SEL a Congresso, nella ‘terra di mezzo’ tra PSE e Sinistra Europea


Il 2° Congresso di SEL passa alla storia come quello della ‘terra di mezzo’, ovvero la collocazione in cui SEL passerà i prossimi mesi. A Sinistra del PD, a destra dei micropartiti comunisti-antagonisti. A sinistra del PSE, a destra della Sinistra Europea-GUE. Sel sara’ con Tsipras, ma non contro Schulz.

ASCA Un documento, che ha piu’ l’aria di una mozione, votato dal Congresso, impegna il gruppo dirigente ”ad aprire immediatamente un confronto, un’interlocuzione” con tutti quei soggetti che in Italia desiderano un’altra Europa, per verificare se vi ”sia la possibilita’ di un percorso comune” che porti Sel a confluire in quella lista unica, autonoma, della societa’ civile, a sostegno della candidatura del leader della sinistra greca, Alexis Tsipras, alla presidenza della Commissione Ue. Di conseguenza, Sel non appoggera’ la candidatura del socialista Martin Schulz, che sara’ invece sostenuta dal Partito Democratico. Vendola tuttavia allontana l’ipotesi della confluenza di Sel nel Gue, la Sinistra europea che raccoglie i partiti comunisti del Vecchio continente, scaccia anche quella di entrare nel Pse (al momento e’ d’obbligo perche’ potrebbe essere sinonimo di alleanza con il Pd) ma ammette di guardare verso Schulz.

No alla confluenza nel PD ma anche un no secco a liste con Prc-Pdci ed affini:

‘I partitini malati di nostalgia e ortodossia ideologica non sono nostri compagni di viaggio”

Se Fava e Migliore propendevano per un appoggio a Schulz per entrare poi nel PSE, la ‘base’ ha deciso diversamente. Di guardare al greco Tsipras ed alla lista di Sinistra in suo sostegno. Di seguito una intervista a Nicola Fratoianni, leader emergente di SEL e sostenitore proprio della ‘strada greca’:

“Noi a sinistra del Pd. Renzi, ti conviene”

Non teme che la strada greca vi allontani da un interlocutore necessario come il Pd?
No, è il contrario. Pensiamo che per ricostruire un centrosinistra capace di vincere serva una sinistra. Serve a tutti una sinistra autonoma ma unitaria nel linguaggio e non settaria. Serve al paese e serve persino a Matteo Renzi.
Noi avanziamo una proposta per questo partito e questa prospettiva e se conquisterà una forza credo diventerà interlocuzione necessaria anche per gli altri. E poi l’interlocuzione è fatta tra diversi che si parlano, si guardano con interesse e pensano di essere reciprocamente utili. Ma diversi altrimenti non è interlocuzione. L’unità si fa quando si costruisce conflitto e per conflitto intendo fecondità e confronto di idee. Altrimenti è palude.

Come vi differenziate da Renzi?
Quando Renzi parla di ‘Jobs act’ e si concentra sulle regole del mercato del lavoro, io dico che forse dobbiamo concentrarci sulla struttura del sistema produttivo, sul mercato del capitale, sull’intervento pubblico in economia. Se dice ‘unioni civili’, gli direi che è un po’ arretrato per l’Italia proporre quello che in paesi governati dalla destra è già matrimonio per tutti. Credo che una interlocuzione vera e onesta sia più utile a tutti, non ci si allontana quando si dice la verità. Anche perché io non sto dicendo a nessuno che non gli voglio parlare. Mi confronto, so che su alcune cose ci sono punti di avanzamento e che su altri ci sono delle differenze. Vorrei che questo livello del confronto fosse il terreno su cui si costruisce una relazione.

Tsipras dunque è il primo mattone per andare avanti da soli, autonomi dal Pd?
La candidatura di Tsipras è quella che in modo più potente può indicare l’idea di un’altra Europa. E ce n’è bisogno perché questa Europa qui è un disastro: è quella che ha massacrato la Grecia, ha devastato i popoli europei con politiche di austerità. Tutto questo non va bene, va cambiato. Tsipras dice che questo cambiamento è possibile a partire dall’esperienza greca, ma che ha bisogno di una piattaforma. Il punto non è il nome ma la piattaforma cui allude e io lo dico sapendo che non considero i socialisti europei uguali al Ppe, che non mi voglio rassegnare alle larghe intese e che voglio parlare con Schulz non come avversario ma come interlocutore. Ma allo stesso tempo so che per fare questo è utile e necessario che ci sia una sinistra anche in Europa, che dica che questa Europa qui non va bene.

Europee, il PDL non sfonda, il PD non crolla


risultati

IL PDL non sfonda, anzi cala di due punti rispetto al 2008, il PD non crolla attestandosi attorno al 26% e perdendo quindi un 7% rispetto alle politiche dello scorso anno, quando i radicali, oggi al 2,4, si erano presentati nelle liste democratiche. Boom per l’Italia dei valori e Lega.

In tutta europa crolla la sinistra ed avanza la destra xenofoba, ora attendiamo i risultati delle amministrative per poter fare un bilancio globale.

Europee, i risultati cambieranno la scena politica?


Ed eccoci arrivati al giorno del verdetto. Questa sera l’Italia si risveglierà totalmente Berlusconiana? La Lega Nord sfonderà la linea gotica sbarcando al CentroSud? Il PD riuscirà a frenare la discesa iniziata nel dopo elezioni 2008? La sinistra, malgrado le divisioni, raggiungerà il 4 per cento necessario per portare rappresentanti a Strasburgo? La destra di Storace esploderà nel centrosud, anche grazie a Lombardo? Di Pietro raddoppierà i voti rispetto alle scorse politiche?

Tutte queste domande avranno una risposta dopo le 22.00 di stasera, quando le urne chiuderanno e si procederà allo spoglio dei voti.

Dai primi dati relativi alla afflluenza, si prevede un aumento degli astensionisti e questo potrebbe essere dannoso soprattutto a sinistra amenochè l’affaire Noemi non abbia disgustato gli elettori conservartori spingendoli a disertare le urne.

D’altro canto assieme alle europee si rinnovano anche le amministrazioni comunali e provinciali di buona parte del paese. In ballo ci sono comuni importanti come Bologna, Firenze e Bari e province del calibro di Napoli, Milano, Torino. Tutte quelle menzionate sono al momento in mano al centrosinistra ma difficilmente potrà essere ripetuto un risultato del genere. Penati, presidente uscente della provincia di Milano, punta ad arrivare al ballottaggio per avere qualche speranza. A Napoli invece di speranze per il centrosinistra non ce ne sono proprio ed anche Torino è in bilico. A Bologna, Firenze e Bari molto probabilmente si arriverà al ballottaggio.

In poche parole il fronte progressista si presenta a questo appuntamento in piena convalescenza e rischia di uscirne con le ossa rotte. Se il Partito Democratico non raggiungerà almeno il 27%, cioè ben 6 punti sotto il risultato di un anno fa, sarà messa a rischio la sopravvivenza stessa del movimento. Anche Sinistra e Libertà, ben lontana dal 4%, spera di ottenere almeno un 3% necessario per poter sopravvivere politicamente senza esplodere sotto le contraddizioni di una lista creata ad arte per le europee senza un vero progetto alla base. La lista comunista di Ferrero Salvi e Diliberto vede possibile, anche se non scontato, il raggiungimento della quota percentuale stabilita dalla legge per avere rappresentanza europea. Anche in questo caso un fallimento dell’obiettivo potrebbe avere ripercussioni sulla “unione” dei comunisti.

L’unico a poter beneficiare di queste elezioni, per il centrosinistra, è la lista Di Pietro che in questi mesi ha intercettato voti in uscita dal PD e dalla Sinistra. Potrebbe addirittura raddoppiare i voti anche se il nuovo segretario democratico Frasceschini dovrebbe aver recuperato qualche punto rispetto alla passata gestione Veltroni.

A Destra il PDL veleggia verso il 40%, quota psicologicamente fondamentale da superare per poter cantare vittoria totale. La Lega Nord, quotata attorno al 9-10%, potrebbe “sfondare” al centro-sud. In Emilia, Toscana, Marche, dove ha sempre ottenuto percentuali irrisorie, potrebbero esserci sorprese positive per il partito di Bossi. Cosi come anche nel Lazio, regione in cui il carroccio avrebbe almeno il 2%. Il confronto PDL-Lega nel Nord del paese però potrebbe dare adito a delle frizioni all’interno della maggioranza, soprattutto in caso di sorpasso dei leghisti ai danni dei berlusconiani in regioni come Veneto e Lombardia. Se si realizzasse una situazione di quel tipo, Bossi alzerebbe di molto il “prezzo” per la continuazione della alleanza di governo, in termini di posti di potere e leggi populiste.

Una sorpresa della consultazione potrebbe poi essere rappresentata dalla lista Autonomista di Storace e Lombardo. Storace è storicamente forte nel Centro, Lombardo con il suo MPA è ben messo nel Sud e molto potente in Sicilia. Chissà che non possano superare lo sbarramento.

Chiudono i Radicali, bastian contrari della politica e relegati, per loro volere, a lista di testimonianza. Avrebbero potuto avere dei candidati eletti tra le liste del Partito Democratico, hanno deciso per la piena autonomia, pagandone però il prezzo.

Se superiamo i confini nazionali e guardiamo alle Europee nel suo complesso non c’è da stare allegri. La Sinistra europea non è in condizioni migliori rispetto a quella italiana. Dalla Francia alla Germania passando per la Gran Bretagna e forse anche per la Spagna, i partiti progressisti risentono dei nuovi temi della società multirazziale. Aumento della criminalità e incremento della immigrazione rischiano di favorire chissa per quanto tempo i partiti conservatori e soprattutto potrebbero dare man forte ai movimenti di estrema destra, sempre piu in crescista in tutto il continente. Tireremo le somme nei prossimi giorni.

Questa sera sarò impegnato nei seggi per le operazioni di scrutinio, conto di poter aggiornare il blog con dati semi-definitivi prima di domani mattina.

A presto e speriamo bene, per noi e per il nostro paese.

Europee, comparazione con il voto del 2004


Un interessante articolo tratto da polisblog.it

A due giorni dalla chiusura delle urne elettorali vi ripresentiamo il risultato del 2004, per farci un’idea su come potranno cambiare gli equilibri all’interno della rappresentanza italiana in sede di Parlamento europeo.

Forza Italia e An 5 anni fa si presentarono separatamente ottenendo rispetticvamente il 21,0 e l’11,5%, per un totale del 32,5%. È assai probabile che questa quota cresca almeno di 7-8 punti attestando il Pdl sopra il 40%. A ciò si aggiunga la Lega Nord, che nel 2004 riportò un modesto 5%, ma che dai sondaggi è data intorno al 10. Il dato complessivo del governo potrebbe dunque crescere dal 37,5 al 50% circa.

Il centrosinistra presentava la lista Uniti nell’Ulivo, che raccoglieva Margherita e Ds, riportando un buon 31,1% che ne faceva la prima forza politica del paese. Per ammissione dello stesso Franceschini per l’attuale Pd si potrebbe invece parlare di discreto successo a partire dal 25%. L’Idv si confronta invece con il dato della lista Di Pietro-Occhetto (2,1%). Qui si prevede un boom di consensi che potrebbe realisticamente arrivare almeno a quadruplicare quel risultato. Complessivamente azzardiamo un 33/35% per le due principali forze di opposizione.

Venendo al pianeta comunista, quanto mai diviso al momento, nel 2004 era andato benissimo; con il 6,1% per Rc, il 2,4 per i Comunisti italiani e 2,5 per i Verdi. Totale 11%, probabilmente inarrivabile. Va comunque detto che qui l’obiettivo per le singole forze è arrivare al 4%, soglia di rappresentanza che 5 anni fa non esisteva. Se anche una sola della varie forze che si presentano conseguisse questo obiettivo, si potrebbe già parlare di successo.

Sull’altro fronte “estremista” nel 2004 troviamo Alternativa sociale della Mussolini all’1,2% e la Fiamma tricolore allo 0,7%. Storace, allora ancora interno ad An, è la grande novità. La sua alleanza con Mpa e Pensionati (1,1% per questi ultimi nel 2004) dovrebbe collocarlo alla testa di questo settore politico. Difficile che arrivi al 4%, anche se non va sottovalutata la forza propulsiva di Raffaele Lombardo, che dal canto suo si è detto convinto di arrivare addirittura al 6%. Per le altre forze (Romagnoli/Fiamma tricolore; Fiore/Forza Nuova) sarebbe già un miracolo superare lo 0,5%.

Per finire citiamo i Radicali (2,3% nel 2004 dopo il boom del ‘99), i Socialisti Uniti (2%) e l’Udeur di Mastella (1,3%). Solo i primi si ripresentano, sempre puntando al 4%. Mastella è confluito nel centrodestra e i socialisti sono in piena diaspora. Sarà curioso vedere anche il risultato dei Liberaldemocratici di Daniela Melchiorre, uno dei tag più cliccati del web, e PolisBlog non fa eccezione.

Europee, ultimi sondaggi


A pochi giorni dal voto europeo ecco gli ultimi sondaggi disponibili prima dell’oscuramento dovuto alla par condicio. Per le amministrative si prevedono risultati favorevoli al PD a Bologna con Del Bono vicino al 50% al primo turno. Per la provincia di Napoli il Centrodestra supera ampiamente il 50%. In provincia di Milano Penati, presidente uscente per il centrosinistra, è dietro al candidato di Berlusconi ma dovrebbe poter raggiungere almeno il ballottaggio.

TERMOMETRO POLITICO 21/5

PDL 38,5

PD 26,2

LEGA 9,6

IDV 6,1

UDC 5,5

SeL 3.1

COMUNISTI 2,7

AUTONOMIA 3,9

ISPO 20/5

PDL 38,5

PD 27,0

LEGA 9,5

IDV 8,5

UDC 6,5

SeL 2,0

COMUNISTI 3,0

AUTONOMIA 2,0

Europee, guida al voto


Da repubblica.it riporto una utile guida al voto della prossima settimana

Elezioni Europee 4-7 giugno 2009

Vademecum

Sabato 6 dalle 15 alle 22 e domenica 7 giugno dalle 7 alle 22
sabato 20 dalle 15 alle 22 e domenica 21 dalle 7 alle 22 (per eventuali ballottaggi)
Sabato 6 giugno, dalle ore 15.00 alle ore 22.00, e domenica 7 giugno, dalle ore 7.00 alle ore 22.00, si svolgeranno le operazioni di voto per le elezioni dei 72 membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, dei presidenti e dei consigli di 62 province e dei sindaci e dei consigli di 4.281 comuni (di cui 30 capoluoghi di provincia).
Lo scrutinio dei voti per il Parlamento europeo inizierà  a partire dalle ore 22.00 di domenica 7 giugno, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti; lo scrutinio dei voti per le consultazioni amministrative avrà inizio alle ore 14.00 di lunedì 8 giugno, dando la precedenza allo spoglio delle schede per le elezioni provinciali, comunali e, eventualmente, circoscrizionali.

COME SI VOTA

L’elettore, all’atto della votazione, riceverà un’unica scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale nelle cui liste è iscritto: grigio per l’Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia); marrone per l’Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna); rosso per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio); arancione per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); rosa per l’Italia insulare (Sicilia, Sardegna).
Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. I voti di preferenza (nel numero massimo di tre, tranne che per le liste di minoranza linguistica collegate ad altra lista per le quali può esprimersi una sola preferenza) si esprimono scrivendo nelle apposite righe, tracciate a fianco e nel rettangolo contenente il contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, compresi nella lista medesima; in caso di identità  di cognome tra candidati, deve scriversi sempre il nome e cognome e, ove occorra, data e luogo di nascita. Non è ammessa l’espressione del voto di preferenza con indicazioni numeriche.

CORPO ELETTORALE

I dati definitivi sul corpo elettorale, riferiti al 15° giorno antecedente la data delle votazioni, saranno acquisiti entro il 3 giugno 2009. I dati sotto riportati, provvisori, sono aggiornati alla revisione semestrale del 30 giugno 2008. Le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia interesseranno un corpo elettorale al momento quantificabile in 50.664.596 unità , di cui 24.432.720 elettori e 26.231.876 elettrici. Le sezioni elettorali complessive saranno 61.225. Le elezioni in sessantadue province interesseranno 29.940.151 elettori, 14.442.636 maschi e 15.497.515 femmine; 36.451, le sezioni. Le elezioni in 4.281 comuni interesseranno 18.419.204 elettori, 8.918.298 maschi e 9.500.906 femmine; 22.965, le sezioni. Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a più tipi di consultazioni, il numero complessivo di elettori sarà di 34.673.113, di cui 16.741.282 maschi e 17.931.831 femmine, e di sezioni sarà di 42.257.

TESSERA ELETTORALE

Il ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente, che ha sostituito il certificato elettorale. Chi avesse smarrito la propria tessera personale, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali, che a tal fine saranno aperti dal lunedì al venerdì antecedenti l’elezione, dalle ore 9 alle ore 19, il sabato di inizio delle votazioni dalle ore 8 alle ore 22 e la domenica per tutta la durata delle operazioni di voto. 

Europee, gli spot elettorali


Le elezioni europee sono alle porte, in attesa dello “Speciale” che potrete leggere su questo Blog nella prossima settimana, vi posto di seguito gli spot elettorali dei principali partiti italiani.

A mio giudizio, senza guardare naturalmente alle opinioni politiche ma badando solo alla grafica, al messaggio ed alla fattezza, lo spot piu riuscito risulta essere quello della Fiamma-Destra Sociale di Luca Romagnoli. Molto belle le elaborazioni grafiche. Anche lo spot della Lista Comunista è molto interessante. La Lega usa messaggi chiari e semplici, ma di impatto, come gli si confà. Il Partito Democratico gioca invece sull’ironica contrapposizione tra una Italia Democratica ed una Italia Berlusconiana. Sufficienza per gli spot di Di Pietro e Storace. Male invece il video di Vendola, troppo noioso. Pietoso infine lo spot del Pdl con il sottofondo canoro di “Meno male che Silvio c’è”. Udc non pervenuta.

PARTITO DEMOCRATICO

POPOLO DELLE LIBERTA’

LISTA COMUNISTA PRC-PDCI

ITALIA DEI VALORI

SINISTRA E LIBERTA’

LISTA AUTONOMISTA (LA DESTRA-MPA-PENSIONATI-ALLEANZA DI CENTRO)

LEGA NORD

RADICALI ITALIANI – LISTA BONINO PANNELLA

LISTA FIAMMA –  DESTRA SOCIALE