#PreseraleStory: una sfida appassionate tra #Rai1 e #Canale5


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Conto alla rovescia è il nuovo arrivato nella fascia preserale di Canale5. Il game condotto da Gerry Scotti, nel quale alcuni concorrenti devono rispondere a varie domande di cultura generale, fornisce lo spunto per ripercorrere brevemente la storia del Preserale in TV degli ultimi trentanni, una vera sfida appassionante tra Rai1 e Canale5.

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 è stata l’ammiraglia del Biscione a farla da padrone. Il Gioco dei 9, Ok il prezzo è giusto e la Ruota della Fortuna hanno caratterizzato il successo Fininvest di quei periodi.

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Dal 1991 al 1994 Mike Bongiorno è stato il vincitore assoluto della fascia oraria precedente il Telegiornale della sera. L’esordio della ‘diretta’ su Canale5, con il successo del nuovo TG diretto da Enrico Mentana, si deve anche al potente traino lasciato in dote proprio da ‘La Ruota’ di Mike. Vani furono alcuni tentativi di Rai1, si ricordano Ci Siamo con Gigi Sabani e Grazie Mille con Nino Frassica. Grandi ascolti quindi per il Re del Quiz, il cui mito sarà infranto, qualche anno dopo, solo da un altro mostro sacro della Tv, Pippo Baudo.

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Il presentatore siciliano, allora direttore artistico della RAI, progettò assieme ad altri autori un quiz nuovo che prese spunto anche da show del passato. Nacque così Luna Park.

Il programma aveva la particolarità di una conduzione diversa per ogni giorno della settimana. A condurlo le stelle della Tv di Stato di allora. Fabrizio Frizzi, Rosanna Lambertucci, Mara Venier, Milly Carlucci e lo stesso Pippo Baudo. Fu un successo travolgente, Bongiorno e la sua Ruota vennero sconfitti a più riprese, tanto da spingere i vertici Mediaset a cambiare collocazione e rete al programma.

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La stagione 1996-97 segnò la rivincita di Canale5. L’addio di Baudo e Bonolis dalla Rai indebolì la Tv di Stato. E proprio Bonolis, con la consulenza di Corrado e di altri autori, darà il colpo finale al Luna Park ormai orfano di Baudo. Con Tira e Molla, ricco di giochi e divertimenti condotto dal presentatore romano, Canale 5 dominò il preserale vincendo la sfida e mandando in soffitta il programma concorrente della Rai, il quale aveva imbarcato Anna Falchi, Giancarlo Magalli e Carlo Conti tra i conduttori. Il successo si ripeté anche l’anno successivo. Tira e Molla batté il nuovo game-show Colorado, dapprima affidato alla stella nascente Alessandro Greco e poi preso in corsa da Carlo Conti. Flop di ascolti per Rai1 e programma cancellato.

Il nuovo successo per la rete ammiraglia della Rai arrivò l’anno seguente. La stagione 1998-99 vide Rai1 stravincere con il nuovo programma In bocca al Lupo. Regia di Joselyn, conduzione di Carlo Conti.

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Un grande successo che travolse Fiorello ed il suo Superboll, su Canale5 tanto da portare alla cancellazione del programma ed al lancio di quel Passaparola che, presentato da Gerry Scotti e poi da Claudio Lippi, avrebbe tenuto compagnia ai telespettatori per molti anni.

Su Rai1, dopo il successo di In Bocca al Lupo, andato in onda per due stagioni, ad ottobre 2000 arrivò Quiz Show, un game condotto da Amadeus, molto simile a Chi vuol essere miliardario, programma in onda dal maggio precedente su Canale 5 in alternanza con Passaparola. Quiz show vinse la sfida del preserale per una stagione e mezza ma fu chiuso per problemi di diritti televisivi a gennaio 2002.

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Dalla stagione 2002-2003 sempre su Rai arrivò quello che è il programma leader ancora oggi: L’Eredità. Prima con Amadeus, poi con Carlo Conti e con il compianto Fabrizio Frizzi, oggi con Flavio Insinna, l’Eredità batté quotidianamente il competitor di Canale 5, garantendo a Rai1, il primato della fascia oraria.

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Se Rai1, negli ultimi 16 anni, ha trovato stabilità nel format, Canale5, anche per via di ascolti non sempre soddisfacenti, ha continuato a sperimentare. A Passaparola ed il Milionario di Scotti, alternatisi sino al 2006, sono seguiti molti game.

Amadeus ha proposto Formula Segreta ed 1 contro 100, senza grande successo. Bonolis ha provato con Fattore C, con scarsa rilevanza e poi nel 2011 con Avanti un altro, show che invece ha avuto un buon riscontro nel pubblico e seppur battuto da L’Eredità, ha saputo conquistarsi un posto nella fascia preserale, alternandosi con altri programmi. Gerry Scotti ha poi condotto 50 e 50, La Stangata e The Money Drop.

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Dal 2012 la coppia Bonolis-Scotti ha proposto, in alternanza e con un buon gradimento, Avanti un altro e Caduta Libera. Ai quali si è aggiunto nelle ultime stagioni, The Wall, sempre condotto da Scotti. Proprio Caduta Libera ha ridotto molto le distanze dal competitor di Rai1. E’ di questi ultimi giorni il nuovo arrivato, sempre in casa Mediaset e sempre guidato da Gerry Scotti, Conto alla rovescia.

Chi la spunterà a fine stagione?

La Storia della TV: anno 2000


Il nuovo numero della rubrica “Storia della TV” è dedicato all’anno 2000. Cifra tonda, fondamentale per la tv italiana.

Sconfitto il pericolo Millennium Bug, l’anno televisivo italiano iniziava con due produzioni ancora oggi in onda. Il 7 gennaio, su Rai1, faceva il suo esordio Don Matteo. La serie prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e con protagonista Terence Hill nei panni di un parroco di provincia impegnato a risolvere delitti e crimini è da subito un grande successo. Prodotto ancora ai nostri giorni, dopo 246 episodi, avrà una dodicesima edizione nel 2020.

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Mediaset rispose con un programma cult, C’è Posta per te. In onda dal 12 gennaio, lo show condotto da Maria De Filippi è diventato negli anni una vera e propria corazzata mediatica, capace di distruggere qualunque produzione concorrente. Lo sa bene la Rai, che oramai ha quasi abdicato al ruolo di regina del sabato sera autunno inverno. I diritti del format del programma, ideato in Italia da Maria De Filippi, sono stati acquisiti anche da altri paesi per realizzare delle edizioni locali della trasmissione.

Tornando alla fiction, Rai e Mediaset proseguirono la sfida con due produzioni di grande successo pur se dello stesso genere. Distretto di Polizia e La Squadra. Ambedue nati nel 2000, il primo, ambientato a Roma, ha avuto ben 11 stagioni. Il secondo, girato a Napoli, è stato prodotto sino al 2007.

Il duello tra i due colossi televisivi italiani non ha risparmiato il ‘sacro’. Nel 2000 infatti furono girate ben due fiction su Padre Pio. Mediaset si affidò a Sergio Castellitto, Rai preferì Michele Placido. Due sceneggiati di grande successo nell’anno successivo alla beatificazione del presbiterio italiano.

In TV, oltre al filone consolidato delle fiction, si sono avuti anche degli esperimenti interessanti. Uno su tutti fu Libero, il programma di scherzi telefonici di Rai2, ideato da Giovanni Benincasa e condotto per alcune stagioni da Teo Mammuccari. Buoni ascolti, diventato presto ‘cult’ tra i giovanissimi, ha favorito l’impennata nella carriera del conduttore romano. Prodotto sino al 2007. Sempre su Rai2, nello stesso anno, nasceva Stracult, un programma di cinema che analizzava appunto i cult movie del cinema popolare e che viene trasmesso ancora oggi. Una bella passerella per il grande schermo ‘minore’ e per tanti attori malvisti inizialmente e poi rivalutati.

Se spostiamo il mirino sulle serie tv non si può non citare Dawson’s Creek, il nuovo teen drama “figlio di Beverly Hills” e che faceva il suo esordio ‘in chiaro’, in Italia, a gennaio. Sei stagioni, 128 episodi, per un telefilm adolescenziale che ha lasciato il segno. Così come, per certi versi, ha fatto anche Sex and the City, trasmesso per la prima volta nel nostro Paese proprio nel 2000 e che ha contribuito ad un rinnovamento narrativo nella serialità americana ‘al femminile’, proseguita poi con Desperate Housewife ed altre produzioni di genere.

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Capitolo Cinema. La 72ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, il 26 marzo 2000, certificava il trionfo di American Beauty, il dramma diretto da Sam Mendes si aggiudicava, tra gli altri, i premi come miglior Film, miglior regia e miglior attore protagonista, quel Kevin Spacey magistrale nel ruolo di un ossessionato Lester Burnham e che anni dopo vivrà sulla propria pelle uno scandalo devastante.

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Due film campioni di incassi dell’anno furono Il Gladiatore, il colossal  storico che ha consacrato il già noto Russell Crowe ed X-men, diretto da Bryan Singer, che contribuì a rafforzare il genere Cinecomics, poi esplosi a fine decennio con le produzioni Marvel.

In Italia segnalo il bel film di Marco Tullio Giordana, i Cento Passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, giornalista ed attivista impegnato nella lotta alla mafia.

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E mentre la Lazio vinceva il suo secondo scudetto della Storia, su Canale5, il 22 maggio, veniva trasmesso per la prima volta un nuovo format poi diventato di culto. Chi vuol essere Miliardario. Gerry Scotti si apprestava a condurre la la versione italiana del format inglese Who Wants To Be a Millionaire? Tredici edizioni, l’ultima, celebrativa, proprio qualche mese fa.

Il 2000 nella musica può essere riassunto in una parola. Anastacia. L’esordio bomba della cantautrice statunitense fu di quell’anno. I’m Outta Love, uscito ad inizio 2000 in Usa e poi arrivato in primavera anche in Europa. Milioni di copie vendute, hit dell’anno in testa per settimane in molte classifiche nazionali, il brano ha consacrato l’artista americana nel mondo.

Qui di seguito la classifica dei brani più venduti in Italia nell’anno 2000:

I'm outta love - Anastacia [#1, 2000/01]
Freestyler - Bomfunk MC's [#1, 2000/01]
It's my life - Bon Jovi [#1]
Move your body - Eiffel 65 [#1, 1999/00]
Vamos a bailar - Paola e Chiara [#1]
Too much of Heaven - Eiffel 65 [#1]
Music - Madonna [#1, 2000/01]
Sex bomb - Tom Jones & Mousse T [#1, 1999/00]
American pie - Madonna [#1]
Lady (hear me tonight) - Modjo [#1, 2000/01]

Tornando al piccolo schermo, nell’anno della creazione del dipartimento Teche della Rai, sempre nella azienda di Viale Mazzini, Pippo Baudo conduceva Novecento. Il programma era nato dal successo di Giorno dopo Giorno, quiz di Rai3 che aveva segnato il ritorno in Rai di Baudo dopo la parentesi Mediaset di fine anni 90.

La trasmissione raccontava fatti e personaggi italiani del novecento alla presenza di testimoni e storici. La formula prevede un talk-show condotto da Baudo e la partecipazione di due coppie del mondo dello spettacolo e della cultura che si sfidano in un quiz relativo ai temi della trasmissione

(Wikipedia)

Uno spettacolo gradevole, come solo Pippo Baudo sapeva fare e che ebbe una buona affermazione sulla terza rete, palcoscenico insolito per il conduttore siciliano e per il genere proposto. Ho così tanto apprezzato il programma da aver scelto lo stesso titolo per la rubrica sulla storia del programmi televisivi italiani, Novecento appunto.

Sul fronte sportivo, oltre al successo della Lazio in campo nazionale, la Francia vinse gli Europei di calcio grazie ad un golden goal di Trezeguet proprio sull’Italia di Zoff. Fortemente criticato da Berlusconi, il commissario tecnico lasciò l’incarico. In Formula Uno, Michael Schumacher riportò, dopo 21 anni, il titolo piloti in casa Ferrari.

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L’autunno, negli Stati Uniti, fu segnato da una delle elezioni presidenziali più incerte di sempre, che avrebbe poi visto prevalere di pochissimi voti il governatore George Bush su il vicepresidente uscente Al Gore. In Italia invece su fu un autunno ‘culinario’. Nel mezzogiorno di Rai1 arrivava infatti Antonella Clerici con la prima edizione del fortunatissimo La Prova del cuoco. Anche la Rai sceglieva il cooking show, di lì a poco tutta la tv ne sarebbe stata contagiata.

Menzione ‘culturale’ per Ulisseil piacere della scoperta, è del 2000 la prima puntata, dedicata agli Etruschi, del programma televisivo documentaristico ideato da Piero Angela ed Alberto Angela, e condotto da quest’ultimo. 19 edizioni, più di 200 puntate e soprattutto la promozione su Rai1 di quest’anno con un buon riscontro di pubblico. Segno che la qualità e la cultura pagano, anche in prima serata.

L’ultimo anno del XX secolo si concluse con ascolti record per un nuovo genere di programma. Il reality show. A settembre, su Canale5, prese il via il Grande Fratello, basato sul format olandese Big Brother, generato anche dal clamore che scaturì dal film The Truman Show, il reality per eccellenza ebbe un grosso successo in Europa e soprattutto in Italia. 16 milioni di spettatori videro l’ultima puntata del dicembre 2000.

Spiare le reazioni di ragazzi sconosciuti chiusi assieme in una casa fu un gran colpo di genio degli olandesi e soprattutto ha generato un filone televisivo oramai predominante. Assieme ai talent, i reality hanno davvero cambiato la televisione, contribuendo a mandare in pensione il genere di spettacolo di varietà che per tanti anni ha caratterizzato il nostro piccolo schermo. Una evoluzione del linguaggio tv che è forse più una involuzione, una perdita di qualità in cambio di ‘vicinanza’ alla gente comune. Il famoso quarto d’ora di notorietà di Andy Warhol che diventa un vero e proprio modo di fare televisione. E chissà con quali altre e temibili evoluzioni future.

NovecentoTV: #Festivalbar, l’estate in musica!


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Siamo in piena estate e nelle radio scorrono i classici ‘tormentoni’, i brani più ‘gettonati‘. Non molti sapranno che il termine ‘gettonato’ deriva da un programma tv, una trasmissione storica che, ahimè, manca da qualche anno sul piccolo schermo. Sto parlando del FESTIVALBAR!

Il concorso canoro ideato da Vittorio Salvetti nel 1964 fu concepito come una gara tra le canzone dell’estate, la misurazione delle preferenze del pubblico veniva effettuata tramite gli ascolti rilevati dai gloriosi Jukebox, diffusi nei bar di tutto il belpaese. Da lì il nome ‘festival-bar’. Ad ogni jukebox era applicato un contatore che segnalava quante volte un brano veniva suonato. A fine estate veniva effettuato il conteggio delle preferenze, delle cosiddette ‘gettonature’ (visto che l’apparecchio faceva partire i brani tramite l’immissione di un gettone) e veniva decretato il vincitore. Solo la serata finale veniva trasmessa in TV, su Rai2. La location ‘storica’ è stata per anni l’Arena di Verona.

Il Festivalbar è anche altro, ovviamente. Gli anni ’60 e ’70 scorrono veloci ed il rilancio avviene con il passaggio della kermesse alla Fininvest. Con l’arrivo a Canale 5 prima ed Italia1 poi, viene modificato il regolamento, piegandolo maggiormente alle esigenze degli sponsor e quindi la kermesse, diventato un festival itinerante nelle piazze d’Italia, premia i brani con maggiore passaggio nelle radio e nelle tv ed in base alle vendite.

Gli anni ’80 e ’90 segnano il grande successo del Festivalbar, dando popolarità a molti cantanti e lanciando conduttori come Amadeus, Fiorello, Gerry Scotti, Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker.

Il primo vincitore è stato Bobby Solo con Credi in me, 1964. Gli ultimi i Negramaro con Parlami d’amore, 2007. In mezzo Perdono di Caterina Caselli, Stasera mi butto di Rocky Roberts, Acqua Azzurra, Acqua Chiara di Battisti, Piccolo Uomo di Mia Martini, Ti Amo di Umberto Tozzi, Non sono una signora di Loredana Bertè, l’Estate sta finendo dei Righeira, Ti pretendo di Raf , Mare Mare di Luca Carboni e tanti altri.

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Oggi, in estate, ci sono i Music Award di Rai1 o i Battiti Live ripresi da Italia 1 ma 12 anni senza il Festivalbar sono sinceramente troppi. A quando un revival?

TV: Ti lascio una canzone


Oggi vorrei parlare della trasmissione televisiva di Rai Uno “Ti lascio una Canzone“. Show del sabato sera condotto da Antonella Clerici e terminato proprio ieri con un ascolto notevole, tanto da battere la corazzata di Gerry Scotti, la pluripremiata Corrida di Canale 5.

Ho avuto occasione di seguire questo programma e l’ho trovato molto carino. Sembra ricalcare gli spettacoli degli anni ’90, evitando la commistione tra reality e volgarità che tanto imperversa nei varietà odierni. Per di più la presenza di bambini e ragazzi, che si affrontano in una gara canora sulle canzoni del passato, riesce a rendere maggiormente simpatica tutta la trasmissione. La gara infatti non rispecchia affatto i talent Show piu gettonati, mi riferisco in particolare ad Amici, dove i concorrenti sono veri e propri avversari, con annesse polemiche velenose che tanto piacciono agli Italiani ma che appesantiscono notevolmente il programma. In “Ti lascio una Canzone” i ragazzi ed i bambini, forse per la loro età o forse proprio per la diversità della trasmissione, sono piu legati, sembrano una squadra che lotta insieme e che non da spazio al lato negativo della rivalità. Complimenti agli autori, sono riusciti a mescolare bene tutti gli ingredienti producendo un piccolo capolavoro televisivo.

Peraltro notavo che in questo 2008 sono già due gli Show di successo basati sulla musica, “I Migliori Anni” di Carlo Conti aveva infatti ottenuto ascolti molto buoni. Sarà che non “ci resta che cantare”?

RAI UNO ora ascolto
TI LASCIO UNA CANZONE..(21.31) 5.762
LA CORRIDA………………….(21.21) 4.778