, forse l’Italia avrà finalmente leggi serie su Processi, Falso in bilancio, mercato televisivo etc. Un paese normale insomma. Speriamo bene.

Renata Polverini si è dimessa


Renata Polverini si è dimessa. Dopo due anni e mezzo termina una Amministrazione che ha usato l’accetta contro il sistema sanitario laziale.

Ed ora si torna al voto. Quali gli schieramenti? L’Udc, che ha tolto l’appoggio alla Governatrice, potrebbe quindi stipulare un accordo con il PD. I Democratici però potrebbero anche schierare una formazione ‘Vasto’ assieme a Sel ed Idv. I radicali presenteranno di nuovo Bonino? E poi c’è il fattore Grillo, che sottrarrà almeno un 8-10% agli altri schieramenti. Per i candidati Governatore, per il Centrosinistra sarebbe buono il nome di Gasbarra, ex vicesindaco di Roma e già Presidente della Provincia. Polverini potrebbe poi ripresentare? Quante chance ha il Pdl, alleato con la Destra e l’Udc, di poter conservare la regione?

Regione Lazio,i consiglieri PDL: «Rinunciare ai vitalizi? Faremo i conti»


Lo scorso anno Polverini aveva esteso agli assessori della sua giunta i privilegi previdenziali destinati ai consiglieri regionali. Tutto questo perche, a causa dello scandalo che aveva bloccato la Lista Pdl alle Regionali 2010, nella circoscrizione di Roma non erano stati eletti consiglieri regionali del Popolo della Libertà. Cosi molti assessori in Giunta non sedevano in Consiglio e non godevano dei diritti previdenziali di cui sopra.

Dopo l’esplosione dell’affaire Fiorito, Polverini ha pensato bene (tardi ma bene) di togliere tali privilegi. Peccato che pochi assessori vogliano rinunciarci:

Mancavano pochi giorni a Natale l’anno scorso quando la Regione Lazio decise in fretta e furia di estendere il vitalizio dei consiglieri (la pensione scatta a sessant’anni dopo cinque anni di mandato) a tutti gli assessori della giunta Polverini, che essendo esterni al consiglio, non avrebbero potuto trarre benefici dalle generose norme per i membri della Pisana.

 Renata Polverini annuncia che tra i prossimi tagli ci saranno anche questi: «Dovremmo provvedere alla proposta di legge per il sistema contributivo dei vitalizi». Compreso quello degli assessori. Un diritto ormai acquisito: per perderlo è necessaria una dichiarazione volontaria. Polverini aggiunge: «Riapriremo i termini per presentare la rinuncia». Il taglio comporterebbe un risparmio di circa un milione di euro.

L’altra sera la governatrice si era sbilanciata: «I miei assessori non avranno difficoltà a rinunciare». L’aria alla Pisana, ieri, sembrava diversa. C’è chi non risponde, chi si trincera dietro il no comment, chi fugge via. Stefano Cetica, potentissimo assessore al Bilancio, uno degli ex Ugl più legati alla Polverini, è nell’emiciclo. Assessore, rinuncia al vitalizio? «Non lo so, vedremo». Mette le mani avanti? «Ma no, è che prima bisogna capire come si potrà articolare il nuovo sistema. Passare al contributivo, comunque, significa già risparmiare». D’accordo: ma lei che farà? «Dipende. Ognuno farà i suoi conti, a seconda che gli convenga o no».
E così nei corridoi della Pisana, mentre Polverini sta parlando alle tivù, gli assessori cominciano a rifletterci su. Francesco Lollobrigida (Trasporti) prende tempo: «Vediamo che norma portano a casa e poi decidiamo come comportarci»

Berlusconi atteso alle 20.30 al Quirinale per le dimissioni


La Camera approva in via definitiva la legge di stabilità 2012, con 380 sì. Il provvedimento contiene il maxiemendamento del governo con le misure chieste dall’Ue. Secondo indiscrezioni, durante il colloquio tra il premier in carica e il presidente del consiglio in pectore, il Cavaliere avrebbe posto come condizione per l’appoggio a un governo tecnico la presenza di Gianni Letta come vicepremier. Una possibilità che ha visto l’immediato no dell’Italia dei Valori. Contestazioni e festeggiamenti al di fuori dei palazzi del potere . Tra breve l’ufficio di presidenza del Pdl per decidere sull’appoggio al governo Monti, mentre Berlusconi è atteso al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni

19:08 Premier lascia Palazzo Chigi da ingresso posteriore 101 – Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha lasciato Palazzo Chigi dall’entrata posteriore. L’uscita del presidente del Consiglio è stata accolta da urla della folla, che gridava ‘Vattene, vattene ladro’. Tante le persone corse dietro alle auto di scorta del premier a piedi, che si sono riversate su via del Corso

19:09 Berlusconi contestato a Palazzo Grazioli 102 – Silvio Berlusconi ha raggiunto Palazzo Grazioli ed è stato pesantemente contestato dalla folla che urlava ‘buffone, buffone’ al passaggio della sua automobile

19:29 Folla in piazza del Quirinale in attesa delle dimissioni 109 – Piazza del Quirinale si affolla in attesa delle annunciate dimissioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. In piazza striscioni e slogan contro berlusconi, ma anche sedie, spartiti, strumenti a corda e a fiato per accompagnare il coro dell ‘hallelujah dal messiah’ di Handel intonato davanti alla presidenza della Repubblica.