Berlusconi porta in Parlamento tizi come questo…


Antonio Razzi, ex Idv poi transfugo per consentire a Berlusconi di sopravvivere alla sfiducia nel 2010, ora è candidato con il PDL. Questa è la competenza politica del Popolo della Libertà (e di Di Pietro che lo aveva candidato nel 2008).

 

Ingroia scende in campo, il Polo Arancione è nato: ‘scalata’ ai voti di SEL?


Repubblica.it
“Se ci siete tutti, se ci siamo, anche quelli della società civile, io sono disponibile a candidarmi in un movimento unitario”. Così, dal palco del teatro Capranica di Roma, arriva l’annuncio atteso. La platea applaude.  Ingroia invita Antonio Di Pietro (Idv), Olivero Diliberto (Pdci), Paolo Ferrero (Prc), Angelo Bonelli (Verdi) a fare “un passo indietro”. “Il modo migliore per far fare un passo avanti alla società civile è fare un passo indietro”, dice l’ex pm, specificando che ciò “non significa sparire, perché vi vogliamo con noi nella battaglia”. Ingroia, come preciserà dopo, chiede in realtà ai leader di rinunciare ai simboli di partito, non di escludersi dalla prossima competizione elettorale.

Aggiunge che il ‘nuovo polo’ non deve essere “un collage, un’accozzaglia di colori, un arcobaleno, ma una nuova identità che nasce e che dobbiamo portare a sintesi unitaria”. Solo “se riusciamo a realizzare tutto questo, sono disponibile a candidarmi per portare questa battaglia avanti anche in parlamento”.

Poi Ingroia lancia un appello a Bersani e a Grillo: “Da questa assemblea di oggi io chiedo un confronto con il segretario del Pd Bersani e chiedo un confronto senza pregiudizi. Lo chiedo perché conosco molte personalità del Pd che hanno le mie idee. E lo faccio con l’orgoglio della nostra autonomia come polo politico in costruzione”

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Chiede di fare “un passo avanti” a diverse personalità: “Il primo a cui mi rivolgo è Maurizio Landini. E con lui Salvatore Borsellino, don Luigi Ciotti, le donne di ‘Se non ora quando’, Michele Santoro, Sandro Ruotolo. Non è un invito a candidarsi, l’invito ad accompagnarci al nostro fianco”, dice Ingroia. “Se poi volete candidarvi, ancora meglio”.

Il dado è tratto. Ingroia si è candidato come leader del Polo Arancione. Idv, Comunisti e Sindaci ‘arancioni’ tutti insieme per la giustizia, la legalità ed il lavoro.

Polo Arancione, considerazioni: sarebbe interessante se davvero si candidassero persone come Landini, Don Ciotti e Salvatore Borsellino. Li stimo tutti e tre. Non mi dispiacerebbe affatto poi se Di Pietro, Diliberto e Ferrero sparissero. Su Ingroia, potrà anche essere ‘politicamente vicino’ alle mie idee ma sbaglia su un punto: per candidarsi dovrebbe DIMETTERSI dalla Magistratura, l’aspettativa non basta. Il potere giudiziario e quello legislativo non devono mischiarsi.

Vendola trema, la scalata ai voti di Sel è iniziata.

La crisi dell’Idv e la parabola discendente di Di Pietro


L’Italia dei Valori si sta sciogliendo come neve al sole. Da quando è esplosa l’inchiesta di Report, il partito di Antonio Di Pietro ha subìto un tracollo nelle intenzioni di voto.

L’ex Pm paga le sue scelte scellerate. Aver attaccato duramente PD e Napolitano nei mesi scorsi gli ha inviso ogni possibile alleanza di CentroSinistra. Il suo spostamento graduale verso Grillo è stato rispedito al mittente dal comico genovese. E così il leader Idv, ad inizio ottobre, aveva iniziato una manovra di ‘ritorno’ verso Bersani e soci.

All’improvviso l’Idv gli è esplosa in mano con lo scandalo ‘case’. Da lì le prime defezioni. Donadi, Formisano e poi Pedica, tutti pezzi grossi del partito che hanno lasciato il movimento per crearne un altro, Diritti e Libertà, pronti ad entrare a tutti gli effetti nel CentroSinistra.

Ora Di Pietro si lecca le ferite e tenta di ricucire un legame con quello che fu il ‘modello Vasto‘. Troppo tardi. Il partito è dato sotto il 3% e si dovrà guardare anche dalla nuova probabile formazione ‘arancione’ dell’ex De Magistris, di Emiliano ed Ingroia. L’Idv è spacciata e con lei, politicamente parlando, anche Antonio Di Pietro.

L’Idv nella bufera, Di Pietro contestato, la settimana che ha ‘distrutto’ il partito


In una settimana, per l’Italia dei valori, è cambiato tutto. Il servizio di Report che avanza seri dubbi sull’etica e sulla morale di Antonio Di Pietro ha prodotto un vero e proprio terremoto.

La minoranza ‘governista’ presente nel partito e capitanata da Massimo Donani ha attaccato frontalmente il proprio leader. A sorpresa invece è arrivato l’appoggio di Beppe Grillo che ha difeso l’ex Pm lodandone l’antiberlusconismo. Un vero e proprio ‘bacio della morte‘ quello dato dal comico genovese. Di li a poco il partito è ‘esploso’. Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, già da tempo fuori dall’Idv, e quello di Palermo Leoluca Orlando hanno ‘tuonato‘ contro la gestione familistica del movimento.

In difesa di Tonino arriva Marco Travaglio che minimizza l’inchiesta di Report:

Report ricicla le accuse degli “ex” sui rimborsi e sulle case. […] Cominciamo da Report, programma benemerito da tutti apprezzato: domenica sera Di Pietro è apparso in difficoltà, davanti ai microfoni dell’inviata di Milena Gabanelli. Ma in difficoltà perché? Per scarsa abilità dialettica o perché avesse qualcosa da nascondere, magari di inedito e inconfessabile? A leggere (per noi, rileggere) le carte che l’altroieri ha messo a disposizione sul suo sito, si direbbe di no”

La giornalista che ha realizzato il servizio si difende:

C’è un giornalismo che è fatto essenzialmente di documentazione e verifica delle fonti, il giornalismo e così. Io quando ho trovato i documenti li ho verificati tutti e ci ho impiegato due mesi a controllare tutto. Se Travaglio in un giorno e riuscito a verificare tutto quello che gli ha detto di Pietro è un genio”.

“Questa intervista che ho realizzato e Di Pietro che risponde a se stesso perché si contnraddice continuamente… io credo che il calo di consenso che ha avuto di Pietro non sia solo per le reticenze e per le amnesie che ha mostrato, quando uno vuole fare il moralizzatore dev’essere trasparente e perfetto”.

Report, trasmissione ‘gioiello’ del giornalismo, sempre difesa e portata a modello di buona informazione diventa inspiegabilmente portatrice di falsità? ‘serva’ del sistema?

Di Pietro arriva anche ad accusare Maurizio Crozza che, nella sua trasmissione, ha ironizzato sulle vicende che hanno colpito il leader Idv:

“Non fate come Di Pietro: doveva cambiare il Paese e invece ha cambiato un sacco di case”

Anche Crozza presta il fianco ai ‘complottisti’? In un istante satira e giornalismo di inchiesta assumono un ruolo ‘di parte’?

No, semplicemente Di Pietro si è rivelato per quello che è, uno come tutti gli altri. Un moralizzatore che però non ha esitato a farsi ‘i suoi affari’. Difficile far digerire tale comportamento ai suoi elettori, a chi si era ‘fidato’.

Il risultato comunque al momento è quello del probabile declino politico dell’Italia dei Valori. Fonti ufficiose parlano di una alleanza tra l’ex magistrato ed il Movimento 5 Stelle. Altri ipotizzano la nascita di una nuova lista dipietrista.

Una cosa è certa, di oggi la notizia che il cognato di Di Pietro è indagato, l’accusa : ‘concorso in abuso di ufficio‘.

Boom! L’Idv verso la scissione: ‘Donadi, Di Pietro è un padrone come Berlusconi. Me ne vado’


Massimo Donadi

Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, attacca duramente Di Pietro e, intervistato dall’Huffington Post,  annuncia la scissione nell’Idv:

A questo punto cambia tutto rispetto alla riunione di ieri. L’ipotesi di un congresso dopo le elezioni non c’è più. Entro dieci giorni ci sarà un’assemblea autoconvocata con tutti quelli che vogliono difendere i nostri valori e l’esperienza di questi anni, e che non si riconoscono nel necrologio. Io credo che l’Italia ha ancora bisogno delle nostre battaglie.

Ho capito, ma detta in modo semplice: farà una scissione?
Chi rappresenterà la minoranza se ne andrà. Se sono in minoranza io me ne vado io, se è in minoranza Di Pietro se ne va Di Pietro. Non si può stare allo stesso tempo con Grillo e al governo del paese. E io, dopo aver detto che occorre un’alleanza col Pd, non ho l’abitudine di cambiare idea dalla sera alla mattina.

Inchiesta di “Report” sull’Idv, bufera investe Di Pietro


La puntata di Report sul presunto impero immobiliare accumulato negli anni da Antonio Di Pietro, collegato ad una gestione opaca dei rimborsi pubblici al partito, investe l’Italia dei Valori come un uragano.

Il capogruppo alla Camera Massimo Donadi invoca “un congresso straordinario” per un “profondo rinnovamento” e il leader Antonio Di Pietro difende il suo operato in un lunghissimo post corredato da vari allegati che proverebbero la provenienza del denaro con cui ha acquistato le proprietà. Intanto il popolo di Facebook fa sentire la sua voce con commenti del tipo “Sei un buffone come tutti i tuoi amici in Parlamento, predichi bene ma razzoli malissimo” o ancora “Sei come tutti gli altri”.(fonte)

Bufera su Di Pietro. Avrà anche agito nei limiti della legalità riuscendo in pochi anni ad accumulare decine di proprietà, oltre la legalità esiste anche l’etica. E’ eticamente giusto ciò che ha fatto l’ex Pm?

La puntata è disponibile qui, sul sito di Report.

 

Di Pietro ‘chiama’ il CentroSinistra, i sondaggi danno in calo l’Idv


(ASCA) – Roma, 15 ott – Il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha inviato oggi una lettera a Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, Nichi Vendola, presidente di Sel, e Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, per chiedere ”un incontro chiarificatore onde evitare che divisioni interne al Centrosinistra possano riportare al Governo un Centrodestra berlusconiano che tanti danni ha provocato al Paese ed alla credibilita’ delle istituzioni’.

Di Pietro cerca un riavvicinamento al CentroSinistra. Dopo mesi passati ad attaccare il Partito Democratico ed il Presidente Napolitano, l’ex Pm ‘torna’ sui suoi passi. Gli ultimi scandali che hanno coinvolto l’Idv, il niet di Grillo ad una possibile collaborazione e soprattutto i sondaggi che danno il partito in sensibile calo non lasciano scelta a Di Pietro. Peccato che oramai sia troppo tardi. Difficilmente Bersani accetterà una futura collaborazione con l’Italia dei valori.

 

Sondaggi, chi voterai alle Primarie ed alle elezioni 2013?


I sondaggi aperti a luglio mostrano come voi, popolo della rete, non approviate l’operato del Governo Monti, giudicato negativamente dal 70%. Siete favorevoli alle unioni gay (72 contro 28) ma contrari alle adozioni (68 a 32).

Sul Centrosinistra, prevalgono le alleanze centriste (Pd-Sel-Udc o Pd-terzo polo) con il 52% rispetto ai modelli di Centrosinistra classico (Pd-Sel-Idv o Unione) che si fermano al 45,5%.

Per quanto riguarda le intenzioni di voto, successo per il Movimento 5 stelle (piu del 38%) seguito dal Pd (al 23%).

E’ il momento di voltare pagina, vi propongo due nuovi sondaggi. Uno riguardante le primarie del CentroSinistra e l’altro sulle intenzioni di voto per coalizioni.

A voi la scelta!

Chi voterai alle Primarie?

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Elezioni 2013, intenzioni di voto

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