Monti si è dimesso: 401 giorni di tasse, rigore ed austerità


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Ce ne libereremo? Non credo. Monti fa parte oramai del panorama politico nostrano e ci rimarrà sino a quando i banchieri non vorranno. Resta da vedere se sarà determinante nel prossimo Parlamento. Vista la probabile mancanza di maggioranza per il CentroSinistra il suo ruolo resterà di primo piano.

Monti lascia una Italia depressa, sfiduciata, cupa. I 13 mesi del suo governo hanno inaugurato la politica del rigore, della tassazione insopportabile per le classi meno agiate pur di non toccare i benestanti amici del Cavaliere. Poco sviluppo, crescita sottozero. Unica nota di merito, aver ridato credibilità internazionale dopo gli anni vergognosi di Berlusconi.

Monti, dimissioni dopo l’approvazione della Finanziaria


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Monti si dimette, spiazzando Berlusconi. Il Cavaliere si preparava a quattro mesi di campagna elettorale antimontiana, magari con il Professore al governo sostenuto da Bersani, Casini e qualche transfugo Pdl. Ed invece no.

Dopo la Finanziaria ci saranno le dimissioni, probabili elezioni a febbraio. E forse Monti potrebbe candidarsi o dare un appoggio politico ufficiale al Centro di Casini e Montezemolo. In uno scenario di questo tipo il Cavaliere deve sperare solo di prendere tanti voti necessari ad essere determinante per la costituzione del prossimo Governo.

D’altro canto anche il Partito Democratico, che già si vedeva vincitore, rischia di non avere una maggioranza netta al Senato se Monti ‘scenderà’ in campo come sponsor del Centro.

Comunque vada, se Berlusconi non riuscirà nel suo intento di avere ancora una volta la ‘golden share’ del governo, forse l’Italia avrà finalmente leggi serie su Processi, Falso in bilancio, mercato televisivo etc. Un paese normale insomma. Speriamo bene.

Il PDL esce dalla maggioranza, il PD non tentenni e proponga il voto


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Eccoli li, sempre per i suoi interessi. Sarà per la condanna probabile al processo Ruby nel gennaio prossimo, sarà per il ddl sulla incandidabilità dei condannati che doveva essere approvato a breve, sarà per ‘controllare’ tutti i suoi prima che le sirene centriste finiscano di spolpare il PDL, fatto sta che oggi Berlusconi ha decretato l’uscita del suo partito dalla maggioranza, ha annunciato la sua candidatura a Premier ed ha buttato alle ortiche il destino del paese per tornare il solito caudillo di sempre.

Alfano stasera andrà al Quirinale, non è dato sapere se e quanti parlamentari dissidenti vi siano. Domani Monti potrebbe avere ancora una maggioranza, seppur risicata, sia alla Camera che al Senato qualora alcuni deputati e senatori Pdl decidano di non seguire il Cavaliere.

Una cosa è chiara. Il PD non deve prestarsi all’estremo sacrificio che probabilmente Napolitano chiederà. Ovvero continuare ad appoggiare Monti senza il PDL. Se cosi sarà, Berlusconi avrà quattro mesi di opposizione da qui sino alle elezioni, mesi in cui affonderà il colpo su Monti e sul suo esecutivo ‘di tasse’. Qualora il Partito Democratico decidesse di continuare a sostenere il governo regalerebbe al Caimano un assist insperato, utilizzato dal Pdl per riguadagnare un po’ di consenso perso negli ultimi mesi.

Approvare la legge di Stabilità e poi al voto. L’unica soluzione. Altrimenti i democratici, che ora veleggiano sopra il 32%, vedranno evaporare il consenso nel giro di poche settimane, fornendo a Berlusconi l’ennesima possibilità di ‘cadere in piedi’, diventando determinante per il governo della prossima legislatura. Cosa che il Cavaliere vuole fortemente per evitare futuri provvedimenti dannosi su Mediaset e Giustizia.

Il PDL si astiene al Senato, Governo Monti verso la crisi?


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Ieri sera la riunione del PDL era terminata apparentemente con un nulla di fatto rispetto alle decisioni su legge elettorale e candidature. Poi Berlusconi ha forzato la mano rilanciando la sua probabile discesa in campo attraverso un comunicato in nottata. Stamani Passera, ad Agorà su Rai3, ha criticato un possibile ritorno del Cavaliere alla guida del Paese.

La scintilla ha fatto esplodere la protesta del PDL, astensione al decreto sviluppo al Senato (I sì sono stati 127, i no 17, gli astenuti 23. I votanti sono stati 167) astensione probabile al Dl Corruzione alla Camera. Monti questa sera al Quirinale per le dimissioni? Il PDL si spaccherà? Elezioni a febbraio? L’election day regionale si farà o no? Intanto lo spread risale.

Mentana ci aveva visto giusto giorni fa.

Governo Monti sotto assedio tra contestazioni, crollo della fiducia e manovre politiche


Mentre Bersani, Alfano e Casini litigano sulla legge elettorale e sull’election Day con la maggioranza parlamentare che sembra franare sospinta da esigenze di campagna elettorale, Monti continua il lavoro di ‘distruzione dello stato sociale‘ con una attenzione particolare alla tassazione dei piu deboli. Le difficoltà cominciano però a farsi  numerose.

“Gli italiani hanno dimostrato grande capacità di accettare sacrifici per il loro futuro e finora – ribadisco finora – non abbiamo visto in Italia le grandi manifestazioni di protesta che abbiamo visto di recente in altri paesi d’Europa”. (Mario Monti, 12 novembre 2012)

Mai dichiarazione fu più azzardata. Quella appena finita è stata una delle settimane meno tranquille per il Governo. Contestazioni in tutto il Paese.

Lunedi 12 novembre: contestati i Ministri di Lavoro ed Istruzione, Fornero e Profumo:

Manifestazioni, cortei e striscioni di protesta. Napoli accoglie così i ministri Elsa Fornero e Francesco Profumo, in città oggi e domani per la conferenza italo-tedesca sull’apprendistato lavorativo. Parole d’ordine della protesta sono #choosy e #NoFornero: segno che ai disoccupati e ai precari partenopei proprio non è andata giù la battuta del ministro sui giovani che, al momento della ricerca del primo lavoro, non dovrebbero essere “choosy”, vale a dire esigenti, schizzinosi. Il corteo partito da piazza San Vitale si è scontrato con la polizia, che ha risposto con il lancio di lacrimogeni. Alcuni manifestanti si sono barricati nel Politecnico, mentre altri sono stati dispersi lungo viale Augusto.

14 novembre: Manifestazione europea contro la precarietà, contestazioni e scontri a Roma ed in altre città

Guerriglia urbana sul Lungotevere A Roma fra manifestanti e polizia in occasione del corteo del 14 novembre 2012, sciopero generale europeo. Le forze dell’ordine sono avanzate con alcuni blindati mentre i manifestanti arretravano verso la Sinagoga. Lancio di lacrimogeni che però vengono rilanciati assieme a numerose bombe carta.[…]

scontri ci sono stati anche in tante altre città italiane, come Milano e Torino.

15 novembre: contestato il Ministro della Cultura Ornaghi:

Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni e le attività Culturali, è stato contestato al Teatro Eliseo di Roma

17 novembre: contestata il Ministro dell’Interno Cancellieri:

Contestata da alcuni attivisti del collettivo Paz, al suo arrivo a Rimini per la Giornata della Legalità, con 1.500 giovani delle scuole riminesi, il ministro dell’Interno

17 novembre: Mario Monti contestato nella ‘sua’ Università, la Bocconi di Milano:

Tafferugli a Milano, davanti all’Università Bocconi durante la presentazione del libro di Mario Monti su “Europa e democrazia”, tra un centinaio di attivisti dei centri sociali e le Forze dell’Ordine. I manifestanti hanno ‘circondato’ con un cordone l’ateneo e polizia e carabinieri in tenuta antisommossa li hanno caricati per cercare di disperderli. I giovani hanno risposto lanciando fumogeni e petardi.

Nel frattempo crolla la fiducia nell’esecutivo, un calo netto. L’esempio lampante è la debacle di Elsa Fornero:

il trend della fiducia al Governo segna –22 punti nel corso di quest’anno in cui è passata dal 54 al 32%. E’ da notare che da Marzo l’andamento continua ad essere sempre in flessione, mese dopo mese”[…] La maglia nera è senza dubbio il ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Un anno fa riscuoteva la fiducia del 58% delgi intervistati, oggi è precipitata al 32%, 26 punti percentuali in meno. La vicenda esodati e le sue tante, contraste prese di posizione, hanno pesato tantissimo.
Che diranno i mercati? Lo spread schizzerà di nuovo oltre i 400 punti? I ‘padroni dell’economia’ pensano davvero di riuscire a zittire il malcontento popolare con i tassi di interesse?
E’ bene precisare che le manifestazioni devono essere pacifiche, ogni protesta incivile va condannata. Va anche detto però che se si continuano a compromettere i pilastri portanti del nostro sistema sociale e civile, ovvero Lavoro, Scuola e Sanità, non si può certo pretendere che i cittadini se ne stiano tranquilli nelle loro case senza esprimere dissenso per una politica miope concepita da tecnici attenti solo al rispetto dei conti.

Monti-bis? No grazie, parola di Martin Schulz


Imprenditori, Chiesa e tanti politici parlano apertamente di un Monti bis. Dopo la disponibilità manifestata dal Presidente del Consiglio non c’è piu ‘freno’ ai sostenitori, presenti all’interno di Pdl e Pd ed imperniati nel terzo polo di Casini.

Cosa rispondere? Credo sia condivisibile l’analisi fatta da Martin Schulz, il Presidente del Parlamento Europeo:

In Italia qualcuno sostiene che un governo tecnico sarebbe meglio del ritorno della politica. Cosa ne pensa?

«L’Italia è un Paese con una storia estremamente interessante. Mi ricordo come se fosse ieri quando, dopo la fine della Prima Repubblica agli inizi degli anni Novanta, le persone mi dicevano che c’era questo imprenditore, uno dei grandi successi dell’Italia, che avrebbe guidato il Paese con il decisionismo con cui si gestisce un’azienda efficiente e che sarebbe stato un uomo delle riforme. Non spetta a me giudicare com’è andata, tocca agli italiani fare un bilancio. Oggi le stesse persone ci raccontano che c’è bisogno di un tecnico. Io conosco Mario Monti da molto tempo, ho una grande stima personale per lui. È un professore con una cultura e delle qualità che rispetto molto, ma le persone che dicono che non è un politico mi fanno ridere. Per dieci anni è stato commissario europeo qui a Bruxelles, è stato vicepresidente della Commissione e mi ricordo molto bene quando Jacques Chirac e Gerhard Schroeder (rispettivamente ex Presidente francese ed ex Cancelliere tedesco, ndr) dovevano negoziare con lui per i sussidi statali alle aziende nazionali. In Europa non c’è settore più politicizzato della concorrenza. Non mi si racconti che Mario Monti è caduto dal cielo come tecnico. È un politico. È un uomo onesto e non è affiliato a nessun partito politico, ma è un uomo che ha passato gran parte della sua carriera nella politica. Alla fine la democrazia è basata sulle elezioni. Gli italiani andranno a votare e dopo le elezioni ci sarà un nuovo governo. Come sarà composto questo governo e chi lo guiderà è una domanda a cui si risponde dopo le elezioni, non prima».

‘Monti anche nel 2013’, il ricatto delle Agenzie di rating


Dopo averci tormentato per mesi, declassando banche, titoli ed istituzioni, le agenzie di rating orano ‘dettano legge’ anche a livello politico, direttamente. Moody’s e Fitch fanno capire che per il ‘salvataggio’ dell’Italia è indispensabile che Monti rimanga premier anche dopo le elezioni 2013. Un ricatto vero e proprio. Pronte a declassarci se sceglieremo un governo democraticamente eletto dal popolo ed espressione di una coalizione politica ‘vera’ ?

Fonte. Secondo gli analisti di Moody’s, la crisi del debito europeo è solo a metà strada “nel miglior dei casi” e Paesi come la Grecia e l’Irlanda potrebbero richiedere fino al 2016 per completare il loro programma di risanamento dei conti. Tutt’altro discorso per l’Italia che, al pari di Spagna e Portogallo, potrebbe uscire dall’attuale recessione entro la fine dell’anno prossimo se saprà applicare le riforme messe in cantiere sinora.

Per mesi le agenzie americane hanno ripetutamente declassato e attaccato il sistema Italia contribuendo così alla nostra instabilità economica e politica. Ora che si avvicinano le elezioni politiche, si preparano a scendere in campo e a tirare la volata a un secondo governo guidato dal Prof.

Fitch lo dice chiaramente: Monti deve restare a Palazzo Chigi.

L’attuale governo italiano ha tantissima credibilità e Monti deve fare progressi il più velocemente possibile per creare una certa luce in fondo al tunnel”, ha spiegato il direttore operativo di Fitch David Riley alla televisione di Bloomberg sottolineando come i rischi della fine del suo governo siano maggiori dei problemi dell’economia.

‘Finito il periodo d’oro’, cala la fiducia per Monti, il Governo rischia di impantanarsi


Esattamente due mesi fa scrivevamo quanto segue:

Monti sta risistemando i conti a colpi di accetta sui redditi medio-bassi ma riesce a farlo in un modo magistrale dal punto di vista mediatico. I blitz della Finanza con la caccia agli evasori, le poche-chiare-e-semplici-parole-chiave esposte sino ad oggi, Salva-Italia, Cresci-Italia, Semplificazioni etc. Le numerose, ed ossequiose, interviste che il Premier ha rilasciato nelle ultime settimane su tutti i princiali talk show, tralasciando solo quelli, come Ballarò o Servizio Pubblico, che prevedono un contraddittorio (chissà mai perchè). Il risultato è un indice di gradimento ancora alto, malgrado i provvedimenti impopolari presi. Quanto durerà ancora il periodo d’oro? Per quanto ancora Pdl e Pd riusciranno a fermare le loro fronde interne pronte ad impuntarsi su questo o quel provvedimento?

Poco dopo si è aperta la ‘sfida’ sul Lavoro, Sindacati e Confidustria prima e Pd e Pdl poi hanno puntato i piedi su questo o quell’articolo della Riforma Fornero. L’annichilimento dell’Articolo 18, previsto dal Governo, è stato depotenziato dall’accordo di maggioranza, nulla è comunque ancora deciso visto che il provvedimento è agli studi delle Camere e tutto potrebbe ancora cambiare nei prossimi mesi.

Nel frattempo i media si sono concentrati sulla ‘stangata Imu‘, la nuova tassa sulla casa che nei prossimi mesi alleggerirà le tasche degli italiani, già impoveriti questo mese grazie agli aumenti delle addizionali Irpef sugli stipendi. E’ di ieri la notizia di una possibile Imu bis applicata dai comuni, sembra addirittura che i disoccupati non avranno piu neanche diritto alle esenzioni del ticket sanitario. Fornero ha smentito ma il dubbio rimane.

Monti nelle settimane scorse ha ribadito che “Il governo ha consenso, i partiti no”, suscitando le ire di Bersani e soci. I sondaggi però certificano la fine della ‘luna di miele’ con l’elettorato. I consensi per il Governo dei Professori sono crollati:

A cristallizzare il calo dei consensi, due giorni fa, era stato il rilevamento realizzato da Swg per la trasmissione di Raitre Agorà, fissando l’asticella della fiducia per il primo ministro a quota 45 per cento, due punti in meno rispetto alla settimana precedente, 13 in meno rispetto a febbraio, addirittura -26 rispetto ai giorni di inizio mandato, a novembre scorso.

A confermare il trend al ribasso, ieri, l’indagine sul gradimento del premier condotta dalla Lorien consulting per Italia Oggi, che fa precipitare i giudizi positivi sull’attuale governo al suo minimo storico, appena il 39,4 per cento degli intervistati, –17 rispetto a un mese fa. Secondo il sondaggio, il 46 per cento degli italiani considera Monti «uguale ai politici», e metà esatta della popolazione ritiene che difenda «gli interessi dei ricchi», una convinzione che solo un mese fa era al 19 per cento.

Lo ‘spread’ poi non aiuta. Le tensioni in Spagna e le elezioni in Francia hanno prodotto una nuova impennata del differenziale e quindi degli interessi sui titoli di stato italiani.

Aggiugiamoci che il panorama politico sta cambiando velocemente. L’Udc ha azzerato i propri vertici preparandosi ad un nuovo movimento politico capace di includere sia il Terzo Polo che fette di Pdl e Pd, strizzando l’occhio ai ministri tecnici di Monti. Berlusconi ha risposto con l’annuncio della ‘piu grande novità politica degli ultimi anni’. I suoi collaboratori stanno studiando un cambio di nome del Pdl (eliminando la parola ‘partito’ perche non gradita ai cittadini’) e rinunciando ai finanziamenti pubblici (grazie all’immenso impero del Cavaliere). Si parla anche di un corteggiamento serrato a Montezemolo o di una ‘offerta’ a Monti stesso. Il tutto per contrastare l’emorragia di voti in uscita verso Casini.

Riuscirà il Governo, visti gli eventi recenti, a sopravvivere sino al 2013? Bersani continua a garantire il proprio appoggio anche se vi sono fibrillazioni nella sinistra interna al partito.

Sino alle prossime amministrative nulla si muoverà. C’è da chiedersi cosa accadrà dopo. Un eventuale debacle del Pdl, il varo del nuovo Partito di Berlusconi, le frizioni nel Partito Democratico, potrebbero destabilizzare il quadro politico  facendoci precipitare verso le elezioni anticipate in inverno.

Caro Monti, la festa è finita. Ora questo Governo è uno dei tanti e rischia di impantanarsi nelle paludi parlamentari , destino gia avuto da illustri predecessori.