Addio ad #AntonelloFalqui, l’uomo che inventò il #Varietà


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A 94 anni è scomparso Antonello Falqui, ideatore di tanti programmi televisivi del passato. Il Musichiere, Canzonissima, Teatro 10, Milleluci, Studio Uno, Dove Sta Zazà: Antonello Falqui è stato il Varietà, quello che molti ricordano con malinconia, una tv gentile, garbata e “colorata” (malgrado il bianco e nero).

Qui di seguito le puntate della mia rubrica Novecento dedicate ad alcuni programmi di Falqui:

Novecento Tv: “Studio Uno”


STUDIO UNO

In questa puntata parliamo di Varietà Musicali, molto diffusi negli anni ’60. Una delle trasmissioni rimaste nel cuore di tanti telespettatori è stata Studio Uno, andata in onda tra il 1961 ed il 1966. Il varietà, che prendeva il nome dallo studio 1 di via Teulada in Roma dove veniva realizzato, era diretto da Antonello Falqui, con le musiche del maestro Bruno Canfora ed è entrato nella storia della televisione perchè ha lanciato definitivamente la carriera di Mina. La tigre di Cremona, già affermata cantante, fu chiamata alla conduzione della trasmissione dove riscosse un notevole successo.

Studio Uno era diviso in vari segmenti, vi erano numerosi balletti diretti dal coreografo Don Lurio;  varie edizioni hanno visto la partecipazione delle gemelle Kessler. Memorabili i siparietti comici tra Mina ed alcuni dei piu grandi attori del cinema italiano, da Alberto Sordi a Totò passando per Tognazzi, Gassman, De Sica, Mastroianni e Manfredi, ognuno dei quali invitato, durante il corso delle varie puntate del programma,  nella rubrica “L’uomo per me”, condotta dalla cantante cremonese.

Alcuni spezzoni del programma:

I numeri delle altre rubriche “vintage”

2010

2009

2007

Novecento TV: “Canzonissima 1959”


“CANZONISSIMA 1959”

C’erano una volta Mina, Raffaella Carrà, Corrado, Walter Chiari, Nino Manfredi, Lelio Luttazzi, Vianello e Mondaini, Alberto Lupo, Loretta Goggi, Alighiero Noschese….. Il piccolo schermo dei nostri giorni ci “regala” Maria De Filippi, Simona Ventura, Emanuele Filiberto, Pupo, Max Giusti, Antonella Clerici e via dicendo.  Notate delle differenze? Eccezion fatta per Fiorello, che non va in tv da almeno cinque anni, e Paolo Bonolis, che però sembra fossilizzato nelle brutte copie di suoi successi del passato, la televisione del terzo millennio appare quanto meno mediocre. Sia per i contenuti che per gli artisti proposti.

Ieri Canzonissima, Fantastico e le gemelle Kessler, oggi Amici,  Ballando con le stelle e Belen Rodriguez. Ad ogni epoca i suoi idoli, senza passare per moralisti o radical-chic. In tempi di magra televisiva non resta quindi che consolarsi con i successi di un tempo.

Su questo blog abbiamo già parlato di Canzonissima, riferendoci però alle due edizioni “cult” condotte da Corrado e Carrà. Era il 1970 ed il paese, superato il “boom”, stava per precipitare nella crisi economica e nel terrorismo. Ultimi scampoli di serenità in un decennio, il ’70, ricco di amarezze e di tensione.

Questa sera invece parliamo della Canzonissima del 1959, condotta dal trio delle meraviglie: Paolo Panelli, Delia Scala e Nino Manfredi. Tre attori, tre artisti, non solo dei semplici conduttori. La regia della trasmissione era  affidata ad Antonello Falqui. Il programma, nato l’anno prima,  si basava sul concorso canoro tra vari cantanti italiani. In quell’edizione Manfredi acquistò notevole successo grazie alla imitazione di un barista ciociaro chiamato Bastiano divenuto noto grazie alla famosa battuta “Fusse che fusse la vorta bbona”.

Di seguito alcuni video di di Canzonissima 1959:

Per chi volesse leggere le “puntate precedenti” delle rubriche “vintage” ecco qui l’elenco, anno per anno:

2010

2009

2007