Letta non durerà, è questione di statistica


Napolitano deve capire una cosa. Il Governo Letta non può durare più di qualche mese. A cinque mesi dalla nascita è gia ampiamente logorato da lotte intestine. Berlusconi arrivò a questi livelli dopo due anni (ed il governo sopravvisse un altro anno e mezzo solo grazie a Scilipoti e soci), Prodi iniziò ad implodere verso il nono mese (e cadde al 19esimo), Monti raggiunse tali vette di logoramento verso la fine dell’estate del 2012 (qualche mese dopo Berlusconi gli ritirò la fiducia).

E’ semplice statistica. Un governo cosi pieno di polemiche non sopravviverà più di alcuni mesi. Le strade sono quindi due. Varare la legge elettorale in parallelo con quella di stabilità e poi andare al voto con questo governo o farne un altro con i due punti di cui sopra. Non si può fare altro, il tergiversare di Letta per incompatibilità tra PD e PDL ha già fatto molti danni.

Se poi Napolitano si dimettesse, sarebbe una cosa buona e giusta.

Congresso PD, verso il trionfo di Renzi


pd renzi

Il Partito Democratico si avvia verso l’indizione del Congresso. Il 20 settembre si saprà la data ufficiale, con annesse (eventuali) primarie. Probabilmente entro novembre si saprà il nome del nuovo segretario, salvo crisi di governo improvvise che facciano andare ad elezioni prima del nuovo anno.

Mai come ora non sembrano esserci sfidanti ma un solo ed unico vincitore. Matteo Renzi. E’ passato meno di un anno dalla sconfitta subìta ad opera di Bersani ed ora il sindaco di Firenze si ritrova in pole position per la guida del partito.

Bersani, eletto con più del 60% dei consensi, ha dilapidato tutta la fiducia riposta impostando una campagna elettorale in tono minore incentrata sull’inseguimento alle posizioni di Monti e quindi condannata alla marginalità. Il post elezioni è stato ancora peggiore, se possibile. L’ex segretario non ha fatto passi indietro, pur non avendo alcuna opportunità di ottenere la premiership vista la mancata maggioranza, ed ha perso settimane preziose in attesa della elezione del nuovo Capo dello Stato. La serie di errori ha avuto il suo culmine proprio in quella occasione. Il non aver fatto un nome per giorni, aver raggiunto un accordo con il PDL dopo mesi in cui si era detto che non vi sarebbe stata mai una collaborazione con il centrodestra, aver in seguito ‘lanciato’ Prodi senza alcun paracadute e senza avere il controllo del partito. In poche settimane Bersani ha visto crollare ogni credibilità e messo in luce tutti i limiti della sua leadership.

Ed eccoci quindi all’epilogo congressuale. Oltre all’unico probabile vincitore saranno della partita anche altri candidati. L’area bersaniana e quella dalemiana appoggiano Gianni Cuperlo, ex pupillo di D’Alema. Orfini e Fassina hanno già espresso il loro ‘endorsement’. Anche la CGIL sembra esprimergli simpatie. Non si è ancora invece sbilanciato il reggente Epifani.

L’area dem di Franceschini rompe il patto con i bersaniani e si schiera con Renzi. Con lui anche Fioroni e Veltroni. Tutta gente che il sindaco aveva attaccato e per la quale esigeva una rottamazione. Ora invece tace, incassando il loro sostegno senza troppi problemi.

1280855_462310053875925_1446913054_n

infine, oltre all’eurodeputato Gianni Pittella,  grande interesse è destato da Pippo Civati. L’ex rottamatore, da tempo in rotta con Renzi, si presenta come “vendicatore di Prodi e Rodotà e dialogante con i 5 Stelle” . A mio giudizio Civati rappresenta l’unica alternativa credibile a chi rifiuta sia il populismo renziano che il grigiore dell’apparato espresso da Cuperlo.  Purtroppo però non ha ‘correnti’ che lo sostengano ne grandi nomi da ‘spendere’.

Torando al principale candidato, ultimamente, per accattivarsi le simpatie a Sinistra, il Sindaco si è spostato su linee economiche meno liberali ma c’è da precisare che il suo consigliere economico è Yoram Gutgeld,  anche lui fautore del Contratto Unico.

Sondaggi danno Renzi vicino all’80% dei consensi. Vedremo come finirà.

101. Per seguire la fine del PD ed il CentroSinistra prossimo venturo


101 copia

Perchè 101. Il nome di questa nuova rubrica vuole rappresentare un simbolo. Il simbolo del tradimento. I centouno parlamentari del Partito Democratico che qualche settimana fa decisero di non votare Romano Prodi nella elezione per la Presidenza della Repubblica. Scegliendo di ‘pugnalare alle spalle’ il padre dell’Ulivo e dello stesso PD quei centouno democratici hanno, di fatto, ucciso il partito, spingendolo verso l’abbraccio mortale con Silvio Berlusconi.

Il Governo Letta è nato da meno di due settimane, le proteste della base sono molte ma ancora non è abbastanza chiaro il danno provocato a tutto il CentroSinistra ed al Paese. Quando, tra qualche mese, Berlusconi farà cadere il Governo su un tema a lui caro e facilmente sfruttabile mediaticamente, allora si capirà la gravità di quell’atto, di quel tradimento.

Come si è arrivati alla congiura dei 101 è abbastanza semplice. Ci si è arrivati per la scarsa leadership di Bersani. La campagna elettorale ‘perdente’, il continuo dialogo con Monti che ha fatto perdere milioni di voti in favore di Grillo. La strategia ondivaga post-elettorale, frenata si dai propositi di Governissimo di Napolitano ma anche determinata dalla pochezza politica del segretario PD. La scelta di candidare Marini, in accordo con il PDL, è stato l’ultimo dei tanti suoi errori. Errori che hanno lasciato via libera agli inciucisti, ai traditori, a quegli abietti e luridi personaggi che poi  hanno ‘assassinato’ politicamente Romano Prodi, si sono liberati di Bersani ed hanno dato il via al processo di distruzione del Partito Democratico.

Con 1o1 seguiremo proprio il ‘cambiamento’ del CentroSinistra, il probabile disfacimento del PD, l’eventuale nascita di nuove aggregazioni alla sua Sinistra, la possibile ascesa di Renzi, le contraddizioni che verranno fuori dalla coabitazione con il PDL nell’esecutivo di Enrico Letta, le contestazioni della base e dei giovani democratici.

Uno spazio per testimoniare il danno, a mio giudizio irreparabile, provocato da quel centinaio di farabutti. Quei 101:

  • che hanno applaudito Bersani quando ha deciso di candidare Prodi e poi, qualche ora dopo, hanno tradito il partito, gli elettori e tutto il Paese facendo mancare i propri voti.
  • che hanno spinto il PD nelle braccia di Berlusconi, dando il via alla sua fine.
  • che hanno contribuito all’elezione di Formigoni, Capezzone e Cicchitto alle Presidenze delle commissioni parlamentari
  • grazie ai quali Antonio Razzi è diventato segretario della commissione Esteri in Parlamento
  • che hanno permesso a Nitto Palma di essere eletto alla guida della Commissione Giustizia
  • il cui voto è riuscito a mandare al Governo un Ministro dell’Interno che partecipa a manifestazioni di piazza contro il terzo potere dello Stato
  • che hanno, fin dall’inizio, tramato contro Bersani per arrivare al Governissimo
  • che poi hanno il coraggio di attaccare Berlusconi per cercare i voti dagli elettori di CentroSinistra
  • la cui presenza nel PD è INACCETTABILE
  • che hanno avviato il processo di disfacimento del CentroSinistra
  • che in un colpo solo ci hanno riportato alla Prima Repubblica, quella dei complotti, delle congiure, dei franchi tiratori
  • che saranno sempre responsabili della futura vittoria di Berlusconi alle prossime elezioni

4 Aprile, la CGIL in Piazza


Mentre Berlusconi continua a fare gaffes, l’ultima quella con Angela Merkel ignorata per una telefonata, i Lavoratori scendono in piazza per protestre contro le politiche del governo in materia sociale.

Potete seguire la diretta della Manifestazione CGIL qui:

http://www.cgiltube.sharemedia.it/site/it-IT/