La Storia della TV: anno 2000


Il nuovo numero della rubrica “Storia della TV” è dedicato all’anno 2000. Cifra tonda, fondamentale per la tv italiana.

Sconfitto il pericolo Millennium Bug, l’anno televisivo italiano iniziava con due produzioni ancora oggi in onda. Il 7 gennaio, su Rai1, faceva il suo esordio Don Matteo. La serie prodotta dalla Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e con protagonista Terence Hill nei panni di un parroco di provincia impegnato a risolvere delitti e crimini è da subito un grande successo. Prodotto ancora ai nostri giorni, dopo 246 episodi, avrà una dodicesima edizione nel 2020.

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Mediaset rispose con un programma cult, C’è Posta per te. In onda dal 12 gennaio, lo show condotto da Maria De Filippi è diventato negli anni una vera e propria corazzata mediatica, capace di distruggere qualunque produzione concorrente. Lo sa bene la Rai, che oramai ha quasi abdicato al ruolo di regina del sabato sera autunno inverno. I diritti del format del programma, ideato in Italia da Maria De Filippi, sono stati acquisiti anche da altri paesi per realizzare delle edizioni locali della trasmissione.

Tornando alla fiction, Rai e Mediaset proseguirono la sfida con due produzioni di grande successo pur se dello stesso genere. Distretto di Polizia e La Squadra. Ambedue nati nel 2000, il primo, ambientato a Roma, ha avuto ben 11 stagioni. Il secondo, girato a Napoli, è stato prodotto sino al 2007.

Il duello tra i due colossi televisivi italiani non ha risparmiato il ‘sacro’. Nel 2000 infatti furono girate ben due fiction su Padre Pio. Mediaset si affidò a Sergio Castellitto, Rai preferì Michele Placido. Due sceneggiati di grande successo nell’anno successivo alla beatificazione del presbiterio italiano.

In TV, oltre al filone consolidato delle fiction, si sono avuti anche degli esperimenti interessanti. Uno su tutti fu Libero, il programma di scherzi telefonici di Rai2, ideato da Giovanni Benincasa e condotto per alcune stagioni da Teo Mammuccari. Buoni ascolti, diventato presto ‘cult’ tra i giovanissimi, ha favorito l’impennata nella carriera del conduttore romano. Prodotto sino al 2007. Sempre su Rai2, nello stesso anno, nasceva Stracult, un programma di cinema che analizzava appunto i cult movie del cinema popolare e che viene trasmesso ancora oggi. Una bella passerella per il grande schermo ‘minore’ e per tanti attori malvisti inizialmente e poi rivalutati.

Se spostiamo il mirino sulle serie tv non si può non citare Dawson’s Creek, il nuovo teen drama “figlio di Beverly Hills” e che faceva il suo esordio ‘in chiaro’, in Italia, a gennaio. Sei stagioni, 128 episodi, per un telefilm adolescenziale che ha lasciato il segno. Così come, per certi versi, ha fatto anche Sex and the City, trasmesso per la prima volta nel nostro Paese proprio nel 2000 e che ha contribuito ad un rinnovamento narrativo nella serialità americana ‘al femminile’, proseguita poi con Desperate Housewife ed altre produzioni di genere.

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Capitolo Cinema. La 72ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, il 26 marzo 2000, certificava il trionfo di American Beauty, il dramma diretto da Sam Mendes si aggiudicava, tra gli altri, i premi come miglior Film, miglior regia e miglior attore protagonista, quel Kevin Spacey magistrale nel ruolo di un ossessionato Lester Burnham e che anni dopo vivrà sulla propria pelle uno scandalo devastante.

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Due film campioni di incassi dell’anno furono Il Gladiatore, il colossal  storico che ha consacrato il già noto Russell Crowe ed X-men, diretto da Bryan Singer, che contribuì a rafforzare il genere Cinecomics, poi esplosi a fine decennio con le produzioni Marvel.

In Italia segnalo il bel film di Marco Tullio Giordana, i Cento Passi, dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, giornalista ed attivista impegnato nella lotta alla mafia.

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E mentre la Lazio vinceva il suo secondo scudetto della Storia, su Canale5, il 22 maggio, veniva trasmesso per la prima volta un nuovo format poi diventato di culto. Chi vuol essere Miliardario. Gerry Scotti si apprestava a condurre la la versione italiana del format inglese Who Wants To Be a Millionaire? Tredici edizioni, l’ultima, celebrativa, proprio qualche mese fa.

Il 2000 nella musica può essere riassunto in una parola. Anastacia. L’esordio bomba della cantautrice statunitense fu di quell’anno. I’m Outta Love, uscito ad inizio 2000 in Usa e poi arrivato in primavera anche in Europa. Milioni di copie vendute, hit dell’anno in testa per settimane in molte classifiche nazionali, il brano ha consacrato l’artista americana nel mondo.

Qui di seguito la classifica dei brani più venduti in Italia nell’anno 2000:

I'm outta love - Anastacia [#1, 2000/01]
Freestyler - Bomfunk MC's [#1, 2000/01]
It's my life - Bon Jovi [#1]
Move your body - Eiffel 65 [#1, 1999/00]
Vamos a bailar - Paola e Chiara [#1]
Too much of Heaven - Eiffel 65 [#1]
Music - Madonna [#1, 2000/01]
Sex bomb - Tom Jones & Mousse T [#1, 1999/00]
American pie - Madonna [#1]
Lady (hear me tonight) - Modjo [#1, 2000/01]

Tornando al piccolo schermo, nell’anno della creazione del dipartimento Teche della Rai, sempre nella azienda di Viale Mazzini, Pippo Baudo conduceva Novecento. Il programma era nato dal successo di Giorno dopo Giorno, quiz di Rai3 che aveva segnato il ritorno in Rai di Baudo dopo la parentesi Mediaset di fine anni 90.

La trasmissione raccontava fatti e personaggi italiani del novecento alla presenza di testimoni e storici. La formula prevede un talk-show condotto da Baudo e la partecipazione di due coppie del mondo dello spettacolo e della cultura che si sfidano in un quiz relativo ai temi della trasmissione

(Wikipedia)

Uno spettacolo gradevole, come solo Pippo Baudo sapeva fare e che ebbe una buona affermazione sulla terza rete, palcoscenico insolito per il conduttore siciliano e per il genere proposto. Ho così tanto apprezzato il programma da aver scelto lo stesso titolo per la rubrica sulla storia del programmi televisivi italiani, Novecento appunto.

Sul fronte sportivo, oltre al successo della Lazio in campo nazionale, la Francia vinse gli Europei di calcio grazie ad un golden goal di Trezeguet proprio sull’Italia di Zoff. Fortemente criticato da Berlusconi, il commissario tecnico lasciò l’incarico. In Formula Uno, Michael Schumacher riportò, dopo 21 anni, il titolo piloti in casa Ferrari.

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L’autunno, negli Stati Uniti, fu segnato da una delle elezioni presidenziali più incerte di sempre, che avrebbe poi visto prevalere di pochissimi voti il governatore George Bush su il vicepresidente uscente Al Gore. In Italia invece su fu un autunno ‘culinario’. Nel mezzogiorno di Rai1 arrivava infatti Antonella Clerici con la prima edizione del fortunatissimo La Prova del cuoco. Anche la Rai sceglieva il cooking show, di lì a poco tutta la tv ne sarebbe stata contagiata.

Menzione ‘culturale’ per Ulisseil piacere della scoperta, è del 2000 la prima puntata, dedicata agli Etruschi, del programma televisivo documentaristico ideato da Piero Angela ed Alberto Angela, e condotto da quest’ultimo. 19 edizioni, più di 200 puntate e soprattutto la promozione su Rai1 di quest’anno con un buon riscontro di pubblico. Segno che la qualità e la cultura pagano, anche in prima serata.

L’ultimo anno del XX secolo si concluse con ascolti record per un nuovo genere di programma. Il reality show. A settembre, su Canale5, prese il via il Grande Fratello, basato sul format olandese Big Brother, generato anche dal clamore che scaturì dal film The Truman Show, il reality per eccellenza ebbe un grosso successo in Europa e soprattutto in Italia. 16 milioni di spettatori videro l’ultima puntata del dicembre 2000.

Spiare le reazioni di ragazzi sconosciuti chiusi assieme in una casa fu un gran colpo di genio degli olandesi e soprattutto ha generato un filone televisivo oramai predominante. Assieme ai talent, i reality hanno davvero cambiato la televisione, contribuendo a mandare in pensione il genere di spettacolo di varietà che per tanti anni ha caratterizzato il nostro piccolo schermo. Una evoluzione del linguaggio tv che è forse più una involuzione, una perdita di qualità in cambio di ‘vicinanza’ alla gente comune. Il famoso quarto d’ora di notorietà di Andy Warhol che diventa un vero e proprio modo di fare televisione. E chissà con quali altre e temibili evoluzioni future.

#SerialAddicted: House of Cards


SERIAL ADDICTED

I soldi sono come ville di lusso che iniziano a cadere a pezzi dopo pochi anni; il potere è la solida costruzione in pietra che dura per secoli. Non riesco a rispettare chi non vede questa differenza. (Frank Underwood)

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Da oggi, periodicamente, ripropongo sul blog una rubrica radiofonica che curo all’interno della trasmissione Moviegoers, su We Want Radio. Serial Addicted, per parlare delle serie TV, vecchie o nuove che siano. Iniziamo da un serial ‘cult’, House of Cards, intrighi e politica in salsa statunitense.

Nell’istante in cui una serie TV o un personaggio principale entra nel linguaggio comune, per un comportamento, una condizione o un modo di essere, possiamo dire che quella serie ha raggiunto un grande successo. Questo sta accadendo ad House of Cards, serie in onda su Netflix e con protagonista il due volte premio oscar Kevin Spacey. Soprattutto negli Stati Uniti ovviamente ma in parte anche in Italia.

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Il suo personaggio, Frank Underwood è diventato il sinonimo per indicare il potere politico, quello sporco, quello degli accordi sottobanco, dei ricatti e dei complotti. Oggi sempre più spesso ci capita di sentire frasi del tipo: “Sei peggio di Frank Underwood!”

Un po’ di dati. House of Cards è una serie americana creata nel 2013 da Beau Willimon ed è ispirata alla serie originale, di produzione britannica (in onda negli anni 90 sulla BBC), a sua volta frutto di un adattamento della trilogia scritta da Michael Dobbs, un ex capo di stato maggiore della sede del Partito Conservatore britannico.

Se il romanzo si occupava delle trame ordite dal Primo Ministro Britannico, in House of Cards made in USA si racconta la storia di Frank UnderwoodDeputato del Partito Democratico e capogruppo di maggioranza al Congresso, ha diretto la vittoriosa campagna elettorale di Garrett Walker, eletto alla Casa Bianca. Quando però Walker viene meno alla promessa fatta prima delle elezioni, cioè di affidargli l’incarico di Segretario di Stato della nuova amministrazione, Frank cerca una vendetta personale puntando ai vertici politici di Washington. Tra inganni,  sotterfugi e trame segrete. Coadiuvato dalla moglie Claire e dalla giovane giornalista Zoe Barnes

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Malgrado Frank sia un personaggio spietato (e lo vediamo nella scena iniziale della prima puntata, in cui soffoca un cagnetto ferito dopo essere stato investito da una macchina.) il telespettatore tende a schierarsi dalla sua parte, a giustificare le sue azioni, in fin dei conti frutto dell’ingiustizia subita (la mancata nomina a segretario di Stato) e della ricerca della vendetta scendendo allo stesso livello di chi lo ha ‘fregato’. Underwood però andrà ben oltre, in effetti

Spoileriamo un po’. Nel corso delle puntate Underwood riesce a farsi nominare Vicepresidente e successivamente, contribuendo al montare di uno scandalo, provoca le dimissioni del Presidente, divenendo quindi il nuovo Comandante in Capo degli Stati Uniti d’America.

Robin Wright in season 2 of Netflix's "House of Cards." Photo credit: Nathaniel Bell for Netflix.
Robin Wright in season 2 of Netflix’s “House of Cards.” Photo credit: Nathaniel Bell for Netflix.

Un cast all-star. Kevin Spacey che, dopo decenni di Cinema, (e due Oscar) ha deciso di voltare pagina divenendo una star del piccolo schermo. Ha detto Spacey, commentando il passaggio da Cinema a TV: “sono stato fortunato a fare cinema in un altro momento storico. I film prodotti negli anni 90 non si fanno più. E le storie più interessanti e i personaggi più interessanti ora sono in TV“.

E poi Robin Wright, altra stella, impegnata nel ruolo di Claire, la first lady ambiziosa e pronta ad aiutare il marito nella ascesa al potere. Non solo per amore ma soprattutto per propri interessi personali. Come si scoprirà con il seguire degli episodi e delle stagioni. Nel 2014 , per questo ruolo, ha vinto il Golden Globe come Miglior attrice protagonista in una serie tv

Seguitissima dagli ‘addetti ai lavori’, Barack Obama in testa, per certi aspetti HOC ha lanciato alcune novità, nel mondo delle serie tv.

  • Tecnica stilistica. Il modo in cui Spacey parla direttamente ai telespettatori guardando in camera, il creare una complicità con chi è aldilà dello schermo è una innovazione rispetto alle solite serie. Non proprio una novità, visto che è stata già usata in altri telefilm del passato ma rappresenta comunque un cambio di ‘prospettiva’in confronto all’esistente.
  • Il servizio di streaming online on demand, accessibile tramite un apposito abbonamento ha acquistato i diritti della serie, battendo importanti emittenti come HBO. La novità qui è nella messa in onda. Essendo un servizio streaming Neftlix rilascia la serie completa nello stesso giorno. E quindi sono visibili sin da subito tutti gli episodi, non c’è più bisogno di attendere settimane e mesi per poter vedere il finale. Si svolge tutto in una notte. Una piccola rivoluzione destinata, secondo alcuni, a prendere piede e soppiantare l’odierno modo di fare serie TV. Netflix ha speso qualcosa come 100 milioni di dollari per produrre la serie.
  • HOC non è la prima serie ‘politica’. Ve ne sono state altre. Una donna alla Casa Bianca, ed esempio, che raccontava la storia di una Presidente donna. Ma soprattutto The West Wing, serie creata da Aaron Sorkin e prodotta dalla NBC a cavallo tra anni novanta e duemila. Se in TWW l’idealismo del Presidente la faceva da padrone e la massima ‘agisci con buonsenso’ era la linea guida, in HOC si analizza il ‘lato oscuro’ della politica, l’avere potere ad ogni costo, calpestando ideali, persone, affetti sino alle estreme conseguenze. Con tutte le esagerazioni del caso purtroppo HOC si avvicina bene alla politica reale, molto di più di TWW.
  • Il regista dei primi due episodi è David Fincher, quello di The Social Network e Fight Club. Lo stesso Kevin Spacey è tra i produttori della serie. Inoltre, tra i registi che si sono alternati durante gli episodi, segnaliamo Joel Schumacher (Batman Forever, In linea con l’assassino, Number 23 tra gli altri) e , per la nona puntata della seconda stagione, Jodie Foster.
  • Il tema principale di House of Cards, è stato composto da Jeff Beal, compositore statunitense autore di diverse colonne sonore
  • Giunta alla quarta stagione, in Italia è trasmessa da Sky Atlantic

Il testo riporta estratti di altri siti web. 

La notte degli Emmy Awards, pronostici e nomination degli ‘Oscar delle Serie Tv’!


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La notte dei 67esimi Emmy Awards, gli ‘Oscar’ della Tv. Sempre più importanti vista la grande qualità delle serie televisive prodotte negli ultimi anni. Sarà ancora gloria per Mad Men, giunto all’ultima stagione e Modern family oppure saranno scalzati da Game of Thrones e Transparent? Viola Davis o Robin Wright nei Drama? Julia Louis-Dreyfus o Lisa Kudrow?  nelle Comedy? Di seguito le nomination delle categorie principali ed i nostri pronostici.

Best Drama:

Due i nostri favoriti. Downton Abbey ed House of Cards. Probabile vittoria per Game of Thrones o Mad Men.

Le Nomination:
Better Call Saul

Downton Abbey
Il Trono di Spade
Homeland
House of Cards
Mad Men
Orange Is the New Black

Best Comedy:

Anche qui due favoriti. La serie tv che tratta con ironia e dolcezza la vita di una persona transessuale e le avventure di una improbabile VicePresidente americana. Parlano molto bene anche di Unbreakable Kimmy Schmidt, la storia di una ragazza torna al mondo dopo essere stata prigioniera in un bunker per 15 anni.

Le Nomination:
Louie
Modern Family
Parks and Recreation
Silicon Valley
Transparent
Unbreakable Kimmy Schmidt
Veep

Miglior attore drammatico:

Due preferiti. Due attori di Hollywood oramai impegnati nei Serial. Daniels e Spacey.

Le Nomination:
Kyle Chandler, Bloodline
Jeff Daniels, The Newsroom
Jon Hamm, Mad Men
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schreiber, Ray Donovan
Kevin Spacey, House of Cards

Miglior attrice drammatica:

L’attrice di Homeland è già stata premiata negli anni passati quindi puntiamo dritti su Robin Wright anche se è molto quotata Viola Davis. Altra possibile vincitrice è Tatiana Malsany, protagonista di Orphan Black, telefilm canadese di fantascienza che racconta la storia di una ragazza orfana che assume l’identità di una donna suicidatasi fisicamente identica a lei, scoprendo in seguito di essere uno di molti cloni in circolazione.

Le Nomination:
Claire Danes, Homeland
Viola Davis, Le regole del delitto perfetto
Taraji P. Henson, Empire
Tatiana Malsany, Orphan Black
Elisabeth Moss, Mad Men
Robin Wright, House of Cards

Miglior attore nelle Comedy:

Speriamo vinca Jeffrey Tambor, il protagonista di Transparent anche se non mi spiacerebbe si affermasse Matt LeBlanc, il ‘Joey’ di FRIENDS

Le Nomination:
Anthony Anderson, Black-ish
Louis C.K., Louie
Don Cheadle, House of Lies
Will Forte, The Last Man on Earth
Matt LeBlanc, Episodes
William H. Macy, Shameless
Jeffrey Tambor, Transparent

Miglior attrice nelle Comedy:

Julia Louis-Dreyfus o Lisa Kudrow? La protagonista di Veep o l’eterna Phoebe ora impegnata in un nuovo serial? Nel dubbio, tifiamo per entrambe!

Le Nomination:
Edie Falco, Nurse Jackie
Lisa Kudrow, The Comeback
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Amy Poehler, Parks and Recreation
Amy Schumer, Inside Amy Schumer
Lily Tomlin, Grace and Frankie

Altre nomination: (dal sito http://www.comingsoon.it/news/?source=tvseries&key=47950)

ATTORE NON PROTAGONISTA IN UN DRAMA
Jonathan Banks, Better Call Saul
Jim Carter, Downton Abbey
Alan Cumming, The Good Wife
Peter Dinklage, Il Trono di Spade
Michael Kelly, House of Cards
Ben Mendelsohn, Bloodline

ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UN DRAMA
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Christine Baranski, The Good Wife
Emilia Clarke, Il Trono di Spade
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Lena Headey, Il Trono di Spade
Christina Hendricks, Mad Men

ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA COMEDY
Andre Braugher, Brooklyn Nine-Nine
Tituss Burgess, Unbreakable Kimmy Schmidt
Ty Burrell, Modern Family
Adam Driver, Girls
Tony Hale, Veep
Keegan-Michael Key, Key & Peele

ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA COMEDY
Mayim Bialik, The Big Bang Theory
Julie Bowen, Modern Family
Anna Chlumsky, Veep
Gaby Hoffmann, Transparent
Allison Janney, Mom
Jane Krakowski, Unbreakable Kimmy Schmidt
Kate McKinnon, Saturday Night Live
Niecy Nash, Getting On

MINISERIE
American Crime
American Horror Story: Freak Show
Olive Kitteridge
The Honorable Woman
Wolf Hall

FILM TV
Agatha Christie’s Poirot: Curtain: Poirot’s Last Case
Bessie
Grace of Monaco
Hello Ladies: The Movie
Killing Jesus
Nightingale

ATTORE PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Adrien Brody, Houdini
Ricky Gervais, Derek Special
Timothy Hutton, American Crime
Richard Jenkins, Olive Kitteridge
David Oyelowo, Nightingale
Mark Rylance, Wolf Hall

ATTRICE PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Maggie Gyllenhaal, The Honorable Woman
Felicity Huffman, American Crime
Jessica Lange, American Horror Story: Freak Show
Queen Latifah, Bessie
Frances McDormand, Olive Kitteridge
Emma Thompson, Sweeney Todd

ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Richard Cabral, American Crime
Damian Lewis, Wolf Hall
Bill Murray, Olive Kitteridge
Denis O’Hare, American Horror Story: Freak Show
Michael Kenneth Williams, Bessie
Finn Wittrock, American Horror Story: Freak Show

ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Angela Bassett, American Horror Story: Freak Show
Kathy Bates, American Horror Story: Freak Show
Zoe Kazan, Olive Kitteridge
Regina King, American Crime
Mo’Nique, Bessie
Sarah Paulson, American Horror Story: Freak Show

REGIA PER UN DRAMA
Lesli Linka Glatter, Homeland
David Nutter, Il Trono di Spade
Jeremy Podeswa, Il Trono di Spade
Steven Soderbergh, The Knick
Tim Van Patten, Boardwalk Empire

REGIA PER UNA COMEDY
Louis C.K., Louie
Armando Iannucci, Veep
Mike Judge, Silicon Valley
Phil Lord e Christopher Miller, The Last Man on Earth
Jill Soloway, Transparent

REGIA PER UNA MINISERIE, FILM TV O SPECIALE DRAMMATICO
Hugo Blick, The Honorable Woman
Lisa Cholodenko, Olive Kitteridge
Uli Edel, Houdini
Peter Kosminsky, Wolf Hall
Ryan Murphy, American Horror Story: Freak Show
Dee Rees, Bessie
Tom Shankland, The Missing

SCENEGGIATURA PER UN DRAMA
David Benioff e D.B. Weiss, Il Trono di Spade
Joshua Brand, The Americans
Semi Chellas e Matthew Weiner, Mad Men
Gordon Smith, Better Call Saul
Matthew Weiner, Mad Men

SCENEGGIATURA PER UNA COMEDY
Alec Berg, Silicon Valley
Simon Blackwell, Armando Iannucci e Tony Roche, Veep
Louis C.K., Louie
David Crane e Jeffrey Klarik, Episodes
Will Forte, The Last Man on Earth
Jill Soloway, Transparent

SCENEGGIATURA PER UNA MINISERIE, FILM TV O SPECIALE DRAMMATICO
Jane Anderson, Olive Kitteridge
Hugo Blick, The Honorable Woman
Christopher Cleveland, Horton Foote, Bettina Gilois e Dee Rees, Bessie
Lee Eisenberg, Stephen Merchant e Gene Stupnitsky, Hello Ladies: The Movie
John Ridley, American Crime
Peter Straughan, Wolf Hall

ATTORE OSPITE IN UN DRAMA
F. Murray Abraham, Homeland
Alan Alda, The Blacklist
Beau Bridges, Masters of Sex
Reg E. Cathey, House of Cards
Michael J. Fox, The Good Wife
Pablo Schreiber, Orange Is the New Black

ATTRICE OSPITE IN UN DRAMA
Khandi Alexander, Scandal
Rachel Brosnahan, House of Cards
Allison Janney, Masters of Sex
Margo Martindale, The Americans
Diana Rigg, Il Trono di Spade
Cicely Tyson, Le regole del delitto perfetto

ATTORE OSPITE IN UNA COMEDY
Mel Brooks, The Comedians
Louis C.K., Saturday Night Live
Paul Giamatti, Inside Amy Schumer
Bill Hader, Saturday Night Live
Jon Hamm, Unbreakable Kimmy Schmidt
Bradley Whitford, Transparent

ATTRICE OSPITE IN UNA COMEDY
Pamela Adlon, Louie
Elizabeth Banks, Modern Family
Christine Baranski, The Big Bang Theory
Joan Cusack, Shameless
Tina Fey, Unbreakable Kimmy Schmidt
Gaby Hoffmann, Girls

PROGRAMMA ANIMATO
Archer
Bob’s Burgers
I Simpson
Over the Garden Wall
South Park

CREDITI DI APERTURA
American Horror Story: Freak Show
Bosch
Halt and Catch Fire
Manhattan
Marvel’s Daredevil
Olive Kitteridge