Addio a Giorgio Bocca


«Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c’erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi»

Uno degli ultimi grandi giornalisti del Novecento. Addio a Giorgio Bocca.

NELL’ITALIA liberata prima ci disarmarono, parlo di noi partigiani, e poi ci chiesero di tenere in qualche modo in piedi la baracca dello Stato. A me, che avevo comandato una divisione di Giustizia e Libertà, offrirono, a scelta, un posto da vicequestore o da sindaco. Dissi che preferivo un posto da giornalista a GL, l’edizione torinese di Italia Libera, il quotidiano del Partito d’Azione a Torino”

“Il mestiere del giornalista è molte cose che si imparano: scrivere chiaro e in fretta, avere capacità di sintesi, non perdersi nei dubbi e nelle esitazioni, ma anche essere colto, aperto al mondo e alle sue lezioni, capace di emozioni, di solidarietà umana”

Nel video qui di seguito una delle ultime interviste televisive di Bocca

La Biblioteca di Candido: “E’ la stampa, bellezza”


Edizione: Feltrinelli

Sto leggendo in questi giorni un interessante Libro di Giorgio Bocca. “E’ la Stampa, Bellezza“. Uscito alla fine del 2008, nel saggio il giornalista analizza la storia del nostro paese dal dopoguerra all’Italia di oggi, ripercorrendo anche la nascita di “Repubblica”. Molto significativi i capitoli su Berlusconi e Bossi.

No B Day, gli interventi


L’ultimo regalo di Corradino Mineo, direttore “in rimozione” di RaiNews24. Alcuni estratti dal No B Day, tratti anche da YouDem.

INTERVENTO DI SALVATORE BORSELLINO

L’intervento di Ascanio Celestini

Giorgio Bocca

 

 Margherita Hack

INTERVENTO GIORNALISTA FINLANDESE LIISA LIIMATAINEN

MARIO MONICELLI

FIORELLA MANNOIA