Domani si vota in #Umbria, #Tesei favorita, incognita #giallorossa


sondaggi umbria

Domani si vota in Umbria, un risultato probabilmente già scritto. Basta vedere la tabella qui sopra. La Lega, alle Europee, ha ottenuto più del 38% dei voti. La tabella qui sotto mostra le zone in cui la Lega è arrivata prima:

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Per Bianconi, il candidato civico PD-5 Stelle, è una sfida quasi impossibile. Il dato da tenere presente non è quindi la vittoria del Centrodestra, scontata ma la dimensione della sconfitta della coalizione giallorossa con un occhio in particolare alla performance dei pentastellati.

Risultati immagini per narni 5 stelle pd

Ieri c’erano tutti a Narni, per la chiusura della campagna elettorale. Di Maio ha preteso fosse presente anche il Premier Conte, per ‘addossare’ anche a lui l’eventuale sconfitta. Con una incognita molto grande. Più pesante sarà la debacle grillina, maggiori saranno le probabilità di ripercussioni sul governo centrale.

A domani sera per tirare le somme.

#Conte vara il suo secondo governo, la lista di #ministri


Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte (M5S)
Sottosegretario alla Presidenza – Segretario del Consiglio: Riccardo Fraccaro (M5S)

Ministri senza Portafoglio

Ministro per i Rapporti con il Parlamento: Federico D’Inca (M5S)
Ministro per la Pubblica Amministrazione: Fabiana Dadone (M5S)
Ministro per il Sud: Giuseppe Provenzano (PD)
Ministro per gli Affari Regionali e Autonomie: Francesco Boccia (PD)
Ministro per gli Affari Europei: Enzo Amendola (PD)
Ministro per la Famiglia: Elena Bonetti (PD)
Ministro per l’Innovazione: Paola Pisano (M5S)
Ministro per lo Sport e la Gioventù: Vincenzo Spadafora (M5S)

Ministri con Portafoglio

Ministro degli Affari esteri e cooperazione internazionale: Luigi Di Maio (M5S)
Ministro degli Interni: Luciana Lamorgese (ind.)
Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S)
Ministro della Difesa: Lorenzo Guerini (PD)
Ministro dell’Economia e delle Finanze: Roberto Gualtieri (PD)
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: Paola de Micheli (PD)
Ministro dell’Ambiente e Tutela Territorio del Mare: Sergio Costa (M5S)
Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Teresa Bellanova (PD)
Ministro dello Sviluppo Economico e delle Politiche Sociali: Stefano Patuanelli (M5S)
Ministro del Lavoro: Nunzia Catalfo (M5S)
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: Lorenzo Fioramonti (M5S)
Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo: Dario Franceschini (PD)
Ministro della Salute: Roberto Speranza (LeU)

Il giuramento del nuovo governo ci sarà domattina alle ore 10, ha annunciato il Segretario Generale del Quirinale, Ugo Zampelli.

#Conte2: le “grane” principali del futuro governo


Rousseau ha detto Sì, ora il governo Conte 2 può nascere. Probabilmente domani sarà diramata la lista dei ministri e salvo psicosi delle ultime ore, sempre possibili, vista la natura instabile dei grillini, si darà il via alla maggioranza giallorossa. Un avvio che presenta tante difficoltà. Qui di seguito ho elencato quelle che secondo me potrebbero essere le principali:

1.Il fattore Renzi
E’ diventato l’azionista di maggioranza del nuovo esecutivo, avendo dato il là, assieme a Beppe Grillo, ad una possibile alleanza pentadem. Fino a quando sosterrà il governo? Le ambizioni dell’ex premier, sulla via della formazione di un suo partito personale, costituiscono la prima grossa mina vagante sulla maggioranza giallorossa.

2.Regionali rischio per il governo
Alcuni analisti e soprattutto molti esponenti dem, parlano di possibili alleanze demogrilline nelle future elezioni amministrative, partendo magari da quelle regionali. Nei prossimi mesi si voterà in Umbria, Calabria, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Veneto, Liguria, Puglia e Campania. Credo sia difficile una alleanza politica locale tra 5 Stelle e PD ed i risultati elettorali di queste regioni (e dei comuni) potrebbero far scricchiolare e di molto la maggioranza.

3. Consensi variabili tra PD e 5 Stelle
I primi sondaggi pre-Conte2 danno i 5 stelle in forte recupero (dal 17 al 21) ed il PD in leggero calo. Come cambieranno i rapporti di forza durante l’esecutivo di Giuseppe Conte? Al PD riuscirà ciò che è riuscito alla Lega, ovvero sottrarre elettori al Movimento? Oppure avverrà il contrario? Una cosa è certa, in caso di crollo di uno dei due partiti, gli scossoni si propagheranno sino a Palazzo Chigi.

4.Immigrazione
Salvini ha monopolizzato il tema per anni e su di esso ha costruito gran parte del proprio consenso. Al primo sbarco di una nave ONG, il leader leghista farà fuoco e fiamme, cercando di mettere in difficoltà il nuovo governo. Ogni cedimento ‘ai migranti’, come ad esempio eventuali revisioni dei decreti sicurezza e la discussione di una nuova legge sulla immigrazione, saranno occasioni per la polemica politica, sempre più alta, come piace all’ex ministro dell’interno.

5. Dossier esteri potenzialmente esplosivi
Uno su tutti la Brexit; che sia ad ottobre, a gennaio o comunque nei mesi successivi, una hard Brexit potrebbe creare una forte turbolenza, non solo finanziaria, in tutta Europa ed il governo italiano dovrà farsi trovare pronto.
La crisi ad Hong Kong non promette nulla di buono. I rapporti tesi tra USA e Cina, quelli tra Turchia ed Iran, il crollo economico in Argentina. Questi gli altri temi spinosi.

6. Recessione europea
La locomotiva tedesca sembra essersi fermata e sull’Europa incombe di nuovo la recessione. L’Italia, già in difficoltà con il debito, è a crescita zero e quindi rischia di pagare caro nei prossimi mesi la turbolenza economica. Il nuovo governo conta di avere margini di manovra più ampi per poter stanziare finanziamenti per innovazione, investimenti e politiche sociali. Vedremo quanto BCE e Commissione Europea concederanno.

7. Di Maio medita vendetta
Luigi Di Maio esce sconfitto da questa crisi. Sconfessato da Grillo. Messo all’angolo da Conte. Con l’immagine ‘ammaccata’ dalla caparbietà con cui ha spinto sino all’ultimo per rimanere a Palazzo Chigi come vicepremier. Senza più la carica di vice presidente del Consiglio, anche se con un ministero ‘di peso’, Di Maio è stato ‘commissariato’ dal Movimento ma resta sempre un ‘capobastone’ con proprie truppe. E potrebbe far scontare tutto durante il governo giallorosso.

#Crisidigoverno: l’errore di #Salvini ed il rischio di perdere la partita


E’ successo. Matteo Salvini ha commesso un primo grave errore. La rottura voluta con i grillini, il successivo pressing per il voto, il no alle dimissioni dei ministri leghisti, il listone imposto a Forza Italia, la possibilità di un accordo 5 stelle-PD; le ultime mosse del vicepremier hanno scombussolato il panorama politico italiano e soprattutto hanno messo all’angolo la Lega, che ora sembra cercare una tardiva riconciliazione con Di Maio e soci. Difficile ma non impossibile, vista la schizofrenia politica dei pentastellati.

Di fatto però Salvini ha sbagliato. I sondaggi post-rottura danno ampi segnali in questo senso. La lega scende di qualche punto, salgono i grillini ed il PD. “Chi rompe il patto, pagherà elettoralmente” diceva lo stesso segretario leghista mesi fa. Giorgetti, suo uomo di fiducia, gli rimprovera di aver sbagliato i tempi. La mossa del listone di centrodestra proposta a Forza Italia ha indispettito gli azzurri, spingendo alcuni parlamentari forzisti a sperare nel ‘non voto’ per riciclarsi magari nel nuovo movimento di Renzi. Ed infine, la rottura traumatica del governo sembra spingere i grillini a cercare un accordo, difficile ma anch’esso non impossibile, con il Partito Democratico.

Tornare con i 5 stelle farebbe perdere la faccia (e probabilmente consensi) alla Lega. La nascita di un governo demostellato di legislatura toglierebbe la tribuna d’onore al leader leghista.

Ora Salvini deve solo sperare che gli altri “giocatori” sbaglino le loro mosse e torni il suo turno. Altrimenti la partita sarà persa.

fonti:
Corriere Della Sera
Affari italiani
il Messaggero
Huffington Post

#DecretoSicurezza: rischio crisi, come finirà?


Se la crisi di governo si aprirà prima della manovra finanziaria, quali sbocchi potrà avere? Esercizio provvisorio senza manovra? Governo tecnico appoggiato da tutti tranne la Lega/Fdi per varare la finanziaria? Finanziaria soft con Conte e poi crisi di governo e crisi finanziaria per il boom dello spread? Governo di centrodestra con transfughi stellati?

Cosa ne pensate?