Crisi economica e politica, “Rassegna stampa”


Crisi finanziaria e manovre politiche, il riassunto di quel che sta accadendo e di cosa probabilmente accadrà in una rassegna stampa da leggere, se volete.

CRISI COVID E RECOVERY PLAN

La recessione di Covid-19 si sta rivelando l’ acceleratore di una deriva che era in corso da un decennio, ma ora avanza a velocità tripla. Il reddito dell’ italiano medio valeva nove decimi dell’ equivalente tedesco all’ innesco della crisi finanziaria globale dodici anni fa[….] Oggi il reddito dell’ italiano medio vale appena sette decimi del corrispettivo tedesco. [….]Quest’ ombra sull’ Europa è ciò che ha spinto ieri Angela Merkel a incalzare tutti i leader perché chiudano l’ accordo sul Recovery Plan. La cancelliera tedesca sa che la Grande divergenza alla lunga diventerebbe una minaccia politica – non solo finanziaria – sull’ intera area euro.A maggior ragione perché non riguarda solo l’ Italia. Sul reddito medio per abitante anche Francia e Spagna avevano già perso terreno sulla Germania dal 2008 e anche per loro il Covid sta accelerando tendenze ormai radicate.

fonte: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/gualtieri-oggi-domani-ndash-come-mai-nessuno-parla-poteri-239984.htm

RECOVERY FUND, VERSO UNA RIDUZIONE DEI PRESTITI MA NON DEI SUSSIDI

Come atteso, i leader europei non hanno raggiunto un accordo né su Next Generation Fund, il nuovo pacchetto anticrisi da 750 miliardi di euro, né sul bilancio Ue 2021-2027, tuttavia hanno sdoganato la prospettiva di emettere debito comunitario in una scala mai sperimentata prima, prospettiva negata in radice fino a un paio di mesi fa [….]«Non sottostimare le difficoltà», ha avvertito Michel. I «frugali concentrano il fuoco sull’eccesso, secondo loro, di sovvenzioni a fondo perduto agli stati rispetto ai prestiti. Olanda, Svezia, Danimarca e Austria cui si è aggiunta la Finlandia premono per ridurre le prime a vantaggio dei secondi: 500 miliardi contro 250 è considerato un insulto alla loro morale.[…]Il fronte di Visegrad appare meno coeso degli ultimi tempi: Ungheria e Cechia contestano la ripartizione delle risorse che premia più l’Europa del Sud che l’Europa dell’Est, da giorni Orban parla di «benefici ai ricchi con i soldi dei poveri».[….]Italia e Spagna, e Slovacchia sono ora più vicini agli «ambiziosi». Questi ultimi sono veri sostenitori dei 750 miliardi con al centro il Recovery Fund: per la Germania la proposta von der Leyen «è appropriata».Macron la difende a spada tratta e così Conte e Sanchez, fra i più preoccupati dai traccheggiamenti: «Più tempo perdiamo più la recessione sarà profonda». Vero solo in parte, perché i 750 miliardi saranno utilizzabili dal 2021 (lo ha ricordato Merkel). Per il 2020 sono previsti solo 11,5 miliardi.E non è detto che regga l’idea di far durare il Recovery Fund fino al 2024, troppo per la cancelliera e lo dicono anche i «frugali»[…]Quanto alla entità del fondo Francia e Germania che inizialmente avevano proposto una potenza di fuoco da 500 miliardi (portata a 750 dalla commissione europea), stanno tessendo la trattativa dando disponibilità a ridurre l’ entità complessiva, puntando meno sulle somme a prestito (250 miliardi di euro), ma conservando gran parte dei contributi a fondo perduto (500 miliardi) che sono quelli che più interessano l’ Italia.Con le due esigenze in campo probabilmente all’ Italia toccherà una somma inferiore a quella fino ad oggi ipotizzata e comunque oscillante fra i 130 e i 140 miliardi di euro. Resterebbe però quasi integra la parte di contributi a fondo perduto, vicina agli 80 miliardi di euro, e sono quelli che contano.Grazie anche alla Lagarde i paesi frugali sembrano avere allentato e non di poco le barricate che avevano alzato sui contributi a fondo perduto.[….]

fonte: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/europa-recovery-ndash-soldi-piano-europeo-non-arriveranno-prima-239989.htm

MES SANITARIO (SENZA CONDIZIONI VESSATORIE): L’ITALIA VERSO IL SI

a porta verso l’adesione dell’Italia al Fondo salva Stati (Mes) è sempre più aperta. E non soltanto perché Giuseppe Conte non l’esclude più e i 5Stelle cominciano ad ammorbidirsi, martellati come sono da mesi da Pd, Leu, Italia Viva.Oppure perché i 36 miliardi del Mes dedicati alla riforma e al rilancio del sistema sanitario sono immediatamente disponibili e comportano un risparmio di ben 7 miliardi di spese in interessi. La porta si sta schiudendo in quanto i soldi del Mes sono disponibili quest’anno al pari dei 20 miliardi del Sure per la cassa integrazione, mentre i fondi del recovery fund di cui ha discusso ieri il Consiglio europeo arriveranno solo nel 2021. Tranne una piccola trance, se va bene, di 4-5 miliardi tra novembre e dicembre. […]«Il recovery plan è collegato al prossimo quadro finanziario pluriennale» 2021-2027, «c’è però la possibilità di un anticipo, il cosiddetto bridge: è un modesto anticipo. Ci stiamo ancora lavorando, speriamo possa diventare più consistente» [….]A consigliare prudenza a Conte c’è anche la questione dei mercati finanziari. «E’ ragionevole prendere i 36 miliardi del Mes», dice che ha parlato in queste ore con il premier, «ma una cosa è chiedere il Mes se lo faranno anche Spagna, Portogallo, Grecia etc.Un’altra, è se ti presenti da solo. In questo caso rischieremmo di dare il segnale di essere un Paese alla canna del gas e lo spread potrebbe impennarsi». Dunque, «dovremo fare in modo di aderire assieme ad altri Paesi per evitare tempeste sui mercati».Roberto Gualtieri. Il ministro dell’Economia sottolinea che prendere i fondi del Mes «sarebbe conveniente», in quanto il prestito avverrebbe «con tassi di interesse dello 0,08%, quindi più bassi rispetto all’1,3% a cui siamo abituati e ciò produrrebbe un risparmio sul debito».«Abbiamo ottenuto che l’unica condizione del Mes sia che i soldi siano usati per le spese sanitarie, non ci sono altre condizionalità».

fonte: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/allora-come-siamo-mes-ndash-ormai-nbsp-deciso-conte-prepara-239990.htm

GUALTIERI SUPERMINISTRO CON AMPI POTERI

[….] all’ articolo 4 del decreto 52 del 16 giugno si assegnano al ministro dell’ Economia poteri straordinari – non annunciati, né discussi – di «sequestration» all’ americana («variazione di bilancio e successiva riassegnazione») sull’ intero ammontare degli 80 miliardi di euro degli aumenti di deficit in emergenza varati fino ad oggi nel 2020.Roberto Gualtieri – un ministro dal massimo senso di responsabilità – potrà monitorare e riorientare la spesa senza passare né dal Parlamento né dal Consiglio dei ministri. È un potere senza precedenti in democrazia su somme tanto vaste, palesemente pensato per tamponare falle e rimediare ritardi nella macchina burocratica.[…]

fonte: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/gualtieri-oggi-domani-ndash-come-mai-nessuno-parla-poteri-239984.htm

SE CONTE SUPERA L’ESTATE, MANGIA IL PANETTONE

Per un errore tecnico di conteggio è stato fissato a 149 il numero legale in Senato, quando in realtà doveva essere di 150. Così, dopo che la maggioranza si è salvata per il rotto della cuffia sulla votazione del Dl elezioni, il voto è stato annullato.[…]qualche «sospetto» su come siano andate realmente le cose ce l’ ha: «Con questa votazione hanno cominciato a mandare “messaggi” ben precisi a Conte.Sono in molti sia tra i 5Stelle che tra le fila del Pd a non sopportare più il Premier ed a preferire una fase di «unità nazionale» per il paese e faranno di tutto per non fargli tagliare serenamente il traguardo elettorale di settembre; perché se il premier arrivasse forte all’ election day e Salvini finisse K.o. alle regionali poi diventerà impossibile rispedire “Giuseppi” a fare l’ avvocato di provincia. A maggior ragione se passasse, come appare estremamente probabile, il referendum sul taglio dei parlamentari».[…]Ecco perché per chi punta ad un governo di unità nazionale il prossimo mese di luglio sarà cruciale.

fonte: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ldquo-incidenti-rdquo-senato-non-sono-caso-ndash-conteggio-239987.htm

PD: ZINGARETTI SOSTITUITO DA GORI O BONACCINI?

Esordisce in mattinata il sindaco di Bergamo Gori: «ma vedo molti limiti nella conduzione dell’ attuale Pd e per questo mi piacerebbe più concreto, più coinvolto a promuovere le riforme che servirebbero all’ Italia», la stoccata prima dell’ affondo. «E questa cosa», conclude Gori, «deve anche trovare una nuova leadership».Franceschini stoppa: «Informo volentieri Gori che il segretario con queste caratteristiche l’ abbiamo già – taglia corto Franceschini – e che il mandato di Zingaretti scadrà tra tre anni. Quindi porti pazienza e non apra inutili tensioni in un momento di unità nel partito». [….] arole utili a gettare acqua sul fuoco, ma non a placare gli Zingaretti boys. Già da tempo intenti a tenere a bada fibrillazioni e malumori interni esplosi nonostante la cooptazione della minoranza in segreteria.Innescati, secondo i rumors, anche dalle voci su un possibile rimpasto, che vedrebbe il segretario interessato a entrare nel governo in una posizione di forza, a scapito degli attuali ministri e di altri aspiranti tali […]Ma i malpancisti non demordono. «Anche se il dibattito sulle caratteristiche del leader giusto può sembrare prematuro, il Pd deve tornare a discutere su quale linea politica darsi.[…]
fonte: https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/zinga-sta-cominciando-sudare-conte-rischia-perdere-suo-primo-240022.htm

#Covid19: un caffè al bar? Non sarà più come prima…


Fase 2. Prendere un caffè in un bar, con barriera in plexiglass che separa dal barista e clienti (due al max) distanziati di un metro, con annessa fila chilometrica fuori dal negozio.

Prendere un caffè al bar era una operazione per socializzare con amici/conoscenti o un esercizio da compiere velocemente prima di andare al lavoro. Chi avrà la forza e la volontà di aspettare dieci minuti in fila per bere, in solitudine, un caffè o un cappuccino?

Capite bene che il fatturato dei bar, dopo la riapertura, crollerà miseramente e che questi esercizi commerciali andranno ripensati. (Consegna a casa con un pacchetto offerta tipo 2 capuccini e due brioche a 3 euro, oppure recapito direttamente negli uffici per stock di 5-10 caffè a volta). Al tempo stesso aumenteranno a dismisura gli acquisti di macchinette per il caffè espresso da utilizzare a casa.

Tutto questo sino alla creazione del vaccino, alla successiva diffusione su larga scala e di conseguenza alla estinzione del pericolo. Tempi tecnici, almeno un anno.

Quello del bar è un piccolo esempio per dire che la fase 2 non significa tornare alla normalità. Che commercianti, lavoratori, imprese avranno bisogno di sostegno e sussidi per mesi e mesi, se non per anni. Che tanti settori subiranno crisi pesanti, in alcuni casi fatali ma altri settori avranno balzi in avanti poderosi ed addirittura qualcuno nascerà dal nulla, per le nuove esigenze dovute al periodo.

Prepariamoci ad affrontare la più grande incognita della storia recente dalla fine delle guerre mondiali

Aria di crisi per il governo, si guarda oltre Conte


Il governo Conte è oramai arrivato quasi alla fine del suo mandato. Troppe voci e rumors fan capire come ci si stia preparando ad una nuova fase. Probabilmente la caduta avverrà sul campo economico, sul come gestire il proseguo della crisi. Renzi sarà, quasi sicuramente, quello che ritirerà la fiducia aprendo la crisi.

E successivamente buona parte del centrodestra, i renziani e credo anche il PD, assieme forse a settori sparsi dei cinque stelle, daranno vita ad un ‘governo di salute pubblica’ con tutti dentro che possa varare provvedimenti popolari e graditi ai principali settori sociali e economici.

Un anno di governo che logorerà il PD e darà la possibilità al centrodestra di vincere a mani basse le prossime elezioni.

Non è neanche chiaro con quale sistema elettorale si andrà a votare. Proporzionale? Con quale sbarramento?

Un’ultima cosa. Mentre settori della maggioranza pensano a sabotare il governo, indebolendolo anche in Europa, la gente continua ad ammalarsi ed a morire. Sarebbe opportuno preparare la fase 2 invece di tentare di rovesciare l’esecutivo.

Post-regionali: il Governo cerca la quadra, eventi permettendo


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La settimana post elezioni regionali è passata velocemente, con l’emergenza Coronavirus che ha stravolto anche i piani del Governo, CDM straordinari e decisioni draconiane per evitare l’aumento dei casi di infezione in Italia.

Detto questo è interessante tornare sul risultato delle elezioni, che ha visto prevalere il centrodestra in Calabria ed ha riconsegnato l’Emilia Romagna al CentroSinistra. Un esito non scontato fino alla vigilia del voto, visti i sondaggi che davano la leghista Borgonzoni in vantaggio sul governatore uscente, il democratico Bonaccini.

Conte può tirare un sospiro di sollievo, solo un sospiro però perché, analizzando i dati elettorali si nota chiaramente il tracollo dei Movimento 5 Stelle, arrivato al 4,7% in ER dopo aver avuto risultati superiori al 20-30% in passato. Segno che i pentastellati proseguono nello sfaldamento, già in atto dal 2019. Il Governo, dopo la finanziaria e la ‘pausa elettorale’ sta cercando quindi di trovare energia e temi per ripartire e proseguire il cammino sino al 2023. Un cammino sempre difficile e pieno di ostacoli. Riassumiamoli qui di seguito:

Il referendum sul taglio dei parlamentari, a fine marzo. Risultato scontato. Un cavallo di battaglia dei 5 stelle, abbracciato in extremis anche dalla Lega e che potrebbe quindi rimettere in partita i pentastellati, in caso di affluenza notevole.

Stati Generali dei 5 Stelle, ad inizio aprile. Di Maio, dimessosi la settima scorsa, punta ad arrivare al ‘congresso’ pentastellato forte del successo al Referendum per cercare l’eventuale riconferma come Capo politico. Altri nomi che si fanno sono quelli di Patuanelli, Taverna, Di Battista ma personalmente credo che il ministro degli Esteri abbia molte chance di tornare a sedersi sulla poltrona di leader, probabilmente con una direzione più collegiale. C’è da capire cosa farà dopo. Soprattutto come si relazionerà con il Premier e con il PD.

Congresso PD, da programmare. Anche i Dem andranno a Congresso. Zingaretti, dopo la vittoria in Emilia Romagna, cerca un mandato forte per poter tessere la tela di una alleanza strategica tra PD e ciò che resta dei 5 stelle, cercando un campo più largo possibile per il CentroSinistra. Da vedere cosa ne uscirà fuori.

Elezioni regionali ed alleanze. Non è finita il 26 gennaio. A maggio si vota in tante regioni ed in alcune PD e 5 stelle stanno cercando delle convergenze. Sopratutto in Liguria, dove si tenta l’opzione Sansa. Il Centrodestra rischia di vincere ovunque e quindi è necessario che il Centrosinistra scelga bene candidati ed alleanze. In Puglia ad esempio la candidatura di Emiliano ha spaccato i progressisti, con Italia Viva che correrà da sola assieme a Calenda e Bonino. In Campania l’ingombrante figura di De Luca si frappone ad una alleanza PD 5 Stelle. In Toscana c’è stata polemica su Giani, poco gradito dall’area del segretario. Il sindaco di Pesaro ha invece aperto la giunta ai 5 stelle e questo fa ipotizzare una manovra di avvicinamento per una candidatura ‘giallorossa’ nelle Marche.

Le ‘date importanti’ appena citate si aggiungono all’ordinario ovvero ai tanti temi, alcuni dei quali spinosi, che sono sul piatto in questo periodo ed a cui il governo dovrà necessariamente trovare una risposta. Dalla prescrizione all’ILVA, da Alitalia a Whirpool. Senza contare la gestione dell’emergenza Coronavirus, dalle conseguenze impossibili da prevedere. In primavera poi torneranno ad aumentare gli sbarchi dei migranti ed anche lì c’è da capire se e come saranno modificati i decreti sicurezza, che PD e LeU vogliono cambiare ma che 5 Stelle e Premier non intendono stravolgere.

C’è poi il capitolo dedicato alle “nomine di stato”. Tra marzo e aprile il governo deve procedere al rinnovo dei vertici e dei cda di colossi come Enel, Poste, Eni, Leonardo. Rinviate allo stesso periodo anche le due Authority, Privacy e Agcom. Un ghiotto piattone dove molti vorranno dire la loro.

Il Premier cita spesso l’Agenda2023 come punto di sintesi per la stesura di un programma di legislatura. E’ prioritario, per la sopravvivenza del governo, mettere mano a lavoro e sicurezza sociale, andando oltre i buoni provvedimenti già presi in finanziaria. E’ merito dei giallorossi non aver aumentato l’IVA ed aver anche stanziato fondi per rendere più pesante la busta paga dei lavoratori dipendenti. Non basta. I dati su occupazione e crescita sono preoccupanti. Serve un colpo di reni, Europa permettendo, per investimenti importanti. Non sarà facile trovare la quadra tra i tanti ‘attori’ in scena e la crisi è sempre in agguato. Tra ambizioni renziane e sfaldamenti pentastellati.

Stay tuned

2020: tutti gli ostacoli sul cammino del Governo



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Arrivato ai 100 giorni, con l’approvazione della manovra completata, il Governo non ha potuto usufruire di una tregua natalizia. Proprio la sera di Natale, sono arrivate le dimissioni del ministro dell’Istruzione Fioramonti, dopo il mancato stanziamento di fondi per il suo dicastero. Polemiche tra l’ex ministro ed i membri del suo partito e si vocifera di un possibile gruppo di ‘contiani’ in uscita dai 5 stelle e guidati proprio da Fioramonti.

Mangiato con fatica il panettone quindi, per arrivare alla colomba pasquale, l’esecutivo dovrà superare non pochi ostacoli, molti dei quali decisivi non solo per il proseguo del governo ma per la sopravvivenza della stessa legislatura. Vediamo di fare un riepilogo:

Prescrizione: 5 stelle e resto della maggioranza sono divisi, la riforma dovrebbe entrare in vigore ad inizio gennaio 2020 ma andava accompagnata da una riforma del processo penale. Da una parte i pentastellati spingono per evitare che la prescrizione vanifichi la richiesta di giustizia, dall’altra il centrosinistra vuole evitare che i processi diventino infiniti, lasciando una spada di damocle sui giudicati per chissà quanto tempo. Le posizioni sono lontane ed è essenziale trovare un compromesso.

Ex Ilva e Alitalia: per la società di AncelorMittal si tratta per evitare troppi esuberi, c’è un preaccordo ma il tutto andrà finalizzato nelle prossime settimane. Nulla è ancora certo per il destino della compagnia e dei lavoratori. Su Alitalia è stato concesso un prestito ponte ma anche qui, entro i primi sei mesi del 2020 andrà finalizzata la vendita ad un compratore e quindi la supervisione del governo sarà decisiva.

Ci sono poi da risolvere le questioni inerenti l’Autonomia regionale, dopo i referendum in Lombardia, Veneto e le richieste dell’ Emilia Romagna. Altra grana sarà il caso della nave Gregoretti, con una eventuale autorizzazione a procedere del Parlamento verso l’ex ministro dell’Interno Salvini.

Infine la legge elettorale e la riforma dei regolamenti parlamentari, due percorsi obbligati, in vista anche del probabile referendum sul taglio di deputati e senatori, in programma in primavera e la sentenza della Consulta sulla proposta di referendum contro il proporzionale organizzata dalla Lega.

Appuntamento cruciale sarà il 26 gennaio: le elezioni regionali in Emilia Romagna ed in Calabria. Qualora il PD perdesse la prima, la vita del governo sarebbe appesa ad un filo.

“Il 2019 sarà un anno bellissimo” disse Conte dodici mesi fa e sappiamo tutti come è andata a finire. Il 2020 si apre a tinte fosche per lui e per il nuovo governo. Sapremo presto come si è evolverà lo scenario.



Domani si vota in #Umbria, #Tesei favorita, incognita #giallorossa


sondaggi umbria

Domani si vota in Umbria, un risultato probabilmente già scritto. Basta vedere la tabella qui sopra. La Lega, alle Europee, ha ottenuto più del 38% dei voti. La tabella qui sotto mostra le zone in cui la Lega è arrivata prima:

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Per Bianconi, il candidato civico PD-5 Stelle, è una sfida quasi impossibile. Il dato da tenere presente non è quindi la vittoria del Centrodestra, scontata ma la dimensione della sconfitta della coalizione giallorossa con un occhio in particolare alla performance dei pentastellati.

Risultati immagini per narni 5 stelle pd

Ieri c’erano tutti a Narni, per la chiusura della campagna elettorale. Di Maio ha preteso fosse presente anche il Premier Conte, per ‘addossare’ anche a lui l’eventuale sconfitta. Con una incognita molto grande. Più pesante sarà la debacle grillina, maggiori saranno le probabilità di ripercussioni sul governo centrale.

A domani sera per tirare le somme.

#Conte vara il suo secondo governo, la lista di #ministri


Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte (M5S)
Sottosegretario alla Presidenza – Segretario del Consiglio: Riccardo Fraccaro (M5S)

Ministri senza Portafoglio

Ministro per i Rapporti con il Parlamento: Federico D’Inca (M5S)
Ministro per la Pubblica Amministrazione: Fabiana Dadone (M5S)
Ministro per il Sud: Giuseppe Provenzano (PD)
Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie: Francesco Boccia (PD)
Ministro per gli Affari Europei: Enzo Amendola (PD)
Ministro per la Famiglia: Elena Bonetti (PD)
Ministro per l’Innovazione: Paola Pisano (M5S)
Ministro per lo Sport e la Gioventù: Vincenzo Spadafora (M5S)

Ministri con Portafoglio

Ministro degli Affari esteri e cooperazione internazionale: Luigi Di Maio (M5S)
Ministro degli Interni: Luciana Lamorgese (ind.)
Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S)
Ministro della Difesa: Lorenzo Guerini (PD)
Ministro dell’Economia e delle Finanze: Roberto Gualtieri (PD)
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: Paola de Micheli (PD)
Ministro dell’Ambiente e Tutela Territorio del Mare: Sergio Costa (M5S)
Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Teresa Bellanova (PD)
Ministro dello Sviluppo Economico e delle Politiche Sociali: Stefano Patuanelli (M5S)
Ministro del Lavoro: Nunzia Catalfo (M5S)
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: Lorenzo Fioramonti (M5S)
Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo: Dario Franceschini (PD)
Ministro della Salute: Roberto Speranza (LeU)

Il giuramento del nuovo governo ci sarà domattina alle ore 10, ha annunciato il Segretario Generale del Quirinale, Ugo Zampelli.

#Conte2: le “grane” principali del futuro governo


Rousseau ha detto Sì, ora il governo Conte 2 può nascere. Probabilmente domani sarà diramata la lista dei ministri e salvo psicosi delle ultime ore, sempre possibili, vista la natura instabile dei grillini, si darà il via alla maggioranza giallorossa. Un avvio che presenta tante difficoltà. Qui di seguito ho elencato quelle che secondo me potrebbero essere le principali:

1.Il fattore Renzi
E’ diventato l’azionista di maggioranza del nuovo esecutivo, avendo dato il là, assieme a Beppe Grillo, ad una possibile alleanza pentadem. Fino a quando sosterrà il governo? Le ambizioni dell’ex premier, sulla via della formazione di un suo partito personale, costituiscono la prima grossa mina vagante sulla maggioranza giallorossa.

2.Regionali rischio per il governo
Alcuni analisti e soprattutto molti esponenti dem, parlano di possibili alleanze demogrilline nelle future elezioni amministrative, partendo magari da quelle regionali. Nei prossimi mesi si voterà in Umbria, Calabria, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Veneto, Liguria, Puglia e Campania. Credo sia difficile una alleanza politica locale tra 5 Stelle e PD ed i risultati elettorali di queste regioni (e dei comuni) potrebbero far scricchiolare e di molto la maggioranza.

3. Consensi variabili tra PD e 5 Stelle
I primi sondaggi pre-Conte2 danno i 5 stelle in forte recupero (dal 17 al 21) ed il PD in leggero calo. Come cambieranno i rapporti di forza durante l’esecutivo di Giuseppe Conte? Al PD riuscirà ciò che è riuscito alla Lega, ovvero sottrarre elettori al Movimento? Oppure avverrà il contrario? Una cosa è certa, in caso di crollo di uno dei due partiti, gli scossoni si propagheranno sino a Palazzo Chigi.

4.Immigrazione
Salvini ha monopolizzato il tema per anni e su di esso ha costruito gran parte del proprio consenso. Al primo sbarco di una nave ONG, il leader leghista farà fuoco e fiamme, cercando di mettere in difficoltà il nuovo governo. Ogni cedimento ‘ai migranti’, come ad esempio eventuali revisioni dei decreti sicurezza e la discussione di una nuova legge sulla immigrazione, saranno occasioni per la polemica politica, sempre più alta, come piace all’ex ministro dell’interno.

5. Dossier esteri potenzialmente esplosivi
Uno su tutti la Brexit; che sia ad ottobre, a gennaio o comunque nei mesi successivi, una hard Brexit potrebbe creare una forte turbolenza, non solo finanziaria, in tutta Europa ed il governo italiano dovrà farsi trovare pronto.
La crisi ad Hong Kong non promette nulla di buono. I rapporti tesi tra USA e Cina, quelli tra Turchia ed Iran, il crollo economico in Argentina. Questi gli altri temi spinosi.

6. Recessione europea
La locomotiva tedesca sembra essersi fermata e sull’Europa incombe di nuovo la recessione. L’Italia, già in difficoltà con il debito, è a crescita zero e quindi rischia di pagare caro nei prossimi mesi la turbolenza economica. Il nuovo governo conta di avere margini di manovra più ampi per poter stanziare finanziamenti per innovazione, investimenti e politiche sociali. Vedremo quanto BCE e Commissione Europea concederanno.

7. Di Maio medita vendetta
Luigi Di Maio esce sconfitto da questa crisi. Sconfessato da Grillo. Messo all’angolo da Conte. Con l’immagine ‘ammaccata’ dalla caparbietà con cui ha spinto sino all’ultimo per rimanere a Palazzo Chigi come vicepremier. Senza più la carica di vice presidente del Consiglio, anche se con un ministero ‘di peso’, Di Maio è stato ‘commissariato’ dal Movimento ma resta sempre un ‘capobastone’ con proprie truppe. E potrebbe far scontare tutto durante il governo giallorosso.