Oggi ‘quel che resta del PD’ elegge Epifani segretario


Oggi si riunisce quel che resta del PD. Guglielmo Epifani, ex socialista, sarà eletto segretario ‘traghettatore’ verso il congresso di ottobre. Il partito è dilaniato da fazioni, correnti e faide. Politicamente distrutto, in piena crisi di subalternità al PDL, crisi evidente anche nella struttura del Governo Letta e nell’agenda ‘politica’ dettata ancora una volta da Berlusconi, il Partito Democratico cerca una strategia di sopravvivenza, dopo averle sbagliate tutte negli ultimi quattro mesi. Renzi, silente, guarda al futuro. Quale futuro poi non è dato sapere. I sondaggi danno il PD al 22% mentre il PDL veleggia verso il 30.

Fuori dal ‘palazzo’ sono attesi migliaia di contestatori, elettori e giovani militani democratici infuriati con la dirigenza e contrari al governissimo con il CentroDestra. Nello stesso giorno Berlusconi manifesta contro la magistratura, nel silenzio di Letta e Napolitano, i quali evidentemente temono ripercussioni sull’esecutivo e quindi tacciono.

Pomeriggio, sempre a Roma, si riunisce la Sinistra. Speranze per la costruzione di un soggetto politico progressista. Se ne sono viste tanti di iniziative del genere. Speriamo questa sia la volta buona.

Il PD verso una alleanza con l’Udc… e nel programma non ci sono cenni ai diritti civili!


«Costringere l’Udc a un patto di governo con noi. Mettendo in gioco tutto. Ma proprio tutto». A cominciare dalla leadership e dallo scenario futuribile sul prossimo presidente della Repubblica

La foto di Vasto, che riuniva in una stretta di mano molto criticata Bersani, Vendola e Di Pietro, deve per forza essere stracciata o perlomeno scattata di nuovo con l’ aggiunta di un nuovo convitato. Il segretario del Pd è pronto a rilanciare un’offensiva in grande stile per l’alleanza «tra moderati e progressisti». Se c’è bisogno di un segnale, secondo il lettiano Francesco Boccia, «si può lasciare per strada o l’Idv o Sel, dipende chi sarà più vicino al progetto che abbiamo in mente». Ma l’abbraccio con i centristi è indispensabile. E anche Boccia pensa che sul tavolo si debba gettare anche il futuro assetto istituzionale, in parole povere il Quirinale” (Da Repubblica di oggi, ripreso dal sito dei Radicali)

Quando leggo queste cose non riesco a trattenere la rabbia. D’Alema ed i suoi sodali ancora cercano accordi improbabili con l’Udc. Ora si pensa anche ad abbandonare uno tra Idv e Sel pur di far contenti Casini e Buttiglione. Alchimie politiche di difficile comprensione a tutti i cittadini  che tra maggio e giugno sono andati alle urne per premiare De Magistris, Pisapia e la difesa dell’Acqua Pubblica e delle Energia Pulita. A quegli appuntamenti l’Udc NON C’ERA! Come non c’era, in Parlamento, ogni qual volta si è parlato di temi etici, testamento biologico e legge contro l’omofobia in primis. Anzi, in questi casi i centristi hanno votato con Pdl e Lega per respingere tali provvedimenti.

Eppure Bersani, D’Alema e Veltroni continuano, con tattiche diverse, a voler includere l’Udc in una improbabile armata brancaleone con Di Pietro e Vendola oppure, e questo è davvero impensabile, in alternativa alle due formazione di CentroSinistra.

Da qui alcune domande:

Non entra in testa, ai dirigenti Pd, che se una tra Idv e Sel verrà ‘cacciata’ dalla alleanza farà il pieno di voti alle prossime elezioni?

Non entra in testa ai dirigenti Pd che, proprio per questo, Idv e Sel avranno lo stesso destino e nessuna delle due formazioni accetterà l’esclusione dell’altra?

Non ci arrivano proprio? Oppure lo sanno benissimo ed hanno scelto il Terzo Polo invece della NATURALE ALLEANZA con Idv e Sel? Quella alleanza che riscalda i cuori degli elettori di CentroSinistra e di tanti elettori dello stesso PD? Non hanno ancora capito che molti elettori, ed anche tesserati, del Pd non voteranno una alleanza MOSTRO tra i Democratici e l’Udc?

Sono passati due anni dalla elezione di Bersani. Un anno fa, scrivevo quanto segue:

Bersani vorrebbe l’alleanza con l’Udc, chiaramente incompatibile con Vendola e Di Pietro. Eppure ancora si tenta quella strada, che fa perdere voti non solo al Partito Democratico ma anche al partito di Casini. L’unica alleanza possibile è quella del CentroSinistra, non ci vuole molto a capirlo. Ma se il PD ancora non ha un suo programma come puo essere minimamente attraente per l’elettorato?
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Ci si chiede perche i sondaggi diano il Pd al 24-25%. Io mi chiedo come faccia a non scendere sotto il 20%. Un partito che non sa proporsi in nulla, che non sà abbracciare un tema (sia esso etico, sociale, politico) farlo suo e proporlo agli elettori come puo davvero pensare di poter mai risultare credibile?

Sono passati 365 giorni e non ci sono grosse novità. Bersani cerca ancora una convergenza con Casini e tutto il CentroSinistra. (Convergenza impossibile). Il Pd, malgrado lo sfaldamento della maggioranza e la crisi di rigetto verso Berlusconi, non aumenta sensibilmente i suoi voti ed è dato attorno al 26%, piu o meno come un anno fa.

L’unica differenza è che, finalmente, il Partito Democratico ha stilato un suo programma di governo. Lo trovate qui. Molto buone le parti relative a Lavoro e Fisco ma non ci sono cenni ai problemi etici ed ai diritti civili. Niente su Testamento Biologico, Unioni Civili, Fecondazione Assistita. NULLA, neanche una parola!

Una assenza pesante. Se fossi maligno dovrei pensare che questo programma è stato modellato per non urtare i principi morali dell’Udc. Il che sarebbe gravissimo.

Stimo Bersani, apprezzo la sua linea sul Lavoro ma ritengo altrettanto importante una seria politica sui diritti Civili. L’Udc rappresenta il MALE assoluto in quanto a temi come questo e una alleanza con personaggi come Buttiglione, Volontè e Binetti non è moralmente sostenibile.

Se il PD riuscirà nell’insano tentativo di alleanza con i conservatori guidati da Casini , abbandonando per strada Vendola e Di Pietro, per molti elettori democratici non resterà che scegliere qualche altra opzione.

Partito Democratico, un anno di Bersani. Ancora “nessun senso a questa storia”


“Un senso a questa storia”. Era il messaggio della campagna elettorale di Bersani per le primarie.  Ad un anno di distanza risulta ancora difficile trovare un “senso” a questo Pd. Le pagelle del segretario democratico sono sotto la sufficienza.

Si comincia a vedere in giro qualche volto nuovo, è vero. I nodi irrisolti però  restano lì. Le commissioni interne sono ancora impegnate nel dare le linee guida su temi scottanti, sempre strette tra compromessi e litigi. Mediaticamente deludente, il segretario Democratico punta sulla nuova politica delle alleanze, politica ancora non del tutto chiara seppur totalmente diversa da quella “isolazionista” di Veltroni. Bersani vorrebbe l’alleanza con l’Udc, chiaramente incompatibile con Vendola e Di Pietro. Eppure ancora si tenta quella strada, che fa perdere voti non solo al Partito Democratico ma anche al partito di Casini. L’unica alleanza possibile è quella del CentroSinistra, non ci vuole molto a capirlo. Ma se il PD ancora non ha un suo programma come puo essere minimamente attraente per l’elettorato? Come puo essere “azionista di maggioranza” di una coalizione se ancora non sà da dove partire per trovare un accordo?

Un chiaro esempio dell’indecisione è il solito “piede in due staffe” del Partito Democratico sul lavoro. In questo caso per quanto riguarda la manifestazione nazionale della FIOM. Non aderisce, come invece hanno fatto tutti gli altri partiti del centrosinistra, ma partecipa con alcuni suoi esponenti mentre il vicepresidente Letta, assieme all’ala moderata, critica  aspramente l’adesione personale dei suoi colleghi di partito. L’ennesimo segnale della debolezza di un partito ancora senza identità.

Eppure il tempo passa, il centrodestra si sfalda…tutto potrebbe precipitare entro poche settimane e se il PD non si farà trovare pronto, con proposte concrete, con la capacità di essere il perno di una coalizione credibile e con un modo fresco di comunicare, non avrà la minima possibilità di vincere e rischierà davvero di essere complice dell’ascesa di Berlusconi al Quirinale e del definitivo addio alla Repubblica nata dal crollo del Fascismo. Complice si, perche lucidamente incapace di proporre una alternativa valida.

A difesa di Bersani c’è la solita guerra intestina che oppone i duellanti storici Veltroni e D’Alema. Se l’ex ministro degli Esteri aveva logorato lentamente la leadership di Veltroni, ora tocca all’ex Sindaco di Roma il ruolo di sabotatore della segreteria Bersani. I due “Tumori” della Sinistra, Veltroni e D’Alema, continuano ad agire indisturbati. E questo è anche colpa di Bersani che non si smarca definitivamente dal “leader maximo“. Sarebbe il caso di invitare i due a farsi da parte, definitivamente.

Ci si chiede perche i sondaggi diano il Pd al 24-25%. Io mi chiedo come faccia a non scendere sotto il 20%. Un partito che non sa proporsi in nulla, che non sà abbracciare un tema (sia esso etico, sociale, politico) farlo suo e proporlo agli elettori come puo davvero pensare di poter mai risultare credibile?

Oramai al Partito Democratico vengono associati aggettivi come “perdente, sfigato, indeciso”. Perche? Basta sentire qualche dichiarazione di certi dirigenti o notare le timide decisioni sui temi caldi per farsi una idea.

C’è da dire che la Sinistra è in crisi in tutta Europa, incapace di rispondere chiaramente ai nuovi temi degli ultimi anni, temi come immigrazione, sicurezza, povertà. Lo stato della Sinistra italiana però è desolante.

Alcuni dicono che è inutile piangersi addosso, criticando in modo quasi ossessivo. Io credo invece che la critica, se costruttiva e finalizzata ad uno scopo, sia utile ed anzi necessaria.

Non si chiede la luna. Si chiede semplicemente di “fare” politica. Prendere decisioni, proporre soluzioni, saperle comunicare chiaramente, senza troppe distinzioni e controcanti interni, il tutto condito da un po’ di sana e genuina incisività.

Quel che non capisco è perche i dirigenti del PD non lo comprendano. Forse il partito non scenderà mai sotto il 20% e questo basterà per conservare una dirigenza logora e oramai lontana dalla società che dovrebbe invece rappresentare.

Sta di fatto che guardando il PD di oggi c’è da avere paura del futuro….Un partito che non da sicurezza, fiducia e prospettive è un partito morto… tenuto in vita artificialmente solo dagli sforzi quotidiani di centinaia di volontari ed iscritti che passano giornate intere tra volantinaggi, iniziative e circoli, raccogliendo gli sfoghi di numerosi cittadini delusi.. fino a quando qualcuno non staccherà la spina. E dopo cosa ci aspetta?