Europee, come si vota


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Da polisblog le modalità di voto per le elezioni europee.

Scheda elettorale: ciascun elettore che si presenterà al seggio con la tessera elettorale e un documento di riconoscimento valido, riceverà un’unica scheda, il cui colore sarà diverso a seconda della propria circoscrizione elettorale.

Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), colore grigio
Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna), colore marrone
Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), colore rosso
Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), colore arancione
Italia insulare (Sicilia, Sardegna), colore rosa.

Voto di lista: si esprime traccando con la matita copiativa fornita all’elettore nel seggio, una X sul contrassegno che corrisponde alla lista prescelta.

Preferenze: l’elettore può esprimere fino a tre preferenze. E’ prevista la tripla preferenza di genere.

Preferenze per le liste rappresentative delle minoranze (di lingua francese della Valle d’Aosta, di lingua tedesca della provincia di Bolzano o di lingua slovena del Friuli Venezia Giulia, collegata ad altra lista): è possibile esprimere un solo voto di preferenza.

Come si esprime la preferenza: scrivendo nelle righe a fianco del contrassegno della lista votata nome e cognome o solo cognome del candidato prescelto (in caso di identità di cognome fra più candidati, si deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita).

Europee: i gruppi all’europarlamento, info


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Già da oggi si vota in alcuni stati, il clou domenica 25 quando centinaia di milioni di cittadini europei si recheranno a votare per rinnovare Parlamento, Governo ed istituzioni dell’Unione. Come vedete nell’infografica qui sopra sono riportati nel dettaglio il n. di seggi per ogni paese e l’eventuale sbarramento % per accedervi. In Italia si deve prendere almeno il 4% per portare qualche parlamentare a Strasburgo. In Francia è il 5%, in Germania non vi è quorum minimo.

Qui di seguito invece i Gruppi Europei come sono rappresentati al momento. Si prevede un calo dei Popolari in favore delle forze Populiste. Il PSE però, ora S&D, non sembra poterne approfittare. C’è chi dice che PP e SD assieme non arriveranno neanche al 376 seggi di maggioranza necessari per avere un governo ‘bipartisan’. Aperture verso l’ALDE, i liberaldemocratici europei.

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L’Italia elegge 73 eurodeputati. I partiti italiani aderiranno ai seguenti gruppi europei:

  • PD al Gruppo Socialisti e Democratici
  • Forza Italia e Nuovo Centrodestra-Udc aderiscono al Partito Popolare Europeo.
  • Nell’Alde è confluita la lista Scelta Europea, che raccoglie Scelta Civica, il Centro Democratico di Bruno Tabacci e Fare per Fermare il Declino.
  • In Italia a confluire nel gruppo dei Greens sono i Verdi.
  • La lista Tsipras si dividerà, SEL dovrebbe aderire a S&D, Rifodanzione alla Sinistra Europea

Regionali, sondaggi su Piemonte ed Abruzzo danno in testa…


Il 25 maggio, in Italia, si vota anche per le elezioni Regionali. In Piemonte strada apparentemente spianata per Chiamparino, nettamente in vantaggio su 5 Stelle e Forza Italia. Almeno cosi dicono i sondaggi clandestini.

All’ex capo della diocesi metropolitana di Torino andrebbero infatti i voti di ben 50 confratelli – proprio la metà esatta del corpo elettorale, anche se ricordiamo che il Concistoro regionale non prevede turno di ballottaggio -: a dispetto delle polemiche e degli attacchi di questi ultimi giorni, il porporato sembra ancora molto popolare, soprattutto nella provincia di Torino, dove riuscirebbe a strappare una maggioranza nettissima, pari a 61 voti.

In seconda posizione, staccatissimo, farebbe comunque registrare un’ottima performance, toccando quota 24, l’ossuto vescovo pentastellato, capace di capitalizzare il consenso verso il suo capo spirituale – lo spassoso camerlengo di Genova – e di convincere molti elettori valsusini grazie alla netta opposizione manifestata contro la TAV Torino-Lione.

Addirittura terzo – che smacco, per chi fino ad ora governava la regione ecclesiale! – il diacono baffuto, fermo a 17 voti appena. Il prelato (nelle cui fattezze molti ravvisano una somiglianza col celebre omino Bialetti di Carosello) sembra evidentemente patire la divisione del fronte conservatore e i guai del leader nazionale, l’inaffondabile (ma ora costretto a fare opere di bene in una comunità religiosa della Brianza) cardinale di Arcore. (Polisblog)

Anche in Abruzzo, seppur con % minori, sembra in testa il candidato di CentroSinistra. Non è detto però che i 5 Stelle partano sconfitti. Potrebbero esserci sorprese.

Il Centrosinistra candida alla presidenza D’Alfonso che secondo i sondaggi elettorali è al 35,3%. Nel dettaglio il PD raggiunge quota 30% nelle intenzioni di voto, SEL 4% e Scelta Civica, che corre con l’alleanza progressista, è al 1,3%.

Il Centrodestra invece presenta il governatore uscente Chiodi. Secondo gli ultimi sondaggi dovrà recuperare terreno visto che è quantificato al 30,7%, con Forza Italia al 21,1%, NCD 5,6% e Fratelli d’Italia al 4%.

Per quanto riguarda il M5S come è noto i candidati sono stati scelti dalla rete, compresa Sara Marcozzi che tenta l’assalto alla presidenza. Nelle intenzioni di voto il Movimento Cinque Stelle, che come sempre corre da solo, è al 24,9%. (scenaripolitici.com)

Europee, negli ultimi sondaggi il PD ‘stacca’ il M5S, Tsipras sul filo del quorum


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Una Italia tripolare, sempre più a trazione Pd. Forza Italia in crisi e stabilità per Grillo. Agli altri le briciole, Ncd-Udc, Fratelli d’Italia, Lega e Lista Tsipras si spartiscono quel 20% rimasto, gli ultimi due a rischio quorum.

HP:

Effetto Renzi al Nord, Pd primo nel Nord-Est D’Alimonte su il Sole24 Ore spiega quanto piaccia il Premier agli italiani e quanto il suo effetto sia benefico soprattutto sul Pd che senza di lui non raggiungerebbe percentuali ben oltre il 30% (33,8). A oggi il partito democratico vincerebbe ovunque anche il quel nordest fortino, in questi venti anni, di Berlusconi e della Lega e alle ultime elezioni politiche bacino elettorale dei cinque stelle. Come spiega D’Alimonte in Lombardia, Veneto, e Friuli Venezia Giulia il risultato dei dem sarebbe identico a quello nazionale (34,2%). Il successo di Renzi corrisponderebbe di fatto a una frenata di Grillo (M5s si fermerebbe al 22,2%) e a un forte arretramento di Forza Italia con Berlusconi che non riuscirebbe a toccare la tanto desiderata quota 20 (Fi sarebbe al 17,8%). Sopra la soglia del 4 secondo il Sole arriverebbero quattro partiti minori: (Ncd 6,5%), Fratelli D’Italia (4,1%), la Lega (4,4%) e Tsipras (4,5%).

Il crollo di Berlusconi Anche Ilvo Diamanti su Repubblica conferma l’avanzata renziana, attestando il Pd su percentuali simili a quelle di D’Alimonte (32,8%) aggiungendo a questo anche la crescita della fiducia degli italiani nel Premier. Sei su dieci si fidano del nuovo Presidente del Consiglio. Dietro il Pd, secondo Atlante Politico, ci sarebbe poi il vuoto. Per trovare M5s, bisogna scendere di oltre 10 punti. Grillo e il suo M5s infatti si attesterebbero al 22.0%. Ciò che impressione è il dato su Forza Italia. L’ex Cavaliere va ripetendo da giorni che l’obiettivo del suo partito è il 20%. Ebbene se le cose fossero davvero come ipotizzate da Diamanti quell’obiettivo sarebbe ben lontano dall’essere raggiunto. Oltre due punti e mezzo sotto (17,5%). Per quanto riguarda gli altri partiti anche i sondaggi di Repubblica confermano il trend positivo per Ncd (al 7%), Lega (al 4,5%), Fratelli D’Italia (4,3%) e Tsipras (4,5%).

Indecisi e astenuti primo partito Anche Nando Pagnoncelli sul Corriere conferma le percentuali degli altri due colleghi sondaggisti. Pd primo (33,8%), M5s secondo (23%) e Forza Italia sotto, seppur di poco, il 20% (19,5). Ciò che però colpisce di più dei rilevamenti pubblicati sul Corriere è il numero di indecisi e astenuti. Se sommati a oggi rappresenterebbero il primo partito (43,7%), in aumento rispetto di 5 punti rispetto a una settimana fa. “Solo un italiano su due – si legge – sarebbe interessato al voto”. Per quanto riguarda i partiti minori invece unica differenza rispetto agli altri rilevamenti riguarda la lista Altra Europa per Tsipras; secondo Pagnoncelli non arriverebbe alla soglia del 4. Obiettivo invece raggiunto da Ncd (6,4%), Lega (5,2%) e Fratelli D’Italia (4%).

Europee, il PDL non sfonda, il PD non crolla


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IL PDL non sfonda, anzi cala di due punti rispetto al 2008, il PD non crolla attestandosi attorno al 26% e perdendo quindi un 7% rispetto alle politiche dello scorso anno, quando i radicali, oggi al 2,4, si erano presentati nelle liste democratiche. Boom per l’Italia dei valori e Lega.

In tutta europa crolla la sinistra ed avanza la destra xenofoba, ora attendiamo i risultati delle amministrative per poter fare un bilancio globale.

Europee, i risultati cambieranno la scena politica?


Ed eccoci arrivati al giorno del verdetto. Questa sera l’Italia si risveglierà totalmente Berlusconiana? La Lega Nord sfonderà la linea gotica sbarcando al CentroSud? Il PD riuscirà a frenare la discesa iniziata nel dopo elezioni 2008? La sinistra, malgrado le divisioni, raggiungerà il 4 per cento necessario per portare rappresentanti a Strasburgo? La destra di Storace esploderà nel centrosud, anche grazie a Lombardo? Di Pietro raddoppierà i voti rispetto alle scorse politiche?

Tutte queste domande avranno una risposta dopo le 22.00 di stasera, quando le urne chiuderanno e si procederà allo spoglio dei voti.

Dai primi dati relativi alla afflluenza, si prevede un aumento degli astensionisti e questo potrebbe essere dannoso soprattutto a sinistra amenochè l’affaire Noemi non abbia disgustato gli elettori conservartori spingendoli a disertare le urne.

D’altro canto assieme alle europee si rinnovano anche le amministrazioni comunali e provinciali di buona parte del paese. In ballo ci sono comuni importanti come Bologna, Firenze e Bari e province del calibro di Napoli, Milano, Torino. Tutte quelle menzionate sono al momento in mano al centrosinistra ma difficilmente potrà essere ripetuto un risultato del genere. Penati, presidente uscente della provincia di Milano, punta ad arrivare al ballottaggio per avere qualche speranza. A Napoli invece di speranze per il centrosinistra non ce ne sono proprio ed anche Torino è in bilico. A Bologna, Firenze e Bari molto probabilmente si arriverà al ballottaggio.

In poche parole il fronte progressista si presenta a questo appuntamento in piena convalescenza e rischia di uscirne con le ossa rotte. Se il Partito Democratico non raggiungerà almeno il 27%, cioè ben 6 punti sotto il risultato di un anno fa, sarà messa a rischio la sopravvivenza stessa del movimento. Anche Sinistra e Libertà, ben lontana dal 4%, spera di ottenere almeno un 3% necessario per poter sopravvivere politicamente senza esplodere sotto le contraddizioni di una lista creata ad arte per le europee senza un vero progetto alla base. La lista comunista di Ferrero Salvi e Diliberto vede possibile, anche se non scontato, il raggiungimento della quota percentuale stabilita dalla legge per avere rappresentanza europea. Anche in questo caso un fallimento dell’obiettivo potrebbe avere ripercussioni sulla “unione” dei comunisti.

L’unico a poter beneficiare di queste elezioni, per il centrosinistra, è la lista Di Pietro che in questi mesi ha intercettato voti in uscita dal PD e dalla Sinistra. Potrebbe addirittura raddoppiare i voti anche se il nuovo segretario democratico Frasceschini dovrebbe aver recuperato qualche punto rispetto alla passata gestione Veltroni.

A Destra il PDL veleggia verso il 40%, quota psicologicamente fondamentale da superare per poter cantare vittoria totale. La Lega Nord, quotata attorno al 9-10%, potrebbe “sfondare” al centro-sud. In Emilia, Toscana, Marche, dove ha sempre ottenuto percentuali irrisorie, potrebbero esserci sorprese positive per il partito di Bossi. Cosi come anche nel Lazio, regione in cui il carroccio avrebbe almeno il 2%. Il confronto PDL-Lega nel Nord del paese però potrebbe dare adito a delle frizioni all’interno della maggioranza, soprattutto in caso di sorpasso dei leghisti ai danni dei berlusconiani in regioni come Veneto e Lombardia. Se si realizzasse una situazione di quel tipo, Bossi alzerebbe di molto il “prezzo” per la continuazione della alleanza di governo, in termini di posti di potere e leggi populiste.

Una sorpresa della consultazione potrebbe poi essere rappresentata dalla lista Autonomista di Storace e Lombardo. Storace è storicamente forte nel Centro, Lombardo con il suo MPA è ben messo nel Sud e molto potente in Sicilia. Chissà che non possano superare lo sbarramento.

Chiudono i Radicali, bastian contrari della politica e relegati, per loro volere, a lista di testimonianza. Avrebbero potuto avere dei candidati eletti tra le liste del Partito Democratico, hanno deciso per la piena autonomia, pagandone però il prezzo.

Se superiamo i confini nazionali e guardiamo alle Europee nel suo complesso non c’è da stare allegri. La Sinistra europea non è in condizioni migliori rispetto a quella italiana. Dalla Francia alla Germania passando per la Gran Bretagna e forse anche per la Spagna, i partiti progressisti risentono dei nuovi temi della società multirazziale. Aumento della criminalità e incremento della immigrazione rischiano di favorire chissa per quanto tempo i partiti conservatori e soprattutto potrebbero dare man forte ai movimenti di estrema destra, sempre piu in crescista in tutto il continente. Tireremo le somme nei prossimi giorni.

Questa sera sarò impegnato nei seggi per le operazioni di scrutinio, conto di poter aggiornare il blog con dati semi-definitivi prima di domani mattina.

A presto e speriamo bene, per noi e per il nostro paese.

Europee, comparazione con il voto del 2004


Un interessante articolo tratto da polisblog.it

A due giorni dalla chiusura delle urne elettorali vi ripresentiamo il risultato del 2004, per farci un’idea su come potranno cambiare gli equilibri all’interno della rappresentanza italiana in sede di Parlamento europeo.

Forza Italia e An 5 anni fa si presentarono separatamente ottenendo rispetticvamente il 21,0 e l’11,5%, per un totale del 32,5%. È assai probabile che questa quota cresca almeno di 7-8 punti attestando il Pdl sopra il 40%. A ciò si aggiunga la Lega Nord, che nel 2004 riportò un modesto 5%, ma che dai sondaggi è data intorno al 10. Il dato complessivo del governo potrebbe dunque crescere dal 37,5 al 50% circa.

Il centrosinistra presentava la lista Uniti nell’Ulivo, che raccoglieva Margherita e Ds, riportando un buon 31,1% che ne faceva la prima forza politica del paese. Per ammissione dello stesso Franceschini per l’attuale Pd si potrebbe invece parlare di discreto successo a partire dal 25%. L’Idv si confronta invece con il dato della lista Di Pietro-Occhetto (2,1%). Qui si prevede un boom di consensi che potrebbe realisticamente arrivare almeno a quadruplicare quel risultato. Complessivamente azzardiamo un 33/35% per le due principali forze di opposizione.

Venendo al pianeta comunista, quanto mai diviso al momento, nel 2004 era andato benissimo; con il 6,1% per Rc, il 2,4 per i Comunisti italiani e 2,5 per i Verdi. Totale 11%, probabilmente inarrivabile. Va comunque detto che qui l’obiettivo per le singole forze è arrivare al 4%, soglia di rappresentanza che 5 anni fa non esisteva. Se anche una sola della varie forze che si presentano conseguisse questo obiettivo, si potrebbe già parlare di successo.

Sull’altro fronte “estremista” nel 2004 troviamo Alternativa sociale della Mussolini all’1,2% e la Fiamma tricolore allo 0,7%. Storace, allora ancora interno ad An, è la grande novità. La sua alleanza con Mpa e Pensionati (1,1% per questi ultimi nel 2004) dovrebbe collocarlo alla testa di questo settore politico. Difficile che arrivi al 4%, anche se non va sottovalutata la forza propulsiva di Raffaele Lombardo, che dal canto suo si è detto convinto di arrivare addirittura al 6%. Per le altre forze (Romagnoli/Fiamma tricolore; Fiore/Forza Nuova) sarebbe già un miracolo superare lo 0,5%.

Per finire citiamo i Radicali (2,3% nel 2004 dopo il boom del ‘99), i Socialisti Uniti (2%) e l’Udeur di Mastella (1,3%). Solo i primi si ripresentano, sempre puntando al 4%. Mastella è confluito nel centrodestra e i socialisti sono in piena diaspora. Sarà curioso vedere anche il risultato dei Liberaldemocratici di Daniela Melchiorre, uno dei tag più cliccati del web, e PolisBlog non fa eccezione.

Europee, ultimi sondaggi


A pochi giorni dal voto europeo ecco gli ultimi sondaggi disponibili prima dell’oscuramento dovuto alla par condicio. Per le amministrative si prevedono risultati favorevoli al PD a Bologna con Del Bono vicino al 50% al primo turno. Per la provincia di Napoli il Centrodestra supera ampiamente il 50%. In provincia di Milano Penati, presidente uscente per il centrosinistra, è dietro al candidato di Berlusconi ma dovrebbe poter raggiungere almeno il ballottaggio.

TERMOMETRO POLITICO 21/5

PDL 38,5

PD 26,2

LEGA 9,6

IDV 6,1

UDC 5,5

SeL 3.1

COMUNISTI 2,7

AUTONOMIA 3,9

ISPO 20/5

PDL 38,5

PD 27,0

LEGA 9,5

IDV 8,5

UDC 6,5

SeL 2,0

COMUNISTI 3,0

AUTONOMIA 2,0