#ElezioniEuropee2019, considerazioni e guida al voto


Domani l’Italia va al voto per eleggere i deputati europei. 73 seggi in ballo. Il tema è ‘sovranismo vs europeismo’. In molti si attendono una valanga di voti per il fronte sovranista ed una consacrazione di Matteo Salvini come suo leader. In realtà Popolari e Socialisti reggeranno e governeranno assieme ai Liberali. Tra i Popolari però c’è chi guarda ad una alleanza proprio con i sovranisti al posto dei socialisti. Su tutto è piombata la Brexit, con il Regno Unito che avrebbe dovuto già essere uscito dall’UE e che invece partecipa alle elezioni consegnando probabilmente (e di nuovo) la vittoria a Nigel Farage, non più con l’UKIP ma con il Brexit Party. Sarà interessante verificare se a Marine Le Pen riuscirà il sorpasso sul Presidente Macron, se in Spagna e Portogallo la Sinistra batterà un colpo, se la CDU in Germania reggerà o collasserà, come voteranno i Paesi dell’Est, dall’Ungheria di Orban alla Polonia del PiS.

Da queste elezioni nell’Unione dipende anche il futuro del governo italiano. Siamo in campagna elettorale da più di un anno in effetti. Qui di seguito un po’ di considerazioni sulla tornata elettorale italiana.

Il Vincitore scontato

E’ Matteo Salvini ovviamente. Un anno fa la sua Lega ottenne il 17%, oggi veleggia sopra il 30 ed è quindi il sicuro vincitore di queste consultazioni. L’unica incognita è nella portata della vittoria. Sopra il 31-33% si tratterebbe di un vero trionfo che, qualora il duo Salvini-Meloni superasse il 38%, porterebbe probabilmente alla crisi di governo ed a nuove elezioni a fine estate-inizio autunno, prima della finanziaria “lacrime e sangue” che tutti già prevedono. Una affermazione attorno al 27-29% costituirebbe pur sempre un gran risultato qualora i 5 stelle restassero sotto di almeno 2-3 punti. A questo punto il governo potrebbe resistere per qualche altro mese e per Salvini le cose potrebbero mettersi male con l’arrivo della legge di bilancio.

L’asticella di sopravvivenza di Di Maio

Il Movimento 5 stelle viene da un risultato clamoroso alle politiche 2018, impossibile da ripetere ad oggi. Per Di Maio l’asticella di sopravvivenza più che legata ad una percentuale è legata ad un fatto ovvero non essere superato dal PD di Zingaretti. Qualora i 5 stelle finissero terzi, inizierebbe il processo al leader e le divisioni interne, il progressismo di Fico, il movimentismo di Di Battista, il ruolo istituzionale di Conte, potrebbe causare uno smottamento impossibile da fermare. Smottamento verificabile anche in caso di risultato sotto il 20-21%, il quale rappresenterebbe la peggior affermazione del Movimento dalla sua esistenza.

L’incognita PD, tra il nuovo corso di Zingaretti ed il fantasma di Renzi

Veniamo al Partito Democratico. Nicola Zingaretti è segretario da due mesi e mezzo ma il partito, soprattutto in Parlamento, ancora non è propriamente ‘sotto controllo’, la pattuglia ‘renziana’ è ben presente ed il governatore del Lazio è in piena fase di ricerca della legittimazione. Un buon risultato alle elezioni, ad esempio tra il 22 ed il 24%, e magari la vittoria in Piemonte con Chiamparino, potrebbe favorire il consolidamento della leadership. Soprattutto in caso di sorpasso sui 5 stelle. Raggiungere il 20% appare come il minimo per poter ‘cantare vittoria’. Qualora il PD andasse sotto le percentuali del 2018 inizierebbe il processo al segretario e per Renzi sarebbe più facile tentare un clamoroso ritorno. Da osservare anche le mosse del sicuro eurodeputato Calenda. Il duo potrebbe ritrovarsi presto in una nuova formazione politica, frutto del possibile collasso di +Europa.

Meloni Vs Berlusconi

Forza Italia e Fratelli d’Italia si danno battaglia per la leadership del ‘fù centrodestra’. Berlusconi compare in ogni trasmissione per dare l’idea di un partito solido ma Forza Italia è in via di dissoluzione. Dal governatore Toti ad altri, in molti guardano alla Lega di Salvini e l’europeismo di Tajani e fedelissimi berlusconiani non sembra dare grandi risultati. Molto tonico invece il partito di Giorgia Meloni, i sondaggi davano in crescita FDI e c’è chi ipotizza un sorpasso sugli azzurri. Ciò significherebbe un nuovo centro destra targato Salvini-Meloni ed il disfacimento di Forza Italia.

La Sinistra ed il miraggio del 4%

Un 4% per sopravvivere. E’ questo il miraggio a cui si attacca l’ennesimo cartello elettorale che raccoglie varie sigle della galassia ‘a sinistra del Pd’. ‘Dal 2008 della Sinistra Arcobaleno al 2014 de L’Altra Europa con Tsipras, passando per Liberi ed Uguali e chi più ne ha più ne metta. Cartelli elettorali nati solo per superare lo sbarramento elettorale e portare in Parlamento la voce di chi continua a difendere le proprie posizioni senza fare mai un passo indietro favorendo il ricambio generazionale e sopratutto progettuale. Peccato per alcuni candidati europei di valore.

+ Europa ed Europa Verde

Il partito della Bonino, ormai diventato un soggetto liberale è alle ultime battute finali. Il mancato superamento del quorum potrebbe rappresentarne la fine. L’unione con il movimento del sindaco di Parma, Pizzarotti, potrebbe aiutare ad arrivare al 4%. Molto peggio è messa Europa Verde, il cartello elettorale nato dalla collaborazione tra Verdi e Possibile. Microformazioni senza alcuna speranza.

Da verificare poi i risultati di Casapound, in continua ascesa in alcune zone del Paese; Il Popolo della Famiglia, a cui si vocifera saranno dirottati alcuni voti cattolici in uscita dalla Lega; Il Partito Comunista di Rizzo, soggetto anacronistico ma il cui simbolo potrebbe ancora stregare qualcuno.

Augurando un buon voto a tutti voi, vi lascio due link:

Come si vota:

Elezioni europee 2019: come si vota | La guida al voto di TPI

Test, chi votare alle Europee?

I test per capire chi votare alle europee

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Europee, in diretta con il blog


EURODIRETTA
Seguite le elezioni europee ed amministrative nella diretta del blog. Exit poll, dati, sondaggi sul voto. Da questa sera alle 18 a domani sera alle 23.00. Fonti: Termometro Politico, Il Post, Repubblica.it, Polisblog, Ansa, elections2014.eu, Lettera43

23.15. Spagna: crollano Popolari e Socialisti. eldiario.es @eldiarioes RESULTADOS: Derrumbe del bipartidismo PP 26,03% (42,1%) / PSOE 23,04% (38,7%

23.00 Primo exit poll in Italia: primo Pd, secondo M5s, terzo Forza Italia. Secondo l’istituto EMG La7 dai primi exit poll il Pd sarebbe al 33%, M5S al 26.5, Forza Italia 18%, Lega Nord 6%, L’Altra Europa con Tsipras 4,2%, Ncd-Udc-Ppe 4%, Fdi 3,8%, Sc 1,3%, Verdi 1-1,5%.

Secondo invece gli Secondo gli intention poll realizzati dall’Istituto Piepoli-Coesis Research per l’ANSA il Pd è al 29,5-32,5%, M5s al 25-28%, Forza Italia al 18-20%. Ndc-Udc al 5-7%, Lega Nord 4,5-5,5%, L’altra Europa con Tsipras al 3,5-4,5%, Fratelli d’Italia-An al 3-4%, Scelta Europea al 2-3%, a

 22.40 I Popolari dovrebbero essere maggioranza relativa in Parlamento UE. electionista         @electionista @TNS_opinion estimate of seats: EPP 211 S&D 193 ALDE 74 GN/EFA 58 GUE/NGE 47 ECR 39 EFD 33 Others 96

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22.20 Portogallo, in testa i socialisti
Secondo gli exit poll delle elezioni europee in Portogallo, il Partito socialista ottiene tra il 32% e il 37% delle preferenze, arrivando così ad avere tra otto e 10 eurodeputati. L’Alleanza Portogallo (composta da Centro democratico e sociale e da Partito popolare), conservatrice e cristianodemocratica e sostenitrice del governo del primo ministro socialdemocratico Pedro Passos Coelho, registra tra il 26% e il 30%, ottenendo tra sette e otto deputati.

22.00 L’estrema destra avanza in mezza Europa. 10% en Grecia 13% en Finlandia 25% en Francia 22% en Reino Unido 20% Austria 15% Hungria

21.50 In Danimarca in testa gli euroscettici del Danish People Party. Secondo i primi exit poll diffusi, quello che si prefigura è un vero e proprio boom degli Euroscettici che otterrebbero il 23,1% delle preferenze.

21.15 Romania, exit poll: centrosinistra avanti al 42%. (Repubblica.it) Nelle Europee in Romania la coalizione di centrosinistra che attualmente guida il governo, e che è formata da Socialdemocratici, Unione nazionale per la Romania e Partito conservatore, è al 42% delle preferenze, secondo i primi exit poll pubblicati da Mediafax. Al secondo posto il Partito liberale, è distaccato di quasi 30 punti percentuali avendo raccolto tra il 13% e il 15%. Seguono i democratici-liberali tra il 10% e il 12%. Il partito movimento popolare, sempre di centrodestra, si attesta attorno al 6%.

20.15 Francia: Front National primo partito, crollo dei Socialisti. expansioncom         @expansioncom El Frente Nacional gana en Francia según los últimos sondeos, con el 25,4%. (vía @lemondefr) pic.twitter.com/XPB2qhgtAu

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19.30 (Lettera43) IRLANDA: INDIPENDENTI IN TESTA. Secondo un exit poll pubblicato dalla televisione irlandese Rte, l’unica e parziale indicazione disponibile al momento per il voto in Irlanda, segnala che lo Sinn Fein è diretto verso la conquista di un seggio europeo eletto nella circoscrizione di Dublino e calcola per le europee un’affermazione al 17% in crescita rispetto al 10% registrato nelle ultime elezioni politiche.
Gli indipendenti sarebbero in testa con il 27%, seguito da Fine Gael (centro-destra) al 22%, il partito laburista in calo al 6%. In aumento i Verdi al 6%.

19.30 +++ Europee: affluenza ore 19, si profila intorno al 43% +++

19.25. Ucraina, il ‘re del cioccolato’ vince al primo turno. +++Presidenziali Ucraina, exit poll: Poroshenko al 55,9%, Tymoshenko al 12,9%+++ .

19.20. I neonazisti (NPD) in Germania potrebbero ottenere un seggio Guillaume Duval @gduval_altereco résultats en sièges en Allemagne et evol depuis 2009 pic.twitter.com/kkcAcREElw

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18.35.  – ARD comparison 2009 vs 2014: SPD +6.8%, FDP -7.9%.  Open Europe @OpenEurope German exit poll: CDU/CSU 36%, SPD 27.5%, Greens 10.5%, Die Linke 7.5%, AfD 6.5%, FDP 3%. Turnout = 47%

18.31: Syriza prima in Grecia #Greece #ep2014 exit poll (@NeritNetwork): Syriza 26-30% ND 23-27% Elia 7-9% Golden Dawn 8-10% To Potami: 5-7% KKE 5-7% Ind Greeks 4-5%

18.30 Amministrative 2014. Non solo europee. Si vota anche in Piemonte ed Abruzzo per le Regionali ed in tantissime città medio-piccole per le Comunali. Eccone alcune: Pescara, Potenza, Bergamo, Cremona, Ascoli, Bari, Foggia, Sassari, Caltanissetta, Firenze, Livorno, Prato, Perugia, Padova.

18.20: Austria: Guadagnano gli euroscettici del Fpoe. (Fonte TP) Prime proiezioni del voto per le europee in Austria:i popolari Oevp restano al primo posto con il 27,8% (-2,2%), i socialdemocratici Spoe stabili al 23,7%, mentre il grande vincitore sarebbe il partito di destra euroscettico Fpoe, terzo con il 19,9% (+7,2%). I seggi hanno chiuso alle 17 e le proiezioni sono sul 18% delle schede, secondo l’agenzia Apa.

18.00
Alcuni dati sulle elezioni europee:

– 400 milioni: gli aventi diritto al voto nei 28 Paesi Ue
– 16.351: i candidati
– 948: le liste presentate
– 751: i componenti del nuovo Parlamento
– 25 eurodeputati da 7 Paesi: requisiti minimi per formare un gruppo parlamentare
– 8: i gruppi in cui è suddiviso il Parlamento uscente
– 43%: la quota degli aventi diritto che ha votato nel 2009

Europee, come si vota


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Da polisblog le modalità di voto per le elezioni europee.

Scheda elettorale: ciascun elettore che si presenterà al seggio con la tessera elettorale e un documento di riconoscimento valido, riceverà un’unica scheda, il cui colore sarà diverso a seconda della propria circoscrizione elettorale.

Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), colore grigio
Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna), colore marrone
Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), colore rosso
Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), colore arancione
Italia insulare (Sicilia, Sardegna), colore rosa.

Voto di lista: si esprime traccando con la matita copiativa fornita all’elettore nel seggio, una X sul contrassegno che corrisponde alla lista prescelta.

Preferenze: l’elettore può esprimere fino a tre preferenze. E’ prevista la tripla preferenza di genere.

Preferenze per le liste rappresentative delle minoranze (di lingua francese della Valle d’Aosta, di lingua tedesca della provincia di Bolzano o di lingua slovena del Friuli Venezia Giulia, collegata ad altra lista): è possibile esprimere un solo voto di preferenza.

Come si esprime la preferenza: scrivendo nelle righe a fianco del contrassegno della lista votata nome e cognome o solo cognome del candidato prescelto (in caso di identità di cognome fra più candidati, si deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita).

Europee, vinceranno gli euroscettici? Scenari dei singoli Paesi al voto


Il Post fa una breve analisi degli scenari politici dei singoli Paesi Europei. Potete trovarla qui. Di seguito riporto le Nazioni principali. Intanto in Olanda, dove si è già votato, i risultati danno gli euroscettici in calo. Chissà se tale tendenza sarà confermata domenica sera oppure se, come sembra, le formazioni critiche verso l’UE otterranno una grande affermazione? Occhio a UKiP in Gran Bretagna, FN in Francia, Diritto e Giustizia in Polonia, Alba Dorata in Grecia e M5S in Italia.

Francia

Il Fronte Nazionale (FN) di Marine Le Pen, partito nazionalista di destra, secondo alcuni sondaggi potrebbe superare l’Unione per un Movimento Popolare di centrodestra, diventando primo partito. Il Partito Socialista, quello del presidente François Hollande, è in forte crisi di consensi e si potrebbe fermare sotto al 20 per cento. Una forte affermazione dell’antieuropeista FN potrebbe avere conseguenze importanti per gli equilibri all’interno del nuovo Parlamento europeo, cosa che non piace né ai socialisti né ai popolari.
La Francia elegge 74 eurodeputati.

Germania

Il cancelliere tedesco Angela Merkel continua ad avere una buona popolarità in Germania, cosa che dovrebbe aiutare l’Unione Cristiano Democratica a restare primo partito, con molti punti di vantaggio sui socialisti dell’SPD. Secondo i sondaggi come terzo partito si dovrebbe confermare quello dei Verdi, mentre è dato in lieve crescita il partito di sinistra Die Linke, che sostiene la candidatura di Alexis Tsipras. Da tenere d’occhio, tra i partiti minori, c’è Alternativa per la Germania: conservatore e molto antieuropeo.
La Germania elegge 96 eurodeputati.

Grecia

Anche se a fatica, il paese inizia a uscire dalla profonda crisi economica iniziata nel 2008 e che ha portato lo stato a un passo dal completo fallimento. I partiti che dovrebbero ottenere più voti sono la Coalizione della Sinistra Radicale (SYRYZA) e Nuova Democrazia, conservatore di centrodestra. Per SYRYZA – la coalizione guidata da Alexis Tsipras – sarebbe un’importante vittoria, considerato che alle precedenti Europee si era fermato al 4,6 per cento ottenendo un solo seggio. POTAMI (“Il Fiume”) potrebbe diventare terzo partito, un risultato con pochi precedenti, considerato che la sua fondazione da parte del giornalista Stavros Theodorakis risale a marzo scorso. Alba Dorata, il partito di estrema destra nazionalista ha condotto una campagna duramente euroscettica: potrebbe essere quarto partito con poco meno del 10 per cento. Il PASOK, il partito socialista greco, si presenta insieme ad altri alleati minori in una coalizione che si chiama l’Ulivo: anche loro sono dati sotto il 10 per cento.
La Grecia elegge 21 eurodeputati.

Polonia

I sondaggi più recenti danno favoriti i partiti Diritto e Giustizia, di destra ed euroscettico, e Piattaforma Civica, di centrodestra tradizionalmente europeista e al governo con il Partito Popolare Polacco. Da tenere d’occhio, più che altro per capire l’orientamento sul tema degli elettori, c’è la coalizione di centrosinistra Europa Plus, di recente formazione e a sostegno dell’ingresso della Polonia nell’area dell’euro entro il 2019, argomento dibattuto da tempo nel paese.
La Polonia elegge 51 eurodeputati.

Regno Unito

Le Europee nel Regno Unito coincideranno con le amministrative in Inghilterra e in Irlanda del Nord, e per questo motivo parte della campagna elettorale per il Parlamento europeo si è sovrapposta a quella sui temi locali. Si sono candidati 39 partiti, ma secondo i sondaggi la maggior parte dei voti si concentreranno solo su un numero limitato di questi. I tre principali contendenti sono il Partito Conservatore, al governo con i Liberal Democratici, il Partito Laburista e il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (UKIP). Quest’ultimo esiste dal 1993, è nato dalla scissione di un gruppo di conservatori e promuove il ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea. Il Partito Conservatore è in diretta concorrenza con l’UKIP, e ha dovuto rivedere in parte le sue posizioni sull’Europa per evitare di perdere consensi a favore dell’altro partito marcatamente euroscettico. I Laburisti hanno faticato a trovare una linea efficace da tenere durante la campagna elettorale.
Il Regno Unito elegge 73 eurodeputati.

Spagna

La sfida sarà soprattutto tra i due partiti più grandi, il Partito Popolare di centrodestra, al governo con Mariano Rajoy, e il Partito Socialista Operaio Spagnolo, all’opposizione e dato in ripresa dopo i risultati molto deludenti alle politiche del 2011. La Spagna è ancora alle prese con la crisi economica: anche se ci sono diversi segnali di ripresa, il problema più grande continua a essere l’alto tasso di disoccupazione. Alcuni piccoli e medi partiti di sinistra si sono riuniti in Izquierda Plural, una coalizione che sostiene la candidatura del greco Alexis Tsipras a presidente della Commissione. Le Europee sono considerate un test importante per capire l’aria che tira sul tema dell’indipendentismo della Catalogna: tra i partiti candidati c’è Sinistra Repubblicana di Catalogna, forte sostenitore dell’indipendenza dei paesi catalani.
La Spagna elegge 54 eurodeputati.

Ungheria

Alle Europee parteciperanno otto partiti e Fidesz-Unione Civica Ungherese di centrodestra è dato dai sondaggi come partito favorito. È del resto il primo partito nel paese e ha portato alla vittoria elettorale Viktor Orbán lo scorso aprile, facendogli ottenere un nuovo mandato. Il primo ministro – più volte in questi mesi accusato di autoritarismo – non ha risparmiato in passato dure critiche nei confronti delle politiche economiche dell’UE e del Fondo Monetario Internazionale, contribuendo con la sua propaganda a rendere più diffusi temi e argomenti euroscettici in Ungheria. In questo contesto Jobbik, partito di estrema destra, ha faticato a differenziarsi da Fidesz nella sua campagna contro l’Europa e a favore del nazionalismo. Secondo alcuni sondaggi, Jobbik potrebbe arrivare terzo, dopo il Partito Socialista Ungherese, che non è riuscito a fare un’efficace opposizione a Orbán nella precedente legislatura, pagandone le conseguenze alle elezioni politiche.
L’Ungheria elegge 21 eurodeputati.

Croazia

Per la Croazia sono le seconde elezioni europee nella sua storia: le prime si tennero l’anno scorso, quando è diventata ufficialmente stato membro. Ci sono due coalizioni che dovrebbero ricevere complessivamente circa i due terzi dei voti: quella con a capo l’Unione Democratica Croata di centrodestra e la Coalizione Kukuriku di centrosinistra, che prende il nome da un ristorante vicino a Fiume dove ci fu la prima riunione dei suoi leader 4 anni fa. Se dovesse vincere con un distacco cospicuo, il centrodestra potrebbe chiedere elezioni anticipate al governo di centrosinistra.
La Croazia elegge 11 eurodeputati.

Portogallo

Dopo le grandi difficoltà degli anni passati, in Portogallo iniziano a esserci i primi segnali di ripresa economica, resa possibile da una serie di riforme e di misure di austerità, che però hanno fatto diminuire la fiducia dei cittadini nel governo del primo ministro Pedro Passos Coelho, a capo di una coalizione di centrodestra. I recenti interventi sulle pensioni hanno complicato ulteriormente le cose per il partito di Passos Coelho, il Partito Social Democratico, dato in calo nei sondaggi nella sua Alleanza Portogallo che comprende il Centro Democratico Sociale-Partito Popolare. il Partito Socialista, dato in vantaggio per diverse settimane, ha perso qualche sarà primo partito. La sinistra radicale nel paese non è prettamente euroscettica e ha fatto una campagna elettorale costruttiva, proponendo alternative alle misure di austerità.
Il Portogallo elegge 21 eurodeputati.

Svezia

Il prossimo 14 settembre in Svezia si terranno le elezioni politiche, di conseguenza molti dei temi affrontati durante la campagna elettorale per le Europee si sono sovrapposti a temi nazionali. Il Partito Socialdemocratico all’opposizione è dato favorito dai sondaggi e dovrebbe essere seguito dal Partito Ambientalista i Verdi di centrosinistra e dal Partito della Coalizione Moderata di centrodestra. I Democratici Svedesi, partito nazionalista e di estrema destra, potrebbe superare la soglia di sbarramento ottenendo almeno un seggio al Parlamento europeo.
La Svezia elegge 20 eurodeputati.

 

Europee, tutti i candidati alle elezioni


EURO2014

Stasera si chiude la campagna elettorale. I principali leader stanno effettuando i comizi di chiusura. Renzi a Firenze, Grillo a Roma e Berlusconi a Milano.

Da polisblog, la lista di tutti i candidati alle elezioni europee per i principali partiti italiani:

Partito Democratico

Il Pd alle elezioni europee 2014
Tutti i candidati del Partito Democratico alle Europee 2014

Movimento Cinque Stelle

Il Movimento Cinque Stelle alle Europee 2014
Tutti i candidati del Movimento Cinque Stelle alle Europee 2014
Beppe Grillo in tour

Forza Italia

Le Elezioni Europee 2014 di Forza Italia
Tutti i candidati di Forza Italia alle Europee 2014

L’Altra Europa

L’Altra Europa, la lista di Tsipras alle Europee 2014
Altra Europa – Tsipras: tutti i candidati

Lega Nord

Il No Euro Tour della Lega Nord

Nuovo Centro Destra

Europee: i gruppi all’europarlamento, info


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Già da oggi si vota in alcuni stati, il clou domenica 25 quando centinaia di milioni di cittadini europei si recheranno a votare per rinnovare Parlamento, Governo ed istituzioni dell’Unione. Come vedete nell’infografica qui sopra sono riportati nel dettaglio il n. di seggi per ogni paese e l’eventuale sbarramento % per accedervi. In Italia si deve prendere almeno il 4% per portare qualche parlamentare a Strasburgo. In Francia è il 5%, in Germania non vi è quorum minimo.

Qui di seguito invece i Gruppi Europei come sono rappresentati al momento. Si prevede un calo dei Popolari in favore delle forze Populiste. Il PSE però, ora S&D, non sembra poterne approfittare. C’è chi dice che PP e SD assieme non arriveranno neanche al 376 seggi di maggioranza necessari per avere un governo ‘bipartisan’. Aperture verso l’ALDE, i liberaldemocratici europei.

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L’Italia elegge 73 eurodeputati. I partiti italiani aderiranno ai seguenti gruppi europei:

  • PD al Gruppo Socialisti e Democratici
  • Forza Italia e Nuovo Centrodestra-Udc aderiscono al Partito Popolare Europeo.
  • Nell’Alde è confluita la lista Scelta Europea, che raccoglie Scelta Civica, il Centro Democratico di Bruno Tabacci e Fare per Fermare il Declino.
  • In Italia a confluire nel gruppo dei Greens sono i Verdi.
  • La lista Tsipras si dividerà, SEL dovrebbe aderire a S&D, Rifodanzione alla Sinistra Europea