Sfiducia, 314 a 311:Berlusconi resta in sella, ma sino a quando?


E cosi il “Caimano” resta in piedi. Su questo blog avevamo ampiamente previsto tutto. Un po’ per scaramanzia, un po’ perche Berlusconi è Berlusconi, ha  tanti conflitti di interesse ed è ben fornito di armi di “dissuasione” di massa. 28 giorni fa dicevamo:

Ora c’è da chiedersi, in questo mese cosa organizzerà il B. per rimanere in sella? Incentivare il ritorno di qualche “finiano”? Spiazzare Fini aprendo a Casini e Rutelli? Ripensare tutta la sua politica annunciando il superamento del Pdl? Lasciare spazio alla Lega? Far pace con Fini tramite un governo Bis con Casini? Vedremo….

Mancano 28 giorni, qualcosa accadrà. Sono sicurissimo….

Ed i finiani sono tornati. Ben 3. Polidori, Siliquini e Moffa non hanno votato contro il governo e si apprestano a tornare all’ovile. Gli ex Pd ed Idv Calearo, Scilipoti e Cesario hanno dato il contributo finale nel tenere a galla l’esecutivo.

E quindi è finita 314 a 311. Tre voti di scarto, una ipotesi finale che avevamo pronosticato una settimana fa:

Il Governo potrebbe quindi cadere come rimanere in piedi, nel caso della seconda ipotesi i voti di scarto si aggirerebbero tra 1 e 3. Piu o meno la maggioranza che aveva Prodi al Senato nel biennio 2006-2008.

Ed ora? Nulla di nuovo. Berlusconi rimane in sella, in attesa di giorni migliori. Ogni giorno in piu passato a Palazzo Chigi è uno strumento utile per “dissuadere” altri membri dell’opposizione.  Si parla, ad esempio, di pressioni fatte su una finiana (Polidori) per convincerla a votare contro la sfiducia. Vedremo quali “armi” userà il Cavaliere per convincere eventuali nuovi sostenitori. E’ ricco, è potente, ha interessi infiniti in ogni ramo della nostra società, tre ingredienti che lo rendono decisamente “attraente”.

Il rovescio della medaglia però è che Berlusconi sarà costretto, nei prossimi mesi, a recitare la parte che fu di Romano Prodi nel passato governo. Una maggioranza praticamente inesistente non consentirà grandi capacità di manovra. E questo è un bene per il paese, perche non passeranno Riforme dannose come quella sulle intercettazioni, sulla giustizia, sulla par condicio etc etc.

Le opposizioni ora avranno un compito importante e cioè quello di mettere in difficoltà la maggioranza in ogni momento. Elaborando mozioni attraenti verso singoli esponenti di Pdl e Lega, preparando emendamenti mirati, esercitando quindi una strategia politica intelligente. (Ricordate i “giochetti” del capogruppo leghista al Senato Calderoli ai tempi del Governo Prodi?)

Il Cavaliere galleggerà sperando in prossimi eventi eccezionali (crisi economica, crisi sociale) che rendano necessario un appoggio bipartisan al governo. Lui è un “aminale politico” e sa benissimo come potersi barcamenare in frangenti di questo tipo, è altrettanto vero però che la situazione odierna è nefasta per ogni leader politico. Avere una maggioranza risicata costringe a continui compromessi, che in genere sono la causa di un lento e continuo logorìo. Berlusconi finirà come Prodi? Impopolare ed abbandonato da tutti?

Non è dato sapere, per ora in sella rimane sempre il Caimano e di fronte a noi abbiamo una crisi sociale esplosiva (si basti vedere le violenze di questi giorni nelle proteste di studenti, operai e lavoratori) ed una crisi economica imminente (con annessa richiesta Ue di interventi “pesanti” sui conti pubblici). Eventi che potrebbero abbattere definitivamente il Premier oppure rilanciarlo clamorosamente.

Restate collegati, perche ci sarà da divertirsi.

 

Sfiducia, Berlusconi verso la Vittoria (di Pirro)?


Passano le ore e…. pure i deputati, da una parte verso l’altra. Chi per il mutuo, chi per un gruzzolo niente male (Calearo parla di 350.000 euro), chi per “responsabilità nazionale”, chi magari per qualche “escort in più”… a Montecitorio in questi giorni è tutto un via vai di gente. Ed il Premier arriva a vedere la “meta”. La Sfiducia al Governo, che qualche settimana fa sembrava cosa fatta, ora sembra quasi sfumata.

D’altronde ve lo avevo anticipato circa un mese fa dalle colonne di questo blog:

Pensate davvero che al 14 dicembre Berlusconi arriverà impreparato? Chi vi scrive è “cresciuto” politicamente nella seconda Repubblica, avendo assistito in giovane età al crollo della Prima. Possibile che stia per finire il ventennio Berlusconiano? Non credo sia cosi semplice, come ho spiegato piu volte in questo blog. Troppi interessi, troppi affari di famiglia, difficili da accantonare in nome della politica.

Ora c’è da chiedersi, in questo mese cosa organizzerà il B. per rimanere in sella? Incentivare il ritorno di qualche “finiano”? Spiazzare Fini aprendo a Casini e Rutelli? Ripensare tutta la sua politica annunciando il superamento del Pdl? Lasciare spazio alla Lega? Far pace con Fini tramite un governo Bis con Casini? Vedremo….

Mancano 28 giorni, qualcosa accadrà. Sono sicurissimo….

Mi permetto di fare una riflessione, a prescindere dal successo o meno della mozione di sfiducia.

Ma scusate, è giusto che Berlusconi venga sfiduciato e poi i tagli lacrime e sangue (di svariati miliardi di euro) debbano farli gli altri, con lui alla finestra a gridare “al golpe delle tasse”, pronto a tornare trionfalmente a Palazzo Chigi tra meno di un anno?

No no, voglio proprio vedere Tremonti la prossima primavera fare una manovra correttiva di miliardi di euro con 2 o 4 deputati di maggioranza.

La facciano loro, vediamo che succede. Se questo paese deve cadere che cada con B. alla guida.

Alcuni dicono che una volta ottenuta la fiducia Berlusconi riuscirà a ricompattare la propria maggioranza, con nuovi ingressi. Io non ci scometterei cosi tanto. Credo che un governo con pochi margini sarà piu ricattabile dell’interno e cioè dai singoli deputati della maggioranza, cosi come fu per Prodi. Un lento logorio che potrebbe uccidere definitivamente la carriera politica di Berlusconi.

Il 14 alle 13.30 circa ne sapremo di più. Proprio in tempo per il Tg1 di Minzolini e per lo Speciale Tgla7 che, di sicuro, Mentana organizzerà per l’occasione.

PS: il 17 dicembre si dimette Domenico De Siano, PDL, per incompatibilità con le cariche regionali. Subentrerà il primo dei non eletti, un finiano. Quindi il Governo avrà un voto in meno mentre aumenterà di una unità la truppa dei contrari. Sarà “spassoso” vedere come passeranno le leggi.

 

Zoro: perche la Sinistra tifa per la “destra buona”?


Le riflessioni di Diego Bianchi, in arte “Zoro”, sulla “Nuova destra” di Fini. Cosa ne pensate?:

Quando una squadra si è dimostrata sul campo molto più forte della concorrenza, capita che quella squadra dopo un po’ si stufi di vincere facile. A volte, per non perdere il gusto della vittoria e ritrovare giuste motivazioni, succede che quella squadra speri in un avversario più competitivo e attrezzato, per poterlo poi battere con maggior soddisfazione.
Incontrare la situazione opposta, è praticamente impossibile. Non avrebbe molto senso, difatti, che una squadra palesemente in difficoltà auspichi per il futuro che il suo già forte avversario si migliori. Le poche speranze di rivaleggiare diventerebbero nulle. Eppure, come direbbe Veltroni scrivendo una qualsiasi lettera al suo paese, è difficile, è possibile.
In Italia, al momento, c’è un vincente molto forte, Berlusconi, leader di una destra molto di destra, a sprazzi fascista, con pesanti contaminazioni di razzismo e omofobia, irrispettosa di istituzioni e Costituzione, sovente corrotta e collusa, nemica della cultura, della ricerca e dell’istruzione, sponsor della spintarella, meglio se motivata da favori sessuali, pertanto sessista.
Eppure, a fronte di tutto ciò, le cronache degli ultimi mesi hanno dato spesso l’impressione che l’unico modo di far cadere il governo, ma anche di costruire un’Italia migliore, fosse tifare Fini. Tifare cioè per una destra migliore di quella attualmente al governo, riformista, relativamente progressista, europea. Una destra normale, come ce l’hanno tutti o quasi.
La sinistra, in Italia, tifa per una destra migliore. La squadra più debole spera che la squadra più forte torni in campo ancor più presentabile.
Catalano, arboriano opinionista dell’ovvio, si chiederebbe: ma se non si è riusciti ad avere la meglio sulla destra brutta, per quale motivo si dovrebbe essere in grado di battere una destra più attraente e politicamente corretta? La sola pretesa di competere appare poi disperata se, nel tentativo di farsi bella, o perlomeno di diventare un tipo, questa nuova destra si appropria di Pasolini, si spella le mani per Saviano e ricorda con nostalgia financo Berlinguer (come fatto da Fini a Bastia Umbra).
Eppure, a volerla guardare da vicino, questa destra ritoccata crea imbarazzo. Tanta ipocrita chirurgia estetica tutta insieme non si è vista mai. Svelarne tagli, cuciture e riappiccichi sarebbe azzardo alla portata di chiunque avesse il coraggio di farlo. Rottamatore o meno poco importa, purché orgoglioso delle proprie rughe.

Verdini “Ce ne freghiamo delle prerogative del Colle”. Piccolo “assaggio” di cosa accadrà dopo il 14 dicembre…


“Noi sappiamo delle prerogative del Capo dello Stato, ma ce ne freghiamo”
(Verdini, coordinatore PDL)

Me ne frego

O fascisti, avanti, avanti,
che già venne la riscossa,
or non più la turba rossa
questo suol calpesterà!

Per d’Annunzio e Mussolini
eia, eia, eia, alalà!

Me ne frego
me ne frego
me ne frego è il nostro motto,
me ne frego di morire
per la santa libertà!…

Questa nostra bella Italia
non sia usbergo al traditore,
e soltanto il tricolore
arra sia di civiltà,

Per d’Annunzio e Mussolini
eia, eia, eia, alalà!

Ma se un giorno si tentasse
disgregar salde coorti,
col sorriso dei più forti
pur la morte affronterem!…

Per d’Annunzio e Mussolini
eia, eia, eia, alalà

Questo è solo un “assaggio” di ciò che si aspetta nel caso in cui, il 15 dicembre, Berlusconi non sia piu capo del governo. (Sempre che si dimetta, in caso di sfiducia della Camera dei deputati. Non è detto che ciò accada, magari avrà messo gia i suoi avvocaticchi alla ricerca di un cavillo costituzionale..chissà)

Qui ed in altri articoli passati, ho piu volte scritto del pericolo serio di un rovesciamento di Berlusconi. Il leader del PDL non risparmierà alcun mezzo per poter fare i suoi interessi. Proteste di piazza, uso dei media (tg1, mediaset e giornali di famiglia) senza alcuno scrupolo ed altre belle cosette ci aspettano nei prossimi mesi. Mentre la crisi di governo con la nascita di un esecutivo debole potrebbe dare adito a speculazioni finanziarie tali da trascinare l’Italia nel baratro di Grecia ed Irlanda.

Il risultato? Che tra un anno o poco piu Berluconi, forte del “complotto ai suoi danni”, potrebbe vincere nuove elezioni e tornare alla grande a  Palazzo Chigi, trampolino di lancio verso il Quirinale, che intanto sarebbe stato ampiamente delegittimato dallo scontro con Napolitano (vedi il “ce ne freghiamo” odierno di Verdini).

D‘altronde… se non ora, quando? Oggi come oggi Berlusconi è debole. Sul fronte interno, con lo sfaldamento della maggioranza. Sul fronte estero con gli scandali che lo hanno travolto, di cui Wikileaks riporta diversi dettagli. Confindustria e forse anche il Vaticano stanno da tempo prendendo le distanze dal governo.

Val la pena di rischiare? Provare a cacciarlo da Palazzo Chigi sperando che dopo le dimissioni altri nel PDL seguano i finiani in un governo tecnico di ampi numeri?

In questo momento non so dare una opinione netta. Credo sinceramente che Berlusconi rappresenti un male per questo paese. Credo altresi che una manovra spericolata per detronizzarlo possa ottenere l’effetto contrario, dando nuovo vigore ad un uomo “distrutto” politicamente. (Cosa già accaduta negli anni scorsi).

Potrà l’Italia prescindere dall’immenso impero economico-mediatico di Silvio Berlusconi? Chi farà piu gli interessi dei suoi gruppi? Mah….

Ecco il simbolo di Futuro e Libertà


Mentre si attende il futuro del movimento, che si riunirà nel prossimo weekend e che potrebbe staccare “la spina” al governo, oggi è stato presentato il simbolo di Futuro e Libertà. Sfondo azzurro con scritta gigantesca del cognome del Presisdente della Camera, nella parte inferiore, su sfondo verde, il nome del partito. Al lato destro si intravede il tricolore.

La combinazione verde-azzurro non mi piace ma i dirigenti di FLI hanno avuto l’accortezza di scrivere chiaramente il nome di FINI nel simbolo, cosi da evitare errori. Siamo in attesa che Berlusconi trovi un signor Fini a cui affidare una lista civetta per “disturbare” Futuro e Libertà.

La Battaglia Finale: Il Centrodestra, tra divisioni e nuovi poli…


Nella prima “puntata” avevamo fatto una discussione generale sul rischio di una nuova vittoria di Berlusconi in possibili elezioni anticipate. Oggi ci concentriamo sulle strategie politiche dei partiti e delle coalizioni presenti in parlamento e nel paese.

Cominciamo dal CentroDestra.

E’ oramai chiaro che Fini e Berlusconi difficilmente potranno mai tornare alleati in una coalizione. Il governo sopravvive aggrappato alla voglia dei vari “attori” di non “rompere per primi”. Ogni giorno però cambiano gli scenari , se oggi si dice che sono “scongiurate elezioni anticipate”, domani si torna a ventilarle grazie alla dichiarazione di un finiano, piuttosto che di un leghista o di un berlusconiano. Una situazione di questo genere è di difficile gestione e soprattutto di breve durata.

Il nodo su cui verranno al pettine le ambiguità della coalizione di governo potrebbe essere la Giustizia. Berlusconi parla a giorni alterni di una “commissione di inchiesta su certi PM” e sulla necessità di variare un nuovo provvedimento sulle intercettazioni. I finiani rispondono picche, continuano a richiedere modifiche alla proposta di riforma della Giustizia e non sono d’accordo sul progetto di legge del nuovo Lodo Alfano Costituzionale.

Nel frattempo Berlusconi continua a temere la magistratura. A dicembre la Consulta potrebbe bocciare il Legittimo Impedimento, procedimento tramite il quale il Premier è riuscito a posticipare l’appuntamento con i suoi processi. In caso di bocciatura, per il Cavaliere inizierebbe il conto alla rovescia verso la sentenza del processo Mills, in arrivo nei primi mesi del 2011, magari in piena campagna elettorale qualora vi siano elezioni anticipate.

L’estate è stata scandita dallo “scandalo” della casa di Montecarlo che ha coinvolto Fini e che si è definitivamente sgonfiato qualche giorno fa con la richiesta di archiviazione per l’indagine. Da qualche ora si è aperto il “fronte Ruby”, con la minorenne forse coinvolta in festini a luci rosse nei palazzi del potere. Le nuove inchieste potrebbero far capitolare anticipatamente le cose.

Intanto però le “tre” gambe del Centrodestra hanno davanti alcune strade da percorrere, vediamole assieme:

PDL

Il Governo è in calo di consensi, cosi come il Premier. I dissidi interni alla maggioranza non piacciono agli italiani e penalizzano il Centrodestra. Il PDL è dato attorno al 28-29%, sotto al trenta per cento e ben lontano dalle cifre di due anni fa. Dopo l’addio dei finiani il partito è scosso da polemiche interne, che nascono dalle amministrazioni locali ed arrivano sino ai coordinatori nazionali. Berlusconi pensa ad un azzeramento dei vertici nominando un coordinatore unico al posto del trio Bondi-La Russa-Verdini. D’altronde le numerose inchieste giudiziarie che vedono coinvolti elementi di primo piano del partito non aiutano. In Sicilia ci sono addirittura due PDL, con Miccichè pronto alla guerra contro Schifani ed Alfano.

In questi giorni, sull’onda del movimento repubblicano del Tea Party, in quel di Palazzo Grazioli si pensa di affidare alla sottosegretaria Daniela Santanchè un ruolo simile a quello di Sarah Palin, cosi da intercettare i voti degli ultraconservatori.

Per il PDL le elezioni politiche anticipate sarebbero sinonimo di indebolimento, in favore della Lega. D’altro canto il potere mediatico di Berlusconi, unito ai suoi soliti “colpi di teatro”, potrebbero garantirgli una nuova e “definitiva” vittoria.

Lega Nord

Sui leghisti c’è poco da dire. La crisi del Pdl, nata dallo scontro Berlusconi-Fini e continuata con le polemiche interne, non fa altro che avvantaggiare il partito di Bossi. In tutto il Nord alla flessione del Popolo delle Libertà corrisponde un incremento della Lega Nord che ad oggi è il primo partito in Veneto e potrebbe diventarlo anche in Lombardia. Anche nel Centro italia crescono le percentuali del movimento, rubacchiando quà e là, sempre nel campo del Centrodestra.

In definitiva quindi a Bossi e soci converrebbe andare ad elezioni anticipate. In questo modo potrebbero “passare all’incasso” aumentando voti, seggi e “potere”. Potere che hanno gia ampiamente dimostrato di avere e di sapere esercitare, basta vedere le leggi “populiste” varate dal governo nei mesi scorsi . Il rovescio della medaglia, in caso di elezioni nel 2011, sarebbe l’ennesima bugia sul “Federalismo”. Ancora mancante, malgrado fosse la stella polare del Carroccio.

Futuro e Libertà

I finiani non vedono di buon occhio le elezioni. Non sono pronti ne dal punto di vista territoriale ne dal punto di vista delle strategie politiche. Tutto passa dalla riforma della legge elettorale, da fare con questo o con un altro governo, qualora ve ne siano i numeri. Nel caso di una nuova legge proporzionale, Fini potrebbe correre da solo e verificare poi in Parlamento la possibilità di fare alleanze.

In caso di elezioni con la legge vigente sarebbe inevitabile, per non sparire, una alleanza di coalizione. Scartando a priori il centrodestra berlusconiano ed il centrosinistra, rimane solo Casini, magari attorniato da Rutelli, Lombardo e da qualche altro cespuglio. Rimane difficile capire come certe posizioni liberali di Fini (vedi immigrazione, fecondazione assistita ad esempio) possano coabitare con il conservatorismo dell’Udc. Ma il Presidente della Camera, negli ultimi anni, ci ha abituato a giravolte notevoli e quindi nulla è scontato su questo fronte.

Al momento dunque Futuro e Libertà non puo e non vuole andare ad elezioni anticipate. Il partito di Bocchino e soci potrebbe comunque avere qualche carta  a suo favore. La crisi del PDL infatti sembra avvantaggiare i finiani. Nelle varie amministrazioni locali sembra esserci un vero e proprio travaso di eletti e dirigenti in direzione del partito dell’ex leader di An. Anche al Senato si vocifera di prossimi “acquisti”, i quali consentirebbero a Fli di essere determinante, anche a Palazzo Madama, per un eventuale nuovo governo post-berlusconiano.

Concludendo pubblico un sondaggio dell’IPSOS, divulgato a Ballarò nei giorni scorsi:

Come vedete se si sommano le due principali coalizioni possiamo vedere come il CentroSinistra costituito da Pd-Idv-SeL arrivi al 38.6% avvicinandosi a quel 41.3% frutto della somma di Pdl, Lega e la Destra. Meno di tre punti sono statisticamente equivalenti allo zero. Se peraltro al centrosinistra aggiungiamo anche il 2.3 dei Comunisti il pareggio è vicino.

Naturalmente sono numeri campati in aria, che non tengono conto delle coalizioni “vere” che si presenteranno alle elezioni. Ne è dato sapere quale legge elettorale regolerà le prossime consultazioni elettorali. Questi i dati, comunque.

Nel prossimo numero, il CentroSinistra.

La Battaglia Finale: Berlusconi e Bossi contro il “resto del Mondo..democratico”


Ci siamo,

amici ed amiche stiamo per assistere alla battaglia finale. Lo scontro definitivo tra le forze populiste e quelle democratiche. Berlusconi e Bossi contro il “resto del mondo“.

Non lasciatevi ingannare dalla “pax” siglata giorni fa tra i finiani ed il resto della maggioranza. E’ solo un  gioco delle parti per evitare di essere tacciati come i fautori della rottura. Nessuno vuole rimanere con il cerino in mano, è questa la frase che si sente ripetere recentemente da vari opinionisti e commentatori politici. E’ vero. Berlusconi e Fini non vogliono essere i primi a rompere. In mezzo c’è la Lega, sempre piu irrequieta e che accarezza il ritorno alle urne per fare “bottino pieno” nel Nord.

Il gioco continuerà per altre settimane ma il destino è certo. Il governo ha i giorni (o i mesi) contati. Lo si capisce anche dalle dichiarazioni dei leader. Berlusconi rilancia per il processo breve ed il ddl intercettazioni. Fini stoppa entrambi i provvedimenti. Quanto potrà durare? Si dice che entro ottobre potrebbe esplodere la crisi, in modo da andare al voto a gennaio ed evitare al Premier, in caso di bocciatura del legittimo impedimento da parte della Consulta, una condanna nei processi in corso proprio durante la campagna elettorale.

E’ chiaro comunque che ben presto i nodi arriveranno al pettine. Sarà crisi ed in quel momento si scopriranno le carte. Si vedrà chi, anche tra il Pdl, vuole andare al voto e chi vuole prima cambiare la legge elettorale garantendosi per qualche altro mese lo “stipendio” da parlamentare .

Non sò quante possibilità ci siano, al momento, per un governo alternativo che metta mano al sistema elettorale. Vedremo con il passare del tempo quanti si aggregheranno a Futuro e Libertà e quanti rimarranno fedeli al Premier.

L’ipotesi piu concreta è che si vada ad elezioni anticipate subito dopo la caduta del Governo. In quel caso, molto probabilmente, avremo tre poli contrapposti. Berlusconi e Bossi, Fini-Casini-Rutelli e Lombardo ed il CentroSinistra.

I sondaggi danno Berlusconi ancora vincente, con una maggioranza alla Camera e forse anche al Senato. Sapete cosa comporterebbe uno scenario di questo tipo? Sarebbe la vittoria finale, il match point, il punto decisivo e definitivo per trasformare la Repubblica Italiana in una Repubblica Berlusconiana.

Il perche ve lo spiego subito. Nel caso Berlusconi vinca le elezioni anticipate del 2011 è automatico che la sua maggioranza eleggerà il prossimo Capo dello Stato, in scadenza nel 2013. Il Presidente della Repubblica nomina 5 dei 15 giudici della Corte Costituzionale.

Sino ad oggi  la Presidenza della Repubblica e la Corte hanno piu volte respinto le assurde proposte approvate dalle varie maggioranze di Centrodestra. Ne potrei elencare tante ma non lo faccio per carità di patria.

E’ chiaro quindi che in caso di vittoria nel 2011, entro pochi anni sia la Presidenza della Repubblica sia la Corte sarebbero orientate verso il populismo di Berlusconi e Bossi, pronti a firmare ed approvare qualsiasi legge populista il Parlamento deliberi. Sarebbe la fine della Repubblica per come la si è vista dalla fine del Fascismo ad oggi. Nascerebbe qualcos’altro. E non sarebbe a mio avviso qualcosa di buono.

Si sta quindi per celebrare la Battaglia Finale tra due mondi, quello di Berlusconi e Bossi e quello delle forze che credono nella libertà di stampa e nel rispetto dell’avversario. Chi vincerà? Quale sarà il ruolo di Beppe Grillo, quali le alleanze? Candido seguirà passo per passo l’evolversi della situazione. Sino all’epilogo, anche se sarà quello piu temuto. Lo faremo analizzando le strategie prossime venture, le posizioni dei vari partiti e le mosse dei leader, coadiuvati da sondaggi ed articoli di vari siti di informazione.

Stay tuned….

Sondaggio, chi voteresti oggi?


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Berlusconi e Fini hanno rotto. Rutelli e Casini si avvicinano, Grillo è sempre piu forte. Il PD è nuovamente lacerato da divisioni interne. Vendola cresce su tutti i sondaggi. E tu? Cosa voteresti se domani ci fossero le elezioni politiche?

Poll: Chi voteresti oggi

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