Francia, Front National in testa in molte regioni


Marion-Marine-Le-Pen-700x357

Marine e Marion Le Pen, le trionfatrici di questa tornata elettorale regionale, in Francia. In testa in 6 regioni su 13, il secondo turno di domenica prossima sarà decisivo:

(il Post) Il Front National (FN), partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen, ha vinto il primo turno di elezioni regionali in Francia, arrivando primo in sei regioni su tredici. Les Républicains (LR, nuovo nome del partito UMP di Nicolas Sarkozy) è in testa in quattro regioni e il Partito Socialista (PS), quello del presidente François Hollande, ha vinto per ora in sole due regioni metropolitane, mentre in Corsica è in vantaggio una lista di sinistra. A livello nazionale, a dati quasi definitivi, il FN si è confermato il primo partito del paese, come alle scorse europee, ottenendo il 27,96 per cento dei voti; le listeUnion de la Droite (coalizione della destra che comprende LR e altri partiti) sono al secondo posto con il 26,89 per cento e le liste Union de la Gauche (coalizione di sinistra con il PS e altri partiti) sono al terzo posto con il 23,33 per cento.

La netta affermazione del Front National è preoccupante ma alla fin fine sono gli elettori che decidono. Marine non è Jan Marie. Forse l’Europa deve vedere una grande Nazione in mano ai populisti per potersi vaccinare definitivamente. Se loro devono vincere, che vincano. Oggi le regionali, domani l’Eliseo. E poi però dovranno governare. Se ci riusciranno. In definitiva più che loro c’è da temere chi arriverà dopo di loro, quando inevitabilmente falliranno.

Quel che non sopporto più è il motto ‘dobbiamo impedire di farli vincere a tutti i costi’. Sinistra e Destra di governo cosa hanno fatto negli ultimi vent’anni? In cosa si sono distinte l’una dall’altra? Sfumature a parte c’è poca differenza tra Blair e Cameron, Merkel e la Spd, le leggi varate da Renzi e quelle presenti nel programma di forza Italia. Quella scusa non funziona più. Se volete evitare vincano i populisti proponente programmi progressisti e non i soliti spauracchi.

Europee, vinceranno gli euroscettici? Scenari dei singoli Paesi al voto


Il Post fa una breve analisi degli scenari politici dei singoli Paesi Europei. Potete trovarla qui. Di seguito riporto le Nazioni principali. Intanto in Olanda, dove si è già votato, i risultati danno gli euroscettici in calo. Chissà se tale tendenza sarà confermata domenica sera oppure se, come sembra, le formazioni critiche verso l’UE otterranno una grande affermazione? Occhio a UKiP in Gran Bretagna, FN in Francia, Diritto e Giustizia in Polonia, Alba Dorata in Grecia e M5S in Italia.

Francia

Il Fronte Nazionale (FN) di Marine Le Pen, partito nazionalista di destra, secondo alcuni sondaggi potrebbe superare l’Unione per un Movimento Popolare di centrodestra, diventando primo partito. Il Partito Socialista, quello del presidente François Hollande, è in forte crisi di consensi e si potrebbe fermare sotto al 20 per cento. Una forte affermazione dell’antieuropeista FN potrebbe avere conseguenze importanti per gli equilibri all’interno del nuovo Parlamento europeo, cosa che non piace né ai socialisti né ai popolari.
La Francia elegge 74 eurodeputati.

Germania

Il cancelliere tedesco Angela Merkel continua ad avere una buona popolarità in Germania, cosa che dovrebbe aiutare l’Unione Cristiano Democratica a restare primo partito, con molti punti di vantaggio sui socialisti dell’SPD. Secondo i sondaggi come terzo partito si dovrebbe confermare quello dei Verdi, mentre è dato in lieve crescita il partito di sinistra Die Linke, che sostiene la candidatura di Alexis Tsipras. Da tenere d’occhio, tra i partiti minori, c’è Alternativa per la Germania: conservatore e molto antieuropeo.
La Germania elegge 96 eurodeputati.

Grecia

Anche se a fatica, il paese inizia a uscire dalla profonda crisi economica iniziata nel 2008 e che ha portato lo stato a un passo dal completo fallimento. I partiti che dovrebbero ottenere più voti sono la Coalizione della Sinistra Radicale (SYRYZA) e Nuova Democrazia, conservatore di centrodestra. Per SYRYZA – la coalizione guidata da Alexis Tsipras – sarebbe un’importante vittoria, considerato che alle precedenti Europee si era fermato al 4,6 per cento ottenendo un solo seggio. POTAMI (“Il Fiume”) potrebbe diventare terzo partito, un risultato con pochi precedenti, considerato che la sua fondazione da parte del giornalista Stavros Theodorakis risale a marzo scorso. Alba Dorata, il partito di estrema destra nazionalista ha condotto una campagna duramente euroscettica: potrebbe essere quarto partito con poco meno del 10 per cento. Il PASOK, il partito socialista greco, si presenta insieme ad altri alleati minori in una coalizione che si chiama l’Ulivo: anche loro sono dati sotto il 10 per cento.
La Grecia elegge 21 eurodeputati.

Polonia

I sondaggi più recenti danno favoriti i partiti Diritto e Giustizia, di destra ed euroscettico, e Piattaforma Civica, di centrodestra tradizionalmente europeista e al governo con il Partito Popolare Polacco. Da tenere d’occhio, più che altro per capire l’orientamento sul tema degli elettori, c’è la coalizione di centrosinistra Europa Plus, di recente formazione e a sostegno dell’ingresso della Polonia nell’area dell’euro entro il 2019, argomento dibattuto da tempo nel paese.
La Polonia elegge 51 eurodeputati.

Regno Unito

Le Europee nel Regno Unito coincideranno con le amministrative in Inghilterra e in Irlanda del Nord, e per questo motivo parte della campagna elettorale per il Parlamento europeo si è sovrapposta a quella sui temi locali. Si sono candidati 39 partiti, ma secondo i sondaggi la maggior parte dei voti si concentreranno solo su un numero limitato di questi. I tre principali contendenti sono il Partito Conservatore, al governo con i Liberal Democratici, il Partito Laburista e il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (UKIP). Quest’ultimo esiste dal 1993, è nato dalla scissione di un gruppo di conservatori e promuove il ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea. Il Partito Conservatore è in diretta concorrenza con l’UKIP, e ha dovuto rivedere in parte le sue posizioni sull’Europa per evitare di perdere consensi a favore dell’altro partito marcatamente euroscettico. I Laburisti hanno faticato a trovare una linea efficace da tenere durante la campagna elettorale.
Il Regno Unito elegge 73 eurodeputati.

Spagna

La sfida sarà soprattutto tra i due partiti più grandi, il Partito Popolare di centrodestra, al governo con Mariano Rajoy, e il Partito Socialista Operaio Spagnolo, all’opposizione e dato in ripresa dopo i risultati molto deludenti alle politiche del 2011. La Spagna è ancora alle prese con la crisi economica: anche se ci sono diversi segnali di ripresa, il problema più grande continua a essere l’alto tasso di disoccupazione. Alcuni piccoli e medi partiti di sinistra si sono riuniti in Izquierda Plural, una coalizione che sostiene la candidatura del greco Alexis Tsipras a presidente della Commissione. Le Europee sono considerate un test importante per capire l’aria che tira sul tema dell’indipendentismo della Catalogna: tra i partiti candidati c’è Sinistra Repubblicana di Catalogna, forte sostenitore dell’indipendenza dei paesi catalani.
La Spagna elegge 54 eurodeputati.

Ungheria

Alle Europee parteciperanno otto partiti e Fidesz-Unione Civica Ungherese di centrodestra è dato dai sondaggi come partito favorito. È del resto il primo partito nel paese e ha portato alla vittoria elettorale Viktor Orbán lo scorso aprile, facendogli ottenere un nuovo mandato. Il primo ministro – più volte in questi mesi accusato di autoritarismo – non ha risparmiato in passato dure critiche nei confronti delle politiche economiche dell’UE e del Fondo Monetario Internazionale, contribuendo con la sua propaganda a rendere più diffusi temi e argomenti euroscettici in Ungheria. In questo contesto Jobbik, partito di estrema destra, ha faticato a differenziarsi da Fidesz nella sua campagna contro l’Europa e a favore del nazionalismo. Secondo alcuni sondaggi, Jobbik potrebbe arrivare terzo, dopo il Partito Socialista Ungherese, che non è riuscito a fare un’efficace opposizione a Orbán nella precedente legislatura, pagandone le conseguenze alle elezioni politiche.
L’Ungheria elegge 21 eurodeputati.

Croazia

Per la Croazia sono le seconde elezioni europee nella sua storia: le prime si tennero l’anno scorso, quando è diventata ufficialmente stato membro. Ci sono due coalizioni che dovrebbero ricevere complessivamente circa i due terzi dei voti: quella con a capo l’Unione Democratica Croata di centrodestra e la Coalizione Kukuriku di centrosinistra, che prende il nome da un ristorante vicino a Fiume dove ci fu la prima riunione dei suoi leader 4 anni fa. Se dovesse vincere con un distacco cospicuo, il centrodestra potrebbe chiedere elezioni anticipate al governo di centrosinistra.
La Croazia elegge 11 eurodeputati.

Portogallo

Dopo le grandi difficoltà degli anni passati, in Portogallo iniziano a esserci i primi segnali di ripresa economica, resa possibile da una serie di riforme e di misure di austerità, che però hanno fatto diminuire la fiducia dei cittadini nel governo del primo ministro Pedro Passos Coelho, a capo di una coalizione di centrodestra. I recenti interventi sulle pensioni hanno complicato ulteriormente le cose per il partito di Passos Coelho, il Partito Social Democratico, dato in calo nei sondaggi nella sua Alleanza Portogallo che comprende il Centro Democratico Sociale-Partito Popolare. il Partito Socialista, dato in vantaggio per diverse settimane, ha perso qualche sarà primo partito. La sinistra radicale nel paese non è prettamente euroscettica e ha fatto una campagna elettorale costruttiva, proponendo alternative alle misure di austerità.
Il Portogallo elegge 21 eurodeputati.

Svezia

Il prossimo 14 settembre in Svezia si terranno le elezioni politiche, di conseguenza molti dei temi affrontati durante la campagna elettorale per le Europee si sono sovrapposti a temi nazionali. Il Partito Socialdemocratico all’opposizione è dato favorito dai sondaggi e dovrebbe essere seguito dal Partito Ambientalista i Verdi di centrosinistra e dal Partito della Coalizione Moderata di centrodestra. I Democratici Svedesi, partito nazionalista e di estrema destra, potrebbe superare la soglia di sbarramento ottenendo almeno un seggio al Parlamento europeo.
La Svezia elegge 20 eurodeputati.

 

Oggi le Elezioni Legislative in Francia


In Francia si vota per le elezioni Legislative. Si rinnova la Camera bassa ovvero l’Assemblea Nazionale. Oggi si svolge il primo turno che dovra eleggere tutti i 577 membri. L’altra camera è il Senato, che è già controllato dai partiti di sinistra. Gli eventuali ballottaggi delle elezioni legislative si terranno il 17 giugno.

Il sistema elettorale francese è il doppio turno di collegio. Da il Post una sistesi del sistema:
Ognuna delle 577 circoscrizioni eleggerà il suo deputato all’Assemblea nazionale in base a un sistema uninominale. Vince al primo turno solo il candidato che ottiene il 50 per cento più uno dei voti complessivi e il 25 per cento dei voti degli elettori registrati. Qualora una di queste due varianti non si dovesse verificare, si tiene un ballottaggio che però può includere anche più di due candidati (anche se è un caso molto raro). Infatti, accedono al secondo turno tutti i candidati che hanno avuto più del 12,5 per cento delle preferenze degli elettori registrati. Al ballottaggio, poi, chi prende più voti tra questi vince il seggio.

Il Partito Socialista di Hollande, alleato a due piccoli partiti di Sinistra (I radicali ed i Verdi) punta ad avere la maggioranza assoluta (289 seggi) ma l’0biettivo appare difficile e quindi probabilmente avrà necessità di accordi con il Fronte della Sinistra di Jean-Luc Mélenchon. L’UMP, partito dell’ex Presidente Sarkozy, è dilaniato dalle divisioni ma punta ad essere la prima formazione politica in Parlamento. I sondaggi infatti danno il PS al 30% dietro l’UMP, accreditato del 32-33%. I partiti della Gauche vengono comunque dati come favoriti con una maggioranza totale che si aggira tra i 290 ed il 340 seggi.

Il Front National, pur avendo consensi vicini al 12-15%, difficilmente otterrà piu di 3-5 seggi.

Gia questa sera avremo comunque un quadra abbastanza chiaro di quale maggioranza avranno Francois Hollande ed il Premier Jean-Marc Ayrault per i prossimi cinque anni.