ELEZIONI: Bersani di un soffio alla Camera, Grillo Boom, Senato ingovernabile


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I risultati:

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16.10 come volevasi dimostrare. Prime proiezioni Ipr danno Pdl in testa in Sicilia Campania ed addirittura in Piemonte. Sky parla di soli 158 senatori per il centrosinistra, mentre prima ne dava 163. Il fattore vergogna colpisce ancora?

16.00 non c’è molto da credere a questi dati, sara’ stato calcolato il fattore vergogna che spinge i berlusconiani e negare di aver votato il Cav? Negli anni scorsi i dati per la destra erano sempre sottostimati. Attendiamo.

15.10 Istituto Piepoli ISTANT POLL per la Rai: Pd e Sel fra il 35 e il 37%, Pdl e Lega fra il 29 e il 31%, il Movimento 5 Stelle fra il 19 e il 21%, la Lista Monti fra l’8 e il 10, Rivoluzione Civile fra il 2 e il 3%.

15.00 ISTANT POLL Tecné: CSX 34,5 % CDX 29% M5S 19% Scelta Civica 9,5% Rivoluzione Civile 3,5% . Camera Maggioranza (316 deputati) Csx 340, Scelta Civica Monti 46 Cdx 140 deputati M5s 91. SENATO: Csx 169 (158 maggioranza senato). Lombardia: in vantaggio minimo Csx 37,01 contro il 37 del Cdx.

Elezioni 2013: diretta LIVE


DIRETTA LIVE 2copia

Ci siamo, dalle 8 di questa mattina l’Italia vota per rinnovare il Parlamento e per eleggere i Governatori di Lazio, Lombardia e Molise. Noi seguiremo l’evento con una diretta no-stop sino a domani. Seguite i tweet del blog sul nostro profilo twitter.

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15.10 Istituto Piepoli ISTANT POLL per la Rai: Pd e Sel fra il 35 e il 37%, Pdl e Lega fra il 29 e il 31%, il Movimento 5 Stelle fra il 19 e il 21%, la Lista Monti fra l’8 e il 10, Rivoluzione Civile fra il 2 e il 3%.

15.00 ISTANT POLL Tecné: CSX 34,5 % CDX 29% M5S 19% Scelta Civica 9,5% Rivoluzione Civile 3,5% . Camera Maggioranza (316 deputati) Csx 340, Scelta Civica Monti 46 Cdx 140 deputati M5s 91. SENATO: Csx 169 (158 maggioranza senato). Lombardia: in vantaggio minimo Csx 37,01 contro il 37 del Cdx.

23.00

Affluenza di votanti in calo di oltre il 7%% secondo il secondo rilevamento effettuato dal ministero dell’Interno. Alla Camera alle ore 22 i votanti sono risultati (dato parziale) il 55%, rispetto al 62,55% registrato nel 2008. In crescita invece i votanti alle Regionali: Lombardia +8,5%, Lazio +10%, Molise +2,1%

20.00

Definitivo: calo affluenza h 19 per le elezioni politiche. Ha votato il 46,8% contro il 49,21% 2008 (-2,41%)+++

13.30
In crescita invece i votanti alle Regionali: Lombardia +6,34%, Lazio +3,76%, Molise +1,36%.

13.00
Alla Camera percentuale del 14,94% rispetto al 16,51% del 2008. Crescita alle regionali di Lazio, Lombardia e Molise

Elezioni politiche e regionali: come si vota


 

E’ giunto il momento. Da domani mattina si apriranno i seggi per il rinnovo del Parlamento e per le Regionali di Lombardia, Lazio e Molise. Qui di seguito una piccola guida sulle consultazioni nazionali e locali.

Per cosa si vota:

CANDIDATI ALLA CAMERA E AL SENATO: Al Senato/Italia sono 5.275 i candidati, di cui 1.510 donne. Alla Camera/Itala 10.770, di cui 3.179 donne. Al Senato/Estero 67. Di cui 11 donne mentre alla Camera Estero i candidati sono 160, 40 le donne.

Gli elettori sul territorio nazionale sono

«per la Camera dei Deputati, 47.011.309, di cui 22.569.269 maschi e 24.442.040 femmine»

«per il Senato della

Repubblica 43.071.494, di cui 20.547.324 maschi e 22.524.170 femmine»

Saranno divisi in 61.597 sezioni. Eleggeranno 618 deputati e 209 sentatori.

Nella circoscrizione estero

«sulla base dei dati dell’apposito elenco definitivo, sono per la Camera dei Deputati 3.438.670 e per il Senato della Repubblica 3.103.887 che eleggeranno 12 deputati e 6 senatori»

Da polisblog.it:

Quando si vota
si vota domenica 24 Febbraio dalle ore 8 alle ore 22 e lunedì 25 Febbraio dalle ore 7 alle ore 15.

Chi vota
Potranno votare per eleggere i rappresentanti alla Camera dei Deputati (scheda di colore rosa) tutti i cittadini che hanno compiuto i 18 anni di età entro il giorno prima della votazione, presentandosi alla sezione del seggio elettorale con la propria tessera elettorale ed un documento d’identità valido. Chi non avesse ricevuto la tessera elettorale o l’avesse smarrita, potrà recarsi all’ufficio elettorale del proprio Comune di residenza che resterà aperto ininterrottamente durante l’orario del voto.

Potranno invece votare per eleggere i rappresentati per il Senato della Repubblica (scheda di colore giallo), tutti i cittadini italiani che hanno compiuto 25 anni di età entro il giorno prima della votazione.

Come si vota
In nessuna delle due schede è possibile esprimere una preferenza per un singolo candidato, ma si dovrà solo porre un ’segno’ sul simbolo della lista scelta. Qualsiasi altro ’segno’ o ’scritta’ sulle schede renderanno nullo il voto. Sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica è possibile esprimere una sola preferenza.

L’unica eccezione riguarda la Valle d’Aosta, nelle cui schede sarà prestampato il nome del rappresentante scelto dalle liste candidate. In questo caso l’elettore potrà porre un segno sia sul simbolo che sul nome del candidato.

Come si vota per le Regionali in Lazio, Lombardia e Molise:

Ciascun elettore, con la matita copiativa sulla scheda di colore verde, puo’:

  • votare solo per un candidato alla carica di presidente della Regione, tracciando un segno sul suo nome e/o, solo nel Lazio e nel Molise, sul simbolo della lista regionale. In questo caso il voto e’ valido solo per l’elezione del presidente e non si estende a nessuna lista provinciale.
  • Votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle liste provinciali ad esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste. In tal caso l’elettore potra’ esprimere una preferenza per un candidato a consigliere regionale della lista provinciale votata scrivendone il cognome oppure il nome e cognome in caso di omonimia nell’apposito spazio.
  • Votare per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle altre liste provinciali a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”). Anche in tal caso potra’ esprimere una preferenza per un candidato a consigliere regionale della lista provinciale votata scrivendone il cognome oppure il nome e cognome in caso di omonimia nell’apposito spazio.
  • Votare a favore solo di una lista provinciale; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato presidente della Regione a essa collegato.

Ultimi sondaggi ‘clandestini’ Senato: Puglia in bilico?


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Youtrend pubblica i ‘conclavi regionali’ :

Ma veniamo alle indiscrezioni fuoriuscite dalla Cappella Sistina dopo l’extra omnes: questa volta sono davvero ricche, perché ci raccontano delle rilevazioni in ben 10 regioni italiane. Come si sa, in virtù di un complesso sistema d’elezione varato qualche anno fa, le votazioni dei Conclavi regionali sono indispensabili per ottenere la maggioranza nell’incertissimo Senato pontificio.

I conteggi sono del simpatico vaticanista napoletano Tonio Arcinoto, di cui già avevamo pubblicato le misurazioni sul Conclave per l’Arcidiocesi di Puglia.

Veneto: +3 cardinali per l’inaffondabile cardinale di Monza e Brianza
Sicilia: +2 cardinali per il cardinale di Monza e Brianza
Lombardia: +0,2 cardinali (davvero un nonnulla!) per il gioviale cardinale di Piacenza
Puglia: +0,5 cardinali (e questa è una sorpresa) per il cardinale di Piacenza
Campania: +1 cardinali per il cardinale di Piacenza
Lazio: +9 cardinali per il cardinale di Piacenza
Piemonte: +8 cardinali per il cardinale di Piacenza
Abruzzo: +8 cardinali per il cardinale di Piacenza
Sardegna: +6 cardinali per il cardinale di Piacenza
Calabria: +6 cardinali per il cardinale di Piacenza

Notapolitica pubblica invece una corsa clandestina per la Lombardia:

Bien Comun è ancora la prima scuderia del lotto ma supera una sorprendente Maison Liberté solo sul rettilineo finale e con un margine risicatissimo: 1,5 secondi. I cavalli guidati da Fan Idole chiudono il miglio in 33,5 secondi mentre gli azzurri di Varenne mancano di pochissimo il sorpasso a 32 secondi netti. Terzo posto per il sorprendente Igor Brick con 19 secondi, vero beneficiario del caos di questi giorni e delle accuse di doping rivolte a Petit Jean e al suo Non Aux Declin.

I cavalli centrali della scuderia Ipson corrono in 11 secondi e rimangono lontanissimi dal podio, mentre non ottiene un tempo buono per la qualificazione il guatemalteco Galopin du Zacapa che con 3,2 secondi chiude il gruppo dei cavalli per cui è possibile fare un pronostico. Addirittura sotto il secondo tutti gli altri.

Elezioni 2013: tre possibili scenari post-voto


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Le elezioni si avvicinano ed il parlamento che uscirà dalle consultazioni eleggerà anche il prossimo Presidente della Repubblica. Partendo dalla elezione del Capo dello Stato, mi sono divertito ad immaginare tre scenari possibili per il futuro dell’Italia. Sperando non se ne avveri neanche uno.

Il Presidente Fo

ROMA 15 maggio 2013. Con 501 voti Dario Fo è stato eletto nuovo Presidente della Repubblica. Il premio Nobel per la Letteratura è stato eletto al quarto scrutinio, con la maggioranza assoluta, votato dal Movimento 5 Stelle, da Rivoluzione Civile e da alcuni deputati di Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà.

Il nuovo Capo dello Stato avrà l’arduo compito di trovare il nome nuovo capace di coagulare attorno a se una maggioranza in grado di poter esprimere un esecutivo. La crisi di governo dura oramai da dicembre, con le dimissioni di Mario Monti e lo scioglimento del Parlamento da parte dell’allora Presidente Napolitano. Le elezioni di febbraio hanno visto il trionfo del Movimento di Beppe Grillo che ha conquistato la Camera dei Deputati ed ha ottenuto più di 125 seggi in Senato. La maggioranza inesistente a Palazzo Madama non ha ancora permesso, ad oggi, la formazione di un governo. Il Presidente Napolitano, prima delle dimissioni, ha effettuato diversi tentativi andati a vuoto. Stefano Rodotà ed Antonio Ingroia hanno dovuto rinunciare dopo essere stati incaricati mentre è ancora fresco il gran rifiuto di Beppe Grillo.

Gli indici economici sono in peggioramento, la borsa ha perso circa il 20% dall’inizio dell’anno ed i vertici europei esprimono preoccupazione per l’empasse venutasi a creare.

In un breve comunicato il nuovo Presidente della Repubblica ha ribadito la necessità di avere un esecutivo ‘nel più breve tempo possibile’ altrimenti, ha affermato Fo, ‘l’unico sbocco saranno nuove elezioni anticipate’ entro la fine di giugno.

Prodi si ritira

ROMA 15 maggio 2013. Romano Prodi ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla candidatura per la Presidenza della Repubblica. ‘Non sono più disponibile’ ha affermato l’ex Premier. Sulla decisione ha pesato l’ennesimo voto negativo per l’elezione del Capo dello Stato. Al quinto scrutinio, il secondo con maggioranza assoluta, il nome di Prodi ha ottenuto solo 486 voti sui 505 teoricamente a disposizione della risicata maggioranza del Governo Veltroni.

Le elezioni di febbraio avevano sancito la vittoria del CentroSinistra alla Camera. Al Senato invece la coalizione di Bersani aveva ottenuto solo 140 seggi. Da quel momento era iniziato un periodo di trattative che avevano poi portato ad un accordo Pd-Centristi per la nascita di un governo ‘a tempo’ della durata di un anno con lo scopo di riformare la legge elettorale e prendere alcune decisioni in campo economico per completare le riforme iniziate lo scorso anno dal Governo Monti.

Bersani, dimissioniario dalla segreteria democratica, aveva indicato Walter Veltroni come nome capace di unire Pd e Centristi. Vendola, smarcatosi dal progetto, aveva garantito la nascita del governo uscendo dall’aula di Palazzo Madama al momento del voto di fiducia.

La fallita elezione di Prodi al Quirinale segna la fine definitiva della alleanza tra Partito Democratico e Sinistra ecologia e Libertà. E’ chiaro come i ‘franchi tiratori’ siano arrivati dall’ala destra del Pd e da Udc e Fli. ‘Con questa decisione incredibile il PD ha posto fine alla alleanza politica con noi’ ha tuonato il Governatore della Puglia, primo sostenitore della candidatura del Professore.

Sulle sorti dell’elezione Presidenziale piomba l’incertezza. Sembra farsi largo l’ipotesi Casini ma buona parte del Pd, in primis i ‘turchi’ Fassina ed Orfini, meditano vendetta contro i complotti centristi. Il leader Udc potrebbe però trovare consensi nel campo del Pdl. I prossimi giorni saranno decisivi e c’è chi fa il nome di Monti come extrema ratio.

L’ennesimo colpo di scena del Cavaliere

ROMA 15 maggio 2013. Gianni Letta, il nome unico su cui convergeranno Lega e Pdl. Non vi sono altre ipotesi per il Centrodestra. Berlusconi ha deciso di andare al muro contro muro e non accetterà diktat da Casini o Monti. Il Caimano è il vero stratega delle manovre per il Quirinale ed è intenzionato ad andare avanti. Sulla carta il Centrodestra conta 345 deputati, 127 senatori ed alcuni delegati regionali che fanno salire il numero totale dei ‘grandi elettori’ a 499, qualcuno in meno della maggioranza necessaria per eleggere Gianni Letta nuovo Capo dello Stato dal quarto scrutinio, per il quale è necessaria una maggioranza assoluta e non quella qualificata dei 2/3 del corpo elettorale.

La strategia del Cavaliere è chiarissima. Eleggere Letta al Quirinale per avere un suo uomo nella poltrona più importante del Paese, quella che gli consentirà di nominare anche i giudici della Corte Costituzionale e che quindi potrà facilitare le riforme prodotte dal neonato governo conservatore.

Casini, Fini e Monti , seppur membri dell’esecutivo Alfano, si sono detti indisponibili nel sostenere Letta ed anzi minacciano di ritirare il loro appoggio in Senato. Casini, dal Ministero degli Esteri, ostenta tranquillità ma alcune voci di corridoio lo vedono furioso verso il Cavaliere. L’ennesimo colpo di coda del ‘Caimano’ ha messo sotto scacco i centristi. ‘O votate Letta oppure crolla tutto’ ha fatto sapere Berlusconi agli alleati di governo. Dal massimo scranno della Presidenza del Senato, il Presidente Pdl, ha manipolato la sua coalizione per costringerla a votare la ‘garanzia finale’ su inchieste ed aziende. L’ascesa dell’ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio per Berlusconi equivarrà alla impunità permamente per i prossimi sette anni. Anche nel caso in cui, quindi, tra qualche mese si torni alle urne. L’ex Premier è fermo nella sua intenzione ‘Letta sarà l’unico candidato che avrà i voti del Centrodestra, o lui o non sarà eletto nessun’altro al Quirinale’.

La minaccia è chiara, il Cavaliere è pronto ad aprire una crisi istituzionale senza precedenti, in grado di mettere in ginocchio il nostro Paese, facendolo piombare in una crisi di credibilità insostenibile. Il tutto per difendere i suoi interessi, come da copione. Casini e Monti sanno bene che nulla lo fermerà e prima o poi cederanno all’ennesimo ricatto, per evitare il collasso dell’Italia.

Elezioni 2013: liste e programma di Rivoluzione Civile


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Antonio Ingroia riunisce attorno alla sua figura quattro partiti politici ovvero Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi ed Italia dei Valori. Di Pietro è passato dal 9% di un anno fa allo scarso 1-2% odierno e per questo ha dovuto accettare una federazione politica con gli altri movimenti di Sinistra per sperare di raggiungere il quorum del 4% alla Camera e dell’8% in qualche regione per il Senato. Anche la Lista arancione di De Magistris è presente nel ‘cartello elettorale’. Ingroia infine aggiunge quel tocco di ‘civico’ che potrebbe aiutare nell’intento di superare lo sbarramento.

Le liste di Rivoluzione Civile alla Camera dei Deputati e le liste di Rivoluzione Civile al Senato.

Qui trovate il Programma , alcuni punti di seguito:

  • Le  piccole e medie Imprese sono il motore d’Italia, una risorsa fondamentale per uscire dalla crisi. Negli ultimi anni sono state dimenticate, soffocate da corruzione e stretta del credito. Rivoluzione Civile vuole invertire la tendenza e puntare sulle Pmi per far ripartire il Paese. Come? Bloccando i pagamenti della pubblica amministrazione, facilitando l’accesso al credito e snellendo la burocrazia.
  • I candidati di Rivoluzione Civile offrono le loro soluzioni per rivoluzionare la scuola italiana. Pubblica è l’aggettivo più usato, sono necessari maggiori investimenti per motivare studenti ed insegnanti. La scuola è una risorsa, non un costo e come tale va valorizzata.
  • I costi delle grandi opere, in termini ambientali e di peso sul debito pubblico, sono decisamente superiori rispetto ai benefici che ne deriverebbero…..Rivoluzione Civile vuole rivoluzionare questo comparto della spesa pubblica: quello che serve all’Italia non sono poche, grandi opere che facciano un favore alle lobby delle costruzioni e del cemento, ma tante piccole opere che rimettano in sesto il paese, evitando di attivare codice rosso ogni volta che cadono due gocce di pioggia in più: impensabile in un paese avanzato e civile come l’Italia

Elezioni 2013: candidati e programma del polo Montiano


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Monti è salito in politica e si è portato dietro gente nuova e vecchia. Pezzi di PD (Ichino), PDL (Mauro) ma non solo. Al Senato c’è un listone unico con Casini e Fini mentre alla Camera, per volere dei due leader, Udc e Fli avranno loro liste, cosi come la Scelta Civica di Monti.

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Qui il programma della Lista Civica di Monti.  Tra i punti:

 · Per sostenere il mondo delle imprese ci proponiamo di ridurre progressivamente ma significativamente l’IRAP durante la legislatura. L’obiettivo primario è eliminare il monte salari dalla base imponibile dell’IRAP. La nostra proposta implica che nel 2017 il gettito IRAP sarà circa 11.2 miliardi meno del livello attuale (in pratica un dimezzamento del peso IRAP sul settore privato). Non prevediamo di modificare le aliquote IRES.
 · Per favorire i redditi più bassi, le famiglie e gli anziani, proponiamo di intervenire sull’IMU a partire dal 2013: aumentando la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro, raddoppiando le detrazioni per figli a carico da 50 a 100 euro per figlio, introducendo una detrazione di 100 euro per anziani soli e persone con disabilità, il tutto fino ad un massimo di 800 euro. Complessivamente la riduzione del gettito IMU sarà di circa 2.5 miliardi di euro. Escludiamo modifiche alla tassazione di altre forme di patrimonio.
Sul lavoro ci sono proposte liberali che tolgono diritti a chi li ha per darne qualcuno a chi non ne ha :
Superamento del dualismo fra protetti e non protetti nel mercato del lavoro: occorre consentire a imprese e lavoratori di sperimentare un contratto di lavoro a tempo indeterminato meno costoso (riduzione del cuneo fiscale e previdenziale) e più flessibile, anche per rendere possibile l’assorbimento nell’area del lavoro dipendente regolare di centinaia di migliaia di collaborazioni autonome continuative irregolari, senza perdite di occupazione dovute ad aumenti di costi e/o di rigidità
Le liste dei candidati:

2013: Manifesti elettorali veri, finti e semiseri….


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Quest’anno non se ne vedono molti però qualcuno ‘spicca’ davvero:

La più brava di tutte:

7m

Più loculi, questa si che è una valida ragione per votarlo:

 

9m

La soluzione ‘finale’ per liberarci da tanti politici:

1m

no comment:

2m

Un manifesto finto per un messaggio VERO:

3m

no comment 2:

4m

 

Buonanno….

 

 

6m

Razzi, un uomo, un perche…  8m