I socialisti francesi virano a Sinistra: Benoit Hamon candidato all’Eliseo


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Benoit Hamon, ex Ministro ed esponente dell’ala Sinistra del PS, sarà il candidato dei Socialisti e del centrosinistra alle elezioni Presidenziali. Ha vinto il ballottaggio con Valls. 2 milioni i votanti alle primarie.

I sondaggi non gli danno alcuna speranza di poter accedere al secondo turno delle Presidenziali. Molti socialisti sostenitori di Valls infatti si schiereranno con il liberal Macron, ex Ministro di Hollande ed ex socialista, di area centrista. A Sinistra invece Hamon ha la concorrenza di Melenchon e del suo Partito di Sinistra. Il candidato socialista è quindi nel mezzo, posizione scomoda. D’altro canto potrebbe anche recuperare voti di protesta andati a Marine Le Pen. Ed il candidato di centrodestra Fillon è in pieno scandalo. Chissà…

Il 2016 tra crisi internazionali, emergenze ed elezioni (USA in primis)


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Nel 2016 vi saranno molti appuntamenti importanti. Iniziando dalla politica.

Europa e resto del Mondo

La Spagna rappresenta una incognita. Germania ed Unione europea spingono per una grande coalizione PP-PSOE. Gli spagnoli però non sono abituati a tale scenario e non è detto che alla fine prevalgano altre scelte. Un governo di minoranza (popolare o di coalizione centro-destra) o un governo di Sinistra (con socialisti e progressisti sostenuti da Podemos). Il ricorso a nuove elezioni entro l’anno sembra non così scontato.

Dodici mesi di consultazioni. Elezioni presidenziali in Portogallo nel mese di gennaio. A Febbraio si darà il via alle primarie presidenziali negli Stati Uniti. Se la candidatura di Clinton appare solida, sul fronte repubblicano non è ancora chiaro chi potrà realmente prevalere tra il populismo di Trump e gli altri candidati. Sempre a febbraio elezioni parlamentari in Iran. Ad aprile tocca all’Irlanda. A giugno le presidenziali in Islanda. Poi due appuntamenti importanti. Le elezioni della Duma russa daranno il quadro della forza di Putin. A novembre infine la sfida delle sfide, le Presidenziali negli Stati Uniti decideranno il Comandante in Capo per i prossimi 4 anni. Duello Trump-Clinton?

In Europa il fronte anti-sistema sarà messo alla prova. Dal Governo Tsipras (di Sinistra) a quelli di Polonia ed Ungheria (di destra),a chi potrà far pesare i propri voti (Podemos). Gli altri (Le Pen, Salvini, Grillo, Farage) staranno a guardare. Il loro consenso sarà pari all’aumento delle emergenze (finanziaria, migratoria, sul terrorismo). E nel 2017 si vota in Francia.  Anche Angela Merkel potrebbe vivere periodi di tensioni interne, soprattutto in merito al tema immigrazione.

Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, a 'Porta a Porta', il 21 gennaio 2014 a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Italia

Anche l’Italia avrà due appuntamenti elettorali importanti. Le comunali in primavera, con al voto città importanti come Roma, Napoli, Milano e Torino. E poi il referendum confermativo sulla Riforma Costituzionale voluta dal governo. Due banchi di prova importanti per Renzi. Se sul quesito referendario è scontato un ampio successo, le sfide locali potrebbero riservare sorprese, soprattutto sul fronte 5 Stelle. Molti guardano a Roma. Milano sarà probabilmente appannaggio di Sala (qualora prevalga nelle primarie). Napoli altra incognita. A Torino Fassino cerca il bis. Qualora il movimento candiderà personaggi credibili, potrebbe anche averla vinta in almeno un capoluogo.

Renzi, oramai etichettato da molti come ‘neoberlusconiano’ per le politiche liberalconservatrici attuate su Lavoro (Jobs Act), Scuola e Fisco (no tasse sulla prima casa per tutti) dovrebbe aggiustare il tiro ‘coprendosi’ a Sinistra. Sarà forse l’anno delle Unione Civili, dello Ius soli e dell’inasprimento dei provvedimenti contro i reati. Chissà se questo gioverà alla sua popolarità. Una cosa è certa. Il 2016 inizia nel segno del Premier, per mancanza di avversari. Forza Italia è in disfacimento, con Verdini che recluta parlamentari ogni giorno. Berlusconi non sembra poter fare nulla per arrestare la caduta ed insegue il nuovo leader del Centrodestra ovvero Matteo Salvini. Il populismo leghista paga ancora ed i temi nazionali ed internazionali (immigrazione, sicurezza, pericolo attentati) saranno determinanti per accrescerne ulteriormente il consenso. I 5 Stelle sono ancora in fase di ‘maturazione politica’ e le amministrative potrebbero far fare loro un importante salto di qualità o arrestarne il consenso. Il resto è nulla. A Sinistra del PD c’è il vuoto. Sel, ora Sinistra Italiana assieme ad ex PD, non sembra impensierire Renzi, così come Possibile di Civati. Anche il Centro è annichilito dal decisionismo renziano. Le scelte ‘progressiste’ sui diritti civili potrebbero però consegnare qualche elettore in più ad Alfano e soci.

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Fronti caldi nel Mondo

Infine l’instabilità sui fronti caldi del Pianeta. Dalla Siria all’Iraq passando per la Libia, lo Yemen (senza dimenticare l’Egitto). L’ISIS nel 2015, aldilà degli attentati organizzati nel Mondo, ha perso terreno in Siria ed Iraq. Curdi e coalizione internazionale hanno recuperato terreno. C’è da capire come si muoverà Al Baghdadi per conquistare consenso e finanziamenti e se il fronte anti-ISIS riuscirà a trovare un accordo duraturo tra i vari attori in gioco (ribelli, Assad, Curdi, Stati Uniti, Russia, Europa, Turchia etc).

In Europa si temono attentati in Italia, Germania e Gran Bretagna. Il Giubileo potrebbe essere una ghiotta occasione anche se la risposta occidentale sarebbe poi inevitabile ed il tutto potrebbe assumere i contorni di una Guerra Santa tra religioni, cosa che l’ISIS non credo abbia intenzione di intraprendere (dichiarazioni di facciata a parte). Bisogna però considerare anche le schegge impazzite del terrorismo, non controllabili.

Cina e Stati Uniti rischiano di scontrarsi ‘economicamente’ nel fronte asiatico. Le manovre cinesi negli arcipelaghi Spratly e Paracel (ricchi di petrolio, gas e snodo commerciale) indispettiscono Washington che cerca alleanze nei paesi vicini (Vietnam, Taiwan, Filippine, Brunei e Malaysia).

Sul fronte russo, se ancora ci sono tensioni per l’Ucraina e si dialoga in chiave ‘soluzione in mediorente’, nuove fonti di scontro sono in Europa. Il Montenegro aderirà alla Nato e Putin è fermamente contrario. Si profilano tensioni e piccole ripicche. Senza trascurare gli scontri con la Turchia, destinate ad inasprirsi.

In Venezuela, dopo la sconfitta di Maduro nelle elezioni parlamentari, la situazione potrebbe precipitare. Anche il Brasile non se la passa bene, con un procedimento di impeachment per la Presidente.

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Crisi umanitarie

Le crisi umanitarie non saranno assenti. Da quelle dei migranti in fuga dalle guerre (dipenderà dalla evoluzione in Libia, Siria, Iraq, Yemen, Sudan, Africa sub-sahariana) ad una possibile nuova emergenza in Nepal, devastato dal recente terremoto. Vi sono poi le emergenze umanitarie ‘dimenticate’ dai media. (El Salvador, Honduras e Guatemala su tutte, secondo Reuters) e quelle pronte ad esplodere (Congo e Burundi) o a riesplodere (Ucraina)

Accordi internazionali (e crisi finanziarie)

Alcuni accordi importanti stipulati nel 2015 (dal TTIP/TTP al nucleare iraniano, fino ad arrivare all’accordo sul clima) potrebbero avere sviluppi nell’anno appena iniziato o essere clamorosamente smentiti dai fatti o superati dagli eventi. Il prezzo del petrolio continuerà a scendere? Altre crisi finanziarie saranno destinate ad esplodere in Europa o nel resto del Pianeta?

Sport e Società

Il 2016 sarà anche un anno di Sport. A giugno gli Europei in Francia, ad agosto le Olimpiadi in Brasile. Ed a maggio si chiude la Serie A. Sarà una sfida a tre tra Inter, Juve e Napoli?

Per finire gli eventi nostrani. Facile prevedere nuovi scandali, arresti più o meno eccellenti. Inchieste più o meno clamorose. (Pensate a grandi eventi ed aspettatevi grandi casini, Giubileo in primis?). Solita cronaca nera e pollaio nei talk politici. E l’Oscar, Sanremo, Masterchef, Amici, X Factor? Chi vincerà le sfide più attese della Tv e del Cinema? Infine i lutti eccellenti. Chi ci lascerà nel 2016? Tra musicisti, attori, scrittori, economisti e politici la lista sarà composita. Nessuna previsione quest’anno però.

Pezzo lungo il mio, tante parole ma in realtà l’anno è tutto da scrivere (e da vivere). Ed il primo capitolo è già iniziato!

 

Oggi le Elezioni Legislative in Francia


In Francia si vota per le elezioni Legislative. Si rinnova la Camera bassa ovvero l’Assemblea Nazionale. Oggi si svolge il primo turno che dovra eleggere tutti i 577 membri. L’altra camera è il Senato, che è già controllato dai partiti di sinistra. Gli eventuali ballottaggi delle elezioni legislative si terranno il 17 giugno.

Il sistema elettorale francese è il doppio turno di collegio. Da il Post una sistesi del sistema:
Ognuna delle 577 circoscrizioni eleggerà il suo deputato all’Assemblea nazionale in base a un sistema uninominale. Vince al primo turno solo il candidato che ottiene il 50 per cento più uno dei voti complessivi e il 25 per cento dei voti degli elettori registrati. Qualora una di queste due varianti non si dovesse verificare, si tiene un ballottaggio che però può includere anche più di due candidati (anche se è un caso molto raro). Infatti, accedono al secondo turno tutti i candidati che hanno avuto più del 12,5 per cento delle preferenze degli elettori registrati. Al ballottaggio, poi, chi prende più voti tra questi vince il seggio.

Il Partito Socialista di Hollande, alleato a due piccoli partiti di Sinistra (I radicali ed i Verdi) punta ad avere la maggioranza assoluta (289 seggi) ma l’0biettivo appare difficile e quindi probabilmente avrà necessità di accordi con il Fronte della Sinistra di Jean-Luc Mélenchon. L’UMP, partito dell’ex Presidente Sarkozy, è dilaniato dalle divisioni ma punta ad essere la prima formazione politica in Parlamento. I sondaggi infatti danno il PS al 30% dietro l’UMP, accreditato del 32-33%. I partiti della Gauche vengono comunque dati come favoriti con una maggioranza totale che si aggira tra i 290 ed il 340 seggi.

Il Front National, pur avendo consensi vicini al 12-15%, difficilmente otterrà piu di 3-5 seggi.

Gia questa sera avremo comunque un quadra abbastanza chiaro di quale maggioranza avranno Francois Hollande ed il Premier Jean-Marc Ayrault per i prossimi cinque anni.

Francia: Hollande in testa, boom per Le Pen, domani si impenna lo spread?


Sembra che Hollande chiuderà in testa il primo turno. Sarkozy dovrà rincorrere cercando di prendere voti ai centristi di Bayrou ed all’estrema destra di Marine Le Pen che sta avendo un risultato storico, vicno al 20%.

Domani riaprono i mercati. Lo ‘spread’ si impennerà dando il segnale che per la finanza è utile una presidenza Sarkozy?

Presidenziali Francia: Marine Le Pen ‘prima’ tra i giovani


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Marine Le Pen fa incetta di voti tra i giovani. Cosi riferisce un sondaggio francese, realizzato a poche settimane dal primo turno Presidenziale.

Fonte:

LE PERCENTUALI – Un sondaggio realizzato dalla francese CSA mostra robusti spostamenti delle intenzioni di voto dei giovani (18-24 anni) per le presidenziali francesi. Spostamenti che premiano Marine Le Pen, ora la preferita da questa classe d’età, e in misura minore Jean-luc Melenchon, che corre per la sinistra.

SU E GIU’ – Una dinamica attesa, non solo perché i giovani tendono a orientarsi verso i candidati che percepiscono meno vicini al sistema. Il tonfo in pochi mesi del partito socialista e del suo candidato Hollane ad esempio non stupisce gli osservatori transalpini. Hollande era partito forte sui giovani ha conquistato fin da subito grossi consensi, poi la sua campagan si è dedicata anche ad altro e i giovani intanto hanno fatto conoscenza anche con gli altri candidati, tr i quale anche madame Le Pen, assai più digeribile del padre, che con l’immagine da paleofascista urlante non aveva grandi speranze.

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L’Europa, il futuro, nuove culture e solite paure….


E’ di oggi la stravagante proposta del Ministro Calderoli di ritirare i nostri militari in Libano al fine di schierarli nel nostro paese per fronteggiare l’emergenza immigrazione. La Germania è allarmata per le nostre decisioni in merito al permesso di soggiorno termporaneo. La Francia respinge i migranti in arrivo dall’Italia. Tutta l’Europa appare incapace di reagire alle conseguenze della Rivoluzione nel Nordafrica. Alcuni analisti temono una recrudescenza dei movimenti estremisti e xenofobi, lo stesso Sarkozy guarda con ansia alle Presidenziali del prossimo anno, la leader del FN Marine Le Pen avanza nei sondaggi.

Credo che in questo momento storico tutti siano impegnati a guardare all’oggi e non al domani, all’immediato e non al futuro. In particolar modo i partiti populisti di destra pompano mediaticamente gli eventi dipingendo il fenomeno come una ‘imminente invasione’ e tale modo di fare rischia di avere successo tra le persone, spaventate dal ‘diverso’, dal rischio di perdere i diritti conquistati con anni di battaglie, divenendo ospiti in casa propria.

Preferirei  invece si cercasse di guardare lontano e lo faccio prendendo spunto da alcuni esempi. La cosiddetta ‘civiltà europea’ , quella in cui tutti noi viviamo e che ha tanti pregi e numerosi difetti, non è sempre esistita come tale. L’Europa di oggi è frutto di tanti eventi storici susseguitisi nei secoli passati. Dopo il crollo dell’Impero Romano, con l’inizio del MedioEvo e la formazione dei primi grandi Stati nazionali, ha inizio la ‘civiltà europea’, la quale ha quindi piu di mille anni. Quasi millecinquecento.

Bene, assunto questo dato, passiamo ad esaminare la durata delle Grandi Civiltà nella Storia. Quella Egizia ha avuto una vita molto lunga, circa tremila anni. I Romani hanno dominato l’Europa ed il Mediterraneo per piu di 1200 anni e prima di loro i Greci per oltre 500 anni. Se guardiamo piu lontano nel tempo e ci spostiamo verso il MedioOriente, i Sumeri sopravvissero circa 2000 anni , soppiantati poi dai Babilonesi per i successivi 1500 anni. In America tra le civiltà precolombiane quella Maya risulta essere la piu longeva con 2000 anni di Storia. La stessa plurimillenaria civiltà Cinese, ha avuto stravolgimenti e continue modifiche nel corso dei secoli.

Con questo cosa voglio dire? Vorrei far capire che la ‘nostra civiltà’ ha avuto un inizio ed avrà una sua fine, sarà soppiantata da altre civiltà. E’ nella natura delle cose, è la Storia che ce lo insegna. Pensate davvero che tra 2000 anni esisterà ancora la Repubblica Italiana o il Regno di Gran Bretagna o gli Stati Uniti d’America?Probabilmente no. Vi saranno altre nazioni, altri popoli, tutti figli di rimescolamenti di culture, popolazioni ed etnie.

Dobbiamo prendere atto del fatto che  la civiltà europea sta lentamente morendo, se per secoli è stata il fulcro della cultura occidentale, prima con i Greci, poi con i Romani e successivamente con Spagnoli, Olandesi, Inglesi e Francesi, al giorno d’oggi viene sempre maggiormente soppiantata da altri paesi emergenti, India, Cina, Brasile e Russia tanto per fare alcuni nomi.

La crisi di natalità, le nuove tecnologie, il benessere diffuso, ha spinto il nostro Continente (ed in generale l’Occidente) a ‘delegare’ parte dei meccanismi di funzionamento della società proprio ai paesi emergenti ed al mondo arabo, principamente come forza lavoro ma non solo. Popolazioni che crescono all’interno della nostra cultura, che ne vengono influenzate e che, di conseguenza, la influenzano. Cinquanta anni fa mangiavamo Kebab? usavamo la Kefiah per vestirci ?

Di fronte ad una prospettiva di ‘fusione’ di questo genere, che è INEVITABILE, appare quanto mai inutile il ragionamento di partiti come la Lega, che sarebbero propensi ad erigere un recinto ai confini del Paese per evitare l’arrivo dei migranti. Non arriveranno oggi, non arriveranno domani, ma arriveranno e pian piano modificheranno la cultura Europea.

Dobbiamo quindi isolarci attendendo l’arrivo di persone ‘estranee’ alla nostra cultura oppure dobbiamo favorire il cambiamento della loro in modo da avvicinarla alla nostra rendendo meno ‘traumatica’ la futura convivenza?

Fermo restando i ‘rimedi’ a breve e medio termine e cioè le quote annuali, i permessi di soggiorno regolari ed i rimpatrii per gli irregolari, credo fermamente che noi occidentali si debba guarda ‘lontano’ , cercando di influenzare le altre culture cosi da renderle piu simili alla nostra. Molti cittadini europei hanno paura dell’immigrazione, in particolar modo di quella araba, non solo per la questione ‘sicurezza’ ma anche per le differenti culture che essa porta con se. La paura del ‘diverso’, il timore di perdere quei diritti civili e sociali conquistati con anni di battaglie. In sintesi non pochi credono ad una ‘islamizzazione del vecchio continente’.

Proprio per evitare un fenomeno di tale portata sarebbe utile aiutare i popoli arabi a modificare le loro culture in senso occidentale, ovvero incrementando le libertà civili e sociali. Come fare? Non certamente con le ‘bombe’ e nemmeno pagando i vari dittatori locali per ‘tenere buoni’ i loro popoli.

No, le vere ‘bombe’ devono essere rappresentate dai new media, dalle ‘parabole’ delle tv, da internet. Usare tali mezzi per far capire loro quanto sia bella la libertà di espressione, di pensiero, di opinione, di costume. Aiutarli ad affrancarsi dalla religione, favorendo la loro emancipazione culturale. E’ una teoria che sostengo da anni e le Rivoluzioni arabe del 2011, in parte, mi danno ragione. I giovani del NordAfrica si battono per la carenza di cibo ma anche per avere maggiori diritti e lo fanno anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione che abbiamo creato noi occidentali.

Questo è il nostro compito, in una fase storica di declino della ‘civiltà europea ed occidentale’ non possiamo arroccarci in difesa, isolandoci dal mondo. Dovremmo cercare di favorire una integrazione lenta, costante ma omogenea, in modo tale che tra qualche secolo, quando ciò che oggi ci circonda sarà solo un lontano ricordo, nel nostro Continente avremo una Civiltà nuova frutto di  un miscuglio di razze e culture precedenti. Maggiore sarà la somiglianza di tali culture, maggiormente indolore sarà il processo di mescolanza ed unione.

Partiti come la Lega renderanno piu doloroso e sanguinoso tale procedimento. Anche se, al momento, sembra sempre piu probabile che in futuro l’Europa guardi con maggiore favore a tali movimenti populisti. La Paura avrà la meglio sulla Ragione? Spesso la Storia ha decretato la vittoria della prima sulla seconda, la nostra unica speranza è che in questo caso accada il contrario. Altrimenti ne soffriranno le generazioni future, ma si sà “quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”.