#Crisidigoverno: l’errore di #Salvini ed il rischio di perdere la partita


E’ successo. Matteo Salvini ha commesso un primo grave errore. La rottura voluta con i grillini, il successivo pressing per il voto, il no alle dimissioni dei ministri leghisti, il listone imposto a Forza Italia, la possibilità di un accordo 5 stelle-PD; le ultime mosse del vicepremier hanno scombussolato il panorama politico italiano e soprattutto hanno messo all’angolo la Lega, che ora sembra cercare una tardiva riconciliazione con Di Maio e soci. Difficile ma non impossibile, vista la schizofrenia politica dei pentastellati.

Di fatto però Salvini ha sbagliato. I sondaggi post-rottura danno ampi segnali in questo senso. La lega scende di qualche punto, salgono i grillini ed il PD. “Chi rompe il patto, pagherà elettoralmente” diceva lo stesso segretario leghista mesi fa. Giorgetti, suo uomo di fiducia, gli rimprovera di aver sbagliato i tempi. La mossa del listone di centrodestra proposta a Forza Italia ha indispettito gli azzurri, spingendo alcuni parlamentari forzisti a sperare nel ‘non voto’ per riciclarsi magari nel nuovo movimento di Renzi. Ed infine, la rottura traumatica del governo sembra spingere i grillini a cercare un accordo, difficile ma anch’esso non impossibile, con il Partito Democratico.

Tornare con i 5 stelle farebbe perdere la faccia (e probabilmente consensi) alla Lega. La nascita di un governo demostellato di legislatura toglierebbe la tribuna d’onore al leader leghista.

Ora Salvini deve solo sperare che gli altri “giocatori” sbaglino le loro mosse e torni il suo turno. Altrimenti la partita sarà persa.

fonti:
Corriere Della Sera
Affari italiani
il Messaggero
Huffington Post

Verso un governo 5 Stelle – Lega?


Tanto tuonò che piovve. La mossa della disperazione di Mattarella, ovvero varare un governo del Presidente per gestire il 2018 oppure per andare al voto entro qualche settimana senza Gentiloni a Palazzo Chigi, ha avuto il suo effetto. Far nascere la possibilità di un governo Di Maio-Salvini. Con il placet di Berlusconi, la Lega ha potuto iniziare un dialogo stretto con i grillini ed il patto per l’esecutivo sembra essere vicino. Ieri poi per Berlusconi c’è stato il colpo di teatro, ovvero la cancellazione della incandidabilità. Il Cavaliere torna a pieno titolo nell’agone politico e già qualcuno parla di dimissioni di un parlamentare forzista per consentire la sua elezione ed il contemporaneo ritorno in Parlamento.

Il nuovo scenario ha reso euforico il leader di Forza Italia, che guarda con rinnovato ottimismo al futuro e crede di poter far ‘schiantare’ l’alleato Salvini ed il rivale Di Maio. Il governo nascente, già redarguito da Mattarella, potrebbe durare poco. Questo si augura Berlusconi. E questo si augura anche Renzi. I due grandi sconfitti del 4 marzo confidano nel fallimento dell’alleanza grillin-leghista per potersi riproporre agli elettori come ‘usato sicuro’. Ben presto sapremo chi avrà ragione.

Senato, spaccatura Salvini-Berlusconi, la Lega vota Bernini alla Presidenza


E rottura fù. Ieri sembrava tutto pronto per l’elezione di Romani alla Presidenza del Senato. Berlusconi aveva imposto il suo uomo fidato a Salvini in cambio del via libera al leghista come candidato a Palazzo Chigi. Romani però da sempre ha l’ostilità dei 5 stelle. Imporlo era un atto di Berlusconi per far capire che non sarebbe stato il passacarte della Lega. Si ragionava su quanti renziani domani avrebbero votato per il forzista e quante possibilità avesse di essere eletto. Di Maio sembrava all’angolo, isolato. In difficoltà anche alla Camera, dove i 5 stelle per eleggere Fico hanno bisogno dei voti degli altri partiti.

Stasera il colpo di teatro. Mentre tutti votano scheda bianca, la Lega vota Anna Maria Bernini alla Presidenza. Forzista anche lei ma non sgradita a Di Maio e soci. Berlusconi furioso dichiara rotta l’unità del Centrodestra e domani tutto sembra possibile.

Le regole del Senato prevedono che alla quarta votazione venga eletto Presidente il più votato tra i due candidati che hanno avuto più preferenze alla votazione precedente. Visti i numeri domani alla terza votazione, se il centrodestra procederà spaccato, accederà al ballottaggio il candidato dei 5 stelle (il cui gruppo conta 112 senatori) ed un altro candidato tra quelli proposti dagli altri partiti. Lega e Forza Italia hanno 58 seggi ciascuno, il PD 54.

Cosa accadrà? Salvini e Berlusconi si metteranno d’accordo per un candidato comune? Ognuno dei due gruppi voterà il proprio candidato sperando di farlo accedere al ballottaggio per vedersela con il 5 stelle? Ed il PD continuerà con la scheda bianca, proporrà un suo candidato o convergerà su uno di quelli indicati dagli altri gruppi.

Stasera la terza votazione per capire quali saranno i due nomi da cui domani uscirà il Presidente del Senato e soprattutto che ne sarà della alleanza di centrodestra  e quante possibilità ha davvero una alleanza 5 stelle-Lega sia per le nomine delle Camere sia per la ben più importante partita del Governo.