Io sono ancora qua, Eh già…


 

Un piccolo regalino del Blog per tutti gli appassionati di Vasco Rossi…. e non solo….

 

La Battaglia Finale: Berlusconi attende gli eventi… puntando al Quirinale


Due mesi fa, con l’ultimo articolo de “La Battaglia Finale”, ci eravamo lasciati con un Berlusconi riconfermato dalla fiducia, malgrado la defezione dei finiani. Era il 14 dicembre.

Sono passati circa cinquanta giorni e cosa è cambiato? Poco, anzi molto. Poco dal punto di vista “numerico”, la maggioranza di 314 è salita di due unità, non si sa bene ancora chi siano i “transfughi” ma la settimana scorsa, alla Camera, c’erano 315 voti a favore di una proposta del governo, e Berlusconi non aveva votato.

E’ cambiato molto dal punto di vista strategico:

  • L’esplosione dello “scandalo Ruby” con Berlusconi a rischio processo.
  • Nelle scorse settimane è nato il gruppo dei Responsabili, capitanato da Moffa e da transfughi come Scilipoti, che si prefigge il compito di reclutare qualche parlamentare dall’opposizione.
  • Nel frattempo l’opposizione ha perso alcune battaglie (vedi la mozione di sfiducia a Bondi) e si appresta a perdere anche qualche pezzo (vedi il Fli Barbareschi in odore di dimissioni o di passaggio in maggioranza).
  • Sembra poi intenzione del Governo di presentare nuovamente la proposta di riforma delle intercettazioni e di altre leggi per modificare in senso autoritario la nostra Repubblica.
  • La Lega preme per il federalismo ed in settimana la Riforma è stata “rimandata” da Napolitano.
  • Berlusconi ha avviato il rimpasto di governo aprendo a La Destra di Storace.

Sino a qualche settimana fa il Presidente del Consiglio minacciava il ricorso alle urne. Oggi invece nega questa ipotesi, sondaggi alla mano infatti non garantiscono la vittoria ed il rischio di una maggioranza di CentroSinistra alla Camera è forte. Ed allora l’imperativo è temporeggiare, sfruttando l’indubbio potere “di dissuasione” di cui è dotato il Cavaliere.

Quanto  durerà la pazienza dei leghisti? Quali sono i margini di manovra di un governo che si regge su pochi voti? Quanti parlamentari riuscirà ancora a reclutare il Premier? E cosa accadrà nel caso di Processo per il Rubygate?

Vedremo nelle prossime settimane l’evolversi della situazione anche se credo che nella mente di Berlusconi si faccia largo sempre di più l’obiettivo ultimo, quello piu ambito e piu difficile da realizzare, anche per colpa degli ultimi scandali. L’obiettivo finale è il Quirinale, in scadenza tra due anni. Con l’elezione al Colle, Silvio Berlusconi avrebbe lo “scudo perpetuo”, in quanto sia il Presidente della Repubblica sia i Senatori a vita, carica ricoperta dagli ex Presidenti, godono di diritti particolari e non sono processabili come tutti i normali cittadini. Poco importa che la sua elezione, magari sul filo di qualche voto “dissuaso”, possa scatenare proteste nel paese, oramai spaccato tra berlusconiani e antiberlusconiani, con militanti e simpatizzanti sparsi in tutta la penisola.

Attendere quindi, rimanendo al governo, navigando a vista, magari “cooptando” qualche transfugo qua e la, aspettando lo sgonfiamento mediatico di Fini e Casini, magari grazie anche a qualche errore del PD.

Sul progetto, però, incombe Ilda la “rossa”…. che l’Uomo del bunga bunga e della sottomissione femminile venga fermato proprio da una donna?

Sfiducia, 314 a 311:Berlusconi resta in sella, ma sino a quando?


E cosi il “Caimano” resta in piedi. Su questo blog avevamo ampiamente previsto tutto. Un po’ per scaramanzia, un po’ perche Berlusconi è Berlusconi, ha  tanti conflitti di interesse ed è ben fornito di armi di “dissuasione” di massa. 28 giorni fa dicevamo:

Ora c’è da chiedersi, in questo mese cosa organizzerà il B. per rimanere in sella? Incentivare il ritorno di qualche “finiano”? Spiazzare Fini aprendo a Casini e Rutelli? Ripensare tutta la sua politica annunciando il superamento del Pdl? Lasciare spazio alla Lega? Far pace con Fini tramite un governo Bis con Casini? Vedremo….

Mancano 28 giorni, qualcosa accadrà. Sono sicurissimo….

Ed i finiani sono tornati. Ben 3. Polidori, Siliquini e Moffa non hanno votato contro il governo e si apprestano a tornare all’ovile. Gli ex Pd ed Idv Calearo, Scilipoti e Cesario hanno dato il contributo finale nel tenere a galla l’esecutivo.

E quindi è finita 314 a 311. Tre voti di scarto, una ipotesi finale che avevamo pronosticato una settimana fa:

Il Governo potrebbe quindi cadere come rimanere in piedi, nel caso della seconda ipotesi i voti di scarto si aggirerebbero tra 1 e 3. Piu o meno la maggioranza che aveva Prodi al Senato nel biennio 2006-2008.

Ed ora? Nulla di nuovo. Berlusconi rimane in sella, in attesa di giorni migliori. Ogni giorno in piu passato a Palazzo Chigi è uno strumento utile per “dissuadere” altri membri dell’opposizione.  Si parla, ad esempio, di pressioni fatte su una finiana (Polidori) per convincerla a votare contro la sfiducia. Vedremo quali “armi” userà il Cavaliere per convincere eventuali nuovi sostenitori. E’ ricco, è potente, ha interessi infiniti in ogni ramo della nostra società, tre ingredienti che lo rendono decisamente “attraente”.

Il rovescio della medaglia però è che Berlusconi sarà costretto, nei prossimi mesi, a recitare la parte che fu di Romano Prodi nel passato governo. Una maggioranza praticamente inesistente non consentirà grandi capacità di manovra. E questo è un bene per il paese, perche non passeranno Riforme dannose come quella sulle intercettazioni, sulla giustizia, sulla par condicio etc etc.

Le opposizioni ora avranno un compito importante e cioè quello di mettere in difficoltà la maggioranza in ogni momento. Elaborando mozioni attraenti verso singoli esponenti di Pdl e Lega, preparando emendamenti mirati, esercitando quindi una strategia politica intelligente. (Ricordate i “giochetti” del capogruppo leghista al Senato Calderoli ai tempi del Governo Prodi?)

Il Cavaliere galleggerà sperando in prossimi eventi eccezionali (crisi economica, crisi sociale) che rendano necessario un appoggio bipartisan al governo. Lui è un “aminale politico” e sa benissimo come potersi barcamenare in frangenti di questo tipo, è altrettanto vero però che la situazione odierna è nefasta per ogni leader politico. Avere una maggioranza risicata costringe a continui compromessi, che in genere sono la causa di un lento e continuo logorìo. Berlusconi finirà come Prodi? Impopolare ed abbandonato da tutti?

Non è dato sapere, per ora in sella rimane sempre il Caimano e di fronte a noi abbiamo una crisi sociale esplosiva (si basti vedere le violenze di questi giorni nelle proteste di studenti, operai e lavoratori) ed una crisi economica imminente (con annessa richiesta Ue di interventi “pesanti” sui conti pubblici). Eventi che potrebbero abbattere definitivamente il Premier oppure rilanciarlo clamorosamente.

Restate collegati, perche ci sarà da divertirsi.

 

Zoro: perche la Sinistra tifa per la “destra buona”?


Le riflessioni di Diego Bianchi, in arte “Zoro”, sulla “Nuova destra” di Fini. Cosa ne pensate?:

Quando una squadra si è dimostrata sul campo molto più forte della concorrenza, capita che quella squadra dopo un po’ si stufi di vincere facile. A volte, per non perdere il gusto della vittoria e ritrovare giuste motivazioni, succede che quella squadra speri in un avversario più competitivo e attrezzato, per poterlo poi battere con maggior soddisfazione.
Incontrare la situazione opposta, è praticamente impossibile. Non avrebbe molto senso, difatti, che una squadra palesemente in difficoltà auspichi per il futuro che il suo già forte avversario si migliori. Le poche speranze di rivaleggiare diventerebbero nulle. Eppure, come direbbe Veltroni scrivendo una qualsiasi lettera al suo paese, è difficile, è possibile.
In Italia, al momento, c’è un vincente molto forte, Berlusconi, leader di una destra molto di destra, a sprazzi fascista, con pesanti contaminazioni di razzismo e omofobia, irrispettosa di istituzioni e Costituzione, sovente corrotta e collusa, nemica della cultura, della ricerca e dell’istruzione, sponsor della spintarella, meglio se motivata da favori sessuali, pertanto sessista.
Eppure, a fronte di tutto ciò, le cronache degli ultimi mesi hanno dato spesso l’impressione che l’unico modo di far cadere il governo, ma anche di costruire un’Italia migliore, fosse tifare Fini. Tifare cioè per una destra migliore di quella attualmente al governo, riformista, relativamente progressista, europea. Una destra normale, come ce l’hanno tutti o quasi.
La sinistra, in Italia, tifa per una destra migliore. La squadra più debole spera che la squadra più forte torni in campo ancor più presentabile.
Catalano, arboriano opinionista dell’ovvio, si chiederebbe: ma se non si è riusciti ad avere la meglio sulla destra brutta, per quale motivo si dovrebbe essere in grado di battere una destra più attraente e politicamente corretta? La sola pretesa di competere appare poi disperata se, nel tentativo di farsi bella, o perlomeno di diventare un tipo, questa nuova destra si appropria di Pasolini, si spella le mani per Saviano e ricorda con nostalgia financo Berlinguer (come fatto da Fini a Bastia Umbra).
Eppure, a volerla guardare da vicino, questa destra ritoccata crea imbarazzo. Tanta ipocrita chirurgia estetica tutta insieme non si è vista mai. Svelarne tagli, cuciture e riappiccichi sarebbe azzardo alla portata di chiunque avesse il coraggio di farlo. Rottamatore o meno poco importa, purché orgoglioso delle proprie rughe.

Dichiarazioni di fine impero….


“Se quell’intervento c’è stato se è vero che è stato detto che quella signorina era parente di un capo di Stato, allora verrebbe dimostrata una disinvoltura, un malcostume, sintomo di uso privato di un incarico pubblico”
“il premier dovrebbe fare un passo indietro”
(Gianfranco Fini)

“Dopo Perugia (Assemblea dei finiani,ndr), Fli deve aprire una fase nuova, ritirando la propria delegazione al governo assicurando l’appoggio esterno solo per emergenze e parti condivise del programma”
(Fabio Granata)

“Io non mi dimetto, tanto meno perché lo chiede lui. Se Fini vuole, stacchi pure la spina, si assuma la responsabilità. Se ne è capace. I suoi non lo seguono nemmeno se azzarda un sostegno esterno, figurarsi nello strappo”
“Non ho nulla di cui vergognarmi, rifarei tutto, ho solo aiutato una persona in difficoltà e soprattutto non ho esercitato alcuna pressione sui poliziotti”
(Berlusconi)

“Continuerà a fare la sua vita, ad invitare ospiti a casa sua e a organizzare feste se gli va di farlo”
(Emilio Fede)

“C’è qualcuno che si aspetta un sussulto di orgoglio e di dignità, gli italiani aspettano un segnale e sanno che solo tu, Gianfranco, puoi offrire un’alternativa”
(Italo Bocchino, finiano)

“se Bocchino gli ha rivolto quell’invito è perché ci siamo, il tempo di staccare la spina è arrivato prima del previsto e, ironia della sorta, non per colpa nostra”
(Nino Lo Presti, finiano moderato)

“Siamo stanchi di essere sudditi, di candidate elette sol perché sanno ballare il bunga bunga”
(Potito Salatto, Generazione Italia, finiano)

 

 

La Battaglia Finale: Il Centrodestra, tra divisioni e nuovi poli…


Nella prima “puntata” avevamo fatto una discussione generale sul rischio di una nuova vittoria di Berlusconi in possibili elezioni anticipate. Oggi ci concentriamo sulle strategie politiche dei partiti e delle coalizioni presenti in parlamento e nel paese.

Cominciamo dal CentroDestra.

E’ oramai chiaro che Fini e Berlusconi difficilmente potranno mai tornare alleati in una coalizione. Il governo sopravvive aggrappato alla voglia dei vari “attori” di non “rompere per primi”. Ogni giorno però cambiano gli scenari , se oggi si dice che sono “scongiurate elezioni anticipate”, domani si torna a ventilarle grazie alla dichiarazione di un finiano, piuttosto che di un leghista o di un berlusconiano. Una situazione di questo genere è di difficile gestione e soprattutto di breve durata.

Il nodo su cui verranno al pettine le ambiguità della coalizione di governo potrebbe essere la Giustizia. Berlusconi parla a giorni alterni di una “commissione di inchiesta su certi PM” e sulla necessità di variare un nuovo provvedimento sulle intercettazioni. I finiani rispondono picche, continuano a richiedere modifiche alla proposta di riforma della Giustizia e non sono d’accordo sul progetto di legge del nuovo Lodo Alfano Costituzionale.

Nel frattempo Berlusconi continua a temere la magistratura. A dicembre la Consulta potrebbe bocciare il Legittimo Impedimento, procedimento tramite il quale il Premier è riuscito a posticipare l’appuntamento con i suoi processi. In caso di bocciatura, per il Cavaliere inizierebbe il conto alla rovescia verso la sentenza del processo Mills, in arrivo nei primi mesi del 2011, magari in piena campagna elettorale qualora vi siano elezioni anticipate.

L’estate è stata scandita dallo “scandalo” della casa di Montecarlo che ha coinvolto Fini e che si è definitivamente sgonfiato qualche giorno fa con la richiesta di archiviazione per l’indagine. Da qualche ora si è aperto il “fronte Ruby”, con la minorenne forse coinvolta in festini a luci rosse nei palazzi del potere. Le nuove inchieste potrebbero far capitolare anticipatamente le cose.

Intanto però le “tre” gambe del Centrodestra hanno davanti alcune strade da percorrere, vediamole assieme:

PDL

Il Governo è in calo di consensi, cosi come il Premier. I dissidi interni alla maggioranza non piacciono agli italiani e penalizzano il Centrodestra. Il PDL è dato attorno al 28-29%, sotto al trenta per cento e ben lontano dalle cifre di due anni fa. Dopo l’addio dei finiani il partito è scosso da polemiche interne, che nascono dalle amministrazioni locali ed arrivano sino ai coordinatori nazionali. Berlusconi pensa ad un azzeramento dei vertici nominando un coordinatore unico al posto del trio Bondi-La Russa-Verdini. D’altronde le numerose inchieste giudiziarie che vedono coinvolti elementi di primo piano del partito non aiutano. In Sicilia ci sono addirittura due PDL, con Miccichè pronto alla guerra contro Schifani ed Alfano.

In questi giorni, sull’onda del movimento repubblicano del Tea Party, in quel di Palazzo Grazioli si pensa di affidare alla sottosegretaria Daniela Santanchè un ruolo simile a quello di Sarah Palin, cosi da intercettare i voti degli ultraconservatori.

Per il PDL le elezioni politiche anticipate sarebbero sinonimo di indebolimento, in favore della Lega. D’altro canto il potere mediatico di Berlusconi, unito ai suoi soliti “colpi di teatro”, potrebbero garantirgli una nuova e “definitiva” vittoria.

Lega Nord

Sui leghisti c’è poco da dire. La crisi del Pdl, nata dallo scontro Berlusconi-Fini e continuata con le polemiche interne, non fa altro che avvantaggiare il partito di Bossi. In tutto il Nord alla flessione del Popolo delle Libertà corrisponde un incremento della Lega Nord che ad oggi è il primo partito in Veneto e potrebbe diventarlo anche in Lombardia. Anche nel Centro italia crescono le percentuali del movimento, rubacchiando quà e là, sempre nel campo del Centrodestra.

In definitiva quindi a Bossi e soci converrebbe andare ad elezioni anticipate. In questo modo potrebbero “passare all’incasso” aumentando voti, seggi e “potere”. Potere che hanno gia ampiamente dimostrato di avere e di sapere esercitare, basta vedere le leggi “populiste” varate dal governo nei mesi scorsi . Il rovescio della medaglia, in caso di elezioni nel 2011, sarebbe l’ennesima bugia sul “Federalismo”. Ancora mancante, malgrado fosse la stella polare del Carroccio.

Futuro e Libertà

I finiani non vedono di buon occhio le elezioni. Non sono pronti ne dal punto di vista territoriale ne dal punto di vista delle strategie politiche. Tutto passa dalla riforma della legge elettorale, da fare con questo o con un altro governo, qualora ve ne siano i numeri. Nel caso di una nuova legge proporzionale, Fini potrebbe correre da solo e verificare poi in Parlamento la possibilità di fare alleanze.

In caso di elezioni con la legge vigente sarebbe inevitabile, per non sparire, una alleanza di coalizione. Scartando a priori il centrodestra berlusconiano ed il centrosinistra, rimane solo Casini, magari attorniato da Rutelli, Lombardo e da qualche altro cespuglio. Rimane difficile capire come certe posizioni liberali di Fini (vedi immigrazione, fecondazione assistita ad esempio) possano coabitare con il conservatorismo dell’Udc. Ma il Presidente della Camera, negli ultimi anni, ci ha abituato a giravolte notevoli e quindi nulla è scontato su questo fronte.

Al momento dunque Futuro e Libertà non puo e non vuole andare ad elezioni anticipate. Il partito di Bocchino e soci potrebbe comunque avere qualche carta  a suo favore. La crisi del PDL infatti sembra avvantaggiare i finiani. Nelle varie amministrazioni locali sembra esserci un vero e proprio travaso di eletti e dirigenti in direzione del partito dell’ex leader di An. Anche al Senato si vocifera di prossimi “acquisti”, i quali consentirebbero a Fli di essere determinante, anche a Palazzo Madama, per un eventuale nuovo governo post-berlusconiano.

Concludendo pubblico un sondaggio dell’IPSOS, divulgato a Ballarò nei giorni scorsi:

Come vedete se si sommano le due principali coalizioni possiamo vedere come il CentroSinistra costituito da Pd-Idv-SeL arrivi al 38.6% avvicinandosi a quel 41.3% frutto della somma di Pdl, Lega e la Destra. Meno di tre punti sono statisticamente equivalenti allo zero. Se peraltro al centrosinistra aggiungiamo anche il 2.3 dei Comunisti il pareggio è vicino.

Naturalmente sono numeri campati in aria, che non tengono conto delle coalizioni “vere” che si presenteranno alle elezioni. Ne è dato sapere quale legge elettorale regolerà le prossime consultazioni elettorali. Questi i dati, comunque.

Nel prossimo numero, il CentroSinistra.